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Pacelli

In Politica on ottobre 27, 2008 at 9:23 am

Pio dodicesimo.

Futuro santo.

Il Pacelli divenne cardinale nel 1929,segretario di stato l’anno seguente.

Nel 1933 appone la sua firma sul reichskonkordat, trattato con la Germania di hitler nel quale si approvava la proibizione di tutti i partiti politici compreso quello cattolico.

Nel 1939 muore Pio undicesimo,dopo 3 giorni,come per incanto,il Pacelli sale al trono di Pietro.
Il primo di ottobre toglie dall’indice proibito tutti i libri di Charles Maurras(noto antisemita e anticomunista dell’epoca),sostiene apertamente il Caudillo Francisco Franco in Spagna.
Nel 1940 riconosce,definitivamente,le apparizioni di Fatima.
Nel 1950 SCOMUNICA tutti i comunisti del pianeta.
Nel 1952,in un famoso “discorso alle ostetriche” ammise che i coniugi dovevano copulare solo nel periodo di sterilita’ della donna(a oggi,pare incredibile,questo e’ ancora l’unico metodo contracettivo riconosciuto dalla santa sede).
Muore,fortunatamente,nel 1958.

Gli atti di quest’uomo,naturalmente,sono secretati dal Vaticano,ma i cari cugini inglesi e americani,dai loro archivi segreti,recentemente hanno riesumato un incontro fra il Pacelli e l’inviato straordinario della GranBretagna,svoltosi due giorni dopo la retata del 18 ottobre 1943 nel ghetto a Roma.
In quella occasione il Pacelli tace sulla retata e dichiara che i tedeschi si sono comportati “correttamente” con il vaticano.
Ma la vera perla e’ datata 2 mesi dopo,questa volta incontrando l’ambasciatore tedesco Ernest von Weiszaecker,il Pacelli dichiara:
“Il Papa si augura (sempre in terza persona,insopportabile) che i nazisti mantengano le posizioni militari sul fronte russo e spera che la pace arrivi il prima possibile.In caso contrario,il comunismo sara’ l’unico vincitore.Egli sogna l’unione delle antiche nazioni civilizzate dell’occidente per isolare il bolscevismo ad oriente.Cosi’ come fece papa Innocenzo nono,che unifico’ il continente contro i musulmani e libero’ Budapest e Vienna”.

Ecco, oggi siamo nel 2008 avanzato e, candidamente, si porta sul palmo di mano la proposta di beatificazione di un  tal pontefice.
Magari fra un po’ anche Haider, Le Pen e Borghezio (lui non vuole mai mancare) potranno fregiarsi del titolo di beati; in paradiso, parafrasando Renato Zero, un triangolo del genere non s’e’ mai visto .

Baci