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CARUCCIO..

In Politica on agosto 28, 2009 at 1:03 pm

La Lega attacca la Chiesa.
Per non smentirsi usa toni educati,minaccia la revisione del concordato e consiglia il santo padre di accogliere gli immigrati all’interno delle mura Vaticane.
Non mi stupisco.
Se al paralitico varesotto tocchi il tasto “Bingo Bongo” all’improvviso lo senti pronunziare vocaboli tutti interi,frasi senza balbuzie e si ha come l’impressione che il sorriso da iena sia tornato simmetrico.

Quello che non capisco e’ il Vaticano.
Si scagliano contro la Lega per un argomento,l’immigrazione,che forse era l’unico punto chiaro del programma di governo di questi neonazisti durante la campagna elettorale passata.

Al posto di sbraitare adesso, come mai NESSUN copricapo porporato si e’ schierato con il centrosinistra prima delle elezioni?
Come mai Natzinger,preso com’e’ fra omofobia e pillole,non trova le parole all’Angelus per condannare moralmente un puttaniere che governa la nazione con gente che vorrebbe “Torturare l’immigrato clandestino per legittima difesa”?
E ancora,come mai alla ricorrenza dell Perdonanza si invita il nano?

La “Perdonanza” trae origine da una bolla di papa Celestino V,intorno al 1300,con la quale ogni individuo confessato che varca la soglia della basilica di Santa Maria di Collemaggio il 29 agosto di ogni anno riceve l’oramai celeberrima “Indulgenza papale”.
Per l’appunto:confessato.Da chi? E per cosa se l’unto dal signore non ha di che confessare?

Ho prodotto ben quattro quesiti,il nano ha denunciato Repubblica per le dieci domande chiedendo un milione di euro.
Conti alla mano dovrei essere perseguito per 400000 euro.

Facciamo conto tondo:
per rinfrescare la memoria chiedo,umilmente,in quale villone dell’Aquila il pedo-nano ha passato le ferie?

Et voila’,mezza milionata fumata,pero’ con gusto.

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Piccole Lolite crescono

In Politica on agosto 25, 2009 at 9:21 am

In uno sperduto paesino campano,Valva,e’ stato consegnato un premio alla Lolita nostrana(mi perdoneranno i fan di Kubrik per l’ignobile paragone).
Alla Noemi e’ stato assegnato il “Talento cinematografico del futuro”.Unica concorrente.
Filmografia:si vedra’.

Ne devo dedurre che e’ un premio espresso da un gruppo di chiromanti,che fra la previsione di un terno secco e di un sei milionario,hanno visto nella sfera di cristallo taroccato la Noemi all’Academy di hollywood fra qualche tempo.

Non mi risulta che un simil premio sia stato consegnato anche alla Levinsky,che tanto si prodigo’ all’interno della sala ovale.

Il commento della premiata oscilla fra il patetico e l’inimagginabile:
“Mi ispiro a Sofia Loren”,anch’io da ragazzino mi ispiravo a Michel Platini,ma nessuno m’ha mai dato un premio.

“Sto vivendo una fiction ma allo stesso tempo e’ anche vita vera”
Questo e’ un dramma,lo dico sul serio,senza ironia,e’ lo specchio di come migliaia di diciottenni in questo nefasto paese credono di poter costruire il proprio futuro.
Fiction=Vita reale.E viceversa.
Mi chiedo se i genitori di questo esercito di future entreneuse siano consapevoli del danno,oppure se sognino di vedere la propria figlia,magari gia rifatta da un chirurgo plastico,comparire sulle prime pagine di “CHI”.
Mi chiedo quante di queste ragazzine effimere potranno fare le mamme,le insegnanti,le dottoresse.
E mi chiedo,soprattutto,come faranno ‘ste creature quando dovranno camminare da sole,senza il vecchio pappone che le sovvenziona.

Per contro il medagliere italiano ai mondiali di atletica e’ risultato privo di medaglie,mai successo.
I giochi della gioventu’ sono finiti anni or sono.
Una volta si mandavano i propri figli a pallavolo,alla corsa campestre,o anche solo a giocare in un campo con un pallone di cuoio spellato.
Oggi si aspetta con ansia l’edizione della miss del quartiere,primo passo per emulare Linda Lovelace.

Tutti voi sapete che il mondo civile non va avanti cosi’.
E come tutte le cose che non portano da nessuna parte anche questo troiame paraministeriale finira’,con la speranza di non esserci fottuti un intera generazione,ecchecazzo,ci sara’ pure un emulatore di Rubbia o di Muti o di Renzo Piano o di Pirandello.

ONCE UPON A TIME

In Politica on agosto 24, 2009 at 7:43 am

Berlino,estate 2009,in un angolo di Alexander Platz siede un suonatore di violino,nel bel mezzo di un giardino un gruppo di afghani fanno un picnic armati di cartelli pro elezioni,sotto la torre della TV gruppi di bambini multicolori corrono fra le fontane.

Riviera Adriatica,estate 2009,sotto l’ombrellone un signore panciuto e sudaticcio urla al parentado quanto sia giusto “arrestare” i venditori ambulanti.
Poco dopo ne arriva uno,il panciuto si zittisce,il venditore lo saluta con “Ciao Gianni,tutto bene?”.
A quel punto entra in azione la moglie con le amiche, fanno sedere il venditore e gli comprano l’impossibile.
Il panciuto Gianni e’ alle corde,accenna ad un possibile sconto ma viene zittito dalla consorte che senza mezzi termini lo induce a pagare il dovuto.
Follia del controsenso.

Per non farci mancare nulla diversi trogloditi brembani ci hanno sottoposto pure i dialetti,le gabbie salariali,l’inno di Mameli e per ultimo una settantina di morti ammazzati che tutti hanno fatto finta di non vedere per una ventina di giorni.
Spazzatura.

Poi,a meta’ Agosto,la consueta conferenza sulla sicurezza,presieduta da sua bassezza e dal vice bassezza,all’anagrafe Berlusconi Silvio e Maroni Roberto.
Il primo nano d’Italia definisce le mafie “Forze del male”,con la certezza di poterle sconfiggere.
Mi sono veramente risentito,le forze del male sono gia state sconfitte e per l’esattezza dall’indimenticato Obi Wan Kenobi in “Guerre Stellari”.

Fernanda Pivano ci ha lasciato,la “Nanda” non c’e’ piu’.
Devo quasi tutto a questa donna,senza di lei non avrei mai conosciuto e letto Kerouac,Borroughs,Fante e l’insuperabile Charles “Chinasky” Bukowsky.
Una volta,anni fa,ebbi la fortuna di ascoltarla dal vivo,a Venezia,me ne innamorai.
Donne cosi’ ne nascono una o due ogni secolo.
La Nanda porto’ in un Italia recintata dal potere pontificio una nuova visione della vita,quella Beat,che personalmente ritengo ancor oggi l’unica vita possibile.
Fernanda Pivano non incarnava solo l’animo Beat,lei era un mosaico di ideali,potevi sentirla parlare come un’anarchica,come una radicale,come una comunista,come una signora da salotti buoni e come una venditrice di ortaggi in un mercato rionale.
Era unica,irripetibile e mi lascia un vuoto che non potra’ essere colmato.

I migliori se ne vanno sempre per primi,cazzo.