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Elena Kagan, mia sorella.

In Politica on aprile 30, 2010 at 1:07 pm

Nonostante le sacche ancor esistenti di neo-con, di negazionisti del clima, di persone che paragonano Barack Obama a un clone di McCain, la notizia che e’ UFFICIALE risulta essere la seguente:

“Elena Kagan nominata avvocato generale dello stato presso la Corte Suprema”.

Dopo 44 uomini una Donna.

Non e’ tutto, Elena ha 50 anni, vi evito il curriculum ma vi assicuro che e’ di livello alto.

La Kagan e’ lesbica.

Fra i casi che analizzerà nel prossimo futuro v’e’ un’importante causa contro il Vaticano per un pesante caso di pedofilia.
Una causa nella quale il Vaticano rivendica l’immunita’, sostenendo la sovranità dello stato.

Mi aspetto articoli dei vari Ferrara, Rocca o Cascioli che tenteranno l’ennesima mistificazione del caso in oggetto.
Tireranno fuori studi di Zichicchi sulla malattia omosessuale, difenderanno a spada tratta le solite cazzate, vale a dire la famiglia, il vincolo matrimoniale, l’incapacita’ di procreare fra gente dello stesso sesso e così via.

Se il prodotto di due etero e’ Bossi Renzo, lasciatemi dire che e’ molto meglio non avere prole.

“Non vorrei mai che l’insegnante di mio figlio fosse gay”
per i piu’ giovani e per gli smemorati vorrei ricordare che quest’indecenza venne detta sul palco del teatro Parioli, durante una puntata del Costanzo show, dall’attuale Presidente della Camera on. Fini Gianfranco.
Che e’ un nemico e tale restera’ fino alla fine.

“I froci sono tutti a sinistra” il nano durante l’ultima campagna di regime.

Fra i molti che delireranno su tale argomento, vedrete, manchera’ l’opinione di “Chiappe d’oro” al secolo Bondi Sandro….che ancora non si capacita del mancato amore fisico del nanocapo a favore del duo Gelminicarfagna.

Una chicca:
Bocchino si e’ dimesso.
Tutti a blaterare della rava e della fava e nessuno che ha il coraggio di dire le cose come stanno:

Italo Bocchino s’e’ infiocchettato la Carfagna.
Regola nr. 1: mai con la donna del capo.
Mai.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche di coloro che, per prevenire, al mattino prima di uscire di casa si sbattono due fette di salame sopra le palpebre, cosi’ da non vedere tutto il marcio nel quale nuotano, e nella personale speranza che non riescano ad intravedere neppure quel Tir che li mira da distante, con i freni rotti….

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IL RAZZISMO ALLA ZAC

In Politica on aprile 28, 2010 at 10:07 am

Ebbene si’.
Sono razzista.
Un razzismo dal basso.
Tutti, inizialmente, siamo uguali, appartenenti alla stessa razza, non allo stesso popolo.
Quasi tutti dormiamo, mangiamo, andiamo in bagno, camminiamo su due arti.

Poi ci differenziamo.
Verso il basso.
Tendo a considerare i primi anni di vita come il massimo dell’uguaglianza e come la vetta della nostra civilta’.
Non e’ un caso che i Gesuiti l’abbiano capito da secoli, lor signori si tengono un bambino dai 3 ai 6 anni, poi te lo restituiscono con danni irreversibili riguardanti la capacita’ di pensare senza l’ausilio di dogmi.
E non e’ un caso che il primo libro da imparare a memoria nel sistema islamico sia il Corano, insegnato ancor prima di frequentare le scuole elementari.

Ci differenziamo.
Taluni diventano brave persone, talaltri diventano bieche persone.

Si notano, da come parlano, da come si muovono, da quello che fanno, in maniera cosi’ evidente da non lasciare dubbio alcuno, al punto che puoi sentire una persona dire che “Saviano e’ pagato dalla camorra, se no qualcuno mi sa spiegare perche’ e’ ancora vivo?”,
e nello stesso istante puoi sentire una persona dire che “La mafia va’ combattuta giorno per giorno, senza paura, perche’ se io muoio verra’ un altro dopo di me, ancora piu’ incazzato”.

Vedete, entrambe le frasi sopracitate provengono da due menti umane, la prima e’ di un giornalista celtico-padano, la seconda e’ di Giuseppe Linares, storico capo della squadra Mobile di Trapani.

Non credo di essere poi cosi’ eretico nel definire le due citazioni provenienti da due razze distinte.

Anche quando vi capita di assistere ad un incontro fortuito fra una persona straniera e una casalinga italica, capirete subito se lo straniero e’ li’ solo per un obolo oppure perche’ e’ solo come un cane , capirete se la casalinga italica volta lo sguardo schifato dall’altra parte della strada e stringe la borsetta a se’ oppure si ferma a scambiare anche solo un “Ciao,come stai?”.

C’e’ chi crede nella collettivita’, c’e’ chi crede solo al suo conto corrente.
C’e’ chi odia la guerra, c’e’ chi si scervella perche’ la guerra succeda.
C’e’ chi pensa che dopo lo stretto di Gibilterra vi siano ancora poste le colonne d’Ercole, c’e’ chi si ritrova in Patagonia e scrive “Che ci faccio qui?”
C’e’ chi fa’ il genitore, c’e’ chi fa’ lo stacca assegni settimanale.
C’e chi dice bravo a Natzinger perche’ ha ammesso gli abusi sui minori, c’e’ chi dice che forse poteva dirlo anche il pontefice precedente.
C’e’ chi lotta, c’e’ chi se ne fotte.

A onor del vero c’e’ anche chi sostiene l’estrema bellezza quasi egiziana del vatusso mancato,ma su questo lascio alle lettrici ogni commento.

Io sono razzista.
Della peggior specie.
A tratti vendicativo.

Mi dispero quando una brava persona ci lascia.
Godo quando una bieca persona ci lascia.

Fernanda Pivano resta una brava persona anche da morta.
Augusto Pinochet resta un figlio di puttana anche da morto.

“QUANDO UN ESSERE UMANO E’ VITTIMA DI UN ILLUSIONE PERSISTENTE LO CHIAMIANO PAZZO,
QUANDO IL POPOLO E’ VITTIMA DI UN ILLUSIONE PERSISTENTE, ALLORA LA CHIAMANO RELIGIONE”

Charles Darwin, uno bravo.

Io, Tu e Marrazzo

In Politica on aprile 21, 2010 at 8:58 am

Ottobre 2009:

Sei a casa di conoscenti.
Uno di loro sta sniffando cocaina, un altro e’ inginocchiato, un altro ancora conta una mazzetta di banconote e tu assisti allo show con i pantaloni calati alla caviglia.

Bussano alla porta.
Sono gli uomini in divisa.

E a te, che sei un essere mortale, ti prende un coccolone e cominci a pensare come spiegarlo alla consorte e quanto ti succhiera’ l’avvocato, inteso in Euro, poi porgi i polsi per essere accompagnato in questura.

Piero Marrazzo e’ a casa di conoscenti.
La scena e’ la medesima ma tu sei Piero Marrazzo e la rima baciata risulta superflua.
Dall’alto dei tuoi(nostri) 1500 euro al colpo non fai una piega, tiri su i pantaloni, non ti arrestano e cominci a pensare di trascorrere le vacanze in un convento di frati.

Non contento scrivi a Natzinger chiedendo perdono.
Ancora insoddisfatto rivendichi il tuo posto in Rai perche’ all’epoca ti eri messo in aspettativa per fare il ladro alla regione Lazio e proseguire nel marasma di favori/tangenti/entreneuse che Storace ti ha lasciato in eredita’.

Aprile 2010:

In un aula di tribunale, senza telecamere, un giudice ti condanna a un paio di annetti per le sopracitate questioni.

Nell’aula adiacente, con le telecamere, stessa causa ma tu sei diventato Piero Marrazzo.
Per la gioia del tuo stuolo di avvocati il giudice dice che tu sei la vittima, che la cocaina era il calcare della lavastoviglie e la povera Brenda un giullare travestito da donna.

Ti intervistano, fai una conferenza stampa, cominci a prenderti delle rivincite con quell’occhio orientale che pare sputare Kriss ondulati e,
ancora insoddisfatto, rivendichi il tuo posto a Rai3.

Incontrerai nei prossimi giorni il direttore Di Bella con il quale discuterai del lancio di un prossimo talk-show, pare si chiamera’ Vox Populi.
Tua moglie ti ha perdonato e pare anche il cardinal Bertone.

E’ tutto come prima.
E’ tutto come prima.
E’ sempre tutto come prima.

Credo che una persona appena appena civile si ritirerebbe a vita privata dopo tutto sto casino, ma questa e’ solo l’opinione di un pazzo delinquente che da bambino voleva fare o il benzinaio o il radiocronista sportivo.

Impazzivo per frasi come: “Scusa Ameri, intervengo dal S.Paolo, Napoli in vantaggio”

Sono passati un po’ di lustri e oggi mi tocca impazzire per frasi come:

“Scusatemi, la cocaina non era mia, era di quello morto.”

Nel mentre, ma forse mi e’ sfuggito, Piero Marrazzo fa ancora parte del Partito Democratico.

Così, solo per dire.

In Politica on aprile 17, 2010 at 4:12 am

Di tutto.
Di più.
Gli omosessuali e i pedofili per manina dallo strizzacervelli a ricevere cure per le loro malattie.
Mi permetto solo di ricordare che la pedofilia e’ un reato, non una malattia.

E fin qui c’eravamo.

Liti e litigi a destra.
Ce l’ha a morte pure con il suo co-fondatore, e se si incazza anche con il socio non vi so’ dire cosa tirerà fuori la prossima volta sulla magistratura, forse che e’ la responsabile del vulcano islandese?
Co-fondatore?
Mettere assieme fascisti e arrivisti non e’ una fusione, sarebbe come mettere il grissino dentro la Nutella, NON e’ una fusione, e’ lo stato naturale delle cose.
Da noi si vocifera un ritorno sul territorio, al riutilizzo dei vecchi circoli, se solo non li avessimo venduti all’epoca alla Margheritarutelliana.

E fin qui c’eravamo.

Tutti o quasi a demonizzare Staino per una vignetta e nessuno o quasi a ricordare le centinaia di prime pagine che il duo FeltriBelpietro continua a sfornare.

E fin qui c’eravamo.

“La Mafia famosa grazie a Gomorra”
L’ha pronunciato  il vatusso mancato.

Qui non c’eravamo ancora,
v’era stato l’attacco alla Piovra ma si trattava di una serie tv, non della
 realtà che racconta Roberto Saviano.

L’intoccabile riesce nell’impensabile:
Eleva Saviano a sponsor.

Alfonso Capone, Gaetano Badalamenti,
Joe Bonanno, Paul Castellano e altri centinaia di Padrini morti, sepolti e estremunzionati, si staranno chiedendo in coro:

“Saviano? Cue e’ chisto picciotto ah?

Nella speranza che un giorno vicino possa rispondere loro tale Dell’Utri Marcello, morto, sepolto e canonicamente 
estremunzionato.

NEO-ANALFABETI

In Politica on aprile 6, 2010 at 2:48 pm

In quel di Belluno, la Lega ha presentato i corsi per la conoscenza del territtorio e del dialetto bellunese.
Corsi ovviamente “riservati” agli immigrati regolari.

Non e’ la prima volta e non sara’ l’ultima.
Lo schema lo conosciamo,
la voce dal pulpito pure.

Insegnare il dialetto bellunese a un congolese spiega un bel po’ del rigurgito medievalista di cui sono e siamo spettatori attoniti.
Leggendo l’ordinanza provinciale se ne deduce che lo scopo e’ arrivare a una
rapida comprensione fra lavoratori parigrado, il nero in nero pagato e il bianco in bianco pagato.
Cio’ che sfugge al consiglio provinciale stava alla base degli insegnamenti che mia madre cercava di trasmettermi fin da giovane:

Si parla l’Italiano.
Da Vipiteno a Pantelleria.
Poi, fra le mura domestiche, a una cena fra amici o allo stadio il dialetto riveste un’importanza piuttosto evidente.

Che il dialetto bellunese (e non mi si venga a parlare di Lingua Veneta, in quanto non esistente, cari i miei leghisti cosi’ attenti agli idiomi, almeno studiatevi la differenza fra Lingua e Dialetto) debba essere insegnato a uno straniero indica una e una sola motivazione:

I BELLUNESI SONO ANALFABETI.

Sfido qualsiasi abitante sito in altra provincia Veneta ad interloquire in dialetto bellunese, magari in quel di Cortina d’Ampezzo(Bl), poi mi fa’ sapere le reazioni.

Lo so’, chi non vive da queste parti fatichera’ a capire, stara’ pensando che esagero, quanto vorrei darti ragione caro compagno distante.

“Non devi giocare con i bambini negri, perche’ puzzano e portano le malattie” colloquio fra due pargoli di 5 anni all’asilo.
Il pargolo che si e’sentito dire dall’amichetto questo tipo di nefandezza e’ mio nipote.
Il quale continua a giocare con tutti a prescindere dalla pelle e dagli odori.

Passo per estremista?
Per quello che cita casi unici e sporadici?
Puo’ essere, ma quando i casi da citare sono quotidiani, cosi’ limitrofi e catastrofici per coloro che diventeranno adulti fra anni,
lasciatemi dire che non e’ estremismo, e’ denuncia civile di un imbastardimento voluto dai piu’, ne sono cosciente,
avvilito e a tratti disgustato.

Cosa si puo’ fare?
Nel lungo periodo sperare che il figlio imbelle di Bossi diventi Leader della Lega.
Nel breve e’ piu’ che sufficente esprimersi in Italiano, con tutti , anche con i Bellunesi.
E fingere di non capire certi vocaboli pronunziati in dialetto, ignorarne l’esistenza e chiedere pacatamente all’interlocutore una rapida traduzione in lingua Italiana.

Uno su due non sapra’ darvela.

Come soprascritto: ANALFABETI.

“Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.”

G.Gaber

Le Figurine.

In Politica on aprile 2, 2010 at 8:15 am

Quando frequentavo la scuola elementare e anche durante la scuola media giocavo a figurine.
Tutti i giorni.
La mattina, prima di varcare il cancello, contavo il mio pacco di figurine.
A mezzogiorno, dopo aver varcato il cancello, chino sul pacco contavo di nuovo le figurine.

E SE NE AVEVO DI MENO AVEVO PERSO.

Il candidato del M5S di Beppe Grillo ha detto che se i voti dati alla Bresso fossero stati dati alla sua lista sarebbe diventato governatore.
E’ l’unica frase che e’ riuscita a strapparmi un lieve sorriso.

“Dimissioni” e’ oramai diventato un vocabolo antico, in disuso, al pari di un
“Pofferbacco”.
Non si dimette più nessuno.
Fra un po’ si dovrà raddoppiare il loft.

I nipotini, le carte da briscola, le passeggiate con il cane, le crociere, il cinema, insomma, ci sono un sacco di cose da poter fare quando vai in pensione, e che pensione.

Un caro amico mi fa’ notare che
“si perde sempre”.
Ha ragione da vendere.
Ma io ho comprato un elmetto,
per resistere, per stare più sicuro in trincea, gli uomini passano, le mie e dimoltialtri idee NO, stanno sempre li’, diametralmente opposte a quelle degli attuali governanti e il loro seguito.

Maledettamente diverse.

I due novizi feudatari del Regno di Piemonte e della Serenissima Repubblica Veneta esordiscono con la Ru486.
Le mani dei talari continuano a scivolare giu’, fra le coscie di bimbi inermi.
Il vatusso mancato esordisce su Facebook, dove il sottoscritto non c’e’, e mai ci sara’, da anni sostengo che Facebook e’ il depauperamento di internet, una cloaca che si ingoia qualsiasi cosa, da ieri ne sono ancora piu’ convinto.

Le elezioni di medio termine, in tutto il mondo, puniscono sempre l’esecutivo in essere, da noi no.
Da noi vince l’esecutivo in essere, un incantesimo continuo, una bolla mediatica che quando scoppiera’ tornera’ a far vedere la realta’ con gli occhi liberi, Bersani o non Bersani, PD o non PD.

Una realta’ che ci rivelera’, una volta per tutte, che l’incantesimo sara’ finito, che il ministro Brunetta NON e’ un Playboy, come sostenuto da milioni di donne infatuate, il ministro Brunetta e’, ne piu’ ne meno, che la rappresentazione umana di un rospo poco educato.

Se hai meno figurine hai perso.

Buon weekend a tutti,ad amici e nemici, a persone in buonafede e a quelle di malaffare, alla gente educata e ai burini bifolchi,
ai credenti e agli atei, agli interisti e ai milanisti.
Perche’ l’amore vince sull’odio, perche’ Obama e’ McCain di nero colorato, perche’ adoro Abu mazen e stravedo per Israele,
perche’ fuori piove ma ho detto a tutti che splende il solleone.

Vs. Zacpremier