Il Blog

DONNA CON VENTAGLIO

In Politica on Maggio 21, 2010 at 10:19 am

Scrivere e’ una passione.
Dipingere e’ una cura.

Datemi una tela e io ci sbattero’ sopra tutte le ansie, gli amori e gli ideali di cui dispongo.

Quando dipingo mi svuoto.
Quando ripongo i pennelli entro in catalessi.

E che c’entra con le “Eresie” che infarciscono queste pagine?

Il fatto e’ noto ai piu’;
ieri l’altro un uomo di nero vestito, molto probabilmente non un pretaccio, si e’ incuneato all’interno del Palais de Tokyo, in quel del Trocadero, dove sorge il Museo d’Arte Moderna parigino.

Senza troppa fatica e’ riuscito a trafugare nr 5 dipinti di altrettanti celeberrimi artisti.

Mi sono sentito mancare.
Pervaso da un senso di invidia e rabbia mi sono fiondato a vedere le foto del bottino.
Capolavori.
Uno in particolare, “Donna con Ventaglio” del Modigliani, una tela che potrebbe far emozionare anche il piu’ troglodita dei leghisti,
un ritratto che uno ci deve stare li’ per anni, tante e tali sono le vibrazioni che quello sguardo malinconico, assimetrico e distaccato riescono a procurare.

La prima volta che lo vidi ne restai imbarazzato, avevo l’impressione di aver gia’ vissuto quell’espressione, quella donna che attende solo di conoscere il futuro, qualsiasi esso sia e, ripeto, con un distacco inverosimile.

Chi ha compiuto questo furto avra’ avuto tutte le sue buone ragioni per farlo, neanche una parola, resta il fatto che io non potro’ piu’ ammirarlo, il che mi ha portato a scriverne, consideratelo una sorta di ultimo omaggio a una tela impossibile,
a un Maestro che se ne ando’ a 34 anni a al quale io devo la mia malattia per la pittura, al pari di Wassily Kandinsky o dei “Fauves”.

V’e’ un uomo di nero vestito che gira con un borsone.
Dentro v’e’ arrotolata una donna che mi ha segnato e che forse non vedro’ mai piu’.

Se potessi stringere un patto con il diavolo,
chiederei di poter rinascere sotto forma di ventaglio, posto fra le lunghe mani nate da quel genio.

Lei si chiamava Lunia Czechowska e un giorno disse:

“Mentre preparavo la cena mi chiese di sollevare il capo per qualche istante e, al lume della candela, abbozzò un mirabile disegno sul quale scrisse: “La vita è un dono dei pochi ai molti: di Coloro che sanno e che hanno a Coloro che non sanno e che non hanno””.

Il risultato e’ stato rubato l’altro ieri.

Scusatemi lo sfogo.

  1. Ma chissà, non penso che quello che l’abbia rubato fosse un professionista del ramo; quei quadri sono invendibili, poi la dinamica del furto (mi pare fosse solo una finestra forzata, niente robe di allarmi sabotati ect) mi fa pensare a un ladruncolo che non sa bene cosa ha rubato, ma può darsi che mi sbagli, come può darsi che si tratti di un atto dimostrativo e una provocazione per attirare l’attenzione mediatica, come per il furto de l’urlo di munch qualche tempo fa

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