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Le Coppie.

In Politica on giugno 28, 2010 at 5:46 pm

Si ricordano una marea di coppie.

Coppi-Bartali
Stan Laurel-Oliver Hardy
Sivori-Charles
Roosevelt-Churchill
Andreotti-Evangelisti
Dio-Diavolo
Pulici-Graziani
Mussolini-Hitler
Gianni-Pinotto
Tom-Jerry
Topolino-Pippo
Roger-Astaire
Panatta-Bertolucci
Willy Van der Kerkhof-Rene Van der Kerkhov
Lenin-Stalin
Kerouac-Burroughs
Beatles-Rolling Stones
Ziegler-Natta
Fo’-Rame(unico esempio a rappresentare tutte le coppie “sposate” o “conviventi)
Ciotti-Ameri
Picasso-Matisse
Hansel-Gretel
Castro-Guevara

E chissà quant’altri ancora.
Poi c’è il caso “Vatusso Mancato”:
ma quale coppia!
Menche meno un tris o un poker.

Vatusso Mancato-Confalonieri-Letta-Bossi-Fini-Obama-Putin-Sarkozy-Cameron-Brancher-Milan-Mediaset-Mondadori-Edilnord-SME-P2-Milano2-
Mammi’-MikeBongiorno-Sacchi-Dell’Utri-Noemi-Mangano-Craxi-Pillitteri-Ciancimino-Don Gelmini-La Gelmini-Carfagna-Tremonti-Bandana.

Una trentina e mi fermo.
Un poker sommato a due scale reali dall’Asso al Kappa.
Se Einstein fosse vivo il Nanopremier ne rivendicherebbe una stretta parentela,
sostenendo di essere, ovviamente, moderatamente più intelligente.

Si può anche stilare la lista dei “Singoli”, da Shakespeare a Leonardo, ma non c’entrerebbe.

Quest’uomo non ha nemici, salvo qualche eretico qua e la’. 
Dove non lo adorano si limitano all’indifferenza.

Giorni or sono incontro una ragazza che dice: “oggi sono in sciopero, vado al mercato”, e fin qui, e vabbe’, passi,
poi un’amica le chiede in modo candido e  amichevole “Per cosa?”.
Il genio a quel punto risponde:
“Bah, non so’, le solite cazzate”.

E’cosi’.
Non che si pretenda la manifestazione con corteo, bandiera e discorso finale sulla piazza più grande,
pura fantascienza, anche se io ricordo bene che prima dell’avvento del nanonarcotizzatore si scioperava come appena descrittovi.
Questa non vedeva l’ora che qualcuno le dicesse che domani si sciopera. 
Punto.
Del perché, del per come, del bisogno altruista e di qualche vecchio diritto del lavoratore nemmeno l’ombra.

Salutando aveva lo sguardo già rivolto oltre,
verso la bancarelle cinesi.

Mi si riferisce che taluni miei scritti siano stati letti, evidentemente per errore, da un manipolo di adoratori Arcoriani.
Ho trovato la risposta di uno di loro particolarmente struggente:

“Che coraggio, mettere addirittura una parolaccia davanti al nome del nostro caro Presidente del Consiglio”.

Quasi quasi lo ringrazio pure io,
per aver lobotomizzato la nazione a colpi di Spot venduti come Politica.
Addormentata, come la Bella nel Bosco,
che dopo tutti questi anni un giorno si sveglierà e il tempo non sara’ passato,
avevi una trentina d’anni nel 94 e ne avrai una trentina anche quando la nazione si sveglierà.
Il trucco e’ alla Houdini,
e’ tutto un sogno, un illusione,
il più delle volte al risveglio ti sembra che siano passati quasi vent’anni.

Erano solo 10 minuti.

TRITTICO

In Politica on giugno 21, 2010 at 9:24 am

Parte politica:

Bersani Pierluigi e’ VIVO.
Il segretario si e’ espresso, direi alla buon’ora, ma si e’ espresso con i dovuti canoni che necessitano a un vero Leader dell’opposizione.
Ha presentato una contro manovra economica, credibile e fattibile, poi ha detto cose che non sentivo da tempo, che solo la rete continua a proferire.
Fra le varie cito:
“Quanti turni, definendoci liberali, dobbiamo far svolgere a un operaio prima di toccare gli interessi di un petroliere?”

A Pontida pioveva.
Ti so’ dire le giunture delle armature medievali che, complice l’acqua piovana, hanno cominciato a scricchiolare fra una balbuzie del capopadano e una massima filosofica del Salvini Matteo.
Erano un po’ basiti, il vatusso mancato ha appena nominato Brancher Aldo “Ministro per l’attuazione del federalismo”,
la convinzione, in padania, e’ che tale ministero esista gia’.
Il noto Brancher, fra le varie, era il collegamento politico con i “Furbetti del quartiere” ed e’ stato ospite delle patrie galere per un trimestre.

Del tutto illuminante risulta essere la seguente:
“Quando il nostro collaboratore Brancher era a S.Vittore, io e Confalonieri giravamo intorno al carcere in automobile, volevamo metterci in contatto con lui” S.B.

Parte letteraria:

Jose’ Saramago e’ morto.
Mi e’ spiaciuto molto, ma ci ha lasciato un oceano di parole scritte che non manchero’ di assimilare.
All’Osservatore Romano e’ spiaciuto di meno, al punto da dedicargli un coccodrillo che non avevano riservato nemmeno a Pinochet,
“Onnipotente”, “Ideologo antireligioso”, fino all’insuperabile “Lucidamente autocollocatosi dalla parte della Zizzania nell’evangelico campo di grano”.
Mi tornano in mente, in ordine sparso, Galileo, Giordano Bruno, Savonarola, Arafat, Robin Hood e Giovanna d’Arco, tutti coltivatori di Zizzania nell’evangelico campo di grano.

Ho goduto quando e’ stramazzato Woijtjla e godro’ quando stramazzera’ Natzinger.
Due bifolchi.

Parte ludica:
Venerdi’ sera ho ammirato Nina Zilli, quella delle 50000 lacrime, una voce da brividi, un ritmo da Motown, una donna con le palle a spigoli.
Una che sale su un palco, nel profondo Nordest, urlando alla gente:
“C’e’ qualcuna fra di voi che e’ ancora una donna?
Oppure siete tutte figlie e vittime del pollaio?
Ci sara’ qualcuna che pensa ancora che il capitalismo e’ morto e che non occorre essere delle puttane per essere famose e capaci.”

Avevo ancora in testa il discorso del Bersani e questa Nina mi parte cosi’.

Allora mi sono guardato gli avambracci: pelle d’oca.
Allora mi sono toccato le guance: segnate dai rigoli lacrimali.
Allora mi sono girato verso il compagno d’avventura e ho urlato:

” UNA DONNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! “.

Vs.
Zac

Aragosta e Seven Up

In Politica on giugno 18, 2010 at 8:37 am

Fucilato.

Ronnie Lee Gardner e’ stato giustiziato, mediante fucilazione, nello Utah, la patria dei mormoni.

Aveva commesso due omicidi, prima un barista durante una lite, poi il giudice che lo doveva giudicare, le istanze di grazia sono state respinte, quella alla corte suprema non e’ stata neppure vagliata.
La mia contrarieta’ alla pena di morte e’ nota, meno nota e’ il tipo di punizione che infliggerei a un pluriomicida:
“Lavori forzati itineranti”, nel senso che non mi accontenterei di farti spaccare pietre sempre nello stesso posto, sceglierei di volta in volta il luogo piu’ avverso alla permanenza umana e li’ ti metterei a lavorare.
L’inverno in Siberia, l’estate in Ciad, la primavera e l’autunno in miniera.
Poi ci pensi tu a stramazzare al suolo.

E questa era la premessa.

Nello specifico v’e’ qualcosa di tragicomico:
Ronnie Lee Gardner ha chiesto e ottenuto la fucilazione,
dopo essersi ingozzato con l’utimo pasto a base di SevenUp e aragosta si e’ seduto su una comoda poltrona di acciaio e ha atteso di essere “Sparato”.

Ai piedi del Ronnie hanno messo un secchiello per non sporcare di sangue il pavimento.
Sul torace del Ronnie hanno disegnato un bersaglio da centrare.
Dentro le canne dei fucili hanno caricato pallottole calibro 30, normalmente usate per ammazzare gli elefanti.
A un soldatino del plotone hanno caricato l’archibugio a salve, cosi’ da non sapere chi fosse l’omicida.
Sul capo di Ronnie hanno infilato il solito cappuccio nero che una volta veniva indossato dal boia.

E’ il tipo di Amerika che tanto piaceva a Reagan.

Quella del “The show MUST go on”, quella che non firmera’ MAI la moratoria sulla pena di morte, quella che, spiace constatarlo, uccide un condannato parimenti all’Iran o alla Cina o alla Birmania.

Ronald e Ronnie sono morti e alla Casa Bianca c’e’ Barack.

Poteva far nulla?
Anche una mezza parola, un distinguo, un “Cercheremo di cambiare questa legge animale”.

NO.
Dalla White House un silenzio che puzza tantissimo di complicita’.

In Italia, se ammazzi un giudice a caso, lo stesso ti danno aragosta e SevenUp, poi ti nominano sottosegretario.

Lontano.

In Politica on giugno 15, 2010 at 8:09 am

Viaggiare.
Udire altre voci.
Vedere facce diverse.
Annusare altri odori.

Adoro l’Hockey su pista, quest’anno se possibile ancor di piu’, siamo diventati Campioni d’Italia.
Prima delle finali scudetto e’ successo un fatto concatenato:
Abbiamo giocato la final six di Eurolega (leggi Coppa Campioni) e questa competizione ci ha insegnato come vincere lo scudetto.
Venivamo da una stagione vincente ma si necessitava di piu’ tranquillita’ , di piu’ fair-play, di meno espulsioni per proteste.
Vedendo come giocano le corazzate europee, mai una protesta, mai un tuffo finto, mai un battibecco fra i compagni e men che meno con gli avversari, dopo 73 anni di storia si e’ capito che non e’ sufficente essere i piu’ bravi, bisogna essere anche i piu’ “educati”.

E cosi’ si e’ vinto.

Vi ho raccontato questo episodio per ampliarlo alla coscienza del popolo Italico.

Basterebbe poco, un viaggio all’anno, sostituire la vacanza a Fregene, a Jesolo, a Tropea o a Riccione e prendere il primo volo per l’estero.
Dopodiche’ il piu’ e’ fatto.
Anche la mente piu’ atrofizzata si renderebbe conto della diversita’ che e’ un valore, non una piaga.

Non sto parlando del villaggio “all inclusive” con l’80% di Italiani, intendo il viaggio self-made, la scoperta, le informazioni date da un passante, le cose da vedere e gustare senza l’assillo della guida con l’ombrellino, i piatti locali, l’arte (che per meta’ e’ frutto di mani italiane), gli incredibili e imprevedibili modi di divertirsi.

Anni fa’, in compagnia di un caro amico, gironzolai per l’Europa armato solo di un sacco a pelo, all’epoca potevi dormire presso il cimitero di Pere Lachaise, accanto alla tomba di Jim Morrison, oppure sotto la Tour Eiffel.
Proprio sotto la Tour Eiffel, dietro a un cespuglio dei Champ du Mars, un mattino all’alba fui svegliato da un gendarme che, con una gentilezza impensabile, mi invito’ a spostarmi, in quanto, da li’ a breve, sarebbero sbarcati orde di turisti.

Oggi non potrei fare una simile esperienza, sono passati troppi anni, ma quell’episodio e tanti altri mi hanno insegnato a non aver mai timore delle novita’, delle diversita’ e degli imprevisti.

Se avete dei figli mandateli ovunque, senza di voi, verranno segnati positivamente per tutta la loro esistenza,
cresceranno piu’ tolleranti, senza l’assillo dei ladri Albanesi o degli spacciatori Nigeriani o dei “puzzoni” Indiani.

Anche se glielo avete gia’ spiegato, nulla e’ piu’ corroborante della “presa diretta”.

Non a caso il vatusso mancato consiglia di trascorrere le vacanze in Italia.
Egli, quando era un nano giovane, fece lo stesso, con la differenza che al posto del sacco a pelo aveva un microfono, l’amico Confalonieri al pianoforte, e sulle navi da crociera allietava le finte nobildonne che successivamente si sarebbero dimostrate lo zoccolo duro del suo elettorato.

P.S.
Caro Massimo,
lungi da me il possibile accostamento fra te e il Confalonieri.

Copia e Incolla

In Politica on giugno 14, 2010 at 11:01 am

Mi permetto di fare un copia-incolla.
Trattasi di intervista rilasciata a Repubblica dall’ex ministro Lunardi,
uno che costruisce strade, ponti, tunnel.

ROMA – “L’ex ministro Scajola si è fatto comprare la casa da Anemone e questa è una cosa scorretta, per non dire altro. Bertolaso, poi, è maggiorenne e responsabile. Se si è fatto pagare l’affitto da quel costruttore ne pagherà le conseguenze”.

E lei, ingegner Lunardi, i suoi rapporti con Anemone? Dal 2001 al 2006 è stato ministro in due governi Berlusconi.

“Io sono una persona corretta e glielo dimostrerò. Da dove vuole partire?”.

Dalla sua casa padronale a Basilicanova, nel Parmense.

“Diego Anemone nel 2002, o forse 2003, venne a ristrutturarmi una dependànce di 220 metri quadrati”.

In passato aveva detto che era il 2005.

“No, è accaduto prima”.

Perché invece che a un costruttore di Parma lei si rivolse al romano Anemone?

“Perché me l’aveva fatto conoscere Balducci, il migliore dei miei funzionari: Anemone era sveglio e mi doveva un favore. Voleva sdebitarsi”.

Che significa sdebitarsi?

“Lo avevo aiutato ad acquistare i terreni della Banca di Roma su cui avrebbe edificato il futuro Salaria Sport Village”.

Il Salaria? L’opera abusiva realizzata nell’area di piena del Tevere?

“Mi ha invitato tante volte a vedere l’opera finita, ma non ci sono mai andato”.

Intanto, però, l’ha aiutato a comprare i terreni.

“Ho fatto una telefonata a un funzionario della Banca di Roma, in mezzo a cento cose che un neoministro con quattro dicasteri sulle spalle doveva fare”.

Perché, con quattro dicasteri sulle spalle, si sente in dovere di raccomandare gli affari di Anemone?

“Perché era un amico di Balducci, un mio funzionario”.

E Anemone si è sdebitato salendo a Parma a farle lavori da 150 mila euro.

“Direi 120 mila. Ho ancora qui le fatture, intestate a… aspetti che chiedo a mia figlia… Ecco, alla Interedil costruzioni srl. C’erano problemi di umidità, ha fatto un buon intervento”.

Tutto regolare, niente in nero.

“Sono pronto a portare le carte alla procura”.

In concreto, come si è sdebitato con lei Anemone?

“Ha fatto i lavori a prezzo di costo… Non ha guadagnato nulla. Poi altri amici, qui della zona, mi hanno fatto alcune cortesie gratis: movimento terra, piccole cose”.

Il costruttore di Grottaferrata le ha ristrutturato anche una casa a Cortina? C’è il nome “Lunardi” nella lista di Anemone.

“No, quell’appunto induce in errore: la ristrutturazione di Cortina me l’ha fatta un maestro di sci”.

Passiamo al suo palazzetto di Roma, in via dei Prefetti, dietro Montecitorio.

“Non è una reggia, sono tre appartamenti di otto metri per trenta schiacciati da due palazzi intorno”.

Ma lei ha fatto di tutto per prenderli.

“Sa, io avevo casa e ufficio romani in via Parigi. Appena mi hanno nominato ministro il padrone di casa mi ha raddoppiato l’affitto: pagavo 6.000 euro al mese tutto compreso, mi pare”.

E a fronte del proprietario esoso lei che fa?

“Mah… Arriva Balducci e mi dice: Propaganda Fide sta mettendo a reddito i suoi duemila appartamenti. Lui, insieme al presidente del Tar De Lise e all’avvocato Leozappa, genero di De Lise, gestiva quel patrimonio”.

Un alto funzionario delle Opere pubbliche e un alto magistrato amministrativo gestiscono le case del Vaticano?

“Sì, a tempo perso uno può fare quello che vuole. A Roma tutti fanno tre, quattro lavori… Allora, Balducci mi porta l’elenco delle duemila case e io scelgo via dei Prefetti”. 

Balducci, suo dipendente, diventa il suo immobiliarista. E il suo ristrutturatore a Roma è forse ancora…

“Anemone sì, quel palazzo lo sta ristrutturando per conto di Propaganda Fide. Io lo trovo lì, coincidenza”.

Visto che non voleva pagare 6 mila euro di pigione in via Parigi, che canone le propone Propaganda Fide?

“In verità entro e chiedo di acquistare l’appartamento. Il cardinale Sepe prende tempo e mi concede di restare”.

Quando le darà la risposta?

“Un anno dopo, direi quattordici mesi dopo”.

E lei in quei quattordici mesi paga l’affitto?

“No, mi hanno fatto la cortesia di ospitarmi… gratis”.

Propaganda Fide, quelli che minacciavano di cacciare l’editore di Di Pietro se ritardava di una settimana la pigione?

“Con me sono stati generosi, ma la casa era fatiscente. Nel 2004, poi, è arrivata la risposta: “Non possiamo venderle solo l’appartamento al terzo piano. Se vuole, può comprare tutto lo stabile”. Dissi sì: c’erano otto persone dentro e così ho ottenuto uno sconto del 50 per cento. Una banca, non ricordo quale, lo valutò 4 milioni e 160 mila euro. Ho acceso un mutuo da 2,8 milioni, più 600 mila euro miei… Assegni, tutto fatturato… Ho dato sostanziose buonuscite a quattro vecchietti, gente che pagava 200 euro al mese d’affitto. Altri quattro li ho ancora in casa”.

Nuovi lavori interni negli altri piani, ora suoi: anche quelli li ha fatti Anemone?

“No, però mi ha suggerito la ditta: Ram restauri, altri 340 mila euro”.

Per caso in via dei Prefetti entra anche l’architetto Zampolini, il contabile delle tangenti di Anemone?

“Mi ha avviato la denuncia di inizio attività per la ristrutturazione e poi gli ho chiesto di risolvere in Comune una questione per un passo carrabile… Lì non riuscì a fare niente”.

E lei per Balducci, da ministro, cosa ha fatto?

“Ho fatto in modo che diventasse presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, ma solo perché era il funzionario migliore. Nel 2002 me lo aveva impedito Gifuni, il segretario del presidente Ciampi. Nel 2005 ci riuscì”.

Le sembra normale che un ministro compri case gestite dai suoi dipendenti e aiuti costruttori amici per ottenere lavori scontati?

“I favori li ho fatti come persona, non come ministro. Io sono una persona corretta”.

Il capo del suo ufficio legale, sempre quando era ministro, dice di averle chiesto di aiutare un’azienda della cricca.

“È Mario Sancetta, voleva che un’impresa del Sud iniziasse a lavorare con i grandi costruttori, Impregilo, Astaldi, tutti miei clienti. Non c’è stato verso”.

Sancetta oggi è indagato per corruzione e continua ad assisterla per recuperare mezzo milione di euro dall’Anas che la Corte dei Conti aveva addebitato a lei.

“Sancetta conosce a fondo quella storia ed è una persona perbene, mi ha meravigliato scoprire potesse avere rapporti non leciti. Il guaio è che la burocrazia italiana oggi è fatta di persone facilmente corruttibili. Guardi la Protezione civile, non è più quella di Zamberletti: oggi i grandi eventi in Italia si fanno diventare emergenze e poi si danno in mano a Bertolaso”.

Come avete appena letto,
Lunardi e’ una persona corretta.
E io sono Ho Chi Min.

Fiducia, Maionese, IPad.

In Politica on giugno 10, 2010 at 1:27 pm

Che facce toste.

Alle 13,58 di oggi, 10 Giugno 2010, e’ stata votata la fiducia all’ennesima legge propremier.

“Votata”, non “Richiesta”.
Lasciando perdere i contenuti di questa legge, tanto poco interessa, la questione e’ piu’ profonda, piu’ meschina.
La “Richiesta” di porre la fiducia ha una data, oscillante fra il 20 (A sentir l’On.Vito) e il 25 (A sentir l’On.Bonaiuti) di Maggio.

Nessuno, sino a ieri, ne era al corrente.
La legge e’ tornata in commissione almeno per tre volte, e fino alle 5 del mattino, con esponenti della maggioranza che sparlavano ai microfoni della Bisciavespa sul come si stesse tentando una mediazione con i finiani e con l’opposizione.

Tutto inutile, il nano aveva gia’ deciso: FIDUCIA.

Una presa per il culo a quei labili e, dopo la giornata odierna, latenti sensi di Stato, democrazia e regolamenti che dovrebbero garantire entrambi i rami del Parlamento.

Per intenderci:
A) Acquisto una casa in costruzione.
B) L’impresario decide, dopo l’acquisto, di non costruire le finestre.
C) Protesto.
D) L’impresario cancella dal progetto iniziale le finestre e sostiene che i miei sono disegni fasulli.
E) Protesto.
F) A quel punto l’impresario che fa’ ?
sostiene la tesi che al punto A egli avesse espresso un voto di fiducia.
G)Ho una casa senza una finestra. E il culo che mi rode.

Il tutto mentre in Aula imperversa il circo: L’IDV che occupa i banchi, Il PD che si alza e esce, 164 viagrini che come dei robot votano a favore e, come ciliegina finale, l’EbeteAlfano che, con l’occhio pieno di sorpresa come mio nipote quando scarta un Gormito nuovo, ammira e studia il suo nuovo IPad….

Bersani ci ricorda che il nano non puo’ essere contrario alla Costituzione perche’ ha giurato fedelta’ proprio sulla medesima.
Ma che cazzo vuol dire?
Al processo di Norimberga a tutti i nazisti alla sbarra fu chiesto di giurare sulla Bibbia e tutti lo fecero.
Goering, quello della razza superiore, giura su un libro che dice l’esatto opposto.

In questo paese nessuno ammazza piu’ nessuno.

Per ultimo una chicca:
Il weekend appena trascorso mi trovavo in un chiosco sul lungomare di Barcellona, nessun italiano.
A un certo punto sento blaterare a voce alta il nostro idioma, mi giro e vedo quattro italiani seduti che discutono con il barista sul fatto che la maionese in tavola non era quella che lor signori desideravano.
Li scruto con attenzione: polo Ralph Lauren bianca, Bermuda Murphy e Nye, scarpe da barca.
Penso: ma guarda te sti coglioni, se ne potevano stare sul loro Yacht con la loro maionese preferita.
La cosa pensavo finisse li’.
No.

Lunedi’ sera, ultimo volo Ryanair da Girona a Orio al Serio, 39euro la tratta, io ho il mio biglietto in mano e chi mi trovo?

I quattro coglioni!!!!!!!!!!!
Con le Prada ai piedi e lo stesso mio biglietto in mano.

Ho smesso di ridere due ore fa’.

Tre milioni. E un po’.

In Politica on giugno 4, 2010 at 7:31 am

“Ci chiamiamo Lega Nord per la Padania Libera, io dirigo una radio che si chiama Padania Libera, 3 milioni di persone ci hanno votato perche’ vogliono la Padania Libera, e la prima a chiamare cosi’ il nord Italia fu l’enciclopedia Treccani nel lontano e bla bla bla”.

Questo inno alla prosa farcita di fantasia l’ha prodotto l’eletta mente del Salvini Matteo.

Uno che, con i normali canoni civili, potrebbe ricoprire la carica di “Portiere di notte”, sen za la Rampling da sodomizzare.

Ma c’e’ dell’altro,
la frase riportata e’ stata detta a raitre, lineanotte, e il buon Mannoni ha subito girato il quesito, altro non era che la piu’ facile delle domande ( ” Le sembra possibile che ministri giurati alla fedelta’ della Repubblica Italiana auspichino la secessione della Padania?”), ad una scrittrice con il pelo sullo stomaco , giovane , sorridente, capace, Valeria Parrella.

La risposta vale da sola il prezzo del biglietto:

” Siete nati con lo slogan del ce l’ho duro, ma cosa vuol dire?
Da allora io non ho piu’ un pensiero su di voi, ho solo la convinzione che la Lega Nord non sia un partito, ma un gruppo di xenofobi, e questo e’ tutto quello che posso dire”.

Roba da applausi in standing ovation.
Abbattetevi le mani, anche se siete in ufficio, tuttalpiu’ dite che vi si erano informicolate.

Un balbettante Salvini Matteo ha replicato con ” Tre milioni di persone xenofobe?”

Rispondo io.
La risposta e’ si’.
Tre milioni e un po’, per l’esattezza.
Non vanno scordati i votanti di Forza Nuova, de La Destra e delle varie lighe e leghe sparse infra le valli prealpine.

Tre milioni e un po’ che odiano il prossimo a prescindere , essere xenofobi non significa necessariamente produrre saponette con l’arabo, e’ sufficente che tu sia di un altro borgo limitrofo.
Tre milioni e un po’ che cercano sempre e comunque il lato negativo delle persone, al pari delle comari di Winsor o di De Andre’ o di Goldoni, pronte sempre a sparlare del difetto altrui,
tanto quanto la convinzione di essere le uniche depositarie della verita’.

Sto scrivendo questo post da Barcellona, citta’ che ha un Parlamento regionale, che parla il Catalano, che fonde decine di razze e centinaia di costumi, dove la gente ha SEMPRE un sorriso a disposizione , anche se squattrinati.

Ieri sera passeggiavo per le Ramblas, non le vedevo da 21 anni, vi giuro che non sono riuscito a scovare NESSUNO vestito come un tronista, il che’ la dice lunga.

Poi la ricerca si e’ fatta piu’ minuziosa, cercavo anche nelle calli piu’ oscure, parevo una sorte di Diogene.
“Ola, Zac, che stai cercando?”
“Niente, niente, solo curiosita’.. ”

Vedete, dato che in Italia non ve n’e’ traccia, stavo mestamente cercando il segretario del partito, Bersani Pierluigi,

NON L’HO TROVATO NEMMENO QUI,

provero’ in Kamchakta.