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Il Libico e la Hostess

In Politica on agosto 30, 2010 at 7:15 am

E’ arrivato il Libico.
ne scrissi anche l’anno scorso.
Nel mentre il Libico s’è arraffato il 7 e mezzo per cento di
Unicredit, con successiva presenza in Mediobanca, e un autostrada nuova di zecca.
Per gli italiani scappati dalla Libia all’avvento del Colonnello, 150
milioni di Euro, una miseria pattuita due anni fa’ e a oggi non
controfirmata da Tremonti.

Come l’anno scorso, un’agenzia di hostess ha procurato 200 stanghe che
hanno partecipato, per 70 euro, a una lezione sul Corano.

Da li’ non ci si sposta:
Devi essere figa o niente.

Un paio se ne sono uscite schifate, pur di andare di fronte alla
telecamera,
un altro paio hanno litigato con gli organizzatori, sempre per lo
stesso motivo, e tre, dicasi tre:

SI SONO CONVERTITE.

Trattengo a stento le lacrime.
70 euro per una conversione.
E poi le telecamere.
Il Libico avrà pensato:
“Piu’ facile di sequestrare un peschereccio”.

E, al pari mio, si starà sbellicando sotto il tendone.

Lo sa’ che in Italia quelle 200 sbarbine a malapena rappresentano se
stesse, le Donne sono altre, ma e’ chi ha organizzato sta pagliacciata
ad essere convinto della messa in scena.

C’è l’impronta indelebile del vatusso mancato, 150 l’anno passato, 200
ieri,
ma che carineria.
mi ha fatto quasi pena vedere il Frattini con l’espressione incredula.

“Gesu’ non e’ mai esistito”

“Tutta l’Europa si deve convertire”

E adesso chi glielo spiega al paralitico varesotto?
E a Ruini?
E l’Unicredit?
Vuoi vedere che si fonderà la
Lega Libicopadania?

Ho pensato che facendo un confronto fra questo spettacolo sempre più
basso e un altrettanto episodio similare di 30 anni fa’, il
corrisposto potrebbe essere stato:

Amintore Fanfani sui trampoli, in attesa che scenda Giscard D’Estaing dall’aereo, che intona “O sole mio”, vestito da arlecchino,
con uno stuolo di suore perizomate che cantano YMCA dei Village People.

“E’ solo folklore” S.B.
30/08/10

Parigi e’ in Scozia.

In Politica on agosto 27, 2010 at 3:42 pm

Chi mi conosce lo sa’, dipingo.
Giocoforza, non disponendo delle pareti di Versailles per appendere le tele, arriva il momento della vendita di quelle più datate per far spazio alle nuove nasciture.

Così ieri mi trovavo presso la casa di un signore che conosceva un altro signore che aveva sentito parlare delle mie opere da un altro signore.

E fin qui, ci sta.

Vedo arrivare una Mercedes di quelle che mancavano solo le bandierine ai lati.
Si ferma.
Vedo uscire dapprima un arto inferiore che, con non poca fatica, si trascina dietro il resto dell’ammasso di trigliceridi del personaggio.

“Ostia, Armando, un caldo boia oggi”

Ecco, e già qui, comincia a starci di meno.

Fatte le dovute presentazioni il tipo comincia a spaccarmi il cazzo con le seguenti domande, debitamente tradotte per far comprendere a tutti.
Il genio si e’ espresso con un lessico somigliante al celtico:

“Dov’e’ che trae l’ispirazione?”
“Dov’e’ che ha imparato?”
“Ma lei e’ pazzo come gli artisti?”
“Perche’ usa questi colori?”

E qui non ci sta più.

Decido, uno sforzo immane, di rispondere alla quarta domanda,
racconto al ciccione di essere stato a Barcellona anni fa’ e i colori di quel quadro mi erano stati ispirati dall’entroterra Catalano.

Anche il più ignaro di arte a quel punto avrebbe detto, butto li’:
“Miro'” “Dali'” “Sagrada Familia” “Gaudi’”.

No.

Con il naso sudaticcio a 10 cm dalla tela, l’Achille Bonito Oliva mancato dichiara:

“Eh, lo sapevo io, ho visto subito”

“Cosa, mi scusi?”

“Beh, che avendo i colori ispirati alla Spagna altro non può essere che paragonabile ai colori di VAN GOGH”

No.No.Noooooooooooo.

Mi sono trasformato in una statua di sale, il prezzo era già pattuito, potevo rubargliene anche il triplo, sono troppo onesto,  
saluti, dietrofront e sparizione in 30 secondi.

Per un attimo ho avuto la tremenda voglia di impossesarmi della Mercedes, pareva più congruo che la guidassi io.

Io non pretendo che tutti siano dei professori della Normale,
ma non vi dico cosa pagherei perché tutti fossero forniti del minimo indispensabile per poter aprir bocca e produrre suoni di senso compiuto.

Non e’ una richiesta folle.  

‘Na bruta Banda.

In Politica on agosto 23, 2010 at 8:27 am

” Na bruta Banda” (Sir Oliver Skardy).
Soggiogati da una Banda.
Se non altro il fascismo aveva la parvenza di un sistema che qualcosina faceva, dalle bonifiche agropontine alle strade alle scuole, per carità, periodo nefasto, ma qualcosina ha fatto, va riconosciuto.

Questi no.
Questi sono una Banda.
Limitata alla cerchia di farabutti che gli ruota attorno.
Un giorno una signora Ebrea Romana mi disse:
“Non e’ importante sapere ciò che si rappresenta, e’ sufficente saper stare di fronte a una telecamera”.
Non mi stava parlando di qualche persona normale, mi stava rispondendo a riguardo dei Ministri che dirigono i dicasteri.
In effetti, la Prestigiacomo all’Ambiente e’ l’esempio perfetto:
La sua famiglia fu condannata per reati contro l’ambiente, accusata delle morti di diversi operai lavoranti nell’industria plastica del padre, ex numero uno della DC siracusana e per false fatturazioni.
Una Banda stonata.
Quello che dice La Russa e’ l’opposto di quello che dice Maroni, e così via con le accoppiate Bossi-Fini, Tremonti-Brunetta, Sacconi-Fitto, Calderoli-Alfano.
Uno dice A, l’altro risponde Z.
Per non differenziarsi dalle Bande storiche, da quella del Brenta sino alla Magliana, hanno anche i sottocapi.
Gente per bene, illibati,
Gasparri, Cicchitto, Bondi, Capezzone, Frattini, Castelli, Bonaiuti, Fede, Ferrara, Minzolini, Rossella, Mimun, Paragone (un genio), Vespa, Confalonieri, Verdini, Santanche’.

Ha ragione Alfano, vanno costruiti nuovi istituti penitenziari.

La Banda fa leva sul più antico trucco,
ben noto sin dai tempi napoleonici e molto prima:
Sfruttare la credulità popolare a colpi di “sparate” che ne hanno solo il nome, in realtà sono tutte predeterminate a tavolino.
E nell’arte di farsi prendere per il culo, 
il popolo italiano non ha eguali al mondo.
La più grossa risiede ne:
“Chi ci e’ nemico e’ un catastrofista”,
e giu’ applausi prepagati, e via con una barzelletta che non fa’ ridere, e fai una telefonata a Feltri che domani ne dobbiamo sparare un’altra.
E’ una professione, l’arte dell’illusionismo, la conoscono meglio di chiunque altro, meglio del mago Copperfield.
Ti consigliano di non leggere i giornali, di non comprare libri a meno che non siano “I diari di Mussolini” con prefazione di quell’altro, la coscienza nera.
Ti consigliano di spendere, spandere, far girare l’economia, il digitale terrestre, le bandane, i centurioni nani da esporre in salotto, la prostituzione finalizzata a una presenza da Cocuzza (c’è ancora?).
Ti consigliano di affiliarti, di diventare come loro, finti paladini dell’amore e della libertà.

E odiano.
Tutto ciò che ha a che fare con la cultura.
Tutto ciò che ha a che fare con la diversità.
Tutto ciò che ha a che fare con l’uguaglianza.

Si professano cristiano-cattolici, delle vere facce di bronzo.

Ho fatto una breve ricerca:
Salazar 26 anni
Francisco Franco, il Caudillo 36 anni
Pinochet 16 anni
Ceausescu 22anni
Honecker 17 anni
Mobutu 32 anni
Papa doc 7 anni
Noriega 6 anni.

Sono tutti finiti o esuli o, nel migliore dei casi, sotto tre metri di terra.

“la frequenza di un fenomeno che presenta un andamento costituito da eventi che nel tempo si ripetono identici o quasi identici, viene data dal numero degli eventi che vengono ripetuti in una data unità di tempo”
Legge sulla frequenza.

Speriamo bene.

Enrichetto (e la spia)

In Politica on agosto 18, 2010 at 12:14 pm

Enrichetto.
Un Uomo di cincquantacinque anni,
una persona semplice.
Per chi ancora non lo sapesse, questa e’ la sua storia recente:

Enrichetto gira per il paese in bicicletta con in testa il suo amato cappello, fornito di lunga coda penzolante, uno spasso per i pargoli.

Un giorno Enrichetto viene fermato dalle forze dell’ordine, che gli contestano la “Guida in stato d’ebbrezza”, in bicicletta eh, non un SUV , incredibile, si becca due mesi di arresti domiciliari.

Dice: “Basta che non mi tolgano il cane”

Pochi giorni dopo, memore di averlo visto in vetrina dal macellaio, Enrichetto esce di casa e torna con un salame aquistato.

La vicina, che si e’ autonominata il suo controllore, vede dallo spioncino che Enrichetto esce di casa, che tenera, e chiama le guardie.

Peggio della Stasi.

Lo arrestano.

Stamane Enrichetto e’ uscito dal carcere, i soliti bifolchi pseudo giornalisti lo accerchiano, gli chiedono:

“E’ felice adesso?”

“No, era meglio dentro li’,
Li’ mi rispettavano”.

In Italia, nell’agosto 2010, vicino a Asti, si mette in carcere un uomo semplice, un reietto dei salotti buoni, un ubriaco in bicicletta.

Siamo delle belve.
Si e’ perso il senso della misura.
E la delatrice allo spioncino, ma va a prendertelo in culo, bifolca!

Da bambino nel mio paese girava un uomo simile, sempre con il sorriso, sempre con un cappellino in testa,
un uomo bambino, lo guardavo camminare e, non ho mai capito perché,
mi veniva da piangere, dava l’impressione della malinconia con la maschera della felicita’.

A settembre verra’ processato per
“Evasione”.

L’unica altra frase che gli ho sentito pronunciare e’ stata:
“Spero che i miei animali stiano bene”

Quando succedono ste schifezze ho sempre voglia di sparare.
E io non so’ sparare.

Auguri,
Enrichetto.

 

E’ Morto.

In Politica on agosto 17, 2010 at 11:41 am

Ore 1330.

Kossiga e’ morto.
Non verserò alcuna lacrima.
L’uomo che fece ammazzare Moro.
L’uomo che creo’ Gladio.
L’uomo che non ci ha mai raccontato la storia di Ustica e dell’Italicus.
L’uomo che ci ha raccontato la verità sulla strage di Bologna, propinando la tesi dell’esplosivo “dimenticato” da terroristi arabi di passaggio.

Lo so’, molti di voi non approveranno la mia poco velata soddisfazione, tant’è, potete anche fermarvi qui.

Ho versato troppe lacrime per Fernanda Pivano, Jose’ Saramago, Piergiorgio Welby, Alda Merini.
Ne verserò altrettante quando non ci saranno più Nelson Mandela e Margherita Hack.

Per Kossiga no, 
Kossiga e’ stato una delle coscienze nere di questo paese, un fascista travestito da democristiano.
Non e’ stato l’unico, magari, ce ne sono ancora un bel po’.
Un amico fraterno mi ha detto:
“Nella speranza che sia l’inizio di un’ epidemia”.

E’ morto Kossiga.

Caro Barabba, hai visto?
Basta aver pazienza e anche l’erba cattiva muore.

Se uno e’ un bastardo da vivo,
lo resta anche da morto.

E questo e’ quanto.

Precipitevolissimevolmente, Facebook.

In Politica on agosto 14, 2010 at 8:56 am

Oggi, per la prima e ultima volta, scrivo di
Facebook.

Credevo che con il Grande Fratello si fosse raggiunto il più basso livello di comunicazione di sempre.
Mi sbagliavo.
Facebook e’ di gran lunga peggiore.
Non prendo in considerazione le pagine di Facebook legate ad argomenti di massa, legate a testate giornalistiche o a fonti istituzionali.

Intendo il Facebook degli utenti singoli, di chi ha una pagina e si crede Dio o giu di li’.

Mio fratello, che per qualche misterioso motivo, ne ha una, mi dice che un suo “amico” ogni mattino spedisce agli “amici” due tipi di messaggi:

A) “Stamattina ho la decapottabile aperta”

B) “Stamattina ho la decapottabile 
coperta”

Che e’ una notizia notevole.

Mi son voluto far del male e ho chiesto a un Amico (vero, in carne e ossa) di poter leggere alcuni messaggi:

Tenetevi forte:
“Ieri mi sono ubriacato”
“Oggi ho mal di gola”
“Stasera esco”
“Mi sono comprato le ultime Nike”
“Sono a casa con la playstation”
“Domani vado in ferie”
“Tutti in piscina”
“Oggi piove”
“Mandatemi un bacio”
“Ieri ho mangiato la pizza”

Inoltre, innumerevoli citazioni alla J.Prevert, solo che non sanno chi e’ Prevert.
Miriadi di tvb, mkly, cgrd, mmtt e altri strani crittogrammi.

E le foto: TUTTE, ma proprio tutte, di gente con il sorriso come se avessero vinto al Superenalotto, come quando ti fai una fototessera e il fotografo ti chiede di non sorridere così artificialmente.
Sbaglierò, ma mi e’ sembrato di scorgere una linea di posa tipica di quelli che vedono Nicholson in Shining e pensano di poter assumere le stesse espressioni in cinque minuti cinque.

Fin qui, cose più che altro patetiche.
Attenzione, non sono patetiche per quel che si dice, al telefono o a una cena se ne dicono anche di peggio, sono patetiche perché si dicono da un palco virtuale a un ammasso di persone che altro non sperano di sentirsele dire.
Se si sale su di un palco, coscienti, il minimo che il pubblico pretende e’ che si sbiascichi qualcosa di interessante.
Mi son chiesto se fosse un’evoluzione degli SMS, non e’ così,
i messaggi il più delle volte si spediscono a una persona, non a 300.
Mi sono persino chiesto se dietro ci fosse la lunga mano del nano , non e’ così.
Mi sono chiesto se questo sara’ il futuro della comprensione umana, no, nemmeno questo.
Mi sono chiesto qual’e’ la scintilla che ha fatto scoppiare questo fenomeno e credo di esserci:

L’Amicizia.
Ci vorrebbero un miliardo di parole per definire l’amicizia fra due o più persone.
I miei amici sono persone alle quali affiderei la vita, se fosse necessario.

I signori che hanno inventato Facebook hanno fatto leva su questo vocabolo.
E l’hanno azzerato.
Amicizia/foto/login/share/rubrica, tutti vocaboli con lo stesso valore aggiunto= O.

E pensare che io ho sempre messo l’Amicizia, in un ipotetico podio, ben prima della salute.

Considerato l’impressionante numero di utenti, mi sa che lo sbaglio sia io, al che continuerò a sbagliare.

La perla:
una professoressa delle scuole medie ha tradotto un crittogramma che gira sempre più spesso fra le pagine di Facebook, fra gli adolescenti:
“è l’acronimo di ‘ti amo di bene’, che è una crasi tra ‘ti amo” e ‘ti voglio bene’. Si usa per esprimere un sentimento più intenso dell’affetto ma non forte quanto l’amore”. 

Si scrive TADB.

Tradotto da Zac:
Lei: “Te la do’ ma poi non rompere le palle”
Lui: “Me la dai ma poi vado alla partita”

“Precipitevolissimevolmente”, quando andavo a scuola, risultava essere il vocabolo più lungo in circolazione, la maestra era contenta se lo sapevi pronunziare, e tu lo eri uguale se non ti si arricciava la lingua.

Saluti,
Zac

Bisogna parlare

In Politica on agosto 13, 2010 at 6:40 am

L’altro giorno stavo leggendo un articolo e relativi commenti sul blog dell’Espresso.
L’argomento vertiva sull’attuale bagarre politica e qualcosina su Kossiga.
A un certo punto mi imbatto in un commento e risposta che, personalmente, mai avevo valutato.

“Mi sono sempre chiesto come mai votavo Berlusconi che non mi piace.
Poi ho capito, siete voi di sinistra che me lo fate votare”

E altri sproloqui vari.

La risposta:

“Con queste parole si rivela il terzo segreto di Fatima, quello che l’umanitá intera stava aspettando e cioé :
“Verranno i giorni in cui i coglioni voteranno Berlusconi”.
Chi l’avrebbe detto, nel paese dell’arte, della cultura, del diritto, dopo secoli di evoluzione filosofica, questo sarebbe stato l’apice di tutto l’insieme, il surrogato dell’intelligenza italica, il voto a vanvera a Berlusconi! Geniale!”

Ora,
Fattosalvo che la risposta non sara’ certo stata compresa dal viagrino, che come nick name usa “Jamaica”,
Voti il nano e ti chiami Jamaica, e va beh, il mondo e’ atipico,
il problema e’ rilevante.

Parlo in generale, un po’ di persone faranno lo stesso ragionamento (vogliate passarmi il termine) di questo Jamaica, mica avrò beccato l’unico del Bel(?)paese ?

Non che io ami a dismisura i compromessi, ma sembra più facile avere il voto da uno come Jamaica che non dall’elettorato fedele al vatusso mancato.
Bastano 5 o 6 punti e si vince comodi.

Jamaica non ha votato Walter semplicemente perché non sapeva chi fosse.
L’altro e’ propinato in tutte le salse.
Walter aveva un programma che io c’ho messo tre giorni a impararlo, e non sono di primo pelo.
L’altro ha sbraitato “Abolisco l’ICI” (una delle mille e una fandonie) durante i titoli di coda e il mansueto Jamaica,
assopito e frastornato dal cylum,
c’è cascato.

Perché Jamaica non voleva intendere che noi gli abbiamo ammazzato il gatto,
No.
Voleva dirci che 
NON GLI ABBIAMO MAI SPIEGATO UN CAZZO.

E per spiegare bisogna scendere di casa, parlare, ascoltare, proporre, discutere sia da un palco come fra le stradine,
non basta andare all’Aquila con l’elmetto,
fare come ha sempre fatto la gente di sinistra e da un po’ non lo fa’ più.
Se uno mi dice “Ma i viagrini non lo fanno” lo strozzo.
La destra non ha mai avuto bisogno di andare fra le genti, neanche prima del nano.
Appisolati (“Sono buono, forse mi volevi più cattivo” Freak Antony)
Un po’ tutti eh, persone per cui ho diversa stima, dal segretario in giu’.

Esempio pratico;
“Il Veneto come la Catalogna” e’ lo slogan e il progetto del governatore LucaAlcoolZaia.
Così.
Senza tante spiegazioni.
Ha stravinto, ha annichilito la sinistra nella mia regione.
Allora prendi il tuo fagottino e cominci a girare, a spiegare ai conoscenti cos’è la Catalogna, i più sono convinti si tratti di insalata, che i Catalani morirono a migliaia per combattere Francisco Franco, che Barcellona e’ la città più multietnica e tollerante d’Europa, che il loro Parlamento legifera e poi la legge viene vagliata da Madrid, che un mese fa’, per caso, mi sono trovato in Plaza de Univeritat e ho sfilato con i partecipanti al Trans-Pride, e la gente a bordo strada applaudiva, provate a immaginarlo a Treviso.
E ancora, Iniesta (catalano) ha segnato la rete che ha fatto vincere i mondiali alla Spagna intera, qui si tifava Paraguay,
i Catalani sono pluralisti per storia e tradizione, i Veneti sono sospettosi delle diversità da sempre.
Devo essere preciso: quando scrivo “Veneti” non intendo “Veneziani”, Venezia e’ tutto un altro dire.

Così poi, costa poco, qualche amico Veneto prende Ryanair e ci va’, in Catalogna, se ne rende conto, rientra.

E sputa in un occhio a LucaAlcoolZaia.

P.S.
“Comunione ai bambini prima dei sette anni, giusto anticipare i tempi”
Congregazione per il culto divino, 
Città del Vaticano 12/08/10.

Mai sazi.

L’INCENTIVO

In Politica on agosto 11, 2010 at 7:50 am

Ai più attenti non sara’ sfuggito che a Marzo, lo feci presente, nel ddl recante la dicitura “Chiusura Liti Pendenti”, ricadeva la questione Mondadori.

Oggi, 11 agosto, qualche giornale si degna di darne notizia dettagliata.

Correva l’anno 1991.
Il gruppo Mondadori, acquistato l’anno prima dalla banda di nani arcoriani, doveva versare al fisco 173 milioni di euro, che misteriosamente non verso’.
La tiritera e’ stata ospite di più aule di giustizia.
Si era tentato anche di inserire questa nefandezza dentro al pacchetto giustizia per il processo breve:
Proteste un po’ di tutti, la ritirarono, per poi, zitti zitti, inserirla nel pacchetto “incentivi”.
E’ così che il gruppo Mondadori, per “Non esporre l’azienda a una situazione di incertezza ulteriore”, ha preso la palla(decreto) al balzo e si e’ adeguato.

A fronte di 173 cocuzze evase, Marina LaNana Berlusconi ha pagato all’erario:

8,6 milioni di Euro.
Pari al 5% del dovuto.

Al solito, lo dicono in pieno Agosto, tanto chi vuoi che si adiri.
Io mi adiro! 
Per Dio!
Se chiunque di voi non dovesse pagare un importo di 173 euro, ne sborserebbe 350 a causa conclusa.

Dire che sono dei bifolchi e’ limitativo.
Questi sono dei ladri dementi, la Chicago degli anni 30, l’essenza della truffa, la matematica applicata ai farabutti.

A noi, umili mortali, restano i buoni vacanze in parte prepagati dalla Brambilla, che nuota in Costa Azzurra,
la Social Card, che Tremonti utilizza per giocare a figurine con Sacconi, le spiagge di Caorle dov’è proibito pure respirare e le miriadi di bollette che troveremo dentro la cassetta postale al rientro.

Proverò a pagarne, ovviamente in ritardo, il 5%.

Frugando qua e la’.

In Politica on agosto 8, 2010 at 3:04 pm

Ebbene si’.
Siamo maleducati, volgari e catastrofisti.
Parecchio.

Invito alla lettura dei sottostanti “titoli” di articoli, la data e’ riferita alla pubblicazione sulla carta stampata.

E’ da un vita che si sostiene la contiguità fra Egli e un’impresuccia siciliana che si occupa di “Sbiancare banconote”.

“La Fininvest è nata da Cosa Nostra” (7.10.98) 
“Berlusconi, metodi mafiosi” (6.10.1999) 
“Silvio riciclava i soldi della mafia” (7.7.98) 
 “C’è una legge inapplicata: Berlusconi è ineleggibile” (25.11.99) 
“Imprenditore o politico, è il momento della scelta” (9.11.98) 
 “Un biscione di miliardi in Svizzera” (3.11.98) 
“Le sedici casseforti occulte” (29.9.98) 
“Soldi sporchi nei forzieri del Berlusca” (2.7.98) 
 “La Fininvest è nata da Cosa Nostra” (27.10.98) 
 “Così il Biscione si mise la coppola” (16.7.98) 
 “Le gesta di Lucky Berlusca” (31.8.98).

SONO TUTTE PRIMEPAGINE DELLA PADANIA!!!!!!!!!!!!!!

“Il più grande inganno del diavolo è stato  quello di far credere al mondo che lui non esiste, e di colpo, puff, sparisce.”
Verbal Kimt, alias Kaiser Sose, Kevin Spacey da “I Soliti Sospetti”

E’ calzante anche il titolo del film.

Ovviamente,
sul sito del quotidiano celtopadano non v’e’ traccia di tali articoli, sembra che in quelle date i fogli verdi non siano stati editi.

Sono veri.

Ma la più bella e spettacolare prima pagina della “padania” e’ questa:

“Baciamo le mani”
sotto campeggiavano dodici foto segnaletiche:
Greco Michele
Bagarella Leoluca
Dell’Utri Marcello
Brusca Giovanni
Riina Toto’
Berlusconi Silvio
Andreotti Giulio
Cuntrera Pasquale
Badalamenti Tano
Giudice Gaspare
Aglieri Pietro
Calo’ Pippo.

Taluni sono finiti sotto tre metri di terra,
Talaltri dentro le patrie galere,
Andreotti e’ un clone,
un paio sono rimasti a piede libero,
e ci governano.

Amen

E’ Noto.

In Politica on agosto 7, 2010 at 8:50 am

E’ noto.
Se a Waterloo non pioveva Wellington sarebbe stramazzato e Napoleone si sarebbe evitato l’isolotto Atlantico.

E’ noto.
Se non cominciava l’inverno siberiano il baffetto coprofago si sarebbe fatto una scorpacciata a Stalingrado.

E’ noto.
Se Von Braun fosse stato arruolato dai Russi la missione lunare non si sarebbe chiamata Apollo ma Sputnik.

E’ noto.
Se Papa Luciani non fosse stato ucciso, il signor Woijtila non sarebbe mai stato eletto al soglio di Pietro.

Sono attimi.
Eventi incontrollabili che garantiscono il futuro.
Ce n’è a bizzeffe.
Sono momenti legati a un breve lasso di tempo.

In Italia, prendo ad esempio un must di Beppe Grillo, siamo sempre in “Leggera Controtendenza”.
Quello che appare ad almeno la meta’ della popolazione come un evento catastrofico, fin dal principio, risulta essere apprezzato dall’ altra meta’.
Ma ci stiamo normalizzando.
Più di una quarantina di parlamentari, e’ arcinoto, si sono scollati dal vatusso mancato.
Un attimo durato 16 anni.
Bastava una telefonata.

Ora, all’improvviso, gentaglia come Bocchino si vede strizzare l’occhio da molta gente sintonizzata sulle mie idee politiche.
Ora, all’improvviso, si vorrebbe corteggiare la lega.
Quella volta che la lega fece cadere il nano non mi fece particolare impressione.
Tanto, pensai, questi ce li ritroviamo uguali identici fra sei mesi.
Non serve essere Luzzato Fegiz per capire che “Caruso” di Dalla e’ un capolavoro.

Questi hanno navigato il panfilo di sua maestà per più di tre lustri, ininterrottamente, e adesso, in un attimo, siete quasi come me e chi la pensa come me?

Ma col cazzo!

E’ arcinoto.
Se Craxi non fosse scappato, il calvoamesialterni sarebbe stato ammanettato.

E voglio proprio vedere, previo cambio di legge elettorale ( il firmatario stesso, l’uomo che vive con gli orsi, al secolo on. Calderoli la definì una “Porcata”), se questo paese avrà ancora il coraggio di regalare il timone all’attuale esecutivo .

Io e Bocchino abbiamo le stesse congruenze che si possono trovare fra Egidio Calloni e Diego Armando Maradona.

Per sempre.