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Controcorrente

In Politica on ottobre 6, 2010 at 7:53 am

Hanno dato il Nobel all’inventore della fecondazione in vitro.
Diverse voci provenienti dall’oltre Tevere si sono risentite, definendo l’assegnazione del premio quantomeno “Inopportuna”.

Sono sulla stessa lunghezza d’onda, ed e’ un’assoluta rarita’, non ricordo quando e’ stata l’ultima volta che mi sono trovato in accordo con la Santa Sede.

Non mi sono informato sulle argomentazioni “Vaticaniste”.

Ho le mie:
Il Prof. Edwards non ha scoperto l’antidoto all’Ebola, men che meno la cura per il tumore al pancreas.
Ha “semplicemente” trovato il modo per ricreare in provetta l’ambiente per una fecondazione, tanto di cappello, ma da qui a vincere il Nobel ce ne passa.
Non ha migliorato la vita dell’umanita’, che nel campo medico e’ una condizione necessaria per ambire a quel premio.

Mi disturba molto che quasi tutti gli organi di stampa e informazione a me vicini abbiano attaccato il Vaticano.

Quando una cosa e’ chiara non ci si dovrebbe porre sempre contro, come per una sorte di patologia che non riconosce mai un’argomentazione giusta se proviene dall’avversario.

Vi sono delle donne che non possono avere figli, dramma importante, ma del tutto naturale.
So’ che forse urtero’ la coscienza di molte lettrici, vogliate perdonarmi.

E’ semplice: per ogni bambino concepito in provetta ve ne sono almeno 100 che nascono nelle cloache del mondo e che sopravvivono lo spazio di una feria agostana.

L’adozione mi sembra la soluzione adeguata, credo anche molto piu’ gratificante, ti eleva a persona degna di un posto in un ipotetico paradiso (no, non mi sto religiosizzando, non preoccupatevi)

Conosco coppie che hanno consultato luminari, scienziati, persino medium, nella speranza di poter avere un figlio, ripeto che capisco il dramma interiore, ma se la si vede come una tragedia allora si e’ completamente fuori dal selciato.

Un aneddoto:
anni fa’una coppia che conoscevo non riusciva ad avere dei figli, dopo un po’ decisero di adottarne tre, dai paesi dell’est, due gemelli appena nati e un altro fratellino di poco piu’ di un anno.
Nessuno se lo sa’ spiegare, fatto sta’ che dopo pochi mesi dall’arrivo dei tre pargoli, la moglie rimase incinta e, pensate, partori’ due gemelli.

Il livello e’ estremamente inferiore, ma se mi concedete il paragone sarebbe come dare il Nobel a chi scopre la pomata per far ricrescere i capelli al compianto Yul Brinner, non migliori la vita di nessuno e a quel punto un premio ti e’ concesso, pero’ te lo danno sul palco dell’Academy, a Los Angeles,

“Oscar per il trucco”.

Spero di non aver fatto incazzare nessuno, non ho scritto questo pezzo con il consueto e giusto astio che riservo all’attuale esecutivo, e molte volte anche alla chiesa.
No.
L’ho scritto con il cuore in mano, potrei spingermi a dire che avrei scritto le stesse cose se fossi nato donna e sterile,
e se ho indignato chicchessia, stavolta chiedo perdono in anticipo.

Baci.

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  1. E’ bello vedere che qualcun’altro ha i tuoi stessi pensieri e sa ancora andare controcorrente nella corrente del controcorrente.

    http://zampagna.wordpress.com/2010/10/05/nobel-robert-edwards/

  2. Ricambio il piacere.
    Durante la seconda guerra mondiale saremmo stati arrestati con l’accusa di “spionaggio delle spie del controspionaggio”

    ciao

  3. In realtà i nobel per la medicina non vengono attribuiti pensando all’utilità sociale delle scoperte, o almeno non nell’immediato, ma al passo avanti che la scoperta comporta per il sapere e/o per le tecniche scientifiche. Nel 2007 ha vinto un terzetto tra cui un cervello in fuga italiano, Mario Capecchi, “per le loro scoperte del principio per introdurre specifici geni nei topi tramite cellule staminali embrionali”, non esattamente una scoperta di ritorno immediato sull’umanità, ma tappa fondamentale per l’evoluzione della ricerca sulle staminali per l’uomo. Allo stesso modo la fecondazione in vitro è stata una rivoluzione tecnica-scientifica. L’anomalia non è l’assegnazione del Nobel a Edwards, ma il ritardo con cui è stato assegnato, il che fa capire che si è trattato, appunto, di un messaggio, in un certo senso di un premio politico.

  4. Capecchi e’ un grande, nulla da eccepire.
    A distanza di 42 anni a me sfuggono i vantaggi di questa rivoluzione tecnico scientifica.
    Per “vantaggi” intendo le tappe successive alla scoperta.
    Così, di primo acchitto, mi vien da pensare che le tappe successive potrebbero essere state ” lo voglio con gli occhi azzurri, intelligente, alto 1,85″.
    Altro non mi sovviene.

    Ciao

  5. Non so che posizione prendere se non quella che mi fa dire: meno male che c’è cmq una possibilità di scelta.

  6. Vero, e’ un bene che ci sia la possibilità di scegliere, e per la precisione io non sono contro la fecondazione in vitro,se fossi una donna non so’ come mi comporterei.
    Volevo sottolineare come un Nobel mi pare eccessivo.
    Poi, Cara Farfa, su’ a Stoccolma ne sanno di certo più di me.

    Ciao,
    Zac

  7. Mah! forse hanno fatto come si fa col premio Oscar per il Cinema, un Nobel alla carriera.
    Ciao Zac.

  8. Qui si entra in un tema complesso che è quello della genitorialità.
    Secondo me essere un genitore significa crescere ed educare un bambino sia esso figlio naturale od addottato.
    Ma il discorso è forse troppo facile per me che sono madre biologica e quindi non ho subito le angosce di cercare un figlio e non riuscire ad averlo.

  9. E, soprattutto, il prodotto di Silvana e’ la ragazza con la valigia.
    Neanche il prof Edwards avrebbe saputo far di meglio.

    Ciao,
    zac

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