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Nemici Forever.

In Politica on gennaio 31, 2011 at 8:52 am

“Propongo a Bersani di agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana”.

La sopracitata e’ una frase estrapolata dalla lettera aperta che il vatusso mancato ha fatto scrivere al Corriere stamane, firmandola egli stesso.

Un piano bipartisan che risollevi l’economia in 5 anni.

Se Bersani risponde SI’, lo vado a prendere di persona.

Ci vuole un bel coraggio per scrivere un’indecenza del genere, dopo anni di “Richieste di fiducia”, di “Decreti urgenti”, di leggi e leggine promulgate solo per pararsi il regno, di offese quotidiane, questo nanopriapo vorrebbe un “accordo bipartisan”.

Piuttosto la rivoluzione.
Piuttosto gli AK47.

Se ne deve andare.
Punto.
Dove vuole.
Punto.
Con chi vuole.
Punto.

C’e’ un limite per tutto.
Io lo considero invalicabile.
Tento una spiegazione piu’ dettagliata:
Fra Mussolini e Togliatti, v’era un limite invalicabile.
Fra Richelieu e D’Artagnan, idem.
Fra Ghandhi e il Regno Unito, idem.
Fra Allende e Pinochet, idem.
Fra il Saladino e Riccardo Cuordileone, idem.
Fra Titty e il Gatto Silvestro, idem.
Fra lo scrivente e Borghezio, idem.

Non ho molto altro da aggiungere, salvo il riportare la seguente:

” Arrendersi è il più grande vantaggio che si può dare al nemico” Confucio.

Vs.
Zac

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AVANTI POPOLO

In Politica on gennaio 29, 2011 at 5:27 pm

Il Popolo Viola ad Arcore.
Le Donne a Roma e Milano.
Santoro anche.
I gazebo del PD.

Tutti assieme per mandare a casa colui che la maitresseMInetti ha definito
“Culo flaccido”.
Io preferisco continuare a chiamarlo
“Calvoamesialterni”, perché il culo flaccido, quando vai verso gli ottanta, e’ cosa naturale, molto meno avere la chioma un mese si’ e un mese no.

E voglio vedere se il suo misero esercito di seguaci prepagati avrà l’indecenza di scendere in piazza contro i giudici.

VOGLIO PROPRIO VEDERE.

E se per qualche strana alchimia, dovesse succedere il patatrac, sarò il primo a correre dietro a qualsiasi leghista.
E lo faro’ armato di vessillo Tunisino.

Le menzogne alle quali il nanopriapo ha abituato la nazione non reggono più.
Se ne sono accorti persino i neofascisti che, pur di levarselo dalle palle, si sono alleati con i neodemocristiani.

Guarderò con attenzione anche ogni singolo deputato dei “responsabili”, per vedere in quale baratro finirà.

Lo scrissi tempo addietro, mi ripeto oggi:
La marea di filibustieri che cessera’ le ruberie e le  apparizioni mediatiche, sara’ folta, copiosa e rumoreggiante.
E’ la parte oscura del “leccaculismo”, che ti porta in alto quando v’e’ da leccare il deux ex machina, che ti porta in miniera quando non c’è più nulla da leccare ed e’ finita anche la saliva, e che, ma questa e’ più una speranza, in taluni casi potrebbe aprire le magnanime porte delle patrie galere.

Io, facendo fatica eh, riesco a dialogare con un’idea espressa da Fini o Tabacci o persino Letta.

Ma non riuscirò MAI a confrontarmi con gentaglia che non sa’ cosa dice, salvo recitare il copione per salvare il nano, e di riflesso anche il proprio culo.

Essi sono:

Bonaiuti
Gasparri
Calderoli
Bossi
Maroni
Santanche’
Lupi
Prestigiacomo
Gelmini
Carfagna
Bondi
Sacconi
Fitto
Galan
Zaia
Formigoni
Cota
Capezzone
Minzolini
Fede
Liguori
Rossella
Mimun
Masi
Paragone
Sallusti
Feltri
Belpietro
Ciarrapico
Borghezio
Tosi
Micicche’
Scopellitti
Vito
Polverini
Carlucci
Zanicchi
Colli
Molti deputati di FLI (15 anni non si cancellano in tre mesi)
Alemanno
Carboni
Berruti
Longo
Ghedini
Apicella
Galan
Marina B.
Calearo
Bertolaso
Balducci
Verdini
LaRussa
Bisignani
Chiodi
Boniver
Vespa
Ferrara

Per ultimo, utilizzando la parcondicio dei viagrini:

D’Alema Massimo.
Colpevole.
Impunito.

Si accettano suggerimenti per ampliamento.

Dopodiché, con pazienza, stamperò la lista e la controllerò per i successivi dieci anni, con una precisione pari a quella che era solita usare la Stasi nell’ex DDR.

Tunisi, Cairo, Tirana e Sana’a.

In Politica on gennaio 27, 2011 at 2:14 pm

Per il giorno della Memoria non scrivo un post.
Ha già detto tutto il perfetto Paolini ieri sera con “Ausmerzen”, trasmesso da La7.

Una su tutte:

“La suora infermiera tal dei tali uccise più di 200 bambini mediante iniezione intramuscolare, poi, al processo, l’unica cosa che disse fu’:
“E adesso mi succede qualcosa?”.

Sta succedendo.
Masse di persone, rese rabbiose dalla fame e dai privilegi riservati a pochi, si stanno muovendo.
Tunisini, Egiziani, Albanesi, nelle ultime ore anche gli Yemeniti.
In strada.
Con le nuove tecnologie che fungono da cassa di risonanza.
Persone perlopiù colte, informate, con le palle che girano al pari di una turbina sotto le cascate del Niagara.
Dal basso.
Senza tanti referendum, senza palchi televisivi.
In strada.
E ci riescono.
A costo di morire, ma ci riescono.

Ben Ali’, il tunisino, e’ scappato, il codardo, lo cerca l’Interpool.
Amico da decenni del nano e primo socio in affari con il Bettino Craxi, ai tempi dell’alluce diabetico, in quel di Hammamet.

Mubarak, l’egiziano, pare abbia già messo sull’aereo il primogenito e futuro successore, accompagnato da qualcosa come 85 valige e bauli.
Pure questo grande amico del nano, il quale gli rivolse la seguente frase:

“Presidente Mubarak, avrà anche lei delle questioni interne, verro’ a scuola da lei per sapere come superarle, dato che e’ da trent’anni al potere”

Berisha, il primo ministro albanese, altro suo amico di lunga data, il primo responsabile del fallimento piramidale delle finanziarie di Tirana, che fecero scoppiare l’Albania a meta’ anni ’90, e che guarda caso erano riconducibili al pianeta Mediolanum.

Ali’ Saleh, lo Yemenita, dal 1978 fa’ buchi e ne esce petrolio, questo qui e’ amico dei Moratti, i vicini di casa del solito nano.

Se si dovesse ribellare anche il popolo Libico, si scriveranno libri per i rapporti fra Gheddafi e il solito, sempre il solito, nano.

E’ ovvio che non si può paragonare il sistema Italia con alcuno dei paesi in rivolta.
Anche con LaRussa ministro, qui le libertà di opinione resistono e proliferano.

Pero’ si può capire.
E noi possiamo apprendere almeno due cardini fondamentali per la coscienza umana:

1) Il diritto alla dignità e’ cosa imprescindibile, nessun popolo sopporta a lungo un usurpatore di tale caposaldo.

2) il diritto a esprimere un idea, risiede nei cuori e nelle menti di qualsiasi cittadino del globo, anche nel Sahara.

I miei personali auguri di vittoria ai fratelli nordafricani, arabi e albanesi.

E mentre scrivevo, sono uscite le telefonate della maîtresse Minetti.
Una vera ingrata.
Dopo essere stata trasferita da “Igienista dentale” a “Consigliera regionale”, mediante carriole di firme false, la tale sputa sul piatto dove ha mangiato sino a stamane.

Non si usa.
Almeno nelle buone famiglie.

Monthy Python feat. Napoli Osvaldo

In Politica on gennaio 24, 2011 at 6:03 pm

Da quando Bocchino non e’ più il vicecapogruppo del Pdl, a Montecitorio e’ comparso di fronte ai microfoni l’on. 
Napoli Osvaldo.
Uno che abbozza sempre un sorrisino, volutamente tendente al far mettere a proprio agio sia l’intervistatore, come pure lo spettatore.
A me sembra più un smorfietta da sbeffeggio, ma poco importa.

Oggi intervistano il vicepresidente vicario dell’ Associazione Nazionale Comuni Italiani, che deve dire se ci sta’ o no sul federalismo fiscale.
Una cosuccia che se andasse gambe all’aria, l’attuale esecutivo seguirebbe a mo’ di coda di cometa.

E’ Osvaldo Napoli!!!!

Che e’ anche deputato del Pdl, che e’ seduto in Commisione Affari Costituzionali!!!
Ma per Dio!!!
Il nr 2 dei rappresentanti dei comuni e’ anche facente parte dell’altra parte.
E’ il mandante e il ricevente della bozza sul federalismo.

Ora.
E’ anche sindaco?
Certo che si’.
Di Bari?
Di Padova?
Di Cagliari?
Di Genova?
Di Modena?

No.

E’ sindaco di Valgioie (to)

728 abitanti.

Potrebbe essere una sceneggiatura dei
Monthy Python.
 

Totò Cannolo Cuffaro

In Politica on gennaio 23, 2011 at 9:14 am

Ve lo ricordate no?
Quello che e’ entrato in Consiglio Regionale Siciliano con il vassoio di cannoli.
Da ierii li distribuisce a Rebibbia.

Finalmente una buona notizia.
Totò Cannolo Cuffaro e’ in gabbia.
Dopo aver pregato la Madonna.
Dopo essersi dichiarato fiducioso nell’operato dei magistrati.
Dopo aver fatto da collettore fra la politica e la Mafia.
Non si fara’ tutti e sette gli anni, pero’ un po’ si’.
Mi sento come uno che ha vinto alla lotteria.
Il Cannolo a Rebibbia.

Roba da stropicciarsi gli occhi.

Per effetto di questa condanna perde anche il titolo di Senatore.
Un peccato per il gruppo dei “Responsabili prepagati” che auspicavano una sua adesione.

7 anni governatore della Sicilia.
7 anni a Rebibbia.
Vera parcondicio.

Il Cuffaro viene eletto, sin dai primi anni novanta, con i voti dei corleonesi.
Per ricambiare il favore mette cimici presso la Procura della Repubblica e si prodiga per favorire gli affari del clan Di Matteo, uno degli assassini del dr. Falcone.

E’ significativo capire la preghiera alla Madonna, che il Cannolo recita anche prima dell’arresto, per quattro ore.
In Sicilia non si crede al destino o al futuro indefinito, si crede alla provvidenza divina.
Totò Riina pregava a tutte le ore e usava la Bibbia per comunicare.
Bernardo Provenzano viveva in un tugurio con tanto di altare.
Pietro Aglieri dal carcere ha cominciato gli studi per laurearsi in teologia.
Le loro mogli, a oggi, si recano tutti i giorni prima in chiesa, poi in cimitero, passano la vita a pregare.
E poi mi si chiede il motivo del mio totale ateismo.

D’altronde, a oggi, non esiste un documento ufficiale della chiesa che condanni la Mafia, e mai esisterà, statene certi.

Il vatusso mancato e’ troppo impegnato con il suo troiame, se no ci saremmo sorbiti l’ennesimo inno alle mafie, e Cuffaro “un eroe”, al pari di Mangano.

Ehi, Marcellino Dell’Utri, non e’ che ti corra un brividino lungo la schiena?

A Rebibbia ti hanno messo pure il pasticcere.

“Il Puttaniere”

In Politica on gennaio 17, 2011 at 4:47 pm

“Un rilevante numero di giovani donne si sono prostituite con Silvio Berlusconi presso le sue residenze, dietro pagamento di corrispettivo in denaro da parte di quest’ultimo”. 

E questo e’ quanto scritto dai Magistrati.

Seguono diverse intercettazioni ambientali dove le suddette meritrici argomentano nei modi più svariati.

Sintetizzando, basta trascriverne una:
“E’ un puttanaio, peggio di come raccontano i giornali”.

Prepariamoci allo stillicidio mediatico da parte dei servi del potere nei confronti di queste vicende.

Lo vado dicendo da quasi due decenni, ci facciamo governare dal peggior esempio di essere umano che ci si poteva sognare.

L’ultima boutade e’ “Ho una fidanzata”, 
l’ennesima palla, l’ennesima presa in giro, e milioni di italiani li’ ad apprendere e approvare tali e tante menzogne.

Ma torniamo all’accusa, che legalmente deve essere provata, mentre nel mio pensiero e’ cosa arcinota.
Se si leggono le dichiarazioni e le battute sulle donne, che da anni va’ proferendo, qualsiasi persona dotata di senno lo chiamerebbe un “puttaniere”, di basso rango per giunta, di quelli che credono di poter usufruire di ogni culo previa esposizione di taccuino a fisarmonica, come quello dei benzinai.

E quando lo si sosteneva, dieci anni fa’, venivamo tacciati come invidiosi o come fantasiosi.

Vedete, fra le pagine di questo blog non scrivo proprio tutto, vi sono argomenti delicati che evito volutamente.

Ma oggi ho deciso di raccontare una chicca:
Correva l’anno 2009, ero seduto in un ristorante di Roma, aperto solo agli invitati della tavolata, dieci persone.
Diciamo persone molto influenti e molto vicine al nano.
Arriva in ritardo un medico, per essere precisi un medico molto in alto negli organigrammi della RAI.
Estrae lo Smartphone e lo fa’ girare fra i commensali, commentando
“Siamo nelle mani di Dio, non c’è più con la testa”.
Il medico in questione, manco a dirlo, grande “fan” del vatusso mancato, al punto che la sera prima aveva presenziato a un festino a Palazzo Grazioli.
Prendo in mano lo Smartphone e vedo che c’è un video di trenta secondi.
Premo play.
Fatico a crederci.
La scena:
Il nano, con cappello alla Mago Merlino, braghe tirate su sopra le ginocchia, scalzo, che insegna un passo di danza a una decina di ragazze ventenni, attorno una fauna di adepti che battono le mani a ritmo.

Persino il medico “fan” si e’ racapricciato.

Io nell’occasione non ho proferito verbo alcuno, mi e’ passato l’appetito, mi sono alzato e sono uscito all’aperto, in Piazza Navona, per tentare di trovare una boccata di aria respirabile, li’ vicino un vecchio con la fisarmonica cantava 
“Bambola” di Patty Pravo.
Mi son seduto accanto, l’ho intonata anch’io, e mai mi scorderò dell’espressione stralunata con la quale il menestrello mi guardava, avrà pensato che fossi un pazzo scappato da una casa di cura.

Certe volte mi chiedo come siamo potuti cadere così in basso, per molto meno si sono fatte le rivoluzioni, per molto meno sono scoppiate guerre.
Non qui.
Non oggi.
Forse mai.

Al che’, mi sovviene una frase di Daniel Pennac:

“Il peggio, nel peggio, e’ l’attesa del peggio”.

Direi che ci siamo.

Vs.
Zac  

‘Ndrangheta padana, e il Dr.Pavone

In Politica on gennaio 14, 2011 at 11:43 am

Ieri ero alla presentazione di un libro:
‘Ndrangheta Padana, dell’esimio Prof. Ciconte, già parlamentare PCI e massimo esperto di mafie al nord.
Una persona degna, uno che non te le manda a dire.

Con lui un magistrato, uno di quelli che hanno dato tutta un’esistenza per far rispettare la Legge e che da quindici anni vengono settimanalmente offesi dal calvoamesialterni.

Si chiama Francesco Saverio Pavone.
Da quarant’anni combatte una battaglia contro la malavita organizzata.
E’ l’uomo che ha sgominato la Mala del Brenta, che ha incarcerato Maniero e soci.
Centinaia di arresti.
Centinaia di condanne.
Attualmente Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Venezia.

Un uomo che non ha perso la tempra, la speranza, la determinazione nel credere che la parte giusta e’ quella della Legge.

Un uomo che non sa se domani sara’ vivo o sparato.
Senza scorta.

Ci ha illustrato diversi aspetti della malavita organizzata al nord, mi soffermo su un paio:
A) Commettere un reato non comporta più la certezza della pena, i tempi biblici portano inevitabilmente alla scarcerazione per decorrenza dei termini.
Verrebbe da pensare che e’ meglio fare il fuorilegge al posto di sacrificarsi per essere un uomo della legge.

B) Piu’ di quindici anni fa’ riuscì a sequestrare circa 9 miliardi di lire presso un conto svizzero.
Ebbene, a oggi, la Svizzera deve ancora restituire 3 miliardi dell’importo totale.
Sinceramente, ti passa la voglia di lavorare.

La sala era stracolma, ma non v’era l’ombra di un capopopolo leghista, menchemeno il segretario comunale del PDL, lo stesso aleggiava il fantasma della nuova ‘Ndrangheta padana, quella che aiuta le imprese con denari cash, proventi del traffico di cocaina perlopiù,
che a sentire quell’infame di Maroni dovrebbe essere una realtà prettamente sudista.

I leghisti sono diventati più omertosi dei Corleonesi, qui e’ tutto perfetto, tutto lindo, la mafia non c’è.
Che era la medesima tesi sostenuta negli anni settanta dai Liggio, dai Bontade e dai Badalamenti.

Il Dr. Francesco Saverio Pavone e’ un eroe moderno.
Il Dr. Francesco Saverio Pavone e’ un temerario.
E io sono molto soddisfatto di averlo sentito parlare.

Fra le varie ha detto:

“Sappiamo che in parlamento siedono il 10% di inquisiti e/o pregiudicati, non e’ un’anomalia, in quanto il parlamento rispecchia la società del paese, che e’ fatta anche da inquisiti e/o pregiudicati, anche loro hanno la loro rappresentanza”

Non c’avevo mai pensato.

Un Grazie a quest’uomo, distante dai riflettori, così vicino ai diritti e ai doveri che si sono persi e oscurati fra le righe e le troie di Arcore.

Marchionne..e il “CHE”.

In Politica on gennaio 13, 2011 at 12:45 pm

I Cobas e la Fiom hanno diverse ragioni.

Siete pronti?
Bum.
Ne ha altrettante Marchionne.

Ecco, l’ho detto.

Specifico:
Il nuovo contratto penalizza gli attuali dipendenti del gruppo di Torino, ma non e’ un contratto da schiavisti.
Fondamentalmente, il fine ultimo dell’azienda e’ portare l’assenteismo al di sotto del 5% entro sei anni.
E’ discutibile il metodo utilizzato (punire con un giorno in meno di malattia chiunque abbia già superato questo limite nel corso dell’anno), ma non e’ una mossa sbagliata.
Vedete, se la Fiat va’ all’estero, dove per altro e’ già presente per più della meta’ del suo intero fatturato, ebbene, se ne va’ in Canada.

Canada.

Che non e’ la Cina o la Serbia o la Polonia.

E che, soprattutto, non e’ un paese dove si debba contrattualizzare l’assenteismo.

Presi singolarmente ci sono diversi punti nei quali la Fiom e i Cobas hanno le ragioni dalla loro, che appoggio in toto,  sia chiaro, come sullo sciopero o sui turni, ma nel complesso non me la sento di affossare il piano proposto dai vertici aziendali.

Sono ovviamente da condannare quasi tutte le uscite del Marchionne sui media, non usa un linguaggio morbido, personalmente mi sono trovato più volte con una maledetta voglia di spaccargli la testa, ma l’accordo e’ ammissibile.

Mi si dirà che abbiamo salvato la Fiat con le nostre tasse a colpi di CIG,
Mi si dirà che il nano appoggia il piano,
Mi si dirà che sto prendendo un granchio.
Può essere.

Pero’ resto convinto che se l’assenteismo in Fiat, negli stabilimenti italiani, fosse pari a quello degli stabilimenti all’estero, non starei qui a scriverne.

Detto ciò sono pronto a qualsiasi obiezione.

Perché quando sostengo che Gasparri e’ un incapace, non accetto critiche.
Su Marchionne invece, vorrei volentieri avere delle sonore smentite.

E dato che fra le centinaia di post di questo blog, questo e’ l’unico che potrebbe essere scambiato per uno scritto destrorso, 
eccovi la giusta contropartita:

“Hasta siempre, Comandante”

Aprendimos a quererte
desde la historica altura
donde el sol de tu bravura
le puso cerco a la muerte.

Aqui se queda la clara
la entranable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Tu mano gloriosa y fuerte
desde la historia dispara
cuando todo Santa Clara
se despierta para verte.

Aqui se queda la clara
la entranable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Quien es que mando la brisa
con sol esta primavera
para plantar la bandera
con la luz de tu sonrisa?

Aqui se queda la clara
la entranable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Tu amor revolucionario
te conduce a nueva empresa
donde esperan la firmeza
de tu brazo libertario.

Aqui se queda la clara
la entranable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Seguiremos adelante
como junto a ti seguimos
y con Fidel te decimos:
Hasta siempre, Comandante!

Copia e incolla

In Politica on gennaio 11, 2011 at 9:26 am

Cari,
sono stato così colpito da un articolo scritto dall’impareggiabile Silvanascricci, che con la sua approvazione riporto qui sotto.

“Il Pollaio della Liberta’ ”
di Silvanascricci

“Sarebbe forse meglio ignorare quanto accade dalle parti delle giovani galline PDL.

Se non fosse che poi i loro comportamenti vengono usati dai detrattori delle quote rose e di tutti quegli strumenti ed accorgimenti per rendere più numerosa (e speriamo autorevole) la rappresentazione delle donne nelle istituzioni ed in parlamento.

Eccoci quindi a cercare di spiegare la fenomenologia del pollaio berlusconiano e di come le piccole donne del PDL crescano seguendo i cattivi esempi delle veterane e si adoperino con impegno giornaliero per confermare quanto Barbara Berlusconi ha sintetizzato nell’intervista prenatalizia: “Vedere certe signorine girare in auto blu non fa bene all’immagine del Paese perché davvero si fatica a coglierne i meriti”.

Le giovani virgulte calcano le orme del magnifico trio Mussolini, Carfagna, Santanchè che negli anni hanno maturato un tasso di litigiosità altissimo.

Non siamo ancora agli insulti diretti stile Mussolini vs Carfagna (“Cretina, se ti vedo ti prendo a calci”), ma le loro scaramucce sono ancora peggiori.

L’ultimo episodio è questo: la baby deputata Annagrazia Calabria, da poco nominata da Berlusconi coordinatrice di Giovane Italia (farebbe rivoltare nella tomba Mazzini), il movimento dei giovani Pdl, si è molto risentita per la lettera che la eurodeputata Lara Comi (che le ha conteso la nomina fino all’ultimo) ha scritto al presidente Napolitano dalle colonne del Giornale: “Caro presidente ecco tre proposte sui giovani da una baby eurodeputata”.

Come riferisce il sito Dagospia pare che la contesa tra le due ‘baby’, in un vortice di telefonate e rabbiose recriminazioni, abbia raggiunto il Papi in persona il quale si è dovuto trattenere a Roma un giorno in più per fare da paciere, senza peraltro arrivare a una soluzione definitiva perché ora la Calabria si oppone a fare entrare la Comi nel direttivo ristretto della Giovane Italia con strascichi e beghe prevedibili.

Detto l’episodio, di per sé minimo, si potrebbe liquidare l’argomento con un ‘machissenefrega’.

Invece fatti come questi sono fondamentali perché aiutano a capire appunto la fenomenologia del pollaio, denotando una mentalità e un modo di fare politica, peggiore delle tirate da vajassa della Mussolini.

La Calabria e la Comi non hanno lottato per la supremazia all’interno del movimento giovanile berlusconiano, come sarebbe stato naturale legittimo e anche sano, ma si scannano per sedere (metaforicamente, s’intende) sulle ginocchia del loro amato presidente.

La loro storia parla da sola. Lara Comi ha frequentato il famoso corso di formazione per europarlamentari ed è una delle tre sopravvissute in lista alla furia di Veronica contro il “ciarpame senza pudore”.

Annagrazia Calabria è stata una delle più assidue nelle cene estive al castello di Tor Crescenza, quelle dove il premier regalava a una ventina di deputate Pdl un bracciale con anello di oro bianco.

Si autodefinivano ‘la valanga rosa di Silvio’, una variante dei vari comitati ‘Silvio ci manchi’ e ‘noi le ragazze di Silvio’ che dichiarano “Berlusconi? È come la Nasa”.

Quando una girandola di ragazze ‘belle e brave’ celebrano il culto del capo senza alcun filtro politico o di apparato, in una confusione di meeting politici, festini, party elettorali e comizi, di dame bianche e dark lady, si crea un clima da pollaio che sarà difficile gestire.

Ecco che ogni grana, anche la più piccola scaramuccia tra figliole che tirano i capelli, non si risolve sul piano politico, ma sulle ginocchia (sempre metaforicamente, s’intende) del Papi.

Quando l’onorevole Stracquadanio sosteneva che “è assolutamente legittimo usare il proprio corpo per fare carriera” non diceva niente di nuovo, ma dimenticava di aggiungere che è necessario poi attivare il cervello, perché per usare il corpo ci vuole una buona dose di materia grigia.

Le cortigiane e le mantenute di un tempo, il corpo lo usavano con cautela perché avevano cervello e raramente litigavano e creavano problemi. Pensavamo che ormai lo stereotipo ‘bella uguale oca e bruttina uguale intelligente’ fosse superato.

Invece il pollaio di Forza Gnocca conferma il contrario.

Più sono carucce, più si dimostrano stupidine, gelose, litigiose, incapaci di gestire quel piccolo fazzoletto di potere che è toccato loro in dote.

Anche le galline e le oche, talvolta, alzano la cresta.

E per tante liquidate con un particina in una fiction Rai o una busta con qualche bigliettone, ce ne sarà sempre una che si monta la testa e creerà problemi.”

Fiabe di serie C

In Politica on gennaio 10, 2011 at 4:45 pm

Come in una fiaba di serie C.
Con gli interpreti che recitano sempre la stessa parte.

C’era un volta un signore(?), di nome Flavio Carboni, che vendette una casetta che si chiama “Villa Certosa”.
Sempre quella volta un altro signore(?), di nome Silvio Berlusconi, la compro’.
Un’altra volta uno stalliere… No, quella del Mangano e’ più conosciuta di Biancaneve e i sette nani.
Un’altra volta ancora c’era un prato, un prato grande, c’erano anche una cinquina di barbieri in pensione che “fatturavano” un miliardo di lire  a negozietto, nel centro di Milano.
Poi, all’improvviso, sparirono i barbieri e un signore(?), di nome Silvio Berlusconi, prese il prato grande e ci costruì sopra i suoi Lego.
Li chiamo’ Milano Due.
E c’e’ quella volta in cui il finanziere Berruti entro’ alla Fininvest per un indagine e se ne usci’ con i gradi di consulente, che sembra uguale a quando un signore(?), di nome Bondi Sandro, si presento’ ad Arcore con la bandiera rossa e ne usci’ con il Fez a coprire la già incipiente calvizie.
Ci sarebbe anche quella volta che un signore, di nome Dell’Utri…… No, quella del Marcello e’ più conosciuta di Cenerentola.
E poi, eheh, poi c’è la volta che un signore(?), di nome Luigi Berlusconi, per un caso che solo nelle fiabe può accadere, si trovo’ a lavorare in una banca, la Rasini per la precisione, ed insegnasse il mestiere a un giovane virgulto, di nome Giampiero Fiorani.
Ci fu anche una volta inserita in una fiaba per psicolabili. 
Tratta di quando un signore(?), di nome Tarak Ben Ammar, di Merano, vendette per una cifra gonfiata con l’elio i diritti cinatografici di film che nessuno avrebbe mai visto.
A chi, lo avrete già intuito.
Per non dire della volta in cui, un altro esimio signore(?), di nome Licio Gelli….
No, Gelli e le sue tesserine battono in popolarità persino l’album Panini.
Ouch, a momenti scordavo di quella volta in cui un signore(?),  di nome Silvio Berlusconi, durante gli anni universitari, frequenta la residenza universitaria Torrescalla, un collegio dell’Opus Dei, e qui incontra quello di prima, il Marcello, presentatogli da Bruno Padula, attualmente a capo dell’Opus Dei in Sicilia.

Ma, la volta più pericolosa e semi sconosciuta, fu quando un gruppo di persone facenti capo al solito noto, si rinchiusero in un appartamento monegasco, con il capo chino sullo studio
del simbolo, dei jingles, del materiale umano, dell’ ideale costruito sul guadagno.

Li chiamarono “Teste d’Uovo”.
Idearono Forza Italia.

Dell’Utri Marcello, il Mammasantissima.

Martino Antonio, il piduista mancato, dato che le sua richiesta di affiliazione pervenne al Gelli solo pochi giorni prima dell’arresto del venerabile.
Per la mancanza ottenne la tessera di Forza Italia nr 2.

Previti Cesare, arcinote le sue vicende.

Urbani Giuliano, la mente del progetto.

Valducci Mario, il commercialista.

Tajani Antonio, il Re, già militante del Fronte Monarchico Giovanile.

Ciaurro Gianfranco, il gran cerimoniere, all’epoca Segretario Generale della Camera dei Deputati e tessera di Forza Italia nr3.

Mancava solo “Renatino” DePedis, il “Dandy” per i lettori amanti di Romanzo Criminale.

Il nano no, non c’era.
Troppo occupato a scrivere la fiaba successiva.
Quella attuale.

P.S.
Come mi ricorda il caro Umberto,
per chi fosse interessato,
questo e’ il sito della personale:
http://www.spigoliecuori.tumblr.com