Il Blog

La Capofila

In Politica on febbraio 6, 2011 at 1:27 pm

Chiaccherando con un’amica, che per sua sfortuna abita in quel di Milano, vengo a scoprire quanto segue:

Ore 9,30 del mattino, di fronte allo store meneghino di “Abercrombie”, il famoso e ormai desueto (perlomeno negli Stati Uniti) marchio di felpe e casual, 
stanzia una fila di 60 persone.
La mia interlocutrice vorrebbe portare una sua parente all’interno del negozio.

Data la coda, si avvicina alla prima signora impellicciata, con nipotina al seguito, che risulta essere la capofila.

“Mi scusi, c’è qualcosa di speciale oggi?”

“No”

“Ma, e tutta questa gente?”

“Signora, siamo da Abercrombie, un must, un trend”.

A questo punto la mia amica si rivolge alla compagna di shopping e le dice:

“Beh, sono le 9,30 , andiamo a berci un capuccino, torniamo verso le 10, che forse la fila si sara’ sfoltita”

Interviene la capofila:

“Signora, apre a mezzogiorno, io sono qui dalle 8,30”.

Non volevo crederci.
E mi sono un po’ imbufalito.
Poi abbiamo discusso di altro, di argomenti decisamente più interessanti,
ma quando sono andato a letto non riuscivo a togliermi il pensiero della “capofila” con nipote al seguito.
Dalle 830 alle 12 in coda per un paio di jeans.
Robe da pazzi.
L’attesa al Louvre, nei giorni di punta, non arriva a tanto, lo stesso vale per la National Gallery di Londra o per il Prado a Madrid.

Tre ore e mezza a Milano, di mattino, in piedi di fronte a una porta chiusa.

C’è qualcosa che non va’, e’ del tutto evidente.
Soprattutto per la nipote, che qualche inebetito avrà convinto che fare una fila di ore per un capo di vestiario sia cosa buona, giusta e divertente.

Che, tiro a caso, correre al parco, o giocare a pallavolo, o più semplicemente 
PASSEGGIARE in attesa dell’apertura, 
siano cose fattibili, manco il barlume.

Quando mi informano di cotanta ignoranza latente, mi cadono le braccia, per un momento vengo preso dallo sconforto, comincio a pensare che non ci si può far niente, che e’ così e basta.

Poi pero’ rinsavisco.
Allora ci scrivo sopra.
Allora ne parlo con la certezza che chi mi ascolta, anche se mai ne avesse avuto voglia, abbandonerebbe all’istante l’idea malsana.
Allora divoro un libro, mangio una “capa”, mi affogo nei colori.

Si combatte per la fame, per la dignità, per la vita.

Credo che la battaglia possa anche comprendere la fila da Abercrombie.

Forse il Napalm risolverebbe la questione.

P.S.
Comincia a girare la voce che, fra le prostitute di ArcoreGrazioliCertosa, una sia sieropositiva.
Una di quelle che ammette di avergliela venduta per un paio d’ore.
Ci manca solo che il nanopriapo sia contagiato.
Così poi gli possono tatuare anche le stimmate di padrepio.

Come nel celeberrimo “Almanacco del giorno dopo”:
Il sole sorge alle 6,30.
Tramonta alle 19,13.

Domani si festeggia:

San Nano  dal Duomo lanciato,
Martire della figa.

Annunci
  1. come al solito gran post! Martire della figa poi è da manuale.buona domenica zac

  2. Olà Cavallo, buona domenica anche a te, forse che ti trovo alle 18 al palalido?
    C’è il Pordenone.
    Quello del mattone…

    Grazie dei complimenti.

    Ciao,
    Zac

  3. …capisco il striscione nel aeroporto di Bologna, ieri al ritorno degli eroi italiani vacanzieri da Sharm el-Sheikh : “BEN TORNATI EROI”.
    Una fila di rincoglioniti non mi fa (oramai) un baffo,; poi senti chi parla de la fame e de la sete,; una giornata senza auto e i Milanesi si sentono eccologisti del mondo, meglio la ghiaia el la polvere di Valdagno, qui le file non ci sono non ce mai un cazzo aperto alla domenica!
    p.s …credi che nano sia una persona sana ???? aids o senza….?

  4. sì, “martire della figa” eccelle. Anche a me capita di trovarmi di notte a pensare una cosa che ho appreso di giorno e lì per lì non gli avevo dato tanto peso, e voltandomi e rivoltandomi nelle lenzuola non riesco a spegnere quel pensiero. Cosa intendi per mangio una “capa”?

  5. No.
    Non lo credo, caro Rumeno, penso che sia afflitto dalla sindrome che colpi’ anche Caligola.

    Ciao,
    Zac

  6. Maestro Barabba,
    affinità.

    La “Capa” e’ il nome veneziano che si da’ a una conchiglia contenente un mollusco.
    Cozze, vongole, telline, capesante, canestrelli, ostriche , “fasolari” e capelunghe.

    Ciao
    Zac

  7. …pensa Zac un artista per so…vivere, vivacchiare, quanto ha bisogno di quella gente “LI”, (La in fila), rincoglioniti “opressi” che te dicono come stano le cose, fanno di te un genio o un pezzente, dipende con quale simpatia riesci a scoreggiare,; …non hanno capito un cazzo, che la loro vita e tutta LA, sbavado di fronte a un comizio del NANO(unico nominativo a lui rivolto che mi va di usare le majuscole)stare in fila per un paio di jeans chinese fare finta di capire Pollock.J e una e la stesa cosa, non capiscono le diferenze che contano in qvesta vita der cazzo, capiscono solo la differenza del loro conto corente del cazzo,;…magari ‘stasera sono li per donnare 5euri der cazzo con la sensazione e convinzione di aver salvato il mondo.
    Gente che viene gente che va (a fan culo) la “gente di fila” ereditera’ il mondo, in culo alla cultura, scenza, scuola, teatro e.t.c un scenziato a 1200 euri al mese un calciatore ?????? .,,’na velina, ???? bene se fa quel che se puo’, sembra che per la stragrande maggioranza E TUTTA “LA”.

  8. …per non dire “E TUTTO QUA”.

  9. Confesso, caro Zac, di non conoscere neppure il marchio di quel paio di baghe così importanti da stare in fila quattro ore, pure al freddo.
    Ma so di vivere lontano da certe oonoscenze di moda, anche se per la verità amo molto le belle cose.
    Ho visto in tv su Sky, la passerella di una “sarta” che si chiama Curiel e forse di nome Michelle (purtoppo non essendo interessata i nomi mi sfuggono) ebbene, quella sfilata era “semplicemente divina” si direbbe ed è vero. I vestiti erano davvero dei capolavori. Forse anche i prezzi relativi.

    Ma tornando a noi, quali pensano che siano gli ideali di quella bambina costretta alla fila? Avrà apprezzato la fatica? Quando si metterà quei pantaloni porterà scritto nel didietro che ha aspettato quattro ore per comprarli?
    Proviamo immaginare a chi ha dato il voto la signora capofila impellicciata?
    Trovo tutto molto ridicolo se non che queste sono le future donne che un domani, neppure tanto lontano, potrebbero essere presentate al potente di turno per una carica ministeriale.

    Facciamo un’altra scommessa, Zac, sono sicura di vincere.
    Quando Gheddafi tornerà a far visita al napriapo, non vorrà che gli venga baciata la mano! Contagio!
    Bella figura eh? Io se fossi nella Merkel, la prima volta che lo incontro vorrei che mi facesse solo cucù e da lontano.
    Ciao Zac, un abbraccio.
    P.S. Mi sono divertita a leggere questo tuo post. Grazie.

  10. ma è assurdo.. per anni sono rimasta totalmente all’oscuro riguardo l’esistenza di questa marca.. e ora non sento parlare che di questo.. bah.
    ma sei sicuro che il negozio non sia come quello di new york? no, perché se così fosse, credo di poterti assicurare che la fila chilometrica era dovuta ai modelli in mutande che in genere ballano in vetrina.

  11. Cara Spera, non accetto la scommessa, troppo facile perderla.
    Per il resto, come spesso accade, la pensiamo uguale uguale.

    Ciao,
    Zac

  12. No, no, Cara Ragazzaconlavaligia, niente culi moventi in quel di Milano.
    Mi si dice che l’unico trucco, ma fan così anche a NY, sia un profumo che viene emesso da dei soffiatori al di fuori del negozio, che riesce a inondare anche le strade limitrofe.
    Una sorta di richiamo.

    Ma il punto e’ un altro:
    Abercrombie (ditta fondata alla fine dell’800, al di fuori degli USA, ha sempre fatto dei flop giganti.
    Solo in Italia ha attecchito.
    Come scrissi tempo addietro sul Power Balance, quella cretinata che girava l’estate scorsa, che negli USA ha venduto tre milioni di pezzi, e in Italia un milione e mezzo.
    Solo che negli Stati Uniti gli abitanti sono 8 volte quelli dello stivale.

    Siamo un popolo di creduloni e di facili imitatori.
    Eravamo un popolo di geni e scopritori.

    Amen

    ciao
    Zac

  13. …non ci ho mai creduto molto alle marche,specialmente nell’abbigliamento,ben diverso è discorso,che ne so,sugli elettrodomestici.
    Compatibilmente con le mie tasche ho sempre acquistato ciò che mi piaceva,leggendo la composizione e guardando la qualità del capo in esame (sono anch’io,come metà del nostro paese,di estrazione tessile,per noi è più facile capirci un po’ di più,e nel nostro DNA,se poi il capo era firmato va bene lo stesso).
    Si tratta solo di avere delle passioni;sport,musica,cucina,giardinaggio…cose su cui investire tempo,soldi e cervello,per poi raccoglierne i frutti,per avere e dare delle soddisfazioni,per sentirsi gratificati.
    C’è chi si sente coglione fino a che non indossa un capo di Abercrombie, e quando ce l’ha guadagna in autostima…per carità,libero di fare ciò che vuole,però che tristezza avere la testa così vuota…

    P.S. Anni fa una commessa voleva vendermi a tutti costi dei pantaloni orrendi,ripetendomi di continuo “guarda che sono di Armani”. Alla terza volta le ho risposto “Signorina,non voglio rubare i pantaloni a nessuno;se sono di quel brav’uomo glieli lasci,con sto freddo che fa!”

  14. a volte la follia prende proprio le sembianze di una coda. E abbiamo troppe code in questo paese…
    un saluto

  15. Caro Massimo,
    concordo su tutto il fronte, come sai anch’io sono di estrazione tessile, e mi comporto tale e quale a te.
    Solo che l’imbecille che si sente un dio con i jeans di grido, ha il mio stesso potere di voto.
    E se questa e’ democrazia, non e’ la mia.

    Ciao
    Zac

  16. Caro Compagno Ernest,
    se stili la classifica della tipologia di code persistentiin questo paese, al primo posto troverai quelle di paglia.

    Ciao,
    Zac

  17. Micro lezione di: Retailment, tecniche contemporanee che interpretano il punto vendita come luogo emozionale in cui la vendita diventa intrattenimento, valido per spazi urbani ma anche per luoghi di consumo. Il concetto di visual merchandsing comprende l’ideazione della ripartizione dello spazio, dell’illuminazione, la scelta dei materiali e degli arredi, secondo le tecniche della comunicazione visiva tipiche del retailment, cioè della diffusione dei punti vendita diretti di intrattenimento.

    Connubio tra brand moda e brand grande architetto che porta ad operazioni di co-branding rafforzandosi l’un l’altro. Il rischio è che il rapporto tra i brand non sia alla pari, i valori di base dei due non sono uguali, altro rischio la standardizzazione.
    Lo “sfoggio di cultura” è merito di un esame universitario – La prossima volta non sarai impreparato, la fattura per la lezione a fine mese…ciao

  18. Cara Loretta,
    umilmente ringrazio.
    Sarei più felice se Il brand grande architetto fosse assogettato a il brand grandi opere.
    Ma sono un indefesso sognatore.

    Ciao e grazie, sinceramente, per l’ottima delucidazione,

    Zac

  19. …mi manca Italia,……………………………………………………………………………………vi auguro belle cose, adio

  20. Quando la fila davanti alla vetrina di Abercrombie è più lunga di quella per le mostre di Palazzo Reale, e quando alle 9.30 del mattino c’è più coda al McDonald’s che al bar.
    Allora capisci quanto a male sia andata una città, e un paese intero.

  21. Sante parole, cara Ross, ci impiegheremo almeno due generazioni per far rinsavire la nipote, in quanto la vecchia impellicciata morirà convinta di essere nel giusto.

    Ciao,
    Zac

  22. Se poi all’estero ci definiscono,lo dico(con amarezza)siamo un paese di mafia spaghetti e mandolino,non dobbiamo indignarci.
    Ma solo sentirsi tristi.
    Ciao Zac.

  23. Berlusconi ha avuto un’intuizione geniale,quand’è finita la cosidetta prima repubblica,svanita la DC,è riuscito,con la sola sua presenza,a sostituirla nella testa dei troppi pecoroni che non sanno cosa votare.

    “La sinistra è litigiosa,la destra molti la associano ancora al fascismo,la lega è certo più populista ma non ha la faccia rassicurante di Berlusconi,il quale sarà un furbacchione,farà i suoi interessi e magari va con le ragazzine,ma cosa vuoi che voti?”

    E’ questo il pensiero di molti italiani…Berlusconi è diventato come la pasta Barilla,o come gli snack della Ferrero che hanno tutti lo stesso gusto,ma nel dubbio,nell’incertezza,per paura di cambiare o perchè non si conoscono le alternative,che ci sono,ma informarsi costa fatica (l’italiano medio è pigro),meglio votare Berlusca,salvo poi lamentarsi che le cose vanno male.

    Governare gli Italiani non è difficile,è inutile.
    Dio bono,è una frase di Mussolini,ma è veritiera; troppi italiani mancano di senso civico,di senso di appartenenza,di responsabilità,sono individualisti e votati solo al proprio ego,disposti a dare credito al più cialtrone degli imbonitore,salvo poi dissociarsi da lui, rinnegandolo 3 volte come fece un famoso apostolo.
    Il centro-sinistra deve diventare un po’ più ruffiano se vuol vendere il proprio prodotto;l’importante è che oltre agli spot poi vi sia anche la sostanza,per ora,l’importante è che il vecchio dal c..flaccido cada,vuoi perchè manca la maggioranza di governo,vuoi per un’esercito di mignotte incazzate.

  24. Carissima Gibran,
    io invece continuo a indignarmi, la tristezza la riservo alla mia sfera di affetti privati, aggiunta a una notevole dose di grasse risate.

    Ciao,
    Zac

  25. ‘Azz.. Caro Massimo, l’ultima frase del commento e’ da stampare sulle Tshirt.

    Come spesso, sono in accordo con quasi tutto il tuo pensiero.

    Il quasi:
    io non sarò mai capace di fare il ruffiano a colpi di spot per ipnotizzare una nazione.
    E’ proprio per colpa degli spot da ruffiani che siamo sprofondati così in basso.
    E se, come dici tu, l’italiano medio e’ quel che e’,
    allora e’ il momento per tirarsi su’ le maniche e istruirlo in modo diverso.
    Solo così torneremo a essere un paese appena decente.
    Perché non siamo sempre stati così.

    L’alternativa e’ l’Egitto, forse anche più violento.

    Ciao,
    Zac

  26. Caro Zac,
    non si tratta di ipnotizzare.
    La pubblicità è l’anima del commercio,ciò che conta è che il prodotto poi sia buono,chi lo acquista poi dirà “Però,la pubblicità diceva il vero!”.
    Berlusconi a suo tempo,in mezzo a troppi politici cupi e immusoniti,col suo eterno sorriso ha portato una ventata di ottimismo,purtroppo in troppi non hanno ancora capito che i fatti sono uguali a zero,e la sua condotta morale è rimarchevole.
    ‘Nun ce sta un cazzo da ride….ostia,ancora in troppi non lo capiscono.
    Un moderato ottimismo,se poi hai idee,proposte,merce valida da proporre,non fa mica del male.
    Bisogna solo che il centro-sinistra si venda meglio,senza promettere la luna. Ciao

  27. Se devi acquistare un bene, allora la pubblicità e’ addirittura necessaria.

    In Politica NO.
    I sorrisi e gli spot, nell’amministrazione della cosa pubblica me li metto in to’ u’ culo.

    La Politica, almeno quella che parte da Pericle e arriva a Mandela, non e’ fatta di promesse o di ammiccamenti per conquistare l’elettorato.
    E’ cosa seria, niente facce sorridenti, molti principi e molte discussioni.

    Ciao,
    Zac

  28. Te la faccio ancora più semplice:
    se dai un’esame di fisica nucleare, non e’ ammissibile accettare che una scollatura o un sorrisino possano farti ottenere un voto alto.
    O mi spieghi la fisica quantistica, oppure torni la prossima volta.

    E’ così che si dovrebbe fare, altro che spot preventivi.

    Ciao
    Zac

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: