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Il Circo Barnum fa’ tappa a Milano.

In Politica on febbraio 11, 2011 at 1:41 pm

Le cronache parlano di 150 unita’.
Sono magnanimo, facciamo 300 unita’.

E’ la manifestazione così tanto auspicata dal nano, che si sta tenendo di fronte al Tribunale di Milano.

Fatico a trovare le parole.
Ci provo.

Gli unici giovani inquadrati non sono li’ per protestare, lo si evince dalla passata di mano sulla chioma appena si rendono conto della presenza di una telecamera, anche se e’ di raitre.
Sono li’ per apparire.

La restante fauna umana e’ composta da vecchietti mandrillati, che spiegano che e’ “uno scandalo vedere le minorenni sui marciapiedi, se pero’ le ospiti va bene”, testuali parole.
Poi ci sono una decina di emulatrici della Santanche’, unica presente del governo, mentre ieri Cicchitto ci informava che sarebbero stati presenti diversi ministri.
Le emulatrici cantano “meno male che Silvio c’è” senza interruzione.

Poi c’è il solito genio, trattasi di fondamentalista cattolica sulla sessantina, incapace di usare i congiuntivi, che rilascia di fronte ad un attonito inviato, un’intervista da pelle d’oca.
Riassumendo, l’invasata la pensa così:

“Se io eccedo nei peccati, mi reco dal mio confessore e poi sono a posto con Dio.
Se invece sono atea, allora quello e’ un altro piano.”

Il telecronista, imbarazzato, chiede allibito:
“E cosa c’entra la Procura di Milano?”

La fulminata risponde:

“I giudici di Milano sono dei Farisei”

Due considerazioni:
1) Qua e’ meglio diventare credenti, e in fretta, così poi posso rapinare la borsetta alla tale, rifilarle un uppercut alla Tyson, per poi correre dal mio confessore.
2)Questa volta ritengo che persino il nano si sia detto, fra una pompata e un biberon ultraenergetico, che questa buffonata non gli ha fatto guadagnare manco lo 0,01%.
Ed e’ noto che il nanopriapo si eccita solo dal 5% in su’, sia che si tratti di voti, sia che si tratti di tangenti.

La “Scossa”.

In Politica on febbraio 9, 2011 at 2:03 pm

“Ho sempre visto Noemi solo in presenza  dei suoi genitori” giugno 2009

Corre voce, che fra un paio di giorni diverrà cosa risaputa, dell’esistenza di un video della tale che sculetta a mo’ di Crazy Horse, sopra a un cubo in quel di Villa San Martino.

Tranquilli, il video l’ha girato sua madre.

Il preambolo e’ stato citato per parlare della “Scossa” che stamane il consiglio dei Ministri doveva varare.
Due argomenti.
Due balle.

Per non farla troppo complicata mi soffermo solo sull’articolo 41, che come saprete verra’ modificato.
In pillole: oggi per aprire un’attività occorre, preventivamente, avere i nulla osta necessari, che a dire il vero sono spesso dei macigni che sfiduciano il futuro imprenditore.
Domani per aprire un’attività si potrà fare come si vuole e poi controllare se i nulla osta sono stati recepiti.

E fin qui, se ne discute.

Ma la “Scossa”?
Perché questa e’ un’onda lunga, altro che scossa, che prevede un governo più che solido, con un numero di passaggi parlamentari imprenscindibili, forse anche qualche referendum.

Ben che vada, si fa’ tutto velocemente in due anni.

Due anni.
Che poi diventeranno quattro.

Uguale al “Piano Case”, all’ordine del giorno dalle calende greche, e riproposto in data odierna come ultima delle novità.

Pane al pane, vino al vino.

I lavori parlamentari di questa legislatura sono stati, per più del trenta per cento, occupati dai vari Lodi e leggine pronano, dalla finta riforma EnteroGelmini e dal rientro dei capitali dai paradisi per “nullatenenti”.

E vengono a parlare di “Scossa”

Ci sono poi i contributi che il CIPE destinerà per questa millantata “rinascita economica”.

85% al Sud.
15% al Nord.

La forbice e’ così spiegata:
Al nord le PMI usufruiscono del 15, in quanto le opere al sud costano 6 volte di più.
Al che’ mi son chiesto quali saranno.
Ve ne sono tre, definibili “Grandi Opere”.
Vi evito per decenza le altre due, ricordando che la prima NON e’ lo stretto di Messina.

E’ la Salerno-Reggio Calabria.

Uuuuuuuuaaaaahhhaaaahhhaahh.

E’ la stessa cosa che disse Mariano Rumor negli anni settanta.

Ho iniziato questo post citando l’ennesima menzogna del vatusso mancato.

Lo chiudo citando la chicca del duo Longo Ghedini, definita da lor signori la “Linea difensiva”.
Sino a ieri credevamo fosse la competenza del tribunale di Monza su quello di Milano.

Quisquilie.

“Abbiamo documenti che rivelano la data di nascita di Karima, non e’ il ’92, bensì il ’91, quindi all’epoca dei fatti (e strafatti n.d.r.), la giovane risulterebbe maggiorenne”.

Non contento, sono andato alla ricerca di questi importanti atti:
E’ un’autocertificazione della medesima!!

Indipercui:
E’ del 91.
E’ la nipote di Mubarak.
E’ il futuro premio Nobel per la chimica.
Ha scoperto un intricata reazione:

Solfato di pelo + Idrato di botulino + Nitrato di balle= pedopornocalvostearato di cash.

Il tredici, TUTTI IN PIAZZA. 

 

La Capofila

In Politica on febbraio 6, 2011 at 1:27 pm

Chiaccherando con un’amica, che per sua sfortuna abita in quel di Milano, vengo a scoprire quanto segue:

Ore 9,30 del mattino, di fronte allo store meneghino di “Abercrombie”, il famoso e ormai desueto (perlomeno negli Stati Uniti) marchio di felpe e casual, 
stanzia una fila di 60 persone.
La mia interlocutrice vorrebbe portare una sua parente all’interno del negozio.

Data la coda, si avvicina alla prima signora impellicciata, con nipotina al seguito, che risulta essere la capofila.

“Mi scusi, c’è qualcosa di speciale oggi?”

“No”

“Ma, e tutta questa gente?”

“Signora, siamo da Abercrombie, un must, un trend”.

A questo punto la mia amica si rivolge alla compagna di shopping e le dice:

“Beh, sono le 9,30 , andiamo a berci un capuccino, torniamo verso le 10, che forse la fila si sara’ sfoltita”

Interviene la capofila:

“Signora, apre a mezzogiorno, io sono qui dalle 8,30”.

Non volevo crederci.
E mi sono un po’ imbufalito.
Poi abbiamo discusso di altro, di argomenti decisamente più interessanti,
ma quando sono andato a letto non riuscivo a togliermi il pensiero della “capofila” con nipote al seguito.
Dalle 830 alle 12 in coda per un paio di jeans.
Robe da pazzi.
L’attesa al Louvre, nei giorni di punta, non arriva a tanto, lo stesso vale per la National Gallery di Londra o per il Prado a Madrid.

Tre ore e mezza a Milano, di mattino, in piedi di fronte a una porta chiusa.

C’è qualcosa che non va’, e’ del tutto evidente.
Soprattutto per la nipote, che qualche inebetito avrà convinto che fare una fila di ore per un capo di vestiario sia cosa buona, giusta e divertente.

Che, tiro a caso, correre al parco, o giocare a pallavolo, o più semplicemente 
PASSEGGIARE in attesa dell’apertura, 
siano cose fattibili, manco il barlume.

Quando mi informano di cotanta ignoranza latente, mi cadono le braccia, per un momento vengo preso dallo sconforto, comincio a pensare che non ci si può far niente, che e’ così e basta.

Poi pero’ rinsavisco.
Allora ci scrivo sopra.
Allora ne parlo con la certezza che chi mi ascolta, anche se mai ne avesse avuto voglia, abbandonerebbe all’istante l’idea malsana.
Allora divoro un libro, mangio una “capa”, mi affogo nei colori.

Si combatte per la fame, per la dignità, per la vita.

Credo che la battaglia possa anche comprendere la fila da Abercrombie.

Forse il Napalm risolverebbe la questione.

P.S.
Comincia a girare la voce che, fra le prostitute di ArcoreGrazioliCertosa, una sia sieropositiva.
Una di quelle che ammette di avergliela venduta per un paio d’ore.
Ci manca solo che il nanopriapo sia contagiato.
Così poi gli possono tatuare anche le stimmate di padrepio.

Come nel celeberrimo “Almanacco del giorno dopo”:
Il sole sorge alle 6,30.
Tramonta alle 19,13.

Domani si festeggia:

San Nano  dal Duomo lanciato,
Martire della figa.

Piccoli Berlusconini crescono

In Politica on febbraio 2, 2011 at 2:13 pm

Si chiama Simone Di Cagno Abbrescia.
E’ un deputato viagrino.
Se non l’avete già visto cercate la foto.
In Aula, armato di iPad, durante la seduta per la sfiducia svanita al PandaBondi, il tale consulta un sito di prostitute.
Scordavo, il mandrillo viaggia verso le 70 albe, 67 per la precisione.
E, beccato, non ha nemmeno il coraggio di scusarsi.

“In un momento di stanca del dibattito ci siamo scambiati l’iPad, non ne facciamo un dramma, era solo goliardia”.

Neanche l’ammissione, era di un altro.
Non e’ un dramma, e’ uno schifo.

Mi e’ tornato alla mente di quando a scuola, nei molteplici momenti di stanca, ci si scambiava il diario, rigorosamente fra alunni di sesso uguale, se era di una lei, allora lo si trafugava di nascosto per una rapida scritta d’amore, per poi riporlo nella cartella, il più delle volte durante la ricreazione.

L’Onorevole mi ha fatto la stessa impressione, anche se era il suo iPad, 
quella dell’alunno che cazzeggia nel tentativo di far passare il mattino.

Con la differenza che a questo inetto rifilano quasi 20mila pezzi mensili.

Non ne avrebbe bisogno, e’ sopranominato “Il Paperone di Bari”, già sindaco della città e imprenditore alla Achille Lauro, che se ricordate consegnava un paio di scarpe per ogni voto ottenuto, la destra te la dava prima, la sinistra dopo la croce apposta.
Il Di Cagno Abbrescia ha fatto di meglio, i voti se li e’ comprati cash.

Fra le varie commissioni dove siede, v’e’ quella per le autorizzazioni a procedere.
Un voto sicuro per il nano.

Piccoli Berlusconini Crescono.

Emulando il nanocapo si inventa la chicca:
“Mi e’ comparsa all’improvviso l’immagine di due ragazze sulla pagina web, sapete, si tratta di quelle pubblicità che arrivano per caso”.

Proprio un imbelle.
Un sito di Escort romane con tariffe a ore “compare all’improvviso” ???.

Stasera provo a sgusciare un kg di cozze.
Non vorrei che comparissero all’improvviso un centinaio di perle bianche.