Il Blog

Archive for marzo 2011|Monthly archive page

Spiegare la verità.

In Politica on marzo 31, 2011 at 1:44 pm

Perché no?

Diverse persone mi fanno presente che non succederà nulla.
E sono persone per bene e di sinistra.
Tempo addietro anch’io sostenevo la stessa tesi, vuoi per un motivo, vuoi per l’altro, in questo paese non cambierà mai niente.

Ma le cose si sono incacrenite a un tale basso livello, che qualcosa dovrà pur succedere.

L’abbiamo fatto con il duce, l’abbiamo fatto con Craxi, prima ancora l’abbiamo fatto con gli austroungarici, e prima prima ancora con gli Unni.

Non si tratta di rovesciare il Paese con una guerra civile, anche se molti sono i momenti nei quali l’auspico.
Si tratta di spargere verità.
Nient’altro, solo la verità.
E per chi si informa in rete, oppure vive direttamente le esperienze sulla propria pelle, la verità non può essere sovvertita.

Di fronte a una menzogna, e questo e’ periodo fertile, si raggruppano i conoscenti imbalsamati e gli si spiega la verità.
Con dati alla mano.
Con le frasi ad effetto.
Con la pazienza che si usa per un pargolo che deve imparare a memoria una poesia.

“E se tua figlia, che ha 18 anni, andasse con il nano, saresti contento/a?”

Non troverete un vostro amico che risponderà di si’, e’ garantito.

Se questa missione viene esercitata da quella parte della popolazione che crede ancora nella democrazia, e porta a cambiare le credenze del solo 5% dell’altra, il più e’ fatto.

Ma se aspettiamo che lo faccia Bersani, campacavallo.

Tutti i giorni.
Ogni volta che sentite pronunciare un’eresia.
Ribellatevi.

Giorni or sono un ebete, imprenditore e laureato, m’ha detto che per lui il 17 Marzo e’ lutto nazionale.
Apriti cielo.
Una volta avrei tirato un posacenere.
Oggi e’ sufficente rispondere così:
“Ma come hanno fatto a promuoverti in grammatica?”

L’ebete tace, stralunato.

Allora spieghi che il lutto nazionale per una festa nazionale e’ un errore di sintassi, prima ancora di un errore di coscienza.
Il lutto che intendevi, esimio farabutto, tuttalpiù può essere definito “padano”.

Ci sono milioni di persone in questo paese che conoscono la verità, non e’ poi così difficile.

Una volta un caro amico mi disse che era favorevole alle impronte digitali per i bambini Rom.
Chiesi se lo fosse anche per sua figlia, in quanto poteva diventare una serial killer, mai si sa’.
Dopo tre giorni ricevetti una telefonata, era lui che si ricredeva, e mi ringraziava.

Non necessita il lavaggio del cervello al pubblico di Fede o di Forum o di Studio Aperto, quelli li’ possono comodamente continuare a votare il nanopriapo, non saranno mai maggioranza.

Necessita operare sulle persone di sani principi, e ce ne sono a bizzeffe.

E se anche questo non dovesse bastare,
allora si’ che si dovrà agire con altri sistemi.

Personalmente, conosco solo la guerriglia di matrice Guevariana.

Ho una mira infallibile.

Sashimi di Branzino

In Il Ricettario di Zac on marzo 28, 2011 at 5:17 pm

Procurati un branzino fresco, aneto, salsa di soia, pepe rosa in salamoia, un’arancia rossa, zenzero (ginger) in salamoia.
Assicurati con il pescivendolo che il branzino possa essere mangiato crudo, guarda sotto le branchie se il colore del muscolo e’ rosso sangue o tendente al rosso Bordeaux.

E’ un piatto prelibatezza, fidati.

Se non riesci a sfilettarlo, chiedi al pescivendolo la cortesia di farlo lui.

Prendi un filetto, appoggialo con la pelle verso il basso, con coltello a lama morbida taglia delle fette come se fosse salmone affumicato, poi adagiale sul piatto.

Prendi l’arancio, togli il primo strato di buccia, evitando la parte bianca (amara), e tritala a mo’ di prezzemolo.
Mettine una presa al centro di ogni fetta di branzino.

Spargi a casaccio alcuni chicchi di pepe rosa.

Poi aggiungi l’aneto, tritato fine pure questo.

In una ciotola metti la salsa di soia, sciolgici del Wasabi se ti piace il fuoco.

Il piatto e’ pronto.

Ogni fetta di pesce va’ intinta nella soia, e accompagnata da una fetta di ginger.

Chi, come me, conosce e ama la cucina giapponese, dirà che non v’e’ nulla di nuovo, il classico sashimi.
Caro amico, la buccia d’arancia tritata e’ un esclusiva che non trovi dai Japan, come pure l’aneto.

Per gli amanti della tradizione:
sostituite la soia con l’extravergine e il ginger con il limone.

O birra giapponese, oppure, e in questo caso scelgo la seguente, succo di kiwi.

Appendice:
volendo, si può accompagnare la pietanza con un contorno.
Propendo per “alghe Wakame”, che si trovano secche.
Vanno messe in acqua tiepida per un’ora, evirate della loro spina dorsale, che e’ evidentissima, e condite con salsa Teriyaki, acquistabile in bottigliette da 0,125.
E se trovi anche delle Alici fresche, possono essere sfilettate e buttate dentro, cosparse di salsa teriyaki e lasciate riposare per 30 minuti.

Zac le chef.

P.S.
Piatto da assaporare preferibilmente armati di bastoncini.

  

Ricevo e pubblico.

In Politica on marzo 27, 2011 at 11:55 am

Una cara amica mi ha spedito questo scritto, non firmato, lo riporto così com’è.

“Vivo a Milano 2, in un quartiere costruito dal Presidente del Consiglio. Lavoro a Milano in un’azienda di cui è principale azionista il Presidente del Consiglio. Anche l’assicurazione dell’auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l’assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa. Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio. Al pomeriggio, quando esco dal lavoro, vado a far la spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio. Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio, e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio: questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio. Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall’agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio. Seguo molto il calcio, e faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario. Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere. Quando mi stufo navigo un po’ in internet, con provider del Presidente del Consiglio. Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio. Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse, per fortuna!”

Ecco.

Flussi e riflussi.

In Politica on marzo 27, 2011 at 10:13 am

Magari potremmo anmazzarli.
Così risolviamo il problema e si incrementano gli introiti delle pompe funebri siciliane.

Il paralitico varesotto vorrebbe fare il Ministro per l’Immigrazione, facendoci sapere che lui si’, riuscirebbe a risolvere il problema.

Che di problema non si tratta.
Se i bifolchi giussanini che siedono nei dicasteri, avessero cominciato subito a smistare i profughi, e non dopo più di un mese, non ci sarebbe alcuna emergenza.

E’ stata fatta la solita manovra pro xenofobi.
Aspetto che il coperchio salti, poi mando la nave.
Tale e quale alla bufala sul nucleare, dove sono riusciti a dire che:
“I nostri sistemi di sicurezza sono maggiori di quelli giapponesi”, parola di Matteoli.
Nello stesso giorno dissero anche:
“Una scossa così, se fosse capitata all’Aquila, avrebbe raso al suolo Roma”, parola di Bertolaso.
Pura coerenza.

V’e’ una sostanziale differenza fra come viene gestito un flusso migratorio in Italia, e come il resto del mondo ha gestito i molteplici flussi migratori degli italiani.

Qui.
Ordinanze contro i Kepab, finti corsi di italiano (che poi l’immigrato sa’ parlare la nostra lingua molto meglio di un Scilipoti a caso), classi scolastiche a numero limitato, il Burqa accostato al passamontagna di Vallanzasca.

Nel resto del mondo.
A New York, fra i locali pubblici, i più numerosi sono le Pizzerie.
A Berlino, i gelatai hanno insegne tricolori.
A Londra, la vendita del vino e’ in mano a una comunità pugliese.
A Vancouver, stesso discorso per l’edilizia.
In Brasile i pellami, in Nuova Zelanda le lane, in Vietnam i mobilifici del nordest.

E via discorrendo.

Aggiungo, caro paralitico varesotto padre di un ebete, taluni che per un verso o l’altro sono frutto della post immigrazione:

Rudolph Giuliani, sindaco di New York.
Anthony La Guardia, idem.
Nancy Pelosi, speaker della Camera negli Stati Uniti.
Madonna, De Niro, Sinatra, Di Maggio, La Motta, Lady Gaga, Scorsese, Coppola, Ferlinghetti, e altri centinaia di persone “famose”, non ultimo uno dei miei scrittori preferiti, John Fante.

Da noi, con tutto il rispetto, gli unici due “italiani” famosi provenienti da flussi migratori sono:
Afef, dalla Tunisia.
Raz Degan, da Israele.

Oggi e’ Domenica.
Stamane Natzinger si e’ recato alle Fosse Ardeatine, e ha detto:
“Questo e’ stato un crimine contro dio”.

Mentre l’aver rifugiato la merda Erik Priebke, che di questo crimine fu’ l’autore materiale, e’ stato un atto di carità cristiana.

Applausi.
  

Il Testimonial.

In Politica on marzo 23, 2011 at 3:25 pm

In Spagna, il Real Madrid.
In Ungheria anni fa’ si presero Tony Curtis.
In Francia la Nazionale di Rugby.
In Portogallo, Mourinho,
In Romania, Nadia Comaneci
A Andalo, in Trentino, Bode Miller.
In Nuova Zelanda, Torben Grael.
In Svizzera, Federer.
In Irlanda, Bono Vox.
In Andalusia, Banderas.

Artisti e sportivi di calibro mondiale.

Da ieri anche noi abbiamo il Testimonial per il turismo nel belpaese.

La Brambilla a momenti “veniva” mentre ne dava l’annuncio.

Si’, e’ lui, il vatusso mancato e’ il viatico per i nordeuropei che vorranno passare le ferie in Italia.

Nello stesso giorno, l’ENIT, comunica che il turismo straniero ha subito un calo vistoso entro i confini nazionali.

Vorranno azzerarlo.

Questa e’ la lampante dimostrazione che, fra gli incollati ai banchi del governo, nessuno ha capito il giudizio che i cittadini di mezzo mondo hanno del nanopriapo.

Come se Pol Pot fosse stato il testimonial delle “Vacanze in Cambogia”.

Allora uno pensa, dirà di argomenti speciali.
No.
Cita quello che chiunque dotato anche solo di un minimo di cultura, ma proprio un minimo, sa’ da sempre.
Abbiamo le Chiese, i monumenti, i musei, gli artisti, le spiagge, le montagne e i laghi.

Poi abbiamo anche la Mafia, la Camorra, le ‘Ndrine, le P3, le tangenti, i leghisti, la Santanche’ e Pippo Franco.
Tutte attrazioni imperdibili.

Mi chiedono, da oltralpe, come facciamo a tenerci ancora cotanta pagliacciaggine a libro paga.

Non lo so’.

Pero’ sogno un futuro prossimo che produca uno spot pro turismo così girato:

Dario Fo’ e Franca Rame in cima al Duomo di Milano.
Ennio Flaiano che vola sopra al Colosseo.
Dante che passeggia in Piazza della Signoria.
Marco Polo che va’ in gondola sul Canal Grande.
Marco Paolini che naviga sul Po.
Elio Germano che prende il sole a Capo Rizzuto.
Un altoatesino impegnato a preparare dei canederli.
Un napoletano impegnato a preparare la pizza.

Altro che nanopriapo.

Oggi la striscia Rossa dell’Unità va’ assolutamente segnalata:

“La proposta di legge sulla prescrizione breve e’ stata presentata da un nostro deputato e lo abbiamo invitato a ritirarla”
S.B. 4 Marzo 2011

Invito respinto. 

 

 

Spaghetti allo Scoglio (e che Scoglio!)

In Il Ricettario di Zac on marzo 21, 2011 at 9:51 am

Procurati:
Spaghettini cottura 5 minuti, cinque mazzancolle, cinque scampi, cinque cicale di mare, un kg di vongole veraci, pomodorini datterini, prezzemolo, bottarga di tonno.

Fai aprire le vongole con un filo d’olio e mezzo scalogno intero.
Appena aprono le valve, inonda di pepe nero.
Poi lascia raffreddare ed estrai i molluschi dalle conchiglie, controllando l’assoluta assenza di granelli sabbiosi, lo si può fare con i polpastrelli.
Prendi il liquido che resta sulla padella e mettilo dentro a un bicchiere.

Cura gli scampi e le mazzancolle come descritto nelle ricette precedenti.
Sminuzzale a rondelle, ogni mollusco in tre pezzi.

Fai bollire per quattro minuti le canoce (cicale), poi estraine il corpo tagliando i bordi della corazza.

In una padella fai soffriggere olio, peperoncino, scalogno e i datterini.
Butta dentro gli scampi e le mazzancolle.
Dopo tre minuti metti mezzo bicchiere del liquido ottenuto con le vongole.
Metti le vongole.

Fai restringere il tutto per dieci minuti.

Ora passiamo alla cottura degli spaghettini.
Per ogni Kg di pasta occorrono sei litri d’acqua, fai i conti.
Se la cottura indicata e’ sei minuti, li scolerai dopo quattro:
la pasta apre i pori due minuti prima dell’effettiva cottura, in questo modo farai assorbire il sugo e non l’acqua, se non ci credi e’ semplice, prova a scolare come da indicazioni di fabbrica, e poi riprova sottraendo due minuti, poi seziona una pasta e noterai come all’interno la prima risultera’ bianca, la seconda avra’ preso la pigmentazione del sugo in oggetto.

Metti gli spaghettini dentro al sugo e aggiungi le canoce(cicale), versa il resto del liquido delle vongole (attenzione che non ci sia sabbia in fondo, al limite filtrarlo).

Fai saltare a fiamma alta per tre minuti.

Il piatto e’ pronto.

va’ impiattato centralmente, cercando, per quanto possibile, di creare un “gomitolo”, cosi’ mantieni il calore della pietanza.

Due foglie di basilico in cima alla portata e la solita spruzzatina di pepe ai bordi.
Spargi la bottarga a mo’ di parmigiano.

Vino consigliato: Chardonnay, preferibilmente corposo, indipercui siciliano.

Zac le Chef.

Dussin e l’involuzione

In Politica on marzo 19, 2011 at 10:23 am

Si chiama Luciano Dussin.
E’ il Sindaco di Castelfranco Veneto.
E’ deputato da più di un decennio.
E’ vicecapogruppo alla Camera per la lega.
E’ anche stato “beccato” come pianista.

Nel comune che amministra, e’ stata proibita l’esposizione del tricolore nei palazzi pubblici.
Poi, non contento, il Dussin si e’ segnalato per aver “consigliato” ai medici del pronto soccorso dell’ospedale cittadino di non curare gli extracomunitari che si presentano senza tessera sanitaria, salvo che si tratti di casi gravi.

Come se andare al pronto soccorso fosse un’abitudine pari all’andare al cinema.

Quando hanno chiesto a questo mezzo analfabeta (basta vedere qualsiasi suo intervento in aula), quali fossero i “casi gravi”, il genio ha così risposto:

“Una mamma con la figlia febbricitante”

Dussin, pare incredibile, e’ laureato in architettura, ma non conosce i congiuntivi, crede siano dei chiodi a parete.
Il tale, che in qualsiasi altro paese farebbe il facchino, si segnala anche per aver minacciato il sud Italia:

“E allora guerra sia, non servono le carabine, basta chiudere i rubinetti”

Poi c’è il Dussin che preme il bottone per votare, a volte anche due.

Ha votato per il nucleare, salvo poi dire che in Veneto, lui e il suo amico alcolista Zaia, non lo vogliono.

Ha votato contro il Rubygate, sostenendo che la troia sia realmente la nipote di Mubarak, almeno così credeva.

Ha votato contro l’arresto di Cosentino.

Ovviamente ieri non era in aula.

Sara’ stato a un corso di dizione.

Ma la perla e’ legata a due suoi concittadini bloccati in Libia.
Gli aerei non partono.
Nei porti libici non ci sono navi battenti bandiera Italiana, e nemmeno battenti bandiera padana.
E allora cosa fa’ sto ebete?
Telefona al collega troglodita, tale Dozzo, che si occupa dei rimpatri e chiede:

UNA NAVE!!!!!!

Per rimpatriare due persone!

Ci sarebbe da sbellicarsi, poi uno pensa che il Dussin siede in Parlamento dal 2000, e allora sorge naturale la più ovvia delle considerazioni:

Aho, Dussin, con tutte le palanche che hai rubato in quattro legislature, comprala tu la barca!!!!

E c’è gente che l’ha votato,
gentaglia, perlopiù.

Una volta a Castelfranco nascevano i Giorgione, oggi i Dussin.

L’involuzione della specie e’ così completata.

Fate una cortesia: Schiattate!!

In Politica on marzo 17, 2011 at 3:51 pm

I neomedievalisti non si sono presentati in Aula.
Finalmente un emiciclo composto da persone che sanno parlare l’italiano.
Finalmente un emiciclo privato della componente barbara.
Finalmente.

Da oggi, per sempre, ogni leghista, anche il più educato, sara’ il mio più acerrimo nemico giurato, forse anche più del nano, il che e’ tutto dire.

Non che sino a ieri provassi una particolare simpatia per questo branco di monocellulari, ma qualcuno si salvava.

Da oggi basta.

Da oggi, per me, possono tutti schiattare, nessuno escluso.

E dato che so’ per certo di taluni lettori e/o lettrici di questo blog votanti il paralitico varesotto e soci, vorrei serenamente invitarli a non frequentare mai più queste pagine.
Per voi, da oggi, il già flebile amplomb che mi circonda, scomparirà per lasciare spazio alle più bieche offese e alle più efferate maledizioni che riuscirò a rivolgervi.

Mentecatti, opportunisti, bifolchi, ignoranti, xenofobi, populisti, brutti, evasori, mafiosi, pusillanimi.

Ed e’ solo l’inizio.

Vs.
Zac 

Sparse qua e la’

In Politica on marzo 15, 2011 at 3:55 pm

Ieri sembrava che stesse arrivando un carico di provviste alimentari a Lampedusa.
Se ne e’ poi evinto che si trattava delle derrate “borghezio” e “le pen”.
I fratelli nordafricani si sono rifiutati di cibarsi, meglio la fame di un’ascella di borghezio.

Il Giovanardi, come Bondi, lascia il suo incarico, troppi tagli.
Comunque la si voglia vedere, Giovanardi che non si occupa più della famiglia, e’ una cosa bellissima.
Tanto confluirà in una delle gambe che sorreggono nelle commissioni il nanopriapo.

Grillo s’è incazzato con De Magistris.
E viceversa.
Sono volate frasi del tipo 
“Sei come Berlusconi”, che se lo dicono a me, imbraccio il fucile.

Il Libico ci fa sapere che:
“Sono scioccato dal fatto che Berlusconi non mi abbia più chiamato, eravamo amici”.
E’ normale.
Uno, molto più basso di te, che riesce addirittura ad inchinarsi per baciarti la mano, che ti regala 5 miliardi di euro, che ti fa’ trovare centinaia di “Hostess”, prone o supine, ma come fai a non considerarlo un grande amico?

Del Giappone non scrivo.
Sono ancora troppo impressionato.

Domenica, per un giorno solo per fortuna, si e’ misteriosamente smagnetizzata la tessera di Sky.

Ouch.

Niente direttagol, niente Molinari al Cadillac Classic, niente Skytg24, niente History Channel, e non ho il digitale.
Avrei potuto mettermi a dipingere, ma per una volta mi son voluto far del male.
Zapping fra la Rai e Mediaset, 
e fra le miriadi di telesorrento o tvBolzano.
Le tv regionali fanno ancora le TELEVENDITE!!!!! E pure le CHIROMANTI!!!
Io credevo fossero finite le prime con Wanna Marchi e figlia, le seconde con la Paciaroni.
Sbagliavo.

La Rai, Mediaset.
O ci fai una sceneggiatura per un film HorrorTrashKitch, oppure e’ bene calare un velo pietoso.

Propendo per la seconda. 

Budino alla menta, liquirizia, fragole e avocado.

In Il Ricettario di Zac on marzo 14, 2011 at 4:13 pm

Procurati 100gr di farina, altrettanti di latte e di zucchero, 50gr di burro.
Mezzo bicchiere di sciroppo alla menta.
Fragole, una decina.
Un avocado.
Liquirizia in stecca (quella dura).

Porta ad ebollizione il latte, poi toglilo dal fuoco.
Metti  sul fuoco una casseruola smaltata e fai sciogliere il burro: incorpora lo zucchero e, mescolando con un cucchiaio di legno, lascialo sciogliere; unisci la farina, continuando a mescolare per evitare grumi.
Diluisci con poco latte, ammorbidendo un po’ il composto, poi versa la menta.
Non appena questa sarà amalgamata unisci il rimanente latte, poco per volta, sempre mescolando.

Mescola bene.

Per mescolare bene bisogna arrivare all’indolenzimento del polso.

Metti il risultato dentro a delle ciotoline quadrate, 5cm per lato, magari più che meno.
Riponi in frigo almeno due ore.

Taglia le fragole in spicchi, 4 ogni frutto.
Mettile in una ciotola e aggiungi mezzo limone, un cucchiaio di zucchero e metti in frigo.

Taglia una guancia di avocado, forma sei fettine.
Non tenere l’avocado alla luce, si annerisce.

Il più e’ fatto.

Adesso impiattiamo, che e’ un operazione importante per i piatti salati, ed e’ indispensabile per quelli dolci.
A tal proposito consiglio di avere sempre un canovaccio sulla spalla, per avere la possibilità di pulire ogni piatto che porti in tavola.
Un semplice spaghettino al pomodoro e’ molto più gustoso se ai lati del piatto non vi sono macchie di sugo.

Con bottarella secca sul retro della ciotolina quadra, estrai il budino di menta e ponilo al centro del piatto, che sara’ rettangolare e piuttoso stretto.
Prendi le fragole e mettine due gruppi di quattro spicchi vicino ai lati corti del piatto.
Appoggiane due spicchi al bordo del budino.
Metti due fette di avocado sorrette dalle fragole e dal budino, creando un ponte da entrambe le parti.
Con una grattugia da tartufo, fai delle scaglie con la liquirizia e spargile come cadono sopra al budino e zone limitrofe.

Infila al centro del budino, in senso perpendicolare, l’ultima fetta di avocado rimasta, a mo’ di vela.

Il piatto e’ pronto.

Oltre al tripudio di aromi freschi che ti inondera’ narici e papille, vedrai  figli e nipoti entusiasti nell’atto di mangiarsi quella che  avrai nominato:

“La barca da mangiare”