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Una richiesta.

In Politica on giugno 29, 2011 at 10:20 am

Nei giorni a venire ci bombarderanno con la manovra finanziaria, la P4, i rifiuti, la TAV, il caldo.

E ci diranno che va’ tutto bene, persino l’afa sara’ proposta come un  rimedio all’assiderazione.

Si fa’ una fatica atroce a resistere.

L’altro ieri ho visto un’autovettura parcheggiata sotto casa, sul retro un adesivo recante la scritta:

“Italiani si nasce, non si diventa”.

L’ho staccato.

Giorni or sono mi trovavo a cena presso amici, e sul como’ di un pargolo di tre anni vedo che campeggia un libricino:

“Il tuo primo libro della Bibbia”.

E non ero in una madrassa.

Non sono riuscito a trafugarlo.

A volte ci riesco, altre no, ma non posso esimermi da questo comportamento, sarei già morto per asfissia.
Come il mio caro amico Giannino, lui entra in in bar, chiede caffè e brioche, poi prende la copia di “Libero” presente nel 90% dei locali pubblici del nordest, e gentilmente la butta nel cestino delle immondizie.
I baristi non fiatano, accennano un sorriso per la burla, poi, di nascosto, la ripongono sui tavoli.

Questo non e’ un blog di raccolta firme o di badge pubblicitari, pero’ oggi, per la prima e ultima volta, vorrei farvi una richiesta.

Ogni volta che durante la quotidianità incontrate uno scempio, un modo incivile, un abuso, AGITE, fate qualcosa, dimostrando agli idioti che non e’ così, che voi non siete come loro.

Vi sentirete terribilmente meglio.

Anticipatamente ringrazio.

Vs.
Zac

P.S.
Forse mi e’ sfuggita, ma non ho ancora letto o sentito il Giovanardi esprimersi a riguardo della legge newyorchese che permette i matrimoni gay.

Attendo fiducioso.

Finirà, e saranno lacrime di gioia.

In Politica on giugno 22, 2011 at 6:40 am

“Quello che noi siamo per i nostri popoli,
e’ noto.
Quello che saremo per il mondo intero, solo i posteri potranno giudicarlo”.

Conversazione fra Hitler e Mussolini, 1943.

“Quando si guarderà a questi anni di governo con animo meno acceso e mente più serena, non si potrà non riconoscere che siamo riusciti in una condizione quasi proibitiva a fare quello che altri Paesi non hanno avuto la capacità o la fortuna di riuscire a fare.”

Silvio Berlusconi, 2011.

Basterebbero questi due virgolettati,
basterebbero, se non ci fosse un problemino, poca cosa:

L’intero globo fatico’ non poco a rendersi conto dell’immane catastrofe riconducibile ai due dittatori, più o meno vent’anni, e non e’ possibile scordare gli sguardi assenti dei soldati alleati quando entrarono nei lager, come pure quelli dei pochi ebrei vivi che trovarono.

Oggi non siamo in quelle condizioni, vorrei ben vedere, ma c’è una differenza sostanziale, il mondo ti ha già giudicato, il mondo sa’ chi sei senza appello alcuno.

E con te, esimio bassotto, hanno già giudicato le fronde che ti stanno attaccate al culo.

Gli 80mila di Pontida, meno degli spettatori di un singolo concerto di Vasco, e dieci volte inferiori alle presenze del primo maggio, valgono come la crema avariata di una brioche.

Tutti i tuoi scagnozzi, da Verdini all’ultima prostituta che ti fa’ credere di essere virile, valgono come una valigetta zeppa di foglie da centomila lire scadute, carta straccia.

Le leggi e soprattutto i decreti che ci lascerai in eredita’, che già a oggi fanno ridere tutti i governi europei, partendo dal famoso “Decreto per la sicurezza” sino alla “Riforma Gelmini”, valgono come gli stop di tale Egidio Calloni, che i calciofili ricorderanno alla pari di Ian Rush.

Quando finirà, e finirà, oltre a dare una festa e a rischiare il coma etilico, faro’ come fecero questi due qui sotto.

“Un giorno i due istrioni, che rispondevano ai nomi di Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, si chiusero dentro la camera da letto di quest’ultimo, con le rispettive famiglie sedute a tavola.

Per un’ora non si senti’ volare una mosca, poi i due uscirono e si sedettero per cena.

Alla domanda su cosa avessero fatto durante quel lasso di tempo, risposero:

“Abbiamo pianto”.

Siete tutti invitati.

La grigliata Nipponica.

In Il Ricettario di Zac on giugno 21, 2011 at 9:46 am

Procurati un kg di scampi, media misura, un trancio di salmone fresco, una bottiglietta di soia tamari, una bottiglietta di sakè.

Taglia il salmone a fettine, massimo 5cm di lunghezza.
Incidi gli scampi e aprili a meta’, senza staccare il corpo dalla testa.
Togli il filamento nero.

Poni una piastra, o una pentola antiaderente, sul fuoco alto, metti gli scampi con la pancia all’ingiù, dopo un paio di minuti girali all’insù, e nel mentre inserisci negli spazi rimasti le fettine di salmone.

La cottura giusta, in questo caso, viene data solo dall’occhio del cuoco, in quanto le variabili “pentola” e “potenza del fuoco” sono incontrollabili, difatti io utilizzo sempre la stessa piastra e lo stesso fornello per questa pietanza.

Quando decidi che manca un minuto, trasforma la grigliata nel seguente modo:
Spruzza del sakè sopra al pesce, copri immediatamente con un coperchio per dieci secondi.
Togli il coperchio.
Spruzza della soia tamari in eguale quantità e copri per ulteriori dieci secondi.

Il piatto e’ pronto.

Sulla portata, al posto del classico pepe, spargerai semi di papavero, che andranno a contrastare il sapore forte del mix predescritto.

Si beve birra giapponese, meglio Sapporo che Asahi.

Per gli astemi, the verde ghiacciato, con piccoli dadini di melone all’interno.

Zac le Chef  

Il Sire nero, il Giullare verde.

In Politica on giugno 20, 2011 at 9:00 am

E cosi’, la teatrante compagine verde, che doveva far sfoggio di richieste fondamentali, partorisce il solito comizio fine a se stesso.

Nulla piu’.

Da una parte il giullare di verde vestito, sprovvisto di ampolla, che arringa i bicornuti, che impone un ministero alle curve di Lesmo, che non riesce a comprendere di essere giunto alla fine di un ciclo, o di un ladrocinio, che dir si voglia.

Dall’altra parte il Sire di nero vestito, stravaccato sul divano, contornato dalle ancelle, che attende di ascoltare cio’ che aveva dettato pochi giorni prima, al giullare.

Non una parola sul lavoro, manco mezza sulle infrastrutture, idem per la sanita’ e la scuola.

Ai due pare interessare, e si sapeva, solo lo spazio temporale che li divide dalla scomparsa dalla scena politica, ed entrambi si guardano bene nell’indicare un successore.

Come fu’ per il pontefice, che quando capi’ l’impossibilita’ di fermare i bersaglieri a Porta Pia, ebbe a dichiarare che la presa della citta’ sarebbe stata ” Ingiusta, violenta, nulla e invalida”,
anche per i due farneticanti capipopolo odierni la resa avra’ l’immagine del martirio, e in egual misura non confesseranno i propri errori, e nemmeno i propri limiti.

Pare che il nanopriapo abbia dato mandato a una squadra di consulenti per sondare il mercato in vista di una piu’ che probabile vendita del gruppo di famiglia, da Mediaset in giu’, tutto in pacco unico, vuoi vedere che lo comprera’ Bernard Tapie?

L’altro, quello col sigaro spento, non potra’ fare la stessa operazione, per questo motivo sta rifocillando tutti i CDA delle piu’ importanti banche e fondazioni del nord con i suoi prediletti, garantendosi cosi’ una breve vecchiaia miliardaria.

Ma non sono ancora pronti.
Devono assicurarsi per bene.
Non credevano a una cosi’ rapida caduta degli dei.

Mai piu’ di oggi torna valida una celeberrima frase di Lao Tze, stampata su molte tshirts, che da’ esattamente l’idea della fine di questo baraccone lungo tre lustri e piu’, e che apre gli occhi a un futuro che ci meritiamo, senza se e senza ma:

“Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla”

I Pazzi, Brunetta e Bisignani.

In Politica on giugno 16, 2011 at 11:29 am

I pazzi.

“Il Pdl e la Lega decisivi per il superamento del quorum”.

E’ il ritornello che a colpi di Mannheimer vari, hanno avuto ordine di ripetere.

Lasciando stare i conti matematici, se no sembra che i votanti del centrosinistra siano stati poche migliaia, v’e’ da notare come nella strofa da replicare vi siano tre vocaboli in meno:

“GLI ELETTORI DI” pdl e lega etc etc.

 I pazzi danno per assodato che siano LORO, come se li avessero comprati all’Ikea.

E se non fossero più vostri?
Mai passato per il cervello?

Poi, i pazzi, togliendo le boiate in stile Ruby nipote di Mubarak, hanno prodotto la legge Ronchi sull’acqua, la legge sul nucleare con tanto di agenzia, lo scudo per il nano e soci.

E guarda caso, che fatalità, proprio queste tre leggi verranno abrogate dal voto dei “vostri” elettori, 
sicuri ancora che siano “vostri”?

Per me sono nel limbo di Dantesca memoria, a espiare le pene, a chiedersi perdono, a darsi delle importanti craniate a vicenda.

Diventeranno all’improvviso dei progressisti aperti alle pluralità e alle diversità?

No.

Si limiteranno a non andare a votare per le politiche a tempo debito.

Ma non sono più i “vostri”, cari Gasparri e Cicchitto, i portavoce dei pazzi, levatevelo dalla testa.

Su Brunetta e i precari manco una parola, solo una precisazione:

“La rete usa il manganello nei miei confronti”

Errato.

Personalmente utilizzo una mazza da baseball, così da poter colpire il nanoministro in piena fronte, con conseguente “fuoricampo”, alla Joe Di Maggio.

Per ultimo, ve lo confesso, saranno trent’anni che seguo le vicende del Bisignani, il postino della maxi tangente Enimont, l’ombra nera di Craxi, l’amante della Santanche’, un uomo pericolosissimo.
Ne’ so’ quanto i magistrati, se non di più.

Ieri l’hanno arrestato.

Una grande vittoria.

Hasta.

AND NOW, GO HOME.

In Politica on giugno 13, 2011 at 1:54 pm

Adesso, in un paese normale, si assisterebbe alle dimissioni del governo in carica.
Così non sara’, ma manca poco.

And now, go home.

Sino a venerdì, tutti i viagrini a sostenere la tesi che i referendum saranno un flop, con i loro elettori al mare.

And now, go home.

E’ colpa di Fukujima, sull’acqua gli elettori non hanno capito una sega, mentre il legittimo impedimento e’ dovuto e necessario.

And now, go home.

Qualche centinaia di milioni di euro spesi per non accorpare le due tornate elettorali.

And now, go home.

Minzolini e Fede che non mostrano Napolitano che si reca al seggio, che invitano alla gita fuori porta, e che parlano espressamente di un voto di “pancia”.

And now, go home.

Il paralitico ieri alle 19, preso da improvvisa loquacità, dichiara:

“il referendum sull’acqua e’ inutile, non lo sapete che nell’ultimo consiglio dei ministri, il premier ha incaricato me e Calderoli di fare una legge sull’acqua?”

Pochi lo sanno, ma intendeva quella da mettere dentro l’ampolla.

And now, go home.

Vorrei ringraziare tutti i cittadini che si sono recati a votare, anche chi non la pensa come me, questa e’ una vittoria trasversale.

Maggiormente, rivolgo i miei ringraziamenti a quel nugolo di signore ottuagenarie che ieri sono salite a bordo della mia autovettura, e con passo claudicante hanno preso le loro schede e, fiere come le amazzoni, sono entrate dietro alla tendina.

Perché e’ si’ una vittoria dei giovani, non v’e’ dubbio, ma senza quelle persone, belle, oneste, vitali, non sarebbe stata una storia compiuta.

Grazie.

AND NOW, GO HOME.

Una maialata e nove perle.

In Politica on giugno 12, 2011 at 8:37 am

Alla fine ci son riusciti.

Michele Santoro ha lasciato la Rai.

La speranza e’ che arrivi a Sky, ma e’ più un sogno.

Hanno Ferrara, che fortunatamente non ho mai visto, e che fa’ perdere quotidianamente share a Raiuno.

E se lo tengono stretto.

Hanno provato pure con Sgarbi, messo ko al primo round.

A fronte di questa maialata, mi rassereno con le seguenti notizie, che segnano un irreversibile cambio di rotta.

Pisapia, De Magistris e Zedda hanno presentato le loro giunte, per meta’ composte da donne.

Il Pontefice, in un momento di lucidità, spezza una lancia in favore delle etnie Rom, Sinti, Zingari.

Lady Gaga, all’Europride, mi ha commosso alle lacrime.

Borghezio e’ stato malmenato, meglio tardi che mai.

Battisti resta in Brasile, e anche se molti compagni non approvano, io sono contento.

Feltri si spara se perde le prossime elezioni, sono disposto a fornire la P38 d’ordinanza.

Capezzone e’ sparito.

Marcegaglia indica la strada per la riforma fiscale: tassazione sulle rendite finanziarie, lo andiamo dicendo da vent’anni.

L’ultima ottima notizia riguarda un cerebroleso, l’on. Castelli, in pole per sostituire Alfano come guardasigilli.
Se così fosse, saremmo finalmente arrivati al capolinea del circo arcoriano.

La fine di questo post e’ dedicato a una persona che non c’è più, e che mi ha insegnato un cumulo di stupende situazioni legate al mondo animale.

Giorgio Celli e’ morto, e io non potrò più leggere i suoi scritti, il che mi rode non poco.

Per chi non l’avesse mai letto, consiglio di prendersi “Vita segreta degli animali”.
Piemme, 1999.

Ciao Giorgio.

 

Crocodile Giussan Bag

In Politica on giugno 7, 2011 at 3:38 pm

“E’ un affronto” Polverini.

“Basta con le buffonate” Donadi.

Mi associo.

L’uomo che vive con gli orsi e con i due cammelli avuti in dono dal Libico, che a tempo perso fa’ il “Ministro per la semplificazione”, s’è inventato di depositare presso la Cassazione un’iniziativa di legge popolare volta allo spostamento dei ministeri al nord.
Servono 50mila firme per sottoporre la porcata al parlamento.
Comincerà a raccoglierle a Pontida.

Ora, faticando a mantenere la calma, proverò una disamina.

Nessuna legge di “iniziativa popolare” e’ mai stata promulgata in Italia, vaglielo a spiegare ai vaccari delle quote latte evase.
Il perché e’ addirittura lapalissiano:
NON SI PUO’.

Serve che l’aula trasformi la legge (che nel caso in questione vale poco più di una petizione, come quella che firmano gli abitanti di un condominio per protestare contro il cane del vicino che abbaia), in un Disegno di Legge, che a sua volta passi almeno tre commissioni, il voto in aula, la corte costituzionale (organo dichiaratamente comunista), e tutti i TAR regionali che si oppongano.

Tempi previsti, senza intoppi, cinque anni.

Quello che ho cercato brevemente di spiegare e’ il risultato della megariunione che si e’ tenuta ieri a nanolandia.

E’ giusto ricordare cosa avevano bofonchiato prima che tale convivio avesse luogo:

“Abbassamento delle tasse”
“Un secondo vicepremier di marca leghista”
“Un rilancio dell’azione di governo che parta dalle primarie e dall’economia”.

Hanno partorito una tale pagliacciata che finirà nel dimenticatoio in tre giorni, ma sono certo che stavolta, più d’un leghista, si sia sbellicato dalle risate.

E nessuno, dico NESSUNO, che si sia posto la domanda più semplice:

Ma siamo sicuri che i milanesi vogliano i dicasteri in città?

Provate a chiederlo, a qualche meneghino, e vedrete la risposta.

Sti personaggi oramai vivono in un loro mondo parallelo, una sorte di Matrix, e non ci sarebbe molto da stupirsi se prossimamente proponessero una legge d’iniziativa popolare volta a:

Reintrodurre i coccodrilli nei fossati che circondano i castelli.

Al che’, assistereste a orde di vegliarde impellicciate pronte a tuffarsi, armate di Kriss, per procurarsi una nuova borsetta:

La “Crocodile Giussan Bag”.

 

Due fanatici.

In Politica on giugno 6, 2011 at 8:34 am

Dice cinque cose, e quattro sono sempre delle palle.

E’ il professore Franco Battaglia, oramai presente più del nano nelle reti nazionali.

Il cattedrato e’ lo sponsor maximo del nucleare in Italia.
Fra le molteplici, il Battaglia sostiene che ne’ Chernobyl, menchemeno Fukujima, abbiano provocato ALCUNA vittima fra gli umani.

Un batrace fascista prestato alla lobby dei Verdini e co.

Ci dice che il surriscaldamento globale e’ un’invenzione della sinistra, che la Germania, quando avrà chiuso l’ultima centrale, rimarrà senza luce, che le “riciclabili” sono lo 0,01% del prodotto energetico mondiale.

Oltre a dirle su Raiuno, le scrive da dieci anni su “Il Giornale”.

Verrebbe da chiedersi quanta fosse l’energia totale prodotta dalle lampadine quando Edison illumino’ le case di 59 concittadini nella Lower Manhattan, mentre i restanti 100 milioni di americani si assopivano al lume delle lampade a olio, ma forse il prof. Battaglia ignora la storia prearcoriana.

Da un fanatico a un altro:

Ieri, ma la cosa si ripete ciclicamente senza soluzione di sorta, Natzinger si e’ espresso cosi’:

A) “Non cedere a quella mentalità secolarizzata che propone la convivenza come preparatoria o addirittura sostitutiva del matrimonio”

B) “Non ridurre l’amore a emozione sentimentale e a soddisfazione di pulsioni istintive, senza impegnarsi a costruire legami duraturi di appartenenza reciproca e senza apertura alla vita”

Si potrebbero scrivere enciclopedie per analizzare, parola per parola, le due sopracitate.
Limitiamoci a una rapida e concisa traduzione:

A) “Non vogliamo perdere gli introiti provenienti dalle cerimonie di sposalizio, e ASSOLUTAMENTE non vogliamo privarci della montagna di bustarelle concernenti l’annullamento di tale vincolo presso la Sacra Rota.

B) “Non andate a troie”

I primi effetti.

In Politica on giugno 1, 2011 at 2:21 pm

I due buffoni, Moratti e B. , pare che si dimettano da consiglieri comunali di Milano.

Il nanopriapo per non partecipare alla prima seduta pubblica del consiglio, così da evitare la stretta di mano con il neosindaco.

CrudeliaMoratti per tornare a fare quello che ha sempre fatto, la miliardaria.

Chissà come si sentiranno i venticinque mila milanesi che hanno votato, espressamente, egli.

Come Hitler che si rifiuto’ di stringere la mano a Jessy Owen, all’epoca neoprimatista e campione olimpico del salto in lungo e dei 100mt piani, ma “negro”.

Fanno schifo.

Nel mentre, l’ufficio di presidenza dei viagrini, si inventa un nuovo ruolo:

Il Segretario.

E’ bene ricordare che un segretario di partito, sempre e ovunque, viene eletto dalla rappresentanza del partito medesimo in assemblea plenaria, ovvero dai delegati.
Persino in Cina funziona così.

Il Pdl un segretario non ce l’ha mai avuto.
I congressi del Pdl, pochi, sono sempre stati degli spettacoli da baraccone, con canzonette, gadget e applausi prepagati.

Ohibò, un segretario dobbiamo averlo anche noi, che diamine.
Allora oggi si sono riuniti, ancora non si sa’ a chi toccherà tale onore, rumors parlano di Alfano o Cicchitto.

34 “persone” per esprimere un segretario che dovrebbe rappresentare un bacino di voti di diversi milioni.

Questi:

   
Silvio Berlusconi, Presidente del Popolo della Libertà
Sandro Bondi, ex coordinatore nazionale del Popolo della Libertà
Ignazio La Russa, coordinatore nazionale del Popolo della Libertà
Denis Verdini, coordinatore nazionale del Popolo della Libertà
Gianni Alemanno
Angelino Alfano 
Michela Vittoria Brambilla
Renato Brunetta
Ugo Cappellacci
Mara Carfagna
Gianni Chiodi
Fabrizio Cicchitto
Massimo Corsro
Raffaele Fitto
Roberto Formigoni
Franco Frattini
Giancarlo Galan
Maurizio Gasparri
Mariastella Gelmini
Carlo Giovanardi
Michele lorio
Alfredo Mantovano
Marco Martinelli
Altero Matteoli
Giorgia Meloni
Stefania Prestigiacomo
Gaetano Quagliariello 
Gianfranco Rotondi
Maurizio Sacconi
Claudio Scajola
Antonio Tajani
Renzo Tondo
Giulio Tremonti
Elio Vito

Ah, e se anche solo uno dei 34 vi sta simpatico, avete sbagliato blog.