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Beppe si’, il nano no.

In Politica on luglio 31, 2011 at 8:31 am

“Sono in pericolo di vita ed anche i miei figli”. 
“Gheddafi ha dato disposizioni di farmi fuori”. 
E’ quanto afferma il nanopriapo spiegando che il rais ha preso l’ intervento militare italiano come un tradimento.

Vuoi vedere che l’arcoriano riuscirà a farmi amare anche il Libico?

Speriamo che non si tratti della solita bufala.

Taluni potrebbero argomentare che se ne farebbe un martire.

Personalmente, mi sta bene qualsiasi soluzione.

Per uno che non se ne vuole andare, v’e’  un altro che se ne e’ andato.

Beppe D’Avanzo e’ morto.

Cazzo.

Quanto ho letto Beppe, quanto mi ha insegnato, quanto mi piaceva.

Cazzo.

Era uno di quelli che sudavano, che scriveva di cose intoccabili, che girava senza scorta, mentre Feltri, Fede e Belpietro utilizzano i poliziotti anche per finti attentati.
Era uno che si era fatto pure la galera, pur di non bruciare la sua fonte.

Cazzo.

La morte di Beppe mi infastidisce assai, un fulmine non preventivato, una penna così nasce ogni cinquant’anni.

Dovrei scrivere centinaia di post per raccontare tutte le inchieste portate avanti da Beppe, mi limito a riportare la seguente estrapolazione, di un suo articolo del 2006, ditemi voi:

“Un’inchiesta giornalistica è la paziente fatica di portare alla luce i fatti, di mostrarli nella loro forza incoercibile e nella loro durezza. Il buon giornalismo sa che i fatti non sono mai al sicuro nelle mani del potere e se ne fa custode “.

Perfetto.

Grazie Beppe.

Cronaca interna.

In Politica on luglio 27, 2011 at 3:23 pm

Era certo che, fra centinaia di milioni di cittadini europei, ce ne sarebbero  stati due che davano ragione al mollusco norvegese.

“Al netto delle vittime, le idee di Breiwik sono condivisibili al cento per cento”

Mario “Trigliceride” Borghezio coadiuvato da Speroni.

Ne ha preso le distanze anche Calderoli, non serve aggiungere altro, se non che in questi casi e’ uno strazio essere italiani.

Se ci fosse un briciolo di giustizia funzionante, entrambi sarebbero già a Regina Coeli.

Oppure, in una società più tribale dell’attuale, appesi a testa in giu.

Ma oggi e’ il giorno del nuovo guardasigilli, l’on. Nitto Palma, non Santapaola.

Nitto Palma? Chi e’ costui?

Sono i due quesiti sui quali in queste ore  il popolo viagrino si autointerroga.

In Translatlantico non lo vedono quasi mai, in aula mai, presente per il 14% negli ultimi dieci anni.

Intimo amico di Previti, si e’ segnalato per un’unica proposta di legge in un decennio, l’immunità parlamentare, affossata.

Da buon magistrato amico del nano, odia i suoi colleghi giudici, e il suo sogno e’ far arrestare Di Pietro.

Pero’ e’ il classico esempio di ministro fantoccio, i suoi suggeritori saranno i soliti arcinoti:
Ghedini, Longo, La Loggia, Letta il vecchio.

Dicono che durerà poco, il tempo necessario per altre due o tre leggi pro Egli.

Dopo la Carfagna alle pari opportunità, che ieri NON ha votato sulla legge contro l’omofobia promossa anche dal suo dicastero, non ci si può meravigliare di null’altro.

Da Alfano a Palma, strano che non abbiano chiamato Tony Montana, Scarface.

Arrivano le ferie, su’ con le antenne, e’ il loro terreno, l’elettorato sotto all’ombrellone armato di penna e Bartezzaghi, e il ministro fantoccio rinchiuso nei saloni di via Arenula a firmare decreti.

Un anno fa’, proprio di questi tempi, presi un treno a Roma, poco prima della partenza il vagone viene circondato dalla Polfer, salgono in due e mi dicono di scendere.
Scendo, e ci mancherebbe.
Sale l’allora ministro Bondi.
Chiedo al milite il perché di cotanta urgenza nel far salire il ministro in seconda classe.

“Sa’, me cojoni, er ministro deve anna’ in ferie, all’improvviso, e nun potemo evacuare na prima classe all’ultimo minuto, troppa pubblicità negativa”.

Oggi ho capito perché il Panda ha perso il posto.
E’ andato in ferie ad Agosto.

Proibito.

La Fontana, Maria Antonietta e La Torre.

In Politica on luglio 22, 2011 at 1:57 pm

Ma pensa te sto vatusso mancato.

Dopo non aver proferito verbo durante il finto attacco speculativo, oggi si ripresenta per la solita filastrocca:

Riformiamo la costituzione.
Più poteri a me medesimo.
I sottosegretari si chiameranno viceministri.
Con la Lega tutto bene.
La Merkel e’ Dio.
Come al solito, nessun accenno al lavoro e alla crescita che e’ a zero (dato Istat), e ovviamente il silenzio assoluto sul rifinanziamento delle guerre in corso, sul sistema Bisignani/Papa, sul ministro mafioso.

Insomma, il bengodi e’ qui.

Ma anche se tutto fila liscio come un orologio svizzero, il calvoamesialterni ha un problema.

E’ la fontana.

Quella che, “Nonostante le Amministrazioni comunali, provinciali e regionali siano nostre, non riesco a costruire”.

Così, fra un ddl che vorrebbe riscrivere la Carta Costituzionale e una caduta nel bidet, Egli si lamenta per la fontana.

Quanta fatica faccio a restare calmo.

E anche se gli amministratori sardi sono  dei viagrini, niente, non gli danno i permessi.

Quando Maria Antonietta (quella delle brioches al popolo affamato)  fu’ portata sul patibolo, poco prima che la ghigliottina le mozzasse il capo, sbadatamente pesto’ un piede del boia.

E sapete quali furono le sue ultime parole?

“Pardon, Monsieur. 
Non l’ho fatto apposta.”

Sara’ stata anche un’arrogante nobile viziata e strafottente, ma la signorilità e l’ironia che risiedono nelle sue ultime parole, sarebbero da suggerire al nanopriapo, poco prima della fine, così, giusto per cortesia.

La fontana, bifolco, la fontana….

Ho pensato alla stessa scena con il premier al posto della Maria Antonietta, dopo il pestone all’alluce, le ultime parole famose sarebbero state:

“Si sposti, Bauscia comunista, che a momenti mi rovinava il tacco rialzato”.

Questione di stile.

L’on. La Torre, del PD, un ectoplasma, ha votato contro l’arresto di Tedesco, e si e’ giustificato dicendo che “E’ stato un errore tecnico”.

Ecco.

Lo stesso paragone che ho utilizzato per il nano sul patibolo, vale anche per questo qui.

Hai due bottoni e ti sbagli???

Allora puoi pure impiccarti, che in quel caso la corda e’ una sola.

Senza possibilità di “errore tecnico”,
te la appendo io.

Gratis.

12836 + Papa

In Politica on luglio 20, 2011 at 5:34 pm

12836

Delle tracce:
A) e’ un numero riferito agli esseri umani.
B) sono esseri umani residenti nel bresciano.
C) hanno tutti la tessera elettorale valida.

E tempo fa’, durante un weekend elettorale, hanno deciso di entrare dietro la tendina, e apporre una croce sul nome di Bossi Renzo, al secolo “Coda di rospo” o “Rana pescatrice” chedirsivoglia, perché la trota e’ troppo carina per un tale paragone.

Tutti abbiamo avuto un compagno di classe che non c’arrivava, gli si dava una mano quando i limiti di comprendonio derivavano da vere patologie, mentre non lo si aiutava se era, più semplicemente, un asino nullafacente.

Il “Coda di rospo”, non e’ assimilabile a una delle due descrizioni.

Più chiaro ancora:
Il compagno di classe più imbelle che ho avuto, poteva fare l’insegnante al protagonista di questo post.

Mai visto nulla del genere.

Ma torniamo ai 12836, che sono preferenze personali, c’hanno pure scritto il nome e il cognome.

Ma cosa sono?

Non so’, mi viene in mente il test sul quoziente intellettivo, quello che se hai 160 sei Einstein, se non raggiungi i 30 sei dichiarato “in stato vegetativo”.

Pero’, ho controllato, non ci sono 12836 esseri umani in coma negli ospedali del bresciano.

Ma cosa sono?

Forse si e’ trattato del classico voto di scambio, la mafia ti da’ 50 euro, Achille Lauro ti dava una scarpa prima e l’altra dopo lo scrutinio, questo qui deve aver dato delle lezioni gratuite di lessico.

Ma cosa sono?

Ecco, trovato, mi si e’ acceso il lume, sono 12863 esseri umani 
TALI e QUALI al loro candidato votato ed eletto.
Una nuova razza, con buona pace dei Celti, sono i “codarospini”, e dato il numero, verranno a breve dichiarati, credo dall’animalista Brambilla, specie protetta.

Si’, proprio protetta.

Da un eventuale mio gesto inconsunto.

Update.
La Camera ha autorizzato l’arresto per Papa.
A prescindere dai reati ascrittogli, che sono una montagna, vorrei ricordare i “vizi” del Papa:

Una ucraina di nome Luda inondata di Rolex e pernottamenti nei più lussuosi hotel dello stivale, al De Russie di Roma, una singola viene mille pezzi a notte, fellatio esclusa.

Una Romana di nome Maria, alla quale Papa regala una Jaguar per il ventesimo compleanno, salvo poi riprendersela mediante firme false, quando il mandrillo capisce che la studentessa si e’ stancata di dargliela.
Un vero signore.

Una Trevigiana di nome Gianna, anche questa multiomaggiata, fra l’altro di una tessera di Montecitorio che le da’ il permesso di entrare in Translatlantico quando vuole, e che, innocentemente, la medesima esibisce a una pattuglia della Polizia che la becca con otto grammi di marijuana.

A me basta e avanza per tradurlo in un carcere.

Ah, esprimo un desiderio, credo comune a molti lettori e lettrici di queste eresie:

per Natale, vorrei ricevere anch’io quella tessera parlamentare, sai com’è…

La manovra di tutti.

In Politica on luglio 16, 2011 at 11:46 am

“C’e’ un bilancio in disavanzo e lo si deve equilibrare; c’e’  un debito pubblico e lo si deve pagare; c’e’  una moneta svalutata e la si deve rivalutare.”

No, non l’ha detto Tremonti.

L’ha detto Benito Mussolini per presentare la finanziaria nel 1922.

Poi le fedi, gli ori di famiglia, i denti d’oro dei defunti, fino al sequestro dei beni di proprietà delle famiglie ebraiche, e poi il baratro.

La manovra che ieri e’ diventata una legge dello stato, e’ la più indecente che questo paese abbia mai visto, sin dai tempi sopracitati.

Colpisce tutti.

Meno che i ricchi.
Meno che i politici.
Meno che i boiardi.
Meno che i banchieri.
Meno che i manager.
Meno che il Vaticano.

Tutti, e ripeto Tutti, hanno apprezzato la “coesione nazionale”,
la “celerità nell’approvazione”, la “manovra contro le speculazioni”.

Personalmente, avrei presentato 5mila emendamenti, fino allo sfinimento, fino a far saltare il banco, e vedere la reazione degli edgefund, di quella troia della Merkel, e del nanopriapo con la sua corte.

Io voglio vedere i figli di un qualsiasi deputato e/o industriale che non riescono a mangiare alla mensa dell’asilo perché il padre non riesce a pagare le rette.

Nessuna auto blu tagliata.
Nessun taglio lineare alle rendite finanziarie.
Nessun comma per i precari, menchemeno per i cassintregati, mentre per i disoccupati vi sono due opzioni:
A) impiccarsi
B) impiccare Sacconi, Brunetta e Romani.

Mio caro Bersani, spero che tu abbia chiesto una contropartita pesante, perché ti sei abbassato a non ostacolare una manovra che più di destra non si poteva pensare.

E la speculazione sull’Italia e’ la più grossa balla che avete propinato agli ignari, difatti il Mibtel ha recuperato ben prima dell’approvazione della manovra, e gli stresstest che hanno riguardato i cinque istituti bancari più importanti del paese, sono stati superati a pieni voti.

Il firmatario di questa legge, on. Tremonti Giulio, mentre la studiava, viveva in un appartamento da 8500euro al mese, ma non lo sapeva.

Poveretto.

Il “Nostro” problema

In Politica on luglio 12, 2011 at 10:26 am

Finiremo come la Grecia?
Succederà come nel ’28 a Wall street?

NO.

I motivi sono plurimi, il più evidente e’ la nostra collocazione a livello mondiale, in campo economico, che non e’ paragonabile al Portogallo o all’Irlanda.
Noi siamo sorretti dalle PMI, che hanno, nonostante tutto, “Tenuto botta”, tirandosi su’ le maniche, delocalizzando (ahinoi), ma rimanendo sul mercato a piani alti.

Difatti, le manovre che necessitano concernono il pubblico.
Per uscire da questo marasma occorre agire sulla Sanità, sull’amministrazione pubblica e sui servizi terziari.

A tal proposito, i “tornelli” di Brunetta, fanno ridere.

Se la Sanità Sicula costa come quella della Lombardia, del Veneto e del Friuli, solo un deficiente può pensare che la soluzione risieda nel lasciare a casa l’infermiere palermitano.
Si lascia a casa il direttore della ASL, cristosanto!!

L’Italia non ha barato, come la Grecia, nei confronti della comunità internazionale, l’Italia ha barato nei confronti dei suoi cittadini.

Solo un esempio:
Una volta una confezione di Aulin costava il quadruplo di quello che costa oggi una confezione di Nimesulide, che per i profani e’ il principio attivo che compone l’Aulin.

E così per centinaia di prodotti e servizi che dovrebbe offrire uno stato incorruttibile.

Dovrebbe.

E’ qui che risiede il nocciolo della questione:
dovendo assoggettare il sistema alle tangenti, si e’, da una parte, svuotato le tasche del cittadino, dall’altra, portato il deficit alle altezze dell’Everest.

La colpa e’ ascrivibile a chi, nel corso degli ultimi vent’anni, si e’ gonfiato le tasche a mio scapito.

In primis:
Le multinazionali agroalimentari, chimiche e metalmeccaniche.

In secundis:
Le lobbies formate dalle caste di notai, avvocati, baroni universitari e palazzinari.

In Tertiis:
Poggiolini, Craxi, De Lorenzo, Dell’Utri, Del Turco, Di Girolamo, Scayola, Castelli, Romano, Prestigiacomo, Fazio e quelli del quartierino, Gava e quelli dell’appaltino, Marrazzo e quelli del pompino, e ancora, 
Forlani, Verdini, Bertolaso, il giudice Carnevale, De Mita, Altissimo, Zanone, Cicchitto, D’Alema, Storace, Lombardo, Lima, Sbardella, Bassolino, Ligresti, Caltagirone, Angelini, LamaCarnitiBenvenuto, Gelli, Pazienza, Pillitteri, La Malfa, più altri due o tremila amministratori locali semisconosciuti ai più.

E le mafie.

Poi, quando parlo e scrivo di rivoluzione, mi si taccia come reazionario.

Ma cos’altro deve succedere?

Come avrete notato nella lista non compare il nanopriapo, assente volontario, ma collegabile a TUTTI i nomi previo citati, nessuno escluso.

Non ci credo.

In Politica on luglio 8, 2011 at 1:36 pm

Non ci credo.
E vi consiglio, caldamente, di non crederci.

Figuriamoci.

Da un momento all’altro, al giornalista di Repubblica (!!), senza domande preconfezionate, quello la’ dice che si ritira.

Non ci credo.

Manco alla bufala di Alfano, credo.
Significherebbe perdere il nord in cinque minuti, e di conseguenza le elezioni.

Non credo a quello la’, che mente ancor prima di svegliarsi, mente anche nel sonno, mente per prassi, mente perché altro non gli riesce.

Difatti oggi manda avanti il casto Formigoni a dire che il candidato si decide con le primarie.

Fumo negli occhi.

Ma allora, a cosa credo?

Credo che tenterà un altro colpo d’ala, appena dopo la sentenza Mondadori, e comincerà a far girare i suoi scugnizzi da Vespa e Minzolini,  con il compito di tessere le lodi della figlia Marina, in ticket con Capezzone, questo credo.

E non credo a Letta al Quirinale.
Al colle ci vuole andare Egli, punto.
Ma non ci riuscirà, e su questo mi gioco reputazione e palle.

Non ha mai proferito un briciolo di verità, e non comincerà certo ora.

Insomma, quando apre bocca, bisogna rovesciare le parole che pronunzia, al che si e’ in direzione di quello che veramente pensa.

Di esempi ne potrei citare a centinaia, ma prendo solo l’ultimo, durato tre giorni tre:

-Non sapevo della norma salvafininvest.
-Pero’ e’ una norma sacrosanta.
-Ritiro la norma.
-L’hanno scritta Tremonti e Alfano.
-La ripropongo in Parlamento.

Traduzione:

L’ho scritta di mio pugno per mettervelo nel culo, un’altra volta ancora.

Applausi,
a chi ci crede.

La sviolinata di Claudio.

In Politica on luglio 6, 2011 at 12:54 pm

“Berlusconi è meglio, molto meglio, di come viene raccontato. Silvio non è snob, non è aristocratico come succede spesso alle persone di potere. L`ho osservato stringere la mano a cinquecento persone di seguito ma non perché lo deve fare, ma perché gli piace farlo. In questo è naif, spontaneo. Lui non si vergogna a dire ‘facciamo il partito dell`amore’, è sincero”.

Firmato: Baglioni Claudio.

Da adolescente, e il mio amico Doc se lo ricorderà bene, non sopportavo “Questo piccolo grande amore” e boiate del genere.

C’avevo visto lungo.

Baglioni, il madonnaro, che rivela pure il suo sogno, fare un concerto a Lampedusa con il nanopriapo alla voce e Bobo Maroni alle tastiere, aggiungendo: 
“Poi mi piacerebbe ritirarmi in un convento di clausura”.

 Da ex musicante, mi permetto di consigliare anche Gasparri all’ocarina, Cicchitto al triangolo e Bondi al flauto traverso.

Era da un po’ che non scrivevo del calvoamesialterni, sparare sulla croce rossa non e’ mai educato, ma di fronte a tale sviolinatura, che neanche Vespa, talune considerazioni:

1) E’ spontaneo.
Come Liz Taylor quando disse per l’ottava volta:
“Ti amerò per tutta la vita”

2)E’ naïf (dal francese: ingenuo)
Qui ci vuole l’equazione:
Nanopriapo : Ingenuità = 
Rockefeller : Povertà 

3)E’ sincero.
Scusatemi, devo correre in bagno se no mi piscio addosso.

Neppure Fede e’ mai arrivato a tanto.

Baglioni e’ considerato dai più uomo di sinistra (?!?!), veltroniano di ferro.

A me basta la seguente sua dichiarazione:

 “Da giovane, con il mio amico del cuore, cercavamo di fare da mediatori tra i maoisti e i fascisti, così prendevamo le botte dagli uni e dagli altri”

Vi garantisco che se mi facessero la classica domanda:

“Fra un mediatore e un fascista, chi butteresti dalla torre?”

Non avrei dubbio alcuno nel propendere per il primo.

Così poi con il fascio me la vedo senza il mollusco.

Concludo riallacciandomi alla frase d’apertura:

“Berlusconi è meglio, molto meglio, di come viene raccontato”

Ecco.

Segnalo solo questa, sui magistrati:

«Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana» 
S.B. 2003

Ci vuol poco per essere “molto meglio” di così.

L’Orso e L’AGcom

In Politica on luglio 4, 2011 at 9:23 am

Due argomenti in un sol post.

Il primo:
S’e’ gia’ letto ovunque del convivio a base d’orso sloveno che i neomedievalisti hanno organizzato in Trentino.

Nisba.

Al mattino si son presentati i NAS di Vicenza, chiedendo ai celticopadani gli incartamenti per l’importazione della carne.
Suspance dei presenti.
Le carte non ci sono.
Banchetto saltato, con conseguente ripiego su salsicce e polenta, la fantasia al potere.

La cosa carina e’ che fra gli organizzatori v’era Obelix, al secolo Boso Erminio, gia’ senatore, parlamentare europeo e clone di Borghezio, il quale, preso da astinenza di colesterolo, ha minacciato i NAS dicendo:

“Lunedi’ chiamo Bossi e gli dico di mollare il governo”

Anni fa’ in Slovenia mi fu’ servito sto famoso spezzatino d’orso, lo assaggiai perche’ io sono onnivoro, in vita ho provato di tutto, dai serpenti, agli insetti fritti, a qualsivoglia essere vivente presente nei mari di mezzo mondo a parte le meduse, ma quella volta l’orso era proprio immangiabile, stopposo, una vera schifezza.

Lo racconto perche’, se ce ne fosse ancora bisogno, vorrei rimarcare la distanza abissale che corre fra me e un padano.

Il secondo:

I Blogger’s, praticamente tutti se escludiamo quello della Brambilla, ne parlano da settimane.
L’AGcom sta tentando l’ennesima censura alla rete, e giovedi’ dovrebbe approvare una norma che consente di cancellare, senza il giudizio di un terzo, qualsiasi frase o post intero che potrebbe recare danno alle persone o alle cose ivi descritte.

Ripeto: SENZA IL GIUDIZIO DI UN TERZO.

Come nel Myanmar.

La Casa Bianca, a tal proposito, e’ riuscita a “costruire” una rete alternativa e non censurabile, con conseguente spedizione di migliaia di valigette contenenti il Kit per navigare in rete senza passare per la censura.

Le valigette sono state consegnate in Libia, in Egitto, in Siria, in Malesia, in Venezuela e stanno tentando di inserirle in Corea e in Cina.

Da noi no, non le hanno ancora spedite, e il motivo e’ di una semplicita’ imbarazzante:

Cio’ che riesce, tecnicamente, a censurare il governo Siriano, e’ di gran lunga piu’ efficente di cio’ che potrebbe riuscire a censurare l’AGcom, che e’ sorretta da quattro vecchi imbalsamati che conoscono la rete come io conosco Penelope Cruz.

In base a quest’ultimo esempio, salvo comparsa improvvisa della Penelope fra le mie lenzuola, mi sento molto piu’ tranquillo.

Jim Morrison

In Politica on luglio 3, 2011 at 12:12 pm

Oggi fanno quaranta.

Quarant’anni fa’, moriva James Douglas Morrison, uno dei miei padri putativi.

Se sono quel che sono, in larga parte e’merito o demerito suo.

Se conosco l’inglese lo devo alle sue liriche, che traducevo nei banchi di scuola, a scapito della lezione di religione.

Le prime lettere adolescenziali che spedivo agli amori giovanili finivano sempre con una sua frase,

“I’m gonna love you, till the heaven stop’s the rain”

Non ero ancora maggiorenne e già mi fiondavo a Parigi, presso il cimitero di Pere Lachaise, e la notte dormivo di fronte alla sua tomba.

Per anni ho sperato che fosse una morte “finta”, che Jim avesse voluto prenderci per i fondelli un’ ultima volta.

70 milioni di dischi venduti dal 66 al
71.
E non era un cantante, era un poeta che aveva usato la musica per la sua poesia.
Arrestato, dannato dai puritani, sfruttato dallo star system, amato da almeno quattro generazioni.

Jim non aveva un guardaroba, entrava in un negozio, comprava un paio di jeans, e lasciava li’ quelli che indossava, e così fece con tutti gli altri beni materiali che il successo gli aveva concesso.

Un animale da palcoscenico, un timido filosofo nella vita quotidiana.

Ed era il quotidiano la sua essenza, ieri non esisteva, domani nessuno poteva sapere.

I suoi concerti erano diventati uno spauracchio per i policeman, e allora Jim una sera li sconvolse tutti:
lui,  nato in Florida ma residente a Los Angeles, non aveva mai tenuto un concerto in quella città, e la tensione era palpabile.
In un Memorial Coliseum esaurito, Jim sali’ sul palco, e queste furono le sue parole:

“Siete pronti?”

“Yeahhh!!”

“Siete venuti qui stasera per assistere a qualcosa di sconvolgente, di indimenticabile?”

“Yeahhh!!”

“E allora andate a farvi fottere, noi siamo qui per suonare”

Calo’ il silenzio, 40mila persone ipnotizzate, Jim si sedette e recito’ un unico brano, lungo 18 minuti, un capolavoro chiamato “The  celebration of the lizard”, al termine del quale il concerto fini’ e la gente defluì nel silenzio più assordante che si possa immaginare.

In sei anni riuscì a produrre tanti e tali capolavori da far impallidire i Beatles o gli Stones, 
poesie che cooptavano in tre righe i vari Poe, Kerouac e Verlaine.

Un genio, un mostro, un figlio della libertà e un figo della madonna.

“Ci sono il noto e l’ignoto, e in mezzo ci sono le porte”

Non era eroinomane, come Hendrix o la Joplin, ma mori’ per colpa dell’eroina, che provo’ per la prima volta due giorni prima che Pamela lo trovasse esanime, dentro una vasca da bagno,  in Rue de Beautreillis, nel Marais, il 3 luglio 1971. 

Aveva 28 anni.

Vissuti accompagnati da quella lucida follia che si riserva solo a pochi pazzi visionari.

“I’m the Lizard King,
 I can do everything”