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Fanno sempre cosi’, e altre due cosucce.

In Politica on ottobre 31, 2011 at 6:12 pm

Quando un incapace non sa’piu’ che fare, l’unica arma che gli resta e’ aggrapparsi alla fantasia.

Il min. Sacconi ne e’ l’esempio.

Gruppi terroristici.

Buffone.

Sono bastate queste due parole per tornare a sentire le solite baggianate legate al “clima ostile”, ai “toni estremistici”, alla “ricomparsa della lotta armata”.
Lo schema studiato a palazzo Grazioli e’:
Nascondiamo per un giorno la norma sui licenziamenti “facili” e tiriamo fuori lo spauracchio delle P38.

FANNO SEMPRE COSI’.

Il paese non crea occupazione.
La ricetta e’ licenziare.
Cose da pazzi.

In Europa si stanno gia fregando le mani, un’Italia senza lavoro e’ una pacchia al di la’ delle alpi.
Tutte le parole che vengono agitate per un possibile salvataggio sono aria fritta, nessuno ha interesse a salvare il Bel Paese, soprattutto perche’, a differenza di Grecia e Irlanda, nessuna banca estera si e’ gonfiata il portafoglio con i titoli di stato italiani, ce li siamo stampati e comprati selfmade.

Io sono concorde anche con taluni economisti di destra quando asseriscono che l’Europa non ci puo’ mandare una lettera sul da farsi.
Quando ci sara’ un ministero dell’economia europeo unico, allora se ne riparla.

La patrimoniale e’ finita del dimenticatoio in tre giorni.

Pero’ le Maserati per NariceLaRussa no, quelle se le son ricordate.

Poi e’ ricomparso il nanopriapo, alla solita convention in stile Millionaire, dove ha scoperto che esiste la Cina, tenendo una lezione sui lavoranti cinesi, facendo un paragone numerico con i lavoranti delle nazioni europee.

Cose che chiunque con un minimo di informazione conosce gia’ da vent’anni.

Consiglia agli imprenditori di “aggredire” il mercato che fu’ di Mao.

Basta solo un dato:
Renzo Rosso ha aperto la prima lavanderia in Cina nel 1989, la Iveco molto prima.

Mi son letto tutti e cento i punti di Renzi.
Ne sposo 17, che non sono pochi.
Gli altri 83 paiono scritti da Tremonti.
Ma almeno il sindaco di Firenze li ha messi nero su bianco, e’ gia’ un inizio.

Va da se’ che io non lo votero’ mai, non riesco a dare il mio voto a chi frequenta gli uomini di nero vestiti, e Renzi e’ un ottimo

“Mangiaparticole”.

Update:
Stamane mi alzo, accendo la tv per ascoltare Mineo, e misteriosamente si sincronizza La7.
Non ci faccio caso e vado in bagno.
Tiro l’orecchio e sento che stanno presentando un libro.
L’ultimo di vespa.
Parla di amore.
E io sto gia’seduto sulla tavolozza.
E non riesco, dal bagno, a cambiar canale.

Vi cito due estratti:
“La storia del miracolo d’amore,racconta di un gay che si e’ recato a Medjiugorie ed e’ tornato eterosessuale, poi si e’ pure sposato, e’ guarito”.

“Il nostro presidente del consiglio si innamoro’ per la prima volta a sei anni, di una coetanea (prima e unica volta, ndr) sulle rive del lago Maggiore, poi aspetta otto anni per avere il suo primo rapporto sessuale”

Morale:
al mattino, per un ottimo stimolo, ascoltate sto programma “coffee break”.

Aiuta la stitichezza.

Sentimenti Sovversivi

In Politica on ottobre 29, 2011 at 11:44 am

Ieri sera ero alla presentazione di un libro

“Sentimenti Sovversivi” di Roberto Ferrucci.

Sgombriamo subito il campo:
vi consiglio di recarvi in libreria e acquistarlo a occhi chiusi, e non e’, come i piu’ assidui lettori sanno, mio intendimento imporre alcunche, praticamente mai.

Questa e’ un’eccezione che prevarica anche il mai.

Il libro ve lo leggerete, qui scrivero’ dell’autore, inserendo qua e la’ qualche perla, ma non troppe che non vi si rovini la lettura.

Folgorato e’ il termine esatto.
Roberto mi ha folgorato.

Accanto a me sedeva una cara amica,
che dopo dieci minuti mi fa’:
“Dice le stesse cose che scrivi tu, proprio le stesse”.

E cosi’, in un venerdi’ qualunque, nel profondo nordest, mi e’ capitato di imbattermi in un Compagno (che io li chiamo ancora cosi’), con le palle quadre, senza peli sulla lingua, dall’intercalare veneziano che mi fa’ impazzire, dalla voce narrante pregna di indignazione, di malcelata consapevolezza che peggio di cosi’ v’e’ solo il nulla, e forse gia’ ci siamo.

Normalmente uno scrittore racconta il suo libro.

Roberto no, lui attinge piccoli spunti dal suo manoscritto e poi allarga il pensiero a cio’ che in quel preciso istante gli passa per la mente.

“Sapete, io tento ogni tanto di eclissarmi da quello che succede in questo paese, ma non ce la faccio, e cosi’ sono costretto a provare una nausea indicibile ogni mattino, e nessuno potra’ ripagarmi per questa orrida sensazione”.

E cosi’ ricorda alla platea il giorno in cui venne eletto Barack,
e nello stesso istante il nano stava nel suo letto putiniano con delle puttane.

Puttane.
Non escort o entreneuse.
Puttane.

E ci appiccica sopra un ragionamento nitido, limpido:

Noi stiamo buttando via le parole, le stiamo lanciando dentro a uno stagno, le lasciamo annegare, nessuno si tuffa per farle riemergere.

Cosi’ non si dice piu’ casino, bordello, casa di piacere o troiodromo, si dice bunga bunga, travisando all’origine il significato della parola che non e’ assimilabile alle prime quattro.

E nessuno dice un cazzo.
Persino Vendola e Bersani utilizzano il termine.

Ci stanno rubando anche l’idioma, sti bastardi.

E poi Roberto mi,e ci, regala un colpo di genio.
Nel 1999 si reca a vedere la salma di Lenin, imbalsamata, e gia’ allora nota come la pelle del viso sia uguale, stesso lucido, stesso tiraggio, stesso colore, dell’attuale nanopremier.

Un nanopremier imbalsamato, non c’ero mai arrivato.

Insomma, un Uomo con le palle a spigoli, un narratore incazzato, soprattutto con quella parte di “sinistra” che ha legittimato questo scempio,mai visto neanche nel ventennio, continuando a guardare i reality, credendo che le iene e striscia siano programmi di denuncia, chiudendo un occhio, e forse tuttie due, sul malaffare diffuso, in quanto in parte complice del medesimo.

Mi mancava da morire assistere a una tale esposizione cruda e essenziale del panorama italiano, vista da un Compagno che ha scritto le sue liriche lontano dal nostro paese, proprio per non esserne condizionato.

Ne esce un romanzo che io non fatico a definirlo un dramma, salvato solo dall’amore per la Compagna Teresa.

Perche’ dopo aver sentito Bossi parlare di fronte a un microfono, l’unica medicina possibile e’ lo sguardo assente di una donna che scruta l’orrizzonte, stringendoti la mano.

In silenzio.

Grazie Roberto.

Scrivero’ sul Times

In Politica on ottobre 27, 2011 at 4:34 pm

“Clown, Codardo e Disgustoso”

“Si deve dimettere immediatamente”

“L’Europa è nauseata da questo clownesco primo ministro la cui noncuranza, irresponsabilità e codardia politica ha tanto esacerbato la crisi attuale”

Vi giuro che alcun giornalista del Times ha bussato a casa mia.

Scherzi a parte, i corsivi sono veramente del Times, forse il quotidiano britannico piu conservatore.

Siamo a questo punto.
Il Times utilizza gli stessi appellativi che uso io, e molti di voi.

Non scrivero’ manco mezza riga sulla letterina, la solita bufala.

Mi ha incuriosito questa improvvisa sparata del quotidiano inglese.

Risponderanno, e’ ovvio, Sallusti e Belpietro, in perfetta cacofonia.

Solo che risponderanno a un quotidiano fondato nel 1795, che ha avuto a registro paga le firme piu’ importanti degli ultimi due secoli e rotti, che oggi appartiene a Murdoch, che sparava a zero sul governo Blair un giorno si’ e l’altro anche, che era la prima lettura mattutina di tale Churchill Winston, non proprio un comunista.

Risponderanno quei due la’, Zio Geremia e l’Uomo del finto attentato e dal mento piu’ esposto di quello mussoliniano, due prepagati.

E allora ho fatto un sogno.

Le due testate dirette dai tirapiedi “tirano” circa 250mila copie al giorno.
Murdoch se le compra tutte, per quattro giorni, poco piu’ di una milionata, bruscolini per il magnate australiano.

Poi si reca presso l’inceneritore di Arcore, brucia il tutto e la capanna di zio nano viene avvolta dal fumo, per quattro giorni la dimora sparisce, anche da google maps, con conseguente intossicazione del famigerato maggiordomo Alfredo.

Proprio un sogno, con i due leccaculi ospiti da Fede per partorire idee contro l’australiano, con Signorini che si fa’ in quattro per carpire un’istantanea raffigurante l’ottantacinquenne Elisabetta che si masturba, con Lupi che sgrana il rosario nella speranza di una vendetta divina, con Straquadanio che si improvvisa strillone con le prime copie del nuovo quotidiano di Scilipoti, con la Gelmini che urla la superiorita’ dell’ateneo di Reggio Calabria nei confronti di Oxford e Cambridge.

Bene.

E tutto sto bailamme che mi son sognato che effetti positivi avrebbe?

Presto detto.

Per quattro giorni quattro, avrei l’immenso piacere di poter fare colazione al bar senza incrociare quei due giornali li’, che dalle mie parti sono SEMPRE sui tavoli, in alcuni posti anche in triplice copia.

Resterebbe solo quell’altro, quello verde, ma non si puo’ avere tutto dalla vita.

Mi accontento di poco.

Comment, No Comment

In Politica on ottobre 25, 2011 at 5:16 pm

“Caro S. non ti biasimo……cerca di far smettere i bombardamenti…..siamo amici…..non far morire i nostri figli..”

Estratto della missiva che il Libico ha spedito al nano pochi giorni prima della fine.

No comment.

“Nessuno puo’ irridere l’Italia” S.B.

Comment: irridevano te, imbecille.

Proposta nr. 40 altresi’ denominata del “Figlio prediletto”

No comment

“Non si puo’ trattare un essere umano peggio di un cane”

Questa l’ha pronunziata un pretaccio.

Comment: perche’ no? io sono trattato peggio dei cani che vivono alla Casa Bianca.

“Vsagtfsrad lettera dgaijustasjfucilata aahhtrdrde, premier sinogytyty”

Discorso di bossi ai giornalisti

No comment.

“Rimetto il mandato”
Polverini Renata

Comment: pure io, rimetto.

“Stasera il premier spedira’ la lettera in Europa”
On. Moffa

No Comment

“Gli italiani continuano a preferire i BOT al mattone”
Ricerca delle Casse di Risparmio

Comment: i soliti coglioni.

“Mio marito è depresso, è dimagrito: ha perso due taglie, gli porto il parmigiano”
Moglie dell’On. carcerato Papa.

No comment

“Dare asilo ai rifugiati”
Natzinger

Comment: e in Vaticano, manco mezzo.

Ultima:
Egli: “Potrei lasciare”

No comment.

La lezione Tunisina.

In Politica on ottobre 23, 2011 at 4:32 pm

Più del 50% di donne in lista.

Almeno un candidato in lista sotto ai trent’anni.

A parità di voti, a differenza di tutte le democrazie europee, vince il più giovane.

Sette milioni di persone in fila ordinata.

E’ la lezione tunisina.

La lezione di un popolo che in Italia viene visto dai più come un ammasso di lavapiatti, di venditori ambulanti, di spacciatori, di stupratori.

La lezione di un popolo che ha defenestrato il tiranno, scampato a morte certa solo perché scappato, e fortunatamente colpito da ictus.

Quando un italiano di destra vede un tunisino, o più in genere un arabo, formula pensieri di superiorità preconcetta, ignorando il grado di istruzione del medesimo, che, dati alla mano, risulta essere superiore a un pari eta’ dello stivale.

E al posto di pensare a come utilizzare il sapere, crede che la miglior soluzione sia rispedirlo oltre mare.

Pezzenti.

La Tunisia ha fatto nascere la primavera Araba, alba di una protesta che e’ arrivata sino alle porte di Wall Street.

Un popolo traviato, prima dai francesi, poi dal tiranno, che ha saputo in nove mesi organizzarsi, parlare, discutere, e indirre libere elezioni che domani avranno i vinti e i vincitori, senza brogli, senza polemiche, senza menzogne.

Personalmente, proporrei l’intero popolo tunisino come prossimo candidato al Nobel per la pace.

Con buona pace di Maroni, Bossi, Borghezio e LePen.

P.S.
Il nano ha confessato a Vespalabiscia che le telefonate del Lavitola sono involontarie, nel senso che Egli pensava a un telefonino, mentre il maggiordomo gliene ha passato uno panamense.
Il maggiordomo si chiama Alfredo.

Vasco Rossi chiederà i diritti d’autore per il celeberrimo brano.

Mi sento proprio bene. V.M.18

In Politica on ottobre 21, 2011 at 10:48 am

“Il mio orgoglio è quello di aver portato in dote all’Italia una mia diplomazia privata. Mi vanto di avere tre grandi amici nel mondo: Ben Alì, Mubarak e Gheddafi”

S.B. Dicembre 2010.

Pubblicai questo virgolettato gia mesi orsono, e lo riposto per gli smemorati che transitano casualmente fra queste eresie.

Ricordo anche la lezione sull’Islam, tenutasi in quel di Roma, di fronte a una schiera di troiette prepagate, tre delle quali ebbero la faccia tosta di dichiararsi convertite.

Mi sento proprio bene,

sono gioioso,

felicita’ derivata dalla visione di quel corpo trascinato a terra, sanguinante, cadavere.

Avviso ai naviganti:

non proseguite se siete particolarmente sensibili.

Non sopporto di vedere i criminali seduti al tribunale dell’AIA, con il cappellino alla Milosevic, che fanno gli spocchiosi con l’Alta Corte, rivendicando i loro presunti diritti.

Diritti un cazzo.

Una pallottola nell’occipitale, e tanti saluti.

E poi, il pubblico ludibrio, cosi’ da cancellare l’icona del dittatore, calpestato dalle masse,

infierito dalle rabbie covate per decenni.

Mi spiace quando schiattano su di un letto in una clinica privata, con il parentado lacrimante.

Vi sembro troppo crudele?

Troppo poco.

Il Libico chiamava topi i ribelli.

Il Cileno chiamava microbi gli oppositori.

Il nano da Predappio chiamava terroristi i partigiani.

Ominidi mai sazi di potere che godevano nel torturare chiunque non si rivolgesse a loro con tanto di salamelecchi.

Cosi’, sempre per rinfrescare la memoria, in sudamerica si usava lasciare per mesi un prigioniero politico in una cella di due metri quadri per un metro di altezza, cella che veniva adibita a latrina, nella quale i secondini avevano l’obbligo di pisciare tre volte al giorno.

Cosi’, il Libico tagliava le mani ai contrari al regime.

Cosi, il baffetto coprofago produceva sapone con qualche milionata di nasi adunchi, e lo stesso fece quell’altro, di baffetto, quello russo.

Cadaveri appesi, come i maiali squartati, come i polli nel girarrosto del mercato rionale.

Cadaveri ammazzati, in una sorta di girone dantesco, monito per la gente a venire.

Nella civile Inghilterra, il capo mozzato di Oliver Cromwell, fu lasciato infilzato in bella evidenza sopra ai cancelli di Westminster per mesi.

Mi sento proprio bene,

e’ una soddisfazione totale,

e’ la mano del morto trascinato che non verra’ piu’ sbaciucchiata dal calvoamesialterni,

e’ la giusta fine di un boia,

e’ la vittoria di un popolo.

E non mi si venga a parlare di pieta’, di perdono.

Sono due termini che riservo alle persone degne,

quelle di cui ho scritto non solo non sono degne,

NON SONO PERSONE.

Vs.

Hannibal Lechter.

Mr. Magoo

In Politica on ottobre 19, 2011 at 12:00 pm

“Ci stiamo inventando qualcosa”.

Il famigerato decreto sviluppo apre così.

Come Mr. Magoo.

Mancava, nel lessico del nanopriapo, il termine “invenzione”.

Nel gergo tecnico:
 un oggetto, un procedimento o una tecnica che presenta elementi di innovazione e originalità

E se non hanno in mente il teletrasporto o la moltiplicazione dei denari o il siero per l’immortalità, il termine non ha da ascriversi come
“Tecnico”.

Difatti, “Invenzione” e’ anche un termine religioso, che si usa quando si ritrovano le reliquie del corpo di un santo.

Questo voleva intendere.

Si’, ma quale santo?

Dev’essere 

SANT’ ANDREA AVELLINO, PROTETTORE CONTRO LA MORTE IMPROVVISA.

Eppure, basterebbe poco.
Basterebbe che si togliesse dalle palle.
Egli e la sua banda di trafficanti, di incapaci, di leccanani.

Poi.

Poi una seria patrimoniale, un benefit per chi decide di riportare la produzione in Italia, una legge che non permetta di sedere in più di un CDA, un calcio in culo a Scilipoti, un programma per far rifiorire la cultura in questo paese, e tenersela qui, l’oscuramento delle reti Mediaset.

Ad esempio, vicino a dove vivo, si costruirà una pedemontana, arteria vitale per taluni, danno inenarrabile per talaltri.
E va beh, se ne discute.
Ma la cosa incredibile e’ che per un arteria che collegherà l’ovest vicentino con la marca trevigiana, l’appalto e’ stato assegnato

A UNA DITTA SPAGNOLA.

E i leghisti, quelli che si riempiono la bocca con badilate di cazzate sul Veneto autonomo, manco una parola, anzi, l’appalto e’ stato assegnato dalla giunta Galan e ribadito da quella che pende dalle ubriacature di superciukZaia.

Per contro, il ponte di Messina non si farà più.

Per quello,
manco i portoghesi.

A latere:
Non ho, volutamente, scrivere nulla sui fatti di Roma.
E il motivo e’ semplice.

Sono ancora troppo incazzato.

Troppo.

Eccoli qua, i colti.

In Politica on ottobre 15, 2011 at 10:42 am

Vivendo circondato dai neomedievalisti, a volte capita di sentire la seguente frase:

“I leghisti non sono tutti come li descrivi tu”.

No, ce ne sono anche di peggio.

Allora mi son detto  che se uno volesse informarsi per bene sul giussanpensiero, dovrebbe ascoltare gli alti pensieri dell’elettorato di verde mascherato.

Così, con pazienza, ho raccolto per voi alcune telefonate arrivate e trasmesse dal loro ateneo di riferimento, radio padania.

Le “idee” che leggerete qui di seguito sono un’estrapolazione di un post del mitico Daniele Sensi, attento osservatore del microcosmo leghista.

Un eroe moderno.

Pronti.

Via.

“Una mia amica aveva l’occhio infiammato e il medico gli ha detto che è una malattia che si prende dagli immigrati. Loro convivono -specialmente quelli di una certa razza- con questo virus: lo vedete che hanno sempre gli occhi arrossati?”

“La morìa di uccelli è causata dalle scie chimiche degli aerei: è in atto un progetto per sterminare l’umanità”. Risponde l’onorevole Carolina Lussana: “Chiederemo ai nostri esperti”.

Chi ha accusato Milano di farsi fare le magliette dalla Cina sappia che le magliette sono state fatte in Cambogia, che non c’entra nulla con la Cina e che anzi merita aiuto e rispetto per aver cacciato Pol Pot”.

Giovane padano: “Anch’io anni fa pensavo a fare la guerra civile.
 Ma poi feci un sogno premonitore: Shakespeare che mi mostrava un campo di sangue, e ci ripensai”.

Gli alieni sono creature del diavolo: di notte mi vengono in casa a minacciare di morte”.
 Conduttore: “Prima di staccare lasci il suo numero in regia, che vogliamo ricontattarla”.

“Giordano Bruno venne bruciato sul rogo perché aveva scoperto un codice alfanumerico col quale comunicare con gli extraterrestri”

“Sono leghista dal 1987 e non ho mai pagato le tasse”.

“Dietro certe donne, che con tutti i giovani che ci sono qua vanno a prendersi i negri e i marocchini, c’è un deliberato piano mondialista d’invasione dell’Europa”.

“Davanti a casa mia è passato il solito negro, il solito negrone, ma uno di quelli con le treccine, ché quelli con le treccine hanno la faccia ancora più brutta”.

“Non comprate dai cinesi, che poi vi infilate l’orecchino e il giorno dopo vi cade l’orecchio”.

“Il meridionale che viene al nord e solidarizza più con il tunisino che non con il milanese, rompe il patto di unità nazionale”.

“Berlusconi ha baciato la mano di Gheddafi perché ha tanto amore nel cuore e vuole portare la pace nel mondo”.

“Anche gli uccelli cantano in dialetto”

“Sul Sinai Mosè ha incontrato un UFO”.

L’ultima vale un Pulitzer.

Ha parlato.

In Politica on ottobre 13, 2011 at 9:57 am

E’ arrivato in aula e ha parlato ai suoi adepti.
Accanto stava seduto il paralitico varesotto, che con estremo interesse ha sbadigliato cinque volte.

Ha parlato.

Anche Dustin Hoffman in Rain Man parlava.

Sempre le stesse cose,
giustizia efficiente,
fisco equo,
opposizione staliniana,
magistratura avversa,
industriali irresponsabili
e bla, bla, bla.

Al solito, nulla sul futuro prossimo,
manco una parola sul decreto sviluppo che, a sentire Corsaro e soci, salverà anche gli USA.

Qualsiasi statista si sarebbe dispiaciuto dell’assenza di mezza aula, avrebbe detto che e’ un errore e che il presidente del consiglio vorrebbe parlare sempre di fronte all’emiciclo pieno.

Uno statista.

Il nanopriapo invece ha pensato bene di dire:

“L’opposizione e’ sparita”.

E’ una mera questione di educazione.

Mi ha colpito l’ennesimo e vetusto tentativo di far passare l’idea che i governi sono eletti dai popoli.

La domanda sorge ovvia:

Se fosse così, come mai non si chiede la fiducia al popolo?

E fin qui, la cronaca.

Ora, cosa avrei fatto io al posto di Bersani, Casini e Di Pietro.

Tutti presenti.
Tutti con fischietti, trombe da stadio e tric e trac.

Cagnara.

All’unisono.

Cagnara.

Ammanettati ai banchi,
inestirpabili, urla, canti e cori.

Sino all’espulsione, 
sino al possibile arresto.

Spiace dirlo,
ma uscire per scroccare caffè e brioche al bar del Translatlantico,
e’ troppo comodo.

Considerazione a latere:
Ieri si e’ addormentato in prima fila.
Oggi si e’ portato appresso lo sbadigliante.

Due vecchi.
Suonati.
Rincoglioniti.

Pare che i biberon di sovraeccitanti non facciano più effetto.

Il segno dei tempi.

Sempre lui, la narice pulita….

In Politica on ottobre 10, 2011 at 3:59 pm

E’ sempre lui,

ma no, non Egli, lui.

Il Giovanardi.

Quello che “I gay sono malati”

Quello che “Ustica e’ stata provocata da una bomba all’interno del velivolo”

Quello che “Cucchi e’ morto perche’ era un drogato”

Quello che “Come ministro devo rispondere solo ai miei elettori”

Quello che “L’Ikea e’ una vergogna”

Quello dei test anti droga.

Mai che abbia sottoposto il suo camerata di partito, On. LaRussa Ignazio, al test.

L’ultima e’ la seguente:

“Troppa cocaina tra i trader, facciamo le analisi a Piazza Affari”.

Scusatemi.

Vado in bagno e torno, per non pisciarmi addosso.

Tornato.

Allora:

questo paladino delle buone maniere ci informa che il MibTel sarebbe subissato da fiumi di polverina.

Tanto per intenderci, il tale e’ lo stesso della famosa legge Fini-Giovanardi, quella contro le droghe, che i piu’, a parte i mulettisti che non possono piu’ fumarsi in santa pace uno spinello, hanno gia’ scordato.

E quando un giornalista gli ha chiesto del perche’ di questo flop, il genio ha cosi’ risposto:

“La complicazione è una sola: che la sanità penitenziaria è passata alle regioni”.

Solo che la legge e’ del 2006 e la sanita’ penitenziaria e’ passata alle regioni nel 1999.

Lo ripeto fino allo sfinimento: degli incapaci in malafede.

Ma torniamo ai broker cocainomani.

A parte che lo sa’ anche un pargolo di tre anni, la cosa interessante e’ che il Giova vorrebbe fare il test a Piazza Affari.

Mentre per la City di Londra o Wall Street a Nuova York (mi e’ tornato in mente il mitico Ruggiero Orlando),

non e’ dato sapere.

Non sarebbe male come idea,

i trader milanesi in astinenza e il resto del mondo con le narici tappate.

Sparirebbero dal mercato della Lombardia:

I Kleenex.

Le penne Biro.

Le custodie dei CD.

Le tessere sanitarie in stile bancomat.

Le confezioni di Vicks Vaporub.

Dev’essere parte del nuovo piano per la crescita in fase di studio fra i nanocorridoi di palazzo Grazioli:

“Meno coca per tutti”.