Il Blog

Feliz cumpleaños, Luis Sepulveda.

In Senza Categoria on ottobre 4, 2011 at 2:49 pm

“Ti vogliamo tutti bene, Fortunata.
 E ti vogliamo bene perché sei una gabbiana, una bella gabbiana. 
Non ti abbiamo contradetto quando ti abbiamo sentito stridere che eri un gatto, perché ci lusinga che tu voglia essere come noi, ma sei diversa e ci piace che tu sia diversa.
 Non abbiamo potuto aiutare tua madre, ma te sì. 
Ti abbiamo protetta fin da quando sei uscita dall’uovo. 
Ti abbiamo dato tutto il nostro affetto senza alcuna intenzione di fare di te un gatto. 
Ti vogliamo gabbiana.
 Sentiamo che anche tu ci vuoi bene, che siamo i tuoi amici, la tua famiglia, ed è bene tu sappia che con te abbiamo imparato qualcosa che ci riempie di orgoglio: abbiamo imparato ad apprezzare, a rispettare e ad amare un essere diverso.
 È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile, e tu ci hai aiutato a farlo. 
Sei una gabbiana e devi seguire il tuo destino di gabbiana. 
Devi volare. 
Quando ci riuscirai, Fortunata, ti assicuro che sarai felice, e allora i tuoi sentimenti verso di noi e i nostri verso di te saranno più intensi e più belli, perché sarà l’affetto tra esseri completamente diversi.”

Oggi e’ il 4 ottobre, e nello stesso giorno del 1949 nacque l’autore di questi versi, tratti da “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegno’ a volare”, che i più, voglio sperare, abbiano letto.

Caro Luis, 
buon compleanno.

Una volta, presso un’aula dell’università di Venezia, Luis ci parlo’ del suo Cile, quel meraviglioso paese che la CIA e la merda Pinochet gli avevano rubato.
C’era anche sua moglie, una donna incredibile, pensate che la trovo’ un operaio di una discarica di Santiago, in mezzo a cumuli di sporcizia, i torturatori del boia la credevano morta e l’avevano gettata nella pattumiera.
Pesava neanche quaranta chili.

In quell’aula ero tra i più vecchi, assieme a Luis e Gianni Mina’.
Contornato da studenti seduti a terra.
Comincio’ alle 16.
Verso le 21 Mina’ disse ad alta voce:
“Scusatemi, ma Luis deve venire via, e’ in giuria alla mostra del cinema e lo
stanno aspettando”.

A quel punto Luis si impossesso’ del microfono, e senza batter ciglio disse:

“Sono qui con tutti questi compagni,
non mi sogno di lasciare quest’aula per nulla al mondo”

Fu’ un tripudio, tutti a spellersi le mani, e Luis si accese la centesima sigaretta, continuo’ a raccontare l’indicibile, degli amici che non c’erano più, delle lotte combattute e mai vinte, delle speranze di un intero continente, esiliato per volere altrui.

Buon compleanno, Luis.

Sempre il 4 ottobre, del 1970, mori’ una donna superlativa, Janis, una con le palle quadre.

Mi piace ricordarla con una delle sue frasi più famose:

“Sul palco faccio l’amore con 25mila persona.
Poi torno a casa, sola.”

C’è un filo sottile che accomuna Fortunata, la gabbianella, e Janis, la cantante, e’ il filo di chi passa in questo mondo e ci lascia un segno indelebile, 
un segno che si chiama uguaglianza.

Sniff.

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  1. Semplicemente : Bel post – ciao

  2. E altrettanto semplicemente, cara Loretta,

    ti ringrazio.

    Ciao
    Zac

  3. Si, decisamente un post molto bello, avrei voluto esserci in quell’aula dell’università di Venezia. Che anno era?
    Ciao

  4. 11 settembre 1998, venticinquesimo della lugubre presa della Moneda.

    Ciao
    Zac

  5. Letto e non solo quella, peccato che pinchet si sia ritirato lasciando i suoi che smessa la divisa hanno proseguito sul suo tracciato

  6. Vero, cara Tina, ma almeno i burattini Non ammazzano più, l’attuale Pinera e’ il clone del nostro nanopriapo, ladro ma non assassino, almeno non direttamente.
    Il boia Pinochet li torturava personalmente, per puro piacere.
    Pinera si “accontenta” del portafogli.

    Dalla dittatura sanguinaria alla dittatura sanguisuga.

    Hasta
    Zac

  7. che bel post, e il libro è una favola per adulti che spero davvero *tutti* abbiano letto. almeno una volta.
    un autore straordinario, non solo per la gabbianella e il gatto, ma anche per molti altri romanzi. mi sarebbe piaciuto presenziare a quella lezione in aula.

    ps. e poi dai, si può non amare alla follia un gatto nero grasso grasso con una macchiolina bianca sotto al mento?

  8. Grazie, attrice.
    No, e’ impossibile non amare Zorba.

    Lo sai che Luis scrisse quel capolavoro dopo aver visto i libri di favole che leggevano i suoi figli piccoli?

    Praticamente delle tragedie.
    C’era sempre un morto.

    Ciao
    Zac

  9. se in futuro non volessi già un Polenta, probabilmente uno Zorba sarebbe la mia scelta.

    non lo sapevo. ma è vero. le favole per bambini sono subdole. prima o poi avevo l’intenzione di analizzare le favole per capire cosa veramente c’è dietro. specialmente cenerentola. odio cenerentola. cosa dovrebbe insegnarci? che i parenti sono serpenti? che se non hai un principe non ti realizzerai? che la fata madrina arriverà e ti regalerà un vestito haute couture? maddddai!

    io sono sempre stata dalla parte delle sorellastre.

    la gabbianella e il gatto sì che è una favola che insegna le cose giuste da imparare.

  10. Polenta e’ strepitoso.
    Pero’ devi prenderne anche uno che si chiama Baccalà, uno che fa’ Scopeton e il terzo Osei.

    Ciao
    Zac

  11. La Gabbianella e il Gatto è una delle cose meravigliose che ho fatto leggere ai miei figli,oltre a vedere assieme il bel film di Enzo d’Alò.
    In quanto alle fiabe tradizionali lo ammetto,le ho lette quand’erano molto piccoli,successivamente le ho massacrate con loro stravolgendo completamente trama e personaggi…non c’era ironia,ne allegria,ce l’abbiamo messa noi,assieme a un pizzico di malinconia che non guasta mai.C’era tutto ciò anche in Sepulveda.

    N.B. Un giorno ti farò leggere le avventure del principe Buzzurro…

  12. carissimo anonimo, BRAVO, i tuoi figli cresceranno di certo con un’ educazione normale, il che nel marasma attuale e’ un complimento.

    Mi sorge un dubbio,
    ma sei anonimo o piu’ semplicemente ti sei scordato di mettere il nome e sei Max?

    Non per farmi i cazzi tuoi, ma scrivi tale e quale a un mio caro amico, per l’appunto, di nome Max.

    Ciao
    zac

  13. Dev’essere stato un incontro stupendo! Non conosco la vita di Sepulveda, ma sembra proprio una persona eccezionale, cosa che è un di più rispetto al suo modo di scrivere che già di per sé mi piace molto, per quello che ho potuto vedere finora. In realtà ho letto solo due suoi libri, tu quale mi consigli? Quale è proprio imperdibile?
    Ho letto solo la gabbianella e il gatto e l’ultimo, sempre una specie di favola sull’amicizia. Non vedo l’ora che la mia nipotina cresca un pochino, così poi le potrò leggere tutte queste belle storie.

  14. Cara Elisa, consiglio caldamente: “Il vecchio che scriveva romanzi d’amore”, un capolavoro.

    A tal proposito v’e’ da raccontare un aneddoto:
    Luis era giovane e lavorarva alla cronaca nera di un giornale di santiago, la sera si divertiva a scrivere racconti.
    Un giorno riusci’ a farsi stampare duecento copie di uno di questi e le distribui’ agli amici e parenti.
    Fra gli amici v’era un suo professore dell’universita’.

    Passarono dei mesi e un giorno Luis si vide recapitare un telegramma dove lo si invitava a Cuba presso “Las casa de las americas”, un’associazione parificabile al premio Pulizer negli states.
    Ci dev’essere un errore, penso’.
    Invece era tutto vero, il suo racconto aveva vinto il premio che fu di Hemingway, e il merito era stato del professore, che senza dire nulla l’aveva spedito alla giuria.

    Hasta
    Zac

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