Il Blog

La lezione Tunisina.

In Politica on ottobre 23, 2011 at 4:32 pm

Più del 50% di donne in lista.

Almeno un candidato in lista sotto ai trent’anni.

A parità di voti, a differenza di tutte le democrazie europee, vince il più giovane.

Sette milioni di persone in fila ordinata.

E’ la lezione tunisina.

La lezione di un popolo che in Italia viene visto dai più come un ammasso di lavapiatti, di venditori ambulanti, di spacciatori, di stupratori.

La lezione di un popolo che ha defenestrato il tiranno, scampato a morte certa solo perché scappato, e fortunatamente colpito da ictus.

Quando un italiano di destra vede un tunisino, o più in genere un arabo, formula pensieri di superiorità preconcetta, ignorando il grado di istruzione del medesimo, che, dati alla mano, risulta essere superiore a un pari eta’ dello stivale.

E al posto di pensare a come utilizzare il sapere, crede che la miglior soluzione sia rispedirlo oltre mare.

Pezzenti.

La Tunisia ha fatto nascere la primavera Araba, alba di una protesta che e’ arrivata sino alle porte di Wall Street.

Un popolo traviato, prima dai francesi, poi dal tiranno, che ha saputo in nove mesi organizzarsi, parlare, discutere, e indirre libere elezioni che domani avranno i vinti e i vincitori, senza brogli, senza polemiche, senza menzogne.

Personalmente, proporrei l’intero popolo tunisino come prossimo candidato al Nobel per la pace.

Con buona pace di Maroni, Bossi, Borghezio e LePen.

P.S.
Il nano ha confessato a Vespalabiscia che le telefonate del Lavitola sono involontarie, nel senso che Egli pensava a un telefonino, mentre il maggiordomo gliene ha passato uno panamense.
Il maggiordomo si chiama Alfredo.

Vasco Rossi chiederà i diritti d’autore per il celeberrimo brano.

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  1. Caro Fabio,
    le tue parole sulla Tunisia mi scaldano il cuore. E’ un popolo speciale, con un livello di istruzione e un grado di sensibilità sociale assolutamente fuori norma. Per loro fortuna, non hanno conosciuto soltanto invasori e dittatori. A spiegare ciò che sono stati capaci di fare in meno di un anno basta un nome: Bourghiba. Consiglio ai tanti frequentatori del tuo blog di lanciare questo nome su Google. Bourghiba e’ un socialista che e’ stato incarcerato e torturato da Mussolini. Tornato in Tunisia dopo la guerra e’ diventato il padre della Repubblica Tunisina sulla base di tre concetti elementari: a) i libri possono essere più importanti del pane, perché e’ la cultura che manda avanti il genere umano; b) le donne sono migliori degli uomini e devono avere perlomeno gli stessi diritti; c) la religione non deve interferire nella gestione della politica. Ecco perché in Tunisia si possono trovare, in proporzione, più scuole che in qualunque altro paese del mondo. Ecco perché le donne tunisine hanno più diritti di molte donne europee, spesso da più tempo.
    Ti rubo ancora qualche riga per dire che sono abbastanza indignato dalle reazioni sulla morte di Gheddafi, quasi tutte ispirate da un razzismo cattolico apostolico romano anche peggiore del razzismo leghista che tu spesso denunci. Leggere Sofri che parla di barbari assassini fa specie. E la specie e’ sempre quella del Gattopardo.
    Trovo che i libici hanno fatto la cosa giusta. Gheddafi andava eliminato esattamente come e’ stato eliminato. In mezzo alla strada e dal popolo in carne ed ossa. E trovo ridicolo che qualcuno pianga sulle verità che non saranno mai più rivelate. Le conosciamo benissimo quelle verità, e se qualcuno ancora finge di non saperle, peggio per lui. Ma almeno ci siamo risparmiati mesi o forse anni di esternazioni di un orrendo dittatore, con il rischio di vederlo evadere da un carcere di massima sicurezza a suon di lingotti d’oro.
    PS: Ben Ali si trova ancora nella sua prigione dorata a Jedda e non ha mai avuto un ictus.

  2. Bello vedere che da qualche parte le cose funzionano come dovrebbero….

    PS: la battuta su Vasco è fenomenale!

  3. I corsi e i ricorsi storici.
    Dal sud del mondo agli albori della civiltà sono sbarcati i numeri, la scrittura, la medicina, l’ingegnieria…ora mostrano la democrazia con buona pace di chi continua a girare con la mortadella sugli occhi.
    Concordo Zac, lo meritano non solo per quanto hanno fatto nel loro paese, ma per l’effetto domino che hanno generato, loro la prima tessera, il resto cascata.

    Hasta Zac

  4. Conosco abbastanza bene la Tunisia in quanto l’ho girata tutta durante 5 estati di vacanze i primi anni 90. Già allora rimasi colpito da quanto entro certi limiti fossero davanti a noi… Avevano allora già la Carta d’identità elettronica, quando noi non sapevamo nemmeno cosa fosse. Visitai gli ospedali di Monastir ed Hammamet e rimasi stupito per quanto fossero puliti, efficienti e con personale gentile e premuroso. Le strade, anche quelle in pieno deserto, non erano disastrate e piene di buche come le nostre (probabilmente le mazzette sugli appalti alla manutenzione strade non sono nelle loro abitudini) e tante altre cose che ora non ricordo.
    Ciao

  5. Ha un maggiordomo di nome Alfredo..?

    Ma chi cazzo pensa di essere, Batman?

  6. Caro Compagno David, i tuoi scritti mi levano il fiato, quando ti leggo vorrei appendere la tastiera al chiodo.

    Ti ringrazio, a nome di tutti, per le informazioni che mi hai dato.

    Con te sono sempre in debito.

    Ben Ali’ non ha avuto un ictus, ne prendo atto, e maledico tutti i giornali italiani che ne hanno all’epoca dato notizia.

    Tuo,
    per sempre,
    Zac

  7. Caro Gatto, grazie per i complimenti.

    Aggiungo:
    La Tunisia e’ cosi’ vicina al mio modo di pensare e cosi’ distante dalle menti dei destrorsi, che mi vergogno di essere italiano.

    Ciao
    Zac

  8. Car Compagna Tina,
    e’ sempre stato cosi’, sempre dal Sud, sempre dai piu’ bistrattati, chissa’ quado lo capiranno, e se mai succedera’, sara’ sempre troppo tardi.

    Hasta
    Zac

  9. Caro Raf,
    avrei mille parole da aggiungere al tuo commento, pero’ molto meglio di come le scrivo io le ha scritte il Compagno David all’inizio dei commenti, ed e’ li’ che ti invito a leggere per “sentire” la Tunisia scorrerti dentro.

    Ciao
    zac

  10. Proprio cosi’, Sciuscia’, Alfredo, quando l’ho saputo mi son pisciato addosso.

    Batman?
    E pure Superman, Spiderman, Silver Surfer, Ironman, I fantastici 4 (tutti), Paperinik, Diabolik, Zagor, Tex Willer, Alan Ford, Thor, Capitan America, Kriminal, Nick Carter,
    e Clarabella.

    Ciao
    Zac

  11. dai, se il maggiordomo si fosse chiamato ambrogio, sarebbe stato molto più trash.
    ps. e poi, dai! anche il nostro è un paese serio! i nostri politici sono sempre in prima pagina anche nei giornali esteri! —–> http://bit.ly/vjVmKI

  12. …dai diamanti non nasce niente,dal letame nascono i fior…

  13. Ottima sintesi, piu’ che appropriata.

    Grazie Cavallino.

    Ciao
    Zac

  14. Cara, di certo ne avra’ uno che si chiama anche Ambrogio,
    il link che hai messo dimostra, definitivamente, la credibilita’ internazionale del loro establishment.

    Ciao
    Zac

  15. Notizie tunisine se interessano. Stasera sono stati ripartiti i seggi dell’Assemblea Costituente (217 membri) incaricata di redigere la Costituzione e di mettere mano ad alcune riforme sostanziali. Il partito islamista Ennadha ha ottenuto il 39% dei delegati, numero pari ai suoi suffragi. Ben lungi dalla maggioranza, che tra l’altro e’ di due terzi in sede di Assemblea Costituzionale. I rimanenti delegati sono tutti per così dire di sinistra. Vari socialisti e socialdemocratici poiché la Tunisia e’ un paese a vocazione socialista fin dal’59 (ma fra questi ci sono purtroppo molti avanzi di Ben Ali), e ben 5 partiti comunisti. Tafazzi ha certamente un cugino che si chiama Tafaz…
    Volevo comunicare i dati di Ennadha perché ho letto molti commenti preoccupati sulla stampa italiana (solo sulla stampa italiana, aggiungo) a proposito dell’affermazione di un partito islamico in Tunisia. Ennadha si presenta come una Democrazia Cristiana d’antan. Hanno detto più volte e continuano a ripetere che non cercheranno di scalfire i diritti delle donne, che sono superiori (sic!) a quelli delle donne italiane: divorzio e aborto prima di noi, tanto per fare un esempio, e mai messi in discussione (in Tunisia non esiste l’obiezione di coscienza, a cui hanno aderito in Italia circa il 90% dei medici, per fede ottusa ma soprattutto per poter continuare a praticare redditizi aborti clandestini).
    Rachid Gannouchi, segretario di Ennadha, e’ soltanto omonimo del Rachid Gannouchi che era stato messo a capo del primo governo provvisorio dopo la rivoluzione ma era stato costretto a darsela a gambe dopo 3 settimane perché tutti conoscevano i suoi rapporti più che amichevoli con Ben Ali. Lo dico perché i giornali italiani continuano a scrivere (anche ieri) che si tratta della stessa persona. Gannouchi e’ stato vent’anni in esilio a Londra e ha sposato un’inglese. Penso che non vada guardato con sospetto. E penso che la religione islamica abbia diritto di rappresentanza, a patto che non interferisca in modo dogmatico nello sviluppo e nel progresso del paese. I lavori dell’Assemblea Costituente andranno avanti per più di un anno, mentre il governo provvisorio di Said Essebsi continuera’ a governare e ad attuare le riforme che verranno approvate dall’Assemblea Costituente. Al termine di questo percorso, si terranno le elezioni vere e proprie. Qualora Ennadha covasse balordi propositi, tutti lo verrebbero a sapere in tempo reale e Gannouchi pagherebbe certamente un conto salatissimo alla prossima tornata. A condizione che si operi nella più rigorosa trasparenza, la democrazia e’ sempre il minore dei mali. Chissà che non ci diano un’altra lezione.
    PS: scusate gli eventuali strafalcioni, scrivo sul telefono e ho sospetto di non avere le dita adatte.

  16. Caro David, ogni tua parola scritta su questo blog e’ per me un onore e, cosa fondamentale, un’informazione.

    Per qusto, ti ringrazio.

    E aggiungo,anch’io scrivo dall’iphone, non e’ questione di dita, e’ che ogni tanto mette la parola che vuole lui, maledetto Jobs…

    Hasta Zac

    P.S.
    Quella dei due omonimi e’ colossale.

    A tal proposito, stranamente qui non ci si e’ mai confusi fra i due Paolo Rossi nazionalpopolari.

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