Il Blog

Sentimenti Sovversivi

In Politica on ottobre 29, 2011 at 11:44 am

Ieri sera ero alla presentazione di un libro

“Sentimenti Sovversivi” di Roberto Ferrucci.

Sgombriamo subito il campo:
vi consiglio di recarvi in libreria e acquistarlo a occhi chiusi, e non e’, come i piu’ assidui lettori sanno, mio intendimento imporre alcunche, praticamente mai.

Questa e’ un’eccezione che prevarica anche il mai.

Il libro ve lo leggerete, qui scrivero’ dell’autore, inserendo qua e la’ qualche perla, ma non troppe che non vi si rovini la lettura.

Folgorato e’ il termine esatto.
Roberto mi ha folgorato.

Accanto a me sedeva una cara amica,
che dopo dieci minuti mi fa’:
“Dice le stesse cose che scrivi tu, proprio le stesse”.

E cosi’, in un venerdi’ qualunque, nel profondo nordest, mi e’ capitato di imbattermi in un Compagno (che io li chiamo ancora cosi’), con le palle quadre, senza peli sulla lingua, dall’intercalare veneziano che mi fa’ impazzire, dalla voce narrante pregna di indignazione, di malcelata consapevolezza che peggio di cosi’ v’e’ solo il nulla, e forse gia’ ci siamo.

Normalmente uno scrittore racconta il suo libro.

Roberto no, lui attinge piccoli spunti dal suo manoscritto e poi allarga il pensiero a cio’ che in quel preciso istante gli passa per la mente.

“Sapete, io tento ogni tanto di eclissarmi da quello che succede in questo paese, ma non ce la faccio, e cosi’ sono costretto a provare una nausea indicibile ogni mattino, e nessuno potra’ ripagarmi per questa orrida sensazione”.

E cosi’ ricorda alla platea il giorno in cui venne eletto Barack,
e nello stesso istante il nano stava nel suo letto putiniano con delle puttane.

Puttane.
Non escort o entreneuse.
Puttane.

E ci appiccica sopra un ragionamento nitido, limpido:

Noi stiamo buttando via le parole, le stiamo lanciando dentro a uno stagno, le lasciamo annegare, nessuno si tuffa per farle riemergere.

Cosi’ non si dice piu’ casino, bordello, casa di piacere o troiodromo, si dice bunga bunga, travisando all’origine il significato della parola che non e’ assimilabile alle prime quattro.

E nessuno dice un cazzo.
Persino Vendola e Bersani utilizzano il termine.

Ci stanno rubando anche l’idioma, sti bastardi.

E poi Roberto mi,e ci, regala un colpo di genio.
Nel 1999 si reca a vedere la salma di Lenin, imbalsamata, e gia’ allora nota come la pelle del viso sia uguale, stesso lucido, stesso tiraggio, stesso colore, dell’attuale nanopremier.

Un nanopremier imbalsamato, non c’ero mai arrivato.

Insomma, un Uomo con le palle a spigoli, un narratore incazzato, soprattutto con quella parte di “sinistra” che ha legittimato questo scempio,mai visto neanche nel ventennio, continuando a guardare i reality, credendo che le iene e striscia siano programmi di denuncia, chiudendo un occhio, e forse tuttie due, sul malaffare diffuso, in quanto in parte complice del medesimo.

Mi mancava da morire assistere a una tale esposizione cruda e essenziale del panorama italiano, vista da un Compagno che ha scritto le sue liriche lontano dal nostro paese, proprio per non esserne condizionato.

Ne esce un romanzo che io non fatico a definirlo un dramma, salvato solo dall’amore per la Compagna Teresa.

Perche’ dopo aver sentito Bossi parlare di fronte a un microfono, l’unica medicina possibile e’ lo sguardo assente di una donna che scruta l’orrizzonte, stringendoti la mano.

In silenzio.

Grazie Roberto.

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  1. Lo dico sempre: ci vuole passione nelle cose che si dicono e che si fanno.
    E Zac passione ce ne mette tanta.
    Hasta siempre, mio Zac

  2. Caro Maurizio, benvenuto fra queste eresie.

    Troppo buono, ti ringrazio.

    Che poi, se non fosse per merito tuo, mai avrei conosciuto Roberto.

    hasta
    Zac

  3. Grande Zac, hai reso perfettamente l’intensità della serata! Ed io son felice d’averla vissuta con te!:-)

  4. Leggere, finalmente, un tuo commento, mi rende un piacere speciale.

    Benvenuta.

    Hasta
    Zac

    P.S.
    anche la disquisizione della Carla sulle misure dell’altra nonna mi ha squartato dalle risate…

  5. “Per uscire dalla palude e dall’immobilismo abbiamo bisogno di ARDORE, di qualcosa che brucia dentro di noi”.

    da “L’eclissi della Borghesia” di Giuseppe De Rita e Antonio Galdo – Editori Laterza

  6. Caro Maurizio, a citazione rispondo con citazione:

    “E se vale la pena rischiare, io mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore.”
    Ernesto “Che” Guevara.

  7. Ciao Zac
    Domani lo vado a comprare, finalmente si mette il dito nella piaga del neologismo ad ogni costo, quel neologismo che maschera ladri e puttane equiparandoli a onesti lavoratori.

    Mi ha commosso questo passaggio:

    Puttane.
    Non escort o entreneuse.
    Puttane.

    E ci appiccica sopra un ragionamento nitido, limpido:

    Noi stiamo buttando via le parole, le stiamo lanciando dentro a uno stagno, le lasciamo annegare, nessuno si tuffa per farle riemergere.

    Cosi’ non si dice piu’ casino, bordello, casa di piacere o troiodromo, si dice bunga bunga, travisando all’origine il significato della parola che non e’ assimilabile alle prime quattro.

    E nessuno dice un cazzo.
    Persino Vendola e Bersani utilizzano il termine.

    Ci stanno rubando anche l’idioma, sti bastardi.

    Quasi un anno fa, nel pieno di una incazzatura sociale, ormai mi definisco : “socialmente incazzata”, scrissi qualcosa di simile.

    http://a100milionidiannilucedallaterra.myblog.it/archive/2011/01/20/troie-e-basta.html

    Buona domenica e Hasta siempre Compagno Zac ;-))

  8. Finalmente un sussulto in tanta rassegnazione – finalmente leggo parole d’impeto, non filtrate dalla ragione, segno evidente che l’imput del libro o dell’autore ti ha scosso, non potremmo diffondere il virus? Per favore ammaliamoci tutti di coraggio, certezze, etica e civiltà, per favore voglio i brividi di una malattia che mi faccia credere nel cambiamento, voglio i sussulti di una speranza non utopica, voglio credere nella mia Italia e non in quella in cui sto vivendo ora. ciao e grazie

  9. Cara Compagna Tina, mentre lo ascoltavo, non ti stupire, ma mi sei venuta in mente, mi chiedevo se lo conoscessi gia.

    Buona lettura.

    Hasta
    Zac

  10. Ah, adesso corro a leggerti

  11. Cara Loretta, gran commento, mi trova in piena sintonia.
    Solo che non mi ha scosso, a me pare di non poter essere “peggio” di come sono, e’ che mi sembrava di sentirmi parlare, e di questi tempi, trovare un oltranzista come me, e’ cosa rara.

    Ciao
    Zac

  12. Caro compagno Zac, il tuo post mi e’ piaciuto molto ed oggi andrò a comprare il libro.
    Soprattutto mi sono identificato nella frase “Sapete, io tento ogni tanto di eclissarmi da quello che succede in questo paese, ma non ce la faccio, e cosi’ sono costretto a provare una nausea indicibile ogni mattino, e nessuno potra’ ripagarmi per questa orrida sensazione”.
    Mi ci sono ritrovato io, completamente, quindi voglio catapultarmi alla scoperta del compagno Roberto.
    Anche il resto e’ tutto vero, ti ricordi quando ti scrissi che il nano sembrava ogni giorno di più Mao a forza di farsi tirare la pelle e gli occhi? Pensavo si facesse plastificare, non avevo considerato l’imbalsamazione.
    Ciao

  13. Non te ne pentirai, caro Raf, io ne ho visti tanti di scrittori, ma uno cosi’ somigliante a noi e’ la prima volta.

    Mi ricordo di Mao, risi molto.

    Buona lettura.

    Ciao
    Zac

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