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Una lancia che mi costa assai.

In Politica on gennaio 31, 2012 at 5:43 pm

Voglio spezzare una lancia a favore di:

Zio Geremia, al secolo Sallusti Alessandro, direttore de “Il Giornale”.

AVETE LETTO BENE.

Potete immaginare quanto mi costi, io uno come Sallusti lo radierei da qualsiasi ordine.

Ma stavolta no.

Avrete sentito del titolo del Giornale:

“A noi Schettino, a voi Auschwitz”.

E’ scoppiato il putiferio.

Pero’ io mi son letto l’editoriale di zio Getemia, e mio malgrado, il volpone non ha tutti i torti.

Ho letto anche l’editoriale che ha fatto nascere la risposta del viagrino, quello dello Spiegel, che titola “Italiani mordi e fuggi”.

Ebbene, detto da chi e’ venuto qui, a Marzabotto o a Sant’Anna di Stazzema, e che successivamente, senza ritegno, ha colonizzato le coste balneari italiche, mi ha disturbato parecchio, al punto che avrei fatto pure io un titolo simile, pensavo:

“A noi Schettino, a voi il Coprofago con un coglione”

ma il Giornale mi ha preceduto.

Leggendo l’editoriale dello Spiegel ci si imbatte nella seguente:

 “Con noi certe cose non accadono perché a differenza degli italiani siamo una razza”
aggiungendo, senza mezzi termini, che siamo dei “codardi”.

Io ho lavorato nel 1986 in una gelateria ad Amburgo, e decine di ottuagenari, quando prendevano il cono o la coppetta, non si vergognavano di riferirmi il loro glorioso passato nei ranghi delle SS.

Me ne dicevano di ogni sorte, 
“Mafioso”
“Traditore”
“Lavativo”,
e poi ridevano,
e io non potevo ribattere, pena il licenziamento.

Successivamente ho lavorato per la Bayer, stessa cosa, i dirigenti tedeschi trattavano gli agenti italiani come delle merde.

Sappiatelo, i tedeschi non si scusano MAI con uno straniero, hanno sempre ragione, loro sono quelli precisi, ordinati, lavoratori, onesti, integerrimi, puntuali.

Pero’ poi sbavano di fronte a una pizza, si godono il clima del Garda, vengono a vedersi l’arte, e fanno soldout per Bocelli e la Pausini.

Cazzo quanto mi rompe, ma Sallusti stavolta c’ha preso.

Vogliate perdonarmi, non succederà più.

Il 5 per cento.

In Politica on gennaio 25, 2012 at 5:12 pm

Leggo, da tre mesi, molte frasi come queste:

“Non parliamone più”

“Dimentichiamocelo”

“Finche’ ne parliamo, non lo sconfiggeremo mai”

E altre molto simili.

Il soggetto, l’avranno capito anche quei quattro leghisti che transitano per errore da queste parti, e’ Egli.

Ebbene, non funziona così, almeno qui.

Sapete chi e’ il personaggio “politico” più citato nei libri del secondo dopoguerra?

Benito Mussolini.

Ma quale “dimenticare”, col cazzo, v’e’ da scriverne saggi, girare film, insegnare nelle scuole.

Io quello la’ non me lo dimentico sino al trapasso, il mio.

Quando finisce un’era infausta, l’unica arma che si può utilizzare per evitare di ricascarci e’ il ricordo martellante di ciò che fu’.

Fino a quando?
L’ideale e’ per sempre, ma io mi accontento di vedere il pdl stabilmente al 5%, per almeno dieci anni, come fu’ per l’Msi-Dn nel dopoguerra.

5%?

Esattamente.

Il 5% e’ la percentuale di menti atrofizzate che mai scompariranno dal panorama politico mondiale.

Il 5% e’ il limite sopportabile.

Il 5% e’ essere veramente democratici e dare la possibilità anche ai viagrini di sproloquiare.

Il 5% e’ il naturale residuo di materiale non riconvertibile in molti prodotti chimici.

Il 5% fa’ danni limitatissimi.

Il 5% e’ lo sconto dal benzinaio, manco te ne accorgi.

Il 5%, in campo matematico, e’ definito “poco influente”.

Il 5% e’ la dose di mescalina che si può assumere senza entrare in coma.

Poi, che non guasta, si fa’ una bella legge elettorale con sbarramento.

Al   5,1 %.

Per ricordare il lessico del nano.

In Politica on gennaio 23, 2012 at 3:37 pm

Dedicato a tutti quelli che credono, in un modo o nell’altro, che l’attuale primo ministro Sen. a vita Monti Mario sia similare a quello precedente, e ce ne sono.

Le seguenti sono state raccolte da “Aldro” il blog di Salvatore Maria Righi dell’Unita’, che ringrazio per cotanto, certosino. elenco.

Il titolo lo metto io:

“Manuale per affondare una nazione”

“Non fonderò mai un partito. Se non entro in politica, vado in galera.
Scendo
in campo, per un nuovo miracolo italiano.
Un milione di nuovi posti di
lavoro.
Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta.
Non capisco perché a San
Siro debbano entrare anche i tifosi delle altre squadre, togliendo il posto ai nostri: San Siro deve diventare solo rossonero.
I poveri sono persone
diseducate al benessere.
Mai avuto a che fare con Craxi.
Io sono l’unto del
Signore.
Il mio governo è schierato con l’opera di moralizzazione della vita
pubblica intrapresa da valenti magistrati.
Mussolini non ha mai ucciso
nessuno, anzi mandava gli oppositori in vacanza nelle isole.
Le mie aziende non hanno mai corrotto nessuno. Giuro sulla testa dei miei figli.
Ho dato
mandato irrevocabile di vendere le mie tv.
Bossi parla come un ubriaco da
bar, con lui non prenderò mai più un caffè: è un giuda, traditore, ladro e
ricettatore di voti.
La situazione della salute del Santo Padre è di
assoluta tranquillità.
Sarò lieto di incontrare il papà dei fratelli Cervi.
In questo luogo passò Enea in fuga col padre Anchise e diede il via alla
dinastia da cui nacquero Romolo e Remolo.
Paolo di Tarso, il grande filosofo
greco.
Il Papa è un uomo straordinario, ogni suo viaggio è come un gol: ha
la stessa idea vincente del mio Milan, che poi è l’idea di Dio, la vittoria
del Bene sul Male.
Arafat mi ha chiesto di dargli una tv per la Striscia di
Gaza: gli manderò Striscia la Notizia.
Vorrei ricordare l’attacco del
comunismo alle Due Torri.
Ormai in Iraq c’è una vita regolare, poi certo ci
sono le cose che non funzionano: ad esempio, i semafori a Baghdad non
funzionano.
Montanelli e Biagi erano gelosi di me.
Anch’io ho scritto le
tavole della legge, come Napoleone e Giustiniano; Mosè era solo un
passatavole.
Mai sentito parlare di All Iberian.
Se perdo le elezioni lascio
la politica.
La nostra Costituzione è di stampo sovietico.
Siamo il partito
dell’amore contro il partito dell’odio.
Non ho mai insultato nessuno.
Coglioni! Faccia da stronza! Stalinisti! Ladri! Golpisti! Fascisti! I giudici sono matti, mentalmente disturbati, antropologicamente diversi dal
resto della razza umana.
Noi ai giudici insidiamo le mogli, siamo dei
tombeurs de femmes.
Per portare a Parma l’agenzia alimentare europea ho
riesumato le mie doti di play boy e fatto la corte alla presidente
finlandese.
Ho trovato una cimice dietro il termosifone, sono spiato da
procure deviate.
Io ero contrario alla guerra in Iraq, ma Bush non mi ha
dato ascolto.
La proporrò per il ruolo di kapò.
Gli sbarchi di clandestini,
con noi, sono calati del 247%.
Io non racconto barzellette: dico parabole.
La sinistra ha una predilezione per i dittatori.
Putin è un sincero
anticomunista.
Gheddafi è un leader di libertà.
Bella l’Estuania!
Sono alto
un metro e 71.
I give you the salutation of my president of the Republic.
Il lifting me l’ha imposto mia moglie.
Noi di Forza Italia abbiamo una moralità di livello così elevato che gli altri non possono nemmeno percepirlo.
Risolverò il conflitto d’interessi in cento giorni.
Le mie tv mi remano
contro.
Il trapianto è ottimo, lo consiglio a tutti.
Sono sempre stato
assolto.
L’evasione di chi paga il 50% dei tributi è un diritto naturale che
è nel cuore degli uomini e che non ti fa sentire moralmente colpevole.
Questa storia delle leggi ad personam è falsa: ne ho fatte solo tre, per me.
Biagi, Luttazzi e Santoro han fatto un uso criminoso della televisione
pubblica.
Avete capito bene: abolirò l’Ici.
Galliani è la persona più onesta
che ho mai conosciuto.
Il mio cervello è talmente sviluppato che ha espulso
i capelli.
La giustizia è un cancro da estirpare.
D’Alema è er mejo figo der
bigoncio, di lui mi fido.
La mia religione è il maggioritario.
Io sono per
il proporzionale.
Mai fatto affari con la politica, anzi ci ho sempre perso.
Gli elettori si sono sbagliati, erano giusti gli exit-poll.
Sto trattando
con la Russia dell’amico Putin per aprire un corridoio negli Urali e
collegarci all’Oceano Pacifico.
Non ci sarà alcun condono fiscale.
Noi siamo
per il presidenzialismo.
Mai stato presidenzialista.
Non sapevo che mio
fratello vendesse decoder.
Odio andare in tv, è una cosa che non sopporto.
Nesta al Milan? Impossibile.
Gilardino al Milan? Mai, sarebbe amorale.
Io
sono il Gesù Cristo della politica.
Va bene, paragonatemi pure a Mosè.
Fra me e Confalonieri c’è un patto: quello di avvisarci reciprocamente qualora
uno dei due rincoglionisse. E Fedele non mi ha ancora detto niente. Prodi ha mentito: in un paese normale si sarebbe già dimesso.
Non c’è mai stato
un’editto bulgaro”

Personalmente ne conosco ancora e ancora, ma direi che possono bastare.

E se uno volesse fare il preciso, vi sarebbero da aggiungere tutte quelle dette dai ministri, sottosegretari e “scassacassi vari” (omaggio ai Pitura freska) negli ultimi quattro lustri.

Roba da farne un sito.

Mi torna in mente un cartellone che vidi tempo fa’, mi pare riportato da Speradisole, ma potrei sbagliarmi, sul quale campeggiava la scritta:

BASTAVA NON VOTARLO.

La Regola e le Sparizioni.

In Politica on gennaio 17, 2012 at 4:04 pm

V’e’ una regola che disciplina le trasmissioni televisive a tema politico.

Prevede che per ogni ospite della “maggioranza” ne venga invitato uno dell’ “opposizione”.

A parte i messaggi a reti unificate del calvoamesialterni, la regola era, a grandi linee, rispettata.

Era.

Oggi si invitano un rappresentante del Pdl e uno del Pd.

Anche se mi e’ difficile ascoltare un Calderoli a caso, essi sono l’opposizione, e devono, mio malgrado, essere presenti in studio.

Così si vede come se le suonano Bricolo e Gasparri, fratelli di voto in aula sino a due mesi fa’.

Oppure si cambi la regola.

C’è un altro aspetto che e’ radicalmente cambiato dopo l’abdicazione del nano, ed era più che previsto:

Sono scomparse molte “icone” del populismo arcoriano.

Brunetta l’han cercato ovunque, anche sotto gli zerbini di Mediaset,
puff, svanito.

Le due troione, Gelmini e Carfagna, mancano all’appello anche nelle notti brave del pompetta, 
puff, svanite.

Capezzone, forse mi e’ sfuggito, qualcuno sa’ dirmi se e’ defunto?

Non esiste traccia lasciata dai Sacconi, dai Bonaiuti e dai Napoli.

Producono ancora qualche bava i Formigoni, i Gasparri, i Cicchitto.

Ma c’è colui il quale nessuno chiama più, nemmeno per fare da spalla a quello che vende i materassi,

Scilipoti.

Dopo aver riempito le pagine di tutti i quotidiani, le prime notizie di tutti i tg, l’analfabeta si e’ eclissato, 
magari e’ fra i dispersi del barchino inclinato al Giglio.

Per ultimo, 
per i lettori residenti in zona,
vi invito venerdì alle 2030, presso il Teatro Cinema Super, sito in Valdagno, per la proiezione di

“Valdagno, Arizona”, 

docufilm di cui già ho scritto tempo addietro.

La visione sara’ preceduta da una presentazione curata da David Grieco, un Compagno, un Amico, un Fratello,
insomma,
uno giusto.

Vi aspetto.

Buona visione

In Senza Categoria on gennaio 10, 2012 at 5:30 pm

Il tesoriere dei celtici ha investito circa dieci milioni di euro in Tanzania, dove, e’ noto, gli abitanti sono tutti biondi, occhi azzurri, profilo ariano, accento bergamasco.

Stracazzi loro.

Oggi scrivo di arte.

La prima opera d’arte che ricordo di aver amato e’ 
“La Passeggiata” di Manet, una stampa della quale stava appesa a casa di mia nonna.
Avevo cinque anni, e quel campo con la dama che passeggia armata di ombrellino parasole mi piaceva, mi abbracciava.

L’ultima opera d’arte che ho amato, nella spasmodica attesa della prossima, e’  

“Giovane triste in treno” di Duchamp, che mi ha paralizzato per diversi minuti all’interno del Gugghenheim di Venezia.

In mezzo ci sono quasi quarant’anni di “visioni”.

Si va’ dalla “Ronda dei prigionieri” di Van Gogh, tela che ti fa’ piangere anche se non vuoi, alla

 “Bevitrice di assenzio” di Picasso, capolavoro della solitudine e della tristezza consapevole di parte dell’universo femminile.

E poi, guardatevi “La Danza” di Matisse, impossibile non essere spinti a un movimento roteatorio.

“Le Mont Saint Victoire” di Cezanne, inizio di quella forma d’arte, forse la mia preferita, che tende ad esplorare il subconscio a scapito della rappresentazione figurativa.

“Composizione nr 8” di Kandinsky capolavoro dell’astrattismo geometrico, dove la “violenza con la quale un triangolo penetra una forma circolare non trova paragoni” come soleva sostenere il maestro.

L” Ingresso solenne del conte di Gergy a Palazzo Ducale”del Canaletto, dove anche il minimo particolare e’ curato come il soggetto protagonista.

Ecco, ora non mi fermo più.

“Les Demoiselles d’Avignon”, molti erroneamente credono che si tratti davvero di signore, ma l’intento di Picasso e’ raffigurare un gruppo di prostitute di Barcellona.
Quando fu’ esposto, il critico d’arte Guillerme Apollinare ebbe a dire:
“Prima o poi troveremo questo pazzo impiccato sotto a un ponte della Senna.
Mori’ molto prima il critico.

“Number 1”  di Pollock, l’immenso Pollock, strati di colore gettati dall’alto su una tela appoggiata a terra, a prima vista, per i profani, degli scarabocchi, ma se uno ci entra dentro, si possono trovare almeno una decina di universi paralleli.

“Emerging ’82” di Vedova, il pazzo che urlava la sua rabbia con un’intensita’ pari a un ordigno atomico, il professore che insegnava a Ca’ Foscari e poi dipingeva in un tugurio, scuro, umido, infernale, uno tra i miei pittori italiani preferiti.

“DemoCrazy” di Vezzoli, e’ un video, la Stone e B.H.Levy in un surreale comizio pre elettorale.
Per i pochi che ancora non conoscono Francesco Vezzoli, ve ne sollecito un approfondimento, e’ l’artista del ricamo, un genio.

“David con la testa di Golia” del Caravaggio, le parole sarebbero sprecate.

“I mangiatori di patate” di Van Gogh, 
la lampada e’ la chiave, senza di essa la tela sarebbe nera, così da dare un’importanza basilare alla luce.

“Ceci n’est pas une pipe” di Magritte.

“Creek” di Rauschemberg.

“La Famiglia” di De Chirico.

“Donna con ventaglio” di Modigliani.

“Papa Cattelan” del medesimo.

“Guernica”.

Guernica e’ un’opera che mi ha sempre messo i brividi, sia per quello che rappresenta, sia per le tonalità di grigio che la compongono.

Durante il nazismo un plotone si presento’ a casa del Maestro per requisire la tela.

Il tenente tedesco chiese:

“E’ stato lei, herr Picasso, a fare questo quadro?”

“No, siete stati voi”.

Non lo sequestrarono.

Fine.

Si potrebbe obiettare che questo post andrebbe correlato con le immagini.

Troppo facile.

L’arte va’ cercata, scovata.

Credo che a nessuno di voi abbia mai suonato il campanello Francesco Clemente con una tela da mostrarvi.

Buona visione.

Le merde di questo Paese.

In Politica on gennaio 4, 2012 at 1:26 pm

“Mettiamo gli zingari nelle stufe a legna, in modo da farne carburante alternativo”
Eros Domenico, padano.

“I figli degli immigrati?
Un bel lanciafiamme, e che si brucino queste merde”
Giovanna, mamma, casalinga e moglie bresciana.

“Il piano svuota carceri?
Lo facciamo noi con un mitragliatore dal balcone”
Sempre Eros.

“I due senegalesi morti a Firenze?
Meglio così, due in meno da sfamare”
Idem come sopra.

Discussione:
La mamma bresciana:
“Quando li incontro, c’è una puzza strana che fa’ schifo”

Risponde l’ebete Remo, odontotecnico:
“Sapessi quando vengono da me, sono peggio delle capre”.

A questo punto subentra il genio, Anna Paola, una troia:
“Puzzano perché non si lavano dopo aver fatto l’amore.
Tempo fa’ ho sentito dire in tv che il loro sesso ha un odore disgustoso, indelebile, che non va’ via neanche se lo lavi con un sapone speciale”

Poi il Napalm per i barconi a Lampedusa,
un colpo in testa a quel terrone di Napolitano, 
equiparare i pedofili a Vendola,
mischiare le razze non ha mai portato bene,
la fiamma ossidrica per i malati di TBC,
per finire con Luca, padre bresciano:

“I Rom nascono ladri, stupratori, assassini, e ladri, stupratori e assassini moriranno, adotterei le stesse politiche adottate dal führer,
l’unione europea dovrebbe finanziare la riapertura dei forni”.

Risponde ancora Giovanna:

“Evvai! 
Che bello vederli bruciare!”

Ecco.

Merde.

Sono delle merde.

Ringrazio Daniele Sensi e L’Espresso, le due fonti dalle quali ho tratto le citazioni dei celtici.

E’ un gruppo su Faccialibro (ma va’?) che si chiama “padani si nasce, cuore leghista”.

E di questo ammasso di cerebrolesi, fanno parte anche:

On.Reguzzoni
On.Rondini
On.Fugatti
On.Mura
On.Pittoni
On.Stiffoni
On.Davico
Belotti e Rizzi, assessori regionali lombardi
 Manzato, assessore regionale veneto
Gibelli, vicepresidente regione Lombardia
Morganti, europarlamentare.
Decine e decine di sindaci.

Questa e’ la Lega.

Ne’ più, ne’ meno.

Come ho sempre scritto, detto e pensato, della gentaglia da confinare nell’alta Val Brembana, altro che i ghetti di ebraica memoria, a questi qua gli si da’ un bosco, un milleusi “Suisse”, e che vadano a raccogliere bacche e cacciare gli orsi.

Che io sono buono, il napalm lo tengo per qualcosa di più serio.

Vs.
Zac il terrone, lo zingaro, il negro.

Un morto e mezzo.

In Politica on gennaio 2, 2012 at 11:31 am

Il Verze’ e’ schiattato.
Per il “Giornale” il merito va’ attribuito ai pregiudizi, più di un miliardo.

Il Mora voleva fare la stessa fine, e si e’ tappato le vie respiratorie con dello scotch, saranno stati dei post-it.

I due sopracitati, e’ bene ricordare, sono stati fra i due più assidui frequentatori del circo arcoriano.
Il primo era il sostenitore del vivere sino a 120 anni, ma solo lui e il nano.
Il secondo e’ un evasore, spacciatore, magnaccia e bancarottiere, ah, anche il primo.

Per decenni, cristosanto, decenni.

L’anno non poteva partire meglio.

Forte di questa morte e mezza, faccio esplicita richiesta per l’esaudirsi di altri eventi:

Gennaio: Tremaglia Mirko, l’ultimo “ragazzo di Salo'”, ooops, mi dicono che e’ già traslato.

Febbraio: Fede Emilio (facile)

Marzo: Rossella Carlo (medio)

Aprile: Belpietro Maurizio (difficile)

Maggio: Bossi Umberto (facile, complice il primo caldo)

Giugno: uno a caso fra Moccia, Volo e Coelho (medio)

Luglio: Quello con la tiara (difficilissimo)

Agosto: Bashar al Asad (facile, forse anticipa)

Settembre: Santanche’ Daniela (medio, dopo le “pippate” agostane)

Ottobre: Mastela Clemente (medio)

Novembre: Javier Echevarria Rodriguez, più noto come leader dell’Opus Dei (difficile)

Dicembre: Zlatan Ibrahimovic, ma e’ sufficente che vada a giocare all’estero, oppure che torni da noi (medio)

Lo so’, taluni staranno rileggendo la lista pensando di averne saltato uno, uno a caso, uno alto.

Tranquilli, non c’è, il mio auspicio, sempre, e’ che prima scompare la corte, poi, solo e accerchiato, scompare il re.

P.S. per i visitatori “istituzionali”

La lista e’ riferita alle possibilità di essere nominati per il Nobel per la pace.