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Il cineasta

In Politica on aprile 30, 2012 at 5:33 pm

E da un po’, direi da novembre, che non scrivo di Egli.

E’ una notizia che ha già un mese di vita, ma volevo assicurarmi che non fosse una bufala.

Farà un film.

Ma non il solito cinepanettone o il sequel di rivaombrosa o l’episodio finale di beautiful.

Farà un film su di lui.

Cominciamo col dire che non e’ il primo a tentarci, prima di lui Kim II Sung, Hitler, Stalin, Castro, Chavez, e svariate decine di dittatori fantocci terzomondisti, l’hanno fatto.

Ha già cacciato quattro registi, che volevano dire la loro, eh, normalmente il regista parla, e sta cercando il quinto.

Lo vuole famoso, bravo e silente, si consiglia Orson Wells.

Quell’uomo, se non avesse distrutto il senso civico in questo paese, farebbe pure pena.

Ad Arcore, negli ultimi tre mesi, sono arrivati migliaia di filmati che lo ritraggono, una task force li sta analizzando, lui fa il supervisor.

La pellicola tratterà degli ultimi vent’anni, e lo credo bene, se parlasse dei precedenti il lavoro degli organi inquirenti terminerebbe alla sera della prima.

Chissà, forse ci calerà la lacrima quando le zie suore decanteranno le gesta del nanopriapo, forse ci piscieremo addosso quando racconterà una delle sue orride barzellette, forse ci toccheremo le palle quando ci dirà che vivremo sino ai 150 anni.

Forse.

Di certo, la pellicola avrà innumerevoli omissis, me ne faccio carico, per i posteri:

Loggia massonica P2
Trapianto di cuoio capelluto
Botulinamenti vari
Mangano
All Iberian
Imi Sir
Compravendita di deputati
D’Addario e le concubine
Offese plurime alle donne
Idem come sopra per i gay e i comunisti
Mills
La pompetta
Previti
Legge Mammi’
I vari Lodi
Il baciamano al Libico
Il cucù alla Merkel
L’abbraccio mancato di Michelle Obama
La regina Elisabetta contrariata
L’infermiera russa allibita.

Ma, la più grossa, il deficiente la fece al matrimonio della figlia del premier turco, quando cerco’ di baciare la futura sposa, la quale, inorridita, se ne guardo’ bene.
Il farlocco non sapeva che, per la legge islamica, se una donna in procinto di convolare a nozze viene anche solo sfiorata da un uomo, ella viene considerata per il resto della vita una meretrice, perdendo all’unisono tutti i diritti civili.

Lui e’ abituato con la Minetti,
candidata a ricoprire il ruolo della maîtresse, di bassa lega.

P.S.
Come avrete notato, qui non scrivo mai di Grillo, sono stato fra i primi iscritti al suo blog, fra i primi a cancellarmi, ho visto diversi spettacoli a 40 euro a ticket.
Ma l’uscita di ieri merita un distinguo:

“A me piaceva il primo Bossi, quello che in canottiera andava in giro a gridare “Berlusconi mafioso””

Ecco, a me faceva schifo anche all’epoca.

Ma il punto e’ un altro.

Grillo, volutamente, sbaglia i tempi, in quanto il canottaro quando dava del mafioso al nano era già in giacca e cravatta, essendo stato al governo con sua bassezza nel 94.
Poi, solo dopo la caduta dell’esecutivo,  si mise a sbraitare del mafioso, e senza canotta, tornando a pseudogovernare questo paese nel duemila.

Così,
per la precisione.

Sorvolo sulla mafia che strangola meno delle tasse, incommentabile.

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Il Casto

In Politica on aprile 24, 2012 at 5:30 pm

C’e’ da sempre.
Da prima del nano.
Se la salute lo assiste rischia di diventare l’Andreotti del 22imo secolo, anche se il gobbo e’ di un’altra categoria, e per rafforzare la differenza fra i due v’e’ da sottolineare come  nessun regista oserà mai girare un film su Formigoni, e come io abbia riso con qualche battuta del Giulio, mai con l’altro.

Detto “Il Casto”.

Qualcuno di voi avrà intravisto da Fazio lo spot girato dal prete mancato, una cosa mai vista.

Vi invito, prima di proseguire nella lettura, a guardarlo, dura pochi minuti, imperdibile.

Con i jeans da ventenne, ha 65 primavere.

E ha fatto voto di castità, quando aveva 24 anni, e per dirla tutta ha fatto nello stesso frangente anche voto di povertà e obbedienza.

Dichiara:

“Ho fatto voto di castità, ma siamo nel mondo.
Ma sono un gran peccatore che ama la bellezza”.

Ma quando prese sti voti, era su Marte?

Democristiano e ciellino.
Popolare e ciellino.
Forzista e ciellino.
Pidiellino e ciellino.

Non saprei chi e’ peggio fra l’Opus dei e Comunione e Liberazione.

Ah, quando si viaggia in gruppo uno paga il jet e poi ci si divide le spese. 

Bisogna dire a Grillo che il Casto l’ha surclassato, lui e’ un sette stelle extra lusso, altro che le cinque del comico genovese.

Siede attorniato da indagati.

Se ci fosse un giornalista in Italia che riuscisse a fargli la domanda:

“E per il voto di povertà?
E per il voto di obbedienza?”

allora leggeremo altre due perle come quella sulla castità.

Vorrebbe essere il successore del watusso mancato, ma pure l’ex premier l’ha scaricato da un pezzo.

Vorrebbe sembrare un teenager, e
si veste con di quelle camice che non usano neppure nei paesi dove le fabbricano.

Ma più di ogni altra cosa, l’eterno Casto aspira a un posto fra i grandi, fra i beati, fra i santi.

Gli sta preparando il terreno Don Verze’.

Nella classifica dei burattini più longevi, il casto continua a scalare posizioni, gli ultimi scavalcati in ordine di tempo sono:

Pinochet, 16 anni
Honecker, 17 anni.

Next step: Ottone von Bismark,

19 anni.

Certo, ci sono cose che riesce a fare, togliere il microfono all’intervistatrice e’ una di quelle,
proprio come si faceva da bambini, 
togliere il lecca lecca all’amichetto, usare il monopattino dell’altro,
occultare la stilografica del compagno di banco.

Insomma,
un bambino casto, educato, ben vestito, credente, pochi vizi, 
una rarità.

Se lo volete, costa 80mila euro la settimana, cilicio escluso.

P.S.
Il 19% dei francesi dando il voto a quella troia di Marine Le Pen, ha finalmente dichiarato il proprio filonazismo.
Auguro a lor signori una rapida dipartita, corroborata da applausi scroscianti.

Leonilda, Nicole, scusate l’accostamento

In Politica on aprile 16, 2012 at 1:00 pm

“La Iotti come la Minetti”

L’ha detto BotulinoSantanche’.

Adducendo, con ragionamento paragonabile a quello che produce un bradipo quando sposta una zampa,
che come la storia d’amore fra Nilde e Palmiro fu’ il fattore prevalente nell’elezione della Iotti a Presidente della Camera, anche i pompini della Minetti a sua bassezza “pelle di daino” sono stati il preludio all’elezione in regione dell’ex igienista dentale.

E aggiunge che nessuna delle due e’ passata per un concorso pubblico.

E io che credevo che per sedere in regione o in parlamento bisognasse ricorrere a un’elezione, ma forse mi son perso qualche regolamento.

Seriamente:
Nilde Iotti, giusto per dipanare i dubbi, ammesso che ve ne siano, e’ stata ELETTA allo scranno più alto di Montecitorio più di dieci anni dopo la morte di Togliatti.

A tal riguardo, per par condicio, la Minetti dovrebbe essere ELETTA dopo il 2022, se egli schiattasse oggi.

Ma veniamo a BotulinoSantanche’,
fra le poche donne che vorrei:
A)Circuire
B)Eccitare
C)Spogliare
D)Divaricare

per poi lasciarla li’, gambe aperte con inguini umidi, in preda all’ansimo
e, con estrema educazione, tirarmi su i pantaloni e andarmene.

Paragonare Nilde Iotti con Nicole Minetti e’ cosa che mi aspetterei enunciare da Martini in “Qualcuno volo’ sul nido del cuculo”, oppure da Giuliano Ferrara in coma diabetico.

Lo spessore che divide le due, francamente, non si annovera fra le unita’ di misura conosciute, ma supponiamo per un istante che la cazzata detta da BotulinoSantanche’ sia reale.

Avremmo avuto:

Claretta Petacci ministro per la propaganda.
Marylin e Monica segretarie di stato.
Ruby alla Farnesina.
Lario ai rapporti con l’emiciclo.
Corna ai rapporti con l’emiparetico.
Brenda alla regione Lazio.

Infine, una considerazione di merito:

Se all’igienista dentale e’ stato donato uno scranno in regione, e al duo CarfagnaGelmini due dicasteri,
viene naturale dedicare la laurea honoris causa in “Fellatio” alle due ex ministre.

E dato che le persone restano nella storia per quello che fanno e dicono, eccovi due citazioni, non andrebbero scritte così vicine, ma tant’è.

“È necessario cogliere negli altri solo quello che di positivo sanno darci e non combattere ciò che è diverso, che è “altro” da noi.”
Nilde Iotti

“Ho amato Berlusconi, ma non ricordo quando.”

“Ha il culo flaccido”

Nicole Minetti.

La Banda, altro che la Magliana.

In Politica on aprile 11, 2012 at 3:25 pm

Sono giorni che si ascolta la base leghista intervistata in ogni dove.

Ripeto per l’ennesima volta:

UN AMMASSO DI IGNORANTI.

Fra le centinaia, ne scelgo due:

“Bossi ha rischiato la vita per la lega”

Luisa Corna….

“E’ un complotto della Lavazza contro il caffè padano”

Illy…

Oggi, credo per l’ultima volta, scriverò di questi ladri, onesti per il 99,99%(Salvini docet).

 Così si potrà rileggersela per non dimenticare, 
ecco a voi la banda:

Bossi Umberto:
l’uomo che non ha mai lavorato un’ora in vita.
Passato alla storia per essere stato ministro per le riforme, senza averne attuata alcuna, e per la legge Bossi/Fini, che nell’arco dell’ultimo decennio ha triplicato, con mia somma gioia, il numero degli stranieri in Italia.
Finto laureato.
Mentitore per definizione.
Male educato.

Maroni Roberto:
Il Giuda.
Ebbe a dire
“Se io votassi a Brescia, darei il voto a Renzo Bossi, e’ uno che se lo merita”.
Verra’ anch’egli ricordato per le puttanate che per fortuna ha solo sbraitato:
le ronde
le impronte ai bambini Rom
i cannoni a Lampedusa
il registro dei clochard.

Dal Lago Manuela:
Dopo la fattucchiera Amelia, la donna più sguaiata e impertinente che io abbia mai udito.

Speroni Francesco:
L’uomo delle giacche.
Quello che si gasa a farci sapere che ha portato la sua auto ai 316km/h, senza schiantarsi, un vero peccato.
Pure lui, ministro delle riforme, all’epoca disse che avrebbe riformato lo stato sulla base della costituzione degli Emirati Arabi Uniti, non e’ uno scherzo.

Calderoli Roberto:
Il maiale.
Celebre per nutrirsi con carne d’orso, ma solo se sloveno, sposato in seconde nozze con rito celtico,
possessore di nr.2 cammelli donati dal libico, berlusconiano di ferro.

Mauro Rosy:
La Badante, alias Il Troione.
Qui sono in difficoltà, perché continuo a sputare sopra alla tastiera e fatico a centrare i tasti.
A momenti faceva saltare la riforma EnteroGelmini con la famosa seduta alla camera nella quale si strofino’ il naso più di venti volte….

Borghezio Mauro:
Il Trigliceride.
Molti suoi superiori lo hanno sempre fatto passare per l’estremista.
Non crediate che sia così.
Il deficiente rispecchia più della meta’ del loro elettorato.
Lo si evince  ogni volta che e’ in lista, becca una valanga di voti.
E’ così grasso che non può usare le scarpe con i lacci, un piegamento in avanti lo farebbe capovolgere, anche da seduto.

Bossi Renzo:
Altro che Trota, io preferisco 
Coda di Rospo.
La dimostrazione vivente del paraculismo in questo paese, e del come il berlusconismo abbia potuto creare tali mostri incapaci di fare alcunché, salvo rubare.

Zaia e Cota:
Stanllio e Olio in versione celtica.
Uno beve, l’altro fa’ si’ con la testa.

Boso Erminio:
Obelix.
Fratello di cazzate di Borghezio, con il quale divide il razzismo per ogni cosa, solo che Borghezio ce l’ha con i negri, Boso con tutti quelli che non siano di Pieve Tesino.

Reguzzoni e Bricolo:
I primi della classe.
Recitano sempre il compitino a memoria, studiato la notte prima sotto le frustate della prescritta Mauro Rosy.

Fomentini Marco:
Il Sindaco.
Fu’ la logica conseguenza al duo Pillitteri/Tognoli, non si poteva tagliare all’improvviso il rapporto fra ndrangheta e milanesi, pareva scorretto.

Gentilini Giancarlo:
Il Podestà.
E’ il titolare di uno dei due video presenti in questo blog, il che la dice tutta.
Se vi va’, lo trovate qui.
https://zacforever.wordpress.com/2009/12/14/colpito/

Miglio Gianfranco:
Il Teorico.
Forse l’unico dell’universo leghista dotato di un bagaglio culturale e di alcuni ideali, ovviamente opposti ai miei.
Difatti, e’ morto.
Per la disperazione.

Quando.

In Politica on aprile 6, 2012 at 12:52 pm

Quando vai a trastevere e gli osti ti dicono che i deputati leghisti mangiano a sbafo.

Quando parli con un messo comunale che ti fa’ i sorrisini se gli chiedi dell’assessore ai lavori pubblici in quota celtica.

Quando son vent’anni che ne ascolti una al giorno e non e’ mai cambiato in meglio alcunché, anzi, e’ peggiorato.

Quando candidano un ebete in un collegio sicuro e poi lo trovi seduto di fronte a Civati.

Quando agitano una milionata di fucili e poi nessuno spara.

Quando speri che affondi il barcone,
pero’ hai alle dipendenze il senegalese in nero.

Quando bevi l’acqua del po’, e poi passi tre giorni con la diarrea.

Quando credi che Gentilini sia intelligente, e poi la marca trevigiana perde il 40% degli insediamenti produttivi.

Quando metti le stelle alpine a scuola e poi ti tocca staccarle.

Quando evadi perché sono “ladroni”,
e poi ti accorgi che hanno solo cambiato indirizzo, abitano nella tua stessa via.

Quando ti propinano le ronde, le impronte e la moneta padana, e tuo figlio ha un rumeno come miglior amico.

Quando credi che l’ignoranza sia un pregio, e così finisci per lavarti i denti con l’acido muriatico.

Quando un ministro si pulisce il culo con il tricolore, quell’altro usa un lanciafiamme per semplificare, e quell’altro ancora che va in tv a dire che la ‘ndrangheta e’ una fantasia.

Quando non riesci a pagare il mutuo, perché i tuoi risparmi sono finiti alla Rosy Mauro.

Quando metti 4500euro nella Banca Padana, e poi si volatilizzano vendendola a Fiorani.

Ecco.

Quando il leghista medio mette assieme anche solo tre cose estrapolate dalle precedenti,
gli girano le palle, comincia a confondersi, ed e’ l’inizio della fine.

Io spero che non vi sia alcun politico di centrosinistra che tenti un avvicinamento a tale massa informe di beoti, come sono comparsi, svaniranno.

Molti voteranno le loro listine civiche.
Taluni salteranno da Casini e Fini.
Altri strizzeranno l’occhio a La Destra.
Gli ultimi, i cerebrolesi, continueranno a mettere la ics su Giussano.

Ma da questa parte manco mezzo,
statevene ben distanti e coperti,
capo chino.

E nei momenti di svago, inventatevi un nuovo gioco:

“Caccia al ladro verde”

Age: 3/99

Niente di più semplice.

Tacheles, fine di un sogno, anzi no.

In Senza Categoria on aprile 2, 2012 at 9:04 am

“Sono affranto, deluso, incredulo, atterrito, lacrimante.

Mi giunge una telefonata:

“Hai sentito?

Stanno sgomberando il Tacheles”.

Non ci do’ molto peso, negli ultimi dieci anni e’ successo un sacco di volte.

Questa volta no.

Questa volta hanno evacuato, sequestrato e sprangato il Tacheles.

Per chi non lo sapesse, e non solo perche’ lo scrivo io, il Tacheles e’ il centro di aggregazione artistica libera
piu’ visitato in Europa, e ha sede in Berlino, dove da anni risulta essere la terza meta dei turisti
provenienti dall’intero globo.

Non l’ha sgombrato la polizei, ma 100 agenti privati pagati dalla banca che risulta essere proprietaria

dei muri, i quali si sono permessi di sequestrare anche le opere d’arte presenti all’interno.

Uno su tutti, Alexandr Rodin, artista che vi invito ad ammirare in rete,

bielorusso contrario al regime del boia di Minsk,

gia’ esposto a New York e internazionalmente riconosciuto come

creatore della pittura polisemantica,

ebbene,

pure lui, cacciato giu’ in strada a suon di spintoni dalle guardie di nero vestite.

E le sua opere, che piu’ o meno sono grandi 5mt per lato, letteralmente
rovinate durante lo spostamento nella banca che dice di volerle mettere all’asta.

Chi non e’ mai stato al Tacheles non puo’ capire il mio dolore acuto.

Ho un coltello che mi perfora le meningi da parte a parte.

Il Tacheles nasce prima della caduta del muro, quando oranienburgerstrasse (la via che lo ospita)
era abbandonata a se stessa, lo stabile era stato per anni il word trade center dell’est europa,
poi i denari finirono e il palazzo venne abbandonato.

Sospettando il baratro socioeconomico che da li’ a poco sarebbe accaduto,
e avendo constatato la fine della guerra fredda,
l’allora borgomastro di Berlino ebbe un’idea rivoluzionaria.

Emano’ un provvedimento che consentiva a qualsiasi giovane in eta’ di leva,
che era di 24 mesi, di poter essere esonerato dal servizio militare (all’epoca in DDR una cosa impensabile),
con l’accordo di lavorare gratis per due anni presso l’area di orianenburgerstrasse (centralissima)

cosi’ da poter far rinascere la zona.

Nell’arco di una settimana si presentarono a centinaia.

Lavorarono sodo.

Il quartiere rifiori’.

Il Tacheles divenne la loro casa, il loro studio, la loro vita.

Se non ci siete stati non potete capire.

Pittori, scultori, musici, che vivono, mangiano e creano arte tutti assieme,

tutti nello stesso posto, e nonostante cio’ tutti con una individualita’ artistica degna dell’ultimo Van Gogh.

Non nego di aver pensato per molto tempo di trasferirmi li’,
a vivere di pane, acqua e dipinti, sarebbe stato l’avverarsi di un sogno.

Oggi il mio sogno e’ morto, kaputt.

Cinque piani di arte pura, un piano terra di installazioni indimenticabili,

persone con lo sguardo per bene, l’amicizia che nasce all’istante,

la ricerca di nuove forme di comunicazione, il total selfmade,

la storia incompiuta della generazione che e’ uscita con le ossa rotte dalla riunificazione,
spazi espositivi che hanno ospitato i piu’ noti artisti
di fama mondiale.

E tu potevi usufruire di tutto questo GRATIS.

Ah, quasi scordavo un infimo particolare,

al posto del Tacheles verra’ costruito un centro commerciale.

Sono a pezzi.”

E questo e’ quello che avevo scritto piu’ di una settimana fa’.
Poi e’ successo l’ennesimo miracolo, perche’ in questo mondo
esistono ancora le persone di buon senso.

“Il Tacheles ha riaperto.
E’ successo sabato, il giorno dopo che un giudice ha decretato illegittima la chiusura e lo sgombero della galleria d’arte per problemi prima di tutto di forma”

Ecco, bastardi poliziotti privati che ghignavate mentre lo stavate
sgombrando, altezzosi dirigenti di banca che credevate di aver vinto,
stupidi puritani del buon costume che sognavate il vostro ennesimo centro commerciale:

ANDATE TUTTI A FARE IN CULO.

P.S.
Carissimi,
appena potete, andateci, non ve ne pentirete, e magari ci incontreremo pure.

P.S.2
Non finiro’ mai di ringraziare l’amico Cavallino,
che quella volta a Berlimo mi telefono’.
Lui era in bici di fronte al tacheles,
io ero in bici di fronte alla zoostation.

Disse:
“Zac, ho scoperto un posto clamoroso, stasera si va’ li'”.

Grazie ancora, Cavallino, grazie davvero.