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Il minestrone.

In Politica on maggio 28, 2012 at 4:28 pm

L’imbarazzo della scelta.

Brindisi, ordigno piazzato contro Grillo, a sentir lui.

Tornano le manette sui campi di football, piccoli figli di Moggi crescono, e tutti i coinvolti si dichiarano “totalmente estranei ai fatti”.

Il nanopriapo che vorrebbe salire al Quirinale, quando gli parlano di cose “alte” perde la testa, l’ennesima buffonata, manco i suoi gli dan più credito.

Dacco’ che confessa di aver pagato i sollazzi al Formigoni, il quale continua a sedere sul suo scranno, incredibile, e che sborsa un milioncino per l’amico del cuore.

Nichi, che quando vuole commettere una boiata si presenta con Di Pietro, e io ancora non riesco a capire quali siano i punti collimanti fra noi e i Dipietristi, va’ bene un’alleanza elettorale, ma che sembrino due fratelli, no.

Una troia che si travestiva da Bocassini,  sarebbe come il Trota che si traveste da Einstein, o Gasparri da uomo attento e comprendente.

Poi.

Fra tutte, l’avrete sospettato, non ne scelgo manco una, vado sul sicuro:

Il Maggiordomo.

Tutto, gli faceva tutto, anche il pannolone per l’incontinenza.
E dato che non si poteva mettere in gattabuia il card.Bertone, si sceglie il maggiordomo.

Che per me, e molti eminenti vaticanisti, non c’entra.

Il servitore fa’ parte della “Famiglia pontificia”, ohibò, Famiglia?

Allora mi sono informato, 
canonicamente i credenti cattolici intendono questo vocabolo come un nucleo di persone composte da un uomo, una donna e dai figli procreati dai medesimi.
Natzinger no, la sua Famiglia e’ “allargata”, e’ composta da 5 uomini e 4 donne, i primi sono i due segretari personali, il fratello cantante, il maggiordomo e il pontefice, le seconde sono le Memores Domini, atte a svolgere i lavori “casalinghi”.

Ma io sto Memores Domini l’ho già sentito, 

Uhm.

Eh già, Formigoni e’ un Memores Domini, quelli che vivono in povertà, obbedienza e castità, come le quattro che fanno parte della Famiglia pontificia.

Solo che v’e’ un aspetto che non mi torna, i Memores Domini sono obbligati a vivere in case composte da cinque/otto confratelli, come il governatore della Lombardia dice di fare da trent’anni, ma i coinquilini devono essere rigorosamente dello stesso sesso.

In Vaticano no.

In Vaticano classi miste, famiglie aperte, mugolii di piacere.

E li’ non v’e’ bisogno di fare il burlesque, il costume lo indossano quotidianamente, basta solo alzare la tonaca.

“Io sono circondato da preti che ripetono incessantemente che il loro regno non e’ in questo mondo, eppure allungano le mani su tutto quello che possono prendere”

Napoleone Bonaparte, uno che nell’arte dell’arraffare credeva di non aver rivali.

Un illuso.

Faremo così.

In Politica on maggio 22, 2012 at 12:48 pm

La democrazia prevede l’esistenza dei partiti.
Viceversa si tratterebbe di anarchia, di dittatura o di oligarchia.

Dovuta prima premessa per il seguito.

Negli USA, all’elezione di Barack, si e’ recato al seggio il 65% dell’elettorato, ed e’ stato il record di affluenza in 200 anni di consultazioni.

Dovuta seconda premessa per il seguito.

Il seguito:

Se dopo il primo turno ero soddisfatto,
dopo i ballottaggi sono euforico.

Il neosindaco di Parma mi sembra una persona brava e capace.

Fine della disquisizione sul movimento, futuro partito, del comico.

I celtici perdono sette sfide su sette, tutte nelle loro roccaforti, al punto che il Salvini abbozza un
“Non so se ci presenteremo alle prossime politiche”.
E come vado sostenendo da anni, 
con una certa soddisfazione prendo atto della previsione azzeccata:

“Spariranno alla velocità tripla di quella con cui sono comparsi”.

Sui viagrini meglio sorvolare,
sparare sulla croce rossa e’ sempre poco educato.

Il terzo polo e’ diventato così impalpabile da farmi sperare l’assenza di future aperture dei D’Alema e dei Fioroni.

Noi, e per noi intendo tutto l’universo di sinistra e il PD, governeremo questa nazione nel 2013, e senza l’ausilio dei centristi, senza l’ausilio della chiesa, senza l’ausilio dei tecnici.

Governeremo questo paese facendo le cose che andiamo scrivendo da tempo, e sono:

Una patrimoniale
Una legge sul fine vita
Una legge sulle coppie di fatto
Una legge che defenestra la BossiFini
Una legge sugli investimenti borsistici.
Una legge che divida, una volta per tutte, gli obblighi d’imposta fra una scuola pubblica e una scuola privata.
Una legge, e qui si fa’ più difficile, sulla sanità, mirata a far si che la ASL dell’Alto Vicentino, che attualmente paga i propri fornitori con cadenza a 60 giorni, sia presa d’esempio dalla ASL di Caserta, che attualmente paga i propri fornitori a 1600 giorni.

E questo e’ quello che faremo,
senza fronzoli,
lo faremo e basta.

E se qualcuno avesse ancora dei dubbi su tale previsione,
e’ gentilmente pregato di cambiare blog, che sono così contento da non voler prendere in considerazione ulteriori spiegazioni fra i commenti.

Piaccia o meno,
faremo così.

E quelli che non saranno d’accordo,
potranno sempre andarsi a sedere sugli scranni lasciati liberi in aula, ce ne saranno un fottio, la democrazia prevede anche l’opposizione.

“In Democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla Politica”

Gandhi.

Eravamo piccoli. (un post atipico)

In Politica on maggio 17, 2012 at 5:37 pm

La prima canzone che ballai fu 
“Hot Stuff”.
Oggi e’ morta Donna Summer.
Quanto ho ballato quella donna.
Quanto ho ballato quella musica.

Esistevano ancora i mangiadischi, si andava su un prato, si pigiava play,
cominciava la “festina”, si ballava come cani sciolti, chi non teneva il ritmo, chi farfugliava un improbabile inglese, chi saltava sbraitando.

Avevamo dodici anni, e a parte l’album Panini, quella era la nostra massima aspirazione, il nostro divertimento assoluto.

Io, Paolo, Aldo, Sandro, Riki.
Silvia, Antonella, Michela, Marina, Linda.
Poi se ne aggiungevano altri, ma il nucleo storico era questo.

Io, almeno così mi si riferisce, ero quello sempre vestito di tutto punto.

Aldo il cestista.

Paolo il Fonzie.

Sandro la pulce.

Riki l’esagitato.

Poi c’erano loro, le “nostre” donne.

Linda, la rossa, la pazza.

Silvia, l’amore di una vita, la prima donna a cui feci un regalo, un pacchetto di caramelle Charms corredate di cuore e freccia trapassante, mi ricordo ancora che mia madre tenne un consultorio con mia nonna e mia zia, per vagliare l’eventuale gravita’ del gesto.

Michela, la sportiva, che assieme allo scrivente formava una coppia di chiacchieroni inimitabile (e anche se so’ che poi mi tirerà merda, la prima alla quale crebbero i seni, ne eravamo estasiati).

Antonella, all’epoca la mia morosetta, tutti, anche i suoi genitori, la chiamavano Dea, era bellissima.

Marina, l’inglese, era lei che procurava le primizie discografiche,
ed e’ stata lei ad avere l’idea di questo blog, fra l’altro.

Voi non potete immaginare quanto io abbia amato queste donne, quanto le abbia sognate, quanto abbia scritto su e per loro.

Sono passati più di trent’anni da quelle festine, e ancora mi tornano in mente ciclicamente.

Alcune di loro mi leggono, 
altre vivono vite lontane e a me misteriose.

Ecco, 
oggi e’ morta Donna Summer,
oggi ho riballato Hot Stuff,
oggi vi ho amato per l’ennesima volta.

Vi bacio e vi abbraccio.

E grazie ancora.

Senza parole

In Politica on maggio 12, 2012 at 12:04 pm

“E’ immorale che ci siano persone che guadagnino in un anno quanto un operaio non guadagna nel corso di tutta la sua vita lavorativa. E’ immorale! E non vengano a dirmi che se uno è bravo, è competente, fa bene il suo lavoro, sono soldi meritati. Dovrebbero vergognarsi! E’ immorale! E’ come mangiare, con disinvoltura e noncuranza, sino a satollarsi, circondati da una folla di persone che muoiono di fame. La ricchezza di una elitè richiede la povertà di molti. Per ogni nuovo ricco molti diventeranno poveri. La povertà sarà sconfitta solo quando non ci saranno più ricchi. Quando tutti potranno vivere dignitosamente da persone. “E’ più facile che un cammello passi nella cruna di un ago che un ricco nel regno dei cieli!” Quale senso dare a questa frase se non che la ricchezza è immorale?”

Signore e Signori,
il virgolettato riportato e’ scritto da Beppe Grillo,
lo si puo’ comodamente trovare nel suo blog.

4.272.591

Sono gli euro dichiarati dal comico nel 2005.

Devo supporre che lo scritto del genovese sia autobiografico…

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul significato del termine “populismo”, questo breve post potra’ aiutarlo.

Puff, svaniti.

In Politica on maggio 9, 2012 at 11:48 am

Come i freni sull’auto di Grace Kelly.

Son finiti così, giù per la scarpata.

I viagrini si sono dissolti.
I celtici si sono estinti.

Il Veneto, escluso Verona dove si crede ancora alla repubblica di Salo’,
e’ diventata una regione rossa.

La Lombardia, il loro finto feudo, lascia sulla strada orde di barbari sconfitti, fottuti pure a Cassano Magnago, borgo natio dell’emiparetico.

Il Piemonte sputa in faccia a Cota e soci, mentre per i viagrini v’e’ Diogene armato di lampada che li cerca ovunque, niente.

La Liguria e’ nostra, ma proprio nostra, e mai come oggi mi sento vicino al Compagno Ernest.

Nulla da dire sui grillini, li aspetto nelle sedi istituzionali che, controvoglia, dovranno per forza frequentare, poi vediamo.
E comunque si tengano i voti dei destrorsi delusi dai bunga bunga e dalle lauree farlocche albanesi, che io non so’ che farmene.

E pensare che,  non più tardi di sei mesi orsono, il nano informava la plebe che mirava al 51%.

Eh eh.

Sono così miopi e falsi da appioppare tale disfatta all’appoggio all’attuale esecutivo, fingendo di non ricordare i loro, di esecutivi, simili a spettacoli circensi.

Eh eh.

Non hanno alcuna città sopra ai 300mila abitanti.
Nessuna.
Ma l’aspetto delizioso e’ spulciare i comuni piccoli, e’ li’ che si evince la capillarità della debacle.

Un esempio su tutti:

Mira, comune del veneziano dove fra l’altro si mangia dell’ottimo pesce:

Votanti: 31384.

Comunali 2007, voti al centrodestra: 7746.

Comunali 2012, voti al 
centrodestra: 3048.

I celtici ne hanno beccati 881,
su 31mila.

Sti cazzi.

Il passo che cerchi.

In Senza Categoria on maggio 7, 2012 at 8:14 am

“Il passo che cerchi” e’ un fotolibro, scritto e fotografato da Carlo Pizzati, a mio modo di vedere, un genio.

Alcuni di voi lo ricorderanno come presentatore di Omnibus, altri come inviato di Repubblica negli Stati Uniti.

Io non ho mai creduto che la vera missione di Carlo fosse fare il giornalista, Carlo e’ uno scrittore.

E’ uno scrittore che ha la capacita’ di farti sognare, tremare, ridere e piangere all’interno di una stessa pagina.

“Il passo che cerchi” e’ una serie di racconti che dialogano con le immagini, le parole cercano il loro intimo significato fra le istantanee, le immagini compiono il percorso inverso, cercando di rubare le parole allo scritto.

Il fotolibro e’ stato presentato, con mia somma emozione, assieme a Patrizia Laquidara, voce pazzesca, cantante

di un’altra dimensione, che mi ha fatto venire la pelle d’oca senza l’ausilio di strumenti, solo un’ugola che ti fa’ viaggiare fra il mare in tempesta, fra il barrio di un borgo catalano, fra la nostalgia che puo’ provare un esiliato.

Patrizia non si limita a cantare, alcune strofe le modula senza suoni, solo con il movimento delle labbra, per poi

freddarti sostenedo la tesi che l’assenza della voce, il silenzio in mezzo a un brano, una pagina bianca, sono l’essenza finale di un lavoro lungo anni, a volte di tutta una vita.

Per non togliervi il gusto di leggerlo, mi limito a un paio di racconti:

1)Prendendo spunto dalla successione di Fibonacci, Carlo riesce a scrivere un racconto diviso in parti composte dall’esatto numero di parole che prevede la successione medesima, partendo all’inverso, cosi’ da creare il primo brano con 89 vocaboli, per finire con l’ultimo che ne contiene una sola, come vi preannunciavo, un genio.

2)La conversazione fra Peter Lynds, un fisico, e Zenone, che discutono sull’assenza del tempo e dello spazio, ognuno

sostiene la propria tesi, e il dialogo si svolge mentre stanno precipitando nel vuoto sbalzati fuori da un aereo, ed entrambi sono convinti che non si sfracelleranno mai proprio per le loro convinzioni spazio temporali.

Era da un sacco di tempo che non mi emozionavo cosi’, Carlo e Patrizia sono riusciti a farmi viaggiare senza l’ausilio di sostanze psicotropiche, a ipnotizzarmi senza l’ausilio di uno strizzacervelli, e quando hanno finito ero sudato come

se avessi compiuto il giro del mondo a piedi.

Notevole.

E giusto per non farci mancare nulla, vi trascrivo l’incipit che potrete trovare anche sul suo sito, che vi invito a consultare, cosi’ ve lo vedete pure, un figo della madonna (a detta di tutte le donne presenti alla serata):

“Un giorno, su un marciapiede vicino a Washington Square

vide dei sacchetti di spazzatura che si muovevano.

Un topo, penso’.

Poi noto’ un braccio nero.

Un uomo.

Si muoveva.

Ma erano in due e si muovevano lentamente, uno sopra l’altro.”

Eh?

Vi chiedo, secondo voi cosa stavano facendo?

P.S.
La serata e’ stata organizzata, come sempre, dal compagno Martinez che con il suo network Guanxinet non perde occasione di farmi godere di eventi straordinari.

Lo ringrazio di cuore.

La solita giornata vomitevole.

In Politica on maggio 4, 2012 at 9:12 am

Laureato in un anno.
28 esami sostenuti.
L’ateneo?
Sito in Tirana.
Lui?
Il Trota.

Se lo schifo avesse una faccia,
non avrebbe dubbi,
adotterebbe il muso di un leghista.

Sono bastardi dentro, tutto qui.

Lusi s’è pappato più di venti milioni di euro, nostri, per dio, nostri.
Lo arresteranno, ma con calma.

Wikipedia ha dato morto Andreotti,
evidentemente i signori della rete non conoscono il gobbo.

Tutti sembrano essersi scordati degli ultimi dieci anni di governo.

Nessuno parla più di patrimoniale,
oh, Bersani, svegliaaaaa!!!!

Grillo sparla ovunque, 
Santoro non manda il curriculum,
Sarkozy ripudia il nano,
Il tecnico chiama un altro tecnico,
Rossi picchia Ljacic,
Tagli e tagli ma l’aula resta immacolata.

Ora, tutte le notizie ivi riportate sono frutto di una giornata.

La solita giornata italiana da vomito.

Per contro, a New York, la ex modella Linda Evangelista ha chiesto all’ex marito Francois Pinault 47mila dollari al mese per il 
“sostentamento” del figlio di cinque anni, il quale, poveretto, abbisogna di nr tre bambinaie e altrettante guardie del corpo.
D’altronde, o fai la troia o fai la mamma.

Io non so’ quale sia la soluzione,
taluni paventano la protesta civile,
talaltri il ricambio generazionale,
altri ancora la pazienza.

Io non so’ quale sia la soluzione,
ma ho un sogno,
si chiama rivolta, rivoluzione, guerriglia.

La conseguenza logica a questo tipo di sogno, se si avverasse, sarebbe un nutrito numero di vittime.

Ecco.

Io sarei fra i primi.

Vs.
Subcomandante Zac.