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Parimenti

In Politica on giugno 25, 2012 at 1:48 pm

“E’ impressionante come tanta nostra gente sia parte integrante di quella folla che va a comporre l’immagine sconfortante di un Paese condizionato dalla presenza di corrotti e corruttori, di evasori e parassiti, di profittatori e fautori di illegalità diffusa, difensori sistematici della rivendicazione dei diritti nell’ignoranza, se non nella denigrazione, dei doveri”.

Mons. Crociata
Presidente CEI.

Parimenti, Felicetto Maniero, storico capo della mala del Brenta,
avrebbe dichiarato:

“E’ impressionante come tanti miei affiliati si divertano ad accoppare, rubare, truffare e delinquere”

“Il nostro orrizzonte resta l’indipendenza della padania”

L’emiparetico
Presidente della lega

Parimenti, Galileo Galilei, eretico quasi pentito, avrebbe dichiarato:

“Chi raggiunge l’orrizzonte vince una gerla ricolma di sugo di cinghiale”

“Propongo lo stesso progetto, ma con un rinnovo dirigenziale”

Lombardo Raffaele
Presidente della regione Sicilia, 62 primavere.

Parimenti, Matusalemme, quando era diciottenne, avrebbe dichiarato:

“Mi levo dai coglioni dopo Andreotti”

“E’ falso, non mi dimetto”

Formigoni
Presidente della regione Lombardia.

Parimenti, Le Pen, l’ariano, avrebbe dichiarato:

“Treblinka? E’ un falso, l’hanno costruito gli americani dopo la guerra”

E per concludere:

“Voglio tornare ad essere il capo dei moderati, se mi date il 51%”

Egli.
Presidente di sto cazzo.

Parimenti, Charles Manson, noto pacifista, avrebbe dichiarato:

“Se quello li’ e’ un moderato io sono Martin Luther King”.

Cinque stronzate pronunciate da altrettanti “Presidenti”.

In questo strano paese deve essere il titolo che fa’ sbroccare,
nello specifico “presidente” sembrerebbe accomunare diverse patologie.

Parimenti, il noto immunologo Ferdinando Aiuti, avrebbe dichiarato:

“Malattia degenerativa e incurabile”.

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Una cosa giusta

In Politica on giugno 20, 2012 at 1:12 pm

Finalmente.

Il PD, per voce di Bersani, ha chiesto alle associazioni presenti sul territorio di indicare i due nomi da proporre in commissione di vigilanza per il nuovo CDA Rai.

Risultato?

Strabiliante.

Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo.

Benedetta mi sveglia tutte le mattine con CaterpillarAM su rainews del mitico Corradino.

E’ la figlia di Walter, trucidato dalle BR.

Ha trentacinque anni.

E’ bravissima, nel parlare, nello scrivere e nell’indignarsi.

Gherardo e’ più conosciuto, ex magistrato del pool, attualmente si dona per spiegare ai più giovani i valori portanti della carta costituzionale.

Già si sprecano i commenti dei viagrini sulla loro cartastraccia, orientati alla mancanza di esperienza di Benedetta e Gherardo in campo televisivo.
Ricordare loro che hanno avuto come ministro dell’istruzione una che si e’ comprata la laurea, e’ più che sufficente per tappare le cloache che si ritrovano al posto della bocche.

A mia memoria e’ la prima volta in assoluto che due cariche così importanti non vengono decise all’interno del perimetro politico “istituzionale”.

E’ veramente una cosa giusta.

Questo metodo, che auspico replicante,  dovrebbe far capire almeno tre cose:

1) La società civile ha lo stesso valore della politica, dato che quest’ultima dovrebbe esserne l’esatta rappresentazione in aula.

2) Quando le persone vengono scelte da altre persone senza ritorno di interesse, le prime sono sempre valide.

3) Per dare forza alla gente si fa’ così, mentre negli ultimi mesi pare che l’unica soluzione paventata sia quella di chiudere le banche, eliminare il parlamento, far credere che io sia uguale a un fascio, tirare merda a destra e a manca.

Difatti, sul terzo punto, v’e’ da annotare che il movimento del demente ha perso sei punti nelle ultime due settimane, crollo dovuto al fatto che se il comico non sbraita nessuno se lo fila, se poi pensate che l’80% del suo elettorato proviene dai destrorsi, capirete anche l’attuale 16% dei pidiellini e il 5% dei celtici.

Nel mentre, terrorizzate dal divenire disoccupati, le destre hanno affossato l’articolo 1 sulla diminuzione dei parlamentari, aiutate pure da Lusi che deve salvarsi dalla gattabuia.

Hanno una paura bestiale, d’altronde, personalmente non conosco alcun imprenditore disposto a sborsare 15mila pezzi al mese per assumere una Carfagna a caso, neppure un impresario pornografico.

From Barabba to Passera, Severino, Cancellieri.

In Politica on giugno 15, 2012 at 7:58 pm

Con l’autorizzazione del maestro Barabba, per la prima volta mi concedo la pubblicazione di uno scritto che non e’ mio.

L’ho sempre detto io che meriterebbe uno scranno ministeriale.

Buona lettura.

“Egregie Ministre Anna Maria Cancellieri e Paola Severino, Egregio Ministro Corrado Passera
Prima di esporre la mia modesta proposta vi chiedo di visionare questo video da un’inchiesta del Corriere della Sera, qualora non aveste tempo ve lo riassumo io; un ex agente penitenziario, alla sbarra per una serie di reati effettuati con la divisa, ammette davanti alla telecamera come nell’istituto penitenziario in cui prestava servizio, era comune picchiare, spesso senza motivo alcuno, i detenuti, non qualsiasi ospite carcerario però, solo quelli non affiliati a organizzazioni malavitose, a quest’ultimi invece si riservavano tutti i riguardi.
In realtà avrei potuto scegliere altri reportage o citare dossier più completi o atti giudiziari, ma ho scelto questa confessione perché mette l’accento su un aspetto che in questo contesto ho intenzione di sottolineare, e che personalmente, scusate l’informalità dell’espressione, mi fa incazzare come una bestia: la questione della videosorveglianza. Come saprete tutte le nostre carceri e tutte le nostre caserme e commissariati sono attrezzati con dispositivi di videosorveglianza, eppure l’autorità giudiziaria in molti spiacevoli casi di cronaca che si sono svolti nei suddetti luoghi, non ha trovato in questo strumento tecnologico alcun aiuto, nonostante l’evidenza di altre prove e l’esito dello stesso iter processuale, la ragione è amaramente prevedibile e ce ne dà conferma l’ex agente del filmato: il controllo è affidato al controllato, il personale che potenzialmente può trasgredire la legge, oltre che le più basilari norme morali, può facilmente occultare le prove documentali, o impedire che queste vengano create (ad esempio spegnendo il sistema o privandolo del supporto di memorizzazione).
Prima di andare avanti ci tengo a dire che il buon funzionamento del sistema di videosorveglianza è anche a tutela del personale di pubblica sicurezza; non credo e non voglio credere, come invece fa intendere il succitato ex agente, che la sospensione dei diritti umani sia la norma nei luoghi dove lo Stato si assume momentaneamente la custodia di alcuni suoi membri, che scampoli di macelleria messicana si svolgono giornalmente nelle nostre città, nei nostri quartieri.
Ministro Passera, lei si appresta a varare una serie di riforme nel nostro Paese per modernizzarlo e ridurne il gap tecnologico rispetto ad altri Paesi, alla luce di quanto da me esposto, e che trova in altre ben più autorevoli voci un’analisi più complessa e puntuale, non sarebbe forse il caso di pensare a una regia nazionale, magari ministeriale (e qui mi rivolgo a Voi, Ministre Severino e Cancellieri), dei filmati di sicurezza di carceri e caserme?
Ciò sarebbe facilmente realizzabile qualora la banda larga diventasse una realtà nel nostro paese, obbiettivo al centro dell’agenda digitale del governo, ma anche senza di essa sarebbe possibile, attualmente, inviare all’ipotetico centro di archiviazione centrale quantomeno un montaggio automatico (pochi secondi stabiliti per ogni videocamera a successione randomica) in bassa qualità. La registrazione remota prevista da questo sistema non impedirebbe comunque la registrazione locale. Certo non è un metodo infallibile, ma sicuramente è un grosso passo avanti rispetto all’autogestione attuale che rende sostanzialmente inutili i dispositivi di videosorveglianza, se non quando il contenuto video documenta il corretto operato del personale di pubblica sicurezza. “L’Italia riparta da Internet e dalla tecnologia” è uno degli slogan dell’attuale ministero dello Sviluppo Economico, centralizzare la videosorveglianza penitenziaria potrebbe costituire un’opportunità per diverse aziende che operano nel settore dell’information technology, ma personalmente ritengo che non è tanto alla ricchezza economica che un sistema del genere potrebbe dare una mano…
Cordiali saluti.”

Un breve commento allo scritto:
se io mi ritrovassi carcerato e malmenato, l’eventuale processo alla guardia sarebbe l’ultimo dei miei pensieri, tutti concentrati sull’albero genealogico del secondino in questione.

Peggio dell’Attak.

In Politica on giugno 6, 2012 at 6:27 pm

Niente da fare.

Il Casto e’ stato fiduciato.

D’altronde, in questo paese, le metastasi durano vent’anni, e il ciellino ne ha passati solo diciassette incollato allo scranno, ne mancano tre.

Viene salvato dai celtici, che sono in maggioranza in regione Lombardia e si sono estinti nelle terre di Lombardia, misteri, e lo fanno dopo che per decenni hanno sbraitato il loro fermo diniego a qualsivoglia forma di favore politico.

Il Presidente della regione più importante d’Italia si fa’ pagare ferie, cene e vizietti vari da un carcerato.

La domanda e’:

Sapete indicare un’altra nazione al mondo dove il tale e i suoi “consigliori” non sarebbero già esautorati dai rispettivi incarichi pubblici?

Qualche centinaio di km più a sud, 
169 figli di troia hanno negato gli arresti domiciliari al sen. De Gregorio, uno inguardabile, un ornitorinco, sempre sudaticcio, falso più di Giuda, campione mondiale di salto sestuplo.

PSI
Forza Italia
Democrazia Cristiana per le autonomie
Italia dei valori
Italiani nel mondo
PDL

Scopro che il senatore De Gregorio ha presentato in senato un disegno di legge, uno solo, nel 2007, recante la dicitura:

“Ordine del Tricolore”

Trattasi, incredibile, di

“Onorificenza conferita a coloro che hanno prestato servizio militare per almeno tre mesi, durante la guerra 1940-1945”

e

“L’insegna dell’ordine e’ costituita da una croce in bronzo con al centro il tricolore, sostenuta da un nastro di seta della larghezza di millimetri trentasette”

e, micidiale,

“L’onere derivante dall’attuazione della presente legge e’ valutato in 10,5 milioni di euro all’anno”

Io l’avrei messo in galera per sta schifezza qui, non per l’accusa di truffa e riciclaggio.

Ah, una buona notizia c’è:
la legge e’ ancora ferma in commissione, la scrisse nel 2007.

Concludendo, 
a Milano salvano Formigoni
a Roma salvano De Gregorio,

in mezzo una marea umana di terremotati, di cassintregati, di disoccupati, che non salverà nessuno.

Questo bel quadretto e’ chiuso dal braccialetto che indossava oggi l’entraîneuse Minetti in consiglio regionale, portava le effigi della Madonna e di Padre Pio.

E io ho sputato sullo schermo del pc.