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Gilioli

In Politica on luglio 20, 2012 at 10:30 am

Di Alessandro Gilioli,
cosi’ mettiamo un coperchio sopra a questa grottesca farsa:

“Fra le varie corbellerie gridate l’altra sera da Rosy Bindi a Roma la più rivelativa e la più agghiacciante è il ‘voi’: «Anni addietro mi hanno convocato una piazza contro per aver provato a dare un riconoscimento giuridico a voi e alle vostre relazioni affettive»

Voi, i gay, le lesbiche.

Per Bindi la questione di dare uguali diritti civili a tutti i cittadini indipendentemente dal loro orientamento sessuale è un problema che riguarda loro, i diversi. Non riguarda gli altri, i normali. Che generosamente, se vogliono, possono concedere qualcuno dei loro diritti – ma non tutti – anche agli altri.

Un po’ come se, si parva licet, la questione delle leggi razziali nel ‘38 fosse stato un problema degli ebrei, e non di tutti gli italiani. Come se le discriminazioni contro i neri negli Stati Uniti, nella prima metà del secolo scorso, fosse stata una questione che riguardava solo i neri, e non tutti i cittadini americani.

E’ questo il grande solco che ci separa, signora Bindi.

Io credo invece di non potermi sentire davvero libero se liberi non sono tutti gli altri.

Proprio come – trasposto dai diritti civili a quelli sociali – non mi sento davvero felice di avere un lavoro e un reddito dignitoso se non ce l’hanno anche gli altri.

Che poi mi perdoni, signora Bindi, ma questo è proprio l’abc dell’essere di sinistra.”

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Non preoccupatevi.

In Politica on luglio 18, 2012 at 6:39 pm

Non preoccupatevi, 
e’ solo il requiem finale.

La destra di questo paese verra’, per l’ennesima volta, depauperata dai propri ideali per lasciar spazio alla discesa terminale del vatusso mancato.

Diverse cose positive:

A) Questa ennesima buffonata sancisce l’esautorazione definitiva alla corsa al colle.

B) Almeno venti esponenti di rilievo del clan se ne sono già andati, altrettanti si apprestano alla scialuppa.

C) Anche dopo il fascismo ci fu’ l’MSI di Almirante, mai più del 10% alle elezioni.

D) Vittoria a mani basse, e non toccatevi le palle, che tanto e’ cosa certa.

Rispetto al 94, il nano e’ diventato psicolabile, un giorno toglie l’euro, quell’altro smentisce di averlo mai detto.
Un giorno ricrea forza italia, quell’altro smentisce di averlo mai detto.
Un giorno dice di avere ottimi rapporti con la Merkel, quell’altro l’ufficio stampa della cancelliera dei crauti smentisce che vi sia “alcun rapporto fra l’ex primo ministro italiano e l’attuale premier tedesco”.

Psicolabile, che se aggiunto alle altre patologie già note, sindrome di Dorian Gray, pedopornofilia e incontrollabili manie di grandezza e persecuzione, fa’ del nano un caso da studiare al CERN.

Non preoccupatevi, e’ solo l’ultimo rivolo d’acqua della vasca che sta scendendo nella fogna quando finisci un bagno che non facevi da tre mesi, quasi poltiglia, poi c’è solo da risciacquare.

Difatti, a parte la Bild zeitung che l’ha intervistato, nessun altro quotidiano estero ha dato risalto alla notizia in prima pagina, a parte l’australiano Daily Telegraph, che lo sbatte in prima titolando “He’s back”, specificando le 76 primavere del nano, loro hanno la Gillard, 50 anni,
e l’inglese Telegraph che lo mette in prima assieme a Ruby.

Non se lo fila più nessuno, anzi, e’ più sbeffeggiato di dieci anni fa’, 
al punto che Monti ci riferisce che al G20 di Cannes il microbo e’ stato sul punto di venire umiliato, e con lui noi, perdio.

A quel G20 il priapo disse, fra le altre:

“In Italia non c’è la crisi, si fa’ fatica a trovare un posto sugli aerei e i ristoranti sono sempre pieni”

oltre a una marea di cazzate di contorno.

Altro che umiliazione, uno che dice una frase del genere di fronte ai 19 primi ministri e presidenti più influenti del globo, va’

INTERNATO.

Senza processo.

Ripeto:

Non v’e’ alcun motivo per cui preoccuparsi, trattasi di pagliacciata.

A braccetto.

In Politica on luglio 9, 2012 at 4:45 am

50 anni al boia Videla.
Prendeva i bambini dei desaparecidos, poi torturava a morte i genitori, infine volava a Parigi per lo shopping.

E questa era la notizia che mi premeva.

Poi se cliccate qui sotto il link a Barabba, leggerete un racconto sul G8 di Genova assolutamente imperdibile.

A braccetto.

Ieri ho visto Squinzi prendere sotto braccio Susanna.
Non sono mai stato un fan dei vari capipopolo che si sono succeduti sullo scranno di viale dell’Astronomia.

Ma Squinzi mi piace,
per diverse ragioni:

A) E’ un chimico, come lo scrivente, non si scherza con gli spaccamolecole.

B) Non ha mai incontrato Marchionne, del quale dice
“Non e’ il mio modello”

C) Vuole una patrimoniale (oramai me la sogno di notte), alla buon’ora.

D) Non ha lo sguardo truce

E) Questo e’ il punto focale, Squinzi e’ un imprenditore, amministratore unico della Mapei, e per trovarne uno a capo di Confindustria bisogna tornare agli anni ottanta, con Lucchini, in mezzo solo prestanome o benchevada il parente fesso della famiglia di industriali.
Squinzi e’ uno che lavora come dovrebbero fare molti suoi simili, si consulta, concerta, arriva a un accordo, salvo poi mantenere le redini aziendali fisse sulle decisioni che alla fine prende lui.

Un imprenditore.

Che se ce ne fossero un pelo di più di siffatta fattura, molte cose progredirebbero senza fatica.

La Mapei in ottant’anni di storia non ha MAI usufruito di un’ ora di cassa integrazione.

La Mapei, leader indiscussa nei sigillanti edili, NON e’ quotata in borsa, e si’ che fattura 2 miliardi di euro.

E quello che fa’ di un imprenditore un uomo, e’ che quando il Dr Squinzi sara’ novantenne, potrà sedersi sotto la veranda e compiacersi per aver dato lavoro a un esercito di persone, e potrà bearsi dei due figli, già inseriti in azienda.
Cosa che non capiterà a un Marchionne, a un Collanino, a un Tronchetti, tutti destinati a una vecchiaia di solitudine, contornata da orde di baciaculi pronti a vendervi il loro bene con i Travel Chèque.

Ecco, forse mi sono allargato troppo, e’ sempre il presidente di Confindustria, un nemico sulla carta.

Un difetto ce l’ha:

E’ molto amico del nano.

Non si può avere tutto.