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Postolimpico

In Politica on agosto 11, 2012 at 11:55 am

E’ sempre così.
Ogni quadriennio.

Le Olimpiadi e gli atleti azzurri.

Mi eclisso dagli altri argomenti e, fra un tuffo in mare e un calamaretto fritto, vengo risucchiato da tutte le specialità.

Tutte.

E quest’anno v’e’ anche una soddisfazione imprevista, data dalle abominevoli dichiarazioni rilasciate dal comico genovese sui giochi olimpici.
Quell’uomo mi fa’ così schifo, ma così schifo, che a volte gli preferisco il nano.
Pare di assistere all’oramai remoto e credo pure trapassato dr.Di Bella, quello che sputava contro Veronesi e Aiuti, sostenendo la facile curabilita’ di un cancro in metastasi, un buffone.

Ma veniamo ai giochi.

Cazzo quanto mi piacciono le olimpiadi, dove vedi un kazaco che stringe la mano ad un azero, dove una freccia può essere tirata da un arco o da Bolt, dove tutti per quindici giorni vivono porta a porta, israeliani e palestinesi, americani e venezuelani, cubani e ucraini.

Gli italiani, noi, non abbiamo rivali come simpatia, ci arrivano vicini i giamaicani ma solo quando c’è l’atletica, per il resto rimarranno nella storia il balletto delle fiorettiste, l’abbraccio degli arcieri, la gioia solare della judoka calabrese, quella contenuta del tiratore con la carabina, le lacrime della tuffatrice, gli uppercut dei
pugili, l’esile ventenne con il fucile, la quasi cinquantenne in kayak, lo
slalomista che dopo l’oro chiede come premio una cena con la Pennetta (buongustaio, le pugliesi sono le piu’ belle donne della terra) e  il settebello, che esprime il vero senso dell’essere italiano, quello che ti fa’ pensare “ecco, e’ tutto finito” mentre sai che non e’ così, che c’è sempre una speranza, che adesso rimontiamo e vinciamo.

Sono quindici giorni splendidi.
Lascio da parte la politica, il calcio, persino la pittura e la letteratura,  qualsiasi impegno va’ in secondo piano, non me ne frega un cazzo se non e’ a cinque cerchi.

Ho pianto.

Come al solito, la cerimonia d’apertura e’ costata una confezione di kleenex, ma quando cinquanta bambini sordomuti hanno intonato il god save the queen, e i pargoli muti suggerivano ai loro compagni sordi il labiale per cantare, ebbene, le lacrime hanno preso la forma delle cascate del Niagara.

Pensateci, dentro a uno stadio sono sfilati 10mila atleti di ogni colore e sorta, da ogni latitudine, dentro a un unico stadio, non troverete altro esempio al mondo di simile fratellanza.

L’inno.

Nel calcio, da qualche anno, lo hanno imparato a memoria su preciso ordine della federazione.
Negli altri sport no, lo sanno a memoria da sempre, come me, lo cantano gli atleti, i commissari tecnici, i tifosi, dentro a ogni palasport, con un intensità che intriga.
Quando la Rossi ha sparato l’ultima cartuccia sulle tribune ci saranno stati si’ e no cento italiani, sembravano centomila.

Sono stati d’animo, boccate d’ossigeno, ugole che sbraitano la fatica fatta per una vita nel completo anonimato, solo per il piacere di ambire a un podio olimpico, per poi tornare nella penombra e lavorare, allenarsi, lavorare, allenarsi.

Una medaglia d’oro prende 140mila euro.
Zlatan Ibrahimovic li prende in un giorno, anche se e’ in ferie.

Che poi, con un po’ di sano orgoglio nazionale, quando sono all’estero e mi capita di vedere, ad esempio, un ragazzino in metro’ a Parigi con la sacca del circolo schermistisco, lo
guardo e gli apostrofo 
“Vezzali? Montano?”, e il bambino sorride, mi dice che si’, che siamo fortissimi, che gli piace anche Tarantino.

Son cose.

Son cose belle.

Domani si chiude.

Ho già ricomprato i kleenex.

E così son quindici giorni che non so’ piu’ nulla, mi son perso dalle parti dell’eastend londinese, ma da lunedì torno all’attacco, statene certi.

Una medaglia a ognuno di voi,
affezionati lettrici e lettori,
l’avete vinta solo per il fatto di transitare da queste parti.

Vs.
Zac 

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  1. gli undici tempi supplementari della finale di pallanuoto italia-spagna alle olimpiadi del 92 sono l’equivalente per me dell’Italia Germania 4 a 3 che per ragioni anagrafiche non ho potuto vivere in diretta

  2. @ Barabba

    …ci stavamo lasciando le coronarie quella notte, la partita di per se una noia mortale, i due tempi supplementari da urlo…e abbiamo urlato … ma era un altro tempo, un altro calcio e noi eravamo giovani, belli e ingenui, avevamo riferimenti politici come Berlinguer, Riccardo Lombardi, Nenni, Pertini….e tra una barricata e una occupazione di facoltà, trovavamo il tempo di andare al piano bar …

    Compagno Zac, hai scritto una pagina da premio Pulitzer, la inserisco nella cartella “gli amici di rete hanno scritto”

    Hasta Compagno Zac

  3. Caro Maestro, mi tocca correggerti, i tempi supplementari furono sei, segno’ il gol vittoria Gandolfi, e in tribuna v’era presente anche andreotti, concordo, partita storica e indimenticabile.
    Su Italia germania Ovest del 70, avevo tre anni e non la vidi, e come tutti gli avvenimenti ai quali non ho assistito, non mi entusiasmano piu’ di tanto , ma se dovessi sceglierne uno in campo sportivo ne’ sceglierei due:
    1) i 100 metri di Owens a Berlino nel 36
    2) L’8,90 di Beamon a Citta’ del Messico nel 68

    Ciao
    Zac

  4. Troppo buona, cara Compagna, troppo.

    Ringrazio, piuttosto commosso.

    Un abbraccio.

    hasta
    Zac

  5. Se, come dici, il “transitare” alla fine offre di questi risultati, credo sia tutto a nostro vantaggio. Il godimento che procurano certe letture, è indiscutibile! Va a finire che anche uno come me che non segue le olimpiadi… tra quattro anni cambia idea!! Magari sarò più sereno. Comunque, “son cose belle” da leggere e, per un attimo, mi hai fatto sognare. Ciao Zac, buona serata.

  6. Caro Carlo, qua va a finire che mi tocca scrivere risposte solo di gratitudine, il che’ non e’ spiacevole.

    Indipercui ti ringrazio, sinceramente, soprattutto per quel “per un attimo, mi hai fatto sognare”, perche’ sognare, anche se solo per un attimo, e’ vitale, essenziale, necessario.

    Grazie ancora.

    hasta
    Zac

  7. Sei stato insuperabile nel descrivere queste bellissime Olimpiadi,come sono felice che hai
    potuto vederle di persona.Io non mi sono staccata dal televisore e mi hanno fatto sognare
    proprio nel fatto che agli uomini basterebbe poco per non odiarsi fra loro.I jamaicani poi hanno il sorriso stampato in volto.La fratellanza vista in queste due settimane la rivedremo purtroppo fra quattro anni.
    Bravissimo Zac ciao.

  8. E con questo post, mi sei constato un paio di kleenex. Grazie
    Un abbraccio

  9. CARO ZAC…CONDIVIDO LE OLIMPIADI LONDRA SONO STATE LE PIU’ BELLE CHE HO SEGUITO TELEVISIVAMENTE PARLANDO, DA BAMBINO HO INVECE ADORATO QUELLE DI MONTREAL ’76 CON LA COMANECI E JUANTORENA!!!

  10. Grazie infinite cara Gibran,
    Grazie infinite cara Spera,
    vi voglio bene.

    Vs.
    Zac

  11. Caro fabio,
    Juantorena e’ un mito vivente, mentre la Comaneci e’ una gran figa vivente…

    Hasta
    Zac

  12. Bel post, davvero. Il miglior spot per i giochi olimpici che abbia mai letto.
    Ciao Zac, un abbraccio

  13. Adoro le olimpiadi potrei recitarti a memoria la sede dei giochi olimpici da Atene ’96 (lo speciale Olimpiadi di Topolino in occasione di quelle di Monaco è stato il mio testo di studio….)

  14. quando mi sono emozionato anche per la rimonta della Vezzali (difficile da tifare) per il bronzo individuale ho ammesso a me stesso di essere un vero tenerone olimpico che ogni quattro anni libera i brividi più giusti che lo sport possa regalare.
    In un mio commento recente ho descritto quale silenziosa emozione mi regala ancora la fiaccola olimpica di Torino 2006 mentre assaporo con mia moglie, nel vicino chiosco, un rilassante aperitivo.

    Bravo Zac per questo intenso post. robi

  15. Caro Gatto, siamo simili, io ti aggiungo anche tutte le sedi dei mondiali di calcio, i vincitori, i capocannonieri, e TUTTE le reti segnate e da chi dalla Nazionale italiana, e pure degli europei.
    da ragazzino mia madre voleva mandarmi da Mike Bongiorno, ma io resistei.

    Ciao
    Zac

  16. Caro Robi,
    grazie.

    In effetti, la berlusconiana vezzali e’ difficile da tifare, ma lo era anche Alberto Tomba all’epoca, spocchioso, ignorante e maleducato, ma quando scendeva in pista io mi dimenticavo di tutto il resto.

    Ciao
    Zac

  17. Grazie Raf, grazie davvero, ricambio l’abbraccio.

    Zac

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