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Il Primo Segnale

In Politica on dicembre 4, 2012 at 10:04 am

Il Compagno Pippo Civati mi ha chiesto di riproporre qui un suo post di stamane, ed e’ con piacere che eseguo:

” Del grande Pd deve essere l’apertura delle liste non su base correntizia o di affiliazione, ma attraverso primarie per i parlamentari, rigorose e regolamentate, definite su base territoriale.

Un passaggio che completa il percorso avviato con le premiarie, le primarie per il premier, e che può consentire al Pd un altro e più decisivo salto di qualità.

Sul piano politico, scardinando il Porcellum, sul piano elettorale, avvicinando nuovamente i cittadini ai loro rappresentanti.

Lo diciamo da anni (personalmente lo proposi a Veltroni nel 2008) e com’è noto tra lo scetticismo di molti presentammo proposta e regolamento in assemblea nazionale.

Molti la intesero e la intendono come una questione minore, tecnica, politicistica. E invece è la cosa più importante da fare. E da fare alla svelta, #subito, perché tra qualche settimana si voterà per le elezioni politiche. E da fare bene, perché le regole e la possibilità che tutti si possano informare adeguatamente ne sono le precondizioni ineludibili.

Pepecchio da Locorotondo fa partire la catena. Aggiungetevi tutti e facciamo una sana pressione democratica. Perché le porte del Pd si aprano di nuovo. E i Mille che andranno in Parlamento ci arrivino con il consenso vero, diretto e dichiarato dei cittadini.

#primarieparlamentari è la parola d’ordine: rilanciatela sui social network e nel social party, scrivendo ai circoli, alle federazioni e ai dirigenti del Pd, perché si impegnino in modo non generico, definendo il percorso e la data per le consultazioni più importanti prima del voto del 2013.

Infine, sul sito di Prossima Italia troverete tutte le informazioni che vi occorrono.”

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  1. Concordo pienamente con Civati. Dobbiamo raggirare il porcellum, se non viene cambiato, per poter liberamente scegliere le persone da mandare in parlamento. Per quanto riguarda la mia regione, esiste già una legge in proposito. e dal 20 gennaio in poi si comincia la partita.
    Ciao Zac, un abbraccio

  2. Caro Zac,
    in questo momento mi trovo in Tunisia, dove la situazione si sta pericolosamente deteriorando giorno dopo giorno e ho deciso di soprassedere in merito ai ragionamenti su mio nonno. Paolo Spriano, molto più documentato e autorevole di me, ha narrato la sua vita in due volumi veramente esaustivi. Io sono stato costretto a tornare sull’argomento varie volte, l’ultima l’estate scorsa, per difendere mio nonno dall’odiosa accusa di aver “tradito” Gramsci quando si trovava in carcere (e quando mio nonno era segretario del PCI) con una lettera in cui gli manifestava semplicemente tutto il suo affetto, la sua solidarietà e il suo sostegno. Questo orribile pettegolezzo è stato coltivato da un sedicente storico, Luciano Canfora, che grazie a dietrologie come questa ha costruito per se’ una brillante reputazione. Figlio di uno storico autentico e di grandissima levatura, Luciano Canfora è il tipico gruppettaro sessantottino che ha fatto carriera con questi sistemi. Purtroppo, il carattere tipico degli italiani questo è e questo è sempre stato, lo abbiamo visto tante volte, soprattutto all’indomani della caduta del fascismo. Lo abbiamo chiamato “gattopardismo”, nobilitandolo oltremodo. È molto più squallido in realtà. Mio nonno fu costretto a toccare con mano il fenomeno più di chiunque altro perché gli tocco’ fare l’Alto Commissario all’Epurazione nell’immediato dopoguerra e si rese conto che sarebbe stato necessario epurare buona parte degli italiani cosa naturalmente impossibile da realizzare.
    Tornerò un giorno a parlare di mio nonno per raccontare piccole cose della sua vita a mio modo di vedere molto significative, e forse utili per capire cosa deve essere veramente la politica al servizio dei cittadini, del bene comune, del progresso di un paese.
    Per tornare brevemente alla politica dei nostri giorni e alle vicende che ci interessano direttamente, voglio dire soltanto una cosa che potrebbe scandalizzare qualcuno e che dirò con spirito tutt’altro che provocatorio. Secondo me, bisogna andare a votare col Porcellum. Per tre motivi. Primo perché una legge veramente migliore in questo frangente non la otterremo. Secondo, perché tutta questa classe politica invereconda sta studiando esperimenti chimici che le consentano di sopravvivere a dispetto di tutto. Terzo, perché il Porcellum che finora è servito a loro contro di noi oggi noi lo possiamo usare contro di loro per liberarcene definitivamente. In un secondo tempo, solo quando li avremo spazzati via, potremo ricominciare a fare politica seriamente.
    Concludo segnalandovi qualcosa che mi ha fortemente colpito. È un filmato di 30 secondi che si trova su Repubblica.it e che impazza sul web. È il breve intervento di un parlamentare della Lega, eletto nelle Marche ma dall’accento ciociaro, che dovrebbe motivare un’intenzione di voto della Lega su un caso di malapolitica. Questo parlamentare, che mi pare si chiami Polidori, non ha neppure una vaga idea della lingua italiana. La gente che lo vede ride e lo prende per il culo. Alcuni cosiddetti intellettuali di sinistra stigmatizzano i commenti tacciandoli di razzismo. Io non ci trovo niente da ridere. Ma mi indigna ancora di più l’accusa di razzismo completamente fuori logo. Che abbiano mandato in Parlamento gente del genere trovo sia inaudito e credo di non sbagliare se dico che questo non è accaduto, a questo livello, in nessun altro paese del mondo. Noi, e per noi intendo il centrosinistra nell’accezione più ampia possibile, non manderemmo mai in Parlamento gente così. Questa è una delle poche, piccole ma assolute certezze che ho.

  3. Caro Zac, cari compagni, cari tutti,
    vi vedo in stand by. Come mai? Eppure in Italia, come e più che in Tunisia, sta succedendo di tutto.
    Ciò che sta accadendo in Italia, dopo la vittoria di Bersani, era fin troppo prevedibile. Mi angoscia, tuttavia, la reazione dei giornali più importanti come Repubblica e Corriere della Sera. E mi indignano la considerazione e la paura spese nel parlare di Berlusconi. Ancora?!
    I giornalisti e commentatori italiani sembrano proprio non poter fare a meno di lui. Questo sì, è veramente grave. Se diamo questa immagine in giro per il mondo, se lasciamo credere che Berlusconi possa ancora tornare al potere siamo veramente fottuti. Se anche Bersani, se anche il PD, se anche noi cominciamo a pensare che in fondo sarebbe più comodo avere di fronte Berlusconi, se accarezziamo l’idea che ci piace vincere facile come diceva quello spot pubblicitario, ci stiamo scavando la fossa.
    Secondo me, ora dobbiamo aiutare la destra a ricomporsi senza Berlusconi. Bersani deve spingere Casini a compattare un fronte il più largo possibile, che possa attrarre anche qualche inquilino del PD di cui ci libereremmo volentieri. Tanto per fare un esempio, oggi Vizzini (PSI) sta con noi. Direi che è inaccettabile. Per chi non lo ricordasse, Vizzini (un tempo PSDI) è l’uomo che ha regalato l’etere a Berlusconi quando ricopriva l’incarico di Ministro delle Poste e Telecomunicazioni.
    Diamoci da fare per consegnare Berlusconi all’oblio e facciamo in fretta. Andate a dare un’occhiata a Spazio Azzurro, il suo nuovo sito, dove piove merda peggio che su Pontifex. Ed è tutta merda di destra, nessun insider.
    Fatevi vivi.
    Un caro saluto a tutti

  4. Caro Compagno David, succede ogni anno, alla vigilia delle ferie natalizie i commenti si dileguano, come se si prendessero le ferie.
    Non sono d’accordo quando scrivi che dobbiamo “aiutare” i fascisti a ricomporsi senza il nano.
    Che ci pensino i Crosetto e le Biancofiore, e’ il loro lavoro, mica il nostro.
    A me non fotte un cazzo chi sara’ l’antagonista, che sia chi vogliono, io voglio governare questo paese a prescindere, e se le intenzioni di voto dovessero proseguire con questo trend, torna buona la tua previsione di un PD capace di arrivare vicino al 40%, sarebbe l’ideale.
    Ieri sera avevo scritto un post sulla ricomparsa del dead men walking, poi l’ho cancellato, non ne vale piu’ la pena.
    Piuttosto, come va’ dicendo e scrivendo Pippo Civati da almeno due anni, anche se votiamo con il porcellum, i candidati alle liste dovranno essere indicati alla segreteria tramite primarie di zona, ed e’ notizia di ieri che i segretari regionali del PD di Liguria e Emiliaromagna hanno già dato il loro benestare.
    E’ l’unico sistema per fottere il porcellum.
    Ed e’ anche l’unica arma per far rientrare i
    Voti che Grillo ci ha preso in questi anni, che non sono pochi.

    Un abbraccio forte,
    Hasta
    Zac

  5. Caro Zac,
    le primarie locali da parte nostra le ho sempre date per scontate. Su Berlusconi invece ti invito a riflettere ancora. Vedrai da lunedì che razza di casino scatenerà per far dimettere Monti e poi lanciare il Monti bis di cui ha assoluto bisogno per ristrutturare i debiti delle sue aziende.
    Al momento, l’unica alternativa e’ che al governo ci vada Bersani, con questo parlamento infame, per vedersi piovere addosso, nel giro di un mese, tutto il malcontento degli italiani.
    Non sottovalutare il fatto che in un sistema veramente bipolare è fondamentale condividere alcuni principi di fondo. Guarda costa sta facendo Obama per cercare di tirare fuori i repubblicani dalla deriva fascista in cui sono sprofondati. La fallibilissima democrazia dalle nostre parti funziona così o non funziona affatto. E chi non la vuole ha tutto il diritto di dirlo, non è un tabù.

  6. Caro Zac,
    siccome scrivo col telefono, mentre faccio altre cose, e mi stanco presto, volevo tornare sugli argomenti delle tue risposte. Vorrei semplicemente dirti che io i fascisti non li voglio sulla scena politica punto e basta, anche perché a Roma sono ormai i padroni di casa.
    I fascisti devono tornare e rimanere per sempre nella Cronaca Nera dei quotidiani, dove si trovavano prima della cosiddetta svolta di Fiuggi.
    Come si vince è molto più importante dell’idea di vincere in sé, perché in quel come ci sono un’idea di società e un progetto di futuro che comprendono anche i nostri figli e i nostri avversari. Le nostre effimere vittorie degli ultimi vent’anni dovrebbero averci insegnato qualcosa, no? Quanto l’abbiamo pagata la scelta di offrire a D’Alema la presidenza del Consiglio dopo la caduta di Prodi per evitare elezioni che molto probabilmente, dopo lo sgambetto di Bertinotti, il centrosinistra avrebbe vinto? Quanto ci è costata l’oscena ammucchiata del 2008 quando Berlusconi ci ha rosicchiato 10 punti di vantaggio e ci ha costretti a “vincere” per un pugno di voti?
    L’idea di vincere in sé è un concetto berlusconiano, caro Fabio, e dobbiamo liberarcene. Ci attende un lavoro ingrato, una fatica enorme. Ma Berlusconi deve sparire dalla scena politica. Solo così la Sinistra (Democratica) e la Destra (Democratica) torneranno a cercare di darsi un’identità attraverso il dibattito politico. L’anomalia Berlusconi ci ha fatti finire in un limbo oscuro e ci ha fatti diventare degli appestati. Nessuno al mondo chiede più a un italiano se è di destra o di sinistra. Perché Berlusconi non è mai stato né di destra né di sinistra. Non dimenticarlo, Fabio.
    Vincere contro Berlusconi non significa niente. E’ importante non giocarci più.
    Buon Natale a tutti

  7. Difatti, caro David, partendo dal fondo e come ho già scritto, a me non interessa piu’ sconfiggere il nano, o meglio sarebbe dire il berlusconismo, viceversa avrei già buttato giu’ dieci post negli ultimi mesi.

    Considero il ventennio di sua bassezza addirittura peggiore del ventennio littoriano, e non mi sembra che dopo il 45 si sia dovuto “aiutare” le destre a tornare “civili”.
    Se non si tratta di prendere la costituzione e rivoltarla come un calzino, cosa che pretenderebbe un “dialogo” persino con LaRussa, ecco, per il resto possono sognarselo il “dialogo”.
    Inoltre ritengo la nostra costituzione una delle piu’ giuste e moderne dell’intero globo.

    Noi sappiamo cosa si DEVE fare, e lo faremo, non per niente ieri, alla fine del suo intervento, Bersani ha urlato “Chi ha di piu’ dovrà dare di più'”.

    Non e’ una partita di calcio, non c’è un timing per decidere il vincitore, e’ semplicemente Politica, e’ l’amministrazione della cosa pubblica, e’ l’insegnamento alle generazioni future, e’ una sanità che in certe zone e’ un’eccellenza e dovrebbe diventarlo ovunque, e’ la sicurezza di un posto di lavoro, e’ il tornare a leggere un libro, magari anche in inglese, e’ il considerare un albanese o un rumeno esattamente uguali a me e a te, e’ il decidere del mio fine vita.

    Per questi motivi, caro David, io non ho bisogno di alcun appoggio o consiglio o ammiccamento proveniente dai banchi di destra, perché quelli che mi arriverebbero sarebbero diametralmente opposti.

    Spero di essermi spiegato.

    Un abbraccio
    Hasta
    Zac

  8. Caro Zac,
    ti sei spiegato benissimo. E abbiamo capito entrambi di non trovarci d’accordo. Continuiamo ancora un po’ questo faccia a faccia mentre gli altri si preparano al Natale. Chissà che qualcuno non trovi il tempo di unirsi alle nostre voci.
    Per essere ancora più chiaro sul punto che ti fa incazzare, ti dirò che secondo me una democrazia può considerarsi tale solo nel momento in cui tutti gli elettori, ma veramente tutti gli elettori, possono teoricamente cambiare la propria intenzione di voto. In una democrazia, io pretendo il diritto basilare di votare un giorno per il centrodestra qualora ritenessi che il centrosinistra non ha assolto il suo compito e non ha mantenuto i suoi impegni con la base elettorale. E’ assai improbabile che io mi avvalga di questo diritto, considerando la mia storia e la storia della mia famiglia. Ma un diritto è un diritto. Ricordo quando facevo tutti i giorni campagna in strada durante il referendum per il divorzio nel 1974 e dicevo alle signore bacchettone “lei sarà pure certa che non divorzierà mai, ma ciò non toglie che lei ha il dovere di consentire questo diritto a chi vuole farlo”. I termini della questione sono sempre gli stessi.
    Sai quante critiche faccio a Vendola. Eppure Vendola, dei cinque candidati alla primarie del PD, è quello che ha fatto la più bella dichiarazione dopo la vittoria di Bersani. Ha detto, più o meno: “Queste primarie sono state importanti perché da oggi in poi io devo sforzarmi di capire le ragioni di Renzi e Renzi deve fare lo sforzo di capire le mie”. Giù il cappello. Ho conosciuto Vendola un secolo fa e ho sempre apprezzato la sua sensibilità, che nel PCI valeva oro. Mi dispiace quando diventa monotematico e si lascia ossessionare da un solo argomento. Ma c’è sempre stato in lui grande spessore.
    Ho intenzione di farti incazzare ancora, Fabio. Quando parli con malcelato disgusto di “ammiccamenti” fra la Destra e la Sinistra, cadi in un’altra trappola berlusconiana.
    Ti ricordi quanto l’hanno menata, i vari governi Berlusconi, sul discorso del consociativismo dei governi precedenti che aveva portato l’Italia alla corruzione e allo sfacelo? Con quel discorso, Berlusconi ha convinto gli italiani a votarlo e rivotarlo, passando un colpo di spugna sulle grandi conquiste dei lavoratori rese possibili negli anni’60 attraverso il braccio di ferro tra DC e PCI e gli onorevoli compromessi che ne derivarono. Ci ha fatto dimenticare la nostra storia, la sua complessità, le sue radici culturali e tutti i suoi momenti belli e brutti. In una parola, la nostra identità. E tu che sei nato e vivi in una regione come il Veneto, dovresti sapere meglio di me di cosa sto parlando.
    Insisto nel dirti che la democrazia è quello che è, sarà pure il meglio del peggio, ma se la si sceglie bisogna essere coerenti. La democrazia è dialogo e alternanza. Altrimenti non è. Non ci può essere una sinistra che difende i lavoratori e una destra che difende i padroni, perché i lavoratori hanno bisogno di essere difesi sempre, non soltanto quando la sinistra si trova al governo. Un tempo c’erano i sindacati, ma un tempo la classe operaia era importante. Ora è tutto cambiato, ora la società è completamente diversa. Devi sapere che mio nonno (visto che Tina mi invita a parlarne) finì per perdere la sua battaglia all’interno del PCI perché sosteneva che la classe operaia sarebbe stata presto rivoluzionata e ridimensionata dalle tecnologie. Mio nonno privilegiava i contadini, perché i contadini vengono da lontano e vanno lontano, nascono con il rischio d’impresa nel DNA, e diventano naturalmente imprenditori. Ai suoi tempi, i contadini erano tutti cattolici, tutti democristiani, tutti istintivamente anticomunisti. In URSS, Stalin aveva cercato di farli diventare kolkosiani, ma non ci era mai veramente riuscito, e ne aveva affamati, sterminati milioni. Mio nonno era meridionale, e ne portò tanti al PCI.
    Tornando alla democrazia, vari paesi europei ci hanno dato esempio di come funziona e deve funzionare. Prendiamo gli spagnoli, che sono i più simili a noi. Gli spagnoli, che hanno conosciuto una dittatura interminabile e che non si sono mai dati pace per aver lasciato morire Francisco Franco nel suo letto, votarono in massa per i socialisti non appena ottennero la democrazia. Anni dopo, quando si resero conto che i socialisti rubavano, li punirono e votarono Aznar. Ma gli spagnoli erano ancora di sinistra, non avevano dubbi su questo. Decisero semplicemente e deliberatamente di mettere i socialisti in sala d’attesa. Poi, dopo Aznar, vollero Zapatero. Zapatero è stato travolto dalla crisi economica come e peggio di tutti gli altri in Europa. Ma ha saputo fare riforme epocali che noi possiamo solo sognare, e non si è certo fatto intimidire dalla chiesa, dal clero, dalla religione.
    La democrazia non è un obbligo. E’ una scelta, una scelta difficile. In alternativa, c’è sempre la rivoluzione, la dittatura del proletariato, o meglio la dittatura del sottoproletariato dati i tempi grami in cui viviamo. Ma non ci prendiamo per il culo, per cortesia. Non siamo persone serie. Siamo un popolo di sudditi, di opportunisti, di bestemmiatori, di “cazzari abusivi” come si dice a Roma. Basta riconoscerlo e voltare pagina. Sarebbe pure ora, no?

  9. Caro David, tu non riusciresti a farmi incazzare neppure se mi dicessi che ti scopi la santanche’.

    Io credo che la Democrazia sia proprio ciò che intendi tu, l’alternanza e la libertà di cambiare opinione, soprattutto.

    E’ per questo che mi sembra inappropriato tendere una lenza alle destre.

    Cerco di spiegarmi meglio:
    loro hanno governato prendendosi tutto, avendo una maggioranza bulgara e anche i presidenti di camera e senato, che per tradizione uno dei due andava all’opposizione, proprio per un senso democratico.
    Loro hanno fatto
    QUEL CAZZO CHE HANNO VOLUTO sino ad arrivare a siglare un patto sul lavoro senza chiedere alla CGIL, che fino a prova contraria e’ il piu’ grande sindacato in Italia.
    Hanno fatto una legge che si chiama BossiFini, una vera porcata, che ha mandato su tutte le furie non solo me, ma anche migliaia di piccoli imprenditori veneti che all’improvviso si sono trovati senza possibilità di procurarsi manodopera REGOLARE persino nella vicina Slovenia.
    Hanno sconquassato, e questa non gliela perdonerò MAI, il livello culturale di tutti, imbrattando le menti a colpi di reality e di ghepensimi e convincendo gran parte della popolazione che e’ piu’ importante apparire che essere, ignorando chi sia Fromm.

    Potranno girarmi i coglioni un pelino, che ne dici?

    Se qualcuno dei loro votanti avesse cambiato idea e volesse votare il centrosinistra, eh va be’, anche se io conosco personalmente centinaia di persone che piuttosto di votare una coalizione sorretta da Bersani mettono la croce su grillo o sulla destra di storace o non vanno a votare, credimi, sono la maggioranza del loro elettorato.

    Caro David, questa interessante discussione gode di un particolare non indifferente:
    E’ scritta da due persone di sinistra.

    Ti sfido a trovare uno che ha votato il nano per sei volte e interloquire con lui negli stessi termini.

    Io c’ho provato centinaia di volte, qualche volta sono addirittura stato compreso, ma la risposta che ho ottenuto piu’ spesso e’ stata:
    “Voi siete i soliti comunisti radical chic filosofi, che vorrebbero lavorare poco ed essere benestanti”

    Dimmi tu come faccio, ancora, a dialogare con sta gente.

    Hasta
    Zac

  10. Cazzo fratello, non è vero che non siamo d’accordo, è proprio che non ci capiamo. Diciamo assolutamente le stesse cose. Io non penso di tendere nessuna lenza alla destra, dico che dobbiamo pretendere una destra civile e non possiamo accettare di dover ancora avere a che fare con Berlusconi. Tra l’altro, mentre ci scrivevamo, Bersani ha più o meno detto la stessa cosa.
    Sono stato felice di vedere Casini usare contro Berlusconi la stessa veemenza che ha usato Bersani. È contro Casini che dobbiamo giocare la partita, tutto qui. E mi auguro che Casini metta insieme un centrodestra ampio, forte, credibile. Ha un compito molto più difficile del nostro, perché a destra non si vede da dove possano ripartire. Montezemolo, il cocker di Agnelli come lo chiamava Fortebraccio, si e’ gia’ dileguato, tanto per fare un nome. Però mi auguro che Casini ci riesca, lo trovo essenziale. Faccio il tifo per lui nel campo avverso, per poterlo battere poi, ma in un confronto civile, con qualche straccio di valore condiviso. Se quello che dico non è chiaro non so più come spiegarlo.
    Anche la Santache’, lasciamo perdere. Conosco tanti compagni piuttosto maschilisti che si calerebbero le brache volentieri.
    Un abbraccio
    David
    PS: Grillo si sta sgonfiando, come vedi. Se non facciamo cazzate, nessuno dei nostri ci casca.

  11. Eh già, diciamo le stesse cose, solo che io sono un pelino meno democratico di te, porta pazienza.
    La notizia di ieri sera, le dimissioni di Monti, e’ un altro regalo delle destre, un errore voluto dal dead man walking, alla faccia di tutte le dichiarazioni di Alfano sentite negli ultimi tre mesi.
    I viagrini credono ancora di combattere contro Bersani, qualcuno vorrebbe ricordare loro che c’è anche Casini?

    Su Grillo bastava solo aspettare, ma ti rendi conto che i votanti alla farsa delle parlamentarie sono stati 32mila?
    Grillo dice 95mila ma e’ solo perché ogni votante poteva esprimere tre preferenze.
    Ne risulta che i mille e piu’ candidati del comico hanno ottenuto una media di trentadue preferenze cadauno, una cosa ridicola.
    Come ho scritto in un altro blog:
    Se metto un tavolino sotto casa e offro frittelle con la sardina agratis riesco a raccoglierne almeno trecento.

    Caro David, la butto un attimo in vacca:
    dici di conoscere diversi compagni che si calerebbero le brache di fronte alla santanche’, devono essere i campioni del mondo di eiaculazione precoce.

    Pure io mi aprirei la patta di fronte a lady botulino, dopo averla circuita e sedotta, per poi richiuderla, lasciandola arrapata e a gambe aperte.

    E prima di uscire dalla porta la guarderei e, con estrema educazione, direi:

    “Ooops, mi scusi, me ne ero scordato, devo correre a giocare la mia settimanale partita di tresette”.

    Far credere a una donna che la farai godere e poi non “eseguire” e’ una delle cose piu’ feroci che conosco, sempre che quella lasciata a gambe divaricate sia una vero troione.

    HastaB
    Zac

  12. Caro Zac,
    il rischio Berlusconi non è il rischio che rivinca, ovviamente, ma è il rischio di finire veramente in un abisso. Tre mesi di campagna elettorale “alla Berlusconi” sappiamo bene quale clima determinerebbero nel paese. Vinceremmo, ovviamente. Ma poi? Ricordi cosa fece all’indomani della nostra risicata vittoria nel 2008? La monnezza napoletana, il bombardamento mediatico, l’enfatizzazione della criminalità quotidiana, ecc. Avevamo vinto per un pugno di voti, e sapevamo che oggettivamente non saremmo stati in grado di governare in quella situazione e con quell’accozzaglia di alleati. Ora sarebbe peggio, molto peggio, sarebbe sfascismo puro. In un paese ridotto allo stremo. E soprattutto sempre più isolato in Europa e nel mondo.
    Monti ha fatto bene a sfilarsi, Fabio. E se, come si vocifera, farà una sua lista, spero che vada a rinforzare Casini. Quest’ultimo, lo ripeto fino alla nausea, lo considero fondamentale per liberarci di Berlusconi.
    Il guaio è che ho saputo da fonti molto attendibili che Monti è seriamente malato. Mi dicono che gira con medici al seguito. Ma forse chissà, forse proprio per questo non si tirerà indietro.
    So che tutto questo ragionamento ti disturba e lo capisco perfettamente. Non ho bisogno di portare pazienza. Desidero soltanto che la politica esca dalle curve degli stadi e ricominci ad essere politica, cioè riflessione, dibattito, ricerca della migliore soluzione possibile, messa a fuoco degli obiettivi strategici per noi e per chi verrà dopo di noi. Tutte cose che Berlusconi ci ha scippato vent’anni fa, azzerando il nostro passato e facendoci diventare un branco di cavernicoli.
    Grillo era ed è l’altra faccia di Berlusconi. Nessuno mi toglie dalla testa che esiste un vero e proprio accordo tra i due. E’ da un paio d’anni che Berlusconi cerca di fabbricarsi una sinistra, con Grillo, con Renzi, e prima ancora con la Lega. Ha sempre costruito mondi virtuali, creando tutto e il contrario di tutto. E’ essenzialmente un corruttore. E’ il re dei corruttori. E’ apolitico e antipolitico. E’ la forma più rozza ma anche più moderna del machiavellismo italico. E’ un autentico alieno. Andrebbe messo sotto spirito e studiato nelle università.
    Più di vent’anni fa, quando vivevo in Toscana, incontrai un importante creativo pubblicitario milanese che aveva improvvisamente mollato tutto e si era ritirato in campagna. Non mi sembrava particolarmente convinto di quella scelta. Gli chiesi perché l’avesse fatto. Mi spiegò che Berlusconi lo aveva spaventato a morte. Mi raccontò che Berlusconi, quando aveva creato Publitalia (dalla quale poi nacque Forza Italia) aveva allestito un grande convention dove aveva invitato tutti coloro che lavoravano nel campo della pubblicità. Davanti a una platea di più di 1000 persone, Berlusconi disse più o meno questo: “Vedo che avete accolto tutti il mio invito. Immagino che ora molti di voi staranno pensando che vi offrirò di lavorare con me e vi pagherò meglio dei vostri attuali datori di lavoro. Siete fuori strada. Non assumerò nessuno di voi. Ma vi pagherò bene, anzi benissimo, se mi porterete i vostri clienti più facoltosi e più importanti…”
    Il mio triste vicino di casa milanese chiosò dicendo: “Quel giorno, Hitler mi è sembrato un pivello”.
    Buona domenica
    David

  13. Io non mi calerei le brache di fronte alla santanché… neanche se mi pagasse!! E sapeste quanto avrei bisogno di eurini!!!

    Ciao Zac e ciao pure a David. E’ una buona mezz’ora che leggo il vostro scambio di opinioni e, ora, mi ci vorrà anche più tempo per meditare. I vostri eccellenti interventi lo esigono e non lo affermo con intenzioni complimentose. Quindi, non pretendete che dica la mia! Ho perfino pubblicato un post sul “giardinaggio” pur di impedirmi di esprimere tutta l’incazzatura che mi gira dentro, all’apparire della mummia. Quindi, dico che è da accogliere l’invito di Pippo e da riflettere su quanto avete espresso. Così, di getto, mi sento molto più vicino a quanto detto da Zac, a proposito di quella mano da dare a quelli della destra per rifarsi una verginità che sia accettabile in un Parlamento di un Paese democratico. Però, non nego che quanto affermato da David mi pone parecchi interrogativi!

    Quindi, torno nel mio pensatoio, vi auguro una buona serata e, a proposito…. io le feste di Natale le odio!!!

  14. Caro Carlo, se ti va’, quando avrai meditato, non sarebbe male leggere una tua idea su questa interessante discussione.

    Ah, sul natale sfondi una porta aperta, io odio pure pasqua e tutte le altre boiate messe in piedi dagli uomini di nero vestiti.

    Hasta
    Zac

  15. Faccio gli auguri di default da quando ho messo su una megalomane produzione di figli. Essendo pure ateo da generazioni, non posso che concordare sulla profonda indifferenza nei confronti delle feste comandate.
    David

  16. Ciao Zac e un saluto anche a David.

    Sono convinto che la proposta di Pippo Civati vada sostenuta e con convinzione, per due motivi. Il primo, come egli stesso ricorda, perché verrebbe completato quel percorso Democratico che ha già visto il centrosinistra protagonista, durante lo svolgimento delle primarie per il premier. Sarebbe un segnale mirabile e potente per tutto il Paese e non mi dilungo a ricordare i tanti perché come il ritorno della politica nelle mani dei cittadini, poter decidere chi va in Parlamento e tanto altro ancora.

    Secondo perchè è necessario sottrarre pubblico a quella mummia maledetta che è tornata alla ribalta di cronache politiche e giudiziarie, monopolizzando su di se l’attenzione. Ricordo che durante le primarie, per due lunghe settimane non si parlò d’altro che di politica del Paese e del nostro futuro, fra incontri e dibattiti che, per quanto mi riguarda, culminarono con quel confronto avvenuto tra tutti i candidati, su Sky.

    Ecco, bisogna continuare a parlare di queste cose, sottraendo la scena mediatica alla mummia ed ai suoi tirapiedi. Quindi, uniamoci a questa “catena” con convinzione e diamoci da fare.

    Bisogna farlo subito perché temo che Bersani possa nuovamente scivolare in quell’antiberlusconismo che ha caratterizzato il suo operato per lungo tempo. Francamente, sarebbe come fare il gioco del Cainano.

    Quello che afferma David è un po più complesso e mi scuserete se, alla fine, il vostro scambio di opinioni lo definisco accademico. David, in sostanza, ci ricorda quale deve essere la caratteristica di un sistema democratico: l’alternanza. Personalmente, non ho dubbi in proposito. Però, ci sono i distinguo di Zac che, secondo me, non dimentica qual’è la natura dell’elettore medio e, quindi, in sostanza dice che se qualcuno vuole votare a destra, oggi, si arrangi a trovare da solo l’interlocutore politico che lo soddisfa. Personalmente, in questo momento, la penso come Zac. Se guardo alla reatà politica di questi ultimi anni, credo che il “sistema” democratico abbia funzionato di suo e alla perfezione, visto che abbiamo consentito a gente come il Cainano di “scendere in campo” oppure, ancora, a gente come quelli della Lega di governare ai massimi livelli. Oggi, nessuno vieta a quelli del M5S di entrare nella competizione politica e, per giunta, l’hanno fatto e anche con qualche discreto successo. Quindi, secondo me, non si tratta di assicurare l’alternanza ma, se non ho capito male quello che vorrebbe dire David, di garantire “qualità” all’alternanza.

    Però, caro David, questa “qualità” la possiamo garantire solamente tornando a governare questo Paese, fottendocene per il momento delle destre. Governare il Paese per tornare, tra le tante cose, a diffondere nuovamente una “cultura” sana, fatta di valori e principi. E rispetto della Costituzione. Solo dopo, una volta che questo Paese sarà recuperato “culturalmente”, sarà possibile pensare anche ad una “destra” democratica, capace di governare il Paese. I valori che oggi imperversano nella società sono veline, tronisti, escort, calciatori e il peggio del peggio che piace tanto alla destra berlusconiana e al famoso “elettore medio”. Me lo dici su quali basi possiamo lavorare per garantire a questo nostro Paese un futuro democratico?

    Casini? Ben venga in questo particolare momento. Ben venga se riesce a polarizzare la destra moderata e ad isolare il Cainano. Per me, il Cainano si è già isolato di suo. Perfino l’elettorato più idiota, quello che l’ha votato con entusiasmo nell’ultimo ventennio, sono convinto che oggi è pronto a mollargli un sonoro ceffone a sta mummia rinsecchita. Però, dai, neanche Casini è quel pulpito di democrazia (di destra) che possiamo auspicare. Finché avremo un centrodestra sempre pronto a baciare le sottane dei preti (e per questo, il vizietto ce l’anno pure nel centrosinistra) saremo culturalmente lontani da quella “politica” che intendo io.

  17. Caro Carlo,
    condivido appieno quello che dici. L’importante a ricacciare la mummia nel sarcofago, evitando anche di polemizzare con lui (stia attento Bersani, come giustamente suggerisci) e di cadere nelle sue trappole. Anche su Casini siamo d’accordo. Ma non lo dobbiamo mica votare noi! Dobbiamo prestargli attenzione e metterlo a fuoco come il vero rivale (con tutte le sottane che si porta appresso) in un confronto politico che deve tornare ad essere civile dopo un’indigestione di barbarie. Tu, Zac ed io (ma spero anche altri che ci leggono) la pensiamo allo stesso modo e le sfumature che sembrano dividerci sono in realtà la nostra ricchezza, l’ennesima dimostrazione che più siamo, meglio possiamo andare avanti, anziché dividerci stupidamente come abbiamo fatto troppe volte durante il ventennio berlusconiano.
    Dove mi trovo rullano tamburi di guerra. Non mi spaventano perché il confronto tra due diverse visioni del mondo è veramente aspro ma chiaro e netto. Allo stesso tempo, tutto quello che leggo dell’Italia mi inquieta, dai femminicidi che oggi diventano due al giorno allo sciopero dei benzinai. Sappiamo che c’è tutto un tessuto sociale da ricostruire ricominciando dall’abbecedario. Se non lo facciamo noi, nessun altro lo farà.
    Se non ci lasciamo distrarre da Berlusconi o da Grillo, il PD avrà i numeri per ricostruire il paese a dispetto di qualunque sbarramento.

  18. Amori Miei, sono fusa dopo una giornata cominciata alle 7,30 e finita da poco fuori casa a piantare casino verso il potere, ho dato una scorsa…David…provengo da studi che contemplano la storia d’Italia fin dal momento che il primo gruppo Ittita ha ancorato al sud della Sicilia, mi stupisce che ti crei crucci sulle false notizie che hanno fatto circolare su tuo nonno, prova a mettere in luce la pagina che lo vede protagonista assieme a Di Vittorio e a Gramsci…sai chi è Denis Mack Smith? credo di si, fatti bastare la sua versione e non quella dello storico di comodo, non avercela con i 68ottini, mica avevano tutti la segatura al posto della materia grigia.

    Ripasso domani a leggervi e ricommentarvi, non sono stanca, sono letteralmente liquefatta, mi sono sciroppata una quasi giornata di caaf e se si vuole prendere la temperatura alla popolazione bisognerebbe stazionare la dentro, umanità alla deriva.

    Notte buona a tutti a domani ;-))

    Hasta Compagno Zac ;-))

  19. Cara Compagna Tina, grazie due volte:
    Primo grazie, l’esserti rivolta con il ternine “amori miei”, mi sono emozionato.
    Secondo grazie, l’avermi fatto nascere la curiosita’ di conoscere Denis Mack Smith, che sino a un minuto fa’ ignoravo chi fosse, e da una rapida lettura in rete scopro essere uno bello tosto.

    Come ho gia scritto a Carlo, che non ha esitato, mi piacrebbe una tua riflessione sul papiro intercorso fra me e David qui sopra, se ti va’.

    Hasta
    Zac

  20. Cari Compagni Zac e David
    mi avete scatenato orgasmi mentali a catena, forse non vi siete nemmeno resi conto di aver illustrato la storia d’Italia degli ultimi 70 anni e più.

    Una annotazione per David, Compagno, in una pagina di Giorgio Galli si pone la domanda sulla fantomatica lettera che Ruggero Grieco avrebbe mandato a Gramsci mentre soggiornava nelle patrie galere, sai meglio di me che di quella lettera non vi è traccia nei faldoni del carcere, all’epoca non passava uno spillo senza una accurata registrazione, questo per i normali detenuti, figurati per “IL DETENUTO GRAMSCI”, morale, continua ad essere un falso di parte e lascerei il falso al falso storico Canfora non degno figlio di cotanto padre.

    Ho trovato bellissimo il riferimento che hai fatto a Nonno Ruggero che avvicina il mondo dei contadini e la descrizione che ne ha fatto e ne hai fatto, ecco, io, da un punto di vista storico, conosco questo Ruggero Grieco che unitamente a Di Vittorio hanno dato vita a quel mondo ben descritto nel magnifico libro “LE TERRE DEL SACRAMENTO”, il resto del vostro dibattito e con la parentesi di Carlo mi è sembrata una sola opinione vista da tre fasce d’età diverse e con diverse esperienze di vissuto.

    Noi adulti che abbiamo toccato i 60 anni abbiamo vissuto e in qualche modo conosciuto gli autori delle parti che hanno portato alla guerra e alla fine del fascismo, abbiamo attraversato l’infanzia tra le macerie materiali e morali che ne sono derivate, abbiamo desiderato da adolescenti una vita più lineare e giusta, durante il periodo delle grandi riforme non ci fregava se chi marciava al nostro fianco votava DC, ci fregava avere le garanzie dello sdoganamento dallo schivismo clericale.

    I 50enni come Carlo sono entrati nel mondo del lavoro sentendo raccontare le battaglie e ha vissuto le spaccature che si sono avute nella sinistra con l’avvento di Craxi.

    I 40enni come Fabio…sono quelli che definisco “valore aggiunto” alla sinistra che sta faticosamente ricostruendosi e vorrebbero non sentire parlare più di destra, di qualunquismo berlusconiano, di Casini e chiesa.

    Ma come giustamente fa notare David, fanno parte della storia di questo disgraziato paese e la storia se non la si mette in luce, come dice Vico, a cicli costanti si ripete.

    Compagni, non scordiamo chi sono stati gli elettori della lega, a Torino c’è un quartiere, Barriera di Milano, quartiere operaio che negli anni 50/60 votava per il PCI, ieri votavano massivamente Rifondazione Comunista, oggi quel quartiere vota massivamente Cota…i padri hanno trasmesso ai figli il qualunquismo a ogni costo…mi pare che basti.

    Condivido il pensiero di David escludendo una sola parte, mi sta bene il dialogo, il dibattito con la controparte per le decisioni di spessore che toccano tutto il Paese, ma non mi sprecherò a tendere la lenza a Casini & C…diciamo che potrei sforzarmi di dirgli “Grazie”, se si riprendesse la Bindi e il chierichetto Fraceschini…Veltroni si è tolto dalle palle, D’Alema è sulla buona strada…

    Scusate la lunghezza dell’intervento Compagni, ma siete stati magnifici e cogliendo l’invito del Compagno Zac, non potevo fare di peggio ;-))

    Hasta ;-))

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