Il Blog

Delle volte, delle buone volte.

In Politica on dicembre 19, 2012 at 2:59 pm

Ci sono delle volte nelle quali vorresti scrivere, ma, un secondo prima di iniziare, ti accorgi che qualcuno ha gia’ scritto il tuo pensiero, la tua emozione.
Succede di rado, ma succede.

Quindi questo post non e’ scritto da me, ma e’ come  se lo fosse:

“Cari tutti,
Mi pare di sognare, mi pare stia accadendo quello che speravo.
 Il PD e SEL da una parte, Monti, Casini, Fini, Montezemolo e qualche presentabile del PDL dall’altra, Berlusconi che tenta di impedire le elezioni!

 Ancora stento a crederci!

E’ l’unica svolta possibile per tutti, per tutto il paese. 
E se questo miracolo si avvera, c’è di nuovo un ometto geniale, un ometto che è allo stesso tempo Dante Alighieri e Charlot, che lo ha reso possibile. 

Sto parlando di Roberto Benigni, che l’altra sera è stato protagonista del più grande evento di comunicazione che io ricordi con il suo tempestoso e sfavillante monologo sulla Costituzione Italiana. Spero che tutti lo abbiate visto.
 Se non lo avete fatto correte a recuperarlo sul web.
 Gli ho mandato un sms durante la diretta, non ci ho dormito la notte, e quando mi ha richiamato gli ho chiesto di darmi il testo per tradurlo in arabo e farlo interpretare da attori tunisini, egiziani, algerini, marocchini.

 Come sapete, in questi paesi stanno nascendo faticosamente ovunque progetti di Costituzione. 
E Roberto è, per un laico come me, l’imam degli imam.
In quel monologo, Roberto ha fatto una serie interminabile di miracoli concettuali.
 Almeno tre per la sinistra: 
mettere insieme senza ma Mussolini, Hitler e Stalin;
 dire che a forza di parlare di lotta di classe si diventa classisti;
 ricordare con le parole più belle di Italo Calvino che c’erano anche giovani belli e onesti che si erano schierati per il fascismo e anche giovani brutti e disonesti che combattevano nella Resistenza, ma una causa sbagliata resta una causa sbagliata.

Nel 1996 Roberto Benigni fece vincere Prodi con uno spettacolo teatrale visto da svariati milioni di persone, che correvano in camerino dicendogli “mi hai aperto gli occhi Roberto, stavo per votare Berlusconi!”. Secondo calcoli fatti successivamente, spostò 1 milione e mezzo di voti.

L’Italia, culla dell’arte, è sempre andata avanti soltanto a colpi di genio. Roberto l’altra sera ci ha portati fuori dal secolo scorso. 

Ora tutto è possibile.

Buona giornata.”

David

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  1. Che meraviglia. Sono senza parole.
    Ciao

  2. Caro David
    Non ti sei accorto di aver scritto non un post, ma una lirica dedicata all’umanità più disparata, disperata o speranzosa…infatti:

    ((…Gli ho mandato un sms durante la diretta, non ci ho dormito la notte, e quando mi ha richiamato gli ho chiesto di darmi il testo per tradurlo in arabo e farlo interpretare da attori tunisini, egiziani, algerini, marocchini.
    Come sapete, in questi paesi stanno nascendo faticosamente ovunque progetti di Costituzione.))

    E ancora lo sdoganamento da dottrine mortifere che ancora imperversano senza tenere conto che ogni soggetto e la sua tesi vanno analizzati nello spazio, nel tempo e nel luogo che li hanno visti protagonisti

    ((…mettere insieme senza ma Mussolini, Hitler e Stalin;))

    Il riferimento alla razionalità di Calvino mi ha commossa

    (( dire che a forza di parlare di lotta di classe si diventa classisti;
    ricordare con le parole più belle di Italo Calvino che c’erano anche giovani belli e onesti che si erano schierati per il fascismo e anche giovani brutti e disonesti che combattevano nella Resistenza, ma una causa sbagliata resta una causa sbagliata.))

    Ecco, una causa sbagliata resta una causa sbagliata, servirebbe farlo capire ai tanti compagni che dopo il congresso della Bolognina si sono sprecati a fondare il partito personale, e ancora oggi tuonano, sono gli stessi ai quali avevo chiesto se si rendevano conto dei disastri che stavano creando, una sola risposta:

    “compagna, non si può fare la frittata se non si rompono le uova”

    Riesci a scaraventarmi in una sorta di amarcord Caro David, ora di questa tua pagina faccio il copia e incolla e la metto nella cartellina delle “cose da salvare” ;-))

    PS
    Non prendertela, non ho visto la trasmissione, Benigni lo sopporto nelle apparizioni brevi, mettici che detesto la televisione e … vedrò di ovviare con degli spezzoni;-))

    Parlaci del lavoro che stai facendo a quelle latitudini.

    Hasta Compagno David ;-))

  3. Amici miei, questo blog sta diventando sempre più una fonte di meravigliose riflessioni.

    Ciao Zac. Questi aspetti del goditissimo spettacolo dell’altra sera, non li avrei saputi esprimere meglio. Si, avevo pensato che su 12 milioni di spettatori, sicuramente Benigni aveva risvegliato più di qualche coscienza sopita o distratta. Ma qua si parla di “milioni”! Mi sono accorto anche io che il Cainano si è scavato la fossa con le sue mani pensando di fottere il sobrio e, invece, ha dato il via alla nascita di quell’alternativa di centrodestra capace di far scomparire lui e buona parte di quei fenomeni che affollavano la sua corte dei miracoli! Ma qua, se veramente è il nostro David che ha scritto, come dice Tina, si legge poesia, si prova speranza, si risveglia la gioia di esserci e di partecipare. Addirittura, potremmo provare a far conoscere la nostra Costituzione, per bocca di Benigni, ad algerini, tunisini, egiziani e marocchini. Vuoi vedere che, finalmente, riusciamo a far tornare questo nostro Paese al centro del Mediterraneo, come dovrebbe essere, isolato e reso ridicolo dal Cainano?

    Grande Zac, grazie a questo contributo che ci hai offerto, ancora una volta riesci a stemperare quelle angosce e quel pessimismo che, sempre più spesso, mi assalgono.

  4. caro Zac,
    posso solo dire che quando scorgo in Roberto Benigni, durante i monologhi, la sua commozione per l’intensità del senso delle sue parole, mi viene da piangere e vorrei consolarlo per tutti quelli che non si accorgono della sua grandezza irraggiungibile.

    Hasta
    robi

  5. Cari amici,
    vi segnalo l’articolo di Gustavo Zagrebelsky stamattina su Repubblica, sempre a proposito di Benigni. A distanza di tre giorni, fissa maestosamente la portata dell’evento. Nessuno poteva farlo meglio di lui. Tina, penserai che lavoro per De Benedetti o sono suo parente. Giuro che acchiappo quello che trovo, mentre faccio altre cose, e per brevità casco automaticamente dentro Repubblica, come una massaia nella cucina televisiva di Antonella Clerici. E purtroppo, altrettanto automaticamente, mi faccio usare. Ho appena perso 5 preziosi minuti a guardare una candid camera con i babbuini, Cristo!
    Che bella questa casa di Zac dove posso trovare degli amici che nemmeno conosco e con cui posso parlare, veramente in qualunque momento, in metropolitana, nel deserto, a casa, a migliaia di chilometri di distanza. Non so voi, io ho sempre odiato i Social Network, me ne tengo fuori e intendo restarne fuori, ma è come se Zac me ne avesse creato uno su misura, un gioco di prestigio, una magia, una cosa benignesca.
    Mi toccano le parole di Robi, mi ricordano adesso, a più di dieci anni di distanza, il significato ultimo della “Vita è bella”, nella cui genesi e nei cui sviluppi sono stato coinvolto a suo tempo. Usando ordigni micidiali come l’ironia e la poesia, Benigni è il solo che ha saputo consegnare alla Storia l’olocausto. L’idea di portare la Costituzione Italiana sulle ali di Benigni nel mondo arabo è un progetto concreto. Fra un mese saprò se è realizzabile. E voi con me.
    Vi auguro una giornata piena di belle sorprese.
    David

  6. Cara Spera, la penso tale e quale a te.

    Un bacio
    Zac

  7. Cara Compagna Tina,
    non avevo mai pensato che ci fosse la possibilità di pubblicare un commento, un post genera commenti.
    Ma quando l’ho letto ho pensato le stesse parole di Speradidole.

    Hasta
    Zac

  8. Caro Carlo,
    intanto grazie,
    si’, e’ un commento di David al post precedente.
    Fra le cose che adoro di piu’ v’e’ l’ottimismo, ma inteso come conquista, cerco di fare le cose che possano produrre ottimismo, a me piace un sacco ridere, e non mi piace un cazzo il piangere.

    Delle volte, riesco anche a piangere e inserire una risata.

    Hasta
    Zac 

  9. Caro Robi,
    e’ bellissimo, e’ proprio così, Roberto si commuove e c’è solo da provare pena per chi non ne comprende la ragione.

    Hasta
    Zac

  10. Ah be’, caro David, qui necessita una risposta romanzata.

    Premetto che tutto ciò che e’ scritto qui sotto e’ un mio pensiero, condivisibile o meno, ma ci tengo a specificarlo perché potrebbe essere scambiato per un pensiero collettivo.

    Io a Valdagno.
    Tina a Torino.
    Silvana a Bologna.
    David a Tunisi.
    Carlo a Roma.
    Raffaele a Torino.
    Speradidole a Bologna.
    Robi a Torino.
    Cavallino a Valdagno.
    Barabba a Roma.
    Loretta non mi ricordo perché, vado a memoria, deve aver traslocato.
    Il gatto Syl a Milano.
    Alberto a Milano.

    E ne tralascio perché sarebbe troppo lunga.

    Caro David, hai appena letto una lista di pittori, ognuno con un pennello, tutti dipingono la stessa tela, ma non vivono tutti assieme in un loft newyorchese, per la maggiorparte non si sono mai visti e sentiti, quindi manca la conversazione parlata e di conseguenza la conversazione scritta fa’ scaturire un’idea che parlando difficilmente sarebbe realizzabile, c’è un’oceano fra una parola scritta o detta.

    E io prediligo i pittori che dipingono per gli altri, ho sempre sposato la tesi dell’opera d’arte che non e’ di chi la fa’, ma di chi la indossa quando la vede.

    Ecco, nel piccolo mi piace pensare che ogni tanto, qui, possa capitare di dipingere una tela a decine di mani.

    Ah, come ben sai nemmeno io faro’ mai parte di un social network, per quello mi bastano ancora le osterie.

    Hasta
    Zac

  11. Caro Zac,
    è Natale, ma passiamo oltre. E’ una parola. Rivedere Berlusconi che tracima nuovamente dallo schermo del computer, sempre più orrendo, come un tumore che non si riesce ad estirpare, fa male. Eppure D’Alema è contento. Il nostro avversario è Berlusconi, ripete soddisfatto. Vuole fissare su una tela il ritratto impietoso di un’Italia di cui tutti ci dobbiamo vergognare per molto tempo ancora. Non si può andare oltre. Dobbiamo ancora espiare. “Poi dice che uno si butta a sinistra…”, ripeteva Totò. La strategia è chiara. Ma non riesco a condividerla. E voi?
    Auguri
    David

  12. Caro David, che Dalema sia contento, francamente, non me ne frega un cazzo.
    Che il nano dia di matto sui media e’ normale, un malato di mente non può guarire all’improvviso, neppure di fronte al mite Giletti.

    Resto convinto, e con me anche Bersani, che la nostra campagna elettorale non sara’ improntata sullo scontro con il nano, D’Alema o non D’Alema.

    Hasta
    Zac

  13. Buone feste amico!!!

  14. Ho letto sia l’articolo,che i commenti e devo dire che mi sono di nuovo emozionata come la sera che il mio corregionale,il grande Benigni lesse la costituzione.
    Mi auguro che il risultato sia lo stesso del 96,ma comincio ad avere i miei dubbi.
    Andremo ha votare non con una scheda ma con un lenzuolo.
    Del nano non voglio ne vederlo tanto meno ascoltarlo,tanto quello che esce dal quel forno è solo letame.
    Ciao ad entrambi.

  15. cin cin a tutti i giusti. robi

  16. Ciao Zac. Ti lascio i miei auguri di Buon Anno.
    Spero che tu stia bene e non farci attendere troppo i tuoi post.
    Mi manchi. Un abbraccio.

  17. Buon Anno,a te e a tutti i tuoi commentatori.
    Ciao Zac.

  18. Ricambio gli auguri di cuore, cari compagni Robi, Gibran, Spera e Ernest, vedrete, ci aspetta un anno ricco di cose buone, l’anno della rinascita.

    Ne sono certo.

    Hasta
    Zac

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