Il Blog

Trombati e sostituti.

In Politica on marzo 4, 2013 at 8:52 am

Leggeteli d’un fiato.

Marini, Concia, Briguglio, Granata, Consolo, Moroni, Raisi, Perina, Adornato, Di Pietro, Fini, Casini, Pannella, Bonino, Ingroia, Giannino, Bongiorno, Bocchino, Binetti, Libe’, Rao, Moavero, Ferrero, Diliberto, Bonelli, Sechi, Catania, Gori, Crosetto, Miccicche’, Lombardo, Storace, Bernardini.

Sono i trombati famosi.

Sostituiti in larga parte dai giovani eletti del Pd e da quelli del M5S.

Ora, non puo’ essere che i nuovi siano peggio di quelli sopracitati.

Dovranno farsi le ossa, e’ certo, ma le due interviste radiofoniche che imperversano in questi giorni, fatte a due neo parlamentari del M5S, che vengono presi in giro da tutti, proprio non le mando giu.

Io non sono un fan dei grillini, ma avete mai ascoltato un intervento in aula del prezzolato De Gregorio?
Il tale era addirittura presidente della commissione difesa e non detiene la capacita’ di pronunziare una frase corretta per intero.

E sono certo che i nuovi, da bravi, si impareranno le regole e le procedure dell’aula, cosa che gran parte dei trombati non hanno mai fatto, facendosi scrivere tutto da orde di portaborse pagati in nero.

Ed e’ importante sottolineare come in aula non ci saranno Grillo e Casaleggio, e vedrete che sia i giovani eletti del Pd e quelli del M5S saranno presenti, evitando cosi’ la patetica scena vista centinaia di volte che ha visto il relatore di un provvedimento chiederne l’approvazione a nr.3 deputati seduti nell’emiciclo.

Non so’ cosa succedera’ nei prossimi venti giorni, l’unica cosa che so’ e’ che ci apprestiamo a vivere una camera e un senato finalmente rinnovati per il 50%, e per il momento questo mi basta.

Per il momento.

Segnalo, una volta per tutte, le seguenti percentuali:

2008
Pd 33,18%
Pdl 37,38%
Lega 8,30%

2013
Pd 25,42%
Pdl 21,56%
lega 4,08%

Se ne evince che il Pd ha perso il 25%, i viagrini il 44%, i celtici il 51%.

Ma sembra che abbiamo perso solo noi.

  1. “ci apprestiamo a vivere una camera e un senato finalmente rinnovati per il 50%, e per il momento questo mi basta.

    Per il momento.”

    d’accordo, ma aspettiamo ancora di più, molto di più…
    ciao,
    GB

  2. Caro Gregory, benvenuto fra queste eresie, e’ certo, ci aspettiamo di piu’, ma se mai si comincia…

    Hasta
    Zac

  3. Caro Zac e cari tutti,
    sono in Tunisia. Qui gli islamisti di Ennahdha, che avevano vinto le prime elezioni libere con il 43% viaggiano ora nei sondaggi ben al di sotto del 20%. Gli altri, tutti laici e di ispirazione socialista, prendono il resto. Piccole orde di delinquenti travestiti da fanatici religiosi si aggirano per il paese. Ma il paese ha i nervi saldi. È solo questione di tempo.
    Ma non sono venuto in Tunisia per dimentIcare l’Italia. Mi piace moltissimo il tuo post, Zac, e condivido il tuo ottimismo pur non avendo la più pallida idea di dove andremo a finire. Quel che è accaduto doveva accadere, c’è poco da fare. Quando sono qui, la televisione la guardo più spesso. Ieri ho visto il programma di Iacona su Rai 3. E ho capito perché non ce l’abbiamo fatta. A Milano. Nel luogo simbolo del nostro fallimento. Il tuo amico Pippo Civati diceva che la colpa è di Bersani (pure lui!) perché è stato troppo moscio. Digli di comprarsi un paio di occhiali, Zac. Digli di andarsi a vedere la trasmissione, se non l’ha vista. Potrebbe vedere, se non l’ha visto, l’orrendo spot fatto dal PD nella ricca e borghesissima casa di Ambrosoli, con tutta la famiglia che fa sane e ricche colazioni giocando con l’Ipad, gente che sembra non avere mezzo problema nella vita. E le interviste con gli elettori di Ambrosoli, alla Scala e nei salotti, in mezzo a orrende carampane che squittiscono. Il povero Ambrosoli, che pure è in gamba, sembrava il figlio di Malagodi poco prima della scomparsa del Partito Liberale Italiano. Vedendo ‘sta roba, c’è da chiedersi come abbiamo fatto a prendere quasi il 40% dei voti, se non perché, nonostante tutto, Ambrosoli è in gamba davvero.
    Chi siamo, cosa vogliamo, a chi ci rivolgiamo? Nella modestia di questo piccolo condominio qualche idea c’è l’abbiamo. Nel PD non c’è più una candela, o un cervello, accesi. Ben venga tutto quello che deve venire.
    David

  4. Caro David,
    ho gia’ scritto a Pippo per produrre le mie rimostranze, attendo risposta.

    Per il resto ti ringrazio ancora per il volo che mi hai fatto vivere nel post precedente, una vera magia.

    Hasta
    Zac

  5. Pure io credo che il PD in quanto a comunicazione è molto latitante, e come scrive oggi Ilvo Diamanti su Repubblica: ” Il centrosinistra per ricominciare non deve guardare gli altri, non deve bguardare indietro e neppure avanti:Deve guardarsi dentro”.

  6. Secondo me i grillini possono rappresentare l’inizio per la cura dei SINTOMi della malattia che da quarant’anni ammazza la politica italiana.
    Non hanno le basi per curare la malattia stessa, per il semplice motivo che nella mia testa (e qua so gia’ di diventare del tutto impopolare) un movimento che si basa sulle idee e i diktat d’un santone (anzi: di due) non e’ un movimento interessante, direi che e’ invece pericoloso. Soprattutto quando i due santoni sono di questa pasta qua: tutti e due marketing e distintivo, tutti e due con dichiarazioni programmatiche che mischiano buon senso (a piccole dosi) e demagogia (a brancate).

    Tutto questo -va ribadito perche’ in genere quando discuto di queste cose esce fuori- NON SIGNIFICA che sto difendendo la vecchia politica, ne’ che sono a favore del PD e del PDL, anzi.
    Semplicemente, sono del tutto pessimista sul futuro prossimo e anche a medio termine per il nostro bel paese…

  7. Caro Zac, sul tuo post concordo in tutto, come pure sul commento di David. Ho visto la trasmissione di Iacono, che reputo un bravo giornalista e le cose che venivano evidenziate, non erano certo un mistero, per chi non avesse il prosciutto sugli occhi o vivesse fuori dal mondo reale. Poco prima a “che tempo che fa”, Bersani però dimostrava di non aver ancora capito nulla di ciò che è successo e sta succedendo…. se qualcuno cercasse di spiegarglielo, anche tramite metafore, forse ne guadagneremmo tutti.
    A presto, ciao

  8. ciao Zac
    si non ha perso solo il centro sinistra, si sa che gli altri non lo diranno mai diranno che hanno guadagnato che poi è quello che gli 8milioni che votano ancora il nano vogliono sentire. Il brutto è che noi perdiamo anche quando gli altri giocano senza portiere ogni volta riusciamo a tirarla fuori…
    Per quanto riguarda i nuovi volti ben vengano, non rimpiangiamo certo personaggi imbarazzanti del passato…. spero che i grillini si smarchino il più possibile dai due Guru che spaventano non poco
    hasta

  9. caro Zac,
    le percentuali parlano chiaro, ha prevalso il “non ne posso più”, regalando la vittoria a Grillo.
    Un pò di zavorra è già stata eliminata e molti nuovi giovani sembrano pronti a fare pulizia nel sistema.
    Non riesco ad immaginare quale soluzione verrà adottata nell’imminenza, ma sarebbe importante che:
    – Berlusconi, con le prossime sentenze, fosse interdetto a svolgere qualsiasi attiviyà politica fino al 2056 (data che egli stesso ha previsto per lasciare questa terra).
    – la legge elettorale venga cambiata in modo da eliminare altra zavorra e fare posto ad una nuova generazione di parlamentari.
    – venga eletto un nuovo Presidente della Repubblica con le palle (anche se donna).
    – non si faccia nessun tentativo di alleanza fra Pd el Pdl e si analizzino, se Grillo lo chiederà in ginocchio (invece di sottrarsi a qualsiasi dialogo) quelle iniziative urgenti per una prima riqualificazione del Paese.
    – si ritorni al voto, dopo una campagna elettorale seria.

    Adesso posso svegliarmi… e prendere un caffè!

    Hasta
    robi

  10. Caro Zac e cari tutti,
    mi pare che dopo la zuccata in questo condominio la pensiamo tutti allo stesso modo. E ciò che pensiamo lo posso leggere i tanti siti (anche quelli dei giornali on line) dove tutti hanno smaltito il colpo e si fanno più o meno le stesse domande o esprimono le stesse speranze che sono le nostre. Questo è comunque un fatto positivo. Questa gigantesca seduta di autocoscienza che sta coinvolgendo il 70% del paese sarà pure molto sgangherata ma sarà anche salutare.
    Ora, come molti di voi, vorrei smettere di parlarmi addosso (cosa per me non facilissima) e fare un ultimo ragionamento/previsione.
    Mi ha gratificato molto che vi abbia fatto piacere il giro di jukebox. Continuate pure a mettere le vostre monete nella fessura e io una volta la settimana canticchierò qualcosa. Rimestando nei ricordi, mi sono reso conto improvvisamente che in tutti quegli incontri, in quelle avventure e in quelle disavventure, la politica era sempre presente. Del resto, a quei tempi si diceva che “il privato e’ politico”, ricordate? Pertanto, non mi sento affatto come un reduce di Novella 2000 e continuerò a raccontare molto volentieri finché avrete voglia di leggere.
    Come ormai sapete, ho cominciato da ragazzino come “attore abusivo”, poi attore fallito. Avevo solo una bella faccia e ben altro per la testa. Da quel momento in poi, avrei potuto odiare gli attori per frustrazione, per invidia, o per stupida “superiorità culturale”. Invece, chissà perché, ho cominciato ad amare gli attori, anche quelli veramente stupidi, più di qualunque altro essere umano. Li considero gente estremamente esposta e vulnerabile e mi fanno scattare sempre, senza nessuna distinzione, la necessità di proteggerli. Ne ho conosciuti tanti, in Italia, in Francia, in Inghilterra e negli Stati Uniti, e non sono mai riuscito a odiarne veramente qualcuno, nonostante i loro comportamenti spesso assurdi, folli, vili, ottusi, infantili.
    Beppe Grillo è un attore. Questo si dimentica spesso. Lo chiamano “comico” per sottolineare la sua distanza dalla realtà o perché lui stesso ha detto spesso “possibile che questi orrendi guasti della politica li devo denunciare io che sono solo un comico?”.
    Beppe Grillo fa spesso ridere ma non è un comico. È un attore. E il personaggio che interpreta oggi è un personaggio che molti hanno definito giustamente “shakespeariano”, cioè la più alta forma di drammaturgia che un attore può desiderare. Beppe Grillo è un attore frustrato, per giunta. E la frustrazione è anch’esso uno degli stati d’animo che Shakespeare ha voluto rappresentare piu’ di ogni altro per spiegare come le sorti dell’umanità siano spesso legate ai beffardi destini delle singole persone. Beppe Grillo è due volte frustrato. Il cinema lo ha respinto in più di un’occasione, e in una di queste interpretava un emulo di Gesù Cristo (Cercasi Gesu’) che è tutto un programma. La televisione lo ha espulso tanti anni fa, a causa di una satira su Craxi e i socialisti che non faceva proprio ridere e che lui stesso interpretò con scarsa convinzione (andatevi a rivedere quella puntata di Fantastico, sembra che lui voglia dire “mi hanno scritto ‘sta roba, io la dico, ma non ho mica capito se funziona”).
    Grillo ha avuto sempre degli autori, come Stefano Benni, Michele Serra e tanti altri. Quando l’ho conosciuto, nel 1978 a Sanrem, dopo uno scandalo politico che aveva distrutto il Festival, ho conosciuto un uomo che della politica se ne fregava completamente e ambiva solo al successo. Oltre agli autori, da quando è finito ai margini di tutto come un appestato e si è inventato un’altra vita, un’altra storia e un’altra carriera su Internet, ha avuto altri guru (almeno due) prima di questo Casaleggio.
    Beppe Grillo, ripeto, è e resta un attore. Anche Gianfranco Funari, con il quale ho condiviso una folle avventura all’apice della sua carriera, era un attore. Anche lui era stato cacciato dalla TV per gli stessi motivi e dalla stessa persona (Craxi) ma aveva saputo vincere, da solo, la sua battaglia con la TV e ci era tornato di prepotenza per fare politica pura senza protettori e senza padroni. Anche lui a un certo punto si è buttato in politica. Anche su di lui ho scritto un necrologio senza pudore e senza ipocrisia che forse potrete trovare nell’archivio dell’Unita’.
    Da alcuni mesi, provo ad andare a zonzo nella testa di Beppe Grillo usando la mia esperienza e la mia immaginazione. Ogni volta, ne esco con la stessa sensazione. La sensazione di calcare un palcoscenico che nessun altro attore ha mai potuto sognare, la sensazione di avere ai piedi un pubblico che nessun attore ha mai osato desiderare. Altro che Premio Oscar, altro che gli incassi di Titanic, altro che Ronald Reagan. Di conseguenza, cerco di continuare ad interpretarlo e cerco di capire dove può andare a finire questo film mai visto prima, questo kolossal dei kolossal che ha per protagonista e per interprete assoluto questo attore così dolorosamente frustrato. L’unico film che mi viene in mente è “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin, con tutta la sua straordinaria, commovente, irripetibile carica positiva in quel monologo tutto d’un fiato che è uno dei più alti prodigi umani della storia del cinema. Ma Chaplin era un autore prima che un attore.
    Per restare su questa terra, il Grillo che immagino io non vuole fare governi con nessuno, non intende fermarsi di fronte a nessun risultato, non vuole interrompere questo sogno per nessun motivo al mondo, non si pone alcun limite che noi umani finiremmo col porci. Vuole andare avanti, sempre avanti, gridando nel buio dove ormai abita una folla di miliardi di spettatori che lo stanno guardando in tutto il mondo, vuole forse diventare il futuro leader mondiale della futura umanità o qualcosa del genere, ma probabilmente nemmeno lo sa, non può saperlo.
    Beppe Grillo non è né buono né cattivo, né progressista né conservatore. È un attore. Soltanto un attore. Che dopo tante sofferenze, tante frustrazioni, ha trovato il palcoscenico più incredibile del mondo perché sembra il mondo stesso. Secondo me, da quel palcoscenico non scenderà mai per nessun motivo al mondo. Andatevi a rivedere Peter Finch in Network (Quinto Potere) di Sidney Lumet.
    Volevo dire solo questo. Come al solito, ho usato qualche tonnellata di parole di troppo. È la malattia dell’autore, anche peggiore di quella dell’attore.
    Buona serata
    David

  11. Arrivare a commentare dopo David è una bella impresa! Anche perché ha già detto tutto lui!

    Ciao Zac, David e tutti quanti. Per quanto mi riguarda il colpo non l’ho smaltito affatto anzi, più guardo al Movimento e più divento dubbioso. Più ascolto Grillo e più mi torna in mente la mummia.

    Oggi ho scoperto che la capogruppo alla Camera appena votata, una certa Lombardi, il giorno prima di andare al comizio di Grillo a San Giovanni scriveva sul suo blog di Casapound, definendolo un movimento che del fascismo conservava solo la parte folcloristica e che l’ideologia del fascismo, prima che degenerasse, aveva un altissimo senso dello Stato. A me, sta roba, non solo non mi fa “smaltire” nessun colpo ma, semmai, mi fa incazzare!

    Ma da dove viene sta gente? Che cultura ha? Quali aspirazioni ha coltivato fino a quando un Paese di disperati li ha eletti?

    Casapound è folcloristica? Ma venisse a vedere che folclore che riesce a mettere su, qua a Roma. Pestaggi, spedizioni punitive e pure in programma di stuprare una ragazza, solo perché era ebrea.

    Ma sta tizia si ricorda come venivano trattati gli omosessuali, gli ebrei, gli zingari e, soprattutto, i dissidenti politici che non condividendo le idee di Stato fascista? La mummia è in buona compagnia, ha trovato qualcuno che potrebbe finire l’opera di demolizione dello Stato democratico che lui ha iniziato vent’anni fa. Mi sbaglio o era proprio la mummia che parlando del periodo fascista e di come venivano trattati i dissidenti, disse che li mandavano “in vacanza” in qualche isola?

    20 anni fa gli italiani si fecero imbambolare da un leader che fece man bassa di voti sulle macerie della prima Repubblica. Sappiamo com’è andata. Oggi, ce n’è un’altro che fa proseliti sulle macerie della seconda Repubblica. Consiglio di non aspettare altri 20 anni per reagire. Soprattutto dopo la descrizione di Grillo, fatta da David.

  12. sono curioso anche io di vederli in parlamento. E più sarano loro a fare la loro parte e, forse, meno conterà la testa di quei due (parlo di Grillo e Casaleggio) che tanto paura mi fanno.

  13. Caro Sileno, siamo “latitanti” nella comunicazione, ma il motivo e’ semplice, si e’ completamente perso il senso del significato del termine “comunicazione”, che da almeno dieci anni e’ stato soppiantato dal termine “slogan”, e se per farsi notare devo ridurmi a comunicare per slogan, preferisco restare invisibile.

    Ciao,
    Zac

  14. Caro Barney, io non mi preoccupo piu’ di tanto dei due santoni, che considero alla stregua di un goebbels, ma della capacita’ oggettiva dei 100 e passa neodeputati e neosenatori che si apprestano a lavorare in aula.

    Come scrivevo di norma anni addietro: io mi son rotto della gente “brava”, voglio gente “capace”.

    Hasta
    Zac

  15. Caro Raf, dissento sul fatto che Bersani non abbia ancora capito nulla, e mi chiedo come possano i grillini continuare a ostinarsi a fare muro sulle proposte di una coalizione che presenta almeno l’80% del programma UGUALE IDENTICO a quello del M5S.

    Ti segnalo, giusto per la precisione, che lo slogan preferito dal Pizzarotti in quel di Parma, per vincere le elezioni comunali, e’ stato “Non faremo l’inceneritore”.

    E’ partito ieri.

    Ovviamente, il Pizzarotti a dire la rava e la fava, che ne era stato costruito gia’ il 70%, che la differenziata, che i contratti in essere, e bla bla bla, in perfetto stile politichese che mi ha strarotto il cazzo.

    Hasta
    zac

  16. Caro Compagno Ernest, concordo, lo smarcamento dai due guru e’ cosa essenziale, e vedrai che piano piano succedera’.

    Hasta
    Zac

  17. Caro Robi, non pensare che quello che scrivi sia solo frutto di un sogno, io sono convinto che potra’ succedere quasi tutto quello che pensi, con la sola eccezione del primo punto, dove non auspico l’interdizione, spero proprio nella dipartita.

    In direzione camposanto.

    Hasta
    Zac

  18. Applausi, caro David.

    Non avevo mai pensato a Grillo come attore.

    Mi hai aperto un’altra visione della cosa, e adesso riesco a vederci un po’ piu’ chiaro.

    hasta
    Zac

  19. Caro Carlo,
    premetto che la tua incazzatura e’ uguale alla mia, solo che cerco di controllarla finche’ mi e’ possibile.

    Sono andato a leggermi per intero il post incriminato sul blog della Lombardi.

    Se mi permetti, vorrei precisare, e nella precisazione v’e’ insito solo quello che ho letto, chi sia effettivamente la tale lo ignoro, e mi riservo un giudizio personale appena avro’ compiuto i miei studi a riguardo.

    Ella non scrive che quelle merde di casapound sono solo folkloristici, aggiunge anche “sprangaioli” e li definisce in malo modo.

    Poi, definisce il fascismo come fenomeno che dava importanza allo stato e alla famiglia ma si riferisce al manifesto del 19, che poi’ e’ stato considerato carta straccia, e si lancia in una invettiva contro la tragedia che ha coinvolto il paese per ventanni.
    E io che sono cresciuto attorniato da fascisti, io che mi son letto praticamente tutto De Felice, ti garantisco che nel trattato del 19, che conosco bene, si potevano evincere tematiche prettamente socialiste.

    Poi e’ venuta la marcia su Roma e tutte le nefandezze.

    In conclusione, non mi sento (ancora) di condannarla.

    E ricordati, caro Carlo, che chi ti scrive piuttosto di spezzare anche solo mezza lancia in favore del fascismo e’ disposto a mangiare merda ed essere rinchiuso in cella per il resto della propria esistenza.

    Hasta
    Zac

  20. Caro Gatto, stessa curiosita’, attendo, poi vedremo.

    Hasta
    Zac

  21. Parole sante, veramente.

  22. Grazie, Barney.

    La devo smettere di scrivere Barney, se no va a finire che rileggo La Versione per la settima volta…

    Hasta
    Zac

  23. Caro Zac,
    grazie dell’apprezzamento, ma penso di non aver completamente centrato il concetto. Prendo meglio la mira e prometto di essere breve.
    Fate conto che un attore sia come una scatola vuota, da riempire di volta in volta di contenuti diversi. Non dico che un attore deve essere sciocco, anche se aiuta. Dico che non deve possedere una personalità. Se ce l’ha dalla nascita deve chiuderla in cantina, altrimenti entrerà inevitabilmente in conflitto con i personaggi che sarà chiamato ad interpretare. Quando leggete che alcuni attori finiscono per essere posseduti da alcuni personaggi, non leggete gossip, leggete un referto dove si riscontra la loro principale malattia professionale. Quando vedete Bruno Ganz che finisce per un anno dallo psichiatra per aver interpretare Hitler nella “Caduta” o Daniel Day Lewis che riesce a liberarsi di Lincoln solo dopo la notte degli Oscar, o Bela Lugosi che dopo essere stato il primo Dracula della storia del cinema ha montato tende nere nella sua casa di Beverly Hills e ha scelto di dormire in una bara, soltanto di giorno, e fino al suo ultimo giorno, leggete notizie folli, stravaganti ma oggettive.
    Ecco, applicate questi criteri a Beppe Grillo e fate i conti con tutte le domande che ne scaturiscono.
    Vi lascio con una citazione di Gustave Le Bon che trovo molto attuale: “Un autentico progresso democratico non consiste nell’abbassare l’elite di un paese al livello della folla, bensì nell’elevare la folla al livello dell’elite”.
    La prossima volta vi parlo della Tunisia. Qui hanno trovato armi e droga in numerose moschee. Si parla di “Al Qaeda bastarda”. Una specie di franchising del terrorismo. Un Mac Donald del terrorismo ormai gestito da una criminalità organizzata ma ancora improvvisata. I tunisini pero’ in questi giorni parlano molto anche dell’Italia. Hanno una paura fottuta di abituarsi al peggio e di diventare un giorno come noi.
    Buon bailamme a tutti
    David

  24. Caro Zac, per onestà intellettuale devo riconoscere che anche io, dopo essere andato a cercare quel blog, ho parzialmente rivisto il mio pensiero critico sulla stessa. Nutro qualche dubbio sulla “forma” in cui si è espressa, tipo le azioni “folcloristiche” di casapound che tutto sono men che folclore. E’ vero che le ha anche stigmatizzate definendoli in malo modo ma se proprio vuoi usare un aggettivo, usa “porcate” e non folclore! Sarà pure grillina ma il politichese lo conosce benissimo! Ho potuto inquadrare un po meglio anche i suoi riferimenti alla Storia e beh… a sti cazzo di giornali devi sempre concedere credito con la massima cautela.

  25. David, i tunisini hanno paura di diventare come noi? Scusa la mia profonda incapacità di comprendere ma devi spiegarmela. Invece, ti ringrazio per l’ulteriore approfondimento su Grillo: se prima ero preoccupato, ora sono terrorizzato dal pensiero di non sapere quale personaggio stia interpretando.

    Buona serata a te e ciao.

  26. Caro Carlo,
    te le ribadisco in poche parole: hanno paura di abituarsi al peggio. Da quando gli islamisti sono al governo, si è moltiplicata in modo esponenziale la maleducazione quotidiana, la violenza quotidiana, la doppia e tripla verità, la mistificazione sotto ogni forma, il disprezzo verso la cultura, le risse televisive mai viste prima, le ruberie dei politici peggio di quelle del clan Ben Ali e ogni possibile forma di finta democrazia. Sono sbrigativo. Approfondirò alcuni di questi concetti nei prossimi giorni, appena posso. Ma insomma, sono tutte cose che noi conosciamo bene da più di vent’anni. Qui sono solo all’inizio, ma ne hanno già abbastanza. Tieni conto che le TV di Berlusconi e la Rai si vedono ovunque. Loro hanno deciso di non vederle più da anni. E anche l’audience di Al Jazeera, degli sceicchi che sostengono il terrorismo in modo più o meno ipocrita e subdolo, è crollata del 70% in tutto il Nord Africa. È gente che reagisce, è gente che non ha voglia di farci il callo. Rimproverano noi, in modo laico, di esserci abituati a questa deriva, di non aver reagito quando dovevamo, e siccome la distanza è breve e la familiarità è tanta, si dicono che non devono assolutamente cadere in questa trappola.
    Buona serata
    David

  27. Cari tutti

    dopo avervi letto con attenzione…la mia “alterazione”, traducete voi, è arrivata alle stelle, o non ho la vostra capacità di vedere il bicchiere mezzo pieno, o dopo aver letto David, ho messo il comico tra coloro che hanno mussolini tatuato nel cervello o in alternativa, un microchip corticale ficcato nell’ipofisi e agisce su imput che arrivano dal non so dove.

    Sulla signora che scrive di casapound e del senso dello stato del fascismo…quanti sono tra i 100 e passa neoletti in quel movimento che hanno le sue stesse tendenze?

    Aspetto di vederli nelle due aule, la dentro non potranno fanno consultazioni con i due guru, dovranno fare scelte e non saranno sempre le scelte che loro strombazzano.

    Insomma Compagno Zac, si nota che sono fuori dalla pelle?

    Notte buona a Tutti.

    Hasta Compagno Zac ;-))

  28. Caro David, solo per dirti che se per essere un bravo attore bisogna prendere la propria personalita’ e sbatterla in cantina, allora io non riuscirei a fare neppure la comparsa.

    Poi, confesso l’ignoranza, sino a due minuti fa’ non conoscevo Le Bon, e come tutte le cose che ignoravo, una volta conosciute, ho l’obbligo di ringraziare chi me le ha fatte assaporare, grazie.

    Lo cerco, do’ una rapida occhiata al personaggio, e mi imbatto in questa frase:

    “Esiste una sorta di inconscio collettivo tramite il quale la folla è sempre condizionabile: l’individuo sacrifica con facilità il proprio interesse personale a favore dell’interesse collettivo. L’uomo, unendosi alla folla, perde la propria razionalità: la folla è guidata, appunto, dall’inconscio che, secondo Le Bon, non è proprio dell’individuo, bensì del gruppo collettivo.”

    In quattro righe Le Bon mi ha folgorato.

    Hasta
    Zac

  29. Cara Tina, rispondo al tuo quesito sul “quanti sono” rifacendomi alle percentuali che chiudono il post:

    i viagrini hanno perso il 40%
    i celtici il 50%

    E dato che non v’e’ stato un calo vistoso dei votanti, e che sfortunatamente non e’ scoppiata un’epidemia di ebola a via bellerio e a palazzo grazioli, lascio a te ipotizzare dove siano confluiti quella valanga di voti.

    Hasta
    Zac

  30. Caro Zac e cari tutti,
    mantengo la promessa di parlare della Tunisia malgrado le ansie mi riportino ininterrottamente in Italia. 
    Dicevo l’altro giorno che nel mondo arabo si sta finalmente facendo strada l’idea che Al Qaeda non abbia niente a che fare né con la fede religiosa né con le aspirazioni del popolo arabo. Ce ne è voluta per capirlo, direte voi. Non dimentichiamo che molti di noi, per troppi anni, hanno definito le Brigate Rosse “compagni che sbagliano”. E non dimentichiamo nemmeno che a Bush, Blair e Berlusconi ha fatto molto comodo identificare tutto il mondo arabo con l’organizzazione guidata dal pensiero di Bin Laden. Questo pensiero, per orribile che fosse, non c’è più. Oggi Al Qaeda è una sigla di comodo, un franchising, ad uso e consumo di varie organizzazioni criminali puramente come la Mafia che, per fortuna, a differenza della Mafia, sono spesso recenti e ancor piu’ spesso costituite in larga parte da giovani disperati, dilettanti e sbandati. 
    I giovani, in Tunisia come nel resto del mondo arabo, sono maggioranza schiacciante. Confido che sapranno schiacciare questa loro minoranza senza troppe difficoltà. Non dovranno per forza usare la violenza. Questi giovani sono scolarizzati, pacifici e dotati di un prezioso senso dell’umorismo. Da dieci giorni, stanno facendo impazzire i loro poveri e stolti coetanei salafiti con Harlem Shake, un pezzo hip hop nato in Australia che furoreggia in tutto il mondo dal 2 febbraio scorso. Harlem Shake fa partire un ritmo sincopato con la parola-slogan “Los terroristas!” e ognuno può ballare in libertà, con movenze che evocano ogni forma di libertà, libertà sessuale compresa. I teppisti salafiti istigati dal Ministro della Pubblica Istruzione, tutte le volte che hanno tentato di fermarli con i loro violenti raid, hanno avuto la peggio e sono dovuti fuggire con la coda tra le gambe. Harlem Shake sta definitivamente spazzando via tante paure residue trasferendole nel campo opposto. Non posso fare a meno di ricordare che prima del ’68 la nostra rivoluzione culturale l’avevano già fatta i Beatles, i Rolling Stones, Jim Morrison, Mary Quant, ma persino i Rokes e l’Equipe 84. Tutta gente che ho sempre considerato, non finirò mai dirlo, molto più rivoluzionaria d utile di qualunque leader del Movimento Studentesco, in Italia e non solo.
    In Libano, in Egitto, in Marocco ma principalmente in Tunisia, questo Harlem Shake viene eseguito, ballato e filmato dagli studenti di tutte le età in tutte le scuole, tutti i giorni, con la partecipazione di quasi tutti gli insegnanti, per prendere per i fondelli gli estremisti e i terroristi che fanno da stampelle a un governo islamista ormai agonizzante, la cui popolarità è scesa ben al di sotto del 20%. 
    Questo governo entro la fine della settimana deve presentare un rimpasto radicale. Ma nessun altro partito accetta di parteciparvi se non verranno messe fuorilegge tutte le organizzazioni, e le relative squadracce, che gli islamisti di Ennahdha hanno inventato subito dopo la Rivoluzione. All’interno di Ennahdha è partita una diaspora che vede ormai prevalere i musulmani democratici. La macchina blindata del capo sceicco Gannouchi (che non è nemmeno sceicco, come Totò Sceicco) due giorni fa è stata presa a calci e sassate con lui dentro e da allora lui non mette più il naso fuori. Sembra stia per sorgere un nuovo sole sulla Tunisia. Dopo tanta pioggia, oggi si segnalano quasi 30 gradi. Pare che i turisti italiani, francesi e tedeschi abbiano paura di venire. Peggio per loro. In compenso arrivano gli inglesi, che hanno sempre avuto il coraggio dell’avventura.
    Sono ottimista per la Tunisia. L’ottimismo deriva dagli elementi citati, ma anche da un terzo elemento che ricondurrà questo ragionamento in Italia. In questi ultimi mesi, ho scoperto in Tunisia una classe politica e sindacale piuttosto straordinaria. Composta di uomini e donne, migliaia di uomini e donne, che hanno un’età che va dai 90 ai 30 anni. E’ una classe politica allevata da Bourguiba ma il ventennio di Ben Ali non ne ha interrotto la crescita. Uno dei suoi esponenti di secondo piano, l’altra sera in televisione, ha avuto il coraggio di dire ciò che molti pensano: “Ben Ali era un dittatore, ma ha difeso il paese da questi estremisti islamici mettendoli in galera o invitandoli a sloggiare. Vedendo come cercano di governarci attraverso il terrore, ci sarà in futuro molto materiale per riflettere sulla storia del nostro paese”.
    Nessuno rimpiange Ben Ali. Ma il 90% dei tunisini che non vogliono più questo governo sono felici di possedere una classe politica dove molte generazioni e molti punti di vista sono rappresentati, una classe politica seria e responsabile che ha saputo tenere a freno in nome della democrazia le spinte insurrezionali di un popolo che si è dimostrato altrettanto serio e responsabile in momenti in cui tutto sembrava dover inevitabilmente precipitare. Questo senso di responsabilità, indispensabile alla crescita della democrazia, lascia ben sperare per il futuro della Tunisia.
    Questo stesso concetto di responsabilità mi porta oggi con indesiderato ma immutato pessimismo alle prospettive italiane. Mi sembra che la nostra mancanza più grave sia proprio questa. Il senso di responsabilità. Non abita più in Italia da decenni. Berlusconi ha conquistato il potere dicendo di essere perseguitato, la sinistra si è dichiarata impotente perché c’era lui, Monti ha finito per dire che il paese non si può cambiare per colpa di Berlusconi e della sinistra e i cittadini italiani piangono da secoli perché sono tutti corrotti ma continuano a farsi corrompere votandoli e sperando di entrare a loro volta nel giro della corruzione. Del resto, dopo che la parola responsabilità è stata usata da Razzi e Scilipoti, quale significato potrà mai più avere?
    In questo paese di gente irresponsabile e in malafede ecco Grillo, il più ingenuamente irresponsabile e in malafede di tutti, essendo buffone di professione. Dietro di lui, c’è posto per tutti. E non è poi così difficile prevedere che cadrà per primo nel burrone, come il monaco cieco e invasato dell’Italia medievale di Brancaleone (come somigliamo a quel film adesso, cazzo!) interpretato da Enrico Maria Salerno. 
    Vi lascio con uno sketch involontario di poco fa in un grande caffè di Tunisi dove mi trovavo in compagnia di un gruppo di amici tunisini. Dietro di noi, c’erano sei italiani: un napoletano, due milanesi (uno aveva con se’ un libro di Pansa), un abruzzese e due veneti. Erano soci. Tipici imprenditori italiani o pseudo tali che si incontrano in giro per il mondo. Il napoletano leggeva sull’IPad la notizia che Grillo pretende ora il potere assoluto, il cento per cento del Parlamento. È partito un frenetico conciliabolo a voce alta (l’affermazione, trattandosi di italiani, non è contraddittoria) e tutti hanno convenuto che bisogna dare a Grillo il potere assoluto per impedire ai comunisti (ancora?!) di prendere il potere. “Bisogna fare come l’altra volta con Fini -diceva lo stratega milanese, quello che legge Pansa- stavolta purtroppo dobbiamo mollare Berlusconi e confluire tutti su Grillo”.
    Buona serata
    David

  31. Ciao David e ciao a tutto il condominio. E’ da quando hai affermato che i tunisini “hanno paura di abituarsi al peggio”, come la maleducazione quotidiana, la violenza quotidiana, la doppia e tripla verità, la mistificazione sotto ogni forma, il disprezzo verso la cultura, le risse televisive, le ruberie dei politici e ogni possibile forma di finta democrazia, cosa che invece abbiamo fatto noi e proprio verso questi fenomeni, che rifletto sul perché ci siano così marcate differenze tra noi e loro.

    Ti propongo l’idea che mi sono fatto io, aspettando la tua valutazione. Penso che la differenza tra noi e loro, e quindi la maggiore responsabilità manifestata da quel popolo di cui ci racconti in questi giorni, sia dovuta al fatto che noi, soprattutto i giovani, abbiamo goduto di “diritti” senza aver mosso un dito per conquistarceli. Siamo anche un popolo estremamente ignorante ma soprattutto senza memoria e, quindi, non ricordiamo cosa sia costato in termini di lotte e sacrifici, ottenerli. Conseguentemente, non abbiamo mosso un dito quando hanno iniziato a cancellarli ed a stravolgerli e rimaniamo indifferenti quando individui come la mummia prima e il comico oggi attaccano Costituzione e istituzioni dello Stato con l’unico intento di demolirli. Loro, invece, hanno vissuto condizioni sociali, politiche e religiose che negavano gli stessi e oggi che le rivendicano, anche grazie ad una diversa consapevolezza dovuta a quella scolarizzazione che ci ricordi distingue i giovani, nutrono maggior rispetto e responsabilità per gli stessi.

  32. Dimenticavo…. buon fine settimana a tutti!! Ciao Zac.

  33. Caro David, non avrei saputo utilizzare parole piu’ appropriate di quelle di Carlo.

    Anch’io aspetto una tua valutazione.

    Hasta
    Zac

  34. Caro Carlo,
    per una volta, ti sei risparmiato il mio solito scritto sesquipedale. Concordo con Zac. Anch’io non avrei saputo trovare parole più appropriate, ne’ sintesi piu’ appropriata. Avrei fatto tremila riferimenti, mi sarei esercitato sul “ma anche” di veltroniana memoria, avrei sicuramente annacquato il brodo, o lo avrei trasformato in un polpettone.
    Complimenti a te e buon fine settimana a tutti.
    David

  35. Caro Zac e cari tutti,
    ieri sera sono tornato in Italia. In aereo leggevo il settimanale “Jeune Afrique”, che è l’organo internazionale dei paesi africani da quando ero ragazzino. Un settimanale di grande autorevolezza, tipo Newsweek, ma persino più autorevole. Leggevo un reportage e un’analisi delle elezioni italiane firmati da una brava giornalista maghrebina. Ne scaturiva un ritratto del nostro paese dalla fine della guerra ad oggi molto semplice ma molto esaustivo, in cui si spiegava che l’Europa è molto preoccupata dalla nostra deriva ma ne può trarre al contempo preziose indicazioni, prima fra tutte il possibile trionfo di un’anarchia destinata a trascinare tutto con sé come uno Tsunami, e può provare a studiarne in anticipo qualche forma di antidoto. La giornalista spiegava che la nostra democrazia è stata bloccata subito dopo la guerra dalla contrapposizione DC-PCI che ha generato un immobilismo fatto di misure e contromisure destinate a bloccare tutto e pertanto non si è più evoluta, nonostante gli enormi cambiamenti sopraggiunti nel mondo nel corso degli ultimi cinquant’anni.
    Sono assai più di cinquant’anni, infatti, che la politica italiana parla alla “pancia del paese”, ma anche i bambini sanno cosa contiene la pancia e divengono presto consapevoli del fatto che tale contenuto, se non viene puntualmente e sistematicamente evacuato, può generare terribili malattie. Di qui l’affermazione “paese di merda” che tutti noi, a torto o a ragione, abbiamo spesso pronunciato senza neppure renderci conto di parlare di noi stessi.
    La Democrazia Cristiana ha parlato alla pancia del paese usando e strumentalizzando le parole della religione. Il PCI ha parlato alla pancia del paese usando e strumentalizzando un marxismo-leninismo male assimilato. Berlusconi ha poi parlato alla pancia del paese con mezzi tecnologici di cui si è appropriato con le modalità di un gangster. Grillo parla ora alla pancia del paese con nuovi mezzi tecnologici di cui si è appropriato grazie a quel ritardo ormai patologico della nostra società.
    Ma a questo punto parliamo di noi, della sinistra, e dei nostri errori. Non siamo mai andati al governo e non potevamo andarci. Ma abbiamo spesso compensato la nostra impotenza con vere e proprie rivoluzioni a livello locale. Grandi sindaci comunisti, molto popolari, hanno dato enormi segnali di cambiamento. Penso a Luigi Petroselli a Roma negli anni’70, penso ad Antonio Bassolino a Napoli vent’anni dopo. A Roma, ero fra i tanti ragazzi che aiutavano i senzatetto ad occupare le case, tenute sfitte dai proprietari che non volevano sottostare all’equo canone, per poi scoprire, anni dopo, che quei senzatetto erano diventati proprietari di 4,5,6 case ciascuno, ed erano nel frattempo diventati la massa elettorale dei fascisti ripuliti di Gianfranco Fini. Voglio raccontarvi un aneddoto che mi colpì molto. Alla fine degli anni’80, un mio caro amico, di professione psicanalista, aveva in casa una donna di servizio. Notando spesso un occhio nero, dei lividi, e qualche pianto soffocato, capì che il marito la picchiava. Le consigliò di separarsi. La donna gli rispose che quello era il progetto, sollecitato soprattutto dai due figli della coppia. Unico impedimento, la casa. Chi è che rimane in casa? Chi è che se ne deve trovare un’altra? E con quali soldi? Il mio amico suggerì di vendere la casa in cui abitavano, e di provare a comprarne due ancora più modeste. Già fatto, rispose la donna. Ma la sua casa nessuno se la voleva comprare. Avevano anche abbassato il prezzo, ma niente. Erano giunti al limite, non si poteva più abbassarlo, sarebbe stato un delitto svenderla a quel modo. Dopo tanti altri occhi neri e tanti altri lividi, il mio amico la esortò ad abbassare ancora il prezzo per non veder precipitare definitivamente il prezzo della vita della sua famiglia. Lei disse no. “Ma quanto chiedete?”, chiese il mio amico pensando forse addirittura di comprarla lui. “Un miliardo e mezzo, dotto’! Ma ne vale tre!”. Il mio amico trasecolò e la licenziò su due piedi. Dopo due anni, entrò in crisi e smise di fare lo psicanalista. Quella donna e la sua famiglia avevano occupato alcuni ettari di terra vicino all’Appia Antica, ci avevano costruito sopra un orrendo casale, e l’incredibile abuso era stato sanato dalla politica di Petroselli.
    A Napoli, vent’anni dopo, è accaduta la stessa cosa. Bassolino ha fatto costruire intere città abusive ai senzatetto napoletani che ora, come ci raccontava quel programma di Riccardo Iacona giorni fa, hanno votato tutti compatti, molti per la prima volta, Berlusconi. Per il semplice fatto che ha promesso loro una sanatoria senza se e senza ma.
    Basta viaggiare attraverso il bel paese per capire come è andata. Abbiamo l’edilizia più oscena e più anarchica d’Europa. E siamo ancora, lo saremo sempre, il paese che detiene più della metà del patrimonio artistico mondiale.
    Vi invito a trarre a tutte le considerazioni che riterrete opportune. Per quanto mi riguarda non voglio, e non ho mai voluto, un leader capace di parlare alla pancia del paese. Mi accontenterei di un bravo architetto onesto e di un efficace, sanatorio lassativo.
    Buon fine settimana
    David

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