Il Blog

La mia droga.

In Politica on marzo 11, 2013 at 10:26 am

Un libro.

Un libro fa’ viaggiare, anche se e’ ambientato dentro a una cella.
Un libro fa’ ridere, piangere, tremare, addormentare, pensare, conoscere.
Un libro racconta una storia che non avrai mai la possibilita’ di vivere realmente, nemmeno se sei l’emiro del Bahrein.
Un libro non ti corre appresso, sei tu che vai a scovarlo fra le miliardate di pagine e le migliaia di tomi che ti pervadono quando entri in una libreria, uno dei posti piu’ attraenti costruito dagli esseri umani.
Un libro cammina con te, puoi leggerlo ovunque, puoi lasciarlo sul como’ per mesi, in soffitta per anni, ma lui non cambia, e’ sempre li’, aspetta.
Un libro va’ sfogliato, va’ a volte riletto, va’ conservato, va’ prestato ma solo a persone fidate, va’ protetto.

Quando trovo il semaforo rosso, o quando c’e’ una fila, prendo un libro e lo piazzo sul volante, anche poche righe, al massimo due pagine, poi arriva il verde e riparto avendo assunto una piccola dose della mia droga giornaliera, non riuscirei a farne a meno per nulla al mondo.

Questo tipo di dipendenza mi ha portato a scoprire centinaia di luoghi e di persone, reali o mentali, non fa’ differenza, al punto che delle volte mi capita di essere in una piazza e non ricordarmi se vi ero gia’ stato realmente o letteralmente.

E’ una cosa strepitosa.

E cosi’, ho puntato ai cavalli con Bukowsky, ho arpionato balene con Coloane, ho montato un mulo con Chatwin, ho corso come un pazzo per Belleville assieme a Pennac, ho sparato con Richler, mi sono oppiacizzato con Baudelaire e mi sono ubriacato, molto, con Sepulveda.
Sono stato rinchiuso con Levi e attraversato l’oceano con Baricco.
Sono stato arrestato con Leary e mi sono sentito libero con Martin Luther King.
Ho amato con Kerouac, odiato con Celine, riso con Marx (groucho) e pianto con Fitzgerald.

Ecco, oggi non avevo cazzi di politica, succede.

  1. Vuoi qualcosa che ti prende al punto tale da non voler nemmeno andare in bagno per sapere che succede? Leggiti “La valle dell’Orco” di Umberto Matino, scrittore scledense che ambienta un singolare giallo nientemeno che in una minuscola contrada sopra Torrebelvicino.All’inizio può attirare perchè è ambientato in posti a noi noti,e parla delle nostre origini, ma dopo poche pagine lo leggi solo perchè non ne puoi fare a meno…vendutissimo in Veneto, si sta espandendo anche nel resto d’Italia.A prposito, ciao, è un pezzo che non ti vedo, spero di dividere presto con te un buon bianco fresco, anche due..
    Ciao Max.

  2. La più grande biblioteca del mondo antico, quella di Alessandria, fu più volte distrutta in azioni di guerra, perché il modo più efficace per annientare un popolo era distruggerne la cultura. Oggi, in occidente, non vengono più distrutte le biblioteche, ma il depauperamento della cultura di un popolo rimane la strategia principale per l’instaurazione di dittature “dolci”, attraverso un’università elitaria, col controllo delle manifestazioni di cultura popolare (prima fra tutte la tv), attraverso la vendita di cultura tarocca nel gran bazar del web.

  3. Confesso….sono uno spacciatore…..

  4. Caro Massimo, sara’ fatto, ma solo perche’ me l’hai consigliato tu, di norma prediligo gli autori stranieri, ma solo per un fatto puramente estetico legato all’esotismo.

    hasta
    Zac

  5. Caro Maestro Barabba,

    Applausi.

    Hasta
    zac

  6. Il tuo, è un pensiero che dovrebbe essere esposto all’ingresso di ogni libreria!

    Ciao Zac e buon pomeriggio. A leggerti, mi è venuta voglia di fare una delle mie solite e, purtroppo, rare passeggiate in libreria. Magari non compro nulla ma già curiosare tra gli scaffali, scorrere i titoli e, se attratto da qualcosa, leggere la recensione sul dorso di alcuni, mi fa passare parecchio tempo in uno stato di leggerezza, perfetto. E poi, nelle librerie più grandi c’è sempre qualche audiovisivo o qualche brano musicale da guardare o ascoltare e, a quel punto, ti viene voglia di gratificarti con un buon caffé alla caffetteria interna. E’ passata una piacevole mezz’ora e non te ne sei accorto.

  7. Caro Carlo, ringrazio.

    E vedrai che dopo il caffe’ ti verra’ voglia di tornare fra gli scaffali e prenderne uno.
    Ti piace la musica, cosi’ mi sento di consigliarti un libricino, scritto da Aldous Huxley, si intitola “the Doors of perceptions”.

    E’ il libro che ispiro’ il nome del gruppo a Jim Morrison e a Ray Manzarek, ed e’ un libro spaziale nel vero senso della parola.
    L’autore, piu’ un ricercatore che non uno scrittore, assume sotto controllo medico dosi sempre maggiori di mescalina, e ne descrive dettagliatamente gli effetti collaterali.

    Hasta
    Zac

  8. Caro Compagno Zac

    Altra assonanza di idee tra noi, la lettura dei libri, l’odore della carta zeppa di parole, passioni, avventure, drammi, voli pindarici…ma che lasciano sempre un retrogusto mentale che non si può descrivere…

    Steinbeck, Piero Chiara, Sciascia, Tommasi di Lampedusa, Asimov, Camilleri, Bradbury, Queneau, Pratolini, Ravera, …e potrei continuare per un mese.

    I miei libri sono i miei figli e non li presto, decisione presa dopo che uno della Metalious non è più tornato indietro e ho dovuto ricomprarlo.

    Li compro, li leggo e li conservo, la mia libreria ha smesso di estendersi in orizzontale, ora va in verticale.

    Quando lo spazio si esaurirà…butterò un paio di poltrone e comprerò altri scaffali ;-))

    Hasta Compagno ;-))

  9. Carissimi Compagni Tina, Robi e David, risposta collettiva per dirvi che oggi e’ un giorno in meno su questa terra di presenza del nanopriapo, egli crede di campare sino ai 150, ma vedrete che se ne andra’ molto prima, ma no ad antigua…

    Celentano, caro David, non c’e’ mai c’entrato, e’ solo un giullare che ogni tanto ne spara una, per poi tornare ai suoi silenzi, nulla di cui doversi preoccupare.

    Hasta
    Zac

  10. Oooooopsss, il commento qui sopra e’ da assoggettare al post precedente, me ne scuso.

  11. […] trattavasi in realtà di un polmone di bue o altra animella che non ricordo, Zac che ne è un assiduo lettore (di Pennac, non di Bush) sicuramente […]

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