Il Blog

Caro Pippo ti scrivo

In Politica on Maggio 15, 2013 at 9:57 am

Cosi’ mi distraggo un po’.

Caro Pippo, in tempi non sospetti ti dissi che in un futuro non troppo lontano tu saresti salito a palazzo Chigi per diventare Presidente del Consiglio.

Da quel giorno le percentuali sono aumentate, ne sono cosi’ certo che prima o poi chiedero’ ai bookmakers anglossassoni una scommessa antepost sulla previsione.

Ma prima, fra i tuoi 101 punti (http://www.ciwati.it/2013/05/11/viva-la-liberta/), necessita l’attuazione del nr 4:

” Chi ha governato il Pd negli ultimi anni deve lasciare ad altri, senza prefigurare nulla: l’azzeramento consentirà di scegliere un nuovo gruppo dirigente, nella massima libertà e autonomia.”

E dato che entrambi siamo fortemente Juventini, mi permetto un paragone:

Correva la stagione 86/87 e il mio mito, Michel Platini, giocava l’ultima stagione in bianconero.

Io lo sapevo che era l’ultima ma ancora non ci volevo credere.

Andai a vedere un Verona Juve e notai un Michel fermo sulle gambe, sempre anticipato, abulico.

Capii li’ che era alla fine, che non avrebbe piu’ giocato, aveva 32 anni.

Sono trascorsi trent’anni da quel giorno, e la Juve e’ ancora qui.

Parlo con molti elettori di sinistra, taluni ti conoscono da mesi, altri da anni, ma il giudizio e’ uno solo, tutti concordi nel definirti “L’unico futuro possibile per le persone progressiste di questo paese”.

 

Ti scongiuro, non mollare di una virgola.

 

Poi, un giorno, succedera’.

Il sogno diventera’ realta’.

Allora stappero’ bottiglie, ballero’ sui tetti, gridero’ a squarciagola, mi vestiro’ da Doge veneziano e correro’ per le strade brandendo il vessillo della vittoria.

E versero’ un fottio di lacrime.

Have a nice day.

Zac

 

 

  1. … e siccome Civati e Vendola che seguo contemporaneamente nella loro attività politica, mi sembra che, nelle intenzioni e nei fatti, stiano percorrendo la stessa strada riformista, mi auguro che facciano “coppia” perché… l’unione fa la forza!

    Ciao Zac e buon pomeriggio. Spero che il tuo pensiero venga letto da Pippo e che ciò che va fatto, venga fatto in fretta e con determinazione. Perché è vero che la nostra speranza è poter versare, un giorno, lacrime di gioia ma è pur vero, purtroppo, che oggi c’è tanta, troppa gente che le lacrime le sta versando ma per la disperazione! Non possiamo permetterci il lusso di aspettare, soprattutto perché i segnali che la disperazione si sta trasformando in violenza sono tanti e c’è chi, neanche tanto nell’ombra, sta cavalcando sia la disperazione sia il potenziale di violenza che quella disperazione potrebbe sprigionare. Non credo sia necessario ricordare, per esempio, che il comico spesso e volentieri lancia lì un “o noi o la rivoluzione”!

  2. caro Zac,
    mi affido alla tua speranza su Pippo Civati. E’ fortemente necessario ritrovare un punto di riferimento a cui credere senza indugi.
    Aspetto emozioni.

    Hasta
    robi

  3. Per me è l’81)
    La domanda ricorrente: «sì, ma qual era l’alternativa?». L’alternativa era puntare i piedi per un governo leggero, con scopi chiari, durata breve, personalità neutre. Non si è voluto. Ora ci cucchiamo Formigoni, Lupi, Biancofiore e compagnia. Cosa pensavamo, che Berlusconi tenesse in cantina una riserva della Repubblica?

    Si poteva fare, e sta in questa mancata ricerca dell’alternativa o nell’incapacità di pensare diversamente dalle larghe intese, l’amaro in bocca che si prova adesso.
    Ciao, un abbraccio.

  4. Bravo Carlo, hai centrarto il punto, non si puo’ piu’ attendere, difatti io sono compiaciuto delle proposte pidielline che arrivano quotidianamente (vedi ddl sulle intercettazioni), proposte atte a far terminare quanto prima questa accozzaglia di figuri diametralmente opposti.

    Hasta
    Zac

  5. Caro Robi, e’ una speranza di un sacco di persone, ma veramente tante, che faticano a riconoscersi nell’attuale dirigenza del pd, e che non vogliono ambire a nulla, se non a vedere una volta per tutte un partito progressista diretto da progressisti.

    Hasta
    zac

  6. Cara Spera, eh gia’, si poteva fare, vaglielo a raccontare ai 101 ladri che hanno affossato Prodi, e che a oggi si ritrovano tutti con una seggiola da ministro o da presidente di commissione o da sottosegretario.

    Capisco che Pippo continui a chiedere i nomi di questi bifolchi, e’ il suo ruolo, ma nella realta’ chi si occupa di politica conosce i nomi e i cognomi di quei vigliacchi, non ci vuole un genio.

    Ciao
    Zac

  7. Povero Pippo, avrà due miliardi di lettere da leggere. Il bello è che riesce anche a leggere i libri da quello che leggo nel suo blog (scusa per aver ripetuto leggere un po’ troppe volte).
    Non ho mai pianto per la politica, sai? Quando il mio babbo mi parla di Berlinguer ha gli occhi che gli brillano e io non so se qualcuno mi ha mai fatto questo effetto. So che fino al momento in cui non ho incrociato Nichi Vendola in tv, qualche anno fa, non c’era nessuno che mi entusiasmava. Ecco, senza di lui, senza quei referendum di due anni fa, forse non mi sarei mai davvero interessata alla politica.
    Quello che penso in questo momento è che Civati sia sulla buona strada per piacermi tanto quanto non mi è mai piaciuto nessun altro prima. Che più lo leggo più penso che sia pieno zeppo di cose belle.

  8. Cara Elisa, stai certa che le mie le legge, anche perche’ ci scriviamo fin dai tempi in cui nel suo blog v’erano si e no venti commenti, poi, dopo la elezione a deputato, i medesimi sono diventati centinaia, a volte migliaia, ma io sono uno della vecchia guardia.

    Per cio’ che concerne il piangere, io ho la lacrima facile, ancor oggi mi commuovo al “i have a dream” di Martin Luther King, o al “ich bin ein berliner” di John F. Kennedy, o al primo discorso d’insediamento di Obama, per non parlare di tutte le lettere che Nelson Mandela scrisse dal carcere.
    Nella politica italiana, l’ultima volta che ho pianto e’ stato dopo il discorso del Lingotto di Veltroni.

    P.S.
    Leggi, se ti va’, la seguente a tuo padre:

    “Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.” Enrico Berlinguer.

    Questo, per me, significa essere di sinistra.

    Hasta
    Zac

  9. come non concordare. Però almeno Platinì poi la coppa ce l’ha fatta vincere (sia pure in quel modo)…Bersani mi ricorda invece Zoff su quel tiro da 40 metri di Magath….impreparato.

  10. Ciao Zac
    il pd è morto e se per caso fosse vivo nn sarebbe comunque di sinistra, lo abbiamo capito ormai, forse qualcuno troppo tardi però s’è capito. Ora non è nemmeno democratico dopo l’ultimo provvedimento proposto da quel genio della democrazia Finocchiao che qualche ann fa spinse gli elettori a votare PD o PDL per non disperdere i voti…
    Chi ha a cuore la sinistra ed è ancora all’interno del pd esca, se ne vada lasci quel partito al suo destino democristiano, si formi una nuova forza politica di sinistra… all’inizio non saremo tanto, non prenderemo tanti voti, ma saremo onesti, dignitosi e di sinistra e poi sono sicuro che con idee argomenti e ascoltando la gente arriveremo a guidare il paese.
    un saluto

  11. Caro Zac e cari condomini,
    volevo dirvi che sono sempre all’interno 3 e vi seguo dall’Italia come dalla Tunisia. Non riesco in alcun modo, purtroppo, ad appassionarmi al dibattito politico italiano. Perdonatemi, ma non ne frega nulla di Pippo, di Enrico, di Matteo o di chiunque altro possa o non possa risollevare le sorti della sinistra in Italia.
    L’Italia, ai miei occhi, è un paese che semplicemente non c’è più. Come uno dei tanti malati di Alzheimer (ne ho uno in famiglia, purtroppo) che languono in un letto e non riescono a morire.
    Non vi dirò più che il problema è culturale, che gli italiani sono il popolo più brutto, più ignorante, più disonesto e più egoista che io conosca. Inutile dirlo, perché non siamo un popolo, e in questo popolo c’è anche tanta gente molto bella, molto sensibile, molto educata, molto inerme come voi e come me.
    Vi scrivo per segnalarvi un video di 9 minuti girato a Zarzis, nel Sud della Tunisia. Mostra un uomo che faceva il postino e che un giorno ha abbandonato il lavoro perché ha avuto un’intuizione. Da anni passa le sue giornate raccogliendo ciò che il mare gli porta. Ha costruito così, in un campo abbandonato, un Museo del Mare che racconta storie tragiche e allegre di tutti i popoli che attraversano il Mediterraneo- Un museo che non è finanziato da nessuno. Guardatelo. E ascoltate la sua voce. E’ un postino disoccupato, vive in miseria, è felice della sua missione e parla 4 lingue.
    Per trovare un italiano che parli 4 lingue dobbiamo ricorrere ad Oscar Giannino.
    Buona serata
    David

  12. Forse il mio torto è di appartenere alla generazione nata nel 1948, quella definita “la meglio gioventù”, ma non riesco ad essere ottimista come te, li guardo, li ascolto, li leggo e ho travasi di bile.

    Non vedo prese di posizioni per mitigare il disastro del mondo del lavoro, ma leggo molte esternazioni nella guerra delle parti, in questo momento non è importante chi va a ricoprire un ruolo, ma chi sa risolvere un problema, purtroppo il problema viene ignorato a bella posta e la distrazione di massa viene servita in ogni maniera.

    A me sale una sola voglia, tornare a fare le barricate, ma eliminando gli scrupoli e cercando il bersaglio che a suo tempo dicevo di non toccare.

    Insomma, non sono più per una lotta continua usando le parole.

    La lotta è tra noi e loro e non ho dubbi su chi deve levarsi dai piedi.

    Notte buona Compagno Zac.

  13. P.S.

    Con David siamo arrivati in simultanea, della serie, siamo quasi coetanei e non posso che scrivere una sola cosa…lo condivido al 100%, della serie, mi sono rotta le palle delle schermaglie di parte e delle risse interne del PD, si estinguesse e desse vita a una sinistra vera, reale e a favore della classe operaia e impiegatizia senza mostrare quante seghe mentali sanno farsi basandole sul niente delle ideologie stracotte prive di senso reale.

    Notte buona Compagno David e grazie di esistere.

  14. Carissimo Gatto, in effetti ho esagerato a metaforizzare Le Roi Michel in questo caso, ma data la passione viscerale per la juve che accomuna me e Pippo mi sono lasciato trasportare.

    Non parlarmi di Magath che me lo sogno ancora oggi.

    Ciao
    Zac

  15. Caro Compagno Ernest, la penso tale e quale a te, o meglio sarebbe dire che sono tornato a pensarla tale e quale a te dopo un breve periodo di appannamento dovuto alle promesse elettorali di Bersani e compagnia varia.

    Hasta
    Zac

  16. Caro fratello David, come ben sai ti penso quotidianamente, e sospettavo il tuo estremo malessere e “menefreghismo” (passami il termine) per le sorti che consideri segnate di questo paese.

    Ma tu sai bene che io sono un guerriero, che combatto tutti i giorni contro l’ignoranza che sfocia sempre nella cattiveria fine a se stessa, e fino a che il mio culo poggera’ le proprie chiappe su questo suolo non mi arrendero’, a costo di restare l’unico.

    Ah, se la memoria non m’inganna, tu di lingue ne conosci cinque, Giannino e’ fottuto.

    Hasta
    Zac

    P.S.
    Lo so’, non dovrei scriverlo qui, ma lo scrivo lo stesso:
    ho riletto per la terza volta “Evilenko”, stavolta c’ho impiegato quattro giorni, quel libro mi intriga da morire, e ogni volta scopro nuove sfaccettature.

    Se fossi cosi’ gentile da scrivere un altro romanzo nei prossimi tempi futuri te ne sarei estremamente grato.
    Se no vuol dire che lo leggero’ per la quarta volta.

  17. Cara Compagna Tina, comincio a credere nella trasmissione del pensiero, e’ davvero sintomatico che tu e David siate arrivati nello stesso istante.

    Io sono con te, sono sempre stato per le barricate, solo che poi ho cominciato a utilizzare lo scritto per erigerle, ma non immagini quanto avrei voglia di emulare l’assalto alla bastiglia, ma forse restera’ per sempre un sogno.

    Hasta
    Zac

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