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Appunti preliminari per un’antropologia del grillominkismo (feat. Barabba)

In Politica on giugno 28, 2013 at 8:03 am

Il Maestro Barabba ha concepito una sorta di manuale.

Mi e’ piaciuto cosi’ tanto che lo pubblico anche qui:

 

“Anche se ormai ho abbandonato il commento dell’attualità politica su questo blog, vorrei tuttavia condividere con voi alcune considerazioni, che ho maturato negli ultimi mesi, su quella tipologia italiana che vado a definire come Grillominkia.

Il significato di tale termine è abbastanza intuitivo, soprattutto per chi frequenta assiduamente il Web e ne conosce il gergo;la radice Grillo si riferisce a Beppe Grillo, il resto della parola richiama il termine “Bimbominkia”, usato per indicare chi in chat o forum ha un comportamento infantile, che si riflette anche e soprattutto nella forma grafica, caratterizzata da infiniti punti di sospensione e punti esclamativi, uso smodato delle maiuscole, sostituzione delle C con le K anche quando la terza lettera dell’alfabeto non è seguita da una H (il che rende comprensibile la traslitterazione qualora si voglia o si debba risparmiare un carattere), e uno sdoganamento pressoché totale dell’errore grammaticale.

Il grillominkia non è il semplice elettore o eletto del Movimento 5 Stelle, non è sufficiente nemmeno la lettura quotidiana del blog di Beppe Grillo; il grillominkia è colui che sbandierando lo slogan “uno vale uno” accetta, più o meno coscientemente, che Grillo, parafrasando Orwell, valga più uno degli altri. Ho individuato alcuni idealtipi del grillominkia, sono ovviamente delle tipologie pure, la personalità di un grillominkia reale si muove all’interno del poligono che possiede i seguenti vertici:

Grillominkia digitale: l’assioma esistenziale di questo grillominkia è che la civiltà non è nata con la parola, col fuoco, la ruota o la moneta, bensì col modem 56k. La sua parola più frequente è “rete”. Tutto ciò che storicamente viene prima della rete è sbagliato, tutto ciò che oggigiorno è esterno alla rete è sbagliato e in più malvagio. Spesso vede dovunque congiure e cospirazioni di carattere planetario (Bilderberg e New World Order). Il suo unico canale di informazione è ovviamente la rete, ma talvolta, o per una carenza di strumenti cognitivi o per deferenza verso il dio rete, non distingue le informazioni dalle bufale (vedi sottocategoria Grillominkia micro-chip)

 

Grillominkia anti-casta: il delirio di persecuzione di questo grillominkia non è di carattere internazionale ma più modestamente italico. Il grillominkia anti-casta vede una minaccia in chiunque abbia, o abbia avuto, una tessera di partito o sindacale, sia egli effettivamente un corrotto criminale che un misero e impotente cittadino come lui. Questa tipologia attribuisce alla cosiddetta Casta qualsiasi suo fallimento o frustrazione, ma è soprattutto il denaro ad ossessionarlo; per lui eliminando i rimborsi elettorali si risolverebbero i problemi strutturali del nostro Paese. Vuole il reddito di cittadinanza e lo finanzierebbe con i rimborsi elettorali, darebbe internet a banda larga gratis per tutti coprendo i costi con i rimborsi elettorali, eliminerebbe tutte le tasse tanto ci sono i rimborsi elettorali! Pensa che i rimborsi elettorali siano così cospicui che un partito, primo fra tutti il Pd, possa permettersi di pagare degli individui col compito di criticare il M5S anche solo con un tweet. La sottocategoria dei grilliminkia ragionier Filini raccoglie quei soggetti che, partendo dal quadro ossessivo finora descritto, provano sollievo solo nello spulciare, con solerzia notarile, note spesa e rendiconti dei propri eletti. Un tentativo di discussione politica con loro si trasforma sempre in un corso di aggiornamento per commercialisti. Per loro dimostrare che il proprio eletto non ha intascato un solo centesimo in più equivale al risanamento del debito pubblico. La sottocategoria dei grilliminkia No-E (no equitalia, no euro) sogna lo smantellamento dell’attuale sistema economico, non preoccupandosi però, di offrire un progetto sostitutivo fattibile. L’ultima sottocategoria individuata, probabilmente la più numerosa, è quella del grillominkia mangia-partiti: tale soggetto non si accontenta di eliminare i privilegi del sistema partitico, egli è un vero e proprio iconoclasta della forma partito, e infatti non manca mai di ricordare che il M5S è un movimento e non un partito. È una categoria verbalmente aggressiva (seconda solo al grillominkia cripto-fascista), ma è anche quella che maggiormente accusa il colpo quando gli vengono fatte notare le contraddizioni del movimento, quali la mancanza di democrazia interna. Al culmine della rabbia il grillominkia mangia-partiti produce un verso che generalmente segna la fine della diatriba (almeno sul piano della dialettica razionale): “Troll!”.

 

Di fronte all’evidente monarchizzazione del Movimento, le categorie viste finora superano la dissonanza cognitiva con un trasfert sui mass-media; se Beppe Grillo viene fuori con uno dei suoi proclami da ventennio nero, il grillominkia accusa la stampa e i telegiornali di aver decontesualizzato e manipolato la dichiarazione, anche prima che la stessa venga effettivamente ripresa dai soggetti in questione. Ma vi sono almeno due categorie che promuovono l’autocrazia di Grillo:

 

Grillominkia cripto-fascista: categoria aggressiva e violenta anche con altri grilliminchia, è dedita all’attività minatoria attraverso commento anonimo, specie se si tocca l’argomento cittadinanza. Attacca gli esponenti politici avversari con appellativi omofobi, razzisti e volgari. Ambisce alla rivolta armata. Cita sempre la guerra civile del momento prefigurando una situazione simile per l’Italia nell’immediato futuro.

 

Grillominchia mistico: come in tutte le dittature vi è un manipolo, più o meno folto, che sviluppa un’adorazione religiosa nei confronti del leader. I reperti associabili a questa categoria sono quasi completamente contenuti nei commenti al blog, alquanto ripetitivi a dire la verità, come del resto tutte le preghiere: “W Beppe”, “Forza Beppe”, “Grillo sei tutti noi” e via dicendo. Si noti che questi reperti, comprese versioni più articolate, sono sempre avulsi dall’argomento trattato nel post. Per scuotere un grillominkia mistico dalla sua catarsi è necessaria la blasfemia; non argomentazioni inoppugnabili ma solo l’attacco diretto a Beppe Grillo riescono a strapparlo dalla contemplazione, allora il grillominchia mistico può uscire dal tempio del blog e ammonire gli infedeli con frasi del tipo “dovreste solo dire grazie a Grillo”, “Vergogna!” e il celeberrimo “Sveglia” seguito da un numero imprecisato di punti esclamativi.

Barabba

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Love is Love

In Politica on giugno 27, 2013 at 7:21 am

Nel meriggio di un martedi’ di giugno dell’anno domini 2013 la corte suprema statunitense ha bocciato la legge federale che definisce “matrimonio” solo quello contratto fra un uomo e una donna.

Il titolo del post, per chi ancora non lo sapesse, e’ il tweet che ha scritto poco dopo Obama.

La notizia e’ uno spartiacque.

Non si tratta del semplice rito di fronte a un uomo di nero vestito, si tratta di rendere uguali i diritti di ogni cittadino americano.

Hanno intervistato un uomo che piangeva, che fra una lacrima e un singhiozzo ha detto:

“Adesso potro’ dire al mio compagno: Ti amo, vuoi sposarmi?”

Sapete indicarmi una frase piu’ tenera?

E ve lo chiede uno che non si sposera’ mai.

 

Di contro, perche’ c’e’ sempre il coglione di turno, che nel caso specifico diventa al plurale, quei coglioni della conferenza episcopale americana sbiascicano la seguente:

“E’ un giorno tragico per il matrimonio e per la nostra nazione”

Mentre essersi deflorati migliaia di ragazzini, riducento la east coast al pari di un bordello di Pucket, quella e’ stata una benedizione.

Brutta gente.

Anche il cardinale di Nuova York (omaggio a Ruggiero Orlando), Dolan, ha blaterato, ma non riporto per estrema decenza.

 

 

Questi americani.

Quante gliene ho dette agli Yankees, le maledizioni che sono riuscito a tirare per i due Bush, e prima per Reagan, e quante altre per Nixon e Johnson che ho conosciuto da stecchiti, per fortuna.

Poi ti vengono fuori con decisioni ineccepibili, questa e’ solo l’ultima di una lunga serie, e nel mentre applicano ancora la pena di morte.

Questi americani.

Li odio e li amo, e sono gli unici a detenere l’onore delle due mie piu’ grandi emozioni.

Di norna tendo a odiare o ad amare qualcuno, qualcosa, qualche animale, ma mai amore e odio allo stesso momento, l’ho sempre considerata una cagata pazzesca, se ti amo ti amo, santo cielo!, e per te posso fare tutto, ma veramente tutto, se ti odio e’ piu’ semplice, perche’ diventi nessuno.

Questi americani no,

questi mi incasinano, mi sballano, arrivano pure a intrigarmi.

 

“La maggior parte della gente non capisce come altri possano soffiarsi il naso in un modo diverso dal loro.”

Ivan Turgenev, 1862.

La Brigata “Condominio”

In Politica on giugno 25, 2013 at 8:20 am

0 CONDOMINIO ROSSO1 ZAC2 TINA3 DAVID4 ELI10 RAFFAELE11 LORETTA DALOLA12 SILVANASCRICCI5 GIBRAN13 CARLO6 SPERADISOLE14 ROBI7 ERNEST8 AENIS ART9 BARABBA MARLIN

Robi ci ha regalato questa Brigata.

L’ho chiamata Brigata “condominio” perche’ appena ho visto queste vignette mi si e’ stampata in mente l’immagine delle brigate antifranchiste che difendevano casa per casa la Barcellona rossa del ’36.

Non so’ come ringraziarti, Robi.

 

Strike out

In Politica on giugno 11, 2013 at 6:49 am

Ovunque.

Dopo molti, troppi anni, cio’ che auspicavo (e non ero il solo), si e’ avverato:

l’elettorato di destra se n’e’ rimasto a casa, finalmente.

L’affluenza cala?

bene, benissimo, che non ne’ posso piu’ di sentire i sermoni sul “riportare la gente alle urne” e “peschiamo voti anche dall’altra parte”.

Che se ne’ vadano al mare, io non ho bisogno dei consensi di chi sino a ieri a votato il nano o il paralitico, poi si e’ tuffato sul comico genovese, e magari pensa di votare a sinistra nel 2013, dopo una vita passata a denigrare i rom, a tentare in qualsiasi modo di evadere il fisco, a credere che la donna sia solo un diletto a pagamento.

Andate a Cortina o a Portocervo con il vostro suv, coglionazzi, che va’ bene cosi’.

Nessuno dei seguaci priapini ha cambiato la sua atavica opinione, legata all’immagine del comunista che si pappa i pargoli, e non si e’ recato al seggio.

E’ una vittoria della civilta’, del buon senso, delle persone che ancora credono in una societa’ multirazziale, in un paese che possa fondersi definitivamente con l’Europa, in amministrazioni capaci di far coesistere all’interno di una comunita’ diversi e molteplici fattori di coesione sociale che in molti posti d’Italia erano diventati pura follia.

Una goduria.

Anche perche’ li ho gia visti stamane i musi lunghi dei leghisti storici che al bar bevono un Fernet alle sette del mattino, verso meta’ di questa splendida giornata avro’ anche il piacere di vedere le troione di prada vestite che, parcheggiando il fuoriserie in divieto, andranno a prendere i loro pargoli fuori dall’asilo, e nel mentre faranno “comarella” fra di loro adducendo il rischio oramai prossimo di un’invasione islamica e di un congelamento dei loro conti bancari, almeno quelli che ancora non hanno trasferito in Svizzera.

Fra tutte, pare ovvio, e’ giusto riportare la prima dichiarazione del boia gentilini:

È finita un’era.È finita l’era della Lega e del Pdl. Stop. Adesso Gentilini scompare dalla scena amministrativa e politica”

Non so’ quanti di voi abbiano frequentato Treviso negli ultimi vent’anni, una cosa incredibile, un feudo medievale era piu’ moderno.

Esempio:

Centro storico: tutti iperfirmati, macchinoni esposti, zero vu’ cumpra’, sfoggio dell’ultimo modello di telefonino (ancor prima dell’avvento dei tablet) esibito come la spada di Carlo Magno, simboli della lega e di forza nuova in ogni dove.

Poi prendi l’auto e ti rechi dove ci sono i cartelli che segnalano la fine del territorio comunale e, dopo dieci metri, scorgi la prima diciottenne che batte sul Terraglio, vedi bar che pullulano di extracomunitari, noti che i cassonetti dellle immondizie vengono lasciati al loro maleodorante destino.

Ma quella non e’ Treviso, o almeno cosi’ hanno pensato per ventanni gentilini e merdaglia varia al seguito.

Ci siamo liberati di uno che aveva questa visione della citta’:

“Io voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari clandestini! Voglio la pulizia dalle strade di tutte queste etnie che distruggono il nostro Paese! Voglio la rivoluzione nei confronti dei nomadi, dei zingari! Ho distrutto due campi di nomadi e di zingari a Treviso, non ci sono zingari! Voglio eliminare tutti i bambini dei zingari che vanno a rubare dagli anziani. Voglio tolleranza a doppio zero” (notare l’anafalbetismo “dei zingari”, e ha fatto l’avvocato per tutta la vita)

e che era un prode difensore dei diritti gay:

“Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante dei vigili urbani affinché faccia pulizia etnica dei culattoni”.

Ecco, io i voti di coloro che hanno votato per quattro lustri un tale eunuco, non li volevo ieri, non li voglio oggi,

non li vorro’ mai.

Vs.

Subcomandante Zac

 

P.S.

Solo una riflessione sulla disfatta grillina:

Catania, pochi mesi fa’: 32%.

Ieri: 4%.

L’armata Brancaleone ha preso una brutta piega…eh eh

Un Indovino mi disse.

In Politica on giugno 7, 2013 at 8:14 am

Quando si intraprende un viaggio, un cammino, colui che lo compie cambia.

Non e’ detto che chiunque sia capace di sentire il cambiamento, ma un viaggio ti cambia a prescindere.

Con queste parole, l’ineccepibile Andrea Pozzan ha aperto una delle piu’ interessanti serate dell’ultimo decennio, qui, in una valle prealpina.

Prima di addentrarmi voglio ringraziare pubblicamente il Compagno Martinez, deus ex machina di Guanxinet:

Maurizio, sei straordinario.

Un giorno del 1976, a Tiziano Terzani, venne detto da un indovino di non viaggiare piu’ in aereo, viceversa sarebbe precipitato.

Tiziano prese questa “premonizione” come una sorta di pretesto e, dopo anni, nel 93, comincio’ a viaggiare solo utilizzando mezzi terrestri, un girovagare di 40mila chilometri, toccando Laos, Thailandia, Birmania, Vietnam, Malesia, Indocina, Cina, Mongolia, Russia, per poi trarne un libro, “Un Indovino mi disse”.

Alla serata era presente il regista Mario Zanot, che ha intervistato Tiziano pochi giorni prima che morisse, e che vi invito a vedere qui:

Dopodiche Mario ha cercato di fare un film, che, manco e dirlo, non ha trovato il beneplacito di Rai e Merdaset, tanto da definire Terzani “non strategico” e “non attuale”.

Mentre Elisa di Rivombrosa e’ un capolavoro, aggiungo io.

Allora ha deciso di partire dal basso, con una serie di serate in tutto lo stivale volte a raccogliere i fondi necessari, e se non sara’ raggiunta la cifra che necessita (500mila), il tutto sara’ devoluto all’ospedale di Emergency intitolato alla memoria dell’incredibile Tiziano (potete fiondarvi su http://www.unindovinocidisse.it e offrire un piccolo contributo, se vi va’).

Che serata, ragazzi!

Documentari sui reportage di Terzani ai tempi della guerra in Vietnam, da brividi ricolmi di rabbia, con “My Way” in sottofondo,  non la versione classica di Sinatra, ma quello dissacrante di Sid Vicius dei Pistols.

E pure un pezzo dei Rage against the machine, uno dei miei gruppi preferiti (fra l’altro uno dei motivi per cui mi chiamo zac e’ dato dal nome del cantante dei Rage, zac de la rocha).

Fra un video e l’altro il mitico assessore alle politiche giovanili Michele Vencato (di cui i piu’ affezionati ricorderanno un grande gesto anticlericale raccontato su queste pagine) e la sua compagna Michela si sono esibiti in un duetto voce e chitarra su brani della Baez, di Fossati e di antiche canzoni popolari che si cantavano durante le manifestazioni sindacali negli anni 50.

 

Avevo le lacrime che  arrivavano agli alluci.

 

Cos’era Tiziano, un reporter di guerra votato alla pace, uno zingaro della penna e uno spirito libero, prima di morire chiese che sopra la sua sepoltura fosse incisa la parola “Viaggiatore” e che vi fosse una piccola cavita’ colma d’acqua dove gli uccelli potessero bere.

“Per favore, vuole spiegarmi qualcuno esperto in definizioni, che differenza c’è fra l’innocenza di un bambino morto nel World Trade Center e quella di uno morto sotto le bombe a Kabul?

La verità è che quelli di New York, sono i «nostri» bambini, quelli di Kabul invece, come gli altri centomila bambini afgani che, secondo l’Unicef, moriranno quest’inverno se non arrivano subito dei rifornimenti, sono i bambini «loro».

E quei bambini loro non ci interessano più.”

 

Una persona che riesce a scrivere un tale ragionamento puo’ essere benissimo definito un padre, un fratello, un compagno, un amico, un giusto.

 

Per contro, chi non fosse in perfetto accordo con la sopracitata, puo’ comodamente impiccarsi oggi, la societa’ intera ne trarrebbe un immane vantaggio.

Quest’ultima e’ mia.

 

Davvero una serata indimenticabile, grazie ancora, Compagno Martinez.

 

 

 

Un Dell’Orco a caso.

In Politica on giugno 3, 2013 at 2:00 pm

Data la notorieta’ che ha raggiunto Pippo negli ultimi mesi, tocca sorbirci quotidianamente attacchi di ogni sorta.

Stavolta e’ il turno dell’On. Dell’Orco, un grillino, classe 85, che definisce Renzi e Civati due parac…. lasciando ampio spettro d’azione all’immaginazione di noi lettori.

Io credo stia per paraculi, ma data la mia parzialita’ potrei sbagliarmi.

Ho dato una sbirciatina, dal curriculum che si trova facilmente in rete se ne evince che il tale ha fatto diversi mestieri:

operaio addetto alla raccolta di frutti 2001/02 ma solo in luglio e agosto, dato che era ancora a scuola.

Io alla stessa eta’ facevo il gelataio in Germania, sempre negli stessi mesi.

Magazziniere 2003 luglio/agosto

Addetto al controllo qualita’ di manufatti in ceramica 2004 luglio/ agosto

Io lavavo fusti contenenti sostanze chimiche, sempre alla stessa eta’ e negli stessi mesi.

Ottobre 2005, stage presso azienda chimica.

Io mi facevo il mazzo a dodici ore/giorno presso una tintoria di tessuti, sempre alla stessa eta’, pero’ non solo ad ottobre.

Poi il signorino va’ avanti, fa’ un corso d’inglese di 160 ore, partecipa al censimento generale della popolazione e delle abitazioni per il Comune di residenza, una faticaccia, e, dulcis in fundo, non prima di aver “lavorato” per ben tre mesi nel reparto vitamine di un laboratorio d’analisi,

COLLABORA con il  gruppo consiliare Movimento 5 stelle Emilia Romagna.

Ora, sto qui ha lavorato un anno in dieci anni, ma non e’ questo il punto, magari sei nato figlio di Aristide Onassis e puoi anche lavorare molto di meno.

Il punto e’ un altro, il Dell’Orco, per un misterioso caso della vita, oggi siede in parlamento.

uno si dice, be’, e’ diplomato in chimica, qualche provetta, qualche spettrofotometro, magari qualche gascromatografo o Hplc li avra’ anche usati, e pensi che all’interno dei lavori parlamentari egli si possa occupare di materie inerenti alle proprie esperienze, che ne so’, in commissione agricoltura o sanita’, dato che, e’ noto, i grillini sono eletti per meritocrazia e provata esperienza.

 

ma neanche per sogno!!!!

 

Dopo aver sbraitato che Civati e Renzi sono dei paraculi,

il tale e’ componente della nona commissione:

TRASPORTI POSTE E TELECOMUNICAZIONI.

diplomato in chimica.

Chi e’ il paraculo?

 

P.S.

Mi riprometto di non dare piu’ peso del dovuto agli attacchi che subira’ Pippo nei prossimi mesi, se no qua mi tocca fare una sezione a parte, ma il post qui sopra ne’ valeva la pena, sembra di ripercorrere l’escalation della Minetti.