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Love is Love

In Politica on giugno 27, 2013 at 7:21 am

Nel meriggio di un martedi’ di giugno dell’anno domini 2013 la corte suprema statunitense ha bocciato la legge federale che definisce “matrimonio” solo quello contratto fra un uomo e una donna.

Il titolo del post, per chi ancora non lo sapesse, e’ il tweet che ha scritto poco dopo Obama.

La notizia e’ uno spartiacque.

Non si tratta del semplice rito di fronte a un uomo di nero vestito, si tratta di rendere uguali i diritti di ogni cittadino americano.

Hanno intervistato un uomo che piangeva, che fra una lacrima e un singhiozzo ha detto:

“Adesso potro’ dire al mio compagno: Ti amo, vuoi sposarmi?”

Sapete indicarmi una frase piu’ tenera?

E ve lo chiede uno che non si sposera’ mai.

 

Di contro, perche’ c’e’ sempre il coglione di turno, che nel caso specifico diventa al plurale, quei coglioni della conferenza episcopale americana sbiascicano la seguente:

“E’ un giorno tragico per il matrimonio e per la nostra nazione”

Mentre essersi deflorati migliaia di ragazzini, riducento la east coast al pari di un bordello di Pucket, quella e’ stata una benedizione.

Brutta gente.

Anche il cardinale di Nuova York (omaggio a Ruggiero Orlando), Dolan, ha blaterato, ma non riporto per estrema decenza.

 

 

Questi americani.

Quante gliene ho dette agli Yankees, le maledizioni che sono riuscito a tirare per i due Bush, e prima per Reagan, e quante altre per Nixon e Johnson che ho conosciuto da stecchiti, per fortuna.

Poi ti vengono fuori con decisioni ineccepibili, questa e’ solo l’ultima di una lunga serie, e nel mentre applicano ancora la pena di morte.

Questi americani.

Li odio e li amo, e sono gli unici a detenere l’onore delle due mie piu’ grandi emozioni.

Di norna tendo a odiare o ad amare qualcuno, qualcosa, qualche animale, ma mai amore e odio allo stesso momento, l’ho sempre considerata una cagata pazzesca, se ti amo ti amo, santo cielo!, e per te posso fare tutto, ma veramente tutto, se ti odio e’ piu’ semplice, perche’ diventi nessuno.

Questi americani no,

questi mi incasinano, mi sballano, arrivano pure a intrigarmi.

 

“La maggior parte della gente non capisce come altri possano soffiarsi il naso in un modo diverso dal loro.”

Ivan Turgenev, 1862.

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  1. Ciao Zac
    si l’America è talmente grande e talmente diversa che non si può catalogare. C’è una netta differenza tra neworkese e un texano ad esempio e sicuramente anche tra loro. Anche a me più di una volta ha fatto arrabbiare lo yankee e non sto qui ad elencarti i motivi, bisogna dire che molte volte ci ha regalato spunti e cose che noi ce le sogniamo. Ad esempio la contestazione del 68 nacque proprio a Berkley, le proteste antirazziste, poi non so vogliamo parlare del fatto che uno come il berlusca non sarebbe concepibile li. Però poi hanno votato per 2 mandati uno come Bush… quindi che dire… solo che noi cmq siamo sempre dietro a prescindere, e ci facciamo dettare la linea su queste cose da quella cosa chiamata vaticano. ahimè
    hasta

  2. Negli Americani,ma in tutti gli uomini in generale, c’è insito da sempre il bene e il male,a volte siamo coerenti e pieni di buon senso,poi ci contraddiciamo con le parole e con i fatti.
    Pensa un po’ tu a quelle coppie che dopo 30 anni si lasciano, perchè hanno scoperto cose dell’altro che mai si sarebbero aspettati…nei 30 anni passati assieme hanno capito chi avevano al fianco? Ci sta dunque che gli Americani abbiano ancora la pena di morte (e una legge assurda del 1807 che permette l’acquisto libero di armi per difendersi da indiani e bisonti…poi il bimbo di 5 anni ammazza la sorellina di 3) e contemporaneamente diano il via libera ai matrimoni misti…è il bello e il brutto dell’America,retrogradi e progressisti, da prendere a esempio e da imitare mai….

  3. Caro Compagno Ernest, il tuo commento m ha fatto tornare in mente un episodio:
    bush junior venne eletto per mille voti contro Gore, non ci fu’ un governo di larghe intese come da noi.

    Hasta
    Zac

  4. Caro Max, le coppie che si lasciano dopo trentanni significa che durante tutto il tempo trascorso assieme non hanno mai capito cosa voglia dire vivere in sintonia.
    E lo capiscono dopo trentanni per pura assuefazione alla normalita’.

    Hasta
    Zac

  5. Ciao Zac, buona giornata a te ed a tutto il condominio. Quando pochi giorni fa ho letto questa notizia sulla rassegna stampa italiana dove la stessa è stata, in parte, commentata come fosse il ritorno della peste nera, ho fatto tutt’altra riflessione, forse dovuta al fatto che più passa il tempo e guardo a quello che accade nel nostro Paese, più sono preoccupato della nostra Democrazia. Proprio in questi giorni sto preparando una piccola riflessione sui pericoli che corre la stessa, per il mensile al quale offro il mio modesto contributo, quindi deve essere un’idea che mi si è “fissata” in testa e che devo in qualche modo chiarire, soprattutto con me stesso.

    Condivido la descrizione che fai dell’America, paese che sicuramente suscita sentimenti contrastanti tra loro. E’ indubbio che la stessa abbia condizionato, nel bene come nel male, il mondo intero e, secondo me, sicuramente ha contribuito a diffondere quei principi di Democrazia che, per esempio, in Europa, patria indiscussa dell’umanesimo, della scienza moderna e dell’illuminismo, ad un certo punto entrarono in crisi fino ad essere calpestati con l’avvento ed il diffondersi, nella stessa, del nazismo, del fascismo e, più in generale, di regimi dittatoriali. Ebbene, credo sia solo grazie all’immenso sforzo, anche bellico, sostenuto da quel Paese se in Europa si tornò a praticare quella Democrazia lungamente e tragicamente calpestata.

    Fatta questa lunga premessa, ti confido che oggi, personalmente, comincio a temere che si sia intrapreso, nuovamente, un’inesorabile e neanche tanto lento cammino verso la progressiva perdita di Democrazia e non solo nel nostro Paese ma nell’intera Europa. Non elenco tutti i motivi che mi inducono a pensare questo, ne abbiamo discusso decine di volte e decine di volte, nei nostri blog, abbiamo lanciato allarmi in questo senso.

    E’ mia impressione che la nostra realtà contrasti parecchio con quella, per esempio, raccontata da David a proposito dei movimenti che stanno interessando alcuni Paesi arabi dell’area mediterranea (altra culla di civiltà) come stride, ovviamente, con quello che accade in America già da tempo e di cui tu hai raccontato uno degli aspetti. Da noi, la progressiva perdita di valori, principi, garanzie e tutele individuali e collettive, sembra inesorabile e potrebbe portare, perché no, a forme dittatoriali nascoste dietro “finte” democrazie. Tutto questo perché si diffondono sempre più, nell’opinione pubblica, quelle spinte populiste e demagogiche che, in passato, diedero vita alle dittature.

    Ed allora, nel leggere quella notizia di cui ci hai offerto la tua riflessione, mi sono scoperto ad immaginare l’America nuovamente impegnata a “liberarci” da coloro che, neanche tanto di nascosto, stanno massacrando le nostre Democrazie nell’indifferenza generale, direi piuttosto incapacità di reagire, del così detto popolo.

    Forse il pessimismo che ultimamente mi ha assalito mi fa pensare cose impensabili e irreali…. ma tant’è!

    Buon fine settimana a tutti.

  6. Caro portinaio,
    il post che hai messo in bacheca è di quelli che stimolano davvero e difatti apprezzo e condivido i commenti dei primi che si sono affacciati sul pianerottolo. In realtà, non avrei molto altro da aggiungere. Dal dopoguerra ad oggi, il rapporto amore/odio con gli Stati Uniti credo sia stato il minimo comune denominatore di tutto il resto del mondo. Tutta l’area del cosiddetto socialismo reale era feroce antagonista degli USA ma di notte sognava l’America. La musica americana, il cinema americano, le automobili americane, i jeans americani, la Statua della Libertà. Il sogno americano appunto. Che tutti, in un modo o nell’altro, e con sentimenti assai contraddittori, abbiamo accarezzato. Quarant’anni fa, un giovane ancora sconosciuto regista tedesco che si chiamava Wim Wenders, dopo interminabili conversazioni sulla musica e il cinema, mi disse una frase che non ho mai dimenticato: “Gli americani ci hanno colonizzato l’inconscio e non c’è niente di più rivoluzionario dell’inconscio, quindi non ci sarà mai una guerra di liberazione”.
    Zac giustamente puntualizza che Bush vinse le elezioni contro Gore per una manciata di voti. E grazie ai brogli di suo fratello in Florida ampiamente dimostrati, aggiungo io. Gore sapeva di aver perso contro un baro e accettò la sconfitta. È anche questa la democrazia, bellezza. Perché l’unica alternativa si chiama guerra civile, e non è percorribile. Bisogna saper abbozzare e aspettare. E infatti è arrivato Obama. Che si è ben guardato dal cedere all’invito di processare Bush che proveniva da una larga parte del Partito Democratico. Meglio fare le riforme importanti. L’assistenza medica per tutti, la riconversione energetica, la regolamentazione della circolazione delle armi, la regolarizzazione degli immigrati clandestini. Non andranno tutte in porto, ovviamente. Ma si cerca di portare a casa il massimo dei risultati e si combatte giorno dopo giorno per ottenerli. Si vince o si perde, ma si cercano di evitare osceni compromessi che gli americani, nella loro basica rozzezza, detestano. Tutti. Siano essi democratici o repubblicani.
    Se al Senato passerà la proposta già approvata dalla Camera in base alla quale verranno regolarizzati in un sol colpo 11 milioni di immigrati clandestini al prezzo di una manovra economica mostruosa, chi glielo dirà a Bossi, a Le Pen, a tutti i fascisti e i razzisti che infestano oggi l’Europa?
    Come tutto il condominio sono da sempre lacerato da questi opposti sentimenti verso un grande paese in cui ho vissuto tanto e dove ho provato, sul campo, questi stessi sentimenti. Ma il mio bilancio personale, non mi vergogno a dirlo, è decisamente positivo. Ho sempre potuto dire e fare ciò che volevo dire e fare, ho discusso e ho litigato spesso con la gente più disparata, ma la mia libertà di opinione è sempre stata rispettata e non ho mai dovuto subire né l’ipocrisia né le pugnalate alle spalle.
    In Unione Sovietica, anche negli anni migliori, ho visto e subito cose che tuttora stento a credere. E il fatto di essere un giovane comunista italiano, per giunta giornalista, è sempre stata considerata un’aggravante. Eravamo i loro peggiori nemici.
    Una sera d’inverno, quando faremo bisboccia sui pianerottoli, proverò a raccontarvi qualcosa. Ora vi riferirò soltanto di una conferenza stampa al Festival di Cannes del 2000 dove il miglior regista russo, Sokurov, parlava del suo bellissimo film su Lenin. C’erano più di 1000 persone ad ascoltarlo. A un certo punto mi alzai e gli chiesi a bruciapelo: “Non trovi che oggi il tuo paese, patria del comunismo, stia diventando la nuova patria del fascismo?”. Conosco Sokurov da molti anni, da quando era il direttore della fotografia di Tarkovski. Quando mi vide in piedi mi fece un grande sorriso e un ampio gesto di saluto con il braccio. Dopo la domanda, rimase in silenzio per un tempo interminabile. Poi disse: “Purtroppo, temo che tu abbia ragione”. Finita la frase, la delegazione russa si alzò come un sol uomo e lasciò la sala stizzita. Lui mi guardò con un sorriso amaro e non disse nulla. Ma a me parve di udire chiaramente: “Mortacci tua, amico mio, che cazzo mi fai dire!”
    Mi visitano spesso gli stessi pensieri impensabili e irreali di Carlo. Lo ringrazio per averli espressi senza pudore. Anch’io sogno una qualche spinta da oltreoceano per liberarci di nuovo da coloro che stanno massacrando la nostra democrazia. E non mi vergogno a dire che mi sono scandalizzato per tutti coloro che si sono scandalizzati quando hanno appreso che la CIA e l’FBI controllano i flussi informatici di mezzo mondo per motivi di sicurezza. Non ci vedo niente di sbagliato. Sono disposto in qualunque momento a fornirgli le mie password. Non ho niente da nascondere e non voglio che nessuno nasconda niente. Questa è, senza eccezioni, la mia idea di democrazia.
    Have a nice day
    David

  7. Leggendo il tuo post mi è tornata in mente la mia prof di storia del liceo. Ricordo che studiando la dichiarazione d’indipendenza e poi la costituzione americana ci disse di non essere superficiali nel giudicare gli Stati Uniti unicamente come un paese consumista, che dà le armi in mano ai bambini e applica ancora la pena di morte. Ci disse che dall’America avremmo inaspettatamente potuto prendere anche grandi lezioni di democrazia. E quando poi fu eletto Obama lei sottolineò proprio questo: che solo in un paese pienamente democratico in cinquant’anni i neri potevano passare da essere praticamente schiavi ad avere uno di loro alla casa bianca. Ci chiese se pensavamo possibile una cosa del genere in Italia e noi, in effetti, rispondemmo di no. Sono sicura che, di fronte a questo passo avanti per i diritti di tutti, a qualche altra classe la mia prof avrà fatto lo stesso discorso. Molte ombre certo negli USA, ma anche luci di democrazia. Lontane ancora troppo da noi.
    Sono sicura che la mia prof firmerebbe tutto quello che hai scritto.

  8. Caro David, mi sono riletto il commento almeno dieci volte.
    Non ho nulla daeccepire.
    Solo una richiesta, quando , quest’inverno, ci troveremo sul pianerottolo, gradirei ascoltare il racconto di quando andasti ad intervistare Charles Bukowsky.

    Hasta
    Zac

  9. Caro Carlo,
    progressiva perdita di democrazia.
    Esatto.
    E tutto proviene da un mezzo d’informazione chiamato TV.

    All’epoca scrissi un pezzo per dare un nuovo nome alla democrazia, CATOCRAZIA.

    se ti va’ puoi leggerlo qui
    https://zacforever.wordpress.com/2010/07/04/catocrazia/#comments

    Hasta
    Zac

  10. Cara Elisa, ma che brava professoressa.

    Anch’io penso spesso alla velocita’ con la quale i neri americani sono riusciti a conquistare un sacco di diritti.
    Poi penso anche che loro non hanno mai avuto un borghezio, hanno avuto il ku klus clan, che e’ anche peggio, e che a ora e’ relegato a una sorta di farsa nostalgica nel profondo sud della Luisiana, mentre noi continuiamo imperterriti a votare il trigliceride brembano come nostro rappresentante a Bruxelles.

    Hasta
    Zac

  11. Caro Zac,
    la realtà ti ascolta, non è la prima volta che accade. Nel Bronx, c’è un artista svizzero che ha realizzato un monumento a Antonio Gramsci. Attorno a quel monumento si svolgerà un happening culturale che durerà per tutta l’estate. La stragrande maggioranza degli americani non conosce Gramsci. Ora cominceranno a conoscerlo. Ora che da noi è disconosciuto da tempo. Sono proprio strani questi americani.
    Buona giornata a tutti e in particolare ad Elisa, la nostra ciliegina sulla torta che ci rinfresca il condominio.
    David

  12. La sfiga e’ non essere nati nel Bronx….

    Ho letto l’articolo sull’argomento, davvero una figata, e fatte le dovute proporzioni, sembra proprio la riedizione del nostro condominio al di la’ dell’oceano, con l’unica differenza che qui sappiamo chi e’ Gramsci, se no non ti lascio entrare per nessuna ragione.

    hasta
    zac

  13. Grazie per la “ciliegina sulla torta”. È stata una bella giornata in effetti.

  14. Cari condomini,
    ancora una volta, poco ma sicuro, sono stati gli americani! Gli americani hanno manovrato l’esercito egiziano per rovesciare Morsi, dopo aver sostenuto a suo tempo il dittatore Mubarak e successivamente i Fratelli Musulmani. Sempre loro. Loro che prima avevano scatenato la rivoluzione tunisina e poi armato i guerriglieri di Al Qaeda contro Assad in Siria. Ah, questi americani!
    Cari condomini, si può dire mi sono rotto i coglioni? Passatemi il termine, ma mi sono rotto veramente i coglioni. È dalla metà degli Anni Sessanta che sento cantare questa canzone. Eppure ne è passato di tempo. Mezzo secolo. Ma in termini storici, probabilmente molto di più.
    Ho trascorso la serata, fino a notte inoltrata, a guardare la TV e a parlare al telefono con amici tunisini. Ho visto la gioia immensa di milioni di persone. Ho visto un esercito che proteggeva il popolo, ho visto gli uomini che proteggevano le donne, ho visto un futuro diverso che un miliardo e mezzo di persone stanno costruendo con coraggio, sangue e sudore. Ho sentito un mediocre dittatore bigotto dire che tanto vale morire piuttosto che essere condannati dalla storia. Ho sentito un generale dire che tanto vale morire piuttosto che vedere il proprio popolo minacciato e terrorizzato. Ho visto portare via i cecchini di Hamas dalla sede dei Fratelli Musulmani dopo che avevano sparato a occhi chiusi sulla folla inerme.
    Ho ripensato a Pasolini e a quella lettera aperta in cui si schierava al fianco dei poliziotti contro gli studenti dopo i fatti di Valle Giulia. Tutti contro. Me compreso, che stavo lavorando con lui a Milano sul set di “Teorema”. Tutti forti delle proprie, accecanti ideologie.
    Mi sono chiesto come è stato possibile che siano passati invano tanti anni, tanti fatti, tante mistificazioni. Mi chiedo quanto possiamo essere stupidi e ottusi, noi di sinistra. Poi, cambiando canale, ho visto in un’aula parlamentare italiana un sorcio abbronzato con un accento da bauscia gridare che SEL, questo partito di comunisti, dovrebbe chiamarsi Sodomia e Libertà.
    Ho vomitato e ho spento la TV. Ah, questi americani.
    Auguro a tutti una splendida giornata.
    David

  15. Caro David, stessa tua situazione, a parte le telefonate con gli amici tunisini.
    Tutta la sera di fronte alla tv, a gustarmi il primo “colpo di stato” che la mia memoria ricordi salutato con i fuochi d’artificio, quello che mi ci voleva.

    Io la lettera di Pierpaolo su valle Giulia l’ho letta che ero gia’ cresciuto, e devo dirti che malgrado fossero passati da’ un bel po’ quegl’anni, subito non l’avevo condivisa, c’ho messo del tempo per metabolizzarla, ma all’inizio mi stordiva.

    Su quello che mi ha apostrofato come “sodomita” ieri, che si chiama Buonanno, e’ una mia vecchia conoscenza, l’ultima volta che ne’ parlai fu’ nel 2011 qui
    https://zacforever.wordpress.com/2011/12/15/come-a-cambridge/#comments

    Ma voglio farti partecipe della sua lunga pagliacciata, direttamente da wikipedia:

    “Nel 2003 concede ai cittadini di Varallo uno sconto del 50% sull’acquisto del viagra.

    Analoga iniziativa mentre era sindaco a Serravalle: si è incatenato all’ingresso dell’ospedale di Varallo dove in seguito è stato ricoverato accusando un malore.

    Diventato sindaco di Varallo, il 20 novembre 2005 organizzò assieme ad alcuni assessori del comune di Varallo una manifestazione di protesta recandosi presso la sede della regione Piemonte a Torino: dopo aver montato un letto d’ospedale, si mise in croce.

    Nel 2008 introdusse la dieta a premi pagata da uno sponsor, offrendo compensi in denaro a chi dimagriva, per i cittadini con problemi di peso.

    Nell’agosto 2009 ha emesso un’ordinanza che vieta l’utilizzo del burkini, del burqa e del niqab, installando cartelli di avviso agli ingressi principali della città.

    Un anno dopo, nell’agosto 2010 ha emesso un’ordinanza che proibisce il proferire bestemmie o ingiurie nei confronti della religione cattolica, dei suoi simboli e delle persone da esse rappresentate e venerate; la violazione dell’ordinanza comporta una sanzione amministrativa di € 100, raddoppiata a € 200 qualora bestemmie e ingiurie siano pronunciate in presenza di minori.

    Tra le altre iniziative, quella di posizionare vigili di cartone lungo le strade per dissuadere gli automobilisti dal commettere infrazioni e l’istituzione del “bonus caffè” che compensa con un gratta e vinci ed un caffè chi prenda una multa nel comune di Varallo.

    Altre iniziative che hanno suscitato attenzione e polemiche sono quelle che hanno portato i comuni da lui amministrati a dedicare vie e piazze a Benito Mussolini, Ayrton Senna, Enzo Ferrari, Totò, Giorgio Almirante, Lucignolo (programma tv di Italia1), una statua per Vasco Rossi e a creare una spiaggia con ombrelloni lungo il torrente Mastallone.

    Buonanno ha inoltre partecipato a spot televisivi per le rubinetterie locali ed organizzato record finiti sul Guinness dei primati.
    Il 1 dicembre 2010 ha partecipato al programma televisivo Let’s Dance in onda su Canale 5, ballando per beneficenza il Waka Waka di Shakira assieme alla deputata del Pd Paola Concia.

    Ha assunto la carica di vicepresidente della provincia di Vercelli, dimettendosi il 15 giugno 2009 sostituito da Paolo Tiramani.”

    Da allora e’ un deputato dei celtici.

    Hai capito chi e’ quel sorcio abbronzato?

    Hasta
    Zac

  16. Caro Zac,
    se penso che in questo paese tu fai il chimico mentre i giornalisti sono quelli che purtroppo leggiamo tutti i giorni, mi girano ancora di più i suddetti. Ho motivo di ritenere che neanche la madre del sorcio abbronzato ne sappia quanto te sul suo conto.
    Un abbraccio
    David

  17. Ah mi ero scordato questa perla, sempre del sorcio abbronzato:

    “A scuola fui molestato da un insegnante gay. C’era un professore alle superiori che sfruttava il suo ruolo per avere rapporti con i maschietti”.

    Si vede che aveva trovato il viagra a meta’ prezzo, caro buonanno.

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