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Mancava.

In Politica on novembre 26, 2013 at 8:07 am

Dopo i cerebrolesi dentro alla casa di plastilina.

Dopo i figli delle mamme viagrine costretti a sognare un futuro da Nureyev fra le mura paraculate della De Filippi.

Dopo gli attori falliti e inguardabili paracadutati in una finta isola deserta.

Dopo gli improbabili chef che non sanno come si affetta una cipolla, ma che sbavano di fronte a Cracco.

Dopo le ugole d’oro farlocco che si credono dei novelli Sinatra solo perche’ di fronte hanno un tossicodipendente dedito alla musica.

Ebbene, dopo tutte queste porcate, ecco che la “rossa” raitre lancia il suo personale reality.

Diventare uno scrittore.

Ho deglutito.

Diventare uno scrittore.

Non v’e’ piu’ limite alla decenza, o alla demenza, come preferite.

 

Allora li ho immaginati, i miei capisaldi.

Da Dostojewsky, che passava piu’ ore di fronte alla pallina della roulette rispetto al foglio intonso, a Sepulveda, che per scrivere cinquanta pagine riempie cento moleskine, per poi sottrarre, sottrarre, sottrarre.

Da Kerouac a Fante a Borroughs a Ginsberg, gonfi di allucinogeni e pronti a qualsiasi esperienza prima di inforcare la penna, a Charles, Henry, Hank, Chinasky Bukowsky, attaccato alla bottiglia dalla nascita sino all’ultimo giorno della vita, che scriveva solo dopo aver vomitato e si alzava dal letto solo e soltanto dopo essersi masturbato.

Da Coloane, imbarcato sui pescherecci a caccia di balene, laggiu’ in Patagonia, al maledetto Baudelaire, intento a fumarsi piu’ oppio possibile.

 

E potrei continuare per giorni.

 

Cosi’ mi tocca scoprire che nel 2013 bisognerebbe leggere un trafiletto alla presenza di De Cataldo per sentirsi dei nuovi Dumas.

Per cortesia, ridateci gli analfabeti, che la scrittura non e’ per i vostri format.

 

Se davvero volete sapere come scrive uno che lo sa fare, fiondatevi dall’amico Barabba, e leggete un racconto a caso, se mi posso permettere ve ne’ consiglio uno breve

http://magaridomani.wordpress.com/2013/01/19/la-carie-reprise/

mentre ve lo starete gustando sappiate che non ci sara’ mai una De Filippi che suona il campanello dell’inimitabile Oliviero.

E questa e’ una fortuna.

Che serata!!!

In Politica on novembre 18, 2013 at 8:29 am

Platea straordinaria.

Piu’ di duecento ragazzi poco piu’ che ventenni, alcuni consiglieri comunali, altri semplici volontari, tutti preparatissimi.

Con la loro sacca piena di fogli girano la provincia presentando in tutti i circoli del PD la mozione Civati.

Sono certo che anche Pippo ne sia stato colpito, e lo ha ripetuto piu’ volte.

Le facce di questi ragazzi sono come quella di Pippo, pulite, sincere, accorate, vogliose di fare.

SONO LE FACCE CHE SCONFIGGERANNO IL BERLUSCONISMO.

Pippo ha parlato per quasi due ore, e cio’ che segue e’ una sintesi del pensiero che ci condurra’ nel futuro.

Ci hanno detto per decenni che bisogna parlare alla “pancia” degli italiani per vincere.

Cazzata clamorosa.

Da che mondo e’ mondo si parla alla testa, si incrociano sguardi, si scambiano idee, e alla pancia non frega nulla.

Le grida, gli slogan, servono solo per brevi periodi, nientaltro.

Bisogna essere capaci, se un chirurgo mi opera non mìinteressa per chi vota, e’ essenziale che faccia bene il suo mestiere.

Bisogna lavorare per far si’ che il prossimo partito progressista in questo paese sia una fusione fra PD (una parte) e SEL, un unico soggetto capace di imporsi sul territorio.

Torneremo a dialogare con Rodota’, un uomo che ci invidia mezzo mondo, che parla spaientemente di costituzione, di diritti civili, di new media.

I precari, che da decenni nessuno si fila, sono diventati precari vecchi, e tutto perche’ all’epoca NESSUNO ha promulgato alcuna legge sugli ammortizzatori sociali, che in Europa sono garantiti da molto tempo.

Tutti dicono che la politica non sa’ parlare ai giovani, anche se la platea che ho ammirato direbbe il contrario, ma il pulpito che annuncia la predica cosa ha mai proposto ai giovani negli ultimi quattro lustri?

Siamo un vascello corsaro, stipato in ogni ordine di posto, i naviganti hanno due nomi:  MERITO e UGUAGLIANZA.

Le fondazioni devono essere scisse dal partito (questa, personalmente, la ritengo una priorita’ assoluta).

Mi dicono di tirar fuori le palle, io preferisco tirar fuori le proposte.

E sulla scuola va’ sempre ricordato il pensiero di Jacques Delors:

“Dal rapporto deficit pil bisogna escludere i finanziamenti erogati per la scuola”

Parole sante.

Per ultimo, costruire una collaborazione con Renzi fondata sulla qualita’.

E fino a qui la serata.

Poi c’e’ che ho dipinto una tela per Pippo, che gli ho consegnato, corredata da un piccolo pensiero che rivolgo anche a voi, carissime lettrici e carissimi lettori:

Ingranaggi, olio su tela, 2013

“Questo paese, che dir si voglia, si basa sul lavoro, e un lavoro fatto bene verte sempre su degli ingranaggi che, giocoforza, devono essere in grado di sviluppare un meccanismo.

Ecco, credo che il tuo lavoro possa essere paragonato a quello di un telaio che tesse la lana, e che da migliaia di fili riesce produrre una stoffa che riscalda, che infonde fiducia, che e’ il risultato di fatica e applicazione”

Scuse ‘sto cazzo.

In Politica on novembre 18, 2013 at 7:58 am

Saro’ categorico.

Non m’interessa chi pubblica un’intercettazione, mi interessa ascoltarla, da qualsiasi parte essa provenga.

Fatta questa dovuta premessa, sono a comunicarvi che personalmente considero Nichi Vendola, segretario del mio partito, un poco di buono.

Uno che sarebbe disposto a votare persino Storace se quest’ultimo gli assicurasse di poter sposarsi di fronte a un prete.

Lo confesso, il primo Vendola, quello che ci aveva fatto sperare in una nuova ondata progressista nelle puglie, e’ scomparso.

Ed e’ emerso il Vendola che dona milioni di euro (nostri) a Don Verze’, il Vendola indagato per concussione, il Vendola che ride al telefono con una merda attualmente agli arresti domiciliari.

E questo e’ quanto, senza remore, senza ripensamenti.

Io continuero’ a essere tremendamente spostato a sinistra, ma Nichi Vendola non e’ piu’ il mio segretario.

Scuse respinte.

Aggiungo, come ho SEMPRE scritto e sostenuto per casi analoghi, che per questioni anche meno evidenti, nel resto d’Europa ci si dimette, spontaneamente.

E adesso mi accingo a scrivere il post interessante.

 

Un ottimo affare.

In Politica on novembre 4, 2013 at 8:44 am

“Moriranno tutti di cancro”

Cosi’ parlo’ il camorrista Schiavone.

Nel 1997.

Dopo 16 anni le dichiarazioni sono state desecretate.

Nel mentre, decine di pargoli sono morti per tumore, e non si contano piu’ gli ettari di terreno che non potranno MAI PIU’ essere bonificati, senza contare quelli attualmente coltivati sopra a caterve di rifiuti tossici.

Come quando arrivava la peste a Venezia, si dava la colpa alla mano divina che voleva castigare il comportamento degli abitanti, per poi scoprire che erano i topi i diretti responsabili.

Son passati cinque secoli e la situazione e’ peggiorata, i lagunari non potevano sapere dei topi, la commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti lo sapeva eccome, solo che s’e’ l’e’ tenuta per se’.

Quasi tutto ebbe inizio nel 1976, quando entro’ in vigore la legge Merli, imponendo un determinato valore di scarico delle acque inquinate, che prima non c’era.

Solo che, fattesalve poche zone che si erano preventivamente attrezzate, ancora non esistevano i depuratori, e i pochi “consortili” che raccoglievano gli scarichi delle varie zone industriali chiedevano deroghe salatissime.

Cioe’ a dire: se tu scarichi acque dieci volte piu’ inquinate (fanghi, metalli, pesanti, solventi e quant’altro) della legge, io depuratore “consortile” te lo lascio fare, ma tu mi paghi lo sforamento.

Va’ da se’ che gli imprenditori senza remore cominciarono a “trattare” con questi loschi figuri ingiaccati e incravattati che cominciavano a girovagare attraverso i poli industriali del nord Italia.

Altri, piu’ biechi ancora, trasferirono la ragione sociale della propria azienda in paesi nei quali eventuali leggi Merli non si vedono ancor’ oggi all’orrizzonte.

Ho visto le ruspe che in questi giorni si sono messe a scavare nelle terre dei fuochi, sono patetiche, solo degli sprovveduti o piu’ probabilmente dei prezzolati possono immaginare di bonificare un’area infetta da trentanni con le benne.

Ma chi e’ quel genio che dopo aver ascoltato il camorrista Schiavone (presso una commissione, non presso un tribunale!) ha deciso di secretare il tutto per 16 anni?

Il presidente della medesima, che all’epoca era il Prof. Scalia, deputato dei Verdi, e fondatore di Legambiente!!!!!!!!!!!!!!!

Ah, il presidente della stessa commissione, oggi, e’ l’avv. Pecorella…..

Poi, perche’ c’e’ sempre un poi, a cavallo fra gli anni ottanta e novanta, la camorra capisce che l’affare si puo’ ingrossare, quindi si contattano diverse aziende del nord europa e gli si propone lo stesso sistema, arrivano addirittura navi colme di veleni, treni merci, un vero polo europeo per lo smaltimento.

Il tutto, pagando un quinto della tariffa che i vari stati prevedono per tale lavorazione.

Il prezzo da pagare e’ qualche bambino con il cancro, qualche genitore disperato, alcune bare bianche che nessuno mai ricordera’.

Un ottimo affare.