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Tante belle cose.

In Politica on dicembre 20, 2013 at 10:45 am

Come da tradizione, ringraziandovi per l’attenzione che dedicate alle eresie che compaioni su queste pagine, eccovi la lista di prelibatezze che serviro’ fra 60 minuti nella solita aula riunioni dell’azienda per cui lavoro:

Insalata di gamberi reali, mango e mandorle.

Crostino con riccio di mare.

Salsa granchiata (con vero granchio, non con il surimi)

Salmone al naturale con trito di carote e mandarino.

Sarde in Saor.

Zuppa del mediterraneo (che trovate anche pubblicata sul ricettario).

Canoce lesse.

Peperoni grigliati e alici.

Pesce spada scottato al The verde ,  semi di papavero e uva (una figata!)

Sopressa nostrana.

Suite di formaggi e salsa all’arancio piccante.

 

Svariate bevande.

 

Buone feste a tutte e a tutti.

 

Vs.

Zac le Chef

Una Donna e una donnina.

In Politica on dicembre 17, 2013 at 7:53 am

Da bambine giocavano assieme, erano le migliori amiche, Michelle ed Evelyn, tutte e due figlie di generali, Alberto e Fernando.

Poi venne l’11 Settembre, il vero 11 Settembre, quello in cui un popolo perse la speranza, quello in cui la Moneda venne bombardata, quello in cui Salvador Allende venne accoppato (anche se, ancor oggi, si parla erroneamente di suicidio).

Da quel giorno le due bambine, che erano diventate ragazze, si divisero.

Alberto, il padre di Michelle, si schiero’ dalla parte giusta, fu prima torturato e poi giustiziato.

Fernando, il padre di Evelyn, si schiero’ con il potere, e ovviamente non gli fu torto un capello.

Anzi, fu proprio il generale Fernando Matthei e far uccidere il generale Alberto Bachelet.

Michelle, che aveva ed ha stampate nell’anima parole come uguaglianza, rispetto, dignita’, fu’ arrestata, rinchiusa nella oramai celeberrima Villa Grimaldi, e torturata. Ne’ usci viva per miracolo.

Quell’altra, Evelyn, continuo’ a collezionare cristalli di Bohemia come se nulla fosse successo.

Michelle abbandono’ il Cile, visse per ventanni in esilio, crebbe i propri figli da sola, dato che a sfiga si somma sempre altra sfiga, che in questo caso si manifesto’ quando anche il suo compagno fini’ nella lista dei desaparecidos (come ebbe a dire il nanopriapo “li portavano a fare una gita in aereo), poi decise che al cuore non si comanda, che il suo paese avrebbe avuto bisogno di lei.

 

Cosi’, dopo troppi anni, la compagna Michelle Bachelet e la fascista Evelyn Matthei si sono reincontrate.

Sfidanti per le elezioni presidenziali in Cile.

E stavolta ha vinto Michelle, ha stravinto Michelle, senza golpe, senza torture, senza assassini.

Michelle Bachelet e’ il Presidente della Repubblica Cilena.

Mi ci voleva.

 

Ma non e’ tutto,

questa storia, che pare essere tratta da un romanzo noir di Mempo Giardinelli, potrebbe essere tacciata come utopica, dato che il cile continua ad essere meta delle piu’ ignobili multinazionali americane, e allora concludo questo racconto con una frase che prendo in prestito dall’insuperabile Luis Sepulveda:

 

“L’utopia e’ come l’orrizzonte,

cammino due passi, e si allontana due passi.

Cammino dieci passi, e si allontana dieci passi.

L’orrizzonte e’ irrangiungibile.

E allora, a cosa serve l’utopia?

A questo:

serve per continuare a camminare”

 

 

p.s.

i celticopadani, dopo una vita passata a millantare, con il loro lessico da analfabeti, la secessione dal resto del paese, ora cavalcano pure il distacco dall’europa.

Che coglioni.

Un posticino dove mandarli io lo avrei, e’ un orifizio circondato da pelo mischiato a crosticine di nitrati, ci si troverebbero a meraviglia.

Ah, il buco sarebbe quello di borghezio, per la precisione.

Il vuoto e la rabbia.

In Politica on dicembre 12, 2013 at 8:05 am

E’ morto Madiba.

E mi sono sentito il vuoto dentro.

Sto rileggendo l’autobiografia di Martin Luther King, che mi ricorda, pagina dopo pagina, come una sola persona possa cambiare il destino, nel bene e nel male, di milioni di persone.

Nelson e’ stato il mio Martin.

Non sono mai riuscito ad ascoltare un suo discorso per intero senza sentire il groppo in gola e avere gli occhi lucidi.

Nel 57, a Montgomery, Martin attuo’ la prima forma di protesta nell’America segregazionista, i negri non salirono piu’ sugli autobus.

Fu l’inizio.

E quell’inizio gli fu ispirato dal Mahatma Ghandi.

Nelson, durante i cinque lustri passati dietro le sbarre a Robben Island, studio’ l’Afrikaner, la lingua dei Boeri, cosi’ da poter comunicare con i propri carcerieri nel loro idioma, riuscendo persino a fornire ai medesimi consulenze in campo giuridico.

L’ispirazione gli venne dagli scritti di Martin.

Che trio meraviglia, il Mahatma, Martin, Nelson, un filo lungo ottantanni che da giovedi’ notte fa’ parte della storia dell’umanita’.

Cio’ nonostante, mi sento ancora un tremendo vuoto dentro.

 

 

 

Pippo ha perso, e noi con lui.

E mi sono sentito la rabbia dentro.

Certo, da dove eravamo partiti, dei perfetti sconosciuti sino a sei mesi fa’, taluni lo considerano un successo, io credevo e speravo in un successone.

Non e’ una rabbia vendicativa, nemmeno improntata agli epiteti che il cuore vorrebbe rivolti ai “renziani”, soprattutto a quelli dell’ultima ora.

E’ una rabbia di supporto, la mia, una spinta che non mi fa’ indietreggiare di un passo.

Ho atteso piu’ di trentanni per vedere la mia squadra di Hockey vincere uno scudetto. e in quel lasso di tempo l’ho vista retrocedere almeno dieci volte.

Non saranno sei mesi a fermarmi.

Tengo pazienza.

Poi ho ascoltato Renzi enunciare la nuova segreteria.

Responsabile Economia:   Filippo Taddei.

!?!?!?!?!?

Filippo, quanto ti ho letto, quanto sono in accordo con il tuo pensiero.

Per chi ancora lo ignorasse, Filippo e’ stato lo spin doctor economico di Pippo negli ultimi anni,e’ la punta di diamante dell’economia di sinistra, e’ il nemico giurato dei programmi di brunetta.

Pochi esempi:

Nessun dirigente pubblico puo’ percepire uno stipendio superiore del 90% a quello del capo dello stato.

Ogni euro raccolto dall’evasione va’ ad abbassare l’Irpef.

Reddito garantito a chi non ce l’ha e contemporaneamente ricerca di un impiego (come si fa’ da decenni in tutta Europa, perdio!!!).

Vi consiglio di cercare in rete il suo pensiero, vi stupirete.

Un economista di sinistra nella segreteria del PD,

cose da non credere.

Buon lavoro, Filippo.

 

Pippo ci ha regalato questo lungo post, chi vuole puo’ leggerlo:

http://www.ciwati.it/2013/12/10/il-senso-di-un-inizio-la-ricognizione-riprende/

 

La commedia, una delle tante.

In Politica on dicembre 5, 2013 at 9:59 am

Era il 21 dicembre 2005.

Un’accozzaglia di parlamentari, appartenenti a Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, UDC, Nuovo PSI e pure al defunto Partito Repubblicano Italiano, votarono la Legge “Calderoli”.

Lo fecero

a) per garantirsi il seggiolone a tempo indeterminato

b) per far si’ che la Lombardia (e le sue eruditissime valli brembane e seriane) divenisse una regione decisiva nell’assegnazione del premio di maggioranza

c) per dare definitivamente il bastone del comando nelle mani del calvoamesialterni

Dopo otto anni, lo sanno anche i sassi, tale truffa e’ stata giudicata “INCOSTITUZIONALE” dalla consulta (si’, lo so’, la consulta e’ comunista e bla bla bla), e i responsabili di quel voto se ne’ stanno ancora tranquillamente appollaiati sul loro scranno, peggio degli avvoltoi.

E’ giusto ricordare che da almeno tre anni TUTTI sbandierano il seguente pensiero:

“Per fare una nuova legge elettorale c’e’ bisogno del massimo consenso parlamentare”

che e’ la solita presa in giro, e’ sufficente un voto in piu’ dei presenti in aula, punto.

Da ieri stanno affannandosi per il terrore di essere stati eletti con una legge truffa, con il lontanissimo rischio di un eventuale decadenza, Razzi e’ gia andato dalla veggente.

Non preoccupatevi, esimi eletti, l’Italia e’ un paese grandioso per tali evenienze, tutto e’ gia pianificato:

La consulta ha deciso ieri, ma fara’ conoscere le motivazioni fra una ventina di giorni, tempo nel quale la commissione per le eleggibilita’ lavorera’ anche di notte per passare al vaglio ogni posizione degli attuali parlamentari e li giudichera’ “eleggibili”, cosi’ si risolvera’ l’intoppo costituzionale creatosi ieri.

 

Segnalo anche che di quella giunta fanno parte il Malan (eletto nel 94 nelle liste della leganord) e la Casellati (eletta pure lei nel 94, ma nelle liste dei viagrini), i quali, sempre ieri, un tempismo ad hoc, hanno sollevato la questione sugli “altissimi” meriti sociali dei neo senatori a vita.

Qualcuno potrebbe erudirmi sui “meriti sociali” per i quali il Malan e la Casellati siedono in aula da ventanni?

Anticipatamente ringrazio.

L’APPELLO

In Politica on dicembre 2, 2013 at 8:42 am

E’ la settimana decisiva.

Contattate i vostri amici piu’ stretti, chiamate a raccolta i parenti, parlatene al lavoro, portatene il piu’ possibile.

VOTA PIPPO.

Scrivete un’ email a TUTTA la vostra rubrica, titolandola “TI AMO” oppure “STASERA A CENA DA ME”, cosi’ siete sicuri che i destinatari la aprano.

Consiglierei di apporre il seguente appello :

“Caro amico/a, vuoi farmi un regalo per Natale risparmiando un sacco di soldi?

L’8 dicembre, domenica, recati al piu’ vicino seggio del PD e vota Giuseppe Civati, ti costera’ due euro se non sei iscritto, sara’ gratis se hai la tessera.

Cosi’ ti sarai tolto l’annoso problema del cosa comprarmi per le feste.

Un bacio sulla fronte.

Grazie.”

 

Mi raccomando,  speditela all’intera rubrica, anche se all’interno vi sono indirizzi di destrorsi.

 

Avrete cosi’ contribuito alla mia felicita’, che e’ anche la vostra.

 

Vs.

ZAC