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Il peggio, nel peggio, e’ l’attesa del peggio (D.Pennac)

In Politica on marzo 19, 2014 at 7:53 am

 

Or bene.

Tempo addietro il centrosinistra ha vinto le elezioni per i sindaci di Treviso, Padova e Venezia.

A Treviso sembrava impossibile, Gentilin sconfitto da Manildo ha fatto gridare a una nuova democrazia nella marca.

A Padova, Rossi ha sostituito Zanonato (disperso), dopo anni di giunte di destra.

A Venezia, citta’  storicamente di sinistra nonostante i De Michelis e i Brunetta, il sindaco e’ Orsoni.

Ebbene, questi tre hanno pensato di stringere un’alleanza.

Citta’ metropolitane? Servizi sanitari uniti? Percorsi artistici intercomunali?

Nulla di tutto cio’.

Gli hanno dato pure un nome: PaTreVe

L’alleanza mira a ripulire le citta’ dagli accattoni e dai venditori ambulanti.

 

Le tre merde superano di gran lunga i provvedimenti che furono del Gentilini, il quale si limitava a chiedere il foglio di via dal comune, arrivando a chiedere l’espulsione dall’intero territorio nazionale per tre anni.

Beccatevi alcune dichiarazione di questi geni:

“Una donna al mercato si e’ sentita minacciata” Manildo

“Vogliamo un patto di sicurezza metropolitana per evitare che gli accattoni espulsi da un comune si rechino in un altro” Orsoni

“Contro gli accattoni gia questa settimana i comandanti della polizia locale delle rispettive città si riuniranno a Padova intorno ad un tavolo per discutere del fenomeno e coordinare l’attività su scala metropolitana.” Rossi.

 

Messa cosi’ sembrerebbe un’emergenza planetaria.

 

E allora diamo un’occhiata ai numeri:

Treviso: abitanti 83.062

accattoni molesti o petulanti : 30

Padova : abitanti 210.563

accattoni molesti o petulanti:  60

Venezia: abitanti 270.843

accattoni molesti o petulanti: 80

 

Li chiamano proprio cosi’ “accattoni molesti o petulanti”, salvo poi costruire un ponte che non si regge per mano dell’archistar Calatrava (Venezia), riempire l’intero territorio comunale con sensi unici simili al labirinto di Cnosso (Treviso), tirare su un muro divisorio fra i cittadini per bene e quelli per male (Padova).

Sono estremamente schifato, al punto che preferivo, ma di gran lunga, i proclami razzisti del Gentilini, almeno aveva il coraggio di urlarli da un palco.

Questi qua sono peggio, hanno fatto le loro rispettive campagne elettorali basate sulla solidarieta’, per poi definire degli esseri umani “accattoni molesti o petulanti”.

 

Ah, quasi scordavo, la guerra si estende anche ai venditori ambulanti, soprattutto a Venezia, dove qualche decina di senegalesi ti vendono una borsa taroccata di Prada per pochi euro, che non viene MAI aquistata da una moglie di qualche sceicco arabo, quella la trovi a pochi metri di distanza, dentro il negozio della Miuccia.

 

Strano che non bandiscano dal territorio comunale anche le campane di Piazza San Marco, quelle si’,  moleste e petulanti.

 

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Impressioni (feat. Monet)

In Politica on marzo 12, 2014 at 8:07 am

Quando era all’apice della fama, Monet comincio’ a pensare di catturare l’Impressione del progresso, le ninfee e i balli del Moulin de le Galette non facevano piu’ per lui.

Cosi’, da vero Impressionista, si presento’ alla gare de St. Lazare.

Chiese al direttore della stazione la possibilita’ di avere tutti i binari occupati da locomotrici accese e fumanti, minacciandolo che in caso di rifiuto si sarebbe rivolto al direttore della Gare de Lyon.

Gli fu accordato il permesso.

Monet dipinse quella serie di capolavori che portano il nome della medesima stazione, la Gare de St. Lazare.

In pochi sanno che Monet dipinse quelle tele immerso nei fumi sprigionati dai primi treni a vapore, da solo in una stazione deserta, e con un tempo limitatissimo a disposizione, dato che il monossido di carbonio creato dai locomotori permetteva la presenza in loco per dieci minuti al massimo, dopodiche sarebbe morto asfissiato.

Dipinse quelle tele in meno di dieci minuti cadauna.

 

Forse, il vero significato dell’Impressionismo si realizzo’ proprio dentro a quella stazione, quando stava volgendo al termine.

 

 

E’ cosi’ che mi sento da qualche settimana, colgo un’impressione ogni giorno, salvo poi coglierne un’altra, diversa, il giorno successivo.

L’on. Moretti che si veste di bianco per la parita’ di genere in lista, una vera Impressione se si pensa che non piu’ tardi di un anno fa’ la postbersaniana e neorenziana votava la fiducia a un esecutivo retto dal nanopriapo.

Una ragazza e’ costretta a partorire nel cesso dell’ospedale per mancanza di medici non obiettori, una vera Impressione se si pensa che i piu’ benestanti possono telefonare a Ligresti per un posto silenzioso in clinica privata, dove i medici non stanno a tergiversare sull’obiezione.

Il comico che vorrebbe tornare ai granducati, il marito della mussolini che se lo faceva succhiare da due bambine, Bonanni che all’improvviso si erge a paladino dei lavoratori, il PD che ad ogni votazione rilevante perde cento voti da anonimi falchi, tutte Impressioni che volano via il giorno successivo.

 

E Renzi, lo aspetto al varco, fra poche ore, VOGLIO leggere anche le virgole dei provvedimenti che verranno presentati in CDM, perche’ la piu’ grande impressione di questi tempi e’ lui, l’uomo al comando, quello della volta buona, a braccetto con Verdini pero’ senza le escort da pompini, quello della tasi per tutti ma non per i preti farabutti, che pare la fotocopia di quel celeberrimo spezzone di Pappa e Ciccia, dove Paolo Villaggio si sente dire dall’altoparlante del villaggio vacanze:

“Tu Italiano?

Siete tutti uquali! Hai i baffi neri, suoni il mandolino, dici kose e poi fai altre!”

Monet ne’ avrebbe ricavato diverse Impressioni.

 

Una ragazza eccezionale.

In Politica on marzo 4, 2014 at 1:23 pm

Si’, lo so, alcuni lettori stanno aspettando la disamina politica, ma non sono ancora pronto.

Cosi’, come di rado accade fra queste eresie, pubblico parte di un commento arrivato nel post precedente, dove Carlo e David hanno cominciato un’interessante discussione sull’utilizzo della rete.

 

Avercene di ragazze cosi’.

 

“Anch’io ho un cellulare di quelli normali, vecchi, diciamolo pure.

Tutti mi accusano di essere fuori dal mondo, considerando anche che non sono su facebook, o meglio, l’anno scorso ho creato un profilo senza nome e cognome che uso per parlare con una manciata di amiche conosciute anni fa tramite il blog, amiche che non potrei passare a prendere sotto casa, con cui non potrei andare a mangiare una pizza o ridere davanti a un film, per tristi questioni geografiche.

Lo so che forse sono un po’ contraddittoria, perché su internet poi la sera ci sto molto, leggo, scrivo, guardo, però non mi piace che tutto il mondo sappia che cosa sto facendo in quel preciso momento.

Non mi piace che ogni volta che si esce c’è sempre qualcuno che fa una foto e la posta, perché se non la metti su internet è come se quella cosa non l’hai fatta.

A volte mi sembrano tutti così attenti a far vedere agli altri che stanno vivendo qualcosa di bello che poi non lo vivono davvero quel qualcosa, perché stanno sempre a controllare se qualcuno mette mi piace o commenta.

E poi il massimo è quando conosci qualcuno che la prima cosa che ti chiede è se sei su facebook e quando dici di no sembri tipo un’aliena. Forse sono all’antica ma credo che se ci vogliamo conoscere dobbiamo parlarci un attimo di persona. Troppo comodo andare a sbirciare tutti i miei gusti e il mio passato su facebook.”

ELISA

 

I miei piu’ sinceri ringraziamenti, cara Elisa, la penso tale e quale, ma proprio con le stesse parole.