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Ottimisticamente

In Politica on ottobre 29, 2014 at 7:35 am

Uruguay, il partito del nostro vate Pepe Mujica ottiene il 47% al turno elettorale dello scorso weekend. Il parlamento e’ sempre piu’ solido.

 

Tunisia, il partito laico Nidaa Tounes vince le elezioni, vi riporto, a tal pro, il pensiero di David:

“Mentre noi italiani ci siamo farti fregare da un volgare impostore che risulta oggettivamente essere il premier più reazionario che il nostro paese abbia mai avuto (avete mai sentito il capo di governo di una democrazia occidentale affermare che “per fare una riforma del lavoro non occorre parlare con i sindacati”?!) dall’altra sponda del Mediterraneo, in Tunisia, giungono notizie assai più confortanti. Gli islamisti di Ennahda sono stati nettamente battuti da Nidaa Tounes, ampia formazione socialdemocratica guidata dall’ottantaseienne Beji Cajed Essebsi, già braccio destro di Bourguiba, piccolo uomo di imponente statura politica e morale che ho la fortuna di conoscere e al quale ho avuto persino l’opportunità di dare una mano, due anni fa, nel periodo più difficile della Tunisia postrivoluzionaria finita sotto il giogo degli islamisti di Ennahda.
Tuttavia, la reazione di questi ultimi al risultato delle elezioni è stata forse la nota più interessante.

Hanno riconosciuto sportivamente la sconfitta e hanno assicurato che vogliono fare parte del processo democratico che sta per ricominciare. Sarà vero o soltanto un bluff? Il tempo saprà dire. Ma poiché essi rappresentano ancora più del 30 per cento dell’elettorato, sarebbe comunque assurdo e pericoloso che ne restassero fuori.
Ancora una volta, la piccola Tunisia si presenta come un laboratorio politico importante. Anche l’Italia, ma per motivi opposti purtroppo.

 

Italia, lo scrivente ha appena scovato il posto dove procurarsi le alghe Wakame in agrodolce, una vera leccornia.

 

Italia, finalmente, e’ partito il progetto presso lo Stabilimento Chimico Farmaceutico di Firenze per la produzione di marjuana, che sara’ disponibile in farmacia entro giugno 2015. E dato che io sono troppo di parte, vi riporto l’inciso che potete trovare sul sito dell’istituto medesimo, amministrato dall’esercito:

“riguardante un progetto pilota per la produzione nazionale di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis. Le competenze del personale militare e civile dello Stabilimento nonchè le capacità produttive e di controllo qualità proprie di una industria farmaceutica, unite peraltro ad un livello di sicurezza tipico di una installazione militare, sono stati elementi determinanti nella scelta operata dai Dicasteri della Difesa e della Salute nell’esclusivo interesse della collettività nazionale per la cure di patologie gravi e altamente invalidanti, come la sclerosi multipla, la sclerosi laterale amiotrofica, il glaucoma, le malattie neoplastiche, tutte patologie nelle quali i preparati a base di cannabis sembrano essere molto efficaci e con un rapporto rischio-beneficio nettamente a favore di quest’ultimo.”

 

Brasile, Dilma rivince, e le borse crollano, tifavano per il fascistello i contabili della city, tie’.

 

Cile, Michelle Bachelet, donna straordinaria , risolleva in meno di due anni il pil della propria nazione e si reca in europa per business commerciali, e si fionda dalla Merkel, persino in Cile hanno compreso come e dove trovare la competenza e l’affidabilita’ nel vecchio continente.

 

Italia, Minzolini condannato in appello per peculato.

 

Italia, virgolettato dell’ex presidente della Camera, On. Pera, fra i primissimi iscritti a FI nel 94:

“Matteo Renzi mi ricorda noi all’inizio, bravo a Sandro Bondi che per primo vide nel sindaco di Firenze l’enfant prodige di un’Italia in ginocchio”

 

Su quest’ultima non v’e’ nulla di ottimistico, ma scoprire che lo spindoctor lo scopritore, il pigmalione di Renzi fosse Bondi vale l’intero post.

 

Strano non gli abbia dedicato una poesia.

 

 

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Il fango nella testa.

In Politica on ottobre 16, 2014 at 7:53 am

Tu, il rabdomante della rabbia, per anni hai intercettato l’umore dei disperati. Poi succede che Genova, la tua città, venga sommersa dall’alluvione.

La notizia ti sorprende a una kermesse romana del tuo movimento.

L’istinto fin qui infallibile dovrebbe indurti a fare la cosa giusta: tornare subito a casa per metterti a spalare in silenzio, intestandoti una campagna finalmente positiva.

Invece resti al caldo di Roma a grilleggiare contro tutti, senza accorgerti che sei sempre meno efficace. Non esalti né spaventi più.

Semplicemente annoi.

Al quinto giorno ti degni di farti vedere a Genova.

Arrivi in centro con una scorta arrogante, da mandarino della nuova Casta, e ti becchi la contestazione di ragazzi che probabilmente ti hanno pure votato.

 

Il distacco tra te e loro è emblematico: quelli fanno e tu parli, quelli ricostruiscono e tu continui a distruggere.

Perché persino lì, in mezzo al dolore, non trovi di meglio che indicare bersagli contro cui sfogare il rancore.

Agli Angeli del Fango che ti danno del pagliaccio come a un Mastella qualunque, additi il solito capro espiatorio, la stampa, accusandola di avere taciuto le vere cause della tragedia.

Ma quando fai l’elenco di quelle cause si scopre che sono le stesse che ingombrano le prime pagine dei giornali.

Sei fuori forma, incoerente, confuso.

Dopo averli umiliati, ti offri ai cronisti per un’intervista in cambio di duemila euro da versare a un tuo fondo per gli alluvionati.

Tu, di grazia, quanti ne hai messi? Dici ai ragazzi che non hai problemi a spalare il fango con loro, però poi non lo fai e ti dilegui con la tua scorta. Hai perso il tocco, Beppe Grillo. Che peccato, sei già ieri.

 

M. Gramellini

L’Ex Doge

In Politica on ottobre 13, 2014 at 9:24 am

Non ne’ parlavano piu’.

Disperso.

Poi, d’un tratto, ecco i titoloni:

“Galan patteggia, ai domiciliari”.

 

Patteggiamento: rito alternativo che deve vedere l’accordo di tutte e tre le parti, Gip, Gup e giudice del procedimento.

Si prevede che vi sia una dichiarazione di colpevolezza da parte dell’imputato per arrivare a un terzo della pena e il concedimento di arresti domiciliari.

 

Per il Galan e’ diverso, egli sostiene di non aver confessato alcunche’, dice di aver chiesto il patteggiamento solo per poter riabbracciare la moglie e la figlia.

Il fatto che dalla settimana scorsa l’ex doge dovrebbe essere stato spostato dall’ospedale del carcere di Opera a una cella sovraffollata deve aver procurato un po’ di redenzione nel Galan.

 

E allora leggiamo cosa ha detto questo farabutto nel corso dei tempi:

“Sono del tutto innocente, forniro’ le prove”

“Ho il conto corrente in rosso”

“Io sono il Nord Est”

“Mai preso un solo euro”

“Mai stato ricco, con la politica ci ho rimesso”

“Il conto a San Marino? La mia firma e’ stata falsificata”

 

E Forza Italia, con tutti quei viagrini che si divertivano ad occupare il tribunale di Milano per un pompino di una minorenne, cos’ha fatto per difendere uno dei loro padri fondatori?

Una mazza.

In pieno stile gangster di Chicago, nel momento in cui un boss finiva nella merda, ci si dimenticava di lui, nessuno a difenderlo, tutti a tirare giu le saracinesche sino a tempi piu’ calmi.

 

Ma quando io andavo a sbraitare che il Veneto era in mano a una banda di Galaniani buoni solo per il loro portafogli, sapeste quante me ne’ dicevano, venivo sbeffeggiato al grido “Il Veneto e’ la regione piu’ ricca d’Italia!!!”.

 

Il Veneto e’ una regione prospera perche’ ci sono decine di migliaia di piccole imprese e centinaia di migliaia di operai che sgobbano, caro Galan, non che rubano, che sgobbano!!!

15 anni e’ durato il regno di questo buffone massonico (iscritto dall’87) in regione, 15 anni di appalti truccati, di regali ai Maltauro di turno e di festini all inclusive (che qui non mancano MAI).

 

Qualche sparuto passante, da un paio di giorni, si ferma di fronte alla villa dell’ex doge e gliene canta quattro, trattasi di poche decine di persone, e questo e’ il massimo della ribellione che il Veneto puo’ attendersi, per il resto si DEVE lavorare.

 

Fra i vari commi che compongono il diritto processuale chiamato “patteggiamento” v’e’ il seguente:

 

“Il patteggiamento non puo’ essere applicato  a favore di coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali e per tendenza, o recidivi ai sensi dell’articolo 99, quarto comma, del codice penale, qualora la pena superi due anni soli o congiunti a pena pecuniaria.”

 

E l’hanno concesso a Galan!

 

Qualcosa (non) e’ cambiato.

 

 

Un Minuto (by Ernest)

In Politica on ottobre 2, 2014 at 8:24 am

Io non aggiungo altro.

Dal blog di Ernest:

 

“Quando ho visto il video questa mattina non ci volevo credere.
La prima cosa che mi è venuta in mente è stata quella di dire… “Ma da noi sarebbe possibile?”
No, credo proprio di no.
Succede che a Varsavia ogni primo agosto tutta, ripeto, tutta la città si ferma per ricordare i 200mila civili polacchi morti durante la rivolta per liberare la città dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.
Ora vedendo la presenza di italiani durante le commemorazioni dei 25 aprile e tutti le dichiarazioni di revisionismo in questo paese… sono stato assalito da una profonda tristezza.
Non voglio nemmeno immaginare cosa potrebbe succedere da noi durante quel minuto.”