Il Blog

Culo e coriandoli

In Politica on dicembre 10, 2014 at 8:31 am

“Li ringrazio”.

Cosi’ il presidente del PD, Orfini, riferito ai tre ladri autosospesi.

Persino Cossutta.

Decine di milioni dal comune di Roma alle coop del Buzzi, costati 10 euro a cranio per ogni romano, ma erogati per il 90% dalla giunta del fascio.

Tutti a sbracciarsi per far comprendere al popolino che tutti i politici sono cosi’. E gia’, perche’ se amministro un comune di centrosinistra mi rivolgo ai NAR per le stecche.

I grillini urlano, pero’ sino a ieri nessuno di loro aveva denunziato alla procura alcunche’, anzi, pare, dico pare, che la Ruocco si sia interessata in aula a un appalto che non era andato a buon fine, appalto della CarminatiBand.

Ed egli, il calvoamesialterni, dice “tutti si devono dimettere”, pazzesco, dei suoi si e’ autosospeso (altro che dimissioni) solo il figlio del padrone del bar della Magliana, quest’ultimo ex deputato PDL.

Il capo dei ladri che intima ai suoi sottoposti di non fare piu’ i ladri, tale e quale a pulirsi il culo con i coriandoli.

Poi c’e’ il celtico ex padano che vuole vincere al sud ,dopo aver considerato per decenni tutti i nati sotto al Po’ dei ladri, dei parassiti.

Qua sono tutti fuori di testa, sono spariti i suggeritori, sparano cazzate ad ogni batter d’ali di un colibri’.

Del resto, nella capitale ebbi a che fare con un tipo prima PD, poi UDC, poi Responsabili, poi M5S. Comunicava il cambio di rotta nel modo piu’ naturale possibile, come ci si cambia i calzini.

 

Finito? Neanche per scherzo.

 

La falsita’ e la ruffianaggine esiste anche negli strati piu’ bassi di quelli descrittovi.

Un coglionazzo ha avuto il coraggio di spedirmi un email chiedendo la classica paraculata (nello specifico dal mio amico Pippo), argomentando di taluni suoi conoscenti mezzi imprenditori che avrebbero bisogno di una spintarella, ed e’ abbastanza logico che sto coglionazzo abbia detto, piu’ o meno “Ho la possibilita’ di contattare Civati”, millantando un qualsivoglia legame amichevole con lo scrivente. Fai pena, gentaglia come te andrebbe messa al bando, da tutto.

 

A fronte di cotanto malaffare, confusione e merde varie ed eunuchi variopinti, mi sono ricordato: c’e’ una pagina in Hollywood Hollywood di Bukowsky (ciao caro Hank) che e’ il mio personale consiglio per far migliorare la connessione fra le sinapsi dei sopracitati “Signori”.

 

“Tornai all’ippodromo. Certe volte mi domandavo cosa ci andavo a fare.

Certe volte lo sapevo.

Tanto per dirne una, mi consentiva di vedere un gran numero di persone nel loro lato peggiore, e questo mi teneva in contatto con la realta’ del genere umano.

Negli ippodromi, ovunque, tutti i giorni, ci sono certi individui caratteristici. Io probabilmente ero ritenuto uno di loro, e la cosa non mi andava. Avrei preferito essere invisibile. Non ci tengo a far circolo con gli altri scommettitori, non voglio parlare con loro di cavalli. Non sento alcun cameratismo verso di loro. In realta’ scommettiamo gli uni contro gli altri, l’ippodromo non perde mai, nemmeno un giorno.

Lo scommettitore medio gioca vincenti, piazzati, accoppiate, triple’, e finisce sempre con un mazzetto di tagliandi inutili in mano.Puntano su chi ha gia vinto, sulla posizione di partenza e sulla condizione del cavallo.

Ma di scommessa ce n’e’ una sola , ed e’ quella che fa’ vincere.

Elimina la tensione.

Il segreto, la verita’ profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicita’.

La vita e’ profonda nella sua semplicita’.

Credo che le corse servano a rendermene consapevole.”

 

Ecco, caro sindaco Marino, riapri l’ippodromo.

 

Altro non saprei.

 

 

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  1. Caro Zac,
    questo non è un post. È un trattato di filosofia. Mi unisco al tuo appello. Aridatece l’ippodromo di Tor di Valle!
    All’ippodromo i camorristi, i mafiosi e quelli della Magliana si scannavano tra di loro e fuori non davano fastidio a nessuno. In quell’ippodromo, quelli come me affogavano i dispiaceri. Come ci manca!
    Grazie
    David

  2. Ciao Zac
    l’orrore sembra non finire mai… sembra un vizio italiano quello di tirare fuori ciclicamente una banda che deve conquistare una parte della città… l’altra sera mi è capitato in mano un libro “Il libro nero della Repubblica Italiana”… quante versioni dobbiamo ancora scriverne?!?!
    hasta

  3. Più leggo le cronache sui fatti e sui personaggi di Mafia Capitale, più rimango basito. Solo per inciso, sono commosso dall’ultimo commento lasciato da David al post precedente, con il quale replicava a Zac. Commosso e cosciente che sta vita comincia ad apparire una gran delusione quando è vissuta così. Vissuta con la consapevolezza, mi auguro di scoprire un giorno sbagliata, che in questa società se sei onesto fai poca, pochissima strada e, probabilmente, soccombi. Oppure, vivi isolandoti dalla stessa.

    Ciao Zac e buona serata a tutto il condominio.

    Nelle parole di Bukowsky ho riletto il commento di David con il quale mi sono commosso. Con una variante. E’ probabilmente saggio affermare che “…Il segreto, la verità profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicità…” ma questa società in cui viviamo, la vita che facciamo e, soprattutto, ciò che ci tocca vedere ed ascoltare, non hanno nulla di semplice ed hanno il potere, semmai, di rendere le nostre esistenze sempre più complicate.

    Ho la sensazione che su questa storia ancora non abbiamo letto tutto ciò che c’è da sapere. Ogni giorno ne salta fuori una ed è sempre peggiore di quella appresa ieri. Come contorno, e tu ne hai ricordati alcuni, ci sono i politici e le loro dichiarazioni… massa di farabutti in combutta con la peggio melma della nostra società.

  4. Che dire di altro Compagno Zac?
    Hai dipinto il quadro comprese le sfumature e i sottofondi, ti posso definire solo un novello PICASSO con una nuova GUERNICA.
    Quelle di guernica ernao macerie fisiche e dopo si è ricostruito, su Roma, come dice Carlo, siamo solo alla superfice, se scavano troveranno che le fogne di Calcutta sono giardini profumati.
    Più che ridarci gli ippodromi, ci ridessero il diritto di scegliere chi eleggere e non fare ostruzionismo dietro la falsa morale.
    Hasta Compagno Zac
    Tina

  5. Caro Zac,
    la prima parte “aggressiva” del tuo post mi tranquillizza sulla tua pronta ripresa dal “mal di concerto”. Tralascio il tentativo di trovare parole che sostituiscano il significato di merda a tutto quello che sta continuando a succedere nel nostro sempre più squallido e corrotto paese, per inoltrarmi nella stupenda frase di Bukowsky che hai citato: “Tornai all’ippodromo, certe volte mi domandavo cosa ci andavo a fare”. Hai aperto il sipario su sensazioni vissute in molti anni di vita piacevolmente randagia, quando mi confondevo anonimamente fra quei personaggi unici e tipici degli ippodromi per gustare il loro esclusivo universo. Come respiravo bene in quel verde del ” Federico Tesio” diventato (purtroppo) villaggio Juventus. Ho sempre considerato le giocate come il giusto motivo per godere di tutto lo spettacolo parallelo della gente, dei rumori e degli altoparlanti.
    Mondo magico, l’ippodromo! Grazie Zac e Bukowsky per avermelo ricordato.

    Ciao a tutti. robi

  6. E intanto, stamattina, eravamo tanti ma proprio tanti a Roma. Molti ma molti più dei 40mila che qualche giornaletto come Repubblica ha provato a stimare. Solo gli studenti, tra la Piramide e il Lungotevere, erano un oceano di giovani. Ed il corteo dei “dipendenti pubblici” era un’altro oceano pieno anche di pensionati, giovani disoccupati e precari che lavorano nel “pubblico”. Tutti incazzati e disgustati da questo pseudo centrosinistra. Stasera ho letto che da nord a sud, isole comprese, le piazze si sono riempite di gente. Adesione allo sciopero generale, stimata nell’ordine di un 70%… sarei stato felice anche con un 50%!

    Vada avanti per la sua strada il piccolo, presuntuoso e arrogante che dimora a Palazzo Chigi. E’ fottuto, è decisamente fottuto! E’ solo questione di tempo ma se esce da quel palazzo, non ci rientra più né lui né i giovani arrogantelli al suo seguito.

    Ciao Zac, buon fine settimana a te ed a tutto il condominio.

  7. Caro Carlo,
    il tempo è venuto. Civati, a Bologna per il Patto del Non Nazareno, si sta finalmente muovendo. Alle prossime elezioni, avremo un partito di sinistra, onesto e coerente, da votare. Quanti voti prenderà questi partito? Secondo me saranno tanti, ma anche se non lo fossero, non cambia nulla. Dobbiamo fare la conta degli onesti, e se saremo in pochi ne prenderemo atto. Come titola il New York Times, l’Italia è oggi il paese probabilmente più corrotto al mondo. Dobbiamo sapere di chi possiamo fidarci. Spera si è comprensibilmente offesa quando le ho ripetuto più volte (ce ne sono volute tre, e ho progressivamente alzato il tono) se c’era o se ci faceva. Non sono stato gentile e non me ne scuso. Non è il momento di essere gentili mentre gran parte degli italiani si trovano alla canna del gas. La gentilezza, in questi momenti, si chiama ipocrisia, e delle più odiose.
    Detto della fogna chiamata Italia, vorrei spendere una parola anche per la fogna chiamata Europa. C’è un signore in questo momento a capo della confraternita, che bacchetta tutto e tutti ed esige interessi e balzelli a tutto spiano, che meriterebbe svariati ergastoli e che mi pare secondo, nella storia degli ultimi cento anni, soltanto a Hitler. Ma questo signore, a differenza di Hitler, non può nemmeno invocare l’infermità mentale. Si chiama Juncker, viene da un paese che non esiste, il Lussemburgo, e ne è stato premier per più di un decennio. In quel decennio, Juncker ha incoraggiato l’evasione fiscale delle più grandi aziende del mondo e degli individui più ricchi e più sconci dei nostri tempi, attirando capitali con una tassazione inferiore all’uno per cento. Quell’uno per cento, su migliaia di miliardi di euro, gli ha permesso di far diventare quel paese minuscolo e inesistente il paese più ricco del mondo. Allo stesso tempo, quelle migliaia di miliardi di euro fuggiti dal resto del mondo hanno reso il resto del mondo molto più povero, hanno fatto chiudere tante aziende, hanno messo in mezzo alla strada milioni di lavoratori.
    L’unico posto adeguato per uno come Juncker è la galera. Invece, lo troviamo al vertice dell’Europa. Perché? Perché la politica non esiste più ed è stata sostituita non dall’economia, che almeno si basa sulla produzione e sulla distribuzione, sui costi e sui ricavi, bensì dalla finanza, cioè dal puro movimento di denaro, che è il traffico più abietto che esista, peggiore di tutti gli altri traffici per le immani conseguenze che genera.
    Dobbiamo ricominciare a fare politica cari compagni, come l’hanno fatta tutti i nostri predecessori e liberarci una volta per tutte degli ignobili piazzisti della fuffa come Matteo Renzi.
    Buona domenica
    David
    PS: Caro Robi, il tuo breve schizzo sull’ippodromo di Stupinigi mi ha dato un tuffo al cuore. Appena trovo il tempo torno a correre sul filo di quei ricordi, almeno qui.

  8. Ho più volte manifestato la mia diffidenza nei confronti dell’elettore italiano. E’ per questo, David, che seppur non convinto che un nuovo partito di sinistra possa fungere da catalizzatore dei voti degli italiani delusi da questa politica, sono contento che tu abbia usato l’aggettivo “onesti” per distinguere quegli italiani-elettori che vogliono veramente cambiare le cose in questo Paese per il bene di tutti da quelli che agiscono (e votano) per tornaconto personale ed a danno del prossimo…. o perché, come una volta mi ricordò Tina citandoli come “anime belle della rete” (ed io in un primo momento non ne capii il significato) sono coloro che, tutto sommato, dormono al caldo e tanti problemi non li hanno, però fa figo spacciarsi per “quelli di sinistra” che frequentare certi salotti virtuali o reali… oppure sono coinvolti con questo tipo di politica e sputare nel piatto in cui si mangia, non è bene. Ecco, anche se saremo in pochi, saremo onesti in un Paese che, come hai ricordato, è probabilmente il più disonesto al mondo. Alla fine, ciò che conta è guardarsi allo specchio e non sputarsi in facci da soli per lo schifo che si vede riflesso.

    Ciao Zac, ciao David e buona serata a tutto il condominio.

    Però, David, sono d’accordo con te quando hai affermato che “il tempo è venuto”. Sta arrivando e, probabilmente, da lontano, fuori dall’Italia. Dovremo vedere cosa accadrà in Grecia, con le prossime elezioni presidenziali. Avrai certamente letto che la sinistra europea Tsipras e la sinistra radicale Syriza sono passate all’attacco del governo Samaras e che, probabilmente, ci saranno elezioni anticipate. Sono in testa in tutti i sondaggi e non è improbabile che conquistino il governo del Paese. Ecco, io credo che da ciò che accadrà in quel Paese, si potrà capire cosa accadrà in Europa e nel nostro Paese.

    Non è un caso che proprio quel malefico di Juncker si sia schierato apertamente con il governo Samaras, ipotizzando catastrofi se le sinistre dovessero arrivare al governo. Oramai siamo al condizionamento totale delle politiche nazionali, in un’Unione che non ha nulla di politico ma è solo “finanza”.

    L’ho affermato ieri e lo ripeto oggi: Renzi continui pure per la sua strada, sembra che questa sia la sua intenzione nonostante gli ultimatum della minoranza dissidente del Pd. Dovrà farsi sostenere dalle destre per andare avanti. Lo faccia, tanto da ieri ho capito che è fottuto, finito, è solo questione di tempo.

  9. Zac, temo che una mia replica a David sia finita nello spam, come anonimo. Porc, putt, macchec…

  10. CLAP, CLAP, CLAP, CLAP a David.
    Finalmente un discorso senza peli sulla tastiera che mi fa sentire bene.

    il tempo del formalismo e della correttezza politico/verbale si è esaurito da un pezzo, il bon ton ha creato solo confusione e la difesa di parte per appartenenza ha permesso al bimbominchia di mostrarci che lui è più simile a mussolini che a berlusconi.

    Grazie David, non so se Civati manterrà quello che ha dichiarato ieri, ma almeno lui ha avuto la coscienza di dire quello che urliamo in tanti, se questa del bimbominchia è la sinistra, io sono Paolina Bonaparte e ho 20 anni.

    Bene, sono le 2:30 del mattino, vado a dormire, ho ospiti a pranzo e non vorrei farmi trovare ancora a letto.

    Buona domenica a tutto il condominio.
    Notte Buona Compagni
    Tina

  11. Cari Condomini,
    leggendovi e se non ci saranno ripensamenti o adattamenti alla situazione di melma da parte di quelli che interpretiamo come puri, forse avrò ancora la possibilità di andare al seggio con l’antica fierezza che negli anni è diventata il tentativo di opposizione al peggio.

    Caro David, ero certo di andare a bersaglio delle tue emozioni con il mio breve schizzo ippico. I tuoi eventuali racconti saranno carezze ai miei ricordi di quel mondo particolare e straordinario.

    Buona settimana a tutti. robi

  12. Ragazzi

    che blog frizzantino!!!! Dopo questo breve passaggio e la lettura degli ultimi commenti, vado a cenare contento e con un gran appetito!!

    Ciao condominiiiiii

  13. Cari tutti,
    gli orrendi democristiani che albergano nel PD si vedono costretti ad uscire allo scoperto. Finalmente. L’ordine del giorno omofobo prodotto dall’amministrazione di Faenza parla chiaro. Avanti così fino alla scissione. Personalmente, non ho cambiato idea: non voglio morire democristiano. Là dove democristiano significa precisamente: viscido, baciapile, corrotto, intrallazzatore, oscurantista. Non mi sono mai tappato il naso e non ho intenzione di cominciare adesso. Poi, vedremo chi vincerà le elezioni e vedremo prima ancora con quale legge elettorale si voterà. Se non ci saranno le preferenze, saranno comunque elezioni fasulle. E chi vincerà non vincerà un bel niente. Il paese continuerà a precipitare nel declino e perderemo tutti. Serve urgentemente un progetto di società. Spero che il nuovo partito di sinistra che verrà ne abbia uno sensato. Se così sarà, la gente con un briciolo di sale in zucca lo voterà.
    Ora vorrei tanto darmi all’ippica ma temo di raccontare cose già raccontate. Ci provo lo stesso. Nel caso mi ripeta, appena ve ne accorgerete andate a leggere qualcos’altro.
    Negli Anni Settanta, buona parte del mio tempo libero lo trascorrevo negli ippodromi di tutta Italia e di mezzo mondo. Erano dei gironi danteschi. Ti capitava di diventare amico di gente che non frequentavi mai al di là di quel recinto. Gente di cui conoscevi a malapena il nome ma di cui non sapevi nient’altro. Potevano essere oscuri impiegati, autentici banditi, aristocratici sul lastrico ma niente poteva distinguerli gli uni dagli altri, eccetto piccoli dettagli (i gemelli ai polsini, un particolare accento, la montatura degli occhiali, ecc.) sui quali mi divertitvo a fantasticare.
    Gente che il più delle volte usciva dall’ippodromo senza neppure i soldi per prendere l’autobus, ma che l’indomani riappariva con grossi rotoli di banconote.
    All’ippodromo di Tor di Valle c’era un tizio, di nome Enzo, dotato di un’antipatia naturale. Lo conoscevamo tutti, ma nessuno si consierava amico suo.
    Un’estate, Enzo riappare all’ippodromo in seguito a una lunga assenza, vistosamente dimagrito. Tutti cominciamo a pensare che deve avere una brutta malattia. Lui fa finta di niente e nessuno gli chiede niente.
    Arriva l’autunno ed Enzo diventa come una larva. Ma fa sempre finta di niente. Un giorno, alla prima corsa, siamo seduti in tribuna. Lui se ne sta in disparte, come del resto ha fatto sempre, perché è esageratamente superstizioso e non rivelerebbe nemmeno a sua madre il nome del cavallo su cui ha puntato.
    I cavalli entrano in dirittura d’arrivo e un brocco patentato, guidato da Ermanno Martellini, si stacca dal gruppo e taglia il traguardo non da vincitore, ma da dominatore. Tutti assistono in silenzio a quella passerella trionfale perché naturalmente nessuno è stato tanto pazzo da giocarlo vincente.
    In quel silenzio, sotto la tettoia, rimbombano le grida euforiche di Enzo: “A’ stronzi! Voi nun ce capite un cazzo e io so’ er campione der mondo! A dieci contro uno l’ho giocato ‘sto fenomeno! E cio’ messo un mijone! Dieci mijoni pe’ un mijone, capito stronzi?! Sì, lo so che devo morì, ma nun me ne frega un cazzo! Questo è er giorno più bello de la vita mia, capito stronzi?!…”
    Enzo ci lasciò due settimane dopo. A nessuno venne in mente di andare al suo funerale. Scoprimmo poi che quella corsa era “aggiustata” e quel cavallo glielo aveva dato Ermanno Martellini stesso, che si era intenerito e che probabilmente era l’unico vero amico che Enzo avesse in quell’ambiente.
    Vi auguro una buona serata
    David

  14. Caro David,
    io sarò una femminuccia, ma mi è venuta la pelle d’oca. Ho vissuto il tuo racconto procurandomi immagini flash di tutta la “fauna” che ho scrutato negli anni all’ippodromo del trotto di Torino ed ho avuto la conferma che ai bordi di tutte le piste si muovono universi fantasticamente uguali. Enzo non sarebbe sfuggito alla mia attenzione e sono certo che ne sarei rimasto affascinato.
    Dopo molti anni, qualche domenica fa al rientro da un pranzo con mia moglie sono passato davanti all’ippodromo del trotto e notando il parcheggio quasi completo mi sono incuriosito e siamo entrati a mescolarci fra la “fauna”. Dopo pochi passi dall’ingresso il rumore dei cavalli che sgambavano mi ha procurato uno tsunami di sensazioni per i tanti ricordi e per tutto quello che il tempo ha cambiato della mia vita. Era il giorno del Gran Premio Orsi Mangelli e senza volerlo ho assistito ad una delle corse più importanti dell’anno. Ma che vuoto l’assenza dei picchetti dei bookmaker!
    Speravo in questo tuo primo racconto ippico. A presto. robi

  15. Ah beh, voi mi tirate l’archetto…
    stessi periodi, ma diverso ippodromo.

    “Le Padovanelle” termine derivante da Padovanella, il vero e unico nome del sulky.
    Non parlatemi di galoppo che non ci capisco un’accidente, ma sul trotto ho pochi rivali.
    Dai 6 ai 14 anni ho trascorso quasi tutte le domeniche alle Padovanelle, dopo la quarta corsa l’altoparlante dava i risultati parziali delle partite di pallone, cazzo quanto mi piaceva quel posto.
    Ovviamente continuai a frequentarlo anche dopo, ma piu’ per i matinee’ che altro, una toccata e fuga. Ho assistito alla decaduta progressiva dell’ippodromo, da piccolo vedevo questo fiume di gente in continuo spostamento, sempre lo stesso: Picchetti, tabellone del totalizzatore, steccato all’arrivo. Li seguivo, ero alto un metro e una scatoletta di tonno, sentivo i loro discorsi, annusavo le giacche a quadri beige che sapevano di muffa quando ti andava bene, anziani dai denti giallastri confabulavano, sempre loro, sempre in quattro cinque.
    Poi spostavi lo sguardo in alto, c’era la “tribuna proprietari”,ti soggiogava, donne zeppe di ori e uomini dalla camicia bianca aperta e collanone in oro.
    Il giorno in cui arrivarono le macchinette che sputavano fuori il tagliando fu uno shock per tutti, fu li’ che comincio’ il declino del sistema.

    E i Cavalli: non mi ricordo chi l’ha detto, “Se dovessi mandare nello spazio un’immagine del nostro pianeta, per far comprendere a un’altra forma di vita esterna la bellezza del nostro globo, spedirei una foto di un cavallo”.

    Me ne son piaciuti tanti, ma Varenne ha superato il limite, per Varenne ho pianto parecchio, ero gia adulto e gli ippodromi avevano gia cominciato a desertificarsi. Varenne li riempi’ di nuovo per cinque anni, gli ultimi cinque anni dell’ippica in Italia, poi il nulla.

    L’ultima volta che mi recai alle corse fu proprio per Varenne, gran premio Locatelli a San Siro, Varenne nr 7, la targa della mia macchina di allora faceva 457 in finale.
    Giocammo, io e il mio amico Doc, dodicimilalire sulla trio a girare 457.

    Pago’ 165 volte la posta per merito del solito broccaccio che si piazzo’ secondo, se non ricordo male, e ce ne’ andammo con unmilioneesei non prima di aver accarezzato il VISO di Varenne, che vinse con almeno tre lunghezze.

    Non andai piu’ all’ippodromo.

    Hasta
    Zac

  16. Caro Zac, hai fatto una descrizione di ambiente e personaggi da Nobel della letteratura equina. Mi sono persino ritrovato in quel turbinare fra picchetti e totalizzatore qualche attimo prima della corsa dopo aver carpito le ultime sensazioni sui risultati o sui bidoni in arrivo.
    L’arrivo delle macchinette ha veramente tolto il fascino del totalizzatore con i biglietti bianchi sistemati sul quadro dal personale prima di ogni corsa.
    La classe e la storia di Varenne non hanno uguali nel mondo dell’ippica e capisco il tuo distacco dall’ambiente quando questo fuoriclasse ha terminato la sua inimitabile carriera. Come ti avevo già scritto in un altro mio commento, il Varenne della mia generazione è stata Roquepine che ho accarezzato dopo un Gran Premio Costa Azzurra (senza aver vinto niente).

    Vorrei un finale della mia vita alla “Ferreri” con una giornata di corse all’antica ed una lunghissima grande abbuffata di emozioni a tavola con gli amici che sono diventati del cuore attraverso questo magico mondo virtuale.

    Ciao Zac, ciao David, ciao tutti. robi

  17. Caro Robi,
    mi prenoto subito per la giornata di corse e la cena. Secondo me, in cuor tuo Roquepine perderebbe soltanto con Penelope Cruz, ma in stretta fotografia. Per decifrarla ci vorrebbe il “Briciola”, che ai miei tempi stava sul palo e non sbagliava mai, neppure quando sentenziava “Parità”. Il Briciola campava così. Non ha mai scommesso una lira. Faceva il fotofinish vivente, e i bookmakers lo pagavano per conoscere il risultato in anticipo e provare a rientrare delle perdite organizzando scommesse istantanee sul vincitore della corsa già effettuata.
    Varenne è stato sicuramente il trottatore italiano più forte di tutti i tempi, anche se in realtà era francese. Ma è stato anche il boia del trotto in Italia. Dopo le sue imprese, che fecero accorrere negli ippodromi gente che non ci aveva mai messo piede, il trotto in Italia imboccò repentinamente il Viale del Tramonto. In Francia, per esempio, non è cambiato nulla. E ora che lavoro a Parigi sogno di riuscire a scappare un pomeriggio per andare a Vincennes. Difficile che ci riesca. Ma non smetto mai di pensarci.
    Bando agli aneddoti. Ecco qualche nome che forse ti farà girare la testa.
    Une de Mai, Barbablu, Dacia, Salemi, Bellino II, Hadol du Vivier, Delfo, Top Hanover, General du Pommeau, Wayne Eden, Ourasi, Tropical Storm, Real Cool, Sugarcane Hanover, Tornese…
    Buona Giornata
    David

  18. Barbablu!!! Io me lo ricordo, correva spesso a Padova, era dei Biasuzzi se non erro, dei trevigiani doc.

  19. Cari (come me) nostalgici David & Zac,
    riuscite ad emozionarmi malgrado la presenza in casa di un idraulico che mi sta spaccando i timpani e le mattonelle del bagno per bagnamento dovuto a rottura di tubi di piombo “archeologici”…..
    Il “Briciola” capace di interpretare addirittura la parità è un’immagine straordinaria di quel mondo affascinante.
    Ai miei occhi Penelope Cruz vincerebbe a mani alzate su tutto l’universo!
    Leggo che David ha sintetizzato la mia “Grande abbuffata” con una cena dopo le corse; vabbè rinuncio (per quanto mi riguarda) agli epiloghi di Ferreri e mi limito ad un piacevole pomeriggio a Vincennes seguito da una serata in Brasserie avec “Plateau Royal” & “Champagne”
    Quasi tutti i nomi dei cavalli citati mi sono familiari sia per averli visti correre che sentirli citati dai radio e telecronisti dell’epoca. Me li sono letti tutti con la voce di Sergio Giubilo.

    Buon pomeriggio. robi

  20. Caro Robi,
    non sono da abbuffate, sono una vera frana, sono pure astemio. Chiedi conferma a Zac. E non riesco ad associare al cibo altri piaceri. É un mio limite, me ne rendo conto, e dico seriamente.
    Buona serata
    David

  21. Caro David,
    non a caso ho scelto il piatto più coreografico e coinvolgente per una serata da film,,,
    Tu dirigi il film con fuochi artificiali di pensieri, racconti, esperienze ed assaggi dal “plateau Royal” sistemato a centro tavola e noi scegliamo se agguantare ostriche e granchi o dire la nostra nel crescendo delle emozioni per un incontro indimenticabile.
    Ma sento che sarebbe una serata ancora più intensa di quella che ho immaginato, con improvvisazioni straordinarie stimolate dalla discesa dello Champagne.
    Me la sono già goduta solo a descriverla…..

    Buona serata parigina. robi

  22. Caro David,
    mia moglie chiede un tuo pensiero sulla scomparsa di Virna Lisi che certamente avrai conosciuto e frequentato personalmente.
    Grazie e buona giornata. robi

  23. David di fronte a un plateau royal e’ come Ghandi di fronte a un AK47.

  24. Ciao Zac, per non cambiare la coreografia, la giriamo in Bourghignon ?

  25. Caro Robi,
    Virna Lisi era una donna vera, piú romanaccia di Anna Magnani, nascosta in uno degli involucri piú belli che Madre Natura abbia creato. Quando l’ho conosciuta abbiamo pranzato assieme e io le chiesi come mai avesse detto di no ad Alfred Hitchcock che la voleva ad ogni costo, bionda com’era, piú bella di Grace Kelly, di Kim Novak e di Tippi Hedren. Lei rimase con la forchetta a mezz’aria e rispose: “Sarà pure il tuo idolo Hitchcock, ma sapessi che zozzone che è! Allungava le mani dappertutto, pure davanti alla moglie. Gli ho dato ‘na pizza che nun se la scorda. Chiediglielo quando lo incontri…”
    L’estate scorsa, girando “La Macchinazione”, ho radunato sul set tanti superstiti delle borgate romane di un tempo. Uno di essi, Franco, ha ottant’anni ma pare un pischello. Per vivere ha fatto di tutto, spesso la comparsa ma ancor più spesso il ladro. Franco mi ha raccontato che una notte ha rubato una Maserati ed è andato a svaligiare una tabaccheria ai Parioli. Ha riempito il bagagliaio della Maserati di valori bollati, stecche di sigarette, accendini di valore, poi l’ha posteggiata ed è andato a prendere la sua di macchina per fare il trasbordo della refurtiva. Quando è tornato dove aveva posteggiato la Maserati, l’ha trovata circondata da un nugolo di poliziotti ed è quindi passato oltre rinunciando al bottino per non farsi arrestare. Ha letto poi sul giornale che la Maserati apparteneva all’ingegner Pesci, il marito di Virna Lisi.
    Vent’anni dopo, Franco si è ritrovato sul set in un film con Virna Lisi. Un giorno le ha chiesto se si ricordava di quella volta che a suo marito era stata rubata la macchina ed era stata ritrovata poco dopo con il bagagliaio pieno di sigarette. Virna Lisi ricordava perfettamente e ha chiesto a Franco se lui fosse uno degli agenti che avevano ritrovato l’auto. Al che, Franco ha risposto candidamente: “No signo’, io ero er ladro…”
    Pare che Virna Lisi sia scoppiata a ridere e non abbia potuto girare la scena che doveva girare perché non riusciva più a trattenere le risate. Da allora, varie volte Franco è stato invitato a pranzo la domenica da Virna Lisi.
    Franco e’ l’unico che ho pensato di chiamare quando ho saputo della morte di Virna Lisi. Ma non trovo più il suo numero.
    Buona giornata
    David

  26. Grazie David per questa tua conferma della grandezza di Virna Lisi.
    A presto. robi

  27. E allora ditelo! Io passo una settimana da delirio totale e qua ci si trastulla con bellissimi ricordi di altre epoche ed altre speranze!

    Ciao Zac e buon pomeriggio a tutto il condominio.

    Salto a piè pari anche il minimo accenno alla politica, tanto poi ci torneremo, ringrazio anch’io il nostro David per aver condiviso il bellissimo e divertente ricordo di Virna Lisi e vado direttamente a raccontare dell’argomento che pare sia andato per la maggiore: il mondo degli ippodromi.

    Il primo in cui misi piede fu l’ippodromo di Agnano, a Napoli. Avevo più o meno 13 anni. Colui che diventò poi il marito di una cugina , allevava un paio di cavalli da corsa. Era ovviamente un patito dell’ippica ed anche un’incallito scommettitore. Credo che scommettesse su tutto, peraltro! All’epoca intuivo, da certe incazzature di mia cugina, che fosse uno che scommetteva anche pesante! Credo, però, che fosse anche uno che “ci prendeva” perché, altrettanto spesso, intuivo che tra le sue mani giravano grosse somme. Ora i più smaliziati sentendo che accenno ad Agnano, Napoli e roba del genere, potrebbero pensare che fosse anche uno invischiato in “giri” poco chiari e che il negozio di abbigliamento di cui era proprietario, non fosse l’unica risorsa da cui tirava fuori i soldi. Bene, lo ammetto! Lo pensai anche io, spesso. Ancora oggi vivo con questo dubbio. Comunque è’ morto qualche anno fa,inspiegabilmente incensurato!

    Come detto, avevo 13 anni e rimasi affascinato da quell’atmosfera, come può accadere ad un 13enne! Molto di quello che vidi, lo capii anni dopo… tutti quei foglietti di carta sparsi ovunque e che tanti spettatori, dopo aver gridato e cristonato dagli spalti e intorno alla pista, gettavano via in modo rabbioso, erano le ricevute delle scommesse. Certe facce equivoche che si muovevano tra il pubblico, erano una sorta di bagarini delle scommesse. I fogli di giornale che tanta gente consultava avidamente, non erano quotidiani ma chilometri e chilometri di stampa con pronostici, quotazioni, scommesse, statistiche e notizie su cavalli e fantini. Anche in quell’occasione lo zio acquisito fece le sue scommesse. Ricordo che dopo andammo tutti (in sei) a pranzo in un ristorante di lusso vicino al mare, mia cugina non era incazzata e pagò lui il conto! Doveva aver vinto anche quella volta.

    La seconda volta della mia vita, fu l’ippodromo delle Capannelle. Stavo facendo il corso alle scuole centrali antincendio che sono proprio a fianco dell’ippodromo. Un tardo pomeriggio, insieme a tre commilitoni in libera uscita, ci infilammo nell’ippodromo dove si svolgevano delle gare. Uno dei tre era, o si spacciava, per conoscitore dell’ambiente e bravo scommettitore. Insomma, per farla breve, ci convinse ad investire la “decima” in una scommessa. Più o meno 30mila lire, all’epoca. Fortuna volle che recuperammo la decima ed anche i soldi per una bella mangiata a tre, in un ristorantino nella zona di Quarto Miglio.

    La mia conoscenza di ippodromi si limita a questo! Bei ricordi di grandi mangiate e molte sensazioni. Nulla più!

    Buon proseguimento di domenica a tutto il condominio.

  28. Cazzo condomini,
    è morto Joe Cocker. E stavolta è vero. Non so perché, ma mi sento ancora un po’ responsabile.
    Buonanotte
    David

  29. Caro David,
    non conosco il perchè della tua frase, ma dopo la scomparsa di Virna Lisi sento che per te questo nuovo lutto fra i grandi dello spettacolo sia un altro motivo di grande tristezza.
    Quando vorrai, raccontaci del grande Joe.
    Buonanotte. robi

  30. Caro Robi,
    l’ho raccontato un po’ di tempo fa, dopo il concerto di Zac. Roba un po’ dark e un po’ porno. Ho sempre paura di raccontare cose gla’ raccontate. Tu mi fai stare sereno.
    Un abbraccio
    David

  31. Caro David,
    ma come ho fatto a perdermi uno dei tuoi racconti più interessanti sul blog di Zac…?
    Chiedo perdono, ma un recente accumulo di incasinamento mi ha sfalsato la routine quotidiana. Leggendo il tuo commento, adesso ho capito il senso delle tue parole. I tuoi racconti mi proiettano sempre in dimensioni inarrivabili e mi gaso di conoscerti e leggerti.
    Prometto il ritorno all’attenzione totale…!
    Grazie per la tua ultima frase. Un abbraccio. robi

  32. Secondo me, dove sta adesso Joe Cocker, credo sia contento di quel racconto fatto pochi post fa, da David. Si, credo proprio che la storia di quella “furiosa” nottata gli sia piaciuta, come è piaciuta a noi.

    Carissimi condomini tutti, non solo vi abbraccio ma vi auguro di passare serene feste. Un augurio speciale, ovviamente, al nostro mitico portinaio, ispiratore di tante belle chiacchierate.

  33. Cari condomini,
    tanti auguri a tutti voi e lunga vita a questo condominio che ci permette di condividere le nostre ansie, le nostre incazzature e anche i nostri pensieri più allegri e strampalati.
    Il giorno di Santo Stefano vedrò il portinaio in quel di Firenze. Prendo il treno la mattina e torno nel pomeriggio. Una botta e via, come si addice agli erotomani dell’amicizia. Se qualcuno di voi si trova a passare da quelle parti, fatevi vivi e venite a pranzo con noi!
    Buon Natale
    David

  34. Buon Santo Stefano ai due erotomani dell’amicizia ed agli eventuali partecipanti alla botta e via… Brinderò da Torino al vostro incontro.
    Ciao a tutti. robi

  35. Vorrei condividerlo con il condominio. E’ una scoperta recente e…. esaltante! Non vorrei sembrare presuntuoso se affermo che, seppur in altri termini, provavo lo stesso fastidio!
    Buon inizio di anno a tutti e a presto!

    Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

    Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

    Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna.

    E sono diventati così invadenti e così fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.

    Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore.

    Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.

    Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell’immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno più nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d’inventario dai nostri sciocchissimi antenati.

    (Antonio Gramsci, 1 gennaio 1916, Avanti!, edizione torinese, rubrica Sotto la Mole)

  36. Grazie Carlo,
    è veramente una bella scoperta questo scritto di Gramsci così intimo, così esuberante, così ribelle. A forza di santificarlo e poi a forza di ricordare la grandezza del suo pensiero perché non finisse nell’oblio, ci siamo dimenticati che lui, come altri grandi protagonisti del socialismo, ha sempre e innanzitutto lottato contro il conformismo, il bigottismo, il travettismo (che bel neologismo!), tutte prigioni immateriali dell’animo umano, a volte peggiori delle celle provviste di sbarre. A questi eragastoli se ne sono poi aggiunti altri, ancora più micidiali, come il consumismo, che Gramsci almeno non ha avuto la sventura di conoscere.
    Chissà se in un’epoca buia come quella che stiamo vivendo nasceranno altri Gramsci. Nell’attesa, noi possiamo soltanto fare tutto il possibile, tutti i giorni, per non aderire al pensiero unico e per continuare a pensare con la nostra testa.
    Buon Anno a tutto il condominio
    David

  37. poi arriveranno altri grieco che scriveranno lettere per far restare ben chiuse le porte della prigione del novello gramsci

  38. ?????

    Please translate

  39. Caro Zac,
    aspettiamo che questo Sergio traduca. Ma forse è troppo vigliacco per farlo. Ammesso che questo verme abbia un’identità, stavolta non lo querelo nemmeno, voglio solo che vediate bene la scia della sua bava.
    Buona giornata a tutti
    David

  40. Caro fratello, intanto mi scuso.
    Ieri apro il blog e vedo un commento di tale sergio, lo approvo senza pensarci dato che ogni tanto viene a commentare qui Sergio (dell’eta’ di mia madre) che e’ un caro amico, un compagno.
    Poi rileggo, capisco che Sergio (con la maiuscola) non puo’ essere, e scopro che si tratta del classico imbelle, probabilmente leghista o casapoundista, e che non credo si fara’ piu’ vedere da queste parti, e che comunque resta intraducibile (proprio a livello di sintassi).

    Hasta
    Zac

  41. Caro Zac,
    la spregevole allusione di questo Sergio, che mi dici essere probabilmente un fan di Star Trek (anche quella galassia è inquinata da miserabili fascisti italioti?) non merita nemmeno una querela ma merita un approfondimento, specie in un giorno come questo, in cui il fascismo e l’ignoranza ad esso indispensabile tornano a bussare violentemente alle nostre porte.
    Questo ignobile corvo che di nome fa Sergio fa riferimento a un episodio della vita di mio nonno, Ruggero Grieco, che a cinquant’anni dalla sua morte è stato scelto come carburante per le macchine del fango di giornali come Libero e Il Giornale.
    Il fatto è questo. Mio nonno, segretario del PCI, scrisse una lettera ad alcuni compagni che si trovavano nelle carceri fasciste per esprimere loro tutto l’affetto e il sostegno dei compagni che si trovavano fuori. I destinatari di questa lettera furono Terracini, Scoccimarro e appunto Gramsci.
    Durante il processo a Gramsci, un magistrato fascista di origine sarda che si chiamava Macis tentò in vari modi di far crollare Gramsci, che era malato e soffriva il carcere più di chiunque altro. Nel corso di un’udienza, questo Macis tirò fuori la lettera di mio nonno e la usò per dire a Gramsci che la suddetta lettera avrebbe aggravato la sua posizione. Gramsci, ovviamente, non fece una piega. Era davanti a un tribunale fascista e si trovava in una galera fascista perché era un comunista. Cosa avrebbe mai potuto cambiare? Ma soprattutto, chi altri mai se non questo Macis poteva immaginare che Gramsci avrebbe abiurato il comunismo per ottenere la pietà dei fascisti?
    Questo episodio, da sempre noto e presente anche nella biografia di Ruggero Grieco scritta da Paolo Spriano e citato anche nel film di Francesco Maselli “Il Sospetto” dove Gian Maria Volonte’ interpreta liberamente mio nonno, è stato improvvisamente utilizzato anni fa dalla stampa di destra per ipotizzare che mio nonno abbia scritto la lettera al fine di nuocere di proposito a Gramsci. In questa strumentalizzazione grottesca, un giornalista è arrivato a scrivere che forse mio nonno, segretario del PCI, in realtà lavorava per l’OVRA!
    Questi signori sono stati da me a suo tempo querelati e ho ottenuto la soddisfazione di vederli strisciare. Fine.
    Non sto a spiegare cosa fosse l’OVRA al nostro corvo, che ha più di trent’anni a quanto pare e non ha dunque nessun alibi per quello che è: ignorante, vile, fascista, delatore. L’Italia è purtroppo piena di gente così. L’unica sanzione utile da applicare nei loro confronti potrebbe essere farli tornare a scuola, prima che sia troppo tardi come diceva Alberto Manzi.
    Buona serata a tutto il condominio
    David

  42. Anno nuovo ma… corvi vecchi! Gente cosi vigliacca, secondo me, non va fatta dormire tranquilla!

    Ciao Zac e buona serata a tutto il condominio. Mi pare che l’anno appena arrivato, sia iniziato nel peggiore dei modi. Quel che ritengo odioso delle conseguenze del vile e crudele assalto alla redazione del Charlie Hebdo è che due folli imbecilli accecati da uno pseudo dio, hanno dato la stura ai fascistoni di mezza Europa, compresi certi ridicoli rappresentanti del razzismo xenofobo nostrani. Oggi seguivo sulla rassegna stampa le varie dichiarazioni dei destrorsi di casa nostra e mi veniva il voltastomaco…. siamo messi veramente male!

  43. Caro Carlo,
    l’orrore è questa cazzo di società che abbiamo messo in piedi. Ieri ho ricevuto delle telefonate da amici che volevano sapere se ero ancora vivo. A Parigi sono morte 12 persone. In Nigeria Boko Haram sembra ne abbia ammazzate 2000 in un colpo solo. I giornali sono pieni di Parigi. La Nigeria è relegata tra le notizie trascurabili. Il Camerun chiede aiuto. È possibile mai continuare a pensare che uno di loro valga meno di un centesimo di ognuno di noi?
    Mio figlio Giulio, da piccolo, quando era risentito con me mi diceva “Cattiva notte”. Ma era tenero.
    Cattiva notte a tutti noi
    David

  44. David!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Se mi tocchi Star Trek ti pelo;-)))
    Fa parte della mia infanzia e la mia passione per la fantascienza è iniziata con Asimov & Co.
    Sul pirla, non ci sprecherei tante parole.

    Spero che il 2015 sia sereno per tutto il condominio, anche se, dopo quello che è successo a Parigi mi chiedo quanto manca a vedere le crociate all’orizzonte.

    Notte buona Compagni.
    Tina

  45. Cara Tina,
    lungi da me l’idea di attaccare l’Enterprise. Uno dei miei migliori amici, purtroppo passato a miglior vita, il professor Franco La Polla, era un esegeta intelligente e adorante di Star Trek. Per questo motivo, mi ha sopreso il fatto che il fascistello leghista di nome Sergio fosse, a quanto pare, un fan di Star Trek. Perché so che anche Star Trek è una forma di cultura. Evidentemente e’ lui che non lo sa.
    Buona domenica
    David

  46. Cara Compagna Tina, io non guardavo star trek, preferivo spazio 1999.
    Poi arrivo’ la saga di guerre stellari, che anniento’ qualsiasi telefilm fantascientifico, io e mio fratello siamo cresciuti con le spade luminescenti di obionekenobi e dark fenner.

    E che la forza sia con te, Compagna.

    hasta
    Zac

  47. Non credevo che un pochino di satira attirasse tanto odio!
    Evidentemente siete tra le persone che accolgono la satira solo se non colpiti!
    Probabilmente vi ho sopravvalutato, me ne scuso.
    Al Sig. Grieco (è davvero il nipote?) dico solo che la sua spiegazione dei fatti è un pochino faziosa, preferisco il riassunto di Mieli fatto sul Corriere ancora disponibile per chi volesse vedere chi ha nascosto e chi ha sfruttato la notizia, anche se personalmente questo scontro tra storici basato sulle presunte intenzioni con cui avrebbe scritto sta benedetta lettera mi sembra paragonabile alla ricerca del sesso degli angeli.
    buona continuazione.

  48. Caro Sergio,
    se una spregevole insinuazione, buttata nel blog in quel modo vile, la chiami satira, sei tu che hai dei problemi. E non sei il solo. Ormai e’ sparita la cultura utile a distinguere cosa da cosa, e tu ne sei vittima come miliardi di persone nel mondo.
    Pur essendo rimasto agghiacciato e sconvolto dalla mattanza di Charlie Hebdo, non ho mai considerato satira Charlie Hebdo. La satira, se non lo sai, dovrebbe far ridere con malizia, e’ uno strumento difficile da usare, deve abbondare di doppi sensi anche piuttosto sofisticati, mentre le vignette di Charlie Hebdo erano per lo più purissimi insulti, motivati dal fatto che quei poveri disegnatori venivano minacciati di morte da anni, e avevano scelto di difendersi così.
    La tua battuta oscena, secondo te, faceva ridere? Allora presumo avrai riso anche quando Calderoli ha dato dell’orango alla ministra Kyenge.
    Satira per satira, forse sei maturo per prendere la tessera dell’attuale PD.
    Un caro saluto
    David

  49. Egregio David,
    scommetto che se la battuta fosse stata rivolta verso il caimano avrebbe riso.
    se poi qualcuno avesse osato offendersi avrebbe trovato dotte parole per attaccare l’offeso.
    comprendo che sentendosi colpito personalmente reagisce così.
    Sulla questione kyenge (che resta comunque uno dei peggiori ministri degli ultimi anni )lei ritiene satira le battute che lei è i suoi amici fate rivolgendo insulti a milioni di elettori.
    ritengo che siate sullo stesso piano, ma non ve ne rendete conto
    anche l’ultima riga trasuda odio e insulti
    se essere colti, comunisti e buoni significa essere così, ha ragione forse è meglio prendere la tessera del PD.

    con personale delusione ho trovato molto PD anche in diversi voti di SEL al parlamento se non peggio

  50. O lei e’ un disturbato mentale, o uno che non conosce la sintassi, o forse tutte e due assieme.

    Non le rispondo nemmeno.
    Sappia solo che lei e’ visibile qui per una ventata di buonismo che mi ha assalito, si gusti la sua discussione con David, che dal prossimo post verra’ bannato.

    Come tutti i viagrini, leghisti e pseudosaccenti che capitano in questi lidi.

    Faccia una cortesia, non intervenga piu’, cosi’ evito di mandarla a fare in culo in modo molto piu’ deciso.

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