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Tutto qui, solo un dogma.

In Politica on gennaio 28, 2015 at 8:46 am

 

Lo sport nazionalfascista (aggettivo comprendente, oltre ai soliti noti, anche diverse orde di piddini e grillini) piu’ praticato al momento sembra essere l’attacco sistematico a Pippo Civati, colpevole della seconda guerra mondiale, responsabile di Chernobil, mandante dell’assassinio di Martin Luther King, fautore principale di Desert Storm e, non da ultimo, inventore del macchinario segreto che provoco’ lo Tzunami a Giakarta e Katrina e New Orleans.

A fronte di cotanta responsabilita’ pare che l’accusa piu’ grave non si annoveri fra le descritte, ma sulla candidatura di Romano Prodi e sulla “compravendita” di deputati grillini (questa si’, caro Pippo, una indecenza da querelare quanto prima).

Siamo alla trasposizione reale del teatro dell’assurdo di Beckett, che trova la sua massima espressione nel ” essere caratterizzato per dialoghi senza senso, ripetitivi e serrati, capaci di suscitare a volte il sorriso nonostante il senso tragico del dramma che stanno vivendo i personaggi.”

 

Ora, a detta di molti, ma soprattutto a detta mia, posseggo un pregio (o un difetto, come preferite), che mi fa’ riconoscere le persone da amare ancor prima di ascoltare le loro idee o i loro modus vivendi, cosi’ come quelle da odiare.

Ci becco al 97%, piu’ o meno.

E’ una questione epidermica, prima ancora che cerebrale.

 

E’ successo cosi’ per diverse situazioni, dalla Compagna sino al primo rigo di “Taccuino di un vecchio porco”, dal migliore amico sino al maglione con le toppe che indossava Francesco Vezzoli quando Mary me lo presento’, dai gatti che tutte le mattine alle 6,30 si presentano fuori dalla finestra per assaggiare i miei manicaretti, sino ai cani che (come i loro padroni) altro non fanno che abbaiare per un nonnulla.

 

Ho sempre amato.

Ho sempre odiato.

 

Qualsiasi essere umano sano di mente attaccherebbe Verdini o il condannato nanosomatico, o i rispettivi contraltari dialoganti, tali Guerini, Serracchiani e claque al seguito.

Qualsiasi essere umano sano di mente resterebbe basito a fronte dell’emendamento presentato da Giovanardi  il 21 corrente mese, riguardante l’equiparazione fra omosessuali, bissessuali e pedofili (fortunatamente cassato), invece di scagliarsi, lo STESSO GIORNO, contro la candidatura di Romano Prodi (che risulta essere il piu’ eleggibile dagli italiani, a detta dei sondaggi de il Fatto, Repubblica, Corriere e Stampa).

 

Io amo Pippo Civati, consideratelo un dogma, per cortesia.

 

Tutto il resto se lo sbrighino fra “insapute” e convivi Poletti/Buzzi/Casamonica, fra patti piu’ o meno segreti (pensate se la sede del pd non fosse sita in largo del Nazareno ma ancora in via delle Botteghe Oscure, sarebbe il patto dei “bottegai oscuri”) e trattamenti surreali con gli iscritti ai loro partiti (rimane mitica la sostituzione in commissione di Corradino Mineo).

 

Per ultimo, faccio umilmente notare che il premier Renzi, all’inizio del mandato, fra le varie tocco’ un tasto essenziale, la scuola.

“Ogni mercoledi’ saro’ in una scuola italiana” ebbe a tuonare appena nominato.

Qualcuno l’ha visto?.

La memoria e’ un optional.

 

 

 

 

Di emendamenti e altre porcate.

In Politica on gennaio 23, 2015 at 7:58 am

Gli emendamenti.

Se ne’ presenta uno per “modificare” il contenuto di un provvedimento, non per “correggere”. Se ne’ evince che gli emendamenti sono decisamente la cosa piu’ tecnica degli interi lavori parlamentari.

Di solito suonano cosi’:

“Al quarto paragrafo, secondo comma, sostituire la parola “Tutti” con “La maggior parte”” seguono numerini per riconoscere la legge.

Una volta erano importanti, nel bene  e nel male, la finigiovanardi nacque da un emendamento, cosi’ pure il caso Eluana Englaro.

A fronte di cio’, l’avrete notato, negli ultimi due anni gli emendamenti sono schizzati, 40mila solo dai letterati leghisti per una sola legge, saltati dai cangurini.

Solo un idiota puo’ pensare che una legge possa avere 40mila  “modifiche”.

Lo so’, e’ l’ostruzionismo, ma quello che non si capisce e’ chi li scrive in due giorni due. Ebbene, non li scrive nessuno, si produce un testo base e poi, tramite tablet, si sostituisce automaticamente una sola  parola, a volte e’ sufficente anche solo la punteggiatura.

 

Siete solo dei buffoni.

 

 

Allora,

l’attuale esecutivo e’ potuto nascere (al pari del letta) solo e soltanto perche’ il PD ha ottenuto il premio di maggioranza. Senza SEL in coalizione questo evento non sarebbe mai accaduto.

Quante sono le proposte di SEL approdate favorevolmente in CDM?

ZERO.

Grazie.

 

Il Jobs Act? Chiedete a QUALSIASI imprenditore (non alle manovalanze, per carita’, che non vorrei vi sporcaste di olio motore) quanti e quali vantaggi produrra’ nelle loro aziende.

Il Jobs Act e’ la stessa legge che Sacconi non riusci’ a far passare, per l’opposizione dello stesso partito che l’ha poi promulgata, incredibile.

 

Una puttanella bara e non succede nulla, tutto bene, madamalamarchesa, vogliamo anche Ciarrapico la prossima volta.

“Sono molto contento, nessun fascista mi ha votato” Sandro Pertini dopo essere stato eletto Presidente della Repubblica.

 

Giusto per stare in tema, si concorda il prossimo non con uno, ma piu’ pregiudicati, dato che, e’ noto, meglio Vrdini di Fratoianni.

 

Nessun accenno ai temi etici, d’altronde, un governo di “centrosinistra” che annovera Giovanardi sottosegretario fa’ vomitare.

 

Che poi, Renzi di sinistra non lo e’ mai stato, Renzi nasce democristiano e poi margheritiano, entra in provincia come cavallo di Rutelli quando questi viene trombato dal nano, viceversa allora ce lo saremmo ritrovati come ministro.

Pero’ scrive (o meglio, si fa’ scrivere) cose che hanno la parvenza di sinistra.

Ricordate i suoi 100 punti del 2011?

Io li so quasi a memoria, all’epoca li setacciai e ne trovai una quindicina davvero interessanti.

Ad esempio, il nr21 recava la seguente:

 “Per tornare a crescere bisogna modificare il sistema degli incentivi. Oggi, il nostro Paese tassa i fattori produttivi e premia la rendita. Quel che serve è una rivoluzione copernicana del sistema fiscale che riduca la pressione sul reddito personale e sulle imprese e la accresca sugli immobili e sulle rendite finanziarie.”

Bellissimo no?

Peccato che non si fara’ mai, in compenso un 3% di tangente non si nega a nessuno.

 

Siete solo dei buffoni.

 

 

 

1/1/1993

In Politica on gennaio 12, 2015 at 8:29 am

Dovrei, a rigor di logica, scrivere di Charlie Ebdo.

Non ce la faccio.

Non trovo le parole.

Mi vorrete scusare.

 

1 gennaio 1993, segnatevi questa data, la data spartiacque.

Quel giorno entro’ in vigore il trattato per la caduta delle frontiere riguardante l’abolizione dei controlli sulle dogane merci, con conseguente legge annessa che equiparava le regole sui fatturati delle multinazionali.

Il provvedimento ebbe uno dei suoi piu’ macroscopici effetti in Germania.

Sino ad allora era permessa una norma, promulgata dai governi Kohl.

Le aziende multinazionali tedesche potevano accantonare fino al 3% del proprio fatturato senza dovere redicontarne l’utilizzo, e senza avere l’obbligo di metterlo a bilancio.

In questo modo, una multinazionale che fatturava 10 miliardi di euro, poteva accantonarne 300milioni, che tutti utilizzavano per le tangenti, che in casi rari si trasformavano in bustarelle, mentre piu’ facilmente potevano essere impiegati per viaggivacanza, villette sul laggo di Lugano o di Ginevra (bastava che fosse Svizzera), accompagnatrici d’alto bordo, regali importanti.

La norma fu immediatamente abolita dopo l’entrata in vigore del trattato sul libero scambio.

A distanza di ventanni, come successe con le cinture per l’automobile e con  le sigarette nei locali pubblici, il governo italiano se ne’ esce con

LA STESSA NORMA.

Che verra’, appena approvata, bocciata da Strasburgo e da Bruxelles.

Tanto rumore per nulla.

 

Segnalo a margine una cosuccia alquanto fastidiosa:

“Il premier non ha mai lavorato in vita sua ed e’ un truffatore, andrebbe impiccato”

Senatore della Repubblica Italiana On. Michele Giarrusso.

Personalmente, non ho mai immaginato di impiccare neppure Borghezio, figuriamoci Renzi, che anche se la pensa diametralmente a me, ha tutto il diritto di tenersi il collo attaccato.

L’unico motivo necessario per tornare alle urne e’ questo, spazzare via dall’aula questo branco di idioti grillini, buoni solo a far gazzarra o a  proporre leggi sul reddito di cittadinanza, quest’ultimo sbandierato per mesi in campagna elettorale, per quasi due anni nel blog del comico e nei talkshow di stato, ma che bravi.

Peccato che c’abbiamo messo 23 mesi per proporlo in commissione,  estattamente quattro giorni fa’, che celeri.

Una senatrice grillina ne’ spiega i contenuti, dato che la cosuccia costerebbe 17 miliardi:

ecco come lor geni pensano di recuperare i denari:

“taglio ai finanziamenti dei partiti politici, taglio dei finanziamenti all’editoria, tassazione del gioco d’azzardo, dei redditi superiori a due milioni di euro, dall’attuazione di una patrimoniale e dall’eliminazione di centinaia di sprechi che gravano da decenni sulle casse dello Stato”

Poveri illusi, tornatevene ai vostri impeghi normali, che l’aula non fa’ per voi.