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Settemila Merde.

In Politica on febbraio 10, 2015 at 8:56 am

O giu di li’.

Come da prassi, solo nababbi, da Rossi a Briatore, da Malkovich a il Re del Marocco!!!!!!!!!!! (per inciso, il Monarca magrebino e’ l’esattore del regno, in Marocco le tasse dei sudditi finiscono nelle casse del Re)

Settemila sono i connazionali che, divorati dalla paura che otto milioni di euro l’anno siano insufficenti per la sopravvivenza, hanno trasferito in societa’ offshore i loro luridi capitali.

Settemila Merde.

Fanno compagnia a lor bifolchi parecchi trafficanti di armi e eroina.

Settemila Merde che portano alle Bahamas 740 milioni di euro, tanto poi alla gente normale non interessa, anzi, qualche coglione ha gia detto che hanno fatto bene, l’importante e’ che Briatore continui con i suoi reality e Bulgari con i suoi gioielli, per tutto il resto c’e’ lo stato canaglia che priva queste Settemila Merde del loro pane quotidiano, poveretti, fanno quasi tenerezza.

 

Ma c’e’ di piu’.

L’arco temporale nel quale si svolge l’indagine copre un lasso di 5 mesi, a cavallo fra il 2007 il 2008, praticamente una goccia nell’oceano.

La Guardia di Finanza ha compiuto accertamenti su circa cinquemila Merde, non risulta esserci stato alcun arresto, solo sanzioni amministrative.

Molto meglio riempire le case circondariali con qualche decina di migliaia di spacciatori di erba.

 

Vale un pulitzer la dichiarazione di Briatore:

“Non sono residente in Italia da oltre 25 anni e dunque non soggetto al fisco italiano. I conti tenuti presso la Hsbc sono da anni noti alle autorità giudiziarie italiane che non hanno mai rilevato irregolarità fiscali in merito”

Illibato.

Cosi’ illibato da essere stato condannato a tre anni di carcere per bische clandestine, riparato nelle Isole Vergini, non fece un solo giorno in gattabuia, ma non si puo’ pretendere tanto da uno che nell’agenda del telefono aveva i numeri del clan Gambino di Nuova York, difatti torno’ alla prima amnistia.

 

Settemila Merde per 700 milioni in 5 mesi.

Ve’ possino acceca’.

 

A margine segnalo la nascita di un nuovo soggetto politico, capeggiato dalla Rauti, gia’ figlia del fascio Pino e gia’ moglie del fascio Alemanno, un’indecenza assoluta.

A margine del margine la chicca: Il Falciani (la talpa) dichiara di aver sottoposto la lista al governo italiano a meta’ 2011, Tremonti e il calvoamesialterni sobbalzarono nel cadregotto il primo, nel seggiolino il  secondo, per poi dichiarare:

“Il governo italiano non puo’ aquisire ed analizzare questa lista”.

 

 

 

 

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  1. Se fosse già il titolo di un articolo de “La rasoiata” sarei in difficoltà a farcele stare tutte in un’immagine…..
    Bravo Zac, ci si sfoga a leggere i tuoi post!

    Hasta
    robi

  2. Caro Zac,
    le tue settemila merde sono una goccia in mezzo al mare. Liberation, come altri giornali francesi, salta a piè pari i gossip sull’Isola dei Famosi Evasori e titola nel modo seguente:
    “Paradisi fiscali, la lotta si organizza: lo scandalo HSBC è solo una goccia d’acqua. 20.000 miliardi di euro sono stati sottratti al fisco in tutto il mondo. Un’evasione che mette in crisi i modelli sociali occidentali e lo sviluppo dei paesi del Sud”.
    All’interno, in un’intervista al megacommercialista John Christensen che dopo aver aiutato tante aziende a non pagare le tasse si è pentito e ha fondato il Tax Justice Network per dare, privatamente, la caccia agli evasori, si legge: “I legami tra finanza e politica non sono mai stati tanto stretti. Le banche riciclano i proventi del traffico di droga, della corruzione e di qualsiasi malaffare e la classe politica chiude entrambi gli occhi. Il leader laburista Milliband sta spingendo in Europa un piano di trasparenza nelle transazioni economiche ma dovrà affrontare la risposta violenta della City, e tutta la sua mafia di avvocati, consiglieri fiscali, contabili..,”
    È questo il fascismo oggi, cari condomini, e lo dico anche ai tanti, sprovveduti leghisti e fascisti che ci leggono (se ci venisse davvero voglia di fare un giornale, su di loro potremmo sempre contare) non perché rinsaviscano, ma affinché almeno si adeguassero ai tempi. Molto più aggiornato, molto più efficace di loro mi pare Matteo Renzi, che con la sua gelida manina ha lasciato quel 3% di evasione fiscale consentita che gli garantirà sempre più solide amicizie, magari un po’ meno imbarazzanti di Verdini.
    Orsù, vecchi Arnesi di Predappio e nuovi Visigoti della Brianza, mettetevi al passo!
    Buonanotte
    David

  3. Cari condomini,
    tra i grandi evasori mondiali, c’era da aspettarselo, hanno trovato anche i finanziatori del terrorismo islamico, da AQ a Daech.
    A questo punto, vorrei soltanto dire che in questo Medioevo Tecnologico è urgente rivedere una volta per tutta i concetti di Destra e di Sinistra riportandoli indietro, molto indietro, agli albori dell’Illuminismo e del marxismo.
    Occorre tornare, in fretta, alla situazione che ha determinato la nascita e lo sviluppo delle ideologie. Non so per voi, per me essere di sinistra ha sempre significato essere dalla parte di chi viene sfruttato, ed essere di destra l’esatto contrario, cioè schierarsi dalla parte degli sfruttatori.
    Poi le sigle dei partiti, com’e’ noto, lasciano da tempo il tempo che trovano e i dirigenti politici ci hanno abituato ai peggiori voltafaccia. In Italia, in questa legislatura che e’ giunta appena alla metà del suo corso, quelli che hanno cambiato casacca sono, se non sbaglio, già più di 100, e noi elettori non sappiamo nemmeno quando ci verrà data la possibilità di farli uscire dal Parlamento, per eleggerne altri con un sistema elettorale decente, che potrebbero fare la stessa cosa se non si varerà una norma per impedirglielo.
    Vi auguro, se possibile, una buona giornata
    David

  4. Covo di nostalgici e pericolosi comunisti ma che mi combinate????!!!!! Siete una goduria! Nell’ultima mezz’ora, “acchiappata” una connessione a internet, ho letto tutte le belle discussioni che mi sono perso nelle ultime due settimane! Vi amo tutti e sono pronto a collaborare all’idea del “giornale”. L’unico suggerimento che mi sento di dare è… non deve avere caratteristiche riconducibili ad una testata giornalistica, quali la “periodicità”. Altrimenti è uno spazio che va registrato come testata giornalistica e, per farlo, tra noi deve esserci un vero giornalista, un autentico editore, un verace redattore! Insomma, troppi cazzi… e scusate il francesismo! Quindi non deve essere un “giornale” e la “costanza e periodicità” proposte da David non vanno bene… meglio una spazio a più mani! Lascio a voi eventuali ulteriori suggerimenti. Per quanto mi riguarda, già collaboro con http://www.operaincerta.it e proporre altri contributi non è un problema!

    Ciao Zac e buona serata a tutto questo magnifico condominio!

    A proposito del nostro nuovo Presidente della Repubblica… ero nel pieno di un caotico trasloco, anche per colpa di un tempo inclemente tra freddo e pioggia (ma anche rischio di neve ai Castelli Romani!) Insomma, non ho potuto seguire con attenzione le nostre vicende politiche e quando ho chiesto “ma l’hanno votato il presidente?” e m’hanno detto di mattarella, ho replicato “Chi è mattarella??”

    Ecco, credo sia indicativo di cosa penso di questa elezione! Lascio il beneficio del dubbio: staremo a vedere!

    Sulle “merde”, avete già detto tutto… aggiungo che sarebbe consolante pensare che sono solo 7.000 ma purtroppo viviamo in un Paese dove neanche più sognare è consentito. Di merde ce ne sono a milioni, mentre tanti altri milioni sono costretti a respirarne la puzza!

    Ora, dopo i condoni più o meno tombali, dopo le depenalizzazioni più o meno vergognose, dopo le leggi e leggine per favorire questo o quel farabutto, ci apprestiamo a legalizzare anche l’evasione fiscale per un bel 3%! Più hai, più puoi fottere. Basta che stai entro il 3%.

    Per ora vi saluto! Voglio andare a trovare qualche altro amico prima che mi venga sottratto il pc da cui vi sto leggendo, connessione compresa. In attesa di averla a casa… vi abbraccio tutti!

  5. Non sono un esperto di economia e di finanza, ma da quello che mi pare di capire con la moneta elettronica, e quindi col tracciamento digitale dei pagamenti e delle transazioni, evadere, o quantomeno accumulare patrimoni illegittimi pari al Pil di un piccolo Stato africano, sarebbe decisamente più difficile. La politica non fa niente si dice, ed è vero, ma c’è un ma; David portava il discorso agli albori della “toponomastica” politica, destra e sinistra, ebbene ogni giorno che passa mi accorgo come la società italiana stia diventando conservatrice, fobica dei cambiamenti e quindi fautrice del mantenimento dello status quo, che poi schizofrenicamente schifa, ogni volta che si è prospettato un abbassamento della soglia dei pagamenti in contanti c’è stata una piccola rivolta, anche da parte di chi non ha mai toccato una banconota in vita sua superiore al taglio da 50. Collaboro con una piccolissima società di un mio amico che , senza farla troppo lunga, porta a casa dei clienti un professionista per dei consulti, c’è stata un po’ di preoccupazione quando è stata introdotta la regola dei pos “mobili”, “portatili”, non perché la società evadesse (anche se volesse non potrebbe, deve produrre fattura per farsi rimborsare da terzi), ma per le alte commissioni richieste dagli istituti bancari, be’ il problema non si è posto, perché neanche un cliente ha chiesto di pagare con bancomat o carta di credito, neanche uno. Tale atteggiamento non riguarda solo il tracciamento dei pagamenti; guardate cosa stanno facendo a Ignazio Marino per aver annunciato il quartiere (in realtà una strada) a luci rosse a Roma, anche miei amici che quando vanno ad Amsterdam la definiscono una città moderna ed evoluta, con tutte le giustissime considerazioni sul controllo dello sfruttamento e la repressione dei papponi, salvo poi ricredersi quando si vuole fare lo stesso nella loro città. Non parlo di gente che ha interesse a mantenere determinati meccanismi, parlo di gente comune che ha semplicemente paura del cambiamento. E perché? forse gli italiani sono geneticamente predisposti alla conservatorismo? Ovviamente no, immagino sia semplicemente il frutto di decenni di immobilismo, si dice che quando si cade da cavallo (o da una moto) si debba subito risalirci, altrimenti il trauma cresce silenzioso e nasce la fobia, ecco, il popolo italiano è stato così tanto tempo alla larga da un serio e radicale, nonché necessario, cambiamento delle proprie abitudini, che ne ha (un’immotivata) paura. Tornando sempre alle radici degli orientamenti politici evocate da David, la sinistra era l’emiciclo che raccoglieva le forze che intendevano modificare lo status quo (in senso egalitario, a sostegno dei più deboli come ricordato da David, perché quelle erano società post-feudali, ancora aristocratiche in Italia, e borghesi in Uk e altrove), a destra chi voleva mantenere lo stato, l’ordinamento, appunto i conservatori, ma la sinistra si divideva sul metodo del cambiamento, chi sosteneva il cambiamento forzoso, immediato, ovvero i rivoluzionari, e chi proponeva il cambiamento come un percorso di riforme, ovvero i progressisti (la cui radice etimologica non è il progresso, come spesso erroneamente ritenuto, ma la “progressività”). Durante i miei 35 anni di vita e durante i miei studi (sicuramente insufficienti) di scienze sociali, mi pare di aver capito che la società non si esime dalle leggi della dinamica di Newton, specie la terza, la legge del rinculo; ad ogni azione equivale una azione uguale e contraria, le rivoluzioni producono sempre una reazione, e questo le rende talvolta controproducenti, la soglia della tolleranza al cambiamento in Italia è talmente bassa che non a caso, ogni volta che si prospetta una riforma, la notizia viene salutata dagli organi di informazione come una rivoluzione, salvo poi stemperarsi per gli attriti di cui ho ampiamente disquisito. Quindi dobbiamo arrenderci al riformismo? Non lo so, però c’è anche una terza via, la rivoluzione silenziosa, la più efficace, quella che si dimostra tale solo quando ha ultimato il suo effetto, ma queste sono più che altro le grandi rivoluzioni Culturali, va be’ mo sto divagando di brutto, ma non prendetevela con me, prendetevela con David.

  6. Cari condomini,
    che bello rivedervi! E riascoltare il frastuono delle vostre meningi. Amo il disfattismo guascone di Carlo e tanto più condivido le considerazioni di Barabba, anche perché se ho ben capito la colpa di tutte queste riflessioni sarebbe interamente mia. Grazie Barabba. Non solo non mi sento in colpa, ma il tuo è uno di quei complimenti che non si dimenticano facilmente.
    Concordo pienamente con Barabba. L’unica cosa che vorrei aggiungere è una raccomandazione a guardare attentamente la situazione generale al di fuori dei nostri confini. Se uno vive in Italia finisce col pensare che il resto del mondo non esista.
    Del resto, come potrebbe essere altrimenti? La televisione italiana parla sempre e soltanto dell’Italia, e anche i giornali, per molti anni, hanno dato più spazio alla Padania che agli Stati Uniti. Ora, nel bene e nel male, pare che la Grecia abbia sostituito la Padania. Se ne parla, ma sempre allo stesso modo, usandola come mero pretesto per tornare su questioni locali, e sempre senza saperne una minchia. Come si vive in Grecia? Come in Padania. E come si vive in Padania? Che cazzo ne so, tanto non esiste.
    Ora non starò a fare il riassunto di ciò che sta succedendo in questo momento nel mondo perché non ho nessuna intenzione di offendervi. Mi limiterò a constatare che il livello di sfruttamento, di barbarie e di ingiustizia si è infilato in una macchina del tempo che viaggia alla velocità della luce e ci sta fecendo precipitare in una dimensione abissale dove ci siamo già lasciati alle spalle la Rivoluzione d’Ottobre, la Rivoluzione Francese, le crociate e il Medioevo. Di questo passo fra non molto, toccato il fondo, ci toccherà reinventare la ruota.
    Gli italiani, a tutto questo, prestano ben poca attenzione. Eppure i morti e i superstiti di questa mattanza globale all’insegna del Dio Denaro è proprio da noi che arrivano. Buffo, no? Noi siamo sempre paradossali, nel bene e nel male.
    Allora, lo vogliamo fare questa specie di giornale? Facciamolo come vi pare, anche se un direttore responsabile così pazzo da sobbarcarsi le querele per tutto ciò che scriviamo ce lo avreste. Però, secondo me un minimo di impegno fisso, magari mensile, ci vorrebbe, e lo dico maledicendo di averlo detto per come sto combinato.
    Buonanotte a tutti
    David

  7. Leggendovi tutti e cristonando a ogni passaggio di Barabba (ma i suoi 35 anni ai miei occhi lo giustificano), nel darvi appuntamento a domani (o oggi pomeriggio, fate vobis) non posso che riportare la frase della vignetta di Berlinguer che capeggia il mio blog, ovvero NON AVETE CAPITO UN CAZZO!!!
    Ora vado a dormire, sono le 3,06 del mattino e dopo aver sentito l’ultima puttanata di renzi, se scrivo, supero Boccaccio.

    Notte buona a tutti e Hasta David, siamo cresciuti con l’idea della sinistra diversa da quella che si intende oggi, siamo in minoranza.
    Tina

  8. Cara Tina,
    non vedo l’ora di leggere il tuo commento.
    Un grande abbraccio
    David

  9. Ok, ho scritto un commento chilometrico e mentre lo salvavo è svanito, ci risentiamo domani

    Buona giornata a tutti.
    Tina

  10. Cari Condomini, la nottambula ricompare ;-))

    Vi ho riletti e resto sulla mia posizione, ovvero, la storia è diventata una materia inutile e quindi non viene mai messa in prima pagina.

    Pare che per il giovane Barabba la politica antecedente alla sua nascita non sia mai esistita e l’economia anche, se sto sbagliando, chiedo venia Barabba e accetto volentieri risposte a correzione di questa mia affermazione, ma sappi che il pos è odiato da tutti, non per nascodersi, ma per il costo che le banche applicano a ogni strisciata di bancomat.

    Veniamo a un paio di punti.

    Caro Compagno Zac, non prendere in considerazione il suggerimento di David sulla mia figura per la Cultura sul giornale che si sta pensando, ma prendi la Compagna ANNA GENCARO che reputo più idonea di me, lei ha vissuto la vita lavorativa dietro la cattedra a insegnare, chi meglio di lei può argomentare senza cadere nelle teorie di parte come farei io?

    Caro David,
    la mia appartenenza alla sinistra affonda le radici nel Socialismo di Riccardo Lombardi, nelle idee riformiste di Enrico Berlinguer e nelle rivolte giovanili alle quali ho partecipato attivamente di Lotta Continua, quindi, oggi, qualsiasi forma di sinistra io guardi, mi sa tanto di brodaglia messa assieme alla belle e meglio, tanto per placare la fame, ma sul sapore, sorvoliamo o sono vomiti.

    Vedi David, arrivo da studi umanistici e non solo, ma la mia passione smodata è l’archeologia storica, ovvero, ogni pietra del passato mi racconta “CHI, COME, QUANDO E PERCHE’” è stata posta.

    Ogni volta che guardo le mura palatine a Porta Palazzo a Torino, vedo i Romani che fondavano TAURINORUM e la storia di questa città fin dal suo sorgere, la stessa cosa è per tutto il Paese e non solo il nostro.

    Il concetto di sinistra non è altro che una forma di antagonismo al despota di turno, guardo a quanti danni ha prodotto il “”compagno MAO”” in Cina, senza scartare i danni che ha fatto il comunismo di Stalin e quello di Lenin, per non citare l’attuale “zar Putin”, il male non è nelle idee di base, il male sta nel volere applicare quelle idee senza permettere che ve ne siano altre con le quali confrontarsi, se vuoi la prova provata di quanto scrivo, prova a contattate i FONDAMENTALISTI DI LOTTA COMUNISTA e scoprirai come ancora oggi, la politica dell’uomo a favore dell’uomo sia un concetto per molti politici o pseudo tali, una utopia per sognatori, ovvero, per gente come noi che è disposta al confronto, mi pare che nel post precedente ti sei scagliato contro Spera che vuole uccidere metaforicamente Tsipas, lei è una compagna non delle idee, ma del partito, chi ci sia a capo del partito e quali direttive da, è ininfluente, conta il partito, anche se lo stesso è saturo di merde e mi pare che ne stiano saltando fuori, insomma, il denaro prima di tutto .

    Mi spieghi perchè nessuno che tratta l’economia cita KEYNES?
    Mi sono invaghita del ministro dell’economia Greco proprio perchè è un Keynesiano duro e puro.

    La tesi di Keynes per risollevare l’America degli anno 20/30 ben descritta in UOMINI E TOPI da Steynbeck, era:

    “”mettete la gente a scavare buche e riempirle, pagatela per quel lavoro che vi sembrerà inutile, quei soldi saranno spesi inizialmente per saziare la fame, ma sorgeranno botteghe che daranno lavoro, poi la gente spenderà in beni diversi e l’economia spicciola trascinerà alla fondazione di altre economie più importanti che faranno uscire il Paese dalla fame, dalla miseria e dalla recessione”

    La sua tesi fu accolta dal congresso americano, sappiamo come è finita, per sapere l’evolversi, basta leggere Steynbeck, LA LUNA E’ TRAMONTATA o il più noto alla massa LA VALLE DELL’EDEN.

    Oggi guardo alla Grecia e a Syriza con profonda invidia, guardo alla Spagna e a Podemos e perdo le bave, guardo all’Italia ho conati di vomito.

    Noi non avremo mai un Tsipras che pur venendo dalla borghesia si è schierato con il popolo affamato e portato allo stremo da una politica europea che definire “”figlia dei campi di sterminio nazisti”” è generoso.

    Noi abbiamo i renzi, i salvini, le serracchiani, le madia….insomma, tutta quella che chiamo feccia 2.0, l’esempio la notte scorsa, dopo il voto, il twuitter di insulti a chi non la pensa come loro.

    Sono usciti dall’aula, se fossero rimasti a votare contro sarebbe stato meglio, potevamo fare la conta, ma come dicevo prima, la storia del passato non è nota a loro e purtroppo non è nota alla stragrande degli italiani.

    Saltando di palo in frasca, ma restando sul tema, per darti una idea di come la Grecia giovane i suoi Grandi Vecchi li ami, ti lascio due indirizzi, video da guardare, uno è Grigoris Valtinos che canta Strose to stroma e l’altro è quel folle di Manolis Rasoulis che canta I PISTOLI, entrambi in occasione del compleanno di Mikis Teodorakis.

    A tale proposito ti devo chiedere una cortesia, sai mica come si chiama quel diavolo di conduttore di quella trasmissione che trovo superlativa?
    Ormai sono settimane che cerco e non trovo nemmeno il nome delle tv Greca che lo manda in onda.

    Ho divagato e me ne scuso, ma caro David e caro Zac, ultimamente per sopravvivere al mare di merda ben descritto nel post fuggo altrove, fuggo verso quei paesi che stanno cercando una strada con il coinvolgendo della gente e non lasciando la gente come elemento di nessun conto.

    Hasta Siempre
    Tina

  11. Cara Tina, per quanto concerne il punto da te sottolineato del mio commento, riguardante i pagamenti con pos, come puoi leggere nello stesso faccio riferimento alle spese di commissione, che sono però a carico degli esercenti, se tu hai una banca che ti fa pagare le commissioni per i pagamenti con pagobancomat o carta di credito cambiala domani stesso! Riguardo Keynes, che ti posso assicurare viene ancora studiato abbondantemente nei corsi universitari di economia politica, o meglio sull’intervento statale nell’economia capitalista, ti faccio notare che per decenni proprio il nostro Paese lo ha applicato: quando la situazione economica stagnava si annunciava la costruzione di una nuova autostrada. Lasciando perdere il fatto che poi i fondi venivano per buona parte erosi da corruzione (che insieme alla criminalità organizzata è il vero problema ECONOMICO, e non solo giudiziario dell’Italia, come ho sentito dire ultimamente anche a Landini), e che i lavori durano dieci volte quello che dovrebbero durare (ma in termini keynesiani questo dovrebbe avere un effetto positivo), l’intervento pubblico proposto da Keynes per il rilancio dell’occupazione ha una controindicazione: aumenta il debito pubblico, non una cosa da poco, se hai un debito pubblico basso te lo puoi permettere, se lo hai alto, o astronomico come nel caso dell’Italia, rischi di finire gambe all’aria, oltre al fatto che dobbiamo rispettare il rapporto deficit-pil per rimanere in europa, visto che se non ci fosse l’euro saremmo falliti da un pezzo, e lo stesso vale ovviamente per la Grecia, infatti Tsipras vuole (giustamente) rivedere i criteri di rientro del debito, e non uscire dall’euro che significherebbe il colpo di grazia per la loro economia, nessuno acquisterebbe più titoli di stato italiani o greci, e con quelli, tra l’altro, si possono finanziare interventi pubblici di rilancio dell’occupazione e dell’economia di stampo keynesiano, non con le tasse che spesso non coprono nemmeno la spesa corrente.

  12. Caro Zac, cara Tina, caro Barabba,
    questo è il livello di discussione di questo condominio. A volte ci riusciamo, altre volte no. Detto questo, noi continuiamo a credere di parlare di economia quando invece parliamo di finanza. L’economia non c’è più perché non c’è più la produzione e di conseguenza non c’è più il lavoro. Il dibattito verte su sofismi da commercialisti, il cui unico movente è proteggere le rendite ed eludere il fisco, che quindi si abbatte sul popolo delle buste paga che non può sfuggire.
    Rispetto a 50 anni fa, la capienza lavorativa si è ridotta enormemente mentre la popolazione continua ad aumentare. Non c’è più la Fiat, non ci sono più l’Olivetti, la Pirelli, la Marzotto e sono spariti i rispettivi indotti. Centinaia di altri centri di produzione sono stati chiusi o sono stati delocalizzati, la maggior parte dei marchi italiani sono stati venduti, e nelle fabbriche ancora in attività la tecnologia continua a bruciare posti di lavoro pur essendo molto più costosa della mano d’opera.
    L’Italia è stato un paese fortemente statalista e assistenzialista perché non c’è mai stato abbastanza lavoro per tutti e lo dimostra il fatto che gli italiani sono sempre emigrati in cerca di lavoro, molto più di tutti gli altri cittadini europei. A un certo punto, siamo arrivati ad avere 5 milioni di dipendenti pubblici, parecchi inutili o demotivati. Ma il carico fiscale nelle loro buste paga ha indubbiamente tenuto a galla la spesa pubblica fino a quando la corruzione non ha avuto la meglio.
    Che futuro può avere, secondo voi, un paese come il nostro? Qui serve un progetto, un progetto rivoluzionario nel vero senso della parola. Al momento, solo la Spagna sembra averlo. E infatti ha ricominciato a risalire la china.
    Buona domenica
    David
    PS: non conosco il nome di quel conduttore greco, Tina. Guardo poco la televisione e quel poco lo trascorro con Arte, la BBC e la CNN. Non ci crederai, ma anche quest’anno mi sono perso il Festival di Sanremo…

  13. Scusa David la precisazione, ma parlare di debito pubblico, titoli di Stato, moneta e investimento pubblico non è parlare di finanza, ma sono le basi della macroeconomia, dalla quale non ci si può esimere per far quadrare i conti di uno Stato e improntare un intervento di esso nell’economia reale. A mio giudizio i problemi dell’economia italiana non sono recenti, solo che ora si palesano in tutta la loro drammaticità, complice la congiuntura mondiale negativa, solo ora paghiamo lo scotto e le conseguenze di un’economia (in termini appunto macroeconomici) scellerata e dopata, parlavi di una grande azienda che non c’è (quasi) più, la Fiat, ebbene, quante volte ci siamo raccontati che la Fiat era mantenuta, e più volte salvata, dallo Stato? Era fisiologico che avremmo pagato prima o poi le conseguenze di tale politica, e fra le tante accuse che si possono muovere a Renzi si deve almeno premiare la volontà di improntare un intervento (irto di complicazioni), erroneamente definito “nazionalizzazione”, dell’Ilva, è giusto salvare una grande azienda ma non si possono poi lasciare intatti i privilegi dei proprietari, dei padroni, che poi nel caso specifico si sono anche macchiati di colpe che vanno ben al di là della cattiva gestione aziendale. Dicevi statalista, io non sono un liberista, il concetto di statalismo non mi disturba in sé, mi disturba invece lo statalismo, o il liberismo, fatto, come si dice alla Sorbona, alla cazzo di cane, come nel caso degli interventi fin qui descritti. Anche sull’elemento relativo agli impiegati pubblici, sulla cui convenienza economica non sono del tutto convinto, essendo lo Stato stesso elargitore del salario, recuperarne una parte attraverso le tasse di per sé non comporta guadagno, se non attraverso il moltiplicatore economico di cui parlava Tina, che è difficilmente quantificabile, ma quei soldi sarebbero stati più fruttuosi (e senza ricorrere al trucco di stampare nuova moneta, facendo salire l’inflazione e rendere meno esosi i debiti contratti) se investiti diversamente, nella defiscalizzazione ad esempio, ma la ragione di quelle assunzioni folli non è quella dell’assistenzialismo, ma è da cercare nel voto di scambio… e ricadiamo sempre là. Concludo il mio intervento dicendo che se abbiamo navigato nell’oro in passato è solo perché quell’oro lo avevamo preso a rate, e ora abbiamo i creditori alla porta, la nostra economia non è mai stata solida, e i problemi strutturali probabilmente nascono proprio durante il periodo d’oro del boom.

  14. Caro Barabba,
    la Fiat è stata spesso mantenuta e spesso salvata dallo Stato come abbiamo sempre sentito dire, ma per più di vent’anni ha prodotto auto straordinarie, come del resto la Lancia, l’Alfa Romeo, la Innocenti, per non parlare di Ferrari e Maserati. La Fiat era regina nel segmento delle piccole auto. Da ragazzo, vedevo le 600, le 500 e le 127 circolare in tutta Europa, e persino negli Stati Uniti. La Fiat era paragonabile alla Toyota degli ultimi vent’anni, cioè un’azienda capace di sbaragliare la concorrenza in tutto il mondo.
    Poi, sono venuti i guai. Con la complicità del potere politico, la Fiat si è ingrossata a dismisura, ha rastrellato tutti i grandi marchi dell’automobilistica italiana e ha praticamente distrutto tutto.
    L’Italia del boom economico era economicamente molto più modesta di quella di oggi ma tutti lavoravano, dal momento che il lavoro è innazitutto un diritto, tutti mangiavano, tutti mandavano i figli a scuola, tutti in qualche modo creavano valore. E questo valore si è precisamente quantificato quando l’80% degli italiani sono riusciti a comperarsi un alloggio, stabilendo un record europeo ineguagliato e ormai imbattibile.
    Molti lavori, all’epoca, erano inventati, soprattutto dallo Stato, ma questi impieghi garantivano a tutti una vita e creavano un gettito che poteva far funzionare i doverosi servizi di un paese democratico moderno. Quale sarebbe il primario dovere di una società democratica moderna se non quello di far vivere in modo dignitoso tutta la sua popolazione, nessuno escluso? In Italia ci stiamo avvicinando al 50% di disoccupazione giovanile. Un paese del genere è un paese civile, un paese democratico, un paese che ha un futuro?
    Come si crea lavoro in un paese che il lavoro lo ha venduto, lo ha delocalizzato, o lo ha addirittura abolito? Se non sbaglio vivi a Roma, Barabba. Quindi saprai che a Roma praticamente nessuno paga il biglietto dell’autobus. Un tempo c’erano i bigliettai, potevi sostare in piattaforma per un paio di fermate, ma poi dovevi passare davanti al bigliettaio e dovevi per forza fare il biglietto. Con una corsa, oggi un bigliettaio potrebbe facilmente pagarsi lo stipendio. E per tutto il resto della giornata continuerebbd ad incassare denaro per l’azienda. Vogliamo parlare dei caselli autostradali dove ormai non ci lavora più nessuno perché tutti pagano col bancomat e gli stranieri sono costretti ad usare la carta di credito, e di conseguenza anche i caselli stradali fanno lavorare esclusivamente le banche? Vuoi che continui? Se vuoi, posso andare avanti con centinaia, migliaia di esempi.
    Concludo dicendoti perché secondo me la tecnologia ci sta uccidendo e userò come esempio il cinema che è un argomento che ti interessa. Le major companies hollywoodiane si trovano in crisi come mai prima d’ora e a Los Angeles stanno tagliando migliaia di impieghi. Questo accade perché ormai le major producono solo film idioti fatti di effetti speciali che costano mediamente più di 100 milioni di dollari. Solo un film su cinque riesce a riportare i soldi a casa, mentre il cinema indipendente americano, con cifre molto più umane, si aggiudica tutti i premi a cominciare dagli Oscar e registra profitti notevoli in tutto il mondo. Pensi che i dirigenti delle major companies non si siano accorti di quello che sta succedendo? Se ne sono accorti sì, ma non possono più tornare indietro. Perché i macchinari che usano per gli effetti speciali costano miliardi di dollari, necessitano di aggiornamenti costanti che costano milioni di dollari, e tutta l’azienda è costretta a lavorare al fine esclusivo di ammortizzare i costi delle suddette macchine. Risultato: la grande industria del cinema sta ora risorgendo in Cina, in Russia, e in India.
    Ma se al posto di cinema cambiamo soggetto, il più delle volte il ragionamento non cambia. Noi dobbiamo declinare l’economia per una società a misura d’uomo. In Europa non ne siamo più capaci.
    Buonanotte
    David

  15. Caro Barabba,
    la risposta che ti avrei dato è esattamente quella che ti ha dato David, quando parlo di Keynes, non intendo il mondo della finanza, voglio parlare di economia e non l’economia dei titoli di stato, ma l’economia della produzione manuale, se ho citato il suggerimento di Keynes la ragione è tutta in quel METTETELI A SCAVARE BUCHE E RIEMPIERLE etc, etc,
    Bada, non appartengo alla categoria di coloro che urlano “no euro”, appartengo alla categoria che chiede la cancellazione del Trattato di Lisbona, da quel fottuto trattato in avanti, sui popoli europei è calata la fame, parlo di fame fisica, lavori persi e tutto a favore delle banche e della finanza, a questo punto mi domando, perchè l’Inghilterra, pur facendo parte del parlamento europeo conserva la doppia circolazione della moneta e la teutonica non fa la voce grossa?
    Mi pare che la prima mossa che ha fatto Tsipras dopo l’elezione sia stata la riassunzione delle donne delle pulizie lasciate a casa per volere della Troika, il suo ministro dell’economia non è un pirla, è un insegnante universitario di matematica, conosce i numeri e sa gestirli meglio di quanto si pensi, la Merkel non ha molte strade da percorrere, se esce la Grecia (e non vuole uscire, vuole solo il tempo per gestire l’emergenza) sarà un gran brutto cattivo esempio per chi è arrivato alla canna del gas, guarda la Spagna e guarda il Portogallo, senza ignorare l’Italia che vede il numero di coloro che seguono le camicie verdi e i 5stelle salire di numero man mano che si assottigliano i redditi.
    Mi spieghi perchè con la corsa alle privatizzazioni di quelle che erano economie di Stato, gli addetti sono scesi di numero e il servizio alle utenze è peggiorato?
    Telecom nelle mani di Tronchetti Provera è diventata uno spezzatino costoso e ancor più monopolista.
    Le ferrovie dello Stato con l’avvento della privatizzazione costringono i viaggiatori a tappe fuori logica, con le ferrovie salivo sul treno a Torino e scendevo a Messina senza cambiare, mia cugina per venire a Torino deve andare a Villa San Giovanni, scendere a Salerno, prendere la coincidenza e arrivare a Milano, da li a Torino…lo trovi logico?
    Trovi logico che stiano tagliando i traghetti da Reggio Calabria a Messina e viceversa fottendosene dei pendolari delle due città dello stretto?
    Non guardare solo una parte del problema, guarda gli utenti del problema e vedrai che qualche modifica al pensiero macroeconomico la farai.
    Poi, la storia della Salerno Reggio Calabria…ricordati, la è e la resta, come il ponte sullo stretto di Messina, l’unico che lo fece fu Giulio Cesare, una barca dietro l’altra per far passare le centurie, i cavalli e le catapulte, tutte il resto, come diceva De Filippo SALUTEME A SORETA, lo dice anche renzi, solo che lui usa il tablet e meno male che non ne ho comprato uno.
    Notte buona Bello ;-))
    Tina

  16. La risposta (retorica) è No, David, la risposta alla domanda se è un Paese civile quello che permette una disoccupazione giovanile del 50%. Su questo penso tutti, almeno in questo spazio di Rete, siamo d’accordo. Quello su cui divergiamo è l’analisi dei motivi per cui siamo arrivati a questo punto, e per me le radici sono in una politica priva di lungimiranza che è cominciata proprio in quegli anni di primo benessere. Un esempio? Le baby pensioni, che per carità sono state istituite nel 73, e non durante il boom, ma a ridosso di esso, ma mi pare un caso emblematico che ancora pesa sul nostro martoriato sistema pensionistico.

    Riguardo alla tecnologia non avevo messo bocca, è questione decisamente più complessa di quello che possa sembrare, innanzitutto non può essere la tecnologia da sola a determinare la disoccupazione, altrimenti paesi come Germania e Giappone sarebbero alla guerra civile, invece hanno i tassi di disoccupazione più bassi al mondo, oltre che un livello tecnologico e di automazione che noi ci possiamo soltanto sognare. Tutte le rivoluzioni tecnologiche della storia moderna (i manuali di storia tra 50 anni decideranno se quella a partire dagli anni 80 è stata una sola grande rivoluzione digitale e o ce ne sono state diverse, come per le rivoluzioni industriali), hanno cambiato il mondo del lavoro, lo hanno cambiato, attenzione, non distrutto, eliminando alcuni lavori ma creandone altri, quindi quello che uccide il lavoro non è la tecnologia, ma la subalternità, la passività ad essa, ho citato Germania e Giappone, ma mi preme citare un altro Stato che non si fila mai nessuno, e che ha avuto un boom economico senza precedenti proprio grazie alla tecnologia, tanto per intenderci è lo Stato in cui ha sede l’industria che produce la maggior parte dei dispositivi elettronici in circolazione (Samsung), ed è la Corea del Sud, che guarda caso ha il secondo tasso di disoccupazione più basso al mondo al 3,5%. Hai citato l’Olivetti, c’è un’azienda, sempre di Ivrea, che in Italia solo alcuni esauriti come me conoscono, ma che all’estero è stranota, è Arduino, che produce delle schede elettroniche liberamente programmabili, con cui si possono creare dispositivi domotici o più in generale di automazione, questa azienda, nonostante il suo orientamento open-hardware, ben poco capitalista, ha da poco siglato un accordo con il gigante Intel per la creazione di una scheda ibrida Arduino-Intel, tornando all’Olivetti, un signore che creava le piastrine su cui si stampavano i circuiti Olivetti, ha ripreso a lavorare proprio grazie ad Arduino. Quello che voglio dire, con questo esempio sicuramente banale (è normale che esistano aziende che producono nel settore tecnologico) è che non è la tecnologia ad uccidere il lavoro, ma l’incapacità di saperla produrre, laddove si produce tecnologia, e dove contemporaneamente vi è un maggior tasso di automazione industriale e produttiva (citavi la carenza di personale nel trasporto pubblico, i primi treni al mondo senza neanche pilota sono apparsi in Giappone) vi sono anche i tassi di disoccupazione più bassa. Questo solo per quanto concerne il rapporto tecnologia/occupazione, ma quello a cui facevi tu riferimento non è tanto, o solo, l’occupazione, ma anche la qualità della vita, o meglio, la possibilità di un salario che permetta una realizzazione personale, qui la faccenda si fa ancora più complessa, e non attiene tanto alla tecnologia quanto all’annosa questione della ridistribuzione della ricchezza, e quindi più squisitamente alla Politica; la tecnologia ha successo perché permette di risparmiare, ovvero produce maggiori guadagni, in una società equa tale vantaggio dovrebbe ricadere su tutta la società, ciò che placa la nostra fame è la mela, non il sudore del contadino che l’ha raccolta, se vengono raccolte più mele e meno contadini si scottano sotto il sole tutta la comunità ne beneficia, purché i produttori non facciano cartello, e le mele vengano vendute al reale prezzo. In sostanza la tecnologia ci permetterebbe di lavorare meno ma di ottenere lo stesso, se non un maggiore, profitto, poi redistribuire tale ricchezza è compito della Politica, e se non viene fatto non si può dare la colpa alla tecnologia. Tali considerazioni sono anche in Marx in “Lineamenti fondamentali per la critica dell’economia politica” (non faccio lo sborone: me lo sono andato a cercare per l’occasione, non lo ricordavo), anche se le sue erano considerazioni legate alla seconda rivoluzione industriale e interlocutorie sulla ricaduta reale a causa della detenzione della tecnologia da parte della classe borghese (situazione decisamente diversa, e più “democratica” oggi), ma ne affermava il carattere idealmente positivo.

  17. Caro David,
    dirti che condivido i due ultimi interventi al 100% non serve, li condivido, punto.
    La mia prima macchina è stata una 500L, facevamo le gare da Villa San Giovanni a Reggio Calabria, unico tratto di autostrada finita della famigerata Salerno Reggio Calabria.
    Quello che dici sulla manualità lavorativa che ormai sta diventando oggetto da archeologia e vangelo, leggevo che in Cina i robot stanno sostituendo l’uomo anche per servire ai tavoli dei ristoranti, siamo allo scuotimento della tovaglia della ragione.
    Quando alla Fiat entrarono in funzione le catene di montaggio, i prepensionamenti fecero una ecatombe, Torino aveva 185 mila lavoratori, nel giro di 3 anni scesero a 85 mila, oggi sono tre mila e sono sparsi per i punti vendita, la città superava il milione di abitanti, oggi tocca appena i 900 mila e continua a scendere, chi può fugge e non solo per i luoghi di origine, molti pensionati scappano verso quei paesi che offrono servizi e la metà delle tasse.
    Tornando alla meccanizzazione del lavoro, ho avuto uno scontro verbale con il direttore dell’agenzia dove abbiamo i conti io e mio marito, esigeva che mi servissi del bancomat e non dello sportello, gli ho detto che se volevo la macchina, mi sarei risparmiata la coda e visto che ci rifilano 18 € al mese di spese di gestione avevo il diritto di parlare con un umano e non con un robot, quell’agenzia ha 10 casse interne, ne restano aperte solo 3, il suo incarico è l’eliminazione totale del servizio o quasi alle casse.
    Hai portato l’esempio delle macchine della mecca del cinema, ma è solo una branca, ho citato le catene di montaggio della Fiat, ma potrei citare le manifatture del cucito, a Torino la FACIT ha chiuso i battenti, la CAESAR è fallita da una vita, in compenso ci sono i cinesi che dormono dentro tuguri per confezionare stracci da 5 € che vanno a ruba nei supermercati.
    Caro Compagno David, siamo all’anno mille, ma siamo privi di soggetti come Federico secondo lo Stupor mundis e il suo degno compagno di strada Kamil el Kamil, siamo nel pieno dell’oscurantismo mentale e l’unica cosa che è ipersviluppata il il dito pollice, quello che usano per scrivere stronzate dall’emiciclo ai giornali, già, i giornali, i novelli servi della gleba che è il potere.
    Ok, ho divagato, ma sono rientrata da poco, una serata a casa di mio figlio e mia nipote Giulia mi ha gratificata dicendomi
    “Nonna, sarebbe una goduria se ci fossi tu come insegnate”
    Le ho spiegato Carducci e quella dolcezza che è PIANTO ANTICO. mi ha chiesto come diavolo facevo a ricordare tutto storia compresa, le ho risposto che io appartengo alla generazione che assimilava, lei appartiene alla generazione che è costretta ad accumulare, ti sembrerà strano, ma ha capito.
    PS
    Quel presentatore l’ho scoperto in rete, niente televisione, l’ultimo festival che ho visto è stato negli anni 90, l’ultimo sanremo che ha visto Bertoli cantare Italia D’oro.
    Notte buona Compagno David.
    Hasta a tutti … Zac… ti stai godendo le nostre diatribe? ;-))
    Coraggio, PODEMOS ;-))

  18. Cara Tina,
    ma mi spieghi dove avrei difeso le “grandi opere” e le privatizzazioni fatte coi piedi? Ma mi hai preso per un liberista? Guarda, ti assicuro lungi da me, tra l’altro avevo io stesso fatto riferimento alle costruzioni di autostrade che non finiscono mai. Sulla macroeconomia poi non è un mio pensiero, è una scienza, non esatta come le scienze naturali ma una disciplina basata sulla controprova (si dice appunto scienze economiche), e se l’investimento pubblico prevede un aumento del debito pubblico (nel breve periodo sempre, se fatto bene si recupera nel lungo) io che ci posso fare? Cosa c’entro io se l’Italia è chiamata a rispettare il rapporto deficit-pil del 3%? C’è poco da cambiare idea su queste cose, perché non sono opinioni, sono fatti. Mi fai seriamente preoccupare riguardo le mie capacità comunicative. Mi dici che ti riferivi all’economia reale, e l’ho capito perfettamente, ma se mi dici che vuoi che lo Stato paghi della gente per scavare una buca allora bisogna capire come pagarli, e dato che le vie ordinarie di finanziamento di uno Stato sono due, ovvero imposte e titoli di Stato (quelle straordinarie privatizzazioni e vendita del demanio che nel nostro Paese sono state disastrose) vien da sé parlare di macroeconomia, che intendiamoci, è l’economia dello Stato, e non la finanza dei subprime ect. Detto questo sono il primo che vuole che la Grecia esca dalla crisi, e non solo la Grecia (a proposito, la Spagna, oggi, è messa meglio dell’Italia, visto che ha registrato un +1,2% del Pil nel 2014, mentre noi -0,4%), io sogno esattamente come te una società equa, in cui tutti abbiano un posto di lavoro, e laddove non ve ne fosse la possibilità quantomeno i servizi garantiti, la casa, l’istruzione, il diritto a curarsi ect, ma da qui a negare come funzionino le cose, ignorare quali siano i meccanismi con cui bisogna fare i conti, ce ne passa…

  19. Comunicazione a tale belfagor (che gia il nome denota una notevole creativita’):

    Coglionazzo, leggi prima di scrivere, in ogni caso non qui.

    Ripeto: coglionazzo!

  20. Carissimi, ditemi voi come posso interagire con tutta sta trafila di commenti!!!
    Non so’ da dove partire, mi avete fulminato le bronzine.

    Fra tutti gli argomenti toccati, tutti essenziali, manca quello che piu’ mi preme:
    Cosa facciamo per i pargoli dagli zero ai dieci anni? Questa e’ la sfida.
    La delocalizzazione, la crisi economica, l’isis, l’attuale esecutivo, persino keines, sono tutte faccende che riguardano il presente e il passato, come si procedera’ per il futuro?

    Mi sa che ne’ esce un post.

    hasta a tutti, cari Compagni.

    Zac

    P.S.
    Voi non immaginate quanto mi mancassero le elucubrazioni di Tina, grazie mille Compagna.

  21. Caro Barabba,
    come avrai notato, Tina ed io vediamo le cose allo stesso modo. Tu non sei poi così distante, ma dici le stesse cose in un modo radicalmente diverso. Siamo due contro uno e ti abbiamo messo in mezzo, non è gentile come direbbe Spera. Infatti Tina, che è molto più saggia di me, ha premesso che abbiamo quasi il doppio della tua età e ha già chiuso la “polemica”, se possiamo definirla tale.
    Abbiamo idee molto simili e le esponiamo in modo molto diverso. Un gap generazionale, dunque. Tanto è vero che la mia compagna, un pelo più vicina alla tua generazione che alla nostra, ha letto i nostri commenti e mi è parsa pendere più dalla tua parte che dalla nostra. Inutile aggiungere che la discussione rimane interessante, se non addirittura utile.
    Zac mi ha bruciato sul tempo e ha già scritto un post che contiene ciò che stamattina volevo aggiungere. Come tutti i portinai, non si fa mai i cavoli suoi e ne sa sempre una più dei condomini.
    Quando dici che altri paesi hanno un livello di automazione che noi possiamo soltanto sognare, alle mie orecchie suona come un incubo perché accenna a disegnare un mondo dove non c’è più posto per nulla di umano. Il sudore del contadino che raccoglie la mela a me pare assai più importante della mela stessa. Non è mica un minatore. Le mele le raccogliamo da migliaia di anni e nessuno è mai morto di questo. A occhio e croce, direi che e’ più probabile che qualcuno muoia per colpa delle mele che attualmente vengono vendute nei supermercati.
    L’uomo ha bisogno di un lavoro, di una vita dignitosa e di un’etica. Ne ha bisogno per se’, ma anche e soprattutto per trasmettere questi valori ai propri figli, che faranno la stessa cosa più avanti, quando saranno adulti. In un mondo automatizzato, dove la tecnologia è riuscita a sostituire persino il mondo stesso con un mondo virtuale che ci ipnotizza e ci plagia da uno schermo di varie misure che ci portiamo appresso mattina e sera, tutto questo viene annullato.
    Infatti, anche le tracce dell’umanità che credevamo indelebili stanno scomparendo. Per colpa della tecnologia, a mio modo di vedere, gli esseri umani stanno perdendo completamente il senso più elementare della vita. Come altro possiamo spiegare il fatto che oggi decine di migliaia di giovani scelgano con leggerezza di uccidere e di morire per una causa, quella del terrorismo più puro, che neppure vagamente afferrano? E qual è la giustificazione suprema che adducono? Andare in Paradiso. Cioè la panzana, la fola, l’abbaglio più antico del mondo. E sarebbe questo il progresso dell’umanità che viaggia sull’onda del progresso tecnologico?
    Contemporaneamente, altre decine di migliaia di persone nel mondo si suicidano per mancanza di lavoro. Anche questa è una novità. Per la prima volta, la mancanza di lavoro è oggi, e di gran lunga, la prima motivazione dei suicidi nel mondo.
    Ora forse penserai che io stia di fatto predicando un qualche ritorno indietro, ai tempi belli della mia giovinezza.
    Sono sempre stato un progressista e progressivamente mi avvio verso la fine della mia vita con una tabella di marcia sempre più fitta di impegni. Dei miei tempi andati non rimpiango niente e sono felice di sapere, per esempio, che oggi un omosessuale possa dire ad alta voce di essere tale. Ma il progresso etico dell’umanità è ancora agli albori, c’e’ ancora tanto da fare. Altrimenti non si capirebbe cosa potrebbe impedire all’umanità, nel 2015, di vivere laboriosamente in pace con il prossimo.
    Buona giornata
    David

  22. cmq la maggior parte dei problemi parte proprio da lì e invece si continua a fare l’opposto
    hasta

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