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Finalmente!!!!!!!!

In Politica on marzo 24, 2015 at 8:22 am

Premettendo che non nutro alcuna simpatia con il min. Poletti, in questo strano paese anche quando l’argomento e’ condivisibile in modo universale, c’e’ sempre il branco di imbelli pronti a contestare, magari qualcuno mi legge pure.

Ah, prima che qualche anonimo me lo ricordi, in questo caso la penso in maniera diametralmente opposta rispetto a Pippo.

 

La questione e’ nota da ieri, il ministro sostiene la necessita’ di far  “lavorare”  gli studenti durante un periodo a cavallo dei tre mesi estivi.

Apriti cielo!!!!!!

Chi parla di lavoro aggratis, chi addirittura di sfruttamento minorile, altri di lavoro mascherato da stage.

Parassiti, altro non mi sovviene.

Vale una menzione la seguente, di un’insegnante delle elementari, che ovviamente non ha capito un cazzo:

“I bambini della mia scuola erano molto stanchi negli ultimi giorni di giugno, figuriamoci a farli venire anche a luglio”

Che neanche in sudsudan li sfruttano cosi’, aggiungo io.

Un preside: “Non abbiamo l’aria condizionata nelle scuole”.

E neanche le odalische con il ventaglio, aggiungo io.

 

Ora, che mi devo calmare, io  e la quasi totalita’ dei miei compagni di classe, abbiamo lavorato, fatto stage, e soprattutto sudato, durante le ferie scolastiche.

Chi faceva l’apprendista cuoco, essendo studente di alberghiera, chi cominciava ad andare in azienda dal padre per fare i lavori piu’ umili, chi ancora, come il sottoscritto, lavava fusti di prodotti chimici nell’azienda che mi avrebbe visto, 20 anni dopo, tornare a lavorare per loro.

Altro che tre mesi!!!!!!!!!

Sui compensi calo un velo pietoso, vi basti sapere che io lavorai ad Amburgo che ero un diciassettenne, facevo gelati, pagato 1200lire/ora (quando a fare il cameriere in Italia all’epoca se ne’ beccavano 8mila/ora), per piu’ di tre mesi filati, tutti i giorni domeniche comprese, dalle 7,30 sino alle 2330 senza pause.

Finivo le giornate con le caviglie gonfie e con l’avambraccio distrutto, dato che in una giornata servivo piu’ di 1500 paline di gelato (e dio sa’ quanto sia duro il gusto limone appena tolto dal freezeer).

Fu’ uno shock, uno shock positivo, imparai il tedesco e, successivamente, quando mi arrivo’ la cartolina per partire militare, mi sembro’ una passeggiata di salute.

 

Poletti ha perfettamente ragione.

 

Chi forse ha scantonato sono i genitori della mia eta’, che non hanno fatto nulla perche’ questa ottima usanza venisse passata alla generazione successiva, macche’, molto meglio i tablet, i corsi di tennis con i cloni di Nick Bollettieri, i camp per futuri Magic Johnson, per arrivare alla questione dei compiti per le vacanze, sui quali ho sentito piu’ di una mamma mia coetanea dire:

 

“Con tutto quello che studiano durante l’anno, pure i compiti estivi, poveretti”

 

Credetemi, in piu’ di un anno di esecutivo, questa e’ l’unica dichiarazione che auspico abbia un futuro concordato trasversalmente con tutte le forze politiche.

 

Per ultimo, nessuno si e’ accorto che gli imprenditori, di tutte le razze e relativi fatturati, quando hanno una troupe di alunni che fanno uno stage nelle loro aziende, mettono a disposizione del personale che di norma verrebbe utilizzato per altro, con un costo, e con la speranza che almeno un alunno su dieci (e’ SEMPRE stato cosi’) possa essere assunto dopo la fine del ciclo di studi, e quando questa cosa si faceva, perche’ si faceva, tutti tornavamo a casa con gli occhi pieni di stupore, di magia, di speranza, di fatica.

Io sono diplomato in chimica tintoria, il primo lavoro che feci (sta ancora scritto sul mio libretto di lavoro) fu’ all’interno della piu’ grande (al’epoca) azienda tessile italiana, che come da norma in agosto era chiusa e squadre esterne si occupavano della manutenzione.

Ebbene, avete presente le condutture dell’aria che potete vedere in alto dentro a un ipermercato? ecco, ci sono anche nei reparti di filatura e tessitura, solo che li’ sono piene di pelucchi delle lavorazioni.

Lo scrivente era magrissimo, quindi destinato a infilarsi in quei tunnel al mattino per uscirne ore dopo armato di due spazzole di ferro, e pulire.

Un mezzodi’, tutto nero di fuliggine in viso e in tuta blu, usciii dal lavoro in bicicletta per andare da mia nonna dove avrei mangiato l’insuperabile ed inegualgliabile “riso e bisi”; mi apri’, e con fare stupito disse:

“Salve, buon uomo, ha bisogno di qualcosa?”

 

Avevo sedici anni, ed ero contentissimo, mi aveva scambiato per un adulto, una strafigata.

 

 

 

 

 

 

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Bianconeri.Post per intenditori.

In Politica on marzo 19, 2015 at 7:53 am

A rigor di logica dovrei scrivere di quei figli di troia dell’Isis, piu’ per come vivono che per gli attentati che compiono (hanno dichiarato guerra all’occidente e stanno svolgendo il compitino a loro assegnato da chissachi’), o di Incalzi (ieri la notizia era gia in coda a tutti i tg), o del parlamento francese che quasi all’unanimita’ ha approvato la legge sul fine vita (il giorno che lo fara’ il parlamento italiano saremo tutti morti e sepolti da decenni).

NULLA DI TUTTO CIO’.

Ieri sera la Juve ha giocato la piu’ bella partita degli ultimi 15 anni, se non piu’.

Dire che mi sono commosso e’ un eufemismo, mi sono proprio gasatissimo.

Devo tornare indietro, parecchio indietro, a un arco temporale che parte da Platini, Boniek, Paolo Rossi, Scirea, Cabrini, Bettega e Zoff, e arriva a Del Piero, Vialli, Zidane.

Partita perfetta.

E quando giochi la perfezione, e’ inutile stabilire la forza dell’avversario.

Entrare al Westfallen Stadium e’ un brivido, anche se e’ vuoto, se poi ci entri con il Muro Giallo in azione (per gli ignari: trattasi del nome che viene dato alla curva del Borussia) ti tremano i polsi, non senti altro che un coro continuo e una marea gialla che pare essere in campo, davvero uno spettacolo unico.

Ieri abbiamo reso felici per una sera non solo i 3250 tifosi arrivati dall’Italia, ma gli almeno 200mila italiani che sono residenti nella Ruhr, un serpente industriale che si snoda da Leverkusen sino a Duisburg, passando per Dusseldorf, Gelsenkirken e Koln, un serpente di capannoni e centri storici dove gli italiani hanno due compiti: fare i muratori e i pizzaioli, perlopiu’.

E nel profondo nord tedesco vi assicuro che un italiano viene ancora ghettizzato, se non e’ un miliardario, e ieri sera la festa e’ dedicata tutta a loro.

Marchisio che fa’ un lancio di 40 metri a occhi chiusi, Carlito che spara un Pershing da fermo la’ dove non osano neanche i ragni, Buffon che conta le margherite per novanta minuti, Morata (Morata e’ tremendamente forte) che prima di essere sostituito con la bava alla bocca torna in difesa per aiutare i compagni.

E che compagni, una difesa di acciaio, dove imperano Giorgio e Lorenzo non si passa, se poi entra anche Barzagli allora e’ meglio che il pallone ce lo date a centrocampo.

ARTURO.

Arturo Vidal ha un virus, inguaribile, ogni volta che una palla transita e lui la vede non ci son santi che tengano, deve correre sino a prenderla, ma proprio sempre, un gladiatore, un aratro, una colla a presa rapida, una vipera.

Da ieri, in quel di Madrid, Barcellona, Parigi e Monaco di Baviera, han cominciato a preoccuparsi.

Un abbraccio fraterno a tutti i connazionali che vivono lassu’, godetevi questa vittoria, che ci voleva.

 

SIAMO TORNATI.

CAZZI TUTTI VOSTRI.

My personal answer to D&G.

In Politica on marzo 16, 2015 at 7:29 am

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Scarpe: 15 euro al Lidl.

Cappello: quello che uso per sciare

Giacca: smoking anni 80 (marina se lo ricorda di certo)

Camicia: comprata a 12mila lire nell’85 in via del corso a Roma, quando il marchio Energy era solo un negozietto.

Occhiali: Salice del 1975, provenienti da il meraviglioso mondo di Bettina (che ha costruito anche la scritta che vedete dietro, fatta con pezzi di parafanghi cromati di seconda scelta, destinati al macero)

Jeans: aggratis, trattasi di prototipo gentilmente donatomi da una ditta tessile.

T-Shirt: regalo di Doc e Renza.

 

Ora il quesito:

Sarei stato meglio con una mise Dolce e Gabbana?

 

vs.

Zac the singer

Azzardo una risposta, Stefano.

In Politica on marzo 4, 2015 at 8:17 am

Carissime e Carissimi, questo non e’ un post, e’ una sintesi, per quanto limitata, che nasce da un commento scritto da Stefano due articoli orsono.

Non faccio mai di ste cose, ma le domande che pone Stefano necessitano di risposte articolate.

Innanziatutto, il commento:

“Chi è di sinistra tra i politici?
Essere di sinistra è possibile fintanto che non si governa?
Quali sono i valori a cui dovrebbe affidarsi un politico di sinistra?”

La prima risposta e’ di David, che riesce in cinque righe a delineare la perfetta figura di un essere umano di sinistra, la approvo in ogni sillaba:

“Caro Stefano,
domanda molto impegnativa, considerando come si comportano tanti che si dicono di sinistra. Essere di sinistra, secondo me, significa mettersi sempre dalla parte di chi è più debole, di chi è sfruttato, di chi subisce delle profonde ingiustizie. È una scelta etica, prima ancora che politica. È una posizione evangelica, se vuoi, ma espressa in modo laico. Io infatti come sai sono ateo.”

 

Io aggiungo dell’altro, non prima di una veloce premessa: non ho mai pensato che l’essere di sinistra debba per forza accomunarsi con l’essere in qualche modo un politico (per come si intende il termine nel breviario comune).

Attualmente, nel languido panorama che ci concede come vette mediatiche i due Matteo (che fra un po’ comincio a leggermi il Matteo Evangelista, per disperazione), sono di sinistra Pippo Civati (si’. lo so’. sono di parte, sono un partigiano!!!), Nicola Fratoianni, Tito Boeri, Lucrezia Ricchiuti, punto. Non cito alcun sindacalista dato che lo dovrebbero essere a prescindere.

Da ragazzo lessi praticamente tutta la letteratura di destra, da Gentile a Spinosa, sono un uomo informato sui fatti.

 

E i fatti fanno intendere un sacco di cose.

 

Cosi’ la mia risposta sara’ un raffronto fra persone note che, con i loro comportamenti e azioni, saranno qui di seguito definiti come appartenenti ai due mondi, quello comunista (andatevi a vedere su qualsivoglia dizionario l’etimologia del vocabolo) e quello fascista (non andate su di alcun dizionario, tempo perso).

Ah, ogni tanto tornate su e rileggetevi il commento di David, tutti gli accoppiamenti fanno fede ai valori da lui descritti.

Comincio con il botto:

Bill Gates e’ un comunista, Steve Jobs era un fascista.

Salvador Allende era un comunista morbido, Margareth Tatcher era una fascista morbida.

Dario Fo’ e Franca Rame sono comunisti (per me Franca Rame NON e’ morta), Giorgio Albertazzi e Pasquale Squitieri sono fascisti.

Fabrizio De Andre’.

Fabrizio non puo’ avere confronto alcuno.

Fabrizio viene rapito in Sardegna per quattro mesi, al processo non si presenta come parte lesa, anni dopo chiede alla presidenza della Repubblica la grazia per i suoi aguzzini.

 

Martin Luther King, caso atipico, era sia comunista, sia reverendo, le due cose raramente collimano, Richard Nixon era sia  fascista che alcolista, le due cose frequentemente collimano.

 

Zach de la Rocha (voce dei Rage against the machine) e’ un comunista, Biagio Antonacci e’ un fascista (forse dei peggiori in circolazione).

 

Luis Sepulveda e’ tremendamente di sinistra, Vargas Llosa e’ mediocramente fascista.

 

Il gatto striato che al mattino attende pazientemente sulla muretta fuori dalla finestra di casa mia le leccornie che gli servo e’ un comunista, il gatto arancione che gli sta accanto e che si arrampica sempre sulla zanzariera per avere le leccornie prima e’ un fascista.

 

Io sono un comunista, Borghezio e’ niente.

 

P.S.

Avrete notato, non ho utilizzato i vocaboli destra e sinistra, ma fascista e comunista, perche’ le parole sono importanti.

Attendo copiosa discussione.

Vi prego, soprattutto a chi capita qui per caso, tipo gli anonimi che mi infestano, di essere  in accordo con tutto il commento di David, se cosi’ non fosse, lasciate perdere, non e’ un posto per voi questo.

 

P.S.2

le tre domande poste da Stefano sono perfette se trasportate nella vita di tutti i giorni, dentro al palazzo e’ tutto un altro dire e fare, ahinoi.

P.S.3

Lo so’ che e’ una domanda pesante, caro david, ma io sarei interessato a conoscere un tuo pensiero sul comunismo di PierPaolo Pasolini, se ti va’.

 

 

 

Una schifezza totale.

In Politica on marzo 3, 2015 at 8:54 am

Segnantevi queste sigle, cosi’ se le incontrate sapete dove sputare: Moises, Manifpourtousis, Age, Sidef.

C’ho messo un po’ di giorni, la notizia e’ di qualche tempo addietro, ma dovevo calmarmi.

Succede che il Sen. Giovanardi, sul quale ho terminato ogni logico pensiero almeno quindici anni fa’, inviti le associazioni omofobiche in commissione giustizia, mica a casa sua.

 

A parlare di che? Ovvio, della famiglia.

 

Riporto, testuale, le dichiarazioni dei referenti di tali odiosissime organizzazioni:

D.ssa Dina Nerozzi, psichiatra: “Va’ chiarito che cosa vuol dire “vincolo affettivo”, IO HO AFFETTO PER IL MIO CANE, ma che significa?”, e qui i due senatori primi relatori si alzano ( e vorrei vedere) e senza sputare in terra lasciano la commissione.

E’ solo l’inizio.

Federica Bonomi: “Temiamo che questa legge possa riconoscere non solo le unioni fra un uomo e una donna, ma anche UNIONI MULTIPLE o FRA SPECIE DIVERSE”.

Dott.Mario Binasco, tenetevi forte: “”Qualcuno pretende di negare la realtà e piegarla ad una regola astratta, con la stessa logica dei campi di concentramento, ma questo non é possibile.

Il riconoscimento della forma matrimoniale con altro nome, previsto dal ddl Cirinnà, tende a distruggere il riconoscimento e l’appoggio sociale ai legami umani, quelli che prendono in conto le differenze e il futuro, come sono i legami familiari originari.

Prevalgono istinti di morte.

L’ISIS NON E’ POI MOLTO DIVERSO”.

 

E fino a qui, la cronaca.

 

Poi c’e’ la ciliegina: Il Dott. Mario Binasco si presenta in commissione come “rappresentante della sezione italiana di Ecole Européenne de Psychanalyse”.

NON C’E’!!!!!!!!!

L’associazione di cui va’ asserendo il Binasco non esiste piu’ dal 2001.

 

Non solo si invitano delle benemerite teste di cazzo in un luogo istituzionale come la commissione Giustizia, ma si sbandierano pure cariche inesistenti, dei veri buffoni.

 

Come da norma, per una decina di beoti in audizione al Senato della repubblica, vi sono anche i loro seguaci.

Se fino ad ora non avete vomitato, leggeteveli qui: http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/01/28/news/italia-la-mappa-dell-intolleranza-1.196667