Il Blog

Le Liberatrici.

In Politica on aprile 23, 2015 at 8:33 am

Donne bellissime.

Carla era un’infermiera alquanto atipica, curava, cuciva, correva, rischiava.

Non era armata, come Tina, una sua compagna, che in bicicletta percorreva le stradine fra Treviso e Padova, per portare radio ricetrasmittenti, a continuo rischio cappio, e che un giorno decise di farsi dare un passaggio da un camion di nazisti, aggirandoli con la scusa di avere un sacco di libri pesanti dentro la valigia.

Nello stesso periodo Adriana riparava i ricercati dalla gestapo, e quando la banda koch la catturo’, questa donna bellissima fu’ “stesa su un letto di chiodi e battuta con un arnese che serviva per il camino, persi tutti i denti, mi spaccarono quasi tutte le costole, ma io non parlai, per otto giorni non parlai….ah, scordavo, mi strapparono anche tutti i capelli, ma io non parlai”.

Quelle che andavano sui monti si occupavano di tutto, quelle che restavano in citta’ si occupavano di tutto.

Ines, Gina e Livia restarono in citta’, e si inventarono la prima forma di resistenza pacifica; appena avevano il sentore che nel paese limitrofo le SS stavano rappresagliando, davano l’allarme, tutti gli uomini abbandonavano l’abitato, e loro, donne bellisssime, si schieravano di fronte alle loro case, tenendosi per mano, aspettando i tedeschi cantando le canzoni che di norma si sentivano nelle risaie. Tutte senza armi.

Paola lavorava al Comune, a stretto contatto con i fasci, e riusciva a far sparire centinaia di stati famiglia bollati come “di razza giudia”, alcuni li bruciava, altri li faceva falsificare, Fam. Goldstein diventava Fam. Bianchi, e cosi’ salvo’ migliaia di esseri umani facendoli transitare per i valichi svizzeri, salvo poi essere impiccata in pubblica piazza.

C’era Clorinda, combattente, che venne catturata, stuprata, azzannata dai cani della gestapo, torturata dal capo nazi, infine impiccata pure lei.

Alla fine di queste donne bellissime rimase poco o nulla, si contarono in circa diecimila le vittime deportate, torturate, seviziate e macellate come bovini, talune si salvarono, e a parte casi rarissimi (leggi Nilde Iotti e Tina Anselmi), tornarono a fare i lavori di casa fra le mura domestiche, continuarono a fare la vita di prima, lavare, cucinare, badare, crescere i figli, accudire il focolare, senza che nessuno dicesse loro grazie.

Su 70mila donne bellissime solo 18 furono insignite di medaglia al valore, e null’altro.

 

Dopo il 25 aprile vi furono le sfilate nelle citta’ liberate, prima gli alleati, poi i gruppi partigiani composti dagli uomini, in fondo alla parata le donne bellissime, solo alcune e non sempre, dato che persino il PCI all’epoca considerava scostumato far sfilare una donna che era stata sui monti con gli uomini, e le medesime venivano insultate dalle donne che non avevano mosso un dito, al grido di “puttane” quando andava bene, e questo comportamento ignobile fece si’ che le storie uniche e irripetibili di questo meraviglioso esercito di eroine finisse irrimediabilmente nel dimenticatoio.

 

Io non vi ho mai conosciute, care Compagne, ma vi avrei sposate tutte.

 

Mi sento come pervaso da un senso di latente colpevolezza, da uomo mi sento corresponsabile di questo abnorme insulto perpretato per decenni, vi porgo le mie scuse, per quanto possano servire, care donne bellissime.

 

“LE DONNE CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO NON HANNO MAI AVUTO BISOGNO DI “MOSTRARE” NULLA, SE NON LA LORO INTELLIGENZA”

Rita Levi Montalcini.

 

 

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  1. Grazie per questo post e buon 25 aprile a tutti i condomini! 😉

  2. Sono profondamente commosso per questo tuo post, bello, intenso, giusto. Talmente giusto da colmare una mia imperdonabile lacuna. Non che disconoscessi l’esistenza di donne partigiane, appunto la Iotti o la Anselmi le più conosciute, ma non l’avevo mai immaginata in questi termini, Lo confesso, incuriosito sono andato alla ricerca di altre storie ed ho scoperto una cosa ancora più sconvolgente. In un portale dedicato alla Resistenza italiana ho trovato questi dati, relativi alle donne partigiane che, se non ho capito male, operarono nel nord dell’Italia. Li voglio riproporre qua da te:

    Partigiane: 35.000
    Patriote: 20.000
    Gruppi di difesa: 70.000 iscritte
    Arrestate, torturate: 4.653
    Deportate: 2.750
    Commissarie di guerra: 512
    Medaglie d’oro: 16
    Medaglie d’argento: 17
    Fucilate o cadute in combattimento: 2.900

    Li ho trovati a questo indirizzo http://www.storiaxxisecolo.it/Resistenza/resistenzadonne.htm ed anche in quella pagina, Zac, si parla del mancato riconoscimento del valore delle donne nella lotta partigiana.

    Caro Zac, ti chiedo il permesso di poter condividere questo tuo post nel mio blog… non immagino modo migliore per ricordare la nostra Resistenza.

    Buon pomeriggio a te ed a tutto il condominio.

  3. Caro Zac,
    bellissimo post che ha commosso anche me. Al punto che stavo scrivendo un lunghissimo commento al post precedente, sono corso a vedere il tuo nuovo post e mi sono perso il mio commento. Pazienza. Quel discorso era ormai superato e questo è molto più importante adesso.
    Ma l’avete visto lo spottone per la Festa della Liberazione ordito dalla Presidenza del Consiglio? Vi consiglio di andarlo a guardare. È tutto sulle donne, apre con le donne partigiane ma dopo un attimo passa alle giocatrici di hockey, alle astronaute, ecc. Uno che sia un attimo sprovveduto non riesce nemmeno a capire che il soggetto è la Liberazione dal nazifascismo. Sembra uno spot ideato da Crozza per prendere per il culo Renzi. Stavolta, il bulletto l’ha preceduto. Come Viperetta, Renzi a volte riesce ad essere più Crozza di Crozza.
    Caro Carlo,
    ammiro la tua pazienza e la tua costanza nell’intervenire nel blog di Speradisole. Ammiro sul serio, perché è giusto farlo ma io non ne trovo la forza. Quando l’ho fatto, ho semplicemente chiesto a Spera se c’era o ci faceva. Domanda legittima, ritengo, dopo aver letto il suo plauso sconsiderato a Tavecchio. Continuo a pormi sinceramente la domanda, ma lei si è offesa e io non intervengo più.
    Per inciso, ho visto che nel tuo ultimo intervento su quel blog hai detto che non vedi niente di socialista nell’operato di Renzi. Anche tu sei stato preceduto dallo stesso Renzi. Forse non lo avrai notato, ma Renzi ha detto pubblicamente a Obama (anche se forse l’audio è stato carpito e il bulletto non credeva di essere ascoltato) che vorrebbe cambiare il nome del Partito Socialista Europeo in Partito Democratico Europeo.
    Comunque, il 27 capiremo che fine farà Renzi. I numeri per far applicare quella legge elettorale antidemocratica che si chiama Italicum, Renzi non ce li ha. Se verrà soccorso in extremis dai soliti che non vogliono perdere la poltrona, ognuno ne potrà trarre le conseguenze.
    Personalmente, dopo aver visto di nuovo Berlusconi in assetto pre elettorale e quasi candidabile, mi sono fatto l’idea che ormai Renzi può farsi da parte. Ha distrutto un partito già nato male, ha seminato tutta la confusione possibile e immaginabile, ha fatto tutti i danni alla Costituzione che poteva fare in un lasso di tempo così breve, ci ha lasciati senza casa e senza storia, direi che onestamente non gli si poteva chiedere di più.
    Voglio infine dire qualcosa anche a Stefano. Smettila, se puoi, di invocare sempre una misteriosa obiettività che non esiste. Siamo tutti esseri pensanti e pensiamo qualcosa. Se non hai le tue idee, o hai paura di averle, è un problema tuo. In questo condominio siamo di sinistra, con vari e necessari distinguo, e ognuno di noi dice ciò che pensa. Siamo faziosi, come dici tu, ma siamo onesti e non abbiamo fette di salame sugli occhi. Se qualcuno di sinistra razzola male, qui non siamo mai teneri. Anche perché ci fa incazzare di più uno di sinistra che non si comporta come dovrebbe piuttosto che uno di destra che si comporta come deve.
    Qui ognuno ha i suoi valori e nessuno smette di ricordarli, elaborarli, discuterli. Tu ti rifugi spesso nella teoria degli opposti estremismi. Ma siccome non sei Andreotti, non sei la CIA e non credo che tu sia attrezzato per tentare un Colpo di Stato, metti via ‘sta menata una volta per tutte. Puoi pensarla come ti pare, possiamo parlare di quello che ti pare, ma non ti creare alibi e cerca di essere te stesso, bello o brutto che tu sia.
    Buona serata a tutti
    David

  4. siete voi che mi commuovete.
    certo chepuoi carlo, e’un piacere.

  5. Ciao Zac
    questo è un post da leggere a braccia aperte, un post che dovrebbe fare riflettere molti che continuano a dire si i partigiani ci hanno liberato ma… quel ma andrebbe tolto punto e basta, sono stufo di sentire parlare gente che ora è libero grazie al sacrificio di quelle persone che hanno dato la loro vita.. grazie a queste donne troppo spesso dimenticate
    Hasta

  6. Caro Zac,
    mio padre mi diceva sempre che avevo le lacrime in tasca: aveva ragione!

    Ho un gruppo di amici su Google+ ai quali non posso non far leggere questo tuo stupendo post.

    Un caro saluto a te ed a tutto il Condominio. robi

  7. Caro Zac,
    quando l’ho riletto sono rimasto senza fiato.
    pensavo…che da quando fai il coltivatore diretto scrivi sempre meglio.
    Buonanotte
    David

  8. L’ho letto due volte e so che lo leggerò ancora, un’Ode a quelle Anime che ci hanno indicato la strada per la libertà.
    Credo che dal mondo del NON SO DOVE stiano sorridendo di piacere nel constatare che non tutti si sono scordati che loro ci sono state e in che modo ci sono state.
    Grazie per questa lirica Zac, buona festa di liberazione a tutto il condominio.
    Hasta Compagni.
    Tina

  9. I miei ricordi della resistenza sono legati ai racconti della mia infanzia nell’immediato dopoguerra. Erano le “favole” raccontate nei pomeriggi “tra donne”, con le lenzuola da piegare, le calze da rammendare, i grambiulini da ricavare da vecchi vestiti o camicie. Le donne hanno sempre avuto un ruolo importante nelle difficoltà perchè la sottovalutazione delle loro capacità le rendeva più adatte alle mansioni di comunicazione e di approvvigionamento. Ho raccontato una storia, forse un po’ romanzata dal ricordo nato nell’infanzia, e piuttosto lunga per cui riporto il link ( http://soloanna.blogspot.it/2014/01/per-non-dimenticare.html ).
    Ma il ricordo più bello sono gli occhi di mia madre quando raccontava le sue avventure alla ricerca di cibo per fare una sorpresa al suo “amore” che studiava, a rischio d’essere “mitragliata” mentre andava in bicicletta. Erano tempi bui, ma c’era più forza nelle idee di ora.
    Anna

  10. Molto bella la tua Anita, e molto bello il tuo racconto. Quello di quest’anno è stato un 25 Aprile memorabile, dopo decenni di revisionismo e di oblio. Continuiamo così e i fascisti vecchi e nuovi non passeranno.
    Un abbraccio
    David

  11. Vengo or ora dall’aver letto un tuo commento da me. Poi sono passato dalla nostra amica di blogsfera ed ho letto ancora. Tu non sei il portiere di questo condominio! Sei il caterpillar di questa bellissima e non comune unione di condomini!!

    Ciao Zac, buona giornata.

  12. Caro Carlo, troppo buono.

    Hasta
    Zac

  13. C’e’ un coglione, tale belfagor, ip79.47.233.15, che si diletta a pigiare le zampe sulla tastiera e per qualche misterioso artefatto viene qui a spaccare il cazzo.
    Da mie ricerche pare essere di bari o giu di li’, se vi va’ cercatelo a fatemi sapere se lo trovate visibile, cosi’ poi mi diverto.

    Va’ da se’ che prima o poi ti becchero’, bastardissimo, allora vedremo.

    Stammi malisssimo, e se non comprendi l’augurio cerca Thomas Hodgkin .

    Zac

  14. Per Zac
    Ho trovato in un sito fb (“Questa era proprio squallida”) un augurio bellissimo : ” Ti auguro tosse e diarrea insieme”. Forse te ne puoi servire!

  15. Caro Stefano,
    i morti sono tutti uguali, le idee no. Se la festa che celebra la fine del nazifascismo non è sentita da tutti, chi non la sente sta semplicemente dall’altra parte. Se uno sta dall’altra parte perché ha pianto dei morti, io rispetto il suo dolore ma non smetto per questo di combattere le sue idee.
    Buona serata anche a te
    David

  16. Caro Stefano,
    non ti preoccupare, le domande sono sacrosante e non finiscono mai. Se giudichi male certi partigiani non sei revisionista.
    Dopo l’8 settembre, partigiani come se piovesse. E più tardi, anche molti repubblichini sono diventati partigiani all’ultimo momento. I partigiani cattolici e liberali, e soprattutto i fascisti diventati partigiani da un giorno all’altro, hanno consegnato l’Italia agli americani accettando di far parte di un esercito clandestino denominato Stay Behind (in Italia si chiamava Gladio) che ha tentato per decenni di mettere a segno un colpo di Stato e ha comunque messo bombe e fatto stragi per alimentare la strategia della tensione.
    Nel 2015, siamo ancora allo stesso punto. L’Italia non è un paese sovrano e la sua classe politica è corrotta, sempre più corrotta, da allora. A quanto pare, però, agli italiani piace così. Avremo presto la legge elettorale più dittatoriale d’Europa, ci ritroveremo imprigionati in un presidenzialismo subdolo e rinunceremo per sempre a diventare democratici, anche perché abbiamo sempre fatto confusione tra anarchia e democrazia.
    Evidentemente, non siamo fatti per la democrazia. Se non avessimo avuto anche la famiglia reale più impresentabile d’Europa, forse saremmo ancora monarchici, e forse sarebbe persino un bene.
    Tutto si può discutere, non esistono tabù. Basta mettersi d’accordo su cos’e’ la giustizia, cos’e’ l’onesta’, cos’e’ la lealtà, cos’e’ la solidarietà, cos’e’ la coerenza, cosa sono i diritti e cosa sono i doveri.
    Una volta che si condividono questi valori, si può e si deve mettere in discussione qualunque cosa.
    Buonanotte
    David

  17. Caro Stefano,
    invochi l’obiettività del calciatore ma abbracci la faziosità del tifoso?
    I 101 (ma pare fossero 120, secondo le stime di Prodi) che in segreto votano contro il proprio candidato alla Presidenza della Repubblica come vuoi chiamarli, se non oggettivamente traditori?
    I 38 che votano palesemente contro una legge elettorale liberticida, rischiando di perdere la poltrona in Parlamento (se non passa, si va alle elezioni) e la carriera politica nel PD, ti sembrano forse uguali?
    Chi sono gli opportunisti, i primi o i secondi?
    Il guaio è che sono stati soltanto 38, quelli più in vista, quelli che ci hanno “messo la faccia”. Gli altri sono rientrati nei ranghi. Per non perdere la poltrona.
    Quanto al premio elettorale, sei male informato. Alle ultime elezioni, il PD di Bersani ha ottenuto il premio elettorale grazie a SEL. Poi è arrivato il golpista Renzi e ha rifilato un calcio nel sedere a SEL, decidendo tutto da solo senza nemmeno informare SEL.
    Questo comportamento ha suscitato non polemiche, ma una vera e propria guerra all’interno della sinistra. Non capisco come tu abbia fatto a non accorgertene.
    Ti auguro una buona giornata
    David

  18. Ciao Stefano.

    Entro nella riflessione che stai proponendo perché credo d’aver capito dove stai andando a parare! Lo faccio partendo dalla tua affermazione fatta più sopra: “l’obiettività esiste”! Hai affermato questo perché David, invece, ti ha invitato a fare il contrario scrivendo “Smettila, se puoi, di invocare sempre una misteriosa obiettività che non esiste”.

    Tu affermi che l’obiettività esiste. E dimmi, tu l’hai trovata, ti senti e/o conosci qualcuno che puoi definire obiettivo? Ti chiedo questo perché essere “obiettivi” è un esercizio per nulla facile e ti dico perché.

    Leggo da wikidizionario che l’obiettività è la “capacità di eliminare la soggettività di chi osserva, arrivando a depurare l’attività conoscitiva dai fardelli della morale, dell’arte e dell’ideologia, assumendo che i criteri adottati per raggiungere la conoscenza sono indipendenti da qualsivoglia preconcetto ideologico”.

    Ti rendi conto cosa significhi ciò? E’ una capacità non facile da conquistare. Possiamo, presuntuosamente, pensare di perseguire l’obiettività! Ma definirci o considerarci obiettivi, è altra storia.

    Nel fare le tue domande, sei sicuro che ti sei spogliato “… della tua soggettività, dei fardelli morali e ideologici e da preconcetti…”???? Nell’esprimere le tue riflessioni, sei sicuro di essere “obiettivo”

    E se mi rispondi “no”, perché pensi che lo debbano fare i tuoi interlocutori?

    Un breve intervento sulla storia dei 101/38: Stai sbagliando a considerare i due gruppi di parlamentari allo stesso modo. (secondo il mio modo di vedere che non credo debba essere necessariamente obiettivo… ma neanche fazioso).

    I 101 fotterono un candidato, Romano Prodi, per la Presidenza della Repubblica. Candidato acclamato per ovazione nel corso della riunione al cinema Capranica (di fianco alla Camera) di tutti i parlamentari Pd (e mettici, comunque, largamente gradito anche alla base elettorale PD). Alla riunione acclamarono poi, in aula, favoriti dall’anonimato del voto segreto, silurarono. Siluranono per beghe interne al Pd che nulla c’entravano con tutto il resto e neanche con il volere degli elettori Pd. Quindi, per uno di sinistra come me, “Traditori”.

    I 38 di ieri, invece, hanno coerentemente (e per nulla anonimamente) votato contro una legge elettorale da sempre avversata da quella che è definita minoranza Dem e anche da una parte dell’elettorato Pd. Quindi, per uno come me che avversa sta legge elettorale e pure Renzi, “eroi”. Pochi, purtroppo, perché nella minoranza di cui sopra c’è, purtroppo, parecchia merda.

    Di quali patti di fiducia vai parlando che sarebbero stati traditi?

  19. Cari condomini,
    registriamo oggi un notevole balzo in avanti della disoccupazione alla faccia dei mirabolanti risultati promessi da Renzi con il Job’s Act. Qualche commento, Spera?
    “Il mussolinismo è un risultato assai più grave del fascismo stesso perché ha confermato nel popolo l’abito cortigiano, lo scarso senso della propria responsabilità, il vezzo di attendere dal duce, dal domatore, dal deus ex machina la propria salvezza”. Piero Gobetti.
    Buona giornata
    David

  20. Ciao ancora, Stefano

    che tu non sia “obiettivo” è scontato, come non lo siamo noi del “condominio”. La mia era una domanda retorica. Io chiedevo se l’hai trovata in qualcuno. Ti dico la mia, basata sulla mia esperienza: dubito fortemente.

    Ciò che tu cerchi, quindi sbagli termine, non è l’obiettività ma il compromesso, cosa buona e giusta se ci riteniamo “democratici”. Il compromesso, pratica che la politica dovrebbe tenere in maggior considerazione, soprattutto quella attuale. Compromesso che il ventennio berlusconiano ha ampiamente ignorato. Il compromesso: tra la mia idea e la tua, troviamo una terza idea che soddisfi tutti e due.

    Scusami se insisto: nella questione dei 101/38 una parte dell’elettorato ha definito gli uni traditori e gli altri eroi mentre un’altra parte dell’elettorato ha fatto il contrario.

    E’ una questione di opinioni.

    Dovremmo, invece, entrare nel merito. Il merito è che il parlamentare, nell’esercizio delle sue funzioni, è libero dal vincolo di partito. Questo io credo e pretendo. Il parlamentare, quando entra nel Parlamento, rappresenta tutto il Paese e non il suo partito ed i suoi elettori. Chi afferma il contrario, invece, dice una mostruosità.

    Stabilito questo, i 101 non hanno seguito né il vincolo di partito né quello parlamentare. Meno prosaicamente si sono fatti i cazzi loro, per beghe interne al Pd. Hanno tradito il loro mandato, peraltro facilitato dal fatto che era in linea con l’indirizzo del partito.

    I 38, invece, esercitando la loro funzione di parlamentari, si sono opposti alla riforma elettorale voluta dal Pd. Conseguentemente e con coerenza, hanno votato in tal senso e non hanno seguito il vincolo di partito. Traditori sono quelli che pur avendo avversato questa riforma, si sono poi piegati al vincolo di partito.

    Infine, per riprendere ciò che disse Tina, ti ricordo che la “politica” è una questione molto più complessa delle nostre discussioni e, talvolta, un politico deve prendere decisioni che possono sembrare “non in linea” con il mandato di chi l’ha eletto.

    Non in linea con il tuo mandato elettorale ma, magari, attese e gradite per tanti altri che non lo hanno eletto.

    E torniamo al “compromesso”, necessario per governare bene tutto il Paese e non solo chi mi ha eletto. Democrazia.

  21. Visto che ci siamo quasi… buon primo maggio a tutto il condominio! Con l’augurio che il lavoratore ed il lavoro tornino al centro di questa nostro pessima società.

  22. facevo un giretto nel mio passato di “pubblicista” e ho trovato quest’articolo che ho scritto per “Fatti e Opinioni” un settimanale on line, la data è 25/09/2006. Sembra oggi!:
    LA RAGIONE SENZA FEDE
    • “Conquisteremo Roma come promesso dal Profeta”:
    • “Diciamo al servo dei crociati: aspettatevi la sconfitta….”
    Ed i giornali titolano : “Guerra Santa fino alla vittoria….”
    Per me son tutti matti!!
    Ho letto il discorso del Papa, ho letto i commenti, ho ascoltato i commentatori, e sono sommersa da un mare di pareri, che vanno dal condivisibile all’idiota, dal quale posso emergere solo con l’uso della ragione.
    Esatto, quella stessa Ragione che viene citata dal Pontefice nell’intento di esortare alla pace, mi conduce su di una strada diversa da quelle battute in questi giorni.
    Parto dal concetto che non me ne importa niente se il Papa sia o meno nel giusto, o se sia stato corretto o meno fare una citazione magistrale, accettabile se nelle vesti di docente, ma inaccettabile in quelle di Pontefice, e focalizzo la mia attenzione sul berciare irritante di quei fomentatori d’odio che sfruttano l’ignoranza, e la conseguente credulità delle masse, per raggiungere il “potere”, per innalzarsi agli onori della supremazia.
    Miserrimi figuri! Nulla importa loro del Dio che invocano! Nulla importa delle vite che mettono a repentaglio, anzi, gioiscono del furore sacrificale delle menti aberrate dalla loro incoscienza, alzando in mano la spada della giustizia, dell’onore, della vendetta!
    Nessuno di coloro che urlando invocano l’offesa, si rende minimamente conto che innesca un meccanismo chiamato “a specchio”, cioè di reazione uguale e contraria in chiunque li senta.
    Ho sempre detto e scritto che, fondamento imperante del mio essere è il senso di giustizia ed il rispetto per qualunque pensiero altrui, ma ora, davanti a quanto sento e vedo, è proprio il mio imperativo di equità che mi porta a respingere quest’intromissione, esageratamente ossessiva, nel contesto di una dottrina filosofica altrui, con il risultato di diventare irrazionalmente “razzista” nei confronti di chiunque sia, ai miei occhi, appartenente alla comunità berciante.
    Tu Ragione dove sei andata!
    Tu Orgoglio della Conoscenza perché risulti Imperante!
    “Offesa” Urlano! Offesa per le parole, Offesa per l’interpretazione delle parole! Offesa per il vento, per l’aria del fiato, per il fetore della menzogna di chi, sapendo quello che fa, arringa le folle che non sanno quello che fanno!
    Allora calpestiamo l’orgoglio pur di placare gli animi, usiamo parole pacate, ma la convinzione nel pensiero rimane : Maledetti Tutti Coloro Che Usano Gli Altri Per i Propri Scopi!| Che La Morte Che Invocano Ricada Su Di Loro e La Vittoria Che Auspicano Sia Solo Per Coloro Che Usano La Ragione ed Il Cuore.!

  23. Cara Anna, eccelso pampleth, “miserrimi figuri” e’ davvero notevole.

    Hasta
    Zac

  24. Soluzione A, caro Stefano, e’ che mi sono veramente girate..

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