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Lo Scempio.

In Politica on maggio 26, 2015 at 7:55 am

Il 15 settembre 2014 arriva una circolare ministeriale  a tutte le scuole italiane, pubbliche e private.

Si anticipano al corpo docente i punti principali dello scempio “la buona scuola”.

Il ministero apre un sito in rete dove far pervenire proposte, discussioni, insomma, un forum. A fronte di 1milione200mila insegnanti, dopo due mesi, 19mila fra genitori, studenti e insegnanti lasciano un segno, l’1,58%.

Di TUTTE le opinioni arrivate, si contano in numero ZERO quelle recepite dall’esecutive, ZERO, un’illusione.

Lo scempio ricalca la politica scolastica della Tatcher e di Reagan, il neoliberismo spinto.

Lo scempio e’ stato “pensato” da un pool composto da il ministro (mai insegnato un’ora in vita), due sottosegretari (idem) e un imprenditore (idem). Quattro persone che non essendo mai entrati in un aula per insegnare, buttano giu lo scempio.

Di base prevede che i dirigenti scolastici siano i capi assoluti degli istituti, che diventeranno “territoriali”, con graduatorie “territoriali”, e l’apice di questa piramide verra’ ricoperta dal preside. I dirigenti scolastici per l’80% sono laureati in matematica, come cazzo possono valutare un insegnante d’arte? semplice, non facciamo arte. E sapete da dove esce la stragrande maggioranza di loro? dal concorso del 2012, quasi tutti.

Il preside.

Taluni soloni vanno farneticando che negli USA e in Regno Unito e’ cosi’, il preside comanda, pero’ omettono che negli stati in questione, quando un preside sbaglia va’ a casa, norma assolutamente evitata dallo scempio “la buona scuola”.

La “chiamata diretta”, praticamente la paraculata di stato. Un preside chiama un insegnante, che giudica bravo e capace, e che magari, non sarebbe poi assurdo, che la pensi in linea con lui (ricordo che “nepotismo” e’ una parola che non si traduce in altre lingue, perche’ non e’ concepita negli altri idiomi).

Adesso viene il bello:  dopo un anno di insegnamento il prescelto viene valutato, per decidere se tenerlo o meno, per decidere se aumentargli lo stipendio, e il compito di tale decisione e’ assegnato a una commissione composta dal preside medesimo, 1 insegnante, 2 genitori e 1 studente. Avete letto bene: 1 studente.

Gli emolumenti dell’insegnante verranno sanciti da un giudizio di uno studente, se ne’ deduce che in questo onestissimo e illibato paese sara’ interessante andare a vedere i voti che otterra’ lo studente in oggetto… che neanche il duo Reagan Tatcher era arrivato a tanto.

Non tratto in questo post l’oramai annosa questione degli scatti di anzianita’, basta sapere che da 15 anni non vengono sfiorati, e lo scempio se ne’ guarda bene.

Al sud e nelle periferie borderline sono preoccupatissimi. Qui in zona (nordest) non si contano i mecenati (mi piace ancora chiamarli cosi’) che magari non hanno neppure i loro figli in quell’istituto, ma che devolvono donazioni per un nuovo laboratorio o per una nuova palestra. Al sud, e’ purtroppo troppo facile prevederlo, la lunga mano delle mafie riuscira’ (mi ci gioco le palle) ad entrare nelle scuole, abbiamo appena scoperto il riciclaggio scolastico.

Segnalo pure ste prove INVALSI, dove si defenestra l’istruzione per dare sfogo ai quiz, i test sono concepiti come le domande che ti facevano a scuola guida, devi mettere le X sulla risposta esatta, un’aberrita’.

L’istituto per la valutazione statistica, l’Invalsi per l’appunto, si e’ sempre occupato di stabilire, ad esempio, quale fosse l’ateneo piu’ in gamba dello stivale tramite i loro test, tipo una volta l’anno, per puro dato statistico e non competitivo, mica per promuovere o bocciare.

Ah, l’Invalsi e’ una struttura privata facente capo alla fondazione G.Agnelli, cosi’ ci si fa’ un’idea di chi elabora i test e poi se li vede riconsegnare, corretti e valutati dal docente, e successivamente emettere regolare fattura per l’immane lavoro svolto.

Gli studenti l’han capito prima, lo scempio e’ fortemente spostato verso la competizione, ma la scuola NON e’ COMPETIZIONE, santocielo!!!, lo comprende anche un organismo monocellulare.

 

Vedremo competere gli alunni fra di loro, e i loro padri pure, come gia’ succede nei campi sportivi al sabato mattina. Una classe delle medie ha di norma due alunni con problemi (spesso forme di autismo) e quattro alunni extracomunitari, i quali saranno per forza esclusi dalla competizione, perche’ il nostro sistema scolastico, che ci invidia mezzo mondo, si fonda sull’inclusione, non sulla gara.

I ragazzi non vogliono competere, vogliono solo l’uguale diritto allo studio.

La costituzione recita: L’arte e la scienza sono liberi e indipendenti.

Sia per il genio, sia per lo stupido, aggiungo io.

Aumentera’ a dismisura la baronia, il vero cancro del sistema scuola.

I presidi tenderanno a non bocciare, un alunno costa 6mila euro allo stato.

 

Noi italiani siamo figli diretti della tragedia greca e del diritto romano, siamo da sempre un popolo di eclettici che poi relativizzano, non di settoriali, a un anglosassone insegni una specialita’, di norma egli la apprende bene, ma poi non chiedergliene un’altra, sprofonderebbe; noi siamo antropologicamente diversi, popolo di scopritori, di artisti, di lavoratori nei campi piu’ disparati, persino di menefreghisti, non possiamo e non vogliamo diventare inglesi o tedeschi. O perlomeno, non lo voglio io. I test invalsi dimostrano proprio questo concetto, l’intelligenza binaria, i si’ e i no.

 

Personalmente, e qui esco dal seminato dello scempio, ho conosciuto molti insegnanti bravissimi, davvero delle eccellenze che pero’ vivono nel precariato, e i loro alunni, a distanza di anni, li ringraziano ancora per essere stati i loro fruenti di cultura.

Sono tutti insegnanti che litigavano con il preside, che litigano con il preside, e che con ogni probabilita’ non ci litigheranno piu’.

Senza di loro io non sarei cosi’.

 

Putroppo non me la sento di dire che anche i miei nipoti avranno la fortuna di avere un professore come Roberto, uno di quelli bravi, uno di quelli “spostati”, un’enciclopedia vivente, uno che si e’ sentito dire dai propri alunni:

“Professore, noi vogliamo che lei diventi il preside di questa scuola”

E lui, serafico, ha risposto.

“No, perche’ non voglio che voi cresciate per emulare me, non voglio che la mia visione del mondo sia per decreto la vostra, sarebbe un peccato capitale”.

Ecco, caro Robi, per me la scuola sei tu.

Ti ringrazio.

 

 

 

 

Era un Gransoporro.

In Politica on maggio 19, 2015 at 10:23 am

A sinistra c’e’ una distesa infinita, uno spazio che si e’ andato popolandosi negli ultimi due anni, non appena i compagni dello stivale intero hanno annusato dove andava a parare l’attuale premier.

Jobs Act: Sacconi esulta

Art 18: Brunetta esulta

La Scuola Buona (su questo dedichero’ un post  a parte) : Alfano esulta

Sblocca Italia: Lupi esulta

Prescrizione accorciata per i reati contro la PA: Paniz esulta.

 

Ora, a fronte di queste immense distese a sinistra, dove dovrebbero confluire tutti coloro che hanno amato il Che e Ingrao, nel post precedente sono comparsi tre commenti interessanti, di Anna, di Carlo e di David, che auspicano, in qualche modo, la diffusione del sistema pentastellato, non del movimento, del sistema.

Mi spiace, mi spiace davvero, ma avete preso un granchio, un GRANSOPORRO.

 

Cominciamo con quello che dicono di aver fatto, solo loro eh.

1) Taglio degli stipendi.

A parte il fatto che se sei uno bravo e capace, e ad esempio sei presidente della commissione RAI (on. Fico), ti do’ una carrettata di soldi, se sei bravo, capace e competente, viceversa anche lo stipendio decurtato e’ un furto in chiesa.

Che poi tu sia anche stato eletto con 150!! preferenze in rete e poi piazzato in lista blindata, allora il furto diventa rapina.

Da 70 anni i deputati del PCI sino a quelli del PD si “tagliano” lo stipendio, lasciandone circa la meta’ al partito.

Ma dove finiscono gli euro di questi novelli gesucristi?

Dicono, da prendere con le pinze, che vanno al fondo per le PMI, Piccole Medie Imprese.

Piccola impresa: dai 50 addetti in su’, dai 10milioni di euro di fatturato in su’.

Media impresa: dai 250 addetti in su’, dai 50milioni di euro di fatturato in su’.

Tutte le altre al di sotto di questi range, che compongono l’80% del tessuto industriale italiano, NON SONO PICCOLE o MEDIE, che cosi’ cominciamo a svelare le bufale, sono artigianali, a loro nulla, ma i grillini non specificano. E ho pure fatto un conto, l’intero ammontare degli emolumenti “tagliati”, sempre a sentire loro, dati alle PMI, non incidono neppure per lo 0,1% sul fatturato delle medesime, meglio se li devolvono alla Caritas, seconda buffonata.

Aggiungo, per la precisione, che le PMI vengono sovvenzionate dal ministero dello sviluppo economico, se ne’ evince che i denari dei grillini vengono amministrati dal ministro Federica Guidi, volenti o nolenti, terza buffonata.

 

2) La rete.

La rete per i grillini e’ come il santo Graal per Hitler o l’Oracolo di Delfi per Agamennone, imprescindibile.

Cosi’ essenziale che a momenti, con poche decine di migliaia di voti on line, rischiavamo la Gabbanelli al Quirinale. E la chiamano democrazia dal basso (anche qui, analfabeti, quando mai si e’ vista una democrazia dall’alto o di lato).

E cosi’ per tutte le altre situazioni, dalle espulsioni ai voti da esprimere in aula (come votate? non sappiamo, dobbiamo attendere il voto in rete, ridicoli), sino a grilloleaks.

Ci sono siti specializzati e legali in tutto il pianeta: io ti pago e tu mi fornisci 10mila, 100mila commenti e/o like che mi stiano bene, inventati, che a sto punto erano meglio i “pianisti” in aula. Non e’ peraltro un mistero che almeno la meta’ dei follower su faccialibro di Renzi siano dei fake.

Un po’ come i future sul petrolio.

E io mi dovrei fidare delle loro “consultazioni”? Io ho un’altra e ben piu’ ampia concezione di democrazia, e per averla ho passato decenni a leggere e studiare.

Solo il Direttivo non e’ stato votato in rete, quello no, quello tira le corde ai pupazzi, quello l’hanno nominato Grillo e Casaleggio.

 

3) Le competenze: immagino non vi siate scordati i loro primi due capigruppo di Camera e Senato, che cambiano ogni bimestre, come le bollette di luce e gas, neanche il tempo di imparare il mestiere, (ah, scordavo, cara Anna, se ne’ espello 60 dall’aula con motivazioni piu’ che condivisibili, cosa c’entra l’assioma con la mancata espulsione di quello che ha dato della prostituta? andava espulso anche lui e punto).

Si chiamano Crimi e Lombardi.

Il primo era un impiegato alle poste, la seconda un’arredatrice.

Il Crimi siede in Commissione Affari Costituzionali, l’organo piu’ importante dell’intero sistema paese per definire le regole civili, dove siede un impiegato postale, un filosofo pareva troppo, cazzo, ce l’avrete un filosofo o un costituzionalista fra le milionate di voti che avete preso, schiaffateci lui, cazzo.

La seconda, la Lombardi, avevo giurato di non scrivere mai piu’ il suo nome, dopo questa:

“Prima di degenerare il fascismo aveva un alto senso dello Stato. Il fascismo aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello Stato e la tutela della famiglia”.

Sono cosi’, cari Carlo, Anna e David, sono esattamente cosi’, incompetenti con strascichi fascistoidi, ne’ piu’ ne’ meno, da far invidia alla Gelmini.

Anche questi due eletti con qualche centinaio di voti in rete.

Come mettere Stevie Wonder a dirigere il traffico a Manhattan.

 

4) La proposta.

Ormai ogni volta che parla un grillino si ascoltano sempre le stesse parole.

Reddito di cittadinanza.

Bufala clamorosa.

Informo lor lettori che Maroni (quello della lega, si’, proprio lui) dichiara che da giugno in Lombardia il reddito di cittadinanza sara’ garantito ed effettivo. Maroni e’ uno che conosce la legge, e da svariati lustri OGNI governatore di regione ha questa possibilita’ legata al bilancio della sanita’.

Ma la chicca ce la fornisce Di Battista, uno contro, un puro:

“Prenderemo i soldi per il reddito di cittadinanza dalla lotta alla corruzione e dal taglio ai vitalizi.” Risate grasse.

La lotta alla corruzione veniva elevata a dramma nazionale dall’allora ministro Gava…

I vitalizi, grandioso, anche qui, calcolatrice alla mano, se ne’ ricavano qualche decina di euro pro capite se va’ di lusso. Neppure l’abc della matematica.

Non e’ tutto, la proposta depositata dai grillini in commissione cita cosi’: reddito garantito, ma se rifiuti tre lavori perdi il diritto.

All’improvviso, i grillini scoprono almeno 12 milioni di posti di lavoro vacanti in tutto lostivale. Il nano si era fermato a 1. Quarta superbufala.

 

Poi, cosucce che ogni persona di sinistra denigrerebbe all’istante, ma loro, dato che sono infarciti di ex viagrini e diversi fasci, le propongono, tutte per iscritto e depositate, che qui non si scherza:

stop all’immigrazione clandestina, fuori all’istante dall’euro, revisione del trattato di Schengen, chiudere le banche, non pagare equitalia, solo una rete alla Rai.

Zero proposte su temi etici e patrimoniale.

la politica, in tutto il pianeta esclusa la Corea del Nord e l’ex Birmania attuale Myammar, e’ l’arte del compromesso, e io ne’ sono profondamente convinto, viceversa sarei un parlamentare.

Dicono NO da sempre. Dal primo giorno in aula.

L’unico che ha tentato un approccio costruttivo e’ stato Pippo, poi apostrofato con l’epiteto “cane da riporto”, solo per aver osato dialogare.

 

Concludo:

Qualcuno ha controllato come funziona l’inceneritore di Parma?

hanno vinto solo per quello, e gia’ prima il Pizzarotti sapeva che sarebbe REGOLARMENTE entrato in funzione. C’ha provato, che tenero, ma non e’ bastato il taglio del proprio stipendio per le penali che avrebbe dovuto sorbirsi, neppure se fosse stato sindaco per 250 legislature.

cari Anna, Carlo e David, per produrre tante e tali idee senza alcun fondamento tecnico legislativo sono sufficenti 5 bambini di 12 anni durante un festino di compleanno. Oppure Superman.

 

Era un GRANSOPORRO, innocuo se lo sai prendere.

 

P.S. 1

Per come la intendo io, la carriera politica di chiunque, come succede spesso in tutti gli altri mestieri, dovrebbe essere cosi’ temporizzata:

consigliere comunale o sindaco

consigliere provinciale o presidente di provincia

consigliere regionale o governatore

deputato

ministro

primo ministro.

Il salto sesto non lo comprendo, faccio gia fatica con quello triplo nell’atletica.

 

P.S.2

Gradirei, da chi lo sa’, un’altra risposta (che ho gia chiesto sull’inceneritore):

vorrei conoscere almeno una legge, provinciale, regionale o nazionale, proposta, passata e pubblicata sulla gazzetta ufficiale dai pentastellati negli ultimi due anni.

Poi ne’ riparliamo.

 

 

 

 

 

 

7:Popolo eletto dal Signore.

In Politica on maggio 12, 2015 at 8:47 am

L’Espresso dedica un articolo a una nefandezza, una di quelle piu’ fastidiose.

Riassumo per punti:

1) Un ministro della Repubblica commette un reato, un qualsiasi reato.

2)Dopo un po’ un magistrato lo viene a scoprire, partono le indagini? No, aspetta, troppo presto.

3) Si richiede il benestare alla Camera o al Senato, ma solo se il ministro e’ anche onorevole; se non lo e’, allora Tribunale dei ministri (sul quale tornero’ pochi punti piyu’ avanti).

4) Ogni atto investigativo va’ trasmesso agli indagati subito, all’istante, quando la legge impone, per Tutti i cittadini italiani, sei mesi di assoluta segretezza.

5) La NON autorizzazione comporta anche tutta la filiera di faccendieri e imprenditori che sono nell’inchiesta, se le camere votano NO, il Mariuolo Chiesa di turno ne’ esce illibato.

6) Favoloso: “Quando una procura scopre un ipotetico reato ministeriale si procede con “omessa ogni indagine” e “immediata comunicazione””. Sta proprio scritto cosi’, madonna santa.

7) Ma dove andranno a finire i gia’ pochi faldoni?

La’.

Al TRIBUNALE dei MINISTRI.

Una sciccheria dell’allora legislatore.

Pareva troppo mettere un ministro a giudicare un suo pari, cosi’ si e’ pensata la genialata: estraggo a sorte TRE magistrati di altra procura, non faccio leggere un cazzo delle carte gia’ bruciate, l’indagine riparte da zero (nel mentre , a spanne, dall’inizio di questo elenco, sara’ passato oltre un anno).

E non e’ tutto.

I TRE fortunelli (che se io fossi uno di loro andrei fino a Chestokova per evitare di essere estratto) hanno 90 giorni per portare a termine l’intera inchiesta, piu’ altri 60 se sono lenti, senza carte processuali, uno sballo!!!!

8) Tecnicamente, i procedimenti finiscono in prescrizione.

9) Il legislatore: la legge e’ costituzionale, del 1989, governo Ciriaco De Mita, neo renziano di Nusco, un giovine ottantasettenne.

 

Conclusioni:

Con questa rapida procedura sono TRE i ministri che sono stati giudicati colpevoli negli ultimi 26 anni, fan quasi tenerezza:

Tanassi, Nicolazzi, De Lorenzo. I piu’ giovani non ricorderanno, ma vi’ garantisco che fra un Tanassi e un Galan non c’e’ partita.

Attualmente pendono dalle forche caudine del terribile Tribunale il Matteoli e il Lunardi.

 

Ma se ancora non vi siete stropicciati gli occhi abbastanza, gustatevi il finale:

Mettiamo  che ci sia la prova comprovata, che l’hanno beccato in flagranza di reato, succede l’incredibile:

Il Parlamento puo’ negare l’autorizzazione “Qualora reputi che l’inquisito abbia agito per la tutela dell’interesse dello stato”.

Fatta la conta, risultano 7 paracaduti.

Sette.

Il numero che nella cabala significa “Popolo eletto dal Signore”.

Basta saperlo.

 

 

 

Un giorno speciale.

In Politica on maggio 7, 2015 at 7:34 am

15 marzo 2013

https://zacforever.wordpress.com/2013/05/15/caro-pippo-ti-scrivo/

 

6 maggio 2015

Pippo ha lasciato il PD, e come vado dicendo e scrivendo da piu’ di cinque anni, lo scranno di palazzo Chigi oggi e’ un po’ piu’ vicino, non succedera’ nel 2018, ma fra due legislature, quando Pippo sara’ riuscito a conglobare tutti gli elettori che sono stati LETTERALMENTE presi per il culo dal partito che hanno votato, e tutti gli elettori che, capendo per primi il falso progressismo di Renzi, hanno per protesta votato i cinquestelle.

Ci sara’ da impegnarsi, persino da divertirsi, non sara’ facile, ma e’ una sfida che l’elettorato di sinistra attendeva da almeno un biennio, e nessun sondaggista puo’ sapere quanto puo’ essere il bacino d’utenza, ma e’ di certo un territorio sconfinato.

Personalmente, vorrei che anche Lucrezia Ricchiuti , Walter Tocci e Maurizio Landini facessero parte del gruppo dirigente.

 

Sono combattuto, non so’ se gioire di piu’ per la vittoria sul Real o per la scelta di Pippo, ma lo stesso sono al settimo cielo, fuori c’e’ il sole, giornata meravigliosa, cuore che batte forte, la speranza che diventa forma, la gioia che resta tangibile, la certezza di essere dalla parte giusta.

Non ignoro la sofferenza che deve aver traviato Pippo negli ultimi mesi, non dev’essere stato semplice, una vita nel partito che poi ti ha tradito, una vita a combattere contro i propri compagni che si sono venduti per meno di trenta denari.

 

Ora le cose tornano “normali”, Guerini votera’ con Verdini, Zanetti con Alfano e Giovanardi con la Binetti.

 

Ho pensato molto a come felicitarmi per questa scelta, e continuavo a pensare a una sorta di percorso inverso, che ci faccia tornare alle origini della sinistra in questo paese.

Mi e’ venuto in soccorso il mitico Woody con la seguente:

“Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!”

Woody Allen
Grazie Pippo.

 

 

IO SONO PRO EXPO.

In Politica on maggio 4, 2015 at 9:06 am

Bravi!!

I miei piu’ sinceri complimenti ai 20mila cittadini milanesi che ieri hanno deciso di far vedere come si comporta una comunita’ civile.

Lo scrivo subito, cosi’ nessuno puo’ fraintendere:

IO SONO PRO EXPO.

E adesso spiego pure i perche’.

a) Come alle Olimpiadi, come ai Mondiali di pallone, cosi’ come all’Expo, tutti e tre eventi che mi avvinghiano il cuore, c’e’ sempre uno sparuto gruppo di vigliacchi (non si capisce mai mandati da chi) che, giocoforza, spartiscono le prime pagine dei quotidiani con il giorno dell’inaugurazione.

b) Ho tre passioni, a volte sono delle semplici cure, dipingere, scrivere, cucinare.

c) Cerco in ogni dove ingredienti sconosciuti ai piu’, mi invento ricette che poi vengono assaggiate da diverse persone, mai una volta che uno si sia sentito male o, peggio, sia diventato fluorescente per qualche ogm. L’Expo e’ il contenitore di tutti i miei sogni culinari irraggiungibili, dai ragni fritti sino alla cevice cilena, dal coccodrillo alla piastra sino al bambu’ giapponese, spezie sconosciute, modi di cucinare impensabili, il regno di ogni cuoco.

d) Piu’ di 20mila manovali hanno lavorato a cottimo per costruire i padiglioni, piu’ di 500 gli architetti coinvolti, una parade di archittettura si sottoporra’ al mio sguardo estasiato. Perche’ noi italiani sappiamo lavorare, e lo sappiamo fare in modo estremamente egregio.

e)Il giro del mondo in un chilometro e mezzo. Percorri il decumano e ti si apre l’intero globo, molto simile alla biennale di Venezia, solo che non vedi opere d’arte, bensi’ opere culinarie, uno sballo garantito.

f) Ho deciso di andarci il 18 e il 19 di Luglio, dopo aver consultato il calendario delle feste nazionali, il 18 si festeggia la “comunita’ caraibica”, il 19 lo Sri Lanka, inoltre in quel weekend vi sara’ il Nelson Mandela Day, mi sto gia preparando il vestiario.

g) Sara’ la prima e l’ultima volta che avro’ l’occasione per un viaggio di sapori cosi’ articolato.

e) Il corollario e’ altrettanto da paura, Leonardo da Vinci e Michelangiolo Buonarroti la fanno da padrone, tantissime mostre, per chi volesse saperne di piu’ http://it.expoincitta.com/

f)Il tempo non e’ molto, due giornate, quindi ho deciso di saltare il padiglione Italia (credo di conoscere bene la cucina mediterranea) per lasciare spazio principalmente a Giappone, Vietnam, Cile, Thailandia, Messico e Ghana.

 

Un pensiero ai bambini che vedranno l’Expo, miei nipoti in testa:

Cari bambini, ricordatevi di ringraziare i vostri genitori, quando ero piccolo io una cosa cosi’ non era neppure immaginabile, vedrete che figata, e non abbiate timore, assaggiate di tutto, dove “tutto” e’ la volonta’ dei vostri occhi, che trasmetteranno alle vostre papille gustative la voglia di provare, di sperimentare, di conoscere cose lontane.

Poi tornerete a casa, e vi garantisco che per tanto tempo vi sembrera’ di conoscere tutti i bambini della terra, e quando diventerete grandi e avrete la fortuna di viaggiare, l’expo vi tornera’ in mente in ogni paese straniero .

 

Come avrete notato, ho volutamente evitato i punti che ci hanno tartassato le palle negli ultimi mesi, tangenti, lavori non finiti, gente che sbraita dal palco del primo maggio che “le puttane si chiamano escort, e sapete dove trovate le escort? all’expo!!” (l’ha gracchiato jax o come cazzo si chiama, un rapper gia’ articolo 31), come se la manifestazione meneghina fosse di destra o di prostitute, non v’era metodo migliore per farmi cambiare canale; pero’ lo scrivo lo stesso, cosi’ anticipo eventuali commenti disgraziati che non mi troverebbero affatto concorde, con buona pace della maggiornaza dei lettori di queste eresie.

 

Per ultimo, se il 18 e il 19 luglio sarete in loco, fatemelo sapere cosi’ ci beviamo un mate assieme.

 

Buon Expo a tutti.

vs. Zac le Chef

 

P.S.

Scusa David, non ho scritto un post sulla tua indicazione, ma sto studiando a proposito per non incorrere in qualche strafalcione legislativo, non e’ una cosa breve.