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Biennale arte 2015 e le Parole importanti.

In Politica on luglio 7, 2015 at 8:38 am

ALL THE WORLD’S FUTURES, Biennale 2015, un’esperienza sensoriale.

La mia tredicesima Biennale d’arte ha vinto su tutte le altre, uno spettacolo per la mente, una carezza al cuore.

Il Giappone espone un’unica opera, The keys in the hand, decine di migliaia di chiavi che, appese con vagonate di fili rossi, pendono sopra a delle vecchie pagode, il simbolo della chiusura totale (io appenderei a testa in giu chi ha inventato le chiavi, i lucchetti, gli allarmi e quant’altro) che va’ a sbattere contro il simbolo della liberta’ assoluta, il navigare in mezzo all’oceano.

 

Il Belgio, che espone un robot futuristico capace di costruire un palazzo in mezzo al deserto, senza l’ausilio di manodopera, nel completo abusivismo, una perla di saggezza.

La Russia che fonde il rosso del partito con il verde della perestrojka, la Romania che prende per il culo l’arte che per il baffetto coprofago era “degenerata”.

Un gruppo di artisti ungheresi che all’interno del padiglione Italia leggono in continuazione “Non consumiamo Marx” , un pampleth scritto da Luigi Nono per le proteste alla Biennale del 68 e poi preso a testo madre  dagli studenti della Sorbonne in rivolta, proteste che videro in prima fila, oltre al Nono, i giovani Cacciari, Vedova e Scarpa, il tutto contornato dal suono del mare, da lacrime.

Il Canada da’ spazio a vagonate di barattoli di colore vuoti e multicolor, un’accumulazione da far invidia ad Arman, i resti di anni di pittura che formano un’opera talmente d’impatto e attuale da prevaricare la storia che ci sta dietro.

La Polonia prende la pellicola “Fitzcarraldo”, la rimodula ad Haiti, e in mezzo a un popolo curiosissimo la fa’ reinterpretare a dei danzatori polacchi in costume d’epoca, e la proietta su di uno schermo a emiciclo lungo dieci metri e alto due, il video piu’ strepitoso di sempre, o almeno del sempre che ho visto io.

 

L’Italia accolglie i visitatori con l’atrio, che e’ il fulcro dell’intera esposizione, con una scala di quelle che si utilizzano per le riprese dall’alto, una vecchia scala, un’accumulazione di valige usate e impilate, una gigantografia e la voce di PierPaolo Pasolini che chiacchera con Fabio Mauri alle prove di “Che cosa e’ il fascismo” del 1971.

Ho pianto.

https://zacforever.files.wordpress.com/2015/07/941ab-biennale2b20152bvenice-2bmauri2bpasolini-entrance-cristina2bbeltrami-photo.jpg?w=604

 

E poi c’e’ l’IRAN.

L’Iran non ha il padiglione all’interno dei giardini o dell’arsenale, gli iraniani hanno preso una vecchia fabbrica diroccata in Canareggio, ghetto ebraico, dall’altra parte di Venezia, e l’hanno riempita di opere contemporanee di artisti mediorientali.

Attenzione: mediorentiali, non iraniani.

Cosi’ succede che l’odiato Iran esponga una collettiva composta da artisti provenienti da India, Pakistan, Afghanistan, Iraq, Regione Curda e dall’Iran medesimo.

Tutti questi stati, chi prima chi dopo, si sono fatti la guerra, oggi li ritrovi tutti assieme in un viaggio davvero impareggiabile, dal titolo

“The GREAT GAME”.

 

Ne’ ho combinata una delle mie, sono fatto cosi’, non riesco a fare a meno di immedesimarmi, cosi’ all’interno del padiglione finnico, al mattino, deserto, vedo una parete di lavagna nera intonsa, un sacco di gessi bianchi a terra, svariati orologi con delle parole al posto delle ore. Leggo la didascalia e scopro che la lavagna e’ li’ per tutti, per chiunque voglia disegnarle sopra qualcosa, con l’invito a posizionare tutti gli orologi alle pareti sulla parola scelta. Prendo il gesso, tiro una linea orrizzontale lunga tre quarti della lavagna e poi scrivo, in modo abbastanza astrattoinformale, alla fine della linea, la parola “BIOSPHERE”.

Poi visito tutta la biennale e nel primo meriggio ripasso di fronte al padiglione: molte persone, tutte a guardare, mi avvicino, oh santo cielo!!, c’e’ ancora la mia “BIOSPHERE”, nessuno ha avuto il coraggio di cancellarla per disegnare qualcos’altro, nessuno ha tirato fuori il coraggio, molti non avranno neppure letto il perche’ di quella lavagna e di quegli orologi fissi sul vocabolo in questione, e l’hanno lasciato li’ come fosse l’opera del padiglione, come se non ne’ fossero capaci, come se un senso di timidezza e impotenza li avesse assaliti anni addietro, come delle oche ferme in attesa della pastura quotidiana, la cosa mi ha segnato.

 

Molti paesi hanno deciso di mostrare al resto del mondo la loro storia recente, quasi tutti dedicano il padiglione all’immigrazione che ha condizionato nel corso dei decenni il tessuto sociale della nazione medesima, e i vantaggi derivati. Gli svantaggi non li citano, li lasciano a salvini e xenofobi al seguito, che alla biennale non hanno diritto di entrata, neanche al cesso.

 

Davvero, ragazzi, andateci se potete, ne’ vale la pena.

 

L’immigrazione come valore aggiunto porta dritto dritto alla Grecia, al governo Tsipras, che nel silenzio piu’ assoluto legifera per dare la cittadinanza greca a tutti i figli degli immigrati nati sul suolo ellenico, che parifica i diritti fra le coppie etero e quelle gay, che vorrebbe far pagare le tasse agli armatori (altra bandiera portata alta da quei quattro teste di cazzo che rappresntano la destra piu’ ignorante del pianeta: “Tsipras e’ comunista ma non fa’ pagare le tasse ai miliardari”, ignorando che la legge e’ un ARTICOLO della COSTITUZIONE greca, minimo cinque anni per modificarla, e articolo inserito dai colonnelli durante la dittatuura negli anni settanta, non so’ neanche perche’ continuo a citare i dementi che sparlano sui media, andrebbero delinguizzati e basta).

Non sto qui a tediarvi sul dove, come e pecrhe’ nasce il bailamme greco, dico solo che i colpevoli sono due: i governi greci, tutti, di destra, tutti, che hanno taroccato i numeri del bilancio per anni, e la Deutsche bank, che per altrettanti anni e’ stata l’organo di garanzia dei conti greci, quando ancora la bolla non era esplosa, come a dire che due piu’ due fa’ sette, e il professore che controlla dice che e’ giusto, che due piu’ due fa’ sempre sette.

Che pena veder Renzi che va’ a braccetto con Tsipras durante la campagna elettorale di solo qualche mese fa’ e poi corre a succhiare la tetta flaccida della MerDel, quasi come Badoglio nel 43. E come lui Hollande. Dei 18, gli unici due a presiedere un esecutivo sulla carta di centrosinistra, i due voltagabbana.

 

Le parole sono importanti, in alcuni casi anche le punteggiature, chiedere a Martin Lutero per delucidazioni in tal senso.

La Germania per “Krauten”.

La Francia per “Nouvelle Cousine”.

L’Italia per “Pizza e Mafia”.

La Russia per “Politburo e Nomenklature”.

La Grecia per “δημοκρατία”.

DEMOCRAZIA.

 

 

 

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  1. Ciao Zac
    la Grecia ha dato una lezione a tutti secondo me, finalmente qualcuno si è accorto che l’Europa non è fatta solo di bilanci ma anche di popoli che hanno il diritto di dire ed esprimere la propria idea… questa vicenda ci insegna anche che l’economia non è una scienza esatta. Abbiamo assistito a dibattiti infiniti tra nobel che si tiravano da una parte e dall’altra.
    Per non parlare dei nostri politici che sono pronti a salire e scendere dal carro del vincitore di turno.
    Il popolo greco ha fatto vedere quanto vale, possiamo dire lo stesso di noi? Credo proprio di no e francamente lo strumento dei referendum in mano agli italiani potrebbe portare a sorprese non piacevoli…
    Vogliamo parlare poi delle dimissioni del ministro delle Finanze?
    🙂 da noi rimangono attaccati alla sedia anche quando la barca affonda… altri paesi
    Hasta

  2. Caro Zac,
    spettacolare post per una Biennale epocale (altro che Expo…) che amici e figli stanno andando a vedere, uno dopo l’altro, uscendone trasformati.
    Spettacolare post che ci ricorda come l’arte e la cultura, molto più della moneta e della pagnotta, possano salvare l’umanità oggi più che mai.
    Spettacolare post che mi fa venire in mente come la commedia all’italiana di un tempo, anche la più modesta, contenesse lampi di genio. Ciò che hai fatto tu scrivendo BIOSPHERE somiglia a ciò che fece il fruttivendolo Alberto Sordi, in una Biennale di tanti anni fa, lasciando la moglie sudata e buzzicona su una sedia in una sala vuota per procurarle un bicchier d’acqua e al suo ritorno la trovò circondata da giapponesi adoranti che la fotografavano in lungo e in largo perché anch’essa, a suo modo, era un’opera d’arte.
    Spettacolare post che ristabilisce la genesi del declino greco, paese martoriato dai fascisti al soldo della CIA ancor peggio dell’Italia.
    Chapeau, mio esimio portinaio!
    David

  3. Caro Compagno Ernest, per rendersi conto della lezione subita da TUTTI i governi europei risiede nelle dichiarazioni antecedenti al referendum e in quelle successive al OXI.

    Mi stupivo per le capriole lessicali del nano per ribaltare un concetto in 24 ore. Ebbene, sti qua san fare molto di meglio, dichiarano al mattino e poi ribaltano a pranzo, ritrattano nel primo meriggio e poi si rimangiano il tutto per cena, Junker in questo sport e’ il professore.

    E si arrampicano sugli specchi, infarcendo il tutto con palle incredibili, perche’ hanno capito che con Tsipras si fa’ fatica a trattare, magari ritrovandosi in un troiodromo di bruxelles contornati da beluga e bollicine francesi, con Tsipras e’ veramente difficile scendere a compromessi, e questo e’ il fattore scatenante del mio infinito amore per quest’Uomo.

    Hasta
    Zac

  4. Grazie caro David.
    Erano le Vacanze intelligenti, quanto ho riso, lui la chiamava la buzzicona o giu di li’, imperdibile.
    I tuoi figli vanno alla biennale e non deviano un pelino per far visita all’artista, davvero uno scandalo, altro che la Grecia!!

    Hasta zac

  5. Quando ti metti a raccontare di arte, riesco a “vedere” anche ciò che, normalmente, non vedo. Subito dopo, come fosse magia, riesco anche a “sentire”. Sento quelle emozioni che, normalmente e forse per incapacità, anzi sicuramente per incapacità, non riesco a sentire davanti ad un opera d’arte contemporanea. E’ la prova provata che tu sei un artista che l’arte riesce anche a raccontarla e non solo ad interpretarla. Bravo e ti ringrazio.

    Ciao Zac. Sulla Grecia ci sarebbe da discutere per ore. Invece ho deciso di aspettare e vedere come va a finire. Voglio vedere fino a che punto è capace di arrivare questa Unione. Dico solo due cose. La prima: si stanno scannando per due soldi (perché tanto è, per un’Unione che conta 500 milioni di abitanti) quando dai mercati finanziari asiatici ci sta per crollare addosso un cataclisma ben peggiore di un eventuale default della Grecia (che, nella sostanza, è già in default). La seconda: ma che gran figura di merda ha fatto quel buffoncello fiorentino? Chissà cosa ne pensa chi tifa, a prescindere!

    Ciao Zac e buon pomeriggio a tutto il condominio!

  6. Caro, stupendo Zac,
    se hai giudicato strepitosa una mia semplice battuta ironica, quale termine dovrei usare io per giudicare questo tuo appassionato capolavoro di post?
    Come altre volte sei riuscito ad emozionarmi attraverso le tue emozioni.
    Mi associo al chapeau di David.

    Hasta
    robi

  7. Cari condomini,
    anche dopo la schiacciante vittoria del NO, Tsipras è stato lasciato solo a subire i diktat della Germania (si scrive Europa ma si legge Germania) e il compromesso che è riuscito a strappare, dopo una notte interminabile in cui ha provocatoriamente offerto anche la sua giacca ai tecnocrati aguzzini, rimane comunque irricevibile.
    Degli 86 milioni destinati alla Grecia, 25 andranno subito alle banche e 47 direttamente ai creditori. Ne dovrebbero restare 14, e non è ancora chiaro quale strada prenderanno. È chiaro, invece, che gli strozzini pignoneranno tutto ciò che possono ancora pignorare in Grecia, compresa la giacca di Tsipras. Questi sono i soli strozzini al mondo ai quali viene concesso di stabilire cosa prendere dopo averti prestato i soldi.
    In un aula di tribunale, in un qualsiasi paese europeo, questi creditori verrebbero processati per direttissima e condannati al massimo della pena prevista per estorsione aggravata. Invece questi signori governano anche gli italiani tramite il servo sciocco fiorentino.
    Prima o poi questa folle unione europea andrà in frantumi. Ma se non accadrà al più presto, ci ritroveremo a un passo da una guerra civile europea, assai più pericolosa della seconda guerra mondiale e dall’esito assai più imprevedibile.
    Tsipras è solo più che mai. Il popolo greco si sente tradito. Gli alleati conservatori di ANEL voteranno contro. Anche Syriza si è spaccata.
    I nazisti di Alba Dorata, degni eredi del nazismo teutonico, affermano: “Ora tocca a noi”. Parlano per bocca della Merkel, che li sta usando come spauracchi.
    Ieri si e’ consumata la lunga notte della Grecia.
    Questa è la notte della cosiddetta civiltà occidentale.
    Io sono in Tunisia, in mezzo ai terroristi, ma qui sento di appartenere ancora alla specie umana.
    Buonanotte
    David

  8. Grazie infinite, caro Robi, sei sempre troppo gentile.

    Hasta
    Zac

  9. Caro David, oltre a essere in accordo con l’intero commento, aggiungo una cosuccia:

    2009: prima tranche di aiuti alla Grecia, firmatario l’ex governatore Trichet.
    Germania e Francia approvano e, udoite udiete, firmano un protocollo d’intesa dove garantiscono che i bot greci in loro possesso (una valanga) verranno congelati per tre anni, dato che la loro vendita a tassi altissimi avrebbe fatto risprofondare la penisola ellenica.
    Ecco.
    Senza che alcun giornale o telegiornale abbia dedicato spazio, Merkel e Sarkozy VENDONO piu’ della meta’ dei loro bot greci sei mesi dopo, facendo guadagnare alla francia 30miliardi di euro e alla germania 60 miliardi di euro.
    Senza muovere un dito, senza nessuna accusa, lo fanno e basta.

    Come se lo facesse la Cina nei confronti degli stati uniti.

    Hasta
    Zac

  10. Caro Zac,
    il tuo bellissimo post sulla Biennale ha aperto un fronte di riflessione e discussione di proporzioni gigantesche. Solo l’arte e la cultura sono capaci di questo.
    La tua mirabolante descrizione del padiglione iraniano allestito non a caso nel vecchio ghetto ebraico e comprendente opere provenienti da tutta la regione del Tigri e dell’Eufrate è una straordinaria rappresentazione del futuro auspicato dall’Iran. Un futuro tanto promettente quanto inquietante.
    Nella notte, a Vienna, americani e iraniani hanno raggiunto l’accordo sul nucleare. Fine dell’embargo e riconoscimento all’Iran, ufficioso e subdolo, di una supremazia nel territorio, in pratica tutto il Medio Oriente. Al tavolo delle trattative erano sedute anche Russia e Cina. Ma si parla sempre e soltanto degli americani.
    La reazione degli israeliani è isterica. Israele ha aperto un sito Internet che parla in Farsi per dialogare con i cittadini iraniani e spiegare loro che questo accordo porterà alla guerra totale in Medio Oriente, guerra già in atto ma destinata ad espandersi ancora e a divenire sempre più cruenta quando il governo iraniano si sentirà autorizzato dalle potenze mondiali ad espandersi secondo un antico progetto che prevedeva la conquista dell’Iraq e della Siria, i paesi (guarda caso) oggi più dilaniati e più disastrati del mondo.
    Questo è lo scenario ed è arduo capire cosa augurarsi. Personalmente, in questo momento scelgo Israele, dimenticando per un attimo tutto ciò che Israele è ed è stato, fa e ha fatto. Sto con Israele perché in questo mondo del Monopoli dove imperano l’avidità (inutile spiegare che il Petrolio ne e’ il maggiore propellente) il cinismo e le prepotenze più bestiali (chiedo scusa al mondo animale), dove i popoli e le culture sembrano dover essere spazzati via per stabilire il nuovo ordine mondiale, la sola idea mi fa orrore, ma soprattutto credo ci porterà in breve tempo al tramonto dell’umanità.
    Detto questo, su un fronte come sull’altro, l’Europa, questa Europa dell’unione monetaria europea, semplicemente NON ESISTE.
    E dire che noi europei, da un migliaio di anni a questa parte e fino a ieri, eravamo i padri fondatori del cosiddetto mondo moderno. Ma lo abbiamo fondato nel sopruso, e siamo infine affogati nel sangue che abbiamo versato.
    Buona giornata
    David

  11. Caro Zac,
    ho appena letto le dichiarazioni di Civati e devo dire, per la prima volta, che mi riconosco al cento per cento in ogni sua parola. Riportale tu, se puoi e se vuoi, in un tuo post. Io dico soltanto che da questo momento, Civati è mio fratello. Quasi come te. Quasi.
    Un abbraccio
    David

  12. il nostro caro David è pregato di aggiornare il Condominio su libro in uscita e film in presentazione.
    Ciao David e tutti i condomini. robi

  13. Caro Robi,
    ti ringrazio e cercherò di aggiornare a breve. Ma ti prego di ricordare che io non sono il regista o lo scrittore, il giornalista o l’esploratore, il giocatore incallito o il padre di famiglia bulimico. Io sono il tuo condomino nel condominio di Zac, uno che vive muro a muro con te e ti sente respirare o ruttare anche se non ti ha mai visto in faccia, uno che ha visto per la prima volta dove e come vive in un tuo quadro e ci si è pure riconosciuto.
    Un abbraccio
    David

  14. Caro David,
    mia moglie ha letto il tuo commento e si è chiesta come mai non mi senti anche russare…..
    Ti ringrazio per le bellissime parole che mi hai dedicato, ma devi capire che per me avere un regista, scrittore e giornalista del tuo calibro come amico e condomino non è cosa di tutti i giorni.
    Aspetto aggiornamenti nel mio abbaino…
    Un abbraccio. robi

  15. Caro Robi,
    oltre ad avere un pezzo di famiglia russa, russo probabilmente più di te perché soffro di sinusite quasi dalla nascita e preferisco non trattare l’argomento.
    I condomini non cambiano tutti i giorni, per fortuna. Il senso di comunità è l’unica cosa che ci potrà salvare, secondo me.
    Ciò che ho portato a termine in un anno e mezzo di lavoro potrà piacere o non piacere. Staremo a vedere. L’unica cosa che spero, anzi pretendo mi venga riconosciuta è il coraggio.
    Buona giornata
    David

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