Il Blog

Buon Expo a tutti.

In Politica on luglio 22, 2015 at 7:03 am

Ho fatto un viaggio, un lungo viaggio.

Sono sceso da una pagoda sulle spiagge giapponesi e ho camminato sino alle pendici del Fuji, dove il cibo e’ sensazione, brivido, unico. Poi sono corso in Thailandia, terra di piogge e frutta, di peperoncino e sesamo, in Indonesia, terra del mare, dagli occhi gentili, dalle musiche che ricalcano il ritmo delle onde del pacifico, e ancora in Malesia, in Cina, un saluto commosso agli sfortunatissimi amici nepalesi, e in Corea del Sud, ah la Corea, che non conoscevo, che ti pone innanzi il bianco, proprio come una tela intonsa, e che ti spiega come i colori con i quali riempirai il tuo piatto bianco riflettano il tuo stare in questo pianeta, difficile lasciare la Corea, difatti ci sono tornato tre volte.

C’era bel tempo, nessuna nuvola, condizione ideale per trasferirmi in Russia, dove un bar laboratorio continua a produrre cibi e bevande per noi viandanti, in Azerbajan, terra del fuoco sotterraneo, un lago nero, un paese che sfrutta la sua unica risorsa sotterranea per costruire un sistema ecocompatibile perfetto, per poi volare sopra alla Polonia, alla Germania, al Regno Unito, all’Austria e alla Svizzera.

Da Zurigo verso sud, verso il profondo sud, in Marocco ho rivissuto il caldo secco di Ouarzazate, ultimo insediamento umano prima del grande Sahara, in Zimbawe mi hanno dato il coccodrillo, santo cielo che prelibatezza, in Tanzania il caffe’ fatto con la lentezza, in Kenia quello fatto con la velocita’.

Velocita’ che mi ha portato, in una sorta di teletrasporto, a nuotare sereno di fronte alle spiagge di Acapulco in Messico, e poi giu, sempre piu’ giu, un’eccitazione galoppante, le sinapsi impazzite.

In Bolivia nascono frutti a 3500 metri, in Venezuela i microclimi sono paritetici a quelli italiani, in Ecuador coltivano le rose, in Cile le guardano solo una volta l’anno, si chiamano rose di Atacama, in Brasile il viaggio si trasforma in una camminata obliqua su quella che sembra essere una rete da pesca nella fase del riporto, in Columbia ho visto la gente piu’ sorridente del pianeta aspettare la pioggia sulla spiaggia di Macondo, con lo sguardo assopito di Gabriel Garcia Marquez intento a controllare dall’alto che tutti stiano bene nella sua sabbia, in Uruguay le persone piu’ solari, e in Argentina le donne piu’ spettacolari.

In Argentina ho ballato, al ritmo di uno strepitoso gruppo di percussionisti, solo percussioni, ritmo frenetico, e nonostante cio’ una coppia di loro ballava il tango.

Ecco, il tango con i tamburi mi ha spostato l’orrizzonte, non volevo andarmene, non ce la facevo, sentivo dei magneti provenire da ogni colpo sui fusti, mi dicevano di stare li’, di non spostarmi, che li’ avevo trovato l’equilibrio, li’ c’era tutto.

Ma non potevo, il viaggio era arrivato alla fine, e come tutti i sogni che si rispettano, il viaggio aveva avuto un inizio e, ahime’, una fine.

 

Una fine che piu’ bella non si puo’, perche’ ho portato a casa il sorriso del mondo intero, che e’ molto piu’ intenso quando proviene dalle popolazioni che lottano contro tutto e tutti per ottenere un chicco di grano dalla terra arida, che ti invita a rilassare le labbra, cosi’, lasciarle andare, senza pensieri, e in un attimo il viso si trasforma nella piu’ avvolgente di tutte le espressioni.

Un sorriso.

Un viaggio lungo due chilometri, dove i centimetri paiono anni luce.

 

Buon Expo a tutti.

 

  1. Mortacci tua Zac (sai bene che a Roma mortacci non è un insulto ma un saluto fraterno, e se non lo sai, “sallo” come si diceva da noi)!
    sei riuscito a far diventare l’Expo il fiore delle Mille e un notte anche se temo sia una delle più ignobili truffe messe a segno dai soliti ignoti italiani ai danni della comunità internazionale. Cazzo, che post. Sei più forte della Mafia, fratello.
    Un abbraccio
    David

  2. Grazie David.

    caro Stefano, ospitato da un amico due notti in quel di Monza, costo zero, 6,2 euro andare e tornare in treno (45 min) da monza a rho fiera. Biglietti presi all’epoca a 23 euro.

    Spese interne:
    10/13 euro di media per mangiare dai coreani, dai vietnamiti e dai thailandesi, tipo 50 euro il totale dei due giorni.

    acqua gasata e naturale e’ gratis in tutte le colonnine, ci si porta via una bottiglietta da 500ml e la si riempie spesso, e giusto per darti un’idea del clima, ti puoi portare la bottiglietta nel giardino di un padiglione, mangiare un boccone e non ordinare da bere, se provi a fare una cosa del genere a Venezia ti tagliano tre dita come minimo.

    Per le altre bevande o se per caso uno ha figli che vogliono il panino con il prosciutto c’e’ l’ipercoop del futuro, dove i prezzi sono normali, e va’ visitato, una figata, c’e’ persino il robot che fa’ le spremute.

    Esempio: l’hamburgher con il coccodrillo preso in zimbawe e’ costato 4,5 euro.

    Vanno evitati acquisti di prodotti degli stati, intesi come porcellane, piatti, souvenir vari, perche’ sono sempre le eccellenze del paese in questione, e quindi una statuetta puo’ costare anche 300 euro, o hai la passione per un determinato manufatto, allora magari lo compri, oppure lo ammiri al pari di un’opera d’arte.
    Discorso diverso per il cibo, in quasi tutti i padiglioni puoi comprare ogni ben di dio, cose mai viste, migliaia di prodotti, fai conto che ci puoi lasciare li’ un cinquantino e riempire una borsa della spesa.

    ASSOLUTAMENTE ADATTO AI BAMBINI!!!!!!!!

    ma non solo, il bello e’ che vedi gli adulti tornare bambini, perche’ quando a 50 anni vedi per la prima volta un frutto che ignoravi, torni bambino, volente o nolente.

    Hasta
    Zac

  3. Il tuo entusiasmo nel raccontare la vita mi emoziona e mi commuove, sempre.

    Hasta
    robi

  4. Caro Zac,
    mi arrendo. Dal punto si vista alimentare, dev’essere proprio una manifestazione assai riuscita. Almeno dal punto di vista alimentare. E mi fa sinceramente piacere.
    Un abbraccio
    David

  5. Caro Zac,
    piove merda su Roma e ai pochi, pochissimi romani veri che purtroppo non esistono più io so cosa passerebbe per la mente e cosa vorrebbero dire, magari solo con uno sguardo, a tutti i loro detrattori: “Quando voi vivevate nelle caverne, noi già eravamo froci”.
    È da parecchi secoli che Roma non appartiene più ai romani. I romani sono una razza estinta e romano è una definizione astratta. I romani li racconta antropologicamente soltanto Pasolini. Gente senza radici, pronta a tutto, proveniente da ogni dove, ma principalmente dalla penisola italiana. Gente che “diventa” romana in un baleno perché basta imparare un paio di parolacce e prendere un’aria di sufficienza e il gioco è fatto, tanto nessuno obietta, nessuno protesta, nessuno rivendica ciò che non può rivendicare.
    Roma, come Atene, andrebbe consegnata all’umanità, ammesso che l’umanità esista ancora. Non ci dovrebbe abitare più nessuno, tranne uno stuolo di guardiani, e bisognerebbe radere al suolo tutta la periferia fuori dalle mura.
    Un giorno questo forse accadrà. Ma purtroppo lo faranno degli sceicchi arabi, dei magnati americani, russi o cinesi che puzzano dentro e scoreggiano peggio dei finti romani di oggi e dei turisti di Ryanair.
    Peccato.
    Buona giornata
    David

  6. Caro Zac e cari condomini,
    aver salvato Azzolini, uno al cui confronto Totò Riina sembra un Lord, sancisce la fine lurida, tragica e ingloriosa di un partito chiamato PD. Berlusconi ha raggiunto il suo scopo. Ora crederà di poter tornare alla ribalta, in Autunno, a quasi ottant’anni, come salvatore della patria.
    Purtroppo per lui, si sbaglia di grosso. Purtroppo per noi, l’Italia imploderà. Con quali risultati, impossibile prevederlo.
    Sta di fatto che tutta questa classe politica andava rottamata, compresi i suoi furbetti e falsi rottamatori. Era scritto nel Destino. La Storia non è morta, la Storia va sempre avanti, ma spesso, forse mai come oggi, non sappiamo dove sia diretta. La colpa è nostra. Abbiamo dimenticato che la Storia siamo noi.
    Buona giornata
    David

  7. Ciao Zac, il post non si discute, ma personalmente mi guardo bene dal fare un viaggio all’expot, una vetrina nata con le migliori intenzioni e diventata la passerella del bimbominkia.
    Il resto, mi vede allineata con David e non solo per Roma, ma per tutte le città che una volta erano definite “poli di lavoro”.
    Caro David, si, la storia siamo noi, ma amaramente c’è da dire che dopo di noi, il vuoto.
    In galera ci vanno i poveri cristi che rubano un tozzo di pane al supermercato e i delinquenti di stato no, loro sono vittime del fumus persecuzionem, li metterei sopra una catasta di legna accesa e il fumo glielo farei fare a causa del bitume che gli spargerei sopra.
    Insomma, che sono incazzata da quello che sta capitando a questo povero Paese si nota, ma sono incazzata con gli abitanti di questo Paese che accettano tutto senza fare una piega, la mia generazione li avrebbe già impalati, ma noi siamo solo una parte della storia che tutti gli attuali polituncoli vorrebbero cancellare, la serracchiani si scusa e a me viene da vomitare solo a sentirla..,c’era una volta la politica e il popolo…una volta, ora non c’è più.
    Hasta Condomini, tra qualche giorno parto per il Basso Sulcis, non ne sono entusiasta, ma il Sardo di casa quest’anno l’ha spuntata.
    Tina

  8. Cara Tina,
    non avevo dubbi che la pensassimo allo stesso modo e che fossimo incazzati allo stesso modo.
    Dopo di noi il vuoto, dici. È verissimo. Solo che quel vuoto lo abbiamo creato noi. È stata la nostra generazione, più di ogni altra e con colpe ben maggiori delle altre generazioni, a spalancare la stagione dell’opportunismo più nauseante. Quelli che sono venuti dopo, hanno imparato da noi e hanno seguito il nostro esempio.
    Tu ed io siamo molto lontani da tutto ciò. Ma proprio perché siamo così lontani non possiamo non vederlo e non riconoscerlo.
    Ti auguro buone vacanze. In un’estate come questa, il Sulcis a me pare interessante.
    David

  9. Caro Stefano,
    ti ringrazio di essere d’accordo con me ma come a volte ti capita prendi fischi per fiaschi. Che vuol dire “cavalcato linee politiche che oggi paghiamo”? Che minchiata è? Io stavo parlando di una generazione che si è in buona parte venduta l’anima facendo partire la più nefasta ondata di opportunismo della storia italiana, Stefano! Magari questa generazione, la cosiddetta generazione del Sessantotto, avesse cavalcato le linee politiche in cui credeva! Leggi un libro, guarda un film, vai a una mostra, o a un concerto, o in mancanza di meglio guarda Rai Storia, o History Channel, o Discovery Channel, ma fa qualcosa Stefano. E non mi dire che non hai tempo perché devi lavorare. Il Sesantotto è nato esattamente contro la vita da zombi di troppa gente che sognava il frigorifero, l’auto e il televisore e si sentiva appagata. Molti hanno predicato bene, molti hanno razzolato male. Ma il mondo e la gente che lo popolava erano infinitamente migliori di oggi.
    Hai un figlio, sappiamo tutti quanto è importante per te, che cosa pensi di raccontargli mentre cresce? Gli leggi il bilancio della tua azienda?
    Scusa ma ormai mi sei familiare, ti parlo come mangio e se può avere un senso ti mangio pure.
    Buonanotte
    David

  10. Caro Stefano,
    posso condividere tante delle cose che dici. Ma tu continui a non capire quello che voglio dirti io. Pazienza. Ci arriverai a modo tuo. Perché sei una brava persona, sei una persona coraggiosa, e fai di tutto per essere un bravo padre.
    In condominio ci stai di diritto. Te lo sei conquistato. Almeno secondo me. Il condominio appartiene a Zac, è lui che l’ha aperto, è lui che ha fatto miracoli per lasciarci esprimere liberamente senza farci arrivare troppa merda da fuori.
    E comunque, le “zingarelle” non esistono. Fino a prova contraria, siamo tutti uguali. Te lo dice uno che non ha mai creduto in Dio.
    Buon fine settimana
    David

  11. Bravo Stefano,
    ho imparato una cosa. Mai sentito parlare della tenda “zingarella”. Dev’essere una definizione padana. Comunque, metto in tasca e porto via. Potrei dire che suona un po’ razzista, ma a tutto c’è un limite.
    Buonanotte
    David

  12. Caro Stefano,
    concordo perfettamente con te. Quando gli italiani dicevano negro e zingaro non erano razzisti. Oggi molti lo sono diventati. E il più delle volte, nemmeno per colpa loro.
    Un abbraccio
    David

    PS: fra non molto compio gli anni. Se posso chiederti di farmi un regalo, non è che leveresti quel Xpisp in fondo ai tuoi commenti? Se non vuoi metterci Stefano, mettici quello che ti pare. Da quando bazzichi il condominio, ho idea che Xpisp non esista più.

  13. Stefano,
    non festeggio mai il mio compleanno, ma festeggio il compleanno di mio figlio Giulio che è nato lo stesso giorno, 46 anni dopo. La torta è la sua e io sono autorizzato a prendere solo la mia fetta.
    In condominio per fortuna si possono realizzare tante cose purtroppo impossibili nella vita. Penso che Robi, condomino visionario, saprà essere un bravo pasticcere.
    Buona giornata a tutti
    David

  14. Certo che siete uno spettacolo voi due che vi punzecchiate per fatti, oggetti e soggetti;-))

    David, tornando a bomba, si, la colpa è nostra se oggi le generazioni più giovani non si interessano alla vita socio/politica, ma, dico ma, abbiamo la colpa di aver dato loro un surplus di benessere e in molti casi, molti della nostra generazione non hanno saputo inculcare loro il rispetto di SE e del SE,
    Se rispetti te stesso, ed esigi che lo facciano anche gli altri, parti con il rispetto del prossimo, indipendentemente che sia nero, giallo a pallini, ricco o povero, lo vedi come un essere umano e ti misuri con il suo pensiero, puoi accettarlo o meno, ma discuti, oggi questo non accade, o almeno, non accade nella misura che dovrebbe accadere.
    La pianto con i discorsi seriosi e ti auguro buon compleanno.

    Stefano, si, vado a Porto Pino, esattamente in Via Iglesias 5 località Is Cinus, se capiti da quelle parti e vuoi fare un salto, avrò modo di conoscere Daniel e magari romperti metaforicamente la testa per questa sigla da idrocarburo che usi.
    A proposito, se vieni e non mi trovi, apri il cancello, vatti in sedere in veranda e aspetta;-))
    Parto mercoledì e giovedì sarò da quelle parti, non sono entusiasta, ma sono tre anni che dico no e non posso continuare a mandare il Sardo di casa da solo ;-))

    PS
    David, si, è un bel posto e si tiene il Festival: Ai confini tra Sardegna e Jazz, ti assicuro che c’è vita, purtroppo Maurizio ha 4 tra fratelli e sorelle e 2 non sanno cosa significa farsi i cazzarelli propri e cercano di farsi i miei, puntualmente finisce a frecciate, questo il motivo del perchè non amo andare da quelle parti, finirò per demolire quel cantiere.

    Hasta Condomini, di nuovo buone vacanze a tutti e se passate da quelle parti…lo spazio c’è;-))
    Tina

  15. Caro Zac,
    me lo avrai spiegato almeno un paio di volte, ma a me non entra nella testa. Non capisco proprio perché in estate il condominio vada in letargo. Lo trovo un comportamento fantozziano. A me l’estate pare il momento più proprizio per i ragionamenti, le riflessioni in comune, gli scambi di vedute. C’è più tempo, c’è più spazio, c’è meno ansia quotidiana. Ma soprattutto, è durante l’estate che la politica mette in pratica i suoi disegni più o meno elaborati, più o meno assennati, più o meno deliranti. Approfittando appunto del nostro atteggiamento fantozziano e della nostra deriva cerebrale che chiamiamo vacanza. Vacanza de che?!?! Ma li leggete i giornali?
    Salto a piè pari la situazione italiana. Troppo brutta per essere vera. Non vorrei nominare Renzi ma lo faccio solo per dire esattamente cosa penso di lui. Mi fa l’effetto di Mister Chance il Giardiniere, lo straordinario protagonista del film “Being There” (“Oltre il giardino”) interpretato da Peter Sellers. Un personaggio che ci ha lasciato il più classico e amletico dei dubbi: c’è o ci fa? È un mentecatto senza precedenti o il suo è un sublime disegno innovativo senza precedenti? Vuole tentare veramente di restaurare e cementificare tutto il peggio dell’Italia mentre il paese danza sull’orlo dell’abisso o intende accelerarne la caduta per rottamare definitivamente tutta l’impresentabile classe politica italiana, ma proprio tutta, compari compresi, perché può contare su un solido appoggio del tutto personale nel momento in cui il baratro si spalancherà definitivamente?
    La domanda è legittima perché Renzi sembra prendere ordini ben più da Obama che dalla Merkel. Con la Merkel parla, con Obama ascolta. Gliel’abbiamo visto fare tante volte in questi mesi. E sulla rotta Roma-Washington viaggia come una pallina da tennis almeno quanto sulle rotte Roma-Bruxelles e Roma-Berlino.
    Gli americani, non certo i tedeschi, hanno influenzato e dominato dalla fine della guerra la politica italiana.
    Da alcuni anni, la politica americana si agita e agita il mondo all’insegna del “Rien ne va plus”. Obama, fin dal suo primo insediamento, si gioca puntualmente il tutto per tutto. A lui e agli americani non va sempre tutto male. Agli altri, cioè a noi, toccano solo i danni. Quando dico noi, intendo l’Europa (tutta l’Europa, Russia compresa ovviamente), il Medio Oriente, il Sudamerica e l’Africa. L’Asia è fuori da questo ragionamento. L’Asia sta a guardare. L’Asia è molto più potente degli Stati Uniti. L’Asia possiede il debito americano e tiene l’America per le palle. Finché il debitore paga gli interessi, l’usuraio tace e si augura ogni giorno che la sua salute non peggiori.
    Obama e il Partito Democratico statunitense hanno messo a segno ieri un colpo magistrale nel campo avverso, quello del Partito (Nazista) Repubblicano, che tanto li preoccupa, che tanto preoccupa i suoi creditori e che indubbiamente preoccupa tutti quanti noi.
    Un paio di giorni fa, si è scoperto improvvisamente che in testa ai sondaggi per diventare il candidato repubblicano alla Casa Bianca, c’e’ il miliardario Donald Trump. E’ più o meno la stessa cosa che accadde con Silvio Berlusconi in Italia nel febbraio del 1994. E cosa fa Donald Trump appena approdato in televisione come vincitore annunciato? Dice ai suoi rivali repubblicani per la Casa Bianca che se non sarà lui il candidato ufficiale del partito repubblicano correrà da solo. Con il risultato, del tutto scontato, di far approdare alla Casa Bianca, senza il benché minimo dubbio, Hillary Clinton. Un presidente per la prima volta di sesso femminile, una donna tradita come tante altre, una donna “con le palle” in un mondo in cui gli uomini le palle non le trovano più.
    Il Partito Democratico rifila al Partito Repubblicano la stessa polpetta avvelenata che gli fece ingoiare nel 1992 quando un terzo incomodo nella corsa alla Casa Bianca, un altro miliardario di nome Ross Perot, riusci a far vincere Bill Clinton, il marito di Hillary. Solo i fascisti e i cretini non imparano mai. Probabilmente, il Partito Repubblicano avrà di nuovo un suo presidente fra 4 o 8 anni. Sarà il giovane ispanico Rubio, di cui ci sarà bisogno quando gli USA avranno di nuovo completato il nuovo massacro politico, culturale ed economico del Sudamerica, finendo forse per annettere un nuovo stato, il Messico, alla bandiera a stelle e strisce.
    Ecco, io avrei da qualche parte nella mia testa la vaga, vaghissima, piccola, piccolissima idea che Matteo Renzi possa essere il Donald Trump o il Ross Perot italiano, e che possa riuscire nel definitivo smantellamento di questa Italia (e di questa Europa) che non sta in piedi, esattamente dove Silvio Berlusconi ha fallito, l’indomani di Tangentopoli, perché essenzialmente non ha mai capito una minchia di politica.
    Esiste una minuscola possibilità che sia questo il disegno. Se così non fosse, ricorderemo Matteo Renzi come l’uomo più basso al punto più basso della nostra Storia. Ma questo lo sapevamo già.
    Buone vacanze
    David

  16. Caro Stefano,
    concordo con te, e soprattutto sul fatto che questa Europa è men che farlocca.
    Se qualcuno la pensa diversamente, immagino si farà vivo.
    Ti auguro buone vacanze.
    David

  17. Caro David,
    nel mio piccolo, a parziale discolpa del letargo estivo, voglio segnalare che attraverso il mio blog (diventato un deserto) continuo ad incazzarmi anche intorno ai 40° di temperatura…

    Un titolo di film del mio tempo: Venezia, la luna e tu (di Dino Risi). Aggiungo un punto interrogativo, non dopo Venezia e non dopo la luna…

    Un abbraccio. robi

  18. Caro Robi,
    se ho capito la domanda, ti rispondo in modo molto sintetico. Io sto su una barricata, ma credo di averla costruita bene, e ho parecchie munizioni. L’ho costruita pezzo per pezzo, grazie a una certa indifferenza. Da un paio di mesi mi hanno visto. Alzano barricate davanti alla mia, spengono la luce, fanno tutto quello che possono. Non sparano, però. Se mai lo faranno, sarà valsa la pena comunque. Non sono il tipo che vuole arrivare anagraficamente il più lontano possibile. Preferisco far arrivare le idee il più lontano possibile.
    La strada è ancora lunga, Robi. E non sono solo. Dietro la mia barricata arriva gente, e altra ne arriverà. Ti terrò informato.
    Grazie
    Un abbraccio
    David

  19. E si, sembra l’estate delle incazzature sociali, peccato che a incazzarsi siano sempre le solite persone.
    Ciao Robi, ciao David.
    Solo venerdì sera sono rientrata in rete, ma a singhiozzi, pare che oggi il collegamento stia andando bene.
    Da queste parti vige la realtà delle società arcaiche e moderne, il normale lavoratore e il ricco che approda con “barchette da 75 metri” e sbarca in spiaggia tra i bagnanti, ieri lo h fatto Giorgio Armani che h una “casetta” sul promontorio, deve arrivare Ghedini suo vicino di casa e Cavalli, anche lui con casa a Porto Pino, Cellino ha già acceso …. insomma, il porto canale si anima, ma rispetto a prima, la gente in spiaggia ha smesso di fare le processioni per vedere chi è sbarcato.
    Ma accanto a questa sana indifferenza, oggi sono andata in bestia a causa di un pensiero che reputo idiota, ovvero, che arrivati i vip, il resto può restare a casa propria.
    Ho detto che era il tipico pensiero del c….o, che l’economia di questo posto si è sviluppata non con i vip, ma con il turismo di massa, quello che riempie i locali, quello che v a fare la spesa nei negozi, quelli che, come ieri sera, si sono concentrati nella piazza principale di Sant’anna, pagando 10€ a testa hanno (abbiamo) partecipato alla saga della pecora.

    Racconterò altro, ma con il tempo, David, a me il bimbominchia rammenta Monicelli e la sua saga di Bracaleone, Pino Aprile, l’autore di quello che reputo testo da imporre in tutte le scuole, fin dalla prima elementare, ovvero TERRONI, ieri gli ha dato una zoccolata sui denti che solo un profondo conoscitore del Sud può fare, non ha risposto.

    Ok, la smetto.
    PS
    Stefano, le dune sono sempre bianchissime, ma Porto Pino non è quello del 1999, villaggi turistici, due alberghi, B&B a catena e per tutte le tasche, fammi sapere cosa farai, ora la posta elettronica funziona.
    Hasta Condomini, l’invito resta sempre valido.;-))
    Tina
    Zac…a te il posto piacerebbe e non poco.
    Smak

  20. Ciao David,
    è la risposta che temevo, non leggendoti fra i partecipanti a Venezia.
    Per quel poco che posso fare, attraverso la mia ironia (che sa essere anche pungente), sappi che sono sulla tua barricata, pronto a sparare di tutto e su tutti.
    Aspetto e ti ringrazio per gli aggiornamenti che mi darai.
    Un abbraccio. robi

  21. Ciao Tina,
    spero che tu sia attrezzata per fare i selfie con Ghedini e analoghi…..
    Verso fine mese ritornerò dai tuoi odiati cugini francesi, dove le spiagge sono ampie e libere, i parcheggi non sono sempre completi ed i vip nessuno li caga. So che mi incazzerò lo stesso perchè la maleducazione è dilagante in tutto il mondo e devo dire che anche i cugini, negli ultimi anni, si sono sempre più adeguati.
    Ti auguro ancora buone vacanze con tante sagre tradizionali fra gente fiera della propria isola.
    Hasta
    robi

  22. Caro Robi,
    non puoi immaginare quanto io sia contento di aver scampato Venezia. Ci hanno tenuti fuori con un trucco, di quelli sporchi, ma ci hanno fatto un favore enorme. Libro e film sarebbero usciti uno addosso all’altro e sarei stato maciullato nel tritacarne mediatico di un Festival italiano che da tanto tempo somiglia alla Libia.
    Uscirà prima il libro, e a distanza di tempo il film, quest’ultimo forse prima all’estero che in Italia.
    Lo scopo di tutta questa fatica per me è, fin dall’inizio, uno solo. Raccontare ciò che è stato sempre evidente ed è stato sempre occultato. Il Delitto Pasolini è come il Delitto Matteotti. Né più né meno. Anzi, di più.
    Questo concetto, così come te lo espongo, sta cominciando a farsi strada. È una strada lunga ma si sta illuminando, e sta arrivando tanta gente ad accompagnare il viaggio.
    Un abbraccio
    David

    Metto in bacheca un sms che mi ha inviato Zac che voglio condividere:
    Caro compagno, come ogni anno vi leggo quando c’è connessione, e quest’anno ce n’e’ pochissima, pensa che in spiaggia i cellulari non prendono, una figata, e gli esseri umani che la frequentano non ne hanno fatto un dramma, sono semplicemente tornati a fare quello che facevano prima, chiacchierare. Ti penso spessissimo, cosa nota ma non mi stufo di ripeterla, mi fa star bene. Hasta. Zac

  23. Caro David,
    ti ringrazio per il chiarimento e sono contento della tua interpretazione su come proseguire questo importante lavoro. Sarei felice se il libro uscisse prima di fine mese per potermelo gustare nelle vacanze francesi, ma penso che non sia il periodo adatto alla presentazione.

    La tenerezza del nostro “portinaio” non ha eguali e riesce sempre a far star bene anche chi lo legge.

    Un abbraccio a te e Zac. robi

  24. Caro Robi,
    il libro dovrebbe uscire in ottobre. Non ti dico la data esatta per scaramanzia. Non potrò mandartelo, te lo dovrai comprare.
    Se tutto fila liscio, la prima edizione dovrebbe andare a ruba. Scommetto che saranno i tanti assassini morali di Pasolini a precipitarsi per primi ad acquistarlo. Poi scopriremo se le ristampe saranno puntuali.
    Come ho detto fin dal primo momento, questo progetto non è importante per lo scrittore, per lo sceneggiatore, per il regista. Ha un’importanza che trascende di gran lunga la mia persona. Solo io potevo farlo e leggendo il libro capirai perché.
    Non volevo farlo e per decenni me ne sono tenuto alla larga. Poi le circostanze e il destino hanno deciso per me e ho sentito l’obbligo di assecondare questo destino, mettendo da parte qualunque paura. Sono stato a mia volta assecondato da tante persone, persone più giovani di me che non hanno mai conosciuto Pasolini. Anche questo mi è sembrato parte di questo destino, e continua a sembrarmi la parte più importante, la parte più attuale, la parte più viva dell’intera faccenda.
    Un abbraccio
    David

  25. Scusa Stefano,
    ma lo capisci adesso? Perdona l’immodestia, ma noi “di sinistra”, come dici tu, l’abbiamo capito da un pezzo. E l’abbiamo capito quando ci siamo resi conto di essere rimasti veramente in pochi. Di sinistra.
    Cerca di goderti le vacanze nonostante tutto.
    Ciao
    David

  26. Caro David,
    grazie per questo ulteriore aggiornamento sull’uscita del libro. Eventualmente, prima della data precisa, anticipami il nome dell’editore in modo di poterlo prenotare.
    E grazie per la preziosa descrizione del senso che hai dato al tuo importante lavoro.
    Un abbraccio. robi

  27. Caro David,
    ti ringrazio per questo ultimo aggiornamento. Eventualmente, prima della data di uscita del libro, informami sul nome dell’editore in modo di poterlo prenotare.
    E grazie per la preziosa descrizione del senso che hai dato al tuo importante lavoro.
    Un abbraccio. robi

  28. Caro David,
    ti ringrazio per quest’ultimo aggiornamento. Eventualmente, prima della data di uscita del libro, segnalami il nome dell’editore in modo di poterlo prenotare.
    E grazie per la preziosa descrizione del senso che hai dato al tuo importante lavoro.
    Ti abbraccio. robi

  29. L’editore è Rizzoli, Robi. L’unico per il quale lo avrei scritto. Il destino è filologico, come sosteneva Pasolini.
    David

  30. Caro Stefano,
    ecco, ora sei Stefano. E sei rimasto anche quello di prima. La soluzione ideale.
    Buonanotte
    David

  31. Cari condomini,
    la tromba delle scale non suona da un bel po’. Senza disturbare il sonno di nessuno, volevo soltanto dirvi che stamattina mi ha assalito la depressione elettorale.
    Mi sono improvvisamente reso conto che l’unico voto utile, negli ultimi vent’anni, l’ho dato a un greco che si chiama Tsipras e glielo darei ancora se soltanto potessi.
    Non è confortante.
    Buon fine settimana
    David

  32. Caro Stefano,
    un dirigente politico deve dialogare continuamente con il suo popolo. La democrazia prevede questo. Tutti ne parlano, tanti paesi si definiscono democratici, ma la democrazia e’ ancora un’utopia. Tutti continuano a volere qualcuno che decida al loro posto.
    Tsipras ha indetto un referendum per sapere quale fosse l’orientamento del popolo greco. Ha ottenuto un netto consenso. Forte di questo consenso, è andato in Europa a negoziare in nome del popolo greco. L’Europa ha mantenuto la linea della fermezza e del ricatto. Di fronte al ricatto, anche il suo partito si e’ spaccato e la destra nazista di Alba Dorata ha cominciato ad agitare spauracchi nel fertile terreno della paura.
    Tsipras ha dunque dovuto cedere al ricatto, come fanno i dirigenti responsabili, perché non aveva scelta. Subito dopo, da dirigente onesto e responsabile, si è quindi dimesso. Per consentire al popolo greco, ancora una volta, di esprimersi su tutto ciò che è accaduto.
    Ora vedremo come si pronuncerà il popolo greco in questa seconda (o meglio terza, considerato le elezioni vinte da Tsipras) occasione.
    Io non starò ancora a dirti che noi italiani siamo governati dall’ennesimo presidente del consiglio non eletto, che abbiamo un parlamento anch’esso sempre più scaduto e sempre più pregiudicato. Non voglio dirlo più perché mi viene la nausea solo a pensarci.
    Ti dirò solo che da questa Europa pseudo unita e sempre più folle, si può e si deve uscire non con gli slogan, non con la demagogia, e neppure con un referendum o con le elezioni, bensì con un progetto. Ma per costruire un progetto ci vuole tempo ed è necessaria la partecipazione di buona parte della popolazione. Questa è quella cosa purtroppo ancora utopistica, malgrado sia stata inventata tanti secoli fa proprio in Grecia, che si chiama democrazia
    Tsipras ha comunque fatto esplodere tutte le contraddizioni che rendono questa Europa attuale un fallimento epocale. Le ha fatte esplodere così fragorosamente da spingere oggi la Merkel a voler uscire dall’Unione Europea prima che si sfasci. Tanto che gliene frega a lei, ormai i tedeschi hanno fatto il pieno, si sono presi tutto quello che volevano. Ma hanno anche raccolto un’ondata di odio che rischia di superare la diga lentamente e faticosamente costruita nel dopoguerra dopo gli orrori del nazismo. Quindi, meglio cambiare aria. Se la Merkel non l’avessero “tradita” l’altro ieri più di 60 parlamentari del suo partito, ora la Germania avrebbe già in pugno la maniglia della porta dove c’è scritto EXIT. Del resto, Angela Merkel l’ha detto chiaro e tondo ai giornalisti quando è venuta all’Expo che del problema greco non gliene poteva più fregare di meno: “La Grecia? Ci sono problemi più gravi ora. L’immigrazione è il primo problema”.
    Tre ore fa, un altro improvvisato terrorista ha tentato di fare una strage sul treno che va da Amsterdam a Parigi. Succede tutti i giorni ormai, anche più di una volta al giorno, in ogni angolo del mondo. Gente qualificata che lavora nell’Intelligence annuncia un botto grosso, ma veramente grosso, in Italia. Ancora non c’è stato. Quando ci sarà, può sfasciare il nostro paese una volta per tutte, considerando che la guerra tra italiani poveri e immigrati poveri è già cominciata da un pezzo.
    Anche in Germania, finora, non è accaduto niente di grave. Ti segnalo che la più forte organizzazione terroristica musulmana, i Fratelli Musulmani (che avevano addirittura preso il potere “democraticamente” in Egitto e avevano fatto presidente Morsi e sono stati poi fortunatamente rovesciati dall’esercito) che io sappia ha tuttora la sua sede in Germania, in un palazzo di Berlino.
    Ora mi dirai, come hai già fatto, che tu non voli così alto. Io non volo alto, Stefano. Io volo dove devo volare, su questo mondo che sembra sul punto di precipitare e di portarsi via, fra i tanti detriti, anche le macerie di un piccolo, straordinario paese che si chiamava Italia. Cerco di mettere insieme i pezzi perché è la mia natura, la mia educazione, la mia cultura, la base di tutte le mie professioni talora stravaganti. Ma lo faccio soprattutto, ti assicuro, perché ho dei figli e sono in ansia per loro. Se non ne avessi, giuro che alla mia età mi divertirei. Perché un’epoca così delirante nessun essere umano l’ha mai vissuta.
    Ti auguro buona serata
    David

  33. Che condominio chiassoso! Devo tornare con calma e leggere tutto! Per ora solo un saluto a tutti.

  34. In effetti, dopo avervi letto, non saprei proprio da dove iniziare. Ammesso che a questo punto sia opportuno esprimere qualcosa. Una cosa è certa però. E’ un piacere avervi letto, tutti.

    Ciao Zac e un saluto a tutto il condominio.

    Caro Zac, credo che questi commenti che mi precedono siano pieni di spunti per prossime possibili riflessioni. Per quanto mi riguarda, nel corso di questa lunga assenza dalla rete (che poi assenza non era perché spesso, di corsa, ma vi leggevo), ho molto riflettuto (e anche rincorso qualche problema familiare piuttosto serio) e sono giunto ad alcune conclusioni che avrò modo di esporvi, quanto “rientreranno” tutti in rete.

    A proposito di Expo, sono rimasto positivamente colpito dal tuo racconto. Tuttavia rimango della mia opinione, espressa già a suo tempo. A me emoziona andare dalla mia Mitraglietta (l’ortolana che ti ammazza a parole), chiedere un bel cespo di insalata e sentirsi dire “vai nell’orto e raccogli quella che vuoi”. E’ un’emozione impareggiabile, quanto quella di coltivare un mio piccolo orto, un sogno che realizzerò prima o poi!!!

    Per ora, ancora un saluto a tutti ed a risentirci presto.

  35. Ciao Stefano e buon pomeriggio a tutto il condominio.

    Stefano, consentimi una replica poi, magari, anche David fornirà alla tua ultima riflessione, le sue.

    E’ vero, come ricordi, che il capo di un governo non viene eletto. E’ talmente vero che, personalmente, sono fermamente contrario a che ciò avvenga. Ed infatti, sono anche critico nei confronti della nuova legge elettorale voluta da Renzi, la quale unitamente alla riforma costituzionale voluta sempre da Renzi e che sta trasformando il nostro sistema democratico da bicamerale a monocamerale, ci sta portando velocemente verso quella che sarà una Repubblica presidenziale, dove un capo del governo decide il bello ed il cattivo tempo ed una camera (di nominati) approva.

    Detto questo, però, ti ricordo anche che il nostro sistema legislativo è composto da “leggi e consuetudini” e che le seconde sono vincolanti, a livello istituzionale, al pari di una legge. Per esempio, la così detta “ingerenza istituziale” di cui spesso abbiamo sentito parlare durante l’era napolitano, non è definita, regolamentata o sanzionata da nessuna legge. Però esiste e quando un rappresentante dello Stato o una Istituzione, con i loro comportamenti, la manifestano, ne va della loro moralità e credibilità.

    Pertanto, se è vero che noi non votiamo un capo di governo, è anche vero che quando andiamo a votare, votiamo un partito oppure una coalizione che ha già indicato, nell’eventualità vinca le elezioni, chi sarà il probabile nuovo capo di governo, proposto da quello stesso partito o coalizione al Presidende della Repubblica. Il quale, in genere, approva incaricando lo stesso di formare il nuovo governo.

    Ora, quando ci furono le primarie del Pd, prima delle elezioni nazionali, la coalizione di centrosinistra aveva indicato Bersani. Quando vinse, fu Bersani ad essere incaricato… il resto della storia la sappiamo.

    La stessa cosa è avvenuta nell’era Berlusconi, anche se nel centrodestra non c’erano primarie.

    Ora Renzi, sulla base delle “consuetudini” istituzionali, è solo un furbetto che ha sfruttato il momento opportuno ed un presidente della repubblica “particolare”, per andarsi a sedere su una poltrona che nessun elettore gli ha conferito (con un voto).

    Su Tsipras e cosa è accaduto all’indomani del “referendum”, ti inviterei a leggere questa mia breve riflessione… poi, magari, ne riparliamo.
    http://www.operaincerta.it/archivio/120/articoli/poerio_2.html

    Sul terrorismo, sbagli a spaventarti. Secondo me, invece, dovresti preoccuparti. Anzi, visti gli ultimi avvenimenti dovremmo preoccuparci un po tutti. Avrai sicuramente saputo della faccenda “funerali” casamonica, qua a Roma. Una faccenda talmente disgustosa da essere insopportabile.

    Eppure, c’è un aspetto di tutta la faccenda che nessuno (o quasi) ha evidenziato, compresi i media. Ti sei chiesto, Stefano, come sia possibile che un elicottero non autorizzato a nessun volo, abbia potuto decollare da un aereoporto a più di 200 chilometri da Roma, percorrere qualla rotta di volo, sorvolare un popoloso quartiere di Roma, sganciare un carico di petali di rosa su un corteo funebre e, poi, tornare indisturbato all’aereoporto da cui era decollato?

    Ti sei chiesto come sia possibile che nessun sistema civile o militare abbia rilevato o segnalato “l’anomalia” di un volo non autorizzato? (ci sarebbe anche dell’altro di cui preoccuparsi ma te lo risparmio).

    Ed infine, sbagli anche a “spaventarti” per i massicci esodi migratori in atto. Sbagli perché più che spaventarci, dovremmo preoccuparci (governi compresi) di trovare soluzioni che evitino che migliaia e migliaia di persone siano costrette a fuggire da paesi in guerra, dalla fame, dalla disperazione di una povertà che è molto ma molto peggiore di quella che tu individui in “un territorio che sta morendo e che non da prospettive”.

    Che poi, di chi stai parlando? Dell’Italia? Ma guarda che qua da noi non si vuole fermare nessuno, almeno tra quelli che vengono definiti “profughi” e anche per la maggior parte dei “migranti”. E’ tutta gente che vuole andare nel nord Europa, Germania, Olanda, Belgio… dove di prospettive decenti per chi sta morendo di fame o è solamente alla ricerca di un posto dove vivere in pace, ce ne sono e come!

    Ciao Stefano.

  36. Caro Stefano,
    purtroppo sei afflitto da un discreto numero di pregiudizi. Quando dici, e lo dici puntualmente, che se certe cose le avesse fatte un politico di altro colore sarebbero state diverse, mi sembri sempre quello che “se mio nonno aveva le ruote sarebbe stato un autobus”. A me interessa sapere ciò che accade, non mi interessa ciò che sarebbe potuto accadere, non mi masturbo con figure retoriche di questo genere.
    C’è un altro pregiudizio nel tuo commento che come tutti i pregiudizi è campato in aria. Ti chiedi come mai “ragazzi di cultura vissuti in Europa” fanno scelte incomprensibili come “beduini senza cultura facili da abbindolare”. Non ti contesto il banale razzismo che si trova alla base di questa considerazione. Ti contesto il fatto che non hai capito proprio niente. Ti posso consigliare un bel film. Comprati “Lawrence d’Arabia” e guardatelo con tuo figlio. Passerete una bella serata e tu forse scoprirai tante cose interessanti.
    Ciao
    David

  37. […] Milano, Expo 2015, confermo quanto scrissi, parola per parola,https://zacforever.wordpress.com/2015/07/22/buon-expo-a-tutti/ […]

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