Il Blog

SHANTARAM, il capolavoro.

In Politica on agosto 26, 2015 at 8:53 am

Alzo gli occhi e vedo le onde.

Le onde mi intrigano, mai una come l’altra, una finisce, quella dietro nasce.

 

Abbasso gli occhi, e rieccomi immerso nell’umidita’, nel fango, nella bonta’ di Bombay.

L’autore del libro che mi ha fatto vivere le ferie in fase duale e’ Gregory David Roberts, rapinatore, filosofo, divorziato, eroinomane, finto medico, trafficante di passaporti falsi, guerrigliero e altro ancora.

Un capolavoro. Una frustata. Lacrime, risate e violenza.

Moltissimo amore, ma non di quello “occidentale”, macche’, persino Gregory ci impiega un po’ a capirlo, moltissimo amore puro, fatto di gentilezze, di promesse che valgono come e piu’ della vita, di favori incredibili fine a se stessi.

 

Alzo gli occhi e vedo le onde.

le onde portano pezzi di legno, li raccolgo, saranno i monoliti per l’inverno.

 

Abbasso gli occhi, Gregory mi racconta la sua vita: scappa dall’ingresso principale di un carcere di massima sicurezza in Australia, va in India, ne’ combina di ogni sorta, vive in uno slum, vi ci apre un ambulatorio; poi combatte con i mujeaddin in Afghanistan, viene ferito, rischia la vita ogni due pagine, picchia, ama, ruba, fuma.

Lo arrestano per la seconda volta nel 90 a Francoforte, lo estradano in Australia, dove sconta il resto della pena, 6 anni.

Esce, scrive SHANTARAM, i cui diritti sono stati comprati da Johnny Depp.

Di tutto il tomo, son 1200 pagine, lo Slum di Bombay, che mi ha letteralmente deviato, non scherzo, va’ raccontato.

 

Alzo gli occhi e vedo le onde

Sono ancora li’, a tre metri, continuano a parlare, e non disturbano affatto.

 

Prabaker, il semplice, e’ la guida che Gregory trova appena arrivato a Bombay.

Sono gli occhi di Prabaker a fulminare Gregory, a cambiargli la vita, a far si che un galeotto in fuga da un carcere vada a finire in un posto ben peggiore, lo slum, per merito o per colpa solo di quegli occhi.

Occhi che, nello scorrere delle parole scritte, ti raccontano cose che neanche si immaginano, occhi che ti parlano.

30mila persone accatastate a vivere dentro a baracche di lamiera, fogne aperte, niente acqua, niente elettricita’, la cloaca dell’umanita’, se…

Se non fosse che in questo posto maledetto si viva con il sorriso, che ogni abitante ha stampato in viso e nel cuore.

Sentite (trascrivo a memoria , che non ho il tomo con me):

C’e’ un’esondazione, Gregory corre ad avvisare la gente che il fiume sta arrivando, bisogna scappare

“No, no, non ti preoccupare, Linbaba (il suo nome all’interno dello slum)” disse Prabaker.

“Ma il fiume sta arrivando, morira’ della gente”

“Si’, si’, non ti preoccupare, Linbaba”

“Prabaker, BISOGNA scappare!!!”

“Calmati, Linbaba, e siediti, ti spiego. La settimana scorsa i quattro anziani dello slum e due giovani estratti a sorte hanno piantato quelle bandierine la’, ti ricordi?”

“Si'”

“E’ la previsione del dove arrivera’ la piena, vince chi si avvicina di piu'”

“Prabaker, bella storiella, ma qui rischiamo il culo!!!”

“Ah, Limbaba, due motivi per restare fermi: non c’e’ un altro posto dove andare e tutti vogliono vedere chi vince con bandierina”.

Poi arriva il fiume, succede un disastro, e alla fine della piena tutti ballano e cantano.

Distruzione, balli e canti.

Gregory continua a non capire.

Arriva Prabaker, tutto felice, guarda Linbaba ed esclama:

“Vieni, si festeggia, la piena dell’anno scorso ha fatto 40 morti, quest’anno solo 7, andiamo a ballare!!”

Un libro che ti resta addosso, come un tatuaggio di un carcerato, indelebile, un marchio.

 

Ho letto una montagna di libri.

“La versione di Barney” di Mordecai Richler e’ stato una rivelazione sull’essere un grande, bastardo, artista incompreso.

“Chiedi alla polvere” di John Fante un diktat sulla vera beat generation.

“Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” del Compagno Luis e’ stato l’aprirsi della frontiera sudamericana, dalla quale non sono ancora tornato.

La saga di Benjamin Malaussene di Daniel Pennac e’ stata l’apoteosi della famiglia politicamente scorretta.

I classici mi hanno aiutato molto, e per classici intendo Boll, Wilde, Dostojewsky e Hesse.

Ma SHANTARAM li comprende tutti, fatico a trovare le parole, sono rimasto folgorato, sulla via di Bombay.

 

Alzo gli occhi e vedo le onde.

Sono bellissime.

 

P.S.

Un grazie immenso a Sara che mi ha regalato Shantaram.

Non vi preoccupate, ragazzacci, ho anche un post a sfondo politico, a brevissimo la pubblicazione.

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  1. Caro Zac,
    il tuo capolavoro, come spesso accade, arriva al momento giusto. Non so quando troverò il tempo per affrontare le 1200 pagine, ma sta pur certo che lo troverò.
    Questo tuo capolavoro che attraversa le vite degli altri, le loro sciagure che ci lasciano indifferenti, e anche la loro indomita vitalità che noi, morti e stramorti da tempo nei nostri tinelli, nelle nostre TV e nei nostri smartphones, non riusciamo più ad afferrare, mi piacerebbe ascoltare la tua voce che lo legge mentre cammino per la strada, salgo in metropolitana, e attraverso questo mare di ingiustizia razziale, sociale e ambientale che ci sta soffocando.
    Se non l’avete ancora notato, tutti quelli che hanno la pelle di un colore diverso dalla nostra, tutti quelli che non sono maschi ariani, sono incazzati come mai prima d’ora. Subiscono da secoli tutte le ingiustizie del mondo. Sono tanti, sono giovani e non posseggono niente. Ci mangeranno vivi, anche se siamo già morti.
    Per tornare allo squallore nazionale, vi annuncio che sono pronto a votare Movimento 5 Stelle e anche a darmi umilmente da fare se ce ne sarà bisogno. Il deputato del M5S che è salito sul palco di Comunione e Liberazione, senza nemmeno consultarsi con Grillo o con Casaleggio, a sputare in faccia agli amichetti di Renzi e di Formigoni tutto il suo disgusto per i loro lerci intrallazzi in nome di Dio mi ha commosso quasi alle lacrime. Non ricordo neppure il suo nome, dall’accento mi è parso veneto, ma se c’è ancora un futuro possibile io voglio essere rappresentato da gente come lui.
    Buina serata

  2. caro Amico, mi hai ricordato Pascoli, “I vecchi di Ceo – L’inno eterno”
    …… … Arrivava un’onda
    dal mare, un’altra ritornava al mare.
    Era la vita. Dopo il moto alterno
    d’un’onda sola che salìa cantando
    scendea scrosciando, mormorava il mare
    immobilmente. E molte vite in fila
    salìan dal mare riscendean nel mare:
    quindi l’eterno. E dall’eterno altre onde:
    i figli. Altre onde dall’eterno: i figli
    dei figli. E onde e onde, e onde e onde…

    .. Non rovino la sensazione di eternità con parole amare…

  3. Caro Amico, mi hai ricordato Pascoli, “I vecchi di Ceo – L’inno eterno”:
    … … Arrivava un’onda
    dal mare, un’altra ritornava al mare.
    Era la vita. Dopo il moto alterno
    d’un’onda sola che salìa cantando
    scendea scrosciando, mormorava il mare
    immobilmente. E molte vite in fila
    salìan dal mare riscendean nel mare:
    quindi l’eterno. E dall’eterno altre onde:
    i figli. Altre onde dall’eterno: i figli
    dei figli. E onde e onde, e onde e onde…

  4. Proprio cosi’, caro David, siamo morti e sepolti, togli un o smartphone a chiunque e vedrai il terrore nel suo sguardo.
    In ferie, una notte, dei ragazzini facevano un casino terribile sotto la mia camera, anni fa’ li avrei apostrofati con minacce fisiche e impropri vari, quest’anno mi son limitato a uscire in terrazzo, e pacatamente sir loro: “al prossimo schiamazzo scendo e butto in mare tre cellulari a caso”, non e’ volata piu’ nemmeno una mosca.
    Per non parlare della mazzata psichica che si son presi almeno tre milioni di italiani sulla settantina, che hanno scoperto i social, fan quasi tenerezza.
    I cingalesi l’han capito per primi, difatti non vendono piu’ gli accendini, ma i pali per il selfie.

    L’accoglienza dentro a uno slum andrebbe spiegata a tutti quei figli di puttana che si ostinano, per una ragione o per l’altra, a considerare i migranti come un peso, una rottura di cazzo, una possibile epidemia, posti di lavoro rubati, e altre nefandezze per le quali sarei disposto a sparare.

    Trentanni fa’, i ragazzi del nordest erano celebri per essere fra i primi in italia a fare lavori saltuari durante le vacanze scolastiche per raccimolare un franco, chi in pizzeria, chi al bar, chi negli stabilimenti balneari, chi in gelateria in germania o a bibione.

    Oggi, sopratutto i figli dei leghisti, se ne guardano bene, il loro posto e’ stato preso dal magrebino di turno, e loro sono dalla parte opposta del banco, a ordinare spritz con l’aperol allo schiavetto africano, con i soldi del papi, frutto di decenni di evasione fiscale.

    Ma quale “bianco ariano”, questi qua sono merde, e basta.

    Hasta
    Zac

    p.s.
    caro stefano, io non ho paura di nulla, ma proprio nulla, quindi non so’ come rispondere alle tue, di paure o preoccupazioni, mi auguro solo che siano delle idee che svaniranno con il tempo, come fu’ per l’ebola, o l’antrace, o la mucca pazza, o l’aviaria, te lo auguro di cuore, vivrai molto meglio.

  5. Caro Stefano,
    scusa se m’intrometto, ma quelli di Zac non sono pregiudizi, sono postgiudizi. Uno che evade le tasse è un nemico della comunità, deve andare in galera, punto e a capo. Non serve giustificarsi o giustificarlo constatando che in Italia si pagano troppe tasse. Se ne pagano troppe perché le pagano solo e sempre gli stessi disgraziati. Che poi vanno a votare e per chi votano? Per Berlusconi, per Renzi, per chi rappresenta i grandi evasori fiscali. peeche? Perché l’Italia è piena di tanti piccoli evasori miserabili che credono di dover avere paura e si attaccano al carro dei grandi evasori. Pensa te che razza di popolo siamo.
    Quanto ai ragazzi tecnologici, mi preme generalizzare. Ho 6 figli e combatto la loro deriva tecnologica tutti, ma proprio tutti i giorni. I ragazzi europei, americani, giapponesi, tutti i ragazzi del cosiddetto primo mondo, sono i ragazzi più ignoranti della storia dell’umanità, anche quelli che vanno nelle università prestigiose. Sono un vero abisso di ignoranza perché sono sempre connessi, centrifugati nel gorgo di Internet, e credono per questo di possedere una vasta cultura. Invece non hanno più niente di niente, neppure la basica cultura contadina di un tempo. I figli dei beduini questa cultura ce l’hanno ancora, conoscono le storie dei loro avi, conoscono la loro terra e il loro popolo, conoscono terre e popoli limitrofi, sanno coltivare, allevare e nutrirsi, sanno curarsi, e se se ritrovano sprovvisti di tutto sanno sopravvivere. Ecco perché se c’è un futuro in questo marcio pianeta, quel futuro appartiene a loro di diritto.
    Buona serata
    David

  6. 1200 pagine, in questo momento, sono proprio un grande impegno. Eppure, per come ce l’hai raccontato, non è possibile sottrarsi a questa lettura, Lo cercherò e ne scoprirò i contenuti.

    Ciao Zac e buona serata a tutto il condominio.

    Mi intrometto anche nelle altre riflessioni, già che ci sono.

    David, sono in tanti a pensarla come te, sempre di più, a proposito di un voto al M5S. L’hai sentito D’alema, ieri? Ha sbattuto in faccia al presuntuoso, quello che sta accadendo al Pd. Stanno vivendo di gloria passata ma hanno il futuro a termine. 2 milioni di voti persi nel centrosinistra, da quando c’è questo giovinastro presuntuoso e arrogante. E D’Alema, per carità non voglio affatto osannarlo, gli ha chiesto se intende fare accordi elettorali con il centrodestra pur di mantenere la poltrona o se si decide a pensare a nuove politiche di centrosinistra!

    Personalmente, voterei M5S con la stessa convinzione con cui sgangerei una bomba sul governo riunito al gran completo. Ecco, la seconda ipotesi è… troppo! Scelgo di lanciare una granata virtuale, il M5S. Poi staremo a vedere cosa accadrà in questo fottuto Paese.

    Sul “non generalizzare” di Stefano, sono parzialmente d’accordo con lui. Generalizzare non è mai corretto. Personalmente preferisco parlare di “maggioranza”. Ecco, la maggioranza di questo Paese, per quanto mi riguarda, andrebbe privata dei diritti civili, internata in campi di rieducazione e, se irrecuberabile, destinata al confino coatto e a vita. Ma su questo avremo modo di riparlarne. Come affermato recentemente, da Tina se non ricordo male, sono stanco di sentir criticare questo o quel politico. E’ ora di CAPOVOLGERE il problema, partendo dall’assunto, non mio, che “ogni popolo ha i governanti che si merita”. Ecco, è di questo “popolo” che dobbiamo cominciare ad occuparci, altro che il bimbominchia!

    Per ora, buon fine settimana a tutti e ciao Zac.

  7. Caro Carlo,
    concordo: è dagli italiani che bisogna cominciare. Hai detto niente.
    Fammici pensare.
    Buonanotte
    David

  8. Caro Stefano,
    come si usa uno strumento? Quanta gente conosci che sceglie veramente cosa guardare in televisione o sul web?
    Il più delle volte, non siamo noi ad agire questi strumenti, sono gli strumenti ad agire noi, e più si è giovani, più si è consumatori, più si viene agiti.
    L’essere umano è tale se difende il suo diritto di scegliere e lo esercita continuamente. In caso contrario, la pecora è animale decisamente superiore.
    Ciao
    David

  9. Caro Zac e cari tutti,
    perdonate l’impaccio ma è la prima volta in assoluto che scrivo su un blog!
    Ti ringrazio intanto per il consiglio letterario, stamattina ho fatto acquisti in libreria e ho preso, tra l’altro, Shantaram. Le 1200 pagine non mi spaventano per niente, avendo io davanti una bella settimana di ferie al mare che, al solito, passerò più che altro leggendo distesa in spiaggia! Al momento sono alle prese coi famigerati fratelli Karamazov (che, ovviamente, consiglio a tutti coloro che si stanno ancora interrogando sull’immortalità dell’anima (‘sti cazzi!) o anche solo sulle dinamiche, molto più terrene, che intercorrono tra padri e figli), quindi direi che sono abituata alle lunghe storie… Altro libro acquistato è, sempre su tuo consiglio, Sodomie in corpo 11 di quel provocatore di un Albo Busi! Mi si prospetta una bella settimana di relax e letteratura: il mio mondo preferito!
    Strana cosa scrivere sullo schermo di PC, solitamente gli scambi di opinioni su libri, vita o altro sono abituata ad averli vis a vis, come si dice, guardandosi in faccia attorno ad un tavolo, magari con una bottiglietta gradevole da condividere, assieme alle impressioni di questa o quella lettura, di questa o quella esperienza di vita… La freddezza, la distanza, di una comunicazione siffatta, non l’avevo ancora mai provata… ma, sai com’è, ormai sono giunta alla veneranda età di 33 anni, e forse uno sforzo in più verso questi nuovi strumenti tecnologici di condivisione, lo devo pur fare… senza però preferirli ai vecchi soliti dialoghi tra amici in carne ed ossa.
    Un saluto a tutti, e buona lettura a chi si cimenterà in questo lungo viaggio
    Jessica

    P.S. Ma sai che anche Papillon è una vicenda che vale la pena di leggere? Chissà perché, ma gli evasi mi fanno simpatia…

  10. Cara Jessica, ma che piacere!!
    sposo la tua tesi, anch’io preferisco, e di gran lunga, la discussione dal vivo, e difatti c’e’ capitato diverse volte.
    Papillon: raramente leggo un libro dopo aver visto ip film, anche se comprendo l’abissale differenza fra i due sistemi, film e libro.

    Rispolvero Moravia:
    leggere un libro e’ una cosa che fai se lo desideri, devi aprire le pagine e leggere, non ti puoi distrarre.
    vedere un film e’ una cosa che si subisce, puoi anche distrarti e lo capisci lo stesso.
    torna piu’ spesso

    hasta
    zac

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