Il Blog

Un’ utopia e un sogno.

In Politica on gennaio 8, 2016 at 7:58 am

Benvenuti nel 2016, care lettrici, esimi lettori.

Apro l’anno con un’idea che giustappunto ierilaltro la Compagna Bettina ( a proposito, donna di categoria superiore, straordinaria architetto e  mamma superlativa) mi ha suggerito.

Utopicamente, per la prossima tornata elettorale, si candida per la sinistra un tale, uno senza tessere di partito, non iscritto ad alcun movimento, posto fisso garantito, idee progressiste, abiti modesti, simpatico, tremendamente simpatico.

MARIO JOSE BERGOGLIO.

Attualmente impegnato in altro incarico.

 

Si stravince con percentuali bulgare, persino senza la Binetti.

 

Ma non e’ di questo che volevo scrivere.

L’argomento e’ puramente ludico:

 

LA SCIATA PIU’ BELLA DI SEMPRE.

I monti straripanti dei loro colori, che variano al variare della luce.

Il cielo da consegnare ad Antonio Canal per una tela da far invidia all’arrivo del Buccintoro in laguna.

Il verde, l’ocra, il terra di Siena e l’azzurro illibato che si fondono con queste lunghe, interminabili, strisce di neve.

E che neve!!!

In Val Badia quest’anno hanno risolto la quadratura del cerchio; dopo anni di ricerca, 140km di piste sono state innevate con un surrogato della neve, ad impatto ambientale zero (ricordo che nei prati dell’alto adige, in estate, pascolano le giovenche, se ne’ evince che l’erba deve essere assolutamente esente da veleni alcuni), dura al mattino, dura nel meriggio, sempre uguale, un sogno.

Gli sciatori comprenderanno: cronch, cranch, crinch, una curva cronch, una derapata cranch, una serpentina crinch, la neve perfetta.

Mi sono concesso pure uno scoppio di scarpone con relativo salvataggio da parte della polizia in motoretta, imprevisti dello sciatore provetto.

E mentre stai sciando, che gia e’ una cosa con poche rivalita’ nel globo, a destra vedi quello con la mountainbike in manichette corte, a sinistra due rocciatori, poco piu’ avanti un “malgaro” che stancamente tira un pony, file di sdrai con un sacco di persone intente ad abbronzarsi e leggere, tutti senza ipad e tablet vari, tutti o con il quotidiano o con un libro fatto di carta, un’umanita’ scomparsa da almeno dieci anni.

Se togliamo Tom Hank’s nel film in cui naufraga in un’isola deserta e Robinson Crosue, le piste da sci sono l’unico luogo rimasto dove le persone continuano a parlarsi e a vivere senza l’assillo dei new social media.

Alcuni mi hanno detto “Hai pubblicato delle foto in rete?” NO, non avevo con me la polaroid.

L’ultimo giorno abbiamo risalito un picco,  per stravaccarsi in un prato a 2mila metri, allungo lo sguardo, toh, una fontana per l’abbeveraggio dei bovini completamente ghiacciata, due metri quadri di ghiaccio orrizontale.

E mi son sentito agli albori, a milioni di anni fa’, perche’ quando sono a Roma, penso sempre a 2mila anni fa’, quando sono a Venezia penso sempre a 600 anni fa’.

Ma di fronte al Piz Boe’, alla Gardenaccia, al Col Pradat e al Sasslongher, punte che contano centinaia di miloni di anni, altro non ho potuto fare che mettermi alla ricerca di sassi appuntiti, sedermi al centro della fontana, e per diverso tempo incidere nel ghiaccio quattro clowns, adoro i clowns, che resteranno li’ sino al disgelo.

 

Sono ringiovanito di tre lustri, almeno.

 

Baci a tutti.

 

 

 

 

 

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  1. Caro Zac,
    vedo che nessuno commenta. Sarà che molti terroni come me non amano lo sci. Potrei scrivere un libro sul mio rapporto (repellente) con lo sci. Mi limiterò a raccontarti che quando avevo 12 o 13 anni fui praticamente obbligato ad andare in montagna con la scuola a San Martino di Castrozza. Era il 1963 o il 1964. Non sono mai andato sulle piste, non ho nemmeno preso la teleferica che all’epoca si chiamava così. Ho trascorso tutta la settimana (ma ho idea che fossero quasi 15 giorni, le vacanze di Nataleper intero) per cavoli miei, e sono andato al cinema tutti i giorni. Per fortuna c’era un cinema a quei tempi a San Martino di Castrozza. Il guaio è che davano sempre lo stesso film, e mi toccava vederlo un paio di volte al giorno. Si intitolava “La traversata di Parigi” e c’erano Jean Gabin, Bourvil e Louis De Funes tutti e tre irresistibili. Come puoi immaginare, sono ancora molto legato a quel film.
    Quanto a Papa Bergoglio unico faro politico oggi, mi pare di aver fatto questa constatazione in condominio circa un anno fa.
    L’ho fatta anche in una chiesa romana, poco tempo fa, mentre salutavo dal pulpito un amico caro. La chiesa era gremita di comunisti, tutti piangevano un amico straordinario ma nessuno si faceva il segno della croce, nessuno pregava. Quando il parrocco mi ha ceduto il microfono, l’ho visto piuttosto abbattuto nel sentirsi improvvisamente un estraneo in casa sua. Ho cercato di consolarlo dicendogli che se il suo principale fondasse un partito tutti quanti correremmo subito ad iscriverci, anche quelli che come me non credono in dio e non ci crederanno mai. Dopo un iniziale stupore, gli ho strappato un sorriso. E poi ho costretto anche lui a cantare Bella Ciao.
    Non è piovuto nessun fulmine dal cielo, la chiesa è ancora lì, ma sono convinto che il nostro povero amico, se ha trovato un buco della serratura dove si trova adesso, sia stato contento del suo funerale.
    Buon Anno a tutti
    David

  2. Dal modo in cui hai introdotto questo breve, allegro, godereccio, bucolico racconto, con quel “Benvenuti nel 2016, care lettrici, esimi lettori”, per un attimo m’è passato per la mente questo pensiero… “oddio il portinaio c’è diventato democristiano”!!!!

    Ciao Zac e bentrovato a te ed a tutto il condominio, in questo nuovo anno.

    Mi par di capire che non sono l’unico che è arrivato a tal punto di disperazione che se vuole sentire qualcosa di “sinistra”, deve ascoltare Papa Francesco (e tiè, lo nomino con talmente tanto rispetto che lo scrivo in maiuscolo!!) Appoggio, in modo incondizionato, l’utopica proposta della Compagna Bettina che non conosco ma se la conosci te, è già una garanzia!

    E passiamo al ludico! Son contento per te, si capisce che hai vissuto il tuo momento perfetto, lì tra le montagne della Val Badia! Lo comprendo anche se non sono un uomo dei monti… il mio elemento naturale è l’acqua, quella del mare. L’habitat perfetto in cui vorrei perdermi (per sempre) sarebbe quell’isola rigorosamente, imprescindibilmente, categoricamente deserta di Tom Hank’s. A me basterebbero un paio di cannette da pesca, una capra per il latte perché quello di mucca, con l’età, mi risulta pesante, un montone perché la natura faccia il suo corso (con la capra, ovviamente!), un paio di galline per le uova, un gallo con lo stesso ruolo del montone e che funga da orologio, un discreto assortimento di semi di prodotti orticoli, una bella fonte d’acqua dolce a portata di bocca e ti assicuro che… difficilmente tornerei alla civiltà. Anzi, guarda, te lo dico qua: se mai dovesse accadere vi avverto, così non andate a “Chi l’ha visto”!

    La montagna la reggo un paio di settimane, molto meno se è inverno e fa freddo. Da giovane (rido) com’è ovvio provai anche a sciare… detestavo chiunque mi svegliasse la mattina presto per raggiungere gli impianti di risalita. Detestavo la neve che ti bagnava e il freddo che pungeva. Detestavo essere vestito come un cavaliere con elmo e corrazza, impacciato nei movimenti… pensa che il mio abbigliamento più congeniale è stare tutto il giorno in maniche di mutande e cappellino per il sole! Alla fine, la mia settimana bianca si riduceva a gran mangiate, gran dormite e qualche discreta, prudente passeggiata… senza strafare però!

    Va beh… aspettiamo gli altri condomini che dicono e, nel frattempo, Buon anno nuovo a tutto noi e buona serata a te ed a tutto il condominio!

  3. …. mi consola scoprire che, per ora, siamo in due ad essere “terroni”…!!!

  4. Chiedo scusa ai due terroni David e Carlo se non li ho preceduti nel commentare, ma sono contento di salire sul podio accanto a loro.

    Alora caro Zac (zeta veneta), ti me ga dedicato almeno una delle to discese? Sono certo di sì e spero che non sia quella in cui ti te sono sciupà i scarpon…

    Io scio ancora su tutto, neve, erba, terra, gradini delle scale, ma solo in sogno perchè quella magica sensazione di abbandonarsi alla ripidità di una pista innevata ti rimane dentro per tutta la vita. (In questo preciso momento mi sto commuovendo, ma è già la seconda volta dopo il racconto di David al funerale del suo caro amico Guido).

    Ciao a tutti e aggiornatemi su tutto!

    Hasta
    robi

  5. Care lettrici, esimi lettori (suono di campanelle, occhi rivolti al cielo, mani congiunte…)

    questo condominio non solo è popolato da pessimi comunisti ma, come se non bastasse già questo, sono pure terroni! Almeno e per il momento, una maggioranza bulgara: 3 su 4 condomini che sono usciti sull’uscio della porta di casa!

    Dunque, sono venuto per deliziarvi con le mie angosce!

    Domani si torna al lavoro dopo 10 magnifici giorni di ferie. Mi girano talmente tanto, ma talmente tanto che sto stramaledicendo tutto il genere umano (ovviamente, meno il condominio) così stolto da dedicare la maggior parte del suo tempo a lavorare ed a correre dietro a inezie.

    Mentre rifletto su tutto ciò e su quanto mi aspetta domani, mi torna a mente quel vecchio, caro, indimenticato, sacrosanto slogan che diceva “lavorare meno, lavorare tutti”! Ridurrei la giornata lavorativa a 4 ore, la settimana lavorativa a 4 giorni per tutti e, per cominciare, salario indifferenziato. Porca, si lavora per vivere, non si vive per lavorare! Quanto tempo libero da dedicare alla famiglia, ai figli, alla lettura, alla cultura, agli amici, ai gatti, al giardino, al relax, alle passeggiate, allo sport, al dolce far nulla… Mi scappa da piangere!

    Ripenso a quella donnina insignificante, gretta, stitica, arida e presuntuosa che mentre si faceva scappare la lacrimuccia falsa, annunciava che tutti i lavoratori sarebbero andati in pensione a 66 anni (e 7 mesi ad oggi)! Stramaledetta lei, quel palo fasciato che le stava accanto, tutti quelli venuti prima (tranne rare eccezioni) e anche quelli che li hanno seguiti (senza esclusione alcuna)!

    Ho iniziato a lavorare che avevo 16 anni e per 8 anni ho fatto di tutto, dal barista al garzone dell’alimentari di un mercato, dal magazziniere all’autista…. ho sempre lavorato a nero, prima di un impiego statale! Ma quella fetente, lei e quel freddo alieno a capo del governo, le hanno considerate o no queste cose? Hanno pensato o no che ci sono generazioni come la mia che se volevano lavorare, dovevano accettare che per anni non si fosse a contratto?

    In questi giorni di ferie, mi sono dato alle opere murarie! Va beh, ho fatto il muratore! E’ un po lunga da spiegare… diciamo che annessa alla mia abitazione, ex casolare dell’O.N.C. (spero che tutti si sappia che significa!!), c’è un’ex porcilaia da me e dai miei vicini adibita a legnaia. Qualche purciaro, in passato, aveva demolito alcuni muri in pietra che io, pazientemente, in questi giorni ho risistemato, ricostruendoli e prevedendo aperture con porte in legno fatte da me… grazie, applauso!

    Le porte servono perché, altrimenti, in primavera arrivano le rondini e fanno i nidi nel sottotetto, tra le travi di legno! Carine le rondini, anche utili perché quando ci sono loro… non vola una mosca… ma la legnaia mi diventa un cacatoio totale! Quanta merda si accumula sotto un nido di rondini, non avete idea! 4 o 5 nidi… e siete sommersi dalla merda! Quindi, la prossima primavera, le rondini torneranno sotto le grondaie a fare i nidi, come regola, ed io terrò la legnaia pulita!

    Va beh… vi ho ammorbato abbastanza e io mi sono calmato, buona serata a tutto il condominio e ciao Zac.

    (se sei arrivato fin qui, chiedendoti cosa significhi casolare O.N.C…. capra! E’ un casale dell’Opera Nazionale Combattenti! Ora vai su internette e documentati a tal proposito!)

  6. Cari condomini, buon anno!
    Mi associo anch’io a Carlo per quanto riguarda gli sci, che da bambina mia madre ha pensato bene di iscrivere al corso me e mia sorella, solo per scoprire che la sorellina minore dopo un paio di lezioni scendeva a spazzaneve, mentre io scendevo sì, ma per la forza di gravità: ruzzolavo a mangiare neve e a ritrovarmela infilata in posti che non posso dire! Buon per te, caro Zac, che sei riuscito a domare l’elemento Natura e a divertirti con essa!

    Buon anno a tutti voi! Per il nuovo anno voglio augurare – a me e a tutti voi – di poter vivere in tutta libertà. Una libertà mentale. La libertà di poter pensare con la propria testa, senza condizionamenti esterni. Poter formulare un pensiero, senza per forza dover sottostare alla morale corrente. Mi piacerebbe per un attimo liberarmi dalla religione, dalla politica, dalle norme sociali, così da poter far nascere anche un solo pensiero che sia slegato da tutto il resto. Un pensiero libero. Non collegato ai dogmi che delimitano l’esistenza.
    E questo è anche il mio proposito per l’anno nuovo: non dare niente per scontato, non considerare vero niente che già sia stato detto, imparare a creare nuovi orizzonti. Che, mi sembra, vivere a modo mio è meglio che vivere seguendo precetti assodati! O no?
    Anche se, per vivere in società, si devono per forza stabilire alcune norme basilari per una civile convivenza, mi viene però la voglia – forte – di trascorrere la mia quotidianità, la mia vita, al di fuori di tali norme, di tali precetti. Che ci omologano, ci ammassano, ci fanno diventare un gregge di uomini assogettati a regole sempre uguali. Perché mai?
    Perché mai non dovrei vivere seguendo sola la mia, di morale? Senza schiacciarmi a minacce cattoliche per i peccati che (per loro) dovrei aver commesso, o a briglie sociali o politiche? Meglio allenarsi a pensare col proprio cervello!

    Papa Francesco mi piace. E non è cosa da poco, dato che mai in vita ho assistito ad una messa (che non sia stata un funerale), ma lo stesso quando vedo lui in TV mi fermo a lo ascolto. Persino le preghiere. Ha ragione la Betti: io lo voterei!

    Che il nuovo anno vi sia lieto, carissimi, e che soprattutto voi siate lieti a voi stessi. E che possiate raggiungere le vostre mete nel modo più libero e indipendente!

    Un abbraccio
    Jessica

  7. come cantava Ornella Vanoni, “gli amici se ne vanno”
    Un abbraccio a David. robi

  8. Grazie, Robi. Stasera ho trascorso un po’ di tempo con Franco. Non parlava più comunque da 17 anni. Ed era ancora bello come il sole. Ho scritto qualcosa, perché è tutto quello che riesco a fare. La spedirò a Zac.
    Un grande abbraccio
    David

  9. Caro David, mi unisco al tuo commento, uno come Franco Citti o lo hai amato o lo hai odiato, ho amato Pasolini e i suoi attori, mi fermo, Accattone è nel mio cervello.
    Buon anno a tutti condomini, sappiate che sono terrona e quando mi girano parlo in dialetto Messinese.
    Sono mesi che parlo in dialetto.
    Zac, detesto la neve, amo il mare e “si a me città non fussi china di babbi i diu partennu du scimunitu chi fa u sinnicu, saria china i turisti, inveci stannu scappannu tutti, o scappanu o u pigghiunu a luparati nte chiappi”
    Trad:
    Se Messina non fosse piena di scemi di dio partendo da quello scemo che fa il sindaco, sarebbe zeppa di turisti per la sua storia e le sue strutture secolari, invece stanno scappando tutti quelli che potrebbero fare la differenza, o scappano o lo prendono a luparate nelle chiappe.
    Per sapere quanto amo la mia città, se avete voglia, leggetevi questo:

    https://a100milionidiannilucedallaterra.myblog.it o-me-missina-si-di-lu-piloru

    Notte buona condomini e sappiate che vi leggo, buon 2016, Carlo, domani passo da te.

    PS
    Coraggio David, ci consola che Lui è rimasto se stesso sempre, il magnifico Accattone.
    Tina

  10. Cari Tina, Jessica ,David, Carlo e Robi, sciare non e’ una condizione, e’ una necessita’.

    Ad esempio, Cara Compagna Tina, sono certo che durante l’anno tu sia avvolta nelle nebbie torinesi e ti venga in sogno la spiaggia di Milazzo.
    A me succede con lo sci.

    Il commento di Jessica vale da solo un post, ma dato che il tempo mi corre dietro, argomento al volo:

    cara Jessica, straordinario modo di intendere l’esistenza, il tuo.
    l’ideale per una vita completa.
    L’unica parte che non mi convince e’:

    “Mi piacerebbe per un attimo liberarmi dalla religione, dalla politica, dalle norme sociali, così da poter far nascere anche un solo pensiero che sia slegato da tutto il resto. Un pensiero libero. Non collegato ai dogmi che delimitano l’esistenza.”

    E’ il manifesto degli anarchici, soprattutto il “norme sociali”.
    Perche’ dalla religione non ci si libera dato che non ne’ siamo partecipi.
    Dalla politica ci si puo’ liberare (singolarmente, ovvio) ma poi non venitemi a dire che non siete in accordo con il legislatore.

    ma le norme sociali, cara Jessica, quelle che regolano una societa’ ( che io auspico sempre piu’ multietnica e egualitaria), non possono prescindere dai comportamenti singoli.
    Viceversa sarebbe il caos.

    Hasta e tutti e un saluto a Franco.

  11. Amico Zac,
    lo so che il mio commento è piuttosto radicale e tant’altro utopistico. Certo che in una società non è possibile vivere senza norme stabilite, ma il punto è proprio questo: stabilite da chi? Mi auguro solo che il singolo possa seguire tali norme perché ci crede e le condivide, e non semplicemente perché esistono. L’atteggiamento che auspico è solo questo: agire secondo la propria idea, anche se ovviamente non è possibile vivere senza tener conto della vita di tutti gli altri!

    E se non si arriva proprio alla libertà assoluta – condizione impossibile per noi umani – io cerco però di tenderci… non per forza trasgredendo a chissà quali princìpi civici, ma almeno scegliendo quali rispettare. E quali anche no.

    Sempre bello frequentare questo condominio! Grazie a tutti.

    J.

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