Il Blog

Ci servono cloni del sig. Costigliola.

In Politica on maggio 2, 2016 at 9:04 am

Carissime e Carissimi,

Vorrei tediarvi con i muri austriaci, con i piddini tangentati, con il Trump che incontra il celticopadano, persino con le bestie che seviziano pargoli di 6 anni.

Ebbene, non ve ne parlo.

E’ un periodo che sto dipingendo come non mai, e se tolgo il tempo dedicato al lavoro e al sonno, non resta altro.

Mi riprometto di pubblicare un pampleth sul come io riesca a divenire un tutt’uno con la tela, ma soprattutto con il colore, e piu’ precisamente sul come il colore scappi da una tela all’altra; a breve saro’ piu’ preciso.

Fatta la dovuta premessa, per chi non l’avesse ancora letta, riporto qui sotto la lettera che ha ricevuto David, a firma Giuseppe Costigliola, traduttore di fama comprovata.

 

Lo scrivo subito: io non sarei mai arrivato a cotanta bellezza, quella che vi apprestate a leggere e’ esattamente l’idea che ho sviluppato nell’ultimo mese su La Macchinazione, e l’immenso sig.Giuseppe Costigliola (che adoro senza conoscerlo) me l’ha donata in un piatto d’argento, grazie Giuseppe!!!

 

 

 

“Il film l’ho visto già due volte. E’ difficile per me comunicarle l’emozione che mi procura, senza scadere nell’ovvio e nel banale. Ci tengo innanzitutto a ringraziarla, a nome, se permette, di tutti gli italiani che malgrado tutto, in qualche modo, sperano (se non credono) che qualcosa da fare ci sia ancora in questo purulento paese (come dice il Pasolini scenico a Steimetz in quella memorabile scena), e che l’arte sia, possa, debba essere anche impegno civile e politico, sulle ali della passione. Se anche così non fosse, e la crudissima realtà avesse comunque la meglio in questo mortale duello, è fondamentale che almeno continui ad esistere l’anelito, la tensione, la lotta verso un presente più giusto. Altrimenti siamo davvero tutti perduti, in particolare i giovani che questo sistema, di cui siamo tutti responsabili, non l’hanno creato.

Ho trovato pretestuose alcune critiche al film, anche quelle sbilanciate sul lato meramente estetico. A mio ben modesto parere la forma scelta, il registro narrativo, sono assolutamente consequenziali al contenuto. Innanzitutto, il merito maggiore sta nel non aver girato un film agiografico: era uno dei pericoli per chi, come lei, Pasolini lo ha conosciuto ammirato ed amato. Il pensiero complesso e anticonformista di Pasolini è restituito in tutta la sua immediatezza, per quanto si poteva fare in un film; ma vi sono anche dei momenti in cui si rappresentano criticamente alcuni nodi del suo complesso groviglio civile e politico, come quello sulla scuola, nelle illuminanti scene dell’intervista con il giornalista francese e nel ristorante con il giovane affetto da difetti di pronuncia. Ed affiora in tutto il suo vigore l’afflato civile, l’impegno assoluto, la “bontà” che ha caratterizzato la vita di Pasolini (non a caso avete scelto proprio il brano di dell’orazione funebre di Moravia che parla di un uomo “buono”), che nel privatistico mondo odierno hanno un impatto come di bombe.
Dietro il film si nota una scrittura solida, concreta, una sceneggiatura e un montaggio fluidi, che seguono l’alternanza dei due fili narrativi che inevitabilmente si fondono: la borgata romana con la sua galassia umana e il privato di Pasolini, la sua ricerca inesausta della “verità”. Quel girare poi per primi e primissimi piani, quasi a tentare un lavoro di scavo nelle insondabili profondità psicologiche (nel caso del protagonista, mettendo in rilievo la straordinaria somiglianza tra l’attore e l’uomo reale). La recitazione di notevole immedesimazione dell’ottimo Ranieri, asciutta, quasi dimessa, per niente flamboyant, ritagliata con mano ferma come da un bisturi, e di tutto il cast. La ricostruzione filologicamente accurata degli anni Settanta, pregevole anche per il semplice fatto che si ha l’impressione che lei non abbia girato un film su quel periodo, ma proprio in quel periodo: e questo è davvero prodigioso, visti i miseri esiti di tanta filmografia ambientata in quei lontani eppure ancora così presenti anni Settanta. E tante piccole chicche: l’uso sapiente di una certa simbologia, come la macchie di fango e di sporco sui corpi di Pelosi e dei fratelli usciti da un bagno nel Tevere; la scelta del font da macchina da scrivere nei titoli iniziali, che richiama la macchina con cui Pasolini scriveva i suoi articoli e libri di fuoco; alcune trovate sapientemente cinematografiche, come alcuni dialoghi brucianti e le citazioni da Petri e Volonté; la scelta della colonna sonora con la suite da Atom Heart Mother che si sposa perfettamente con il narrato, con i disegni che fanno da sfondo ai titoli di testa, che paiono rimandare ad una certa classicità con simbologie religiose, come a dire che la vicenda di Paosolini ha un che di cristologico; la bruciante, dolorosa ironia della prima scena, con la voce della radio che riguardo al grande balzo in avanti del Pci nelle elezioni del 1975 dice più o meno: “gli italiani hanno deciso per il cambiamento e non torneranno indietro”…
E poi due scene davvero geniali, che rompono sapientemente con il registro realistico: quella della visione profetica di Pasolini dopo l’intervista in francese, del mondo odierno fatto di servoautomi coi cellulari quasi innestati, elementi di una sterminata matrice; e la pregnantissima scena finale, visionaria rappresentazione della “macchinazione” che ha ucciso non solo Pasolini, ma un certo modo di intendere e vivere la vita, la società.

Quindi, caro David, la ringrazio ancora per il suo film, e spero vivamente di rincontrarla, prima o poi. Anche perché ho la netta sensazione che lei abbia davvero messo a frutto l’insegnamento più profondo di Pasolini: la capacità di parlare al cuore degli altri.”

 

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  1. Caro grandissimo Zac,
    quando ho letto la lettera del signor Giuseppe Costigliola sulla pagina Facebook de “La macchinazione”, ho praticamente rivisto il film di David con tanti nuovi significati che con la mia elementare preparazione alla visione sarebbe stato impossibile cogliere.
    Quando rivedrò il film avrò a disposizione questi preziosi sottotitoli mentali che mi faranno emozionare ancora di più dell’anteprima, condizionata dal pensiero che fosse il nostro David ad aver creato tanta intensità.

    Come invidio il tuo “perderti” fra le tele!

    Ciao a te ed a tutti i Condomini.

    Hasta
    robi

  2. Ciao Zac…
    ci vorrebbe anche per me un bel “perdermi” in qualcosa adesso…
    Per il resto ancora davvero una standing ovation per il lavoro di David.
    hasta

  3. Caro Zac, per imperscrutabili vie vengo a sapere del tuo blog. Prima di tutto, i complimenti: hai il linguaggio ironico e fustigante del blogger di razza, che incide. Poi, i ringraziamenti per le sin troppo belle parole che mi hai riservato, pubblicando nel tuo post la mia “lettura” della “Macchinazione”. Ho scritto quella lettera di getto, sull’onda di due visioni del film, a distanza di una settimana, la prima totalmente istintiva, l’altra cercando – con sforzo, poiché l’adesione estetica e contenutistica era totale – di osservarlo con un certo distacco critico. Mi è venuto davvero dal cuore l’impulso di ringraziare David per il suo lavoro, per la battaglia civile che porta avanti con indomito coraggio, in questo paese di sordi e di ciechi. Che poi possa servire anche a far vedere il film, mi rende felice. Ti auguro di continuare a smarrirti nelle tele, nei colori…
    Un abbraccio,
    Giuseppe

  4. Caro Zac, caro Giuseppe e cari tutti,
    come forse sapete, il film è stato boicottato quasi in tutta Italia con tutti i mezzi possibili e immaginabili.
    Non mi sono stracciato le vesti e non ho nessuna intenzione di lamentarmi adesso.
    In un certo senso, è andata meglio così.
    In queste settimane, ho avuto modo di incontrare tanti spettatori emozionati, indignati e appassionati che considero coautori di questo progetto a tutti gli effetti.
    Giuseppe Costigliola, come Carla Benedetti, è riuscito a percepire cose che ho cercato di trasmettere con questo film quasi senza accorgermene, dopo quarant’anni di rabbia e frustrazione accumulate e stratificate in me come in tanti altri che come me non sono mai riusciti a mandare giù le innumerevoli, sporche menzogne che ci hanno raccontato in questi quarant’anni.
    Il fatto che finalmente, quando quasi non ci speravamo più, la Commissione Pasolini stia per diventare realtà è un passo avanti decisivo, e rappresenta un riconoscimento straordinario per tutti i cittadini italiani (non necessariamente scrittori, registi, avvocati o magistrati) che si battono per far diventare l’Italia, dopo settant’anni di democrazia repubblicana, un paese civile.
    Ora comincia la battaglia. Sarà dura. Gli ostacoli si moltiplicheranno. Ma almeno ora nessuno ci potrà ignorare come è accaduto in tutti questi anni.
    Buon fine settimana a tutti
    David

  5. Ciao David,
    sicuramente anche il mancato servizio a “Chi l’ha visto” fa parte del boicottaggio al tuo film, tuttavia spero che almeno in occasione della dura battaglia con la Commissione Pasolini i vertici del programma (che seguo da sempre per la serietà dei contenuti e per la determinazione della conduttrice) si rendano disponibili a far conoscere agli italiani le verità nascoste per molti anni ed evidenziate nel tuo importante lavoro cinematografico.

    Un abbraccio. robi

  6. Caro Giuseppe, ma che ottima cosa!!!, felicissimo di avere la tua stessa opinione su la Macchinazione.
    Volevo chiederti, scrivi su qualche blog?

    Hasta
    Zac

  7. Questo condominio, da cui imperdonabilmente qualche volta mi allontano, in altre faccende affaccendato, alcune volte mi lascia senza fiato! Questa, è una di quelle. Tornare ancora una volta sul film di David e scoprire nuove e interessanti emozioni, provocate dal post del nostro portinaio Zac e da chi ha commentato prima di me, è qualcosa di impareggiabile che, appunto, toglie il fiato. Scopro però, con amarezza, che il film sarebbe anche stato boicottato in molte sale in tutto il paese, come ci dice David. E perché? Da chi? Per favore, David, raccontaci. Che noi si possa sapere e, al momento giusto, disprezzare.

    Come Zac, nel leggere la lettera di Giuseppe Costigliola, mi sono reso conto che “… non sarei mai arrivato a cotanta bellezza …” nel raccontare di quel film. Ma confesso anche altro: non avevo “visto” alcuni particolari di certe scene, descritti in questa lettera che Zac ha pubblicato. Ancora una volta, quindi, ripenserò e approfondirò il mio pensiero critico sul film di David, comunque e sempre entusiasta.

    Ciao Zac, un saluto a te ed a tutto il condominio.

  8. Cari tutti,
    a che servirebbe lamentarsi? Il film è uscito, hanno tentato pure di affibbiarci un divieto ai minori di 14 anni con una motivazione squisitamente politica e abbiamo sventato pure questa, ora è a Cannes e lo stanno vedendo i compratori stranieri, nel frattempo è gia’ stato invitato a Festival importanti in Europa, in Asia, e negli Stati Uniti…
    Se me lo avessero detto un anno fa, ci avrei messo la firma.
    In Italia, hanno cercato in tutti i modi di nasconderlo. In molte regioni non è uscito, nella maggior parte dei capoluoghi non si è visto. In Sicilia è apparso a Sciacca e a Gela. In Friuli, terra natale di Pasolini, solo a Pordenone. In Liguria, solo a La Spezia. In Abruzzo, solo ad Avezzano.
    Un colpo del genere era incontrastabile. Non potevamo farci niente. Eppure, tutto quello che potevamo fare l’abbiamo fatto. Basta andare su Google per rendersi conto che l’esposizione mediatica è stata imponente, di gran lunga superiore a tanti film di scontato successo.
    La pubblicità è l’anima del commercio. Ma se i negozi sono sprovvisti, serve a poco.
    Detto questo, la battaglia per ristabilire la verità sulla morte di Pasolini va ben al di là del film, del libro, del sottoscritto.
    La Commissione Parlamentare è partita. Non ci speravamo più. Martedì avremo una nuova conferenza stampa alla Camera dei Deputati, ancora più importante delle precedenti, e vi manderò il video.
    La strada è ancora lunga ma siamo in sella.
    Buon fine settimana
    David

  9. Caro David,
    finalmente buone notizie! Al contrario dell’Italia, per tutti gli stranieri interessati all’acquisto del tuo film o alla sua partecipazione in Festival importanti, è un’occasione unica di far conoscere al mondo la verità nascosta da tanto tempo. Il boicottaggio italiano si rivelerà un boomerang per chi ha stabilito di rendere poco visibile il tuo lavoro.
    Sento che faremo “er botto”.
    Un abbraccio. robi

  10. Caro Robi,
    er botto lo faremo a prescindere, temo. È da un po’ che non parliamo delle vicende politiche italiane. Effettivamente, ci vuole un gran fegato. Questa campagna elettorale è un film horror senza precedenti.
    Un abbraccio a tutti
    David

  11. Se il film di David dovesse essere diffuso in qualche paese straniero, come gli auguro, non penso che sarebbe un’occasione unica per far conoscere al mondo la verità nascosta da tanto tempo, come lui scrive, presumendo si riferisca alla morte di Paolini. Semmai, confermerebbe l’opinione che all’estero hanno su questo nostro Paese, fascista e omofobo da sempre e, da sempre, affogato nei misteri che politica, servizi segreti deviati e massoneria deviata hanno abbondantemente alimentato.

    Detto questo, si, direi che il nostro portinaio potrebbe proporre qualche riflessione sulla campagna elettorale… per fortuna da me non si vota, altrimenti sarei in grossa ma grossa difficoltà!

    Ciao Zac e un saluto a tutto il condominio!

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