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I puntini sulle i.

In Politica on giugno 27, 2016 at 7:47 am

Basterebbe l’Erasmus.

Mezzo milione di ragazzi che, grazie all’Unione Europea, hanno potuto frequentare luoghi, persone ed atenei diversi da loro.

Impagabile.

Oggi, uno studente inglese che volesse andare alla Sorbonne, altro che Erasmus, 36mila euro l’anno, lor signori.

L’Erasmus, difatti, prevede che la retta di un ragazzo italiano di Padova che va’ nello stesso ateneo sia uguale a quella che paga nell’ateneo che lascia, all’incirca tremila euro, piu’ di dieci volte di meno.

Basterebbe questo per mandare a fanculo i Farage, i Salvini, le Le Pen, i Grillo, anche se li mando a fanculo da molti anni per la loro inutilita’ e cattiveria innata.

E se i citati pensano unanimamente la stessa cosa, ebbene, io non la pensero’ mai, mai , mai.

 

Ma questa e’ solo la goccia, seppur pesante, ma e’, ripeto, solo e soltatnto una goccia.

Siamo stati capaci di inventarci piu’ di diecimila idiomi parlati quotidianamente da miliardi di esseri umani.

Siamo stati capaci di erigere piu’ di mezzo milione di chilometri di frontiere.

L’Europa unita tende a sconfiggere questi due tumori.

A meno che non si desideri regredire sino all’era  dei Comuni.

Non ho mai viaggiato in Europa senza sentirmi a casa, ovunque, nei posti piu’ borderline, nessuno mi ha mai evitato (a Milano se uno ti saluta e’ gia un successo), ho sempre respirato aria fraterna, cose che mi son capitate di rado al di fuori del vecchio continente.

Cos’e’, devo pensare di farmi un visto per un weekend a Parigi? Che si fottano.

Barcellona e Berlino sono le due citta’ che rispecchiano esattamente la vita che vivo qui nella valle prealpina, e anche se vi sembrera’ strano, e’ proprio cosi’.

 

Che l’Inghilterra sia uscita, poco importa, c’era dentro con un concordato, e nel momento in cui scrivo 3,5 milioni di persone hanno firmato per ripetere la consultazione.

C’entra poco per noi (senza dare peso alle solite dichiarazioni dei fasci), il problema e’ tutto loro, a partire dalle esportazioni, sino alla sterlina, che rischia di franare al pari del pesos argentino nel 1978.

 

Le banche.

Tutti, almeno da due lustri, contro gli istituti di credito, gentaglia che vuole persino chiuderle, come chiedere che non piova mai piu’, magari avendo intrallazzaato con i medesimi  quando le vacche erano grasse.

Le banche, cari i miei loro, non hanno chiuso manco durante i due conflitti mondiali, quindi evitiamo l’argomento, che tanto non cambiera’ nulla.

Il 90% delle persone che hanno perso i loro “risparmi” avevano messo tutto (e non ci credero’ mai) sul mercato azionario obbligazionale: t’ha preso per il culo il tuo consulente amico che viene a vedere la tua partita di calcetto? STRACAZZI TUOI.

Uno qui vicino si e’ suicidato per aver perso 600mila euro in obbligazioni.

600mila euro.

Pensionato.

40 anni di lavoro come operaio.

Ho fatto i conti, che son bravo: per aver messo via tale cifra devi aver mangiato aria e esserti pulito il culo con i coriandoli per otto lustri.

Per poi metterli tutti in azioni obbligate!!!

E io ti faccio un trattamento sanitario obbligatorio, oppure di arresto per aver dichiarato il falso.

Noi che parliamo di banche all’Europa!!! Noi che annoveriamo casi unici come Sindona, Calvi, Il Banco Ambrosiano, Fiorani e la popolare di Lodi, lo IOR e la Banda della Magliana, Zonin e Banca popolare di Vicenza, Verdini e l’Etruria, la Parmalat, e chi piu’ ne’ ha, piu’ ne’ metta.

Sarebbe piu’ educato e tacere di fronte a tali porcate e ruberie, che in Europa non hanno mai visto.

Se si voleva davvero uscire dall’Unione e dall’Euro (i grillini sono solo no euro e si’ Europa, non hanno letto neppure i trattati) era semplice: ci tenevamo il nano, spread a 2000, inflazione da quarto mondo, non sarebbe servito un referendum.

Invece, che pochi se lo ricordano, Draghi con la BCE ha comprato per sei mesi i nostri titoli di stato, altro che fandonie!!!!

Ecco, l’euro, non e’ semplice spiegare perche’ e’ poco auspicabile mettere i coglioni sopra un incudine e cominciare a martellare.

Di norma, non si fa’ e basta.

L’euro e’ cosi’ inserito in qualsivoglia attivita’ o scambio commerciale che una improbabile lira (o fiorino come lo chiamano i celticopadani) farebbe la fine del marco nella repubblica di weimar in tre mesi.

Vogliamo capire, una volta per tutte, che non possiamo essere indipendenti? Lo vogliamo comprendere, sant’iddio, che dobbiamo ringraziare prima di pretendere?

Fai un buco nella Ruhr ed escono decine di minerali e parecchi idrocarburi (avete qualsiasi oggetto in acciaio o di plastica? assai probabilmente la materia prima proviene da li’, viceversa potete costruirvelo andando a tagliare i castagni e i faggi  sul Cansiglio).

Fai un buco nella pianura padana ed escono fusti blu pieni di rifiuti tossici.

Non abbiamo materie prime basilari, fuori dall’euro saremmo costretti a comprarle tutte dal far east, pagandole in dollari, consegnando lo stivale, definitivamente, agli USA.

Non c’e’ alcun argomento che mi convinca a pensare che distruggere l’UE abbia anche un solo vantaggio.

Gli italiani, del resto, sono sempre pronti a correre in soccorso al vincitore, sosteneva Flaiano, anche se e’ una vittoria di Pirro.

Ma sentiteli, i fasci, i leghisti, i grillini: “L’Europa delle banche e dell’immigrazione non controllata” e’ il mantra che ripetono come cacatua, sti bifolchi.

Vorra ben dire qualcosa se i votanti per il Leave sono perlopiu’ dalle campagne e ultra cinquantenni e i ragazzi dai 18 ai 28 mediamente istruiti son per il Remain.

O si sta costruendo una nuova Vermacht con milioni di ragazzi inglesi lobotomizzati, oppure ditemi voi se le nuove generazioni britanniche si son scolate il cervello, o se magari c’han ragione da vendere.

Dalla nascita della UE sino a oggi, nessuna guerra e’ scoppiata nel vecchio continente, nessun golpe militare, tutti hanno l’acqua potabile, ed e’, storicamente, il periodo piu’ lungo senza conlitti, da che se ne’ ha memoria.

Appena fuori: Algeria, Marocco, Libia, Turchia, Ex Jugoslavia, in tutti questi stati c’e’ stata almeno una guerra negli ultimi 50 anni.

Carissimi, vogliate credermi, c’ho ragione.

 

Perche’ io auspico che i miei nipoti possano decidere di studiare a Barcellona (ovviamente se se lo meritano) pagando la retta dell’ateneo da cui provengono.

E nel medesimo periodo, i figli del salvini, stessa decisione, ma a prezzo pieno.

 

Hasta

Zac

 

p.s.

Caro David, le tradizioni e le usanze locali, se vengono meticciate fra di loro, diventano oro colato per i nostri sensi, difatti qui in veneto cominciano a nascere ristoranti italiani con cucina orientale (sushi) e brasiliana (churrasco) fuse assieme, una cosa impensabile non piu’ tardi di dieci anni fa’; siamo dentro alla globalizzazione, volenti o nolenti, quindi e’ meglio adopersrsi per trarre il meglio da questo nuovo sistema, inattaccabile, che segnera’ il futuro per diversi decenni.

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Senza parole.

In Politica on giugno 23, 2016 at 8:39 am

“Per cambiare un’organizzazione aziendale è necessario che un manipolo di cambiatori distrugga fisicamente i gangli che si oppongono al cambiamento.

A tal fine bisogna creare malessere e poi colpire le persone che si oppongono al cambiamento in modo da suscitare paura nell’intera organizzazione.

Così in pochi mesi l’organizzazione capirà, perché alla gente non piace soffrire”.

Francesco Starace, AD Enel, lezione all’universita’ Luiss.

 

Senza parole.

Eh, il vero problema…

In Politica on giugno 21, 2016 at 1:49 pm

“Il vero problema non e’ il PD che perde a Roma, il vero problema e’ Mastella che vince a Benevento”.

Avete appena letto un tweet di un’elettrice PD, l’ho scelto fra i migliaia che invadono i cosiddetti “social”, perche’ questo e’ l’emblema di quel partito, se tale si puo’ definire.

In quattro e quattrotto, dopo decenni di PCI, transitando per i DS fino alla nefasta fusione con la Margherita, i nuovi centrocentrocentrosinistrini si erano abituati a vincere facile, e nel medesimo istante allearsi con Alfano e Verdini per promulgare le maledette riforme (ah, ora che son passati un po’ di mesi, chiedete a QUALSIASI docente scolastico cosa pensa della “Buona Scuola”, poi rivolgete la stessa domanda a QUALSIASI dirigente scolastico, otterrete due opposti simmetrici).

Ora l’han beccata in culo, brucia eh?, sto giro a chi affibbiate la colpa?, a me?, ai grillini?, al sangue di san Gennaro che non si e’ liquefatto?, alle banche che avete “salvato”?, alla protesta che e’ diventata “cambiamento”? che neanche il nano era mai riuscito in tanta goffaggine, la protesta per definizione tende al cambiamento, ignoranti!!!

Pensate, l’unico partito in Italia che non ha alleati al di fuori del Verdini, lancia messaggi per il “cambiamento”, la solita bufala, ricorda molto Tomasi di Lampedusa.

Su Raggi, Appendino e tutti gli altri grillini che hanno vinto i ballottaggi non spendo una riga, vedremo fra un po’, che in particolare la Raggi a Roma rischia davvero di essere fagocitata a sua insaputa, c’e’ riuscito persino Scajola.

 

David sostiene che il PD sia finito, impossibile ribaltare questa opinione, pero’ e’ assolutamente evidente che da quelle macerie, mi duole dirlo, sara’ piu’ probabile veder spuntare il partito della Nazione piuttosto che una forza di sinistra.

Una su tutte: l’80% dei posti di comando gestiti dal PD, sia all’interno della macchina del partito, sia nei posti che tendi ad occupare quando governi (partecipate, fincantieri, enel, eni, svariate decine di cda degli istituti bancari etc etc) sono occupati da ex Margherita, sara’ gioco facile per questi nuovi dorotei.

 

La notizia bella e’ che ci sono milioni di italiani che, al pari mio, non voteranno mai Renzi o Grillo, e che come me sono pronti ad assaporare la nascita di una realta’ che c’e’ gia’, solo non ha ancora il simbolo rappresentato sulla scheda.

Tutto qui.

Solo un problema tipografico.

 

Ouch, quasi scordavo, volete scommettere che nel nuovo partito della nazione entreranno sia la elettrice del tweet, sia il mastella?

 

 

Ali’ Boma Ye!!!!

In Politica on giugno 10, 2016 at 7:35 am

Da bambino mi si chiedeva quale fosse la parola piu’ lunga che conoscessi, rispondevo sempre:

MOHAMMEDALICASSIUSCLAY.

Correva l’anno 1974, e l’incontro Ali’/Foreman in Zaire e’ stato e rimane il mio primo ricordo di una manifestazione sportiva vista in televisione, la notte profonda.

Un uomo, dopo aver sbandierato al mondo intero che Foreman non l’avrebbe mai colpito, che Lui sarebbe stato la farfalla, lo schivatore, l’uomo che visse una carriera con il setto nasale intatto, mi segno’ per sempre.

8 round senza sferrare un Jab, chiuso all’angolo, Foreman che lo massacra e Lui che abbassa la guardia e lo sfotte, solo una serie di diretti al quinto round.

Tutto il mondo pensa “E’ pazzo, e’ un pugile morto”, tutto il mondo.

Poi arriva l’ottavo.

L’ottavo round di Ali’ Foreman e’ da annoverare fra gli eventi di sempre, al pari di Bob Beamon a Citta’ del Messico e Jessie Owens a Berlino, e’ la storia della schiavitu’ riassunta in tre minuti.

Dopo aver incassato l’impossibile Ali’ si scatena, una serie di macigni sfigurano Foreman che, suonato e traballante, stramazza al suolo.

 

ALI’ BOMA YE!!! ALI’ BOMA YE!!!

 

Lo conobbi cosi’, e ne’ rimasi folgorato.

 

Passarono 22 anni, poi ripiansi, molto.

 

Steso sul divano mi chiedevo quale sarebbe stato l’ultimo tedoforo alle Olimpiadi d’Atlanta, i bookmakers davano Carl Lewis praticamente ingiocabile.

Apparve Ali’, l’uomo che aveva avuto il coraggio di gridare di fronte alle telecamenre quando persino Martin Luther King aveva l’obbligo di parlare sottovoce anche nei comizi, un negro nel 1955 negli USA non poteva parlare a voce alta in pubblico.

Apparve Ali’, l’uomo che aveva rinunciato a fare la guerra in Vietnam ( “Non ho niente contro i vietkong, nessuno di loro mi ha mai chiamato negro”) beccandosi cinque anni di squalifica e una galera sfiorata di un nulla.

Apparve Ali’, l’uomo che sradica la telecamera a Gianni Mina’ per riprendere uno dei miti del giornalismo italiano e dire: “Ecco il mio piccolo amico italiano, uno dei miei migliori fratelli”.

Apparve Ali’, l’uomo gia devastato dal Parkinson, con la torcia tremolante, avvolto nella tuta da atleti statunitensi, primo personaggio planetario a mostrarsi di fronte al mondo con la sua terribile malattia, senza vergogna, a fronte alta, dopo aver cambiato il pianeta.

Apparve Ali’, l’uomo che getto’ nel fiume la medaglia d’oro appena vinta a Roma nel 60 per protestare contro un ristoratore che si rifiuto’ di servirgli il pranzo perche’ era un nigger.

 

Non credo di avere ancora la fortuna di vivere due momenti cosi’ micidiali, il primo risollevo’ la sorte di tutte le minoranze del globo, il secondo diede un’illimitata speranza a tutti i malati gravi della terra.

 

ALI’ BOMA YE!!!

 

Nelson Mandela dormiva in carcere con la foto di Ali’ sul como’, madre Teresa di Calcutta lo amava incondizionatamente, qualche repubblicano legato ai possidenti terrieri in Louisiana cerco’ inutilmente di tarpargli le ali,  milioni di afroamericani sognarono e conquistarono diritti grazie a Lui,  e gli Stati Uniti, dopo Clay, non furono piu’ gli stessi.

 

Ti ho amato tantissimo, Mohammedalicassiusclay, il mio numero uno, il mito a cui tendere, il padre che avrei voluto, l’amore di una vita.

 

ALI BOMA YE!!!!