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Senza parole.

In Politica on giugno 23, 2016 at 8:39 am

“Per cambiare un’organizzazione aziendale è necessario che un manipolo di cambiatori distrugga fisicamente i gangli che si oppongono al cambiamento.

A tal fine bisogna creare malessere e poi colpire le persone che si oppongono al cambiamento in modo da suscitare paura nell’intera organizzazione.

Così in pochi mesi l’organizzazione capirà, perché alla gente non piace soffrire”.

Francesco Starace, AD Enel, lezione all’universita’ Luiss.

 

Senza parole.

  1. Per cambiare un’organizzazione aziendale è necessario che un manipolo di cambiatori distrugga fisicamente i gangli che si oppongono al cambiamento.

    A tal fine bisogna creare malessere e poi colpire le persone che si oppongono al cambiamento in modo da suscitare paura nell’intera organizzazione.

    MI SEMBRA DI ESSERE IN ISTRIA QUANDO SONO ARRIVATI I TITINI… più o meno con qualche parola cambiata.

    Buon pomeriggio.
    Quarc

  2. Ho visto il video ed è stato semplicemente allucinante, ma è quello che si sta mettendo realmente in pratica.
    Un bacio!

  3. E con questo post che replica un concetto allucinante, ne approfitto per rispondere a Jessica che nel precedente post, durante uno scambio di opinioni, a proposito dei messaggi diffusi dal bimbominchia sui “cambiamenti” necessari al Paese, aveva ricordato che c’è “Gente che magari ha vissuto in prima persona periodi più violenti di quelli attuali e per nulla al mondo li ripeterebbe”.

    Ciao Zac ed una buona serata a tutto il condominio.

    Quale “gente”, Jessica? Quella che ha vissuto gli orrori della guerra? Si, può darsi. Anche se conosco qualcuno tra coloro che l’hanno vissuto quel periodo, per giunta come fascisti più o meno convinti e che oggi ancora provano nostalgia per quei tempi e per le meraviglie che faceva la “buonanima” di quel porco (aggiunta mia) del duce. Perché il dna degli italiani è marcio da sempre e perché da sempre hanno bisogno di un principe, un re, un imperatore, un duce che dica loro cosa fare e cosa non fare. Sono nati marci e moriranno marci.

    Oppure quella “gente” che ha vissuto il 68, le stragi di destra e i così detti “anni di piombo”? Si, può darsi… ma dove è finito quello “spirito” rivoluzionario che all’epoca pervadeva i nostri più o meno giovani spiriti? Imborghesito se non addirittura passato “al nemico”… il così detto “sistema”!

    Rimangono i “giovani”, quelli che forse, ma proprio forse, la guerra l’hanno studiata o sentita raccontare da chi l’ha vissuta e che del resto della nostra storia post guerra mondiale, delle stragi fasciste, dei poteri deviati, della massoneria occulta, del terrorismo rosso o nero, di apparati dello Stato corrotti, di golpe evitati per un pelo…. se ne fottono.

    Nelle parole che Zac ha replicato in questo post c’è molto della risposta che dovrei darti, sui “giovani” e non solo loro.

    Noi, questo modo di intendere la vita, vuoi di un’azienda, vuoi della società intera (perché a questo si arriva con questo modo di ragionare) lo definivamo “sistema”. Il sistema era da rifiutare, da contrastare, verso il quale ribellarsi… qualcuno anche con l’idea di abbatterlo con “le cattive”. Ci siamo riusciti? Non saprei ma è nel dopoguerra e in quel periodo turbolento che il movimento operaio raggiunse le maggiori conquiste in fatto di tutele e diritti.

    Di che dovrebbero avere “paura”, i giovani di oggi? Io dico che non è una “rivolta” verso i loro padri ed il mondo che i loro padri stanno costruendo (o lasciando costruire) che dovrebbe incutere loro paura ma, semmai, il futuro che li attende.

    Zac, solo per inciso… queste, diciamo idee, hanno successo perché il movimento operaio è morto da un pezzo. Il fine perseguito attraverso questo concetto mi fa ribrezzo e rabbia ma mai quanto vedere “noi” lavoratori subire senza muovere un dito.

  4. Non so che tempo farà a Mosca, spero nevichi perché oggi a Roma ci è arrivato un quasi 40 tra capo e collo con tasso di umidità al 200%.
    Ciao Zac ed una buona serata a tutto il condominio.
    Ti copio Carlo, perché mi piace. Tu fai il coming up. In televisione si chiama così. Il tuo però è più radiofonico che televisivo.
    Come popolo, che tra parentesi non esiste, noi italiani abbiamo bisogno del duce. È scolpito nel nostro DNA. Non ci piove. Ma di pioggia ne è venuta giù assai. Oggi come oggi gli italiani un duce non ce l’hanno più. Renzi ormai lo piglia a pallate tutto l’arco parlamentare e un bel pezzo del PD. Grillo ci ha già provato tante volte ma è un comico di professione, se si prende troppo sul serio muore di autocombustione.
    Cercasi duce.
    Buonanotte
    David

  5. Buongiorno a tutti!
    ci hanno presi per il culo fino all’ultimo, pur di continuare a banchettare con le loro luride speculazioni.
    Hanno cavalcato la morte della povera Cox pur di continuare a fare quei due o tre “rimbalzi” in borsa.
    E hanno fatto credere al mondo che stava vincendo il “remain” pur di riaffermare che gli elettori non contano una cippa e si possono manipolare a piacimento.
    Ma una volta tanto hanno fatto male i conti.
    Ha vinto Brexit.
    Il Regno Unito impiegherà 4 anni per uscire dall’Unione Europea. Per noi e per tutti quelli dell’euro ce ne vorranno 8.
    Non dico di affrettarsi all’uscita, ma direi di allungare il passo perché di questi tempi 8 anni sembrano un’eternità.
    Sono molto ottimista. Ogni cittadino europeo ritroverà pian piano la sua identità, la sua cultura, la sua storia, e forse persino il suo lavoro e il suo stipendio, chissà.
    David

  6. Credo che chi guida a destra, utilizza le once al posto dei grammi, non ha una cucina nazionale, beve birra al posto del vino, vive in un’ isola con la Monarchia!!!, ha un conio proprio, ecco, chi vive cosi’ non ha nulla di che spartire con me.
    Lo penso da sempre, e per sempre.

    Che poi non ho mai incontrato in vita una britannica figa che non sapesse da alcool a metri di distanza.

    Un popolo inutile.

    Pero’ tornerò a Londra con la sterlina ai minimi storici, una figata! !!

    La disamina fra otto anni mi tange poco, qui in un anno può succedere tutto e il suo contrario, in otto nemmeno nostradamus.

    Hasta
    Zac

  7. Grazie Carlo delle risposte, sono completamente d’accordo con te sul quadro che fai della situazione. Purtroppo, tento invano di cogliere segnali positivi tra gli italiani, ma mi tocca restare alla mia iniziale (e, a ‘sto punto, penso ormai definitiva) sfiducia nel genere umano.
    Mi piace tanto l’ottimismo di David, che mette sempre un barlume di fiducia nel futuro, ma devo ammettere che, personalmente, abbraccio di più il pessimismo di Carlo, compresa la diffidenza verso questi “giovani” che, mi sembra, se ne fregano di più degli “adulti”.
    Per quanto riguarda il sistema, che era o sarebbe da rifiutare e contrastare, ad oggi non so neanche chi o cosa esso sia: mi sembra solo di esserne invischiata e non so come fare per non sentirmi complice di questo sfacelo. Questo “sistema”, invece di assumere sembianze di un nemico riconoscibile, che mi sta di fronte o contro, mi sembra essere la mia stessa vita quotidiana, condotta inevitabilmente dentro il sistema stesso. Non so se mi spiego: se pur riesco a distinguere chi sia il mio nemico, non so assolutamente come combatterlo.
    E, infine, condivido appieno la tua rabbia verso chi subisce passivamente più che verso chi vuole dominare.

    Bello il condominio, felicissima di parteciparvi!
    Un bacio a te, Zac, a un saluto a tutti.

  8. Mi unisco all’ottimismo di David e brindo alla vittoria di coloro che, nel Regno Unito, hanno votato per uscire da questa fottuta palude finanziaria chiamata Unione europea.

    Ciao Zac e buona serata a tutto il condominio!

    Caro Zac, non so se io possa avere qualcosa da spartire con gli inglesi o possa provare una qualche particolare simpatia per loro. Inoltre, le poche esperienze che ho vissuto in quella terra, mi fanno pensare che mi stanno un po sui maroni. Ma…

    Ma c’è un “ma” grosso come una montagna! Il malessere che dovrebbe giustificare il voto che la maggioranza degli inglesi ha espresso a proposito dell’uscita dall’UE, viene da lontano, molto lontano… e ridurlo ad un sentimento anti immigrati, per giunta cavalcato dalle destre (come ho sentito stasera in alcuni TG allineati e coperti), credo sia un po riduttivo e strumentale.

    Credo che sia particolarmente indicativo il fatto che il voto a favore dell’uscita dall’UE si sia concentrato nelle zone “povere” e “contadine” della Gran Bretagna. Nei quartieri “bene”, nella così della City, tra i palazzi della finanza e della borsa, invece, ha prevalso il voto per rimanere… vorrà pur dire qualcosa, o no?

    Sarò pure un popolo inutile ma è da guardare, almeno oggi, con ammirazione e, possibilmente, imitare… è ora di darci una svegliata, di reagire alle minacce di diluvi universali se usciamo da sta fottuta Unione! Per ora non è accaduto un bel nulla… a parte qualche fottuto finanziere che ha perso i miliardi che aveva intascato ieri.

    E mi riaggancio ad una cosa a cui ha accennato David. Questi fottuti omini che speculano in borsa, 2 giorni prima del referendum, non si sa bene su quali basi e producendo cosa, hanno guadagnato miliardi di euro scommettendo sul fatto che il Regno Unito sarebbe rimasto nell’UE…. ma che merda di sistema è mai questo?

    Ecco, Jessica, è questo il “sistema”! Quello che permette ad oscuri personaggi di scambiarsi pezzi di carta che hanno un valore immenso, al solo scopo di guadagnare su quei pezzi di carta altre somme di denaro. Io do a te un pezzo di carta che ti fa guadagnare su una produzione di grano che ancora neanche è stato seminato… ma ti posso dare anche un pezzo di carta che ti fa guadagnare se quel grano, una volta seminato, viene distrutto da una calamità. Capisci? Questi non producono nulla per il bene della collettività ma solo per i loro fottutissimi interessi. E per farlo, tolgono reddito a chi ha arato quel campo, a chi l’ha seminato, a chi lo ha custodito, a chi ha raccolto e lavorato quel grano… per fotterli e fottere il sistema, puoi fare solo una cosa! Andare a comprare la farina, da chi ha coltivato il grano!

    Nel nostro piccolo, possiamo fare molto, basta organizzarsi…

    Ripeto, sono ottimista come David. A breve voteranno in Spagna e confido in Podemos. Mi auguro che i greci, guardando a cosa è accaduto in Inghilterra, si ribellino ancora una volta e facciano prevalere quanto avevano espresso nel loro referendum. In Francia stanno facendo casino un giorno si e l’altro pure, per una riforma del lavoro stile jobs act… se questa Unione non cambia registro, se non si affranca dal potere delle banche e torna a difendere i lavoratori, i giovani, i pensionati e coloro che cercano un lavoro… allora è meglio che salti tutto! E se l’uscita degli inglesi è l’inizio, allora ben venga la Brexit.

  9. Consideravo che se continuo di questo passo, divento un avvinazzato! Ho brindato agli schiaffoni presi dal bimbominchia al primo turno delle elezioni amministrative. Ho stra brindato ai ballottaggi! Ho brindato per una donna grillina a Roma! Ho brindato per una donna grillina a Torino. Brindo oggi alla Brexit… se va avanti così, a breve frequenterò gli alcoolisti anonimi.

    Buon fine settimana a tutti!

  10. Mi unisco a tutti i brindisi di Carlo, ma senza timore di finire fra gli alcoolisti in quanto sono allenatissimo con le bollicine.
    Ero convinto che gli inglesi, al momento di votare, si cagassero sotto, invece hanno dato prova di assoluto coraggio, incuranti delle difficoltà che dovranno affrontare pur di liberarsi da quella invenzione che ha creato solo vincoli e povertà.

    Come ha scritto David sul DNA degli italiani, aspetto anch’io un duce, almeno per votargli contro con fierezza invece di riconsegnare la scheda al seggio senza neanche aprirla e disertare il ballottaggio con amarezza dopo una vita da elettore diligente.

    Un caro saluto a tutti e una buona trasferta fra la Vodka al nostro regista David.

  11. Ciao Zac
    mi domando quando abbiamo iniziato a fare entrare questa gente nelle università a fare delle lezioni se così si possono chiamare… perché uno dei problemi fondamentali è proprio questo, poi ci sono persone che ci credono
    hasta

  12. Caro Zac,
    mi hai preannunciato un post convintamente europeista e lo attendo con ansia.
    Sappi però che io resto convintamente contrario a questa Europa costruita sul denaro e sulla sopraffazione.
    Non ci ho mai creduto, nemmeno ai tempi di Altiero Spinelli.
    Mi è sempre sembrata una sorta di United States of Europe. Ma mentre per gli americani, che hanno soltanto 250 anni di storia e sono i pronipoti dei tagliagole europei, poteva essere l’unica soluzione (dopo aver sterminato in modo proto nazista i nativi americani), per i francesi, gli italiani, gli spagnoli, i tedeschi, i greci, i portoghesi e tutti gli altri mi è sempre sembrata un’eresia di tipo consumistico.
    Le nostre storie, i nostri caratteri, le nostre usanze, le nostre culture sono millenari e per integrarci veramente ci vorrebbero secoli.
    Ammesso poi che il progetto abbia un senso. La mia generazione è cresciuta con la curiosità del viaggio in terre altrui e la grande aspettativa per la scoperta di chi è diverso da noi.
    Oggi si viaggia da un Mac Donald all’altro come gattini ciechi pensando che tutto il mondo è paese.
    A qualcuno sembrerà rassicurante. A me pare inquietante.
    Quanto agli inglesi, che sono sempre stati la testa di ponte degli americani in Europa e che sono diventati la più grande lavatrice di soldi sporchi del mondo, a me non pare affatto una grossa perdita. Anzi, spero di ritrovare un giorno la swinging London che ci aveva liberato tutti negli Anni Sessanta con i Beatles, i Rolling Stones e la minigonna di Mary Quant.
    Per non parlare poi di tutte le ignobili mistificazioni che circolano in questi giorni.
    Chi è contro questa Europa è per forza vecchio, populista e di destra.
    Chi è a favore invece è giovane, di larghe vedute e di sinistra.
    E quelli che muoiono di fame, quelli che sono stati truffati e derubati dei risparmi di una vita, quelli che non possono più nemmeno curarsi, quelli destinati a morire disoccupati, sono ottusi o di larghe vedute, sono di destra o di sinistra?
    Qui a Mosca il centro della città è uguale a Dubai. Ma basta allontanarsi un po’ per ritrovare la Russia di sempre e i russi di sempre. Poveri ma compatti e fieri. Leggono, vanno al cinema e amano l’arte più di ogni altro popolo europeo. Anche in estrema periferia, non si vede una cicca per terra. Molti mi chiedono: ma cosa è successo a Roma? Vaglielo a spiegare.
    In questo momento, tutta la stampa sta guardando “La Macchinazione”. “Petrolio” di Pasolini è stato pubblicato sei mesi fa e ha già venduto molto più che in Italia.
    Fra poche ore saprò se hanno capito e hanno apprezzato un film molto tosto e molto difficile, che racconta il coraggio sovrumano di un “frocio”, e che parla una lingua sconosciuta che nemmeno esiste più.
    Vi saprò dire.
    Un abbraccio
    David

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