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Loro, quelli capaci.

In Politica on novembre 29, 2016 at 8:07 am

Obama va’ in Germania e dice di votare Merkel, chissa’ la gioia del segretario della SPD.

Trump sbraita di muri coi messicani (l’80% dei suoi manovali sono nipoti di Pancho Villa) e di affossare l’obamacare, nulla di tutto cio’ accadra’, non v’e’ traccia dei due provvedimenti nel programma di governo presentato qualche giorno addietro, e men che meno l’arresto della Clinton.

Il PD e la Lega, assieme, come e pure peggio dei massoni di Gelli, affossano con voto comune e palese la legge sulla depenalizzazione della cannabis in commissione bilancio (quando la vera discussione si sarebbe dovuta tenere, come da norma, in commissione sanita’, dove e’ stata concepita, discussa e gia’ votata una volta, ma si sa’, merde si nasce).

In Francia, le primarie dei gollisti incoronano Fillon, amico fraterno di Putin.

In Gran Bretagna, Farage si candida per diventare ambasciatore USA a Londra.

In Spagna, Rajoy riesce a fare il governo dopo piu’ di un anno, le sinistre gli votano contro, i socialisti si astengono, e l’esecutivo nasce tale  e quale a quello di due anni orsono, con buona pace di Podemos e dei catalani.

In Italia, paese meraviglioso e deleterio nel medesimo, il premier spara bordate di menzogne ancor piu’ fastidiose di quelle che ci propinava il nano.

 

La prima, che da’ molto sui nervi, e’ la giustificazione che il governo da’ sulla bocciatura della consulta sulla riforma della pubblica amministrazione, che era mesi che aspettavo sti cazzo di decreti attuativi per vedere scoppiare il bubbone, e cosi’ e’ stato. Ebbene, la scusa e’: “troppa burocrazia, solo per aver utilizzato il termine “parere” e non “intesa” bocciano una riforma”.

Siete dei cani.

Nessun rappresentante dell’esecutico si sofferma sui due vocaboli, e vorrei vedere:

“Parere” e’ riferito a un giudizio NON VINCOLANTE espresso dalle regioni nel consiglio stato/regioni.

“Intesa” e’ riferito a un accordo VINCOLANTE espresso come sopra.

E il bello e’ che il titolo quinto (che credo sia nelle sinapsi del 2% dell’intero corpo elettorale) prevede proprio questo come cardine.

Se ne’ evince che non sanno neppure andare in ordine:

  1. abolisci il titolo quinto tramite legge e referendum costituzionale
  2. fai la riforma della Pa.

Invertire questi due punti e’ come pulirsi il culo con i coriandoli.

Nota: la riforma della scuola e’ una strage, per ammissione dello stesso premier, quella del lavoro e’ buona per il marchionne (che si sta stracagando addosso, main sponsor della Clinton e padre putativo di Renzi), quella della PA abbiamo visto, e per fortuna che non hanno ancora messo giu’ il ponte sullo stretto.

 

Farsi cambiare anche solo una virgola della carta costituzionale da questi qua, sinceramente, e’ da pazzi, o da gente in totale malafede.

Non considerando NCD e ALA come partiti di peso, resta solo il PD, e non tutto.

Il resto, da Forza Nuova sino a Sinistra italiana, passando per i pentastellati e buona parte di forza Italia, per la prima volta nella storia repubblicana, votano tutti NO.

Delle due, l’una, o siamo un ammasso di cretini che ci piace dire no, oppure i cretini stanno nel PD. Uso il termine “cretini” perche’ non mi va’ di essere troppo offensivo.

 

E poi c’e’ la Sanita’, con la S maiuscolissima.

Nasce da qui il ricorso del Veneto, dato che il 90% del lavoro delle regioni e’ prettamente sanitario, che per voce di Zaia (qualche volta ne’ combina di buone persino Zaia), rimarca lo stato, a dir poco eccelso, della sanita’ veneta.

E guai a chi ce la tocca!!! aggiungo io.

Se volete uniformare il costo del farmaco, far si’ che un letto in corsia abbia lo stesso costo a Caltanisetta o a Treviso, dovete prendere esempio da dove le cose funzionano a meraviglia, non viceversa, CAZZO.

Negli ultimi quindici giorni ho frequentato tre volte un paio di istituti ospedalieri in loco, ragazzi, non scherzo, serissimo: l’umanita’ fatta persona, la competenza in ogni frase, la pulizia integerrima, le strumentazioni che fanno a gara con il massimo a livello mondiale.

E loro, al posto di prendere esempio, vorrebbero delegare a Roma tutto sto ben di dio?

Beh, io me li ricordo i Poggiolini e i De Lorenzo, gradirei continuare a ricordarmeli e basta.

Al punto che, oltre ad essere un tifoso del bicameralismo perfetto, tifo pure contro l’abolizione del cnel, che sfido chiunque a dirmi cos’e’ e cosa fa’ senza andare su wikipedia.

Il cnel, come almeno altri 200 enti aboliti negli ultimi dieci anni, non necessita di referendum per essere cassato, e’ sufficente un decreto.

Ah, quasi scordavo, 8 banche a rischio fallimento se vince il NO, non vedo l’ora.

Davvero.

 

 

 

I Volponi

In Politica on novembre 16, 2016 at 12:46 pm

Superamento.
Riduzione.
Contenimento.
Soppressione.
Revisione.

Sono i cinque vocaboli che indicano i sotto quesiti al quesito referendario, che e’ uno solo, dicono che vada bene cosi’, contenti loro.

Il problemuccio nasce se provi a ripetere alcune volte i cinque vocaboli uno dietro all’altro, e subito dopo pensare a una cosa, una qualsiasi, che vorresti non sparisse mai dalla tua vita, da un semplice posacenere alla persona più’ cara.

L’ho scoperto per puro caso ieri sera, rileggendo la scheda referendaria.

Ebbene, esimi Compagni:

NON VI VIENE IN MENTE NULLA!!!!!!!!

E’ ovvio, superamento, riduzione, contenimento, soppressione e revisione, non fanno di certo venire in mente il cane di casa o la vacanza più’ indimenticabile della vita.

Proprio no.

E una persona sana di mente, ma non informata sul quesito, mai penserebbe di votare no a queste cinque parole, che mica ti aspetti che dopo soppressione ci stia stampato “del vostro canarino”.

Ci vogliono fottere persino con i vocaboli,

Alé’.

AmeriKani.

In Politica on novembre 9, 2016 at 7:32 am

Igor Malevich, quadro nero, olio su tela, 1915.

Il controllore.

In Politica on novembre 4, 2016 at 8:00 am

orologio-gps-rosa

Tenetevi forte.

Quello che vedete non e’ un semplice orologio, e’ il nuovo “controllore”.

Si tratta, confesso la mia ignoranza nel merito, di un trabiccolo che le mamme snaturate comprano per i loro figli; esso permette di sapere in ogni istante dove si trovi il pargolo, e in alcune versioni permette pure l’ascolto, all’insaputa del pargolo medesimo, delle frasi e dei rumori in sottofondo.

Se lo avesse posseduto Honnecker, la DDR avrebbe risparmiato qualche milionata di spie della Stasi.

Va’ da se’ che spiare il proprio figlio a sua insaputa porta a danni incommensurabili, la prima devastazione riguarda il grado di fiducia che dovrebbe instaurarsi fra madre e figlio nel corso degli anni, la seconda, ancor piu’ grave, porta a una deresponsabilizzazione del pargolo, la terza fa’ si’ che la mamma aumenti a dismisura il fattore protettivo, fatto di possibili rapimenti, stupri, vendita di organi, extracomunitari con la droga, belzebu’ e orchi al seguito, controllo dei professori a scuola, dato che piu’ va’ avanti il tempo e piu’ trovo madri che con noncuranza sparano ad alzo zero sugli insegnanti (ovviamente sempre “terroni” e “incapaci”) colpevoli, a loro dire, dell’ignoranza e della maleducazione dei loro integerrimi figli.

Sono certo che il Compagno Roberto, durante le sue ore di lezione, proibisca questo aggeggio, e auspico che una falange armata di professori sequestrino e distruggano l’orologiospia nel breve periodo.

 

C’e’ poi il capitolo, un po’ meno grave, del come il ragazzino si comporti con sto coso al polso.

Tempo due minuti e ha gia’ capito l’antifona, un tredicenne, se vuole, cracka il cellulare del genitore in men che non si dica.

Cosi’, un amico della ragazza che mi ha raccontato questa ennesima eresia (all’inizio pensavo fosse uno scherzo), in quattro e quattrotto ha deviato il segnale su un altro apparecchio, sistemato nel cassetto della scrivania a casa di un amico, cosi’ la mamma e’ contenta, il pargolo e’ sito in casa di amici e studia, cazzo quanto studia, non vola una mosca.

Davvero brave, mi raccomando, continuate cosi’.

 

Per contro, sono certo che molti di voi mai penseranno di ammanettare i propri figli con questo nuovo modo che sembra molto ai primi processori del controllo numerico, e questo mi rasserena un po’.