Il Blog

Il controllore.

In Politica on novembre 4, 2016 at 8:00 am

orologio-gps-rosa

Tenetevi forte.

Quello che vedete non e’ un semplice orologio, e’ il nuovo “controllore”.

Si tratta, confesso la mia ignoranza nel merito, di un trabiccolo che le mamme snaturate comprano per i loro figli; esso permette di sapere in ogni istante dove si trovi il pargolo, e in alcune versioni permette pure l’ascolto, all’insaputa del pargolo medesimo, delle frasi e dei rumori in sottofondo.

Se lo avesse posseduto Honnecker, la DDR avrebbe risparmiato qualche milionata di spie della Stasi.

Va’ da se’ che spiare il proprio figlio a sua insaputa porta a danni incommensurabili, la prima devastazione riguarda il grado di fiducia che dovrebbe instaurarsi fra madre e figlio nel corso degli anni, la seconda, ancor piu’ grave, porta a una deresponsabilizzazione del pargolo, la terza fa’ si’ che la mamma aumenti a dismisura il fattore protettivo, fatto di possibili rapimenti, stupri, vendita di organi, extracomunitari con la droga, belzebu’ e orchi al seguito, controllo dei professori a scuola, dato che piu’ va’ avanti il tempo e piu’ trovo madri che con noncuranza sparano ad alzo zero sugli insegnanti (ovviamente sempre “terroni” e “incapaci”) colpevoli, a loro dire, dell’ignoranza e della maleducazione dei loro integerrimi figli.

Sono certo che il Compagno Roberto, durante le sue ore di lezione, proibisca questo aggeggio, e auspico che una falange armata di professori sequestrino e distruggano l’orologiospia nel breve periodo.

 

C’e’ poi il capitolo, un po’ meno grave, del come il ragazzino si comporti con sto coso al polso.

Tempo due minuti e ha gia’ capito l’antifona, un tredicenne, se vuole, cracka il cellulare del genitore in men che non si dica.

Cosi’, un amico della ragazza che mi ha raccontato questa ennesima eresia (all’inizio pensavo fosse uno scherzo), in quattro e quattrotto ha deviato il segnale su un altro apparecchio, sistemato nel cassetto della scrivania a casa di un amico, cosi’ la mamma e’ contenta, il pargolo e’ sito in casa di amici e studia, cazzo quanto studia, non vola una mosca.

Davvero brave, mi raccomando, continuate cosi’.

 

Per contro, sono certo che molti di voi mai penseranno di ammanettare i propri figli con questo nuovo modo che sembra molto ai primi processori del controllo numerico, e questo mi rasserena un po’.

 

  1. Carissimo Zac, robe da brividi!
    L’altro giorno pensavo: ma perché in giro a piedi da soli ci sono solo bambini stranieri? Hai notato? I piccoli italiani non li vedi più, se non dietro ai vetri scuri del SUV di papà (SUV che si spingono fin sopra i marciapiedi per avvicinare di più il pargolo all’entrata della scuola, che non si stanchi troppo poverino). E così, il bimbo arriva a scuola bello riposato, e con l’insegnamento-esempio del genitore a non rispettare le norme stradali, che puoi anche parcheggiare sul marciapiede, puoi fermarti in mezzo alla corsia con le 4 frecce, ecc… E, di contro, i bambini indiani, africani, slavi, che li vedi andare e venire da soli, belli indipendenti ed attenti al traffico. Mi auguro che questi genitori italici del nuovo millennio non si lamentino, tra vent’anni, quando i loro figli resi idioti si ritroveranno ad invidiare l’emancipazione e l’indipendenza dei loro amichetti stranieri!

    Un abbraccio, J.

  2. Prima di commentare questa tua riflessione, Zac, una breve storia di bambini di una volta: la mia. Andavo alle elementari quando vivevo a Torpignattara, zona popolare della periferia di Roma, sulla Via Casilina. Che ricordi io, fin dalla prima elementare mia madre mi accompagnava a scuola, più o meno 800 metri da casa mia, la prima settimana. Mi accompagnava e mi spiegava: qua devi fare così, a questo incrocio devi fare in questo modo, davanti a questo negozio devi attraversare e poi le classiche raccomandazioni tipo non accettare caramelle dagli sconosciuti…. poi, con la mia sorellina più piccola di un anno, dovevamo cavarcela da soli per il resto dell’anno scolastico, andata e ritorno, acquisto della colazione compresa, in un forno poco distante da casa (pizzetta rossa a 10 lire o i più classici cornetti a 5 lire, il “refettorio scolastico” arrivò in un’altra epoca). Nulla di eccezionale, se non che c’era da attraversare la via Casilina ad un semaforo che a volte ancora torna nei miei sogni di adulto, come fosse un incubo che da grande vorrei esorcizzare. Un incrocio che da piccolino vedevo immenso ma ancor più problematico perché ci passava il tram che veniva dai “laziali” (stazione Termini) e andava ancora più fuori Roma. Un trenino di due carrozze ma che da bambino, ovviamente, vedevo come un treno grandissimo e pericolosissimo…. fine della storia.

    Quindi Zac, ci deve essere sicuramente un problema con queste mamme di oggi, mamme che ricorrono a questi mezzi di “controllo” ma che, probabilmente (sicuramente, secondo me) sono incapaci di educare e responsabilizzare il “pargolo”. E non è neanche valida la scusa che oggi ci sono i “mostri”. Ci sono sempre stati, ieri come oggi. Però, forse, ieri eravamo meno esposti agli stessi, perché più responsabilizzati ed educati… mentre oggi, a guardare questi bimbi sempre più tecnologici, ti rendi tuttavia conto che sono vulnerabili, vulnerabilissimi alla prima insidia.

    Neanche io sapevo di questo orologio che a me pare una mostruosità ancor più insidiosa della mancanza di responsabilità che caratterizza questi bambini di oggi.

    Dimenticavo, per riallacciarmi alla breve storia di cui sopra: se tornavo a casa dicendo che il maestro mi aveva “bacchettato” per qualcosa che non avrei dovuto fare… prendevo anche il resto dai miei genitori! A differenza di quelli di oggi che vanno a sporgere denuncia! E non venitemi a parlare di sistemi educativi violenti o coercitivi che vado in bestia: io sapevo benissimo quale era il mio ruolo e quello di un adulto. Sapevo che “l’autorità” doveva essere rispettata e ognuno aveva il suo ruolo: il figlio, faceva il figlio, i genitori facevano i genitori e non come adesso che un figlio sfancula il padre e quello, magari, ride pure!

    Buon proseguimento di domenica e un saluto a tutti i condomini.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: