Il Blog

I Volponi

In Politica on novembre 16, 2016 at 12:46 pm

Superamento.
Riduzione.
Contenimento.
Soppressione.
Revisione.

Sono i cinque vocaboli che indicano i sotto quesiti al quesito referendario, che e’ uno solo, dicono che vada bene cosi’, contenti loro.

Il problemuccio nasce se provi a ripetere alcune volte i cinque vocaboli uno dietro all’altro, e subito dopo pensare a una cosa, una qualsiasi, che vorresti non sparisse mai dalla tua vita, da un semplice posacenere alla persona più’ cara.

L’ho scoperto per puro caso ieri sera, rileggendo la scheda referendaria.

Ebbene, esimi Compagni:

NON VI VIENE IN MENTE NULLA!!!!!!!!

E’ ovvio, superamento, riduzione, contenimento, soppressione e revisione, non fanno di certo venire in mente il cane di casa o la vacanza più’ indimenticabile della vita.

Proprio no.

E una persona sana di mente, ma non informata sul quesito, mai penserebbe di votare no a queste cinque parole, che mica ti aspetti che dopo soppressione ci stia stampato “del vostro canarino”.

Ci vogliono fottere persino con i vocaboli,

Alé’.

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  1. Caro Zac e cari tutti,
    un ultimo saluto dal Wi-Fi meno 30. Direi di non preoccuparsi delle peripezie per estorcere un si. Più si agitano, peggio fanno. Oggi è sceso in campo Veltroni. Con tutto il bene che gli voglio, la sua infelice presenza su quel fronte neutralizza l’altra infelice presenza su quello del NO di Massimo D’Alema. Era l’unico punto (indiretto) a favore che avevano messo a segno. Se lo sono mangiato.
    David

  2. Caro David, innanzitutto complimenti a te! Sono davvero contenta, goditi il momento, mi raccomando! Io ho un debole per i Russi, perché ne ho conosciuto uno e mi è bastato: Dostoevskij.
    Ciao a tutti e ciao caro Zac. Mi è piaciuta la conclusione del tuo post:
    “Ci vogliono fottere persino con i vocaboli”. Io direi: “Ci fottono soprattutto con i vocaboli”!
    Non so se è solo una mia impressione, ma mi sembra che tanta gente oggigiorno non conosca la lingua italiana. E non si renda conto di quanto peso abbia ogni singola parola.
    Da sempre il linguaggio è il fondamento di ogni cultura e di ogni popolo. La nostra lingua ci consente di costruire frasi con infinite varietà di sfumature e di significati, che di fatto formano la realtà stessa. In quest’era di comunicazione sfrenata e totale, abbiamo perso un po’ di vista l’importanza di come ci esprimiamo, di come comunichiamo. E non sto dicendo che si deve conoscere la grammatica e la sintassi italiana (però aiuta!!), dico che dobbiamo metterci in testa che ogni parola, frase, dialogo che esprimiamo, crea conseguenze tangibili in chi lo riceve.
    Il premier che ci ritroviamo, se c’è una cosa che sa fare, è questa: esprimersi con frasi chiuse, affermazioni e mai interrogazioni, scegliendo meticolosamente termini assoluti, che non ammettano repliche. Termini come: tutti, nessuno, sempre, mai…
    Dunque, cerchiamo di usare bene la nostra lingua (vedete in che modo scrivono quelli in cui crediamo per un riscatto futuro – i giovani – quando usano i telefonini? Scrivono in un modo che, se lo fai alle elementari, ti bocciano all’infinito), ma soprattutto cerchiamo di non farci fregare da una comunicativa – quella che ad oggi usano tanti politici e giornalisti – dittatoriale e univoca. Se un messaggio non consente replica, non è un messaggio.

    Ciao ragazzi, buon venerdì a tutti!
    J.

  3. Ehi gente, cos’è successo? Mai visto il blog vuoto per più di due giorni!!

    Breve notizia colta al volo oggi da fonti fidate: a febbraio si terrà un altro referendum, regionale stavolta, per l’indipendenza del Veneto. Ma cosa stanno facendo?! Continuano a fissare comizi elettorali (costosi) per i referendum, se spendessero i soldi per le elezioni politiche, non sarebbe meglio?
    Con tutto il sacro rispetto per lo strumento referendario, ma porca miseria non puoi mica, ogni sei mesi, per ogni comitato che raccoglie firme, indire comizi che costano milioni!!

    Che ne pensate? Ciao!

  4. Cara Jessica,
    per non parlare di altre cose un tantino più importanti, come l’assistenza alle vittime del terremoto.
    Dei 100.000 sfollati, ben 20.000 non hanno ancora un letto. Dormono su brandine messe una accanto all’altra, senza nemmeno qualche centimetro di distanza e neppure lo spazio per camminare, in uffici pubblici abbandonati.
    Tutti questi disgraziati, che hanno perso la casa, tutto ciò che avevano e anche molti parenti stretti, sono già stati abbandonati. Chissà per quanti anni dovranno vivere così, ma noi nel frattempo faremo tanti referendum.
    Buonanotte
    David

  5. Ciao a tutti
    oggi ho letto un’intervista a Nanni Moretti per presentare il rifacimento di Palombella Rossa… dice esattamente ciò che penso ovvero che quella pellicola è ancora attuale, perché le parole sono davvero importanti e da parecchio tempo ce le stanno portando via, se ne sono appropriati. Parlano di Atto per il lavoro (Job Act) facendolo scomparire… ieri sera ho sentito citare due volte i malati di diabete dal ministro Lorenzin per difendere le ragioni del Si, ho provato disgusto rabbia e malinconia per il livello di dibattito, sofferenza per vedere gente che ancora dice di essere di centro sinistra ormai stare a proprio agio in quelle di uno di destra…
    Le parole sono importanti e io le sto perdendo
    hasta

  6. Cari tutti, ho rispolverato Il Politico di Platone. Il Politico, colui a cui spetta l’onere di governare una nazione, è una persona illuminata dal bene, capace più degli altri a riconoscere in ognuno la sua dote. Ovvero, uno in grado di circondandosi dei migliori, assegnando a ciascuno il ruolo più utile alla società che, per le sue attitudini, possa svolgere.

    Uno il cui scopo sia il benessere di tutti, e che si adoperi con capacità ad ottenerlo.

    Quando Platone ha visto che la società del suo tempo ha voluto morto il padre di tali principi, Socrate, ha perso fiducia nella democrazia. Ha pensato che il popolo non era in grado di scegliere per il meglio. La democrazia funzionava solo se ogni cittadino avesse effettivamente partecipato, con consapevolezza ed intenzione, alla vita politica. Calibrando le sue singole azioni quotidiane, i suoi rapporti con gli altri, in maniera onesta e costruttiva. Ma così non era.
    Ed ha optato, con tutte le ovvie critiche che ancor oggi gli si muove, per l’oligarghia. Dei sapienti, dice lui. Il potere in mano ai filosofi, detentori della conoscenza.

    Ovvio che il popolo a cui si riferivano i filosofi antichi non assomiglia al popolo come lo intendiamo oggi. Però l’impreparazione, l’ignoranza, il disinteresse sembrano gli stessi. Tanto brutti da portare un cervello così eccelso come quello di Platone a preferire quella che oggi chiameremmo dittatura.

    Ecco, volevo solo condividere le parole di un antico che a me pare sempre moderno.
    Baci. J.

  7. Compagniiiiiiii…. che periodo stressante!

    Ciao Zac e un abbraccio a tutto il condominio! Zac, credo farò tesoro della tua riflessione, per rivendermela alla prossima discussione! Che non è una roba remota ma, magari, avverrà proprio domani mattina durante il corteo per lo sciopero generale nazionale! Ci saremo proprio tutti (spero) e forse sarà la volta buona che il bimbominchia si fa un’idea di quanti giorni gli sono rimasti (se non l’ha già capito!)

    Comunque, a proposito de sto referendum, voglio farvi partecipi della mia modesta esperienza. Sono giorni di gran discussione, prendo di petto chiunque mi capiti a tiro ed abbia la faccia di uno che potrebbe votare SI. E’ incredibile quanta gente ancora ignori i contenuti della stessa o si beva quanto stanno spacciando in TV.

    Però, posso assicurarvi che è altrettanto incredibile quanta gente sia già convinta di votare NO… e non me ne fotte nulla se alcuni lo fanno solo perché hanno sui maroni il bimbominchia, Nel mio giro di amicizie sono tutti per il NO, tranne due mentecatti che mi sto lavorando. L’impressione che ho, per ora, è che siamo maggioranza e spero che tale rimanga.

    Il resto è stress… ma pare che quello sia una costante di questa esistenza! Ci sto comunque lavorando e spero di fotterlo presto!

    Compagni di condomio vi abbraccio ancora. Ciao Zac.

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